Reti Ten-T: Regolamento Ue da rivedere

Roma. Il Regolamento 1315/2013 dell’Ue sui criteri per designare i porti ‘core’ nella rete Ten-T va sicuramente rivisto. Sul tema era intervenuto, a giusta ragione, l’On. le Mauro D’Attis proprio sul caso “Brindisi, porto core”, estromesso dalla rete per ‘motivi politici’ e non tecnici, durante il webinar dello scorso 7 aprile, promosso dal International Propeller Club Port of Brindisi.


Sostanzialmente, l’On. le Mauro D’Attis, membro Commissione Bilancio Camera dei Deputati e coordinatore regionale di F.I., sottolinea la poca efficacia registrata dai ‘corridoi’, sia longitudinali e sia trasversali, tra il Mar Tirreno e l’Adriatico, e che raggiungono solo i porti del centro – nord Italia. I nuovi orizzonti dello shipping internazionale e della logistica, non più solo al servizio del trasporto marittimo ma asset fondamentale del business economico/marittimo, ci obbligano a rivedere l’intera rete Ten-T, almeno per quanto riguarda l’Italia. I nuovi driver dell’economia marittima portano a proporre una vision di ‘porto del futuro’ se si avrà traffico, apertura all’internazionalizzazione, corredo imprese logistiche e soprattutto capacità di attrarre investimenti sul proprio retroporto.

Durante il webinar del Propeller Club salentino, D’Attis ha sostenuto che “Brindisi è porto industriale, commerciale e turistico, per cui, avendo i giusti parametri, va re-inserito nella rete Ten-T riformata”. “Brindisi merita di essere inserito nella rete europea dei port core – ha continuato D’Attis – ma occorre un’assunzione di responsabilità da parte della Regione Puglia che lo dovrà proporre al Governo italiano, che a sua volta lo dovrà inserire nella rete europea. Questo atto amministrativo/politico di proposta lo deve compiere la Regione Puglia, anche perché è un’occasione che non si potrà più ripetere, visto che l’AdSPMAM si muove con opere nella direzione della transizione ecologica.”

Lo scorso novembre 2020 a Pescara, la Regione Puglia firmava il Protocollo d’intesa per garantire lo sviluppo delle Regioni Abruzzo, Marche, Molise e Puglia (presidente Emiliano assente per problematiche gestioni anticovid-19). (art. “Corridoio Adriatico, l’intesa si ferma sempre a Bari “ su questo sito). In particolare si decise di intervenire sui temi legati al potenziamento della dorsale adriatica centromeridionale, fermandosi però a Bari. Anche con questo protocollo non si vuole riconoscere la capacità trasportistica funzionale del Porto di Brindisi.

Ora, dal 10 febbraio al 5 maggio 2021, è stata aperta la consultazione sulla revisione del Regolamento (UE) n. 1315- 2013, che definisce una serie di orientamenti per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), disciplinando la politica Ue in materia di infrastrutture logistiche.
La decisione dell’Ue di riaprire la consultazione è in linea con il Piano d’azione incluso nella Comunicazione della Commissione sul ‘Green Deal’ europeo e con la “Sustainable and Smart Mobility Strategy”, che prevede, per il 2021, appunto una proposta di revisione del Regolamento Ten – T.

La consultazione è aperta a più soggetti tra cui: Autorità pubbliche europee, nazionali, regionali o locali, nonché di Paesi terzi; agenzie che si occupano di promozione dei trasporti; gestori dell’infrastruttura ferroviaria e stradale; operatori aeroportuali, portuali e dei terminal ferroviari; spedizionieri,Università, istituti di ricerca ed altri portatori d’interessi. Mi risulta che l’AdSPMAM, su iniziativa del presidente, Prof. Avv. Patroni Griffi, stia lavorando in merito, promuovendo il re-inserimento di Brindisi nella rete Ten-T come port core. Come pure l’impegno dell’On. le Mauro D’Attis sulla questione è vigile ed operativo. E gli altri? Comune di Brindisi, Regione Puglia, operatori portuali e aeroportuali, Propeller Club che fanno, attendono che il protocollo di Pescara vada avanti?

Abele Carruezzo

VADO GATEWAY: al via un nuovo collegamento ferroviario con il Terminal Piacenza Intermodale

Due treni settimanali collegheranno il Container Terminal deep-sea e il Reefer Terminal al centro intermodale piacentino

La quota di intermodalità complessiva di Vado Gateway è pari al 30%

È partito oggi il nuovo collegamento ferroviario che collega i terminals portuali di Vado Gateway – nuovo Container Terminal e Reefer Terminal – con il Terminal Piacenza Intermodale.

Il nuovo servizio ha una frequenza iniziale di due treni-blocco alla settimana.

Con l’attivazione della nuova linea i collegamenti ferroviari attivi da e per l’infrastruttura portuale di Vado Ligure salgono a quattro (oltre a Piacenza sono già attivi i servizi per Milano, Padova e Rubiera), per un totale di circa 10-12 coppie di treni settimanali incrementabili a seconda delle esigenze dei clienti.

La quota di intermodalità complessiva è oggi pari al 30%, un risultato che posiziona Vado Gateway tra le principali infrastrutture portuali italiane per l’utilizzo del trasporto su rotaia.

Il miglio mancante: Termini di resa delle merci e logistica innovativa per le imprese italiane

SAVE THE DATE 15 aprile, 10:30 – 12:30 : Webinar C.I.S.Co – Promos Italia – ADSP del Mar Ligure Occidentale

Focus dell’incontro sarà il tema dei termini di resa, con particolare riferimento al superamento Franco Fabbrica e alla riduzione dei rischi che si nascondono dietro questa modalità di vendita, ad oggi, una consuetudine per le aziende italiane.

PARTECIPA

I TRASPORTI NELL’ERA DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

Venerdì 9 aprile 2021 dalle 16.00 alle 18.00 la Digital Round Table sulla sostenibilità ambientale

Un momento di confronto tra tutti i protagonisti di questo mondo e la partecipazione di Enrico Giovannini, Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili https://eventi.ilsole24ore.com/radio24/digital-round-table-trasporti/

La logistica delle merci sono da sempre un elemento chiave per Lo sviluppo economico di un paese. Ma qual è il loro futuro in Italia?

Dalla ferrovia al mare, passando per le infrastrutture e l’intermodalità, la parola chiave per l’evoluzione dei trasporti è sostenibilità: ambientale ma anche economica e sociale. Una evoluzione che sarà coniugata sia attraverso il Piano per la Transizione Ecologica sia attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La Tavola Rotonda con la partecipazione di Enrico Giovannini, Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sarà un momento di confronto tra tutti i protagonisti di questo mondo: dalla ferrovia con Luigi Legnani, presidente Fercargo, al mare con Daniele Rossi, presidente di Assoporti, passando per il trasporto stradale con Enrico Finocchi, presidente Albo degli Autotrasportatori e con Marco Lazzoni, managing director MAN Truck & Bus Italia; il cargo aereo con Alessandro Albertini, presidente ANAMA, la mobilità elettrica con Alberto Viano amministratore delegato LeasePlan, le infrastrutture intelligenti e il comparto della ricerca con Ennio Cascetta, presidente Cluster Trasporti e con la partecipazione di Pasquale Russo, segretario generale Conftrasporto, per analizzare lo stato dell’arte della logistica delle merci in Italia e i possibili interventi per rendere sempre più efficiente un settore chiave per lo sviluppo e la crescita del Paese. La moderazione è a cura di Massimo De Donato, giornalista conduttore di Container e Strade e motori di Radio 24.

Sarà possibile seguire gratuitamente la diretta dal pc, smartphone o tablet previa iscrizione su www.radio24.it nella sezione Iniziative Speciali (https://eventi.ilsole24ore.com/radio24/digital-round-table-trasporti/ )tutte le informazioni sull’evento. Sarà anche possibile porre delle domande ai relatori durante la diretta tramite il portale interattivo.

L’evento è organizzato in collaborazione con: MAN Truck & Bus Italia, LeasePlan e Alpega e con il partner Tecnico: 24ORE Eventi.

Programma

Con la partecipazione di

Enrico Giovannini, Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

Mare
Daniele Rossi, presidente di Assoporti

Gomma

Enrico Finocchi, presidente Albo degli Autotrasportatori

Costruttori

Marco Lazzoni, managing director MAN Truck & Bus Italia

Ferrovie

Luigi Legnani, presidente Fercargo

Intermodalità

Pasquale Russo, segretario generale Conftrasporto

Aereo

Alessandro Albertini, presidente ANAMA

Mobilità elettrica

 Alberto Viano amministratore delegato LeasePlan

ITS e Ricerca

Ennio Cascetta, presidente Cluster Trasporti

Modera

Massimo De Donato, giornalista conduttore di Container e Strade e motori su Radio 24

www.radio24.it sezione Iniziative speciali

Porto di Brindisi: continuano ad aumentare sensibilmente i volumi di traffico. Anche marzo fa registrare numeri in netta e significativa crescita, rispetto allo stesso periodo del 2019

Brindisi-Anche le statistiche relative al mese di marzo 2021 registrano numeri che parlano di una crescita importante nel porto di Brindisi, nei traffici commerciali, nonostante le limitazioni agli spostamenti ancora imposte per la pandemia e il processo di decarbonizzazione avviato dalla centrale Enel.

Ciò che spicca particolarmente è il fiorente traffico RO-RO. Le stime parlano di una media di circa 11.000 mezzi pesanti al mese, passati dal porto di Brindisi, nel primo trimestre 2021 (32.958 complessivamente nei tre mesi) con un aumento del + 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (anno utile per una reale comparazione, attesa l’anomalia rappresentata dal 2020). 4.720 mezzi in più hanno attraversato lo scalo adriatico.
Il trend di crescita interessa tutti i segmenti di traffico: nel mese di marzo, aumentano le tonnellate totali delle merci del 4,7%, ben 1,608 milioni di tonnellate (di cui +3,3% rinfuse solide, +12,4% merci in colli, piccola flessione nelle rinfuse liquide -1,8%).

Continua a crescere, anche, il numero degli accosti: 417 navi hanno scalato il porto, ossia il +3% rispetto al primo trimestre 2019.
Le uniche flessioni importanti sono registrate nel settore crocieristico (le crociere sono ancora ferme per via del Covid) e passeggeri -43% per effetto delle limitazioni ancora in atto negli spostamenti.
I dati sono stati anticipati ieri dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, nel corso del webinar dal titolo “Brindisi, porto core”, organizzato dall’International Propeller Club Port of Brindisi.

“C’è un traffico che attende un porto- commenta il Presidente- e il porto deve sostenere la crescita potenziale dei traffici, attraverso opere infrastrutturali che possano consentire allo scalo di Brindisi di essere candidato come porto core. La condivisione di intenti emersa nel corso del webinar di ieri- conclude Patroni Griffi- ci fa finalmente vedere la luce perchè le opere che riteniamo prioritarie e strategiche e che ci condurranno verso un porto green competitivo, ossia accosti di Sant’Apollinare e dragaggi, possano essere avviate tempestivamente. ZES e Zona Franca di Brindisi daranno ulteriore vigore a tutta questa azione di rilancio di uno scalo che certamente tornerà a recitare un ruolo da protagonista nelle reti internazionali”.

I dati statistici relativi ai traffici nei porti dell’AdSPMAM sono raccolti ed elaborati dal sistema tecnologico GAIA, il Port Community System multi-porto realizzato come strumento di supporto per le attività portuali dei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli,in grado di controllare in real time i passeggeri e i mezzi in entrata e in uscita dai porti, immagazzinare i dati di traffico passeggeri e merci forniti dalle Agenzie Marittime e, quindi, elaborarli per fini statistici e di fatturazione, secondo i modelli ESPO.
 

Guida (ISC): «competitività e competenza per il rilancio del porto di Taranto»

«Taranto ha bisogno di consapevolezza. Essere protagonisti ed artefici del proprio futuro è un privilegio di pochi e Taranto ha la possibilità di scrivere le pagine più importanti della sua storia economica».
Parla così Luigi Guida, riconfermato alla guida di Ionian Shipping Consortium (ISC). Il consorzio, consapevole del proprio ruolo all’interno del sistema portuale ionico, si prepara ad affrontare nuove importanti sfide.
«La nostra professione talvolta ci impedisce di effettuare programmi di certa realizzazione, il mondo del trasporto marittimo è come il mare, imprevedibile e ricco di incognite. – riferisce Guida –

Tuttavia abbiamo tracciato una rotta ben precisa che ambisce a rafforzare la nostra presenza sul territorio, in funzione di una cultura imprenditoriale di condivisione diffusa e votata al riconoscimento delle innegabili abilità professionali di Taranto. Ionian Shipping – prosegue – racchiude tutte le professionalità necessarie al rutilante mondo della logistica e dei trasporti. Non esiste un solo settore che non possa essere considerato “Core Business” del nostro Consorzio: commerciale, tecnico, legale, doganale, amministrativo, ossia l’intero universo della logistica. Qualsiasi sia la competenza necessaria, le risorse di ISC sono in grado di muoversi nella propria “Comfort Zone” lavorativa, con entusiasmo e diligenza professionale».


Il consorzio si propone quindi come «l’interlocutore plurale e competente necessario a raggiungere quel moltiplicatore di idee ed incubatore di risorse che attende, con il piglio di urgenza, la realizzazione di un futuro ben oltre l’orizzonte».
Dopo anni di pianificazione e importanti investimenti, finalmente il Porto di Taranto ha avviato il suo grande rilancio e torna ad avere un ruolo centrale nel Mediterraneo. Ora più che in passato, serve proseguire e rafforzare il dialogo e la collaborazione con le istituzioni, gli stakeholder commerciali e il cluster marittimo.

«Il Porto di Taranto, o meglio l’intero Sistema Porto, deve comprendere che non è una mera posizione geografica a rendere uno scalo appetibile. L’arrivo di nuovi traffici dipende dalla competitività e dalla competenza. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una maggiore attenzione da parte di tutti gli stakeholder nel condividere una medesima visione e sarà necessario il massimo sforzo per raggiungere gli obiettivi sperati».
ISC proseguirà il suo impegno per affermare il valore di una cultura marittima. Il Consorzio infatti accoglie positivamente tutte le iniziative locali e internazionali in grado di avvicinare la città al suo mare e dare la giusta visibilità al territorio. A giugno è prevista la tappa italiana dell’evento velistico SailGP e il consorzio mette a disposizione le proprie competenze a supporto dell’organizzazione.


«Dopo decenni di obnubilazione, finalmente Taranto vede riconosciuta la propria indiscutibile bellezza; una rada sicura ed accogliente per qualsiasi tipo di manifestazione sul mare. – afferma il Presidente Isc- La città deve finalmente comprendere che il mare è la sua più grande risorsa ma, soprattutto, che la Blue Economy impone altissimi standard formativi e professionali per essere attori e protagonisti di questa rinnovata attenzione finalmente giunta in riva ai Due Mari».

Brindisi, porto core

Brindisi ed il suo porto al centro del webinar organizzato dall’International Propeller Club Port of Brindisi.

Brindisi. Le problematiche che ci ritroviamo ad affrontare, sicuramente, avranno un impatto di lungo termine. Non possono essere affrontate solo con un dialogo territoriale e restare ferme a un palo, visto che il post covid-19 presenterà scenari economico/marittimi diversi.

Dopo una breve introduzione della presidente del Propeller di Brindisi, Dott.ssa Maria De Luca, si sono succeduti i saluti del Sindaco di Brindisi, Ing. Riccardo Rossi e del presidente della Regione Puglia, Dott. Michele Emiliano e del Comandante del Porto di Brindisi, Cap. Vasc. Fabrizio Coke. La relazione tecnica è stata illustrata dal Dott. Alessandro Panaro, responsabile Servizio Maritime & Energy SRM che parlato sui “dati del porto, quale strategia e quali traffici futuri”.

Maria De Luca, nella sua introduzione, ha ricordato che “Brindisi, oltre ad essere un porto industriale è tuttora impegnato per un traffico ro-ro e ro-ro/pax per la Grecia e l’Albania, nonché verso la Sicilia e l’Emilia Romagna (c.d. linee di cabotaggio Ravenna – Brindisi – Catania). Il traffico industriale e altro è garantito attraverso approdi preferenziali, mentre le linee traghetti e crocieristiche continuano a soffrire di una atavica mancanza di ormeggi e terminal adeguati.”
Importanti sono stati i saluti del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, del Sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, del Comandante del Porto, Cap. Vasc. Fabrizio Coke e del neopresidente di Confindustria Brindisi, Lippolis. Tutti hanno condiviso che Brindisi e il suo porto merita la giusta attenzione per rinascere, condividendo tutti il ‘master plane’ di opere dell’AdSPMAM.

Il Dott. Alessandro Panaro, della Srm, ha posto in rilievo i nuovi focus dei flussi merceologici con il Mediterraneo che è tornato a essere al centro dei traffici marittimi da/verso l’Oriente e per la Cina. Il Mediterraneo che riesce a collegare, grazie al Canale di Suez, i tre oceani, rappresenta una nuova opportunità marittima in competizione con le rotte artiche. Poi si è trattenuto sui dati statistici in/out del porto di Brindisi; dati portuali – ha rilevato Panaro – che fanno sperare, soprattutto se riferiti ai rotabili, facendo del porto di Brindisi un porto hub per le tipologie di navi ro-ro r or-pax. Le linee Shortsea saranno il futuro dei nuovi ‘port core’ delle reti europee. La Puglia è una regione che più di altre del Mezzogiorno d’Italia, è dipendente del mare per il suo import/export (47%) e del 45% su strada. In questo orizzonte si pongono bene i nuovi progetti di Zes e Zfd.

I nuovi driver dell’economia marittima portano a proporre una vision di ‘porto del futuro’ se si avrà traffico, apertura all’internazionalizzazione, corredo imprese logistiche e soprattutto capacità di attrarre investimenti sul proprio retroporto. Sicuramente Brindisi, per quanto riguarda il segmento delle crociere, non è in competizione con Bari o con Taranto, ma lo scalo messapico ha le proprie specificità, culturali, turistiche e archeologiche che lo rendono unico per un’esperienza a bordo di navi che ben s’integrano con la città e la sua provincia. Inoltre, parlando di futuri scenari e traffici marittimi, Panaro ha rilevato che il settore dello short shipping crescerà dell’8,4% entro il 2025. Il Mediterraneo è una via marittima che si propone con i suoi due corridoi –Adriatico e Tirreno – capace di portare l’Italia dei porti a livelli di crescita significativa.

Alle 18.00 è seguita la tavola rotonda dal titolo “Tutti per Brindisi” e dopo la proiezione del video “Brindisi d’Amare”, è seguito il dibattito, moderato dal presidente nazionale dell’International Propeller Club, Dott. Umberto Masucci.
Nell’introdurre il dibattito, Masucci ha rilevato che “I porti e sistemi portuali italiani rappresentano elementi strategici per l’economia del nostro Paese e per questo le strutture portuali dovranno essere in grado di rispondere alle sfide del commercio mondiale: navi sempre più grandi, transizione energetica, digitalizzazione dei processi d’interazione nave/porto, logistica integrata e soprattutto cold ironing green.”

Finalmente la ‘Politica’ s’interessa a come semplificare le procedure di pianificazione del settore portuale.
L’Onorevole Avv. Anna Macina, sottosegretario di Stato per la Giustizia, ha sottolineato il proprio impegno sui problemi che hanno interessato il porto di Brindisi in questi ultimi anni. Importante è stato il suo impegno per sbloccare la pratica dell’air draft con l’Enac e quella relativa all’infopoint dell’AdSP. Sul tema preciso, “La riforma della giustizia per favorire lo sviluppo”, l’On. le Macina ha detto che la ‘giustizia’ sicuramente è volano per lo sviluppo dell’economia: “sempre se la sua efficienza e i suoi giudizi civili e penali giungano in tempi brevi; questo farebbe risparmiare allo Stato dai 30 ai 40 miliardi di euro.” Lei si augura che i tempi delle cd ‘conferenze dei servizi’, e i regolamenti sulle semplificazioni amministrative possano portare effetti benefici, come sulle regole delle Zes. Si augura, da questo webinar, che il Prefetto di Brindisi possa istituire un ‘tavolo’ di coordinamento di tutti gli attori per gestire la risoluzione delle opere che il porto di Brindisi necessità e sicuramente Brindisi possa rientrare nella rete TN-T come Port Core.

L’Onorevole Dott. Edoardo Rixi, componente Commissione Trasporti e responsabile per la Lega delle infrastrutture, su “Grandi opere e semplificazioni: il modello Genova per Brindisi?”. Il suo intervento ha posto la ‘metodologia del modello Genova’ può essere applicato anche al porto di Brindisi. Lo Stato ha bisogno che le opere pubbliche si facciano risparmiando denari e questo sarà possibile se si attueranno le semplificazioni amministrative applicate a Genova. Poi il sistema mare Italia ha bisogno di recuperare il gap competitivo con i porti del Nord Europa. L’ambiente e lo sviluppo non sono declinabili in un orizzonte di contrasto ma, coordinati per lo sviluppo della nostra portualità; quindi opere e infrastrutture in tempi veloci per dare attrazione al nostro sistema logistico. Infine, l’On. le Rixi ha dato un ultima riflessione sul gigantismo navale; il caso che una portacontainer per undici giorni ha bloccato il Canale di Suez saremo costretti a ripensare il Mediterraneo in chiave europea.

L’ Avv. Fabiano Amati, presidente Commissione Bilancio e Programmazione Regione Puglia, su “Programmazione e finanziamento delle opere regionali strategiche” ha puntualizzato che questo webinar ha il rischio di far credere che tutti i problemi della portualità di Brindisi siano già tutti risolti. Così non è, anche perché le ‘grandi dispute’ riguardano la dimensione culturale: “Non investire su opere portuali, significa produrre diseguaglianze; gli stessi bisogni di una società non coincidono con quote di ricchezza uguali; per questo si genera il commercio, giusto per ottenere lavoro e prosperità”. In qualità di Consigliere regionale di questo territorio, ha detto Amati, “sostengo tutto l’operato dell’AdSPMAM perché sono opere che generano lavoro e commercio marittimo ed il ‘problema portuale’ è che le merci viaggiano su navi.” Infine, ha ricordato la lettera dell’Ing. Pigonati indirizzata al Re: “ A Brindisi vi sono commercianti che non condividono le opere portuali e si comportano come quei beneficiari delle opere che rifiutano i benefici economici derivanti da quelle opere”. Anche oggi, a Brindisi, vi sono cittadini che pur non avendo interessi sul porto contrastano le opere essendo loro stessi beneficiari.

L’Onorevole Dott. Mauro D’Attis, membro Commissione Bilancio Camera dei Deputati, su“Transizione ecologica un’occasione per Brindisi porto Core” ha detto che Brindisi non deve essere proposto come porto core, perché Brindisi era già inserito nella rete TN-T; poi, con il Reg. to 1315/2013 Brindisi fu escluso dalla rete per motivi politici e non tecnici; quindi vi sono responsabilità politiche di allora. Oggi reinserire Brindisi nella rete europea dei port core occorre un’assunzione di responsabilità da parte della Regione Puglia che lo propone al Governo italiano che a sua volta lo inserire nella rete europea. Questa sottoscrizione di proposta la deve compiere la Regione Puglia e questa è un’occasione che non si potrà più ripetere, visto che l’AdSPMAM si muove con opere nella direzione della transizione ecologica.

La Senatrice Avv. Gelsomina Silvia Vono, vicepresidente 8a Commissione Senato Lavori Pubblici e Comunicazioni, su  “Revisione Codice degli Appalti”. La senatrice nel suo breve intervento ha detto che “ il Codice degli appalti va rivisitato e semplificato, soprattutto per quanto riguarda la infrastrutturazione dei porti italiani. Se questo non sarà risolto in tempo per partecipare ai fondi del Recovery Fund, allora si sospenda e si applichi le procedure europee e mi riferisco ai dragaggi e alle semplificazioni delle Zes.”

Il Senatore Dott. Dario Stefano, presidente Commissione Politiche Unione Europea Senato, su “Europa – i porti Core nelle Reti Ten-T”. Per il Senatore Stefano i porti del Mezzogiorno d’Italia costituiscono la piattaforma logistica dell’intero paese che guarda al Mediterraneo. Per rivendicare la posizione di port core Brindisi non può avere contrapposizioni e contrasti fra Enti territoriali, anche perché vi sono risorse ingenti entro il 2027. “ Abbiamo la capacità – ha detto Stefano – come sistemi territoriali a rivendicare compattezza per dare una visione prospettica per un piano di ristrutturazione portuale che sia funzionale alla rete europea.” Sostanzialmente occorre rivendicare la funzione territoriale e non azioni di campanile. In questa prospettiva, Brindisi e Taranto possono essere complementari e non competitivi si è augurato il Senatore Stefano.
Infine, il Prof. Ugo Patroni Griffi, presidente AdSPMAM, ha concluso la serata facendo un’analisi delle tantissime azioni amministrative compiute per portare il porto di Brindisi ai livelli di un sistema portuale. Le occasioni di sviluppo dei traffici perse dal porto salentino sono state create per l’assenza da parte dello Stato a riqualificare le proprie infrastrutture.

Infatti, la fine della ‘Valigia delle Indie’ è stata segnata per non aver operato i dragaggi; i traghetti degli anni ‘70/80 hanno abbandonato Brindisi per una non funzionalità delle banchine del porto interno, non adeguate alla modernità delle navi che si affacciavano; i traffici sono rimasti in Adriatico trasferendosi su Ancona e Ravenna e poco traffico su Bari. Quando mancano gli investimenti sul porto si va incontro ad una decrescita del territorio. “Oggi, ha detto il presidente patroni Griffi, ci troviamo in una fase di stallo: un PRP del ’75 che prevedeva fondali a -14, mentre ci troviamo con fondali reali a -11,5; si capisce che con questi numeri non ci si può confrontare con i parametri di un port core moderno.” “Il porto messapico, con le sue aree e retroportualità, ha capacità per candidarsi a core sia nel corridoio adriatico, naturale e longitudinale, da portare fino a Brindisi e sia lungo quello tirrenico trasversale NA-TA-BR.”

“Brindisi ha bisogno di essere re-industrializzato – ha concluso Patroni Griffi – con imprese che hanno bisogno di investire; per questo le Zes e la Zfd sono funzionali ad uno sviluppo ‘core’; come le imprese manifatturiere a filo di banchina, cold ironing, idrogeno, energie rinnovabili, carburanti di transizione, Lng,eco carburanti, bioammoniaca, economia circolare. Brindisi ha bisogno di accosti a S. Apollinare perché il mercato delle Short-shipping lo chiede; Brindisi ha bisogno di dragaggi perché questo lo chiede il naviglio mercantile moderno.” Con i suoi tre bacini, tutti operativi, il porto ha bisogno di nuove strutture adeguate alle nuove esigenze dello shipping internazionale; ma alcune di queste rimangono imprigionate da una burocrazia che vincola e non permette una competizione equa con altri porti del sistema pugliese e dell’Italia.

Infine, questo webinar ha posto tre obiettivi strategici dovranno fare da guida: migliorare la competitività del sistema portuale e logistico del Mare Adriatico meridionale; favorire quanto più possibile la crescita dei traffici delle merci e delle persone; agevolare la promozione dell’intermodalità nel traffico merci. Obiettivi che saranno innescati nelle istituite zone doganali intercluse e zone economiche speciali.

Ci auguriamo che gli attori di questo webinar, in particolar modo il Propeller Club Port of Brindisi, Amministrazioni comunale, regionale, nazionale e AdSPMAM possano concertare un ‘piano’ per esprimere di fatto tutto il potenziale per realizzare una visione di comunità futura di città-porto integrata in Europa. Tutti noi concordiamo politicamente che oggi abbiamo bisogno di più occupazione, più salute pubblica, più sviluppo sostenibile, efficienza economica e cultura della legalità; e su questi assi dobbiamo lavorare insieme se si vuole sinceramente “il bene comune” di questo territorio. Perciò tutti dobbiamo sentirci impegnati per la città di Brindisi prima di tutto!

Abele Carruezzo

“MIMS. Il futuro dei Porti liguri tra sviluppo e sostenibilità”

“MIMS. Il futuro dei Porti liguri tra sviluppo e sostenibilità” che si terrà sabato 10 aprile, alle ore 10:15, presso la Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio.

Saranno presenti il viceministro alle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili Alessandro Morelli, il presidente Paolo Emilio Signorini, l’on. Marco Campomenosi, l’on. Edoardo Rixi, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti e il Sindaco Marco Bucci.

Nel rispetto delle norme anti covid-19, per partecipare in presenza è obbligatorio pre-registrarsi al link à http://bit.ly/MIMS-10421 e presentarsi muniti di mascherina e Autocertificazione compilata e firmata.

È possibile partecipare da remoto su piattaforma Zoom al link à https://zoom.us/meeting/register/tJUoceGhrjsiHdBbQ3JF3WaV1LArojz5YjUa

Confindustria Brindisi: Gabriele Menotti Lippolis nuovo Presidente fino al 2025. Lippolis sarà anche responsabile energia di Confindustria Puglia

Far si che la  provincia di Brindisi possa cogliere le sfide della transizione energetica con individuazione di una nuova filiera produttiva, avere un ruolo chiave nel lancio del progetto di una “Puglia Hydrogen Valley” diventando anche la Silicon Valley delle Rinnovabili; questo percorso passa prima attraverso le Autorizzazioni Ministeriali per le turbogas a Cerano e una più sostenibile mobilità su gomma e per mare con GNL.

Sono queste alcune delle priorità del nuovo presidente di Confindustria Brindisi Gabriele Menotti Lippolis, eletto oggi dall’Assemblea Generale, in votazione per il quadriennio 2021-2025. Un programma molto articolato quello di Lippolis che vede tra gli obiettivi anche quello di migliorare le performance del Porto ultimando le opere già previste, attrarre investimenti grazie alle ZES e Zona Franca, rafforzare l’eccellente offerta di turismo di qualità presente sul territorio e far si che le istituzioni supportino la filiera in questo momento così complesso.

Il neo-eletto Presidente, che aveva assunto a maggio dell’anno scorso, su indicazione del Collegio Speciale dei Probiviri di Confindustria, l’incarico di Commissario di Confindustria Brindisi, vanta una lunga militanza nel sistema confindustriale che lo hanno visto Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Brindisi, poi dei Giovani di Confindustria Puglia fino al ruolo di Presidente dei Giovani Imprenditori del Mezzogiorno. Lippolis, imprenditore di prima generazione, ha aziende nel mondo del turismo e degli eventi green e della comunicazione sostenibile.

Dopo la proclamazione del Presidente, si è svolta la parte pubblica dell’Assemblea, con gli interventi del Prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni, che ha espresso il proprio apprezzamento per il ruolo propositivo e sempre costruttivo di Confindustria Brindisi e del suo neo Presidente; del Presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, il quale, a conferma della grande collaborazione con Menotti Lippolis, ha ufficializzato allo stesso la delega regionale per l’Energia e la nuova sfida dell’Idrogeno.              

Lippolis, nel suo intervento ha espresso sentimenti di orgoglio per la rappresentanza di un’Organizzazione con più di 350 associati per un totale di circa 10.000 lavoratori e con un valore aggiunto annuo di produzione di beni e servizi stimato in circa 4 miliardi di euro.

“Obiettivo primario – ha aggiunto il neo Presidente – è quello di rafforzare il ruolo di Confindustria Brindisi come soggetto proattivo e propositivo in tema di sviluppo del territorio, in sinergia con tutti gli attori ed interlocutori politici, istituzionali e sociali. In particolare la transizione energetica è la grande sfida ed opportunità da cogliere al meglio.”

A concludere l’intervento del Presidente di Confindustria nazionale Carlo Bonomi che ha sottolineato: “la valenza strategica del porto di Brindisi, un asset per l’intero Paese e dell’economia marittima per lo sviluppo del Mezzogiorno.”
Bonomi ha ringraziato le numerose aziende brindisine che hanno dato la disponibilità a fare presso la propria sede le vaccinazioni ai dipendenti.

L’Assemblea ha ratificato anche la squadra proposta dal Presidente Lippolis, così composta: Giuseppe Danese – Vice Presidente Vicario, Mino Distante – Vice Presidente, Gaetano Evangelisti – Vice Presidente, Luca Piludu – Vice Presidente. Sono, altresì, Vice Presidenti di diritto: Mario Prato – Presidente Piccola Industria e Stefano Casoar – Presidente Giovani Imprenditori .

Per l’Ufficio di Presidenza: Giuseppe Monteforte – A2A Energie Future, Bernardo Giua Marassi – Sanofi, Aldo Melpignano – Egnathia Iniziative Turistiche, Gianfranco Mazzoccoli – Cedat85, Luigi Semidai – Impes Service, Giovanni De Blasio – Verdemare.

Grecia vende quote di maggioranza di Creta

Atene. Il Governo ellenico è impegnato nel realizzare il piano di privatizzazione di porti e aree demaniali per cercare di raccogliere entro il 2021 1,8 miliardi di euro (2,11 miliardi di dollari, 1$ = 0.8511 euro).
Questa volta si sta pensando ai porti turistici. E’ il caso dell’isola di Creta.

La Hellenic Republic Asset Development Fund (HRADF) – agenzia incaricata dal Governo greco – l’altro giorno, ha emesso un bando/gara d’appalto, pubblica internazionale, per la vendita di una quota di maggioranza di un porto dell’isola di Creta, meta importante di turistica in Europa.
Si tratta del porto di Heraklion, lo scalo più importante dell’isola dal punto di vista turistico; il porto serve navi da crociera, traghetti per la continuità territoriale ellenica, oltre a navi mercantili per flussi merceologici.


L’HRADF ha lanciato la gara nel quadro della sua strategia per lo sviluppo degli asset infrastrutturali portuali del Paese; anche perché il Governo ellenico, nelle sue intenzioni, desidera attrarre investimenti per migliorare le strutture portuali in tutta la Grecia, dopo anni di sottoutilizzo e una crisi finanziaria che ha investito l’intero Paese.
Privati investitori possono manifestare le proprie intenzioni d’interesse per una partecipazione del 67% nel porto di Heraklion entro il prossimo 30 luglio 2021.


La Hellenic Port Authority ha la responsabilità sulla gestione del vecchio porto veneziano; del porto di Linoperamata e dei tre porti pescherecci (Loutra, Keratokampos e Arvi). Si prevede che l’Antico Porto Veneziano venga escluso dalla responsabilità e gestione. La procedura di gara si svolgerà in due fasi: a) presentazione della manifestazione d’interesse e prequalificazione delle parti interessate; b) presentazione delle offerte vincolanti e selezione delle società privilegiate.

L’HRADF ha nominato Deloitte Business Solutions SA. ed Euroadvisers SA come consulenti finanziari congiunti, le società Your Legal Partners, Drakopoulos & Vasalakis Law Firm e Alexiou – Kosmopoulos Law Firm come consulenti legali congiunti, Doxiadis Associates come consulente tecnico e Port Consultants Rotterdam BV come consulente commerciale in Procedure e Transazioni.
La Grecia sta anche vendendo quote di maggioranza nei porti di Alessandropoli e Igoumenitsa nella Grecia settentrionale e occidentale.

Abele Carruezzo

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

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