AdSP MAS: IL COMITATO DI GESTIONE APPROVA IL RIEQUILIBRIO ECONOMICO FINANZIARIO DI VENICE-RO PORT MOS

Venezia-Riunitosi oggi nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale, il Comitato di gestione ha approvato il riequilibrio del piano economico finanziario e la variazione del contenuto della concessione assentita alla società Venice-Ro Port MOS.

Il presidente Pino Musolino ha dichiarato:

“Si chiude oggi un lungo iter amministrativo, fatto anche di momenti di studio e di analisi, durante il quale la nostra proposta di riequilibrio del piano economico finanziario relativo alla società Venice-Ro Port MOS ha ricevuto i pareri favorevoli del Dipartimento Interministeriale di Programmazione Economica e dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato. Tutti i tecnici e i legali esperti in infrastrutture pubbliche coinvolti hanno confermato l’utilità e la sostenibilità dell’operazione, che è risultata necessaria per evitare il rischio di gravi danni economici per l’erario oltre che l’interruzione delle attività” dichiara il presidente Musolino facendo riferimento allo stanziamento di 9 milioni di euro per mettere in sicurezza la continuità aziendale della società privata operante nel terminal di Fusina, le cui finanze risultavano in grave dissesto già dal 2018.

“C’era il concreto rischio che il mancato avvio dei lavori nella Darsena Sud a Fusina comportasse l’obbligo di restituire all’Unione Europea circa 7,9 milioni di euro afferenti al progetto Adriamos, di cui il terminalista aveva beneficiato per costruire la struttura operativa dal 2014 e considerata strategica di interesse nazionale. Il rifinanziamento consentirà anche di evitare l’alea di un’azione legale per risarcimento con rischio per un danno emergente di svariate decine di milioni di euro, oltre che la perdita del canone demaniale, quantificato sull’intera durata della concessione in oltre 40 milioni. Un operatore finanziariamente sano – conclude il presidente Musolino – permetterà, inoltre, di mantenere un forte presidio nel comparto ro/ro-ro/pax, che è cresciuto a doppia cifra negli ultimi due anni, salvaguardando i posti di lavoro esistenti e permettendo la crescita dei traffici e il rilancio dell’occupazione”.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, rende noti i dati di traffico della merce movimentata negli scali di La Spezia e Marina di Carrara nello scorso anno

Complessivamente i dati sono i seguenti:

18,9 MILIONI DI TONNELLATE DI MERCE (+3,3%)
1.491.000 CONTENITORI (-3,9%)
650 MILA PASSEGGERI (+31%)

Nel dettaglio, si riportano i dati dei singoli scali

PORTO DELLA SPEZIA

Traffico contenitori
Il porto della Spezia assiste nel 2019 ad un leggero calo nel traffico contenitori con una movimentazione complessiva di 1,41 milioni di TEU (-5%). La flessione è da attribuire sostanzialmente alla ridotta attività di trasbordo che ha interessato lo scalo spezzino per tutto il 2019.
Si tratta comunque di volume di traffico molto rilevante che conferma il porto della Spezia al secondo posto in Italia tra gli scali di accesso ai mercati di destinazione finale, con una quota che si attesta intorno al 18% del mercato nazionale.

Traffico su ferro
In leggera crescita il trasporto intermodale a ferrovia che ha interessato il terminal LSCT: nel 2019 si sono movimentati circa 360mila TEU trasportati (+2,4%), su un totale di circa 7.800 treni, con una quota di trasporto ferroviario al netto del trasbordo superiore al 30%, quota tra le più rilevanti in Italia ed in Europa, che conferma la costante eccellenza dello scalo in questa modalità di trasporto.

Traffico complessivo
In termini di tonnellate complessive, il traffico che nel 2019 ha interessato il porto spezzino si attesta a 15,9 milioni (+0,6%), di cui 2,1 milioni di rinfuse liquide (+55,8%), 371mila di rinfuse solide (-59%) e 13,4 milioni di merci varie (-1%).
Oltre l’84% la quota di trasporto containerizzato sul traffico totale del porto.

Passeggeri
Nel 2019 sono transitati complessivamente nel golfo della Spezia 623mila crocieristi (+32%) dei quali 3.842 in homeport, imbarcati e sbarcati ai terminal crociere.
Le navi passeggeri che hanno scalato il golfo spezzino sono state 169. Per il 2020, sulla base delle prenotazioni pervenute, è stimato un traffico passeggeri di oltre 800mila unità.

PORTO DI MARINA DI CARRARA

Ottimi risultati per il Porto di Marina di Carrara, che chiude il 2019 con un incremento complessivo del traffico merci del 20%, con un totale di 3 milioni di tonnellate movimentate, di cui 676mila come rinfuse solide (+37%) e 2,32 milioni come merci varie, con incremento del +16%.
Tra quest’ultime, 1,1 milioni sono le merci containerizzate (+28,5%), 693mila il traffico Ro-Ro (+19,4%) e 503mila le altre merci varie (-7,8%).
In crescita il traffico contenitori con 81.156 TEU movimentati nell’anno (+40%).
Il traffico passeggeri si attesta a 26.565 transiti, con un incremento del 12,9% sul 2018.

La Sicilia in vetrina al Salone di Dusseldorf

Una vetrina internazionale per la Sicilia presente fino a domenica 26 gennaio al “Boot Dusseldorf 2020″, capitale d’inverno della nautica da diporto. Sono 38 le aziende siciliane operanti nel settore nautico presenti negli sconfinati espositivi della città della Renania-Vestfalia.

Millenovecento gli espositori annunciati, provenienti da 71 nazioni, con prodotti e servizi che spaziano dalle piccole imbarcazioni fuoribordo ai motoscafi cabinati e ai super yacht, dai battelli pneumatici alle barche a vela, dalle moto d’acqua ai surf e alle tavole a vela, per non dire delle attrezzature per il diporto, la subacquea e gli sport acquatici, e di tutto ciò che riguarda il turismo nautico e la salvaguardia dell’ambiente marino. Sono 230mila i metri quadrari dedicati allo spazio espositivo e almeno 250mila i visitatori attesi da oltre cento nazioni.

Altamente qualificata la collettiva siciliana che mette in campo la sua cantieristica, ma anche la produzione di forniture di componenti e accessori, senza dimenticare gli operatori del turismo nautico.

“Ancora una volta – commenta l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano – siamo al fianco delle nostre imprese, per sostenere e promuovere l’eccellenza siciliana nel settore dell’industria nautica da diporto. Si tratta di un settore in crescita che conta seimila dipendenti e 140 approdi turistici distribuiti su tutto il territorio regionale con un fatturato medio complessivo che sfiora il tetto dei cinquanta milioni e che dunque va fortemente valorizzato soprattutto puntando sull’internazionalizzazione”.

La presenza siciliana al salone nautico tedesco è stata possibile nell’ambito dell’azione 3.4.1. del Po-Fesr Sicilia 2014/2020 che prevede progetti di promozione dell’export destinati a imprese individuate su base territoriale o settoriale. Secondo i dati forniti dal dipartimento regionale delle Attività produttive il contributo concesso ammonta in totale a centomila euro da suddividere tra le 38 aziende ammesse.

Regione Sicilia: A Barcellona si mette in sicurezza il litorale

Un altro tratto della costa tirrenica da difendere dalla furia dei marosi che, negli anni, hanno divorato intere porzioni di litorale. E’ quello che ricade nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, e che è compreso tra due torrenti: il Longano e il Termini. In particolare, nella zona adiacente alla foce di quest’ultimo anche la sede stradale del lungomare è andata distrutta e l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, già impegnato a mettere in sicurezza oltre ottanta chilometri di costa, è pronto a intervenire.

I primi lavori di ripascimento risalgono a oltre dieci anni fa: si operò allora su ottocento metri di battigia, una porzione esigua rispetto alle reali dimensioni del fenomeno erosivo. Adesso, invece, sono circa due chilometri quelli per i quali la Struttura commissariale, guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, ha finanziato la progettazione, pubblicando la gara per affidare, contestualmente, anche le indagini sedimentologiche, biologiche e archeologiche.

Per schermare quest’altro tratto di litorale si prevede di realizzare pennelli a mare in ghiaia e materiale sabbioso lunghi settanta metri. Strutture che dovrebbero portare benefici pure per la spiaggia a levante del Longano, consentendo di proteggere, di riflesso, anche il centro abitato di Calderà, uno dei luoghi più affollati durante il periodo estivo.

Porto della Spezia, presidente Toti: un tavolo con Emilia e Toscana per Mini Pontremolese

Road map in attesa dell’opera complessiva

È il secondo porto italiano, sta facendo bene e ha tutta la nostra attenzione

La Spezia-Una mini Pontremolese attraverso un tavolo interregionale anche con Emilia e Toscana per realizzare una serie di opere in grado di dare le risposte che il territorio si aspetta, in attesa del progetto complessivo. Un’opera su cui si deve ragionare concretamente, a cominciare da iniziative concrete: dall’implementazione delle stazioni che non consentono l’incrocio dei treni sulla linea e da una riduzione delle tariffe da parte di RFI, in attesa del progetto complessivo di raddoppio che richiede più tempo.

È l’impegno di Regione Liguria comunicato oggi dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nell’incontro svoltosi presso l’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale alla Spezia alla presenza degli operatori portuali. Una riunione per fare il punto sulle esigenze degli addetti ai lavori in porto a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, la presidente dell’Autorità Portuale Carla Roncallo e il segretario generale Giuseppe Di Sarcina, la parlamentare Manuela Gagliardi e il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.

Il tema delle infrastrutture è stato al centro dell’incontro, insieme a quello della sicurezza in un porto, quello della Spezia che ha percentuali di trasporto su ferro superiori al resto d’Italia, a cui si devono dare risposte concrete e strategiche per la comunità.
“La ferrovia rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo del porto della Spezia – ha sottolineato il presidente di Regione Liguria – E la Pontremolese deve essere inserite dentro le reti Ten-T e diventare prioritaria in Europa nel 2023. Un periodo nel quale il ruolo di Regione Liguria sarà ancora di più fondamentale se riesce a mettere insieme le volontà delle regioni limitrofe, per avere un consenso comune e presentarsi ai tavoli di revisione delle reti Ten con un consenso allargato e interregionale”.

“Per noi la Pontremolese è un’infrastruttura prioritaria – ha detto Toti – e in attesa del raddoppio definitivo si può ragionare per gradi, per migliorare l’operatività dello scalo”. Regione Liguria, ha ricordato il governatore, sta prestando la massima attenzione al porto della Spezia dove, in primavera, partiranno i lavori per i binari che consentiranno la creazione di treni da 750 metri”. “Inoltre – ha continuato Toti – stiamo lavorando con Rfi per ragionare sulle tariffe di traccia che possono essere un altro aiuto alla competitività di questo porto. Un porto che è cresciuto, è all’avanguardia in Italia: ha raggiunto il milione di crocieristi, per i contenitori è il secondo porto del paese in una regione che ha già il primo porto per numero di contenitori e tutto questo dà l’idea dell’importanza della Liguria. È un porto che sta facendo bene e che merita tutta la nostra attenzione”.

Toti ha voluto anche ricordare, rispondendo ad eventuali obiezioni che “Non vi è nessun rischio di divisione tra città e porto se ognuno continua a fare la sua parte secondo un percorso di investimenti largamente conosciuto e condiviso. Oggi infatti la città di Spezia e il porto sono molto più integrati di un tempo e La Spezia è uno dei modelli di Liguria che vorremmo costruir”. “Quest’anno – ha aggiunto il presidente – sono infatti previsti quasi 1 milione di crocieristi. Un obiettivo che si può raggiungere perché è stato perseguito negli anni scorsi e che ci conferma che è stata fatta la scelta giusta”.

“Attualmente c’è un progetto che prevede ampiamenti di banchine, un molo nuovo, un progetto importante riguardante la stazione marittima e la riqualificazione del waterfront della città per molte decine di milioni di euro di investimenti – ha continuato Toti – Per dare gambe a questo piano e farlo andare avanti occorre che tutti si mettano d’accordo e che si assumano un impegno concreto. Non c’è nulla da discutere o da litigare, ma solo fare”.

Il porto della Spezia è avanti anche sul tema della sostenibilità ambientale: ha infatti una percentuale di ferro superiore agli altri porti ed è pronto a diventare primo porto per sostenibilità e infrastrutture. Anche grazie all’elettrificazione delle banchine e allo switch previsto sui carburanti a minor contenuto di zolfo.

Questo per dire che nel complesso tessuto industriale della Spezia, il suo porto è cresciuto di più in assoluto insieme a Genova e insieme al mercato turistico.

“La politica, secondo il governatore, deve fare la sua parte e penso che lo stia facendo cercando interlocutori e sensibilizzando il governo centrale. Ma affinché ci sia la giusta sensibilità i progetti vanno condivisi da tutti i soggetti: Regione, Comune, chi fa impresa, opinion leader dei territori. Oggi è il primo passo per una città che rappresenta un modello su cui mi auguro incida anche la transizione dal carbone al gas della centrale Enel. Il fatto che si possa fare impresa e shipping in uno degli scenari turistici più suggestivi d’Italia è un altro motivo di vanto. Tutti dobbiamo condividere e trasferire ciò in un dibattito nazionale che deve avere in primo piano il tema della logistica, della pontremolese, delle regole e della riorganizzazione del porto”.

Taranto: Cambiamenti climatici. Gli scienziati fanno il punto

Il 30 gennaio a Taranto un seminario organizzato dall’Università e dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici.
I cambiamenti climatici influiscono su molti aspetti del nostro territorio e della nostra società: attività produttive, salute pubblica, tempo libero, la qualità dell’ambiente marino e terrestre, la produzione e consumo di energia, cibo e molto altro.

La comunità scientifica lavora costantemente per produrre conoscenze concrete e affidabili su come cambierà il territorio nei prossimi decenni in conseguenza del clima, quali impatti possiamo attenderci e come affrontarli. Dalla collaborazione tra la scienza e gli attori del territorio (enti pubblici, aziende, associazioni, cittadinanza) nascono quelle iniziative che, a partire da scenari futuri, disegnano strategie e azioni per intervenire oggi e renderci pronti per gli anni che verranno.

Il 30 gennaio a Taranto, nell’ex Cappelletta della caserma Rossarol, sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, si terrà un seminario con la partecipazione di scienziati ed esperti per analizzare le principali sfide legate ai cambiamenti climatici, le conseguenze e le soluzioni su cui è possibile lavorare.

Saranno presenti: Giovanni Coppini, Direttore della Divisione Ocean Predictions and Applications della Fondazione CMCC, Alfredo Reder, esperto di modelli regionali ed impatti geo-idrologici della Fondazione CMCC, Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level, Domenico Capolongo, del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari, Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Bruno Notarnicola, docente di Ecologia industriale e presidente della Rete Italiana LCA e Pietro Vito Chirulli, imprenditore, amministratore unico di Serveco.

L’evento sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio le sfide che attendono la nostra società nel breve e nel lungo periodo, ma anche l’occasione di riflettere sulle conseguenze di alcune nostre azioni quotidiane. La partecipazione all’evento è gratuita.

Programma:

Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto: Saluti
Prof. Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici e Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture – UNIBA: Saluti
Prof. Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Saluti
Dott. Giovanni Coppini, Fondazione CMCC: Il futuro del mare in un clima che cambia
Dott. Alfredo Reder, Fondazione CMCC: Scenari di cambiamento climatico a scala nazionale e locale
Dott. Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level: Effetti delle variazioni del livello del mare
Prof. Domenico Capolongo, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Il dissesto idrogeologico nel clima che cambia
Dott. Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia  – UNIBA: Biodiversità marina e cambiamento climatico: specie aliene vs specie native
Bruno Notarnicola, Professore di Ecologia industriale e Scienze merceologiche e presidente della Rete Italiana LCA: L’approccio del Ciclo di Vita per l’identificazione e la minimizzazione dei gas serra
Pietro Vito Chirulli, Imprenditore e Amministratore Unico di Serveco srl: Cambiamenti climatici e sistemi economici

CRYPTOLOGISTICA E LOGISTICA CONNESSA: STATO DELL’ARTE, OPPORTUNITÀ E RISCHI. A MILANO IL 30 GENNAIO

Il 20% dei costi di una spedizione di merci internazionale deriva dalla gestione della documentazione (ricerca del World Economic Forum).
Nel 2025 il mercato della cryptologistica avrà un valore a livello mondiale di 9,8 miliardi di dollari.
L’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti ritiene che le cryptotecnologie trasformeranno radicalmente il settore.

Milano- Secondo una ricerca del World Economic Forum, un quinto dei costi relativi alla spedizione di un container su una tratta internazionale è da attribuire alla creazione, elaborazione e gestione della documentazione. Nonostante la progressiva digitalizzazione portata avanti dalle autorità doganali e dai dipartimenti interni delle grandi aziende logistiche, ancora oggi la quantità di carta generata è impressionante. Una delle conseguenze è che, soprattutto nel passaggio da un attore della catena logistica al successivo, si possono verificare errori che fanno perdere tempo e denaro, ma anche provocare complicazioni peggiori. Secondo le statistiche del Cargo Incident Notification System un quarto di tutti gli incidenti gravi che avvengono a bordo delle portacontainer è da attribuire a errori nella descrizione del carico.

Non è quindi sorprendente che i settori dei trasporti e della logistica siano caratterizzati da un utilizzo crescente delle soluzioni ICT con l’obiettivo di ridurre il carico documentale e automatizzarne la gestione e di migliorare il monitoraggio e il tracciamento dei carichi e dei veicoli. La tendenza subirà un’accelerazione nei prossimi anni grazie alle innovazioni in questo campo. Tra le più importanti ci sono i distributed ledger privati e pubblici basati sulla crittografia e l’Internet of Things.

La diffusione di sensori IoT a basso costo permette infatti di generare dati ricchi di informazioni su di un carico specifico (posizione, temperatura, orientamento spaziale, ecc.) che possono attivare automaticamente le regole scritte in una blockchain. In questo modo, per esempio, la comunicazione dell’orario e delle condizioni di arrivo di un carico di vino in un remoto porto del sud-est asiatico non dipenderà più dalla tempestività (e “precisione”) dell’operatore locale di handling ma sarà gestita da tecnologie neutre e inviolabili.

Una recente ricerca di Allied Market Research stima il valore del solo mercato delle cryptotecnologie per la logistica a 9,8 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita media annua di oltre l’80%.

Sono cifre impressionanti confermate dagli investimenti in corso. Secondo un recente studio del Boston Consulting Group, solo dal 2013 all’inizio del 2019 il venture capital ha investito 300 milioni di dollari su start-up attive in questo ambito, cui vanno aggiunti gli investimenti diretti degli operatori logistici.

Il rovescio della medaglia è che la crescente digitalizzazione porta a maggiore rischio di violazione dei sistemi informatici di gestione delle diverse fasi logistiche, e all’ampliarsi della “superficie d’attacco” a disposizione degli hacker. Paradossalmente però il maggiore ostacolo ad una più rapida ed ampia adozione di queste tecnologie è la resistenza degli operatori. Ancora più paradossale è il fatto che gli operatori sono convinti che effettivamente le tecnologie saranno in grado di risolvere i problemi, sino a cambiare completamente il settore. Questa situazione è messa in luce dal già citato studio di BCG, secondo cui l’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti è convinta che la blockchain e le tecnologie collegate cambieranno il settore, ma tre quarti degli stessi soggetti esplorano l’opportunità solo in modo superficiale o per niente del tutto.

La causa fondamentale non sono le difficoltà o i rischi tecnologici ma la mancata cooperazione e lo scarso coordinamento tra gli operatori soprattutto appartenenti a diversi segmenti della catena logistica.
D’altra parte, alcuni giganti del settore hanno imboccato decisamente la strada, ed essendo blockchain e IoT tecnologie di rete, la loro affermazione è destinata a diventare inarrestabile superata una certa soglia di adozione. Quanto siamo vicini alla soglia? Chi lo scoprirà per primo avrà guadagnato un vantaggio competitivo.

L’argomento sarà tra quelli di punta trattati durante Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry, che ha come filo conduttore dell’edizione 2020, l’industria, la logistica e i trasporti italiani nel mondo, all’epoca del ritorno dei confini e della diffusione delle tecnologie disruptive. Cryptologistica e logistica connessa rientrano a pieno titolo in queste ultime. Durante la sessione dedicata, in programma nel pomeriggio del primo giorno di conferenze, si cercherà di capire cosa sta accadendo in Italia, come si stanno muovendo operatori ed istituzioni, e come l’adozione di queste tecnologie possa contribuire alla competitività del sistema logistico nazionale.

Maggiori dettagli sull’agenda delle due giornate sono disponibili sul sito web www.shippingmeetsindustry.it.
La manifestazione è gratuita, per registrarsi www.shippingmeetsindustry.it/registrati

I porti turistici della rete FVGMarinas vi aspettano allo stand del Friuli Venezia Giulia: BOOT Düsseldorf 2020

Düsseldorf-Anche quest’anno i 20 porti turistici della rete FVGMarinas si presenteranno allo BOOT di Düsseldorf. Nel nuovo stand regionale presso il  padiglione 13 D48 si punta sulla varietà e sul divertimento – e sullo stile di vita “in barca”. Presentazioni, interviste dal vivo, il lancio di un nuovo video appositamente realizzato da PromoTurismoFVG sulla costa e sull´offerta turistica legata alla nautica in Friuli Venezia Giulia e, non ultimo, il divertente “Rally dei nodi”, in cui noti velisti sfidano i visitatori, avvicineranno il pubblico internazionale alla Regione e all’offerta di una delle più interessanti collaborazioni del settore nautico italiano.

PromoTurismoFVG, Ente regionale ritiene strategico il prodotto nautico per lo sviluppo turistico del territorio, sia come motivazione di viaggio che come esperienza collaterale per chi è già in vacanza in regione. L’offerta nautica è stata pertanto inserita all’interno dei suoi piani di promozione, di cui le fiere, il video ed altre azioni sono parte integrante e vengono realizzate in sinergia con la rete FVGMarinas e gli operatori della fiera.

Gubane e frico – chi non conosce queste specialità non è mai stato in Friuli Venezia Giulia, dove il mare Adriatico tra il Golfo di Trieste, all’estremo nord-est, passando per Grado e Lignano Sabbiadoro accarezza le coste variegate della Regione e offre al turista nautico un`eccellente cucina e i migliori vini del nord Italia. Vini come la Ribolla Gialla qui sono di casa ma anche lunghe spiagge sabbiose che si alternano a suggestive coste rocciose e alla natura incontaminata della Laguna di Grado e Marano.

I 20 porti turistici che nel 2016 si sono uniti nella rete FVGMarinas con ben 7.000 posti barca a disposizione per vela e motore completano l´offerta. Da allora si sono sviluppati sempre piu´. Non solo FVGMarinas, nel suo 5° anno di attività, ha continuato ad avere successo nel marketing congiunto, ma con azioni come la FVGMarinas Card ha anche creato un vivace scambio di transiti tra i singoli porti turistici partecipanti e ha fatto conoscere sempre più la Regione e le sue bellezze alla propria clientela.

Fortunato Moratto e Stefano Sponza, entrambi amministratori della rete, vedono uno sviluppo positivo. “Ci auguriamo che molti colgano l’occasione per conoscere l’eccezionale qualità dei nostri porti turistici e dei nostri servizi”, dice Fortunato Moratto. E Stefano Sponza aggiunge: “Gli anni passati dalla fondazione della rete hanno dimostrato che la cooperazione è importante per porre un accento importante nella competizione internazionale”.

A Düsseldorf FVGMarinas sarà quindi ancora una volta presente con tutti i suoi porti turistici in un unico stand. Le attività sullo stand e sul palco sono estremamente varie. Marinai conosciuti in tutta la Germania e l’Austria, come Claus Aktoprak, Julian Kircher (Mastermind dell’Austrian Ocean Race Project – il primo equipaggio austriaco a partecipare al Ocean Race) o Christian Kargl, uno dei migliori velisti austriaci, si riuniranno per partecipare alla Rally dei nodi che si terrà giornalmente presso lo stand 13 D48 alle ore 12:30. Chi è il più veloce a fare il nodo di gassa? Sotto l’hashtag #Knotenrallye oppure #Rallydeinodi i visitatori potranno competere con i migliori. Premi come le tipiche specialità friulane Frico o Strucchi verranno assegnate ai vincitori affamati.

La rete FVGMarinas solo pochi mesi fa è diventata rete soggetto. Il settore nautico gioca, infatti, un ruolo strategico nello sviluppo turistico della costa del Friuli Venezia Giulia coniugando la vacanza in barca all´esplorazione delle bellezze del territorio e dei suoi servizi. Saranno presenti allo stand anche i responsabili della Rete che saranno lieti di fornire informazioni sulle ultime promozioni, sulle iniziative ambientali all’ínsegna della sostenibilità come il progetto “Plasticfree Lignano”, l’utilizzo di energie rinnovabili e la Bandiera Blu.

Tra gli altri momenti salienti, la presentazione del filmato realizzato da PromoTurismoFVG, che riflette le emozioni della navigazione nelle acque azzurre lungo la costa del Friuli Venezia Giulia e racconta l`offerta turistica della costa, oltre a varie interviste e apparizioni allo stand e sul palco di Travel World. Motivo sufficiente, quindi, per visitare FVGMarinas alla BOOT Düsseldorf e a scoprire le nuove promozioni, le offerte e i tesori della Regione.

I Marina

I Marina del Friuli Venezia Giulia sono la porta d’accesso ad una regione ricca di suggestioni che coniugano felicemente benessere e divertimento: qui cultura, storia e tradizioni locali sono vivi e palpitanti, nei centri balneari, nelle città ricche di storia, nei siti archeologici o nelle numerose Riserve Naturali Regionali. L’offerta enogastronomica d’eccellenza e la possibilità di praticare numerose attività sportive permettono di vivere la nautica come esperienza a 360°.
La Rete riunisce 20 porti turistici della regione Friuli Venezia Giulia, con oltre 7000 posti barca dai 6 ai 100 metri di lunghezza, dalle foci del Tagliamento a Muggia:

• Lignano Sabbiadoro, Aprilia Marittima e fiume Stella: Porto Turistico Marina Uno Resort, Marina Punta Faro Resort, Marina Resort Punta Gabbiani, Marina Punta Verde, Darsena Porto Vecchio, Aprilia Marittima 2000 Dry Marina, Marina Stella Resort, Dry Marina Punta Gabbiani;
• San Giorgio di Nogaro e laguna di Marano: Portomaran, Shipyard & Marina Sant’Andrea, Cantieri Marina San Giorgio, Marina Planais;

• o: Darsena San Marco, Marina Primero, Porto San Vito;
• MonGradfalcone: Marina Hannibal e Marina Lepanto Resort;
• Trieste e Golfo di Trieste: Portopiccolo, Porto San Rocco Marina Resort, Marina San Giusto.

Per maggiori informazioni: fvgmarinas.com e pagina Facebook FVG Marinas Network.

Nelle foto dell’edizione 2020 della fiera BOOT di Düsseldorf: Collaboratori dei marina della rete FVG Marinas presso lo stand.
Foto di gruppo della rete FVG Marinas a Marina San Giorgio insieme all’Assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Graziano Pizzimenti.

Credit: Susanne Guidera e Rete FVG Marinas Network


AdSP MAM-ZES INTERREGIONALE ADRIATICA: GRANDI OPPORTUNITA’ DI CARATTERE FISCALE E AMMINISTRATIVO

Con la formale istituzione della Zona Economica Speciale Interregionale Adriatica possono finalmente iniziare a cogliersi le grandi opportunità rappresentate da notevoli benefici, in termini fiscali e di semplificazione amministrativa, contenute in tale strumento volte come sono a determinare un significativo impulso alla crescita economica e occupazionale nel territorio di riferimento.

Per la semplificazione delle procedure amministrative, in particolare, sono attuative le previsioni contenute, per l’appunto, nel cd. “Decreto Semplificazioni” – decreto legge 14 dicembre 2018, nr. 135, convertito con modificazioni dalla legge 11 febbraio 2019, nr.12 – laddove all’art.3-ter – semplificazioni per le zone economiche speciali – ZES e per le zone logistiche semplificate – ZLS – vengono disciplinati diversi criteri derogatori alla normativa vigente, dall’abbattimento di un terzo dei termini di cui agli articoli 2 e 19 della legge 241/90, di quelli previsti dal d.lgs 152/2006 in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), VAS (Valutazione Ambientale Strategica), AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), dei termini contenuti nel d.lgs 42/2004 e dPR 31/2017 in materia di autorizzazione paesaggistica, dei termini di cui al dPR 380/2001 in materia di edilizia e della legge 84/94 in materia di concessioni demaniali portuali fino all’abbattimento della metà dei termini previsti nelle Conferenze dei Servizi da indirsi ai sensi dell’articolo 14 – bis della legge 241 del 1990 preordinate all’acquisizione delle autorizzazioni,  licenze, permessi, concessioni, nulla osta o altri atti di assenso comunque denominati.

Proprio tale ultima disciplina derogatoria, a valere anche quale test della reale valenza delle semplificazioni in questione, è stata posta in essere per la prima volta da questa Autorità di Sistema portuale, in occasione della indizione della Conferenza dei Servizi in modalità asincrona, datata 16 gennaio 2020, per l’approvazione del progetto definitivo, ai sensi dell’art.27, comma 1 del d.lgs 50/2016, riferito alla realizzazione della vasca idrica di accumulo a Costa Morena Est. Infrastruttura questa, di corredo della piastra intermodale ultimamente realizzata, volta a rendere notevolmente più efficace il funzionamento dell’impianto idrico nell’area, composta com’è da un sistema di disconnessione tra l’alimentazione di acqua potabile dell’ente fornitore (AQP) e l’utente finale (navi) tramite la realizzazione di riserva idrica della capacità utile pari a 400 mc attrezzata di una stazione di spinta.

Il porto di Brindisi verso un accordo blu?

Il Comune di Brindisi si fa carico di stipulare un “blu agreement” con Capitaneria di Porto, Arpa e Provincia al fine di evidenziare particelle inquinanti nell’aria e salvaguardare la salute dei cittadini. Niente di strano: gli compete. L’effetto “Greta” si riversa anche sui porti? E tutte le città-porto concorrono a stipulare accordi blu. Non tutte le città sono uguali e non tutti i porti hanno le stesse funzioni.

Valutare la qualità dell’aria, per i vari assessori comunali che si affacciano sui porti, è divenuto un must per promuovere il “tutto” elettrico, oltre alla gestione della raccolta e rimessa in discariche dei rifiuti urbani. Oggi forse fa “notizia” interessarsi di navi e porti, dopo che in alcune città sono proprio loro a fermarne lo sviluppo economico/occupazionale delle attività portuali. Abbiamo posto alcune domande ad Adriano Guadalupi, Rappresentante Fedespedi
Tavolo di partenariato AdSPMAM, oltre ad essere presidente del Propeller Club Port of Brindisi.

Presidente, anche Brindisi si appresta a firmare un accordo per l’ambiente portuale?

Non so se si tratta di un protocollo; so soltanto che l’Amministrazione Comunale ha invitato Autorità portuale, Capitaneria di Porto, Arpa, Provincia per il prossimo 03 febbraio a un tavolo sull’ambiente. Ancora una volta, la politica del ”palazzo” è lontana dalla realtà cittadina: ci sono problemi per garantire lavoro e occupazione, ditte che chiudono i battenti senza uno sviluppo industriale, senza una programmazione per affrontare la fase di transizione verso la decarbonizzazione e noi ci troviamo ancora con una sovrastruttura burocratica che si unisce alle tante altre per propagandare una certa politica ambientale.

Brindisi è una città portuale o una città con un porto? L’autonomia amministrativa gli consente di salvaguardare la salute dei cittadini.

So solo che Brindisi sta attraversando un periodo difficile in ambito portuale con le sue infrastrutture e la sua retroportualità che non decolla. E poi, basta percorrere le strade, piene di buche e con barriere, diventate ormai percorsi di guerra, erbaccia ampia e sporca, autobus cittadini e provinciali obsoleti e inquinanti, pensiline per la mobilità urbana rotte, strade e corsi principali intasati di auto in giro per trovare parcheggi, siti di distributori di carburanti, pericolosi, inquinanti e rumorosi, posizionati sotto i palazzi al pari di  veri impianti industriali per lavaggi a ciclo continuo, senza rispetto per l’ambiente e per la salute dei cittadini, alberi ornamentali che coprono la illuminazione cittadina ed entrano nei balconi delle case; tutto questo non è importante per i vari assessori all’ambiente?

Altre Amministrazioni locali si stanno impegnando sul fronte del “green deal”

Genova, La Spezia e Livorno sono preoccupate per il superamento del limite della media annuale per il biossido di azoto – NO2 – e … quindi, perché non a Brindisi? Brindisi, per traffico portuale, al pari di questi hub portuali italiani? Si spera, ma non è così, visto che gli operatori stessi lamentano da molto tempo il declino delle attività portuali e vista la scarsa sensibilità degli Enti locali nei confronti dei problemi portuali.

L’AdSP del Mare Adriatico meridionale che cosa sta facendo per l’ambiente?

E’ del mese scorso, l’approvazione da parte dell’AdSPMAM, del Documento di Pianificazione Energetica ed Ambientale, tra l’altro, documento di totale ed esclusiva competenza dell’Autorità di Sistema Portuale. Certo, a partire dal primo gennaio 2020, (nuovi limiti IMO allo zolfo nei combustibili navali, drasticamente ridotto allo 0,5%), tutti, armatori e compagnie di navigazione che scalano i porti dovranno rispettare i criteri di sostenibilità energetica, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di CO2 e da parte delle AdSP pianificare gli indirizzi strategici per l’implementazione di specifiche misure per migliorare l’efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili in ambito portuale; e tutto questo avviene anche per Brindisi.

Il controllo comunque dovrà essere fatto.

Chi controlla cosa, come il solito, in Italia non è mai chiaro! Tutto si può fare, protocolli, blu agreement, tavoli permanenti finalizzati ad attivare una collaborazione proficua fra porto e città, accordi tra Capitaneria di Porto, Comune, Arpa e Asl per monitorare e mitigare gli effetti dell’ inquinamento ambientale da traffico marittimo nel porto, attuare azioni aggiuntive che ottimizzano l’utilizzo dei motori principali ed ausiliari delle navi, relativamente alla gestione, verifica e manutenzione degli impianti; compiti di governo che sono dell’AdSP e i relativi controlli sono dell’Autorità Marittima (su navi che scalano un porto dentro il circuito portuale) e non certo della Polizia Locale. Dimostrare a tutti i costi che si può fare di più, non è sufficiente politicamente (anche se si guadagnano gli share sui social), visto che varie amministrazioni locali non sono in grado di soddisfare il “minimo” per la città, trovandosi in (pre)dissesto finanziario?

Abele Carruezzo

© Riproduzione riservata

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

© 2020 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab