Titi(OPS): Basta polemiche e parole. Si passi ai fatti!

Brindisi-”Si è riusciti a far nascere un caso e una polemica anche sulla realizzazione di un pontile su pali che permetterebbe di ottenere ormeggi in sicurezza a Costa Morena per le navi traghetto!

Infatti dopo un primo assenso del Comune di Brindisi pervenuto attraverso l’ing. Lonoce, (designato del Sindaco), dopo pochi giorni lo stesso ingegnere ha comunicato di aver appreso che esisterebbero aspetti normativi che potrebbero risultare ostativi.

Gli Operatori Portuali Salentini – OPS – si augurano che stante l’agonia del porto finiscano le polemiche e dalle parole si passi ai fatti.
OPS ha sempre sostenuto la massima legalità e correttezza procedimentale ma vorremmo  che qualcuno ci spiegasse perché ad un passo avanti ne corrispondono due indietro.

Vorremo comprendere se questo dietro-front del Comune sia legato a problemi irrisolvibili perché se così non fosse chiediamo un’atto di responsabilità affinché le questioni si risolvano e in fretta.

Per questo motivo abbiamo richiesto al Comandante del Porto Giovanni Canu, qualora lo ritenesse opportuno, la convocazione di una riunione alla quale invitare tecnici e politici del Comune e dell’Autorita Portuale per un confronto diretto con l’obiettivo di risolvere anche questa che potrebbe apparire una diatriba concettuale più che sostanziale.

Ci aspettiamo una partecipazione costruttiva di tutti perché si possa dimostrare con i fatti che tutte le parti spingono per la rinascita del porto e non per il suo definitivo affossamento”.

Borraccino, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia: IL FUTURO DI TARANTO-BLUE ECONOMY, CULTURA, VIVIBILITÀ AMBIENTALE E LAVORO

“Stanno maturando le condizioni perché Taranto vada oltre la monocultura dell’acciaio, liberandosi da un destino che sembrava segnato per sempre.

“PIANO STRATEGICO PER TARANTO.
Ci stiamo dotando di uno strumento importante per delineare la Taranto futura, in ossequio alla Legge regionale speciale per Taranto promossa dal collega Liviano e che naturalmente ho sottoscritto.
Fino al 10 giugno 2019 è stata attiva la consultazione pubblica sul Piano Strategico per Taranto, promossa da Regione Puglia e ASSET – Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio – in collaborazione con Comune di Taranto. In tal modo cittadini, imprese, associazioni, enti e istituzioni hanno potuto esprimersi sul primo documento di analisi e sugli obiettivi strategici per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio tarantino.
Così, in forma partecipata, si è giunti a formulare i primi elementi  di una  visione complessiva che punti ad una città di Taranto libera dal carbone, una città che sia porto del Mediterraneo, orientata alla conoscenza, alla cura dell’ambiente, delle persone, al lavoro e allo sviluppo. Gli obiettivi generali sono quelli della rimozione degli ostacoli allo sviluppo socio-economico sostenibile e alla riorganizzazione e diversificazione del tessuto economico per generare nuova occupazione soprattutto per i giovani e per le donne.

“PORTO.
La Giunta Regionale ha approvato, nello scorso mese di luglio, la variante al PRG del Comune di Taranto per il nuovo Piano Regolatore Portuale, con precisazioni finali relative agli aspetti ambientali, ai vincoli territoriali, agli aspetti paesaggistici e agli aspetti urbanistici.
L’approvazione di questa Delibera riveste grande importanza, anche in considerazione del fatto che dal 30 luglio scorso la società turca Ylport, una delle più quotate al mondo, ha assunto la gestione dell’area portuale. Si tratta, come è noto, del gruppo che, insediandosi sul molo polisettoriale, succederà ad Evergreen riavviando così l’attività dopo un fermo di alcuni anni. Si darà corso così al riassorbimento graduale delle centinaia di lavoratori già dipendenti di Evergreen.
Nella graduatoria internazionale dei terminalisti, Ylport Holding si colloca al tredicesimo posto per volumi di attività ed è proprietaria del 24% di Cma Cgm, terzo vettore marittimo mondiale per il traffico container.
Dopo l’uscita di Evergreen, Taranto era rimasta fuori dal giro dei grandi vettori marittimi. Oggi Yilport Holding prende in consegna un’infrastruttura completamente rinnovata e ammodernata. Grazie a lavori finanziati dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo), la banchina è stata riqualificata. I lavori hanno interessato due tranches, ciascuna da 600 metri, e il collaudo è stato effettuato.
In tal modo Taranto diventa  davvero centrale per l’economia regionale e del nostro Paese.

“La ZES.
La ZES Jonica interregionale, istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri i primi di giugno scorso, che coinvolge anche la Basilicata, certamente aprirá  importanti scenari di sviluppo economico per il nostro territorio.
Sono previsti infatti benefici fiscali e di semplificazione amministrativa per le imprese che vorranno investire sui 1.518 Kmq dei territori di Taranto, Martina Franca, Massafra, Mottola,Manduria, San Giorgio Jonico,Monteiasi, Statte, Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana e Grottaglie, oltre ai comuni della Basilicata. Mentre altri 89 Kmq di territorio saranno assegnati ai Comuni che ne faranno richiesta.
Il Piano di Sviluppo Strategico Z.E.S. Puglia e Basilicata, reso possibile per legge dalla presenza del porto di Taranto e dell’aeroporto di Grottaglie e arricchito dal Centro intermodale di Francavilla Fontana, delinea le prospettive di sviluppo prevedibili per la Puglia, individuando i numerosi settori che ne beneficerebbero, dall’agroalimentare, alla logistica, dalla meccanica e la navalmeccanica al settore aeronautico, dal mobilio al commercio e alle costruzioni.
Non va sottovalutato, inoltre, lo specifico interesse che può suscitare la Z.E.S. per la Cina e per la cosiddetta “Nuova via della seta”.
E’ stato osservato che il lancio della Z.E.S. interregionale jonica e l’interesse che già manifestano gruppi imprenditoriali nazionali ed esteri per investire in questi territori, non solo nei settori tradizionali dell’industria pesante, della logistica e dell’agricoltura, ma anche del turismo culturale e balneare, che interessa interamente la costa jonica pugliese e lucana, inducono a ripensare completamente la funzione dell’aeroporto di Grottaglie.

“L’ AEROPORTO.
Indubbiamente lo scalo jonico riveste un ruolo da protagonista per il futuro socio-economico non solo della nostra provincia ma di tutto il Paese.
L’aeroporto “Marcello Arlotta” infatti, dal 2016 è inserito nel Piano Nazionale Aeroporti, nella categoria degli aeroporti di interesse nazionale, è già parte integrante del programma internazionale per la produzione in loco delle fusoliere del Boeing 787, possiede anche tutti i requisiti per diventare definitivamente la piattaforma integrata per la sperimentazione degli aeromobili a pilotaggio remoto. Recentemente abbiamo anche previsto il suo riassetto polifunzionale, finanziato dalla Regione Puglia con ben 7 milioni di euro, che renderà l’aerostazione di Grottaglie fruibile anche dai cittadini con i voli di linea per passeggeri. Questa attività andrà ad aggiungersi a quelle dell’industria aeronautica che a sua volta, alla luce del rilancio delle attività portuali di Taranto, assicurate dalla concessione del terminal container alla grande società turca Ylport, potrà contare sulla crescita quali-quantitativa dei servizi di cargo-logistica, con ottime ricadute occupazionali.
Nello scorso mese di giugno abbiamo partecipato a Parigi alla 53° edizione dell’International Paris Air Show, una delle principali manifestazioni su scala mondiale dedicate all’industria aerospaziale. L’occasione è stata proficua per la Regione Puglia al fine di promuovere le opportunità presenti sul nostro territorio e attrarre, in tal modo, nuovi rilevanti investimenti da parte di soggetti interessati a operare nel nostro territorio.

“FIERA dell’AEROSPAZIO.
L’appuntamento parigino ha segnato anche un’importante tappa di avvicinamento alla prima Fiera italiana dell’Aerospazio, che si svolgerà presso l’aeroporto di Grottaglie nei primi mesi del 2020, iniziativa alla quale stiamo lavorando di concerto con il Governo centrale, che a partire dal premier Conte e dal ministro Di Maio, ha assicurato il suo convinto sostegno. L’industria aerospaziale rappresenta, oggi, una delle principali voci che concorrono a determinare il P.I.L. della nostra regione, con significativi risultati soprattutto in termini di export che fanno di questo comparto uno dei settori trainanti per la nostra economia.
Ora si tratta di mettere in campo uno sforzo corale per realizzare al meglio le opportunità rese possibili da questa grande novità. Le risorse e le agevolazioni ci sono: gli attori sociali sono chiamati ad approfittarne, sviluppando linee di crescita e opportunità occupazionali. La Regione, e in particolare l’Assessorato allo Sviluppo Economico, darà il suo contributo, mettendo in atto misure di aiuto mirate e cofinanziando le buone iniziative imprenditoriali.

“FIERA NAUTICA.
Ad  ottobre prossimo, terremo  a Taranto la Fiera del mare con l’obiettivo di sostenere e valorizzare il processo di trasformazione del tessuto socio-economico jonico, le risorse locali, le filiere produttive artigianali, industriali e agro-alimentari legate anche alla Blue Economy e attrarre così investimenti esterni e favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese pugliesi.
Fondamentale altresì è l’aspetto della formazione per i nostri giovani che devono avere più possibilità per completare i loro studi. Come Regione Puglia stiamo lavorando per questo anche grazie alla proposta emendativa del collega Liviano approvata dal Consiglio regionale.

“UNIVERSITÀ A TARANTO.
Dal prossimo anno accademico partiranno a Taranto nuovi corsi universitari come quello per la Laurea in Medicina e Chirurgia, e quello Magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport. Il mio personale impegno mi vedrà attivo per un’altra buona novità per Taranto: la costruzione della Casa dello studente, importante per favorire quel fermento culturale di cui sono portatori straordinari le nostre giovani generazioni.
Per favorire lo sviluppo di Taranto e della sua provincia, occorre sfruttare in maniera coordinata tutte le potenzialità sopra descritte. Serve una visione di lungo respiro e una grande coerenza nel mettere in campo iniziative e investimenti per superare le attuali condizioni di emergenza (bonifiche, ambientalizzazione, riqualificazione ambientale), per migliorare la qualità della vita, per diversificare l’economia e l’occupazione (economia circolare, ricerca e sviluppo, valorizzazione degli eco-sistemi), per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile (qualità dell’ambiente urbano, energia, ciclo dei rifiuti) e per ridare fiato al turismo culturale, che ha nel Museo Archeologico Nazionale un fulcro centrale, e a quello balneare, che interessa tutta la costa jonica/salentina.”

Gli auguri di buon lavoro e buon Ferragosto ai Comandi territoriali

Roma-Il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, dalla Sala Crisi della sede di Viale dell’Arte ha incontrato, nell’ambito della tradizionale videoconferenza di metà agosto, i 15 Comandanti regionali della Guardia Costiera.

Nell’occasione il Comandante Generale, dopo aver ottenuto un rapido punto di situazione dei litorali e delle zone marittime costiere, ha formulato l’augurio di Buon Ferragosto e di buon lavoro agli  11.000 uomini e donne della Guardia Costiera impegnati nei diversi compiti istituzionali lungo gli oltre 8000 km di costa nazionale .

I Comandi Territoriali, che hanno sinora operato attivamente per la prevenzione e il controllo degli ambiti di competenza nel contesto della operazione Mare Sicuro 2019, dovranno in questi giorni far fronte al  prevedibile picco di  presenza di bagnanti e diportisti lungo le coste, con una un’intensificazione delle attività a tutela della sicurezza in mare, della corretta fruibilità degli arenili e dell’ambiente marino.

A seguire, l’Ammiraglio Pettorino è partito alla volta dell’Ufficio Locale Marittimo di San Felice Circeo, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina e della Delegazione di Spiaggia di Scauri per porgere di persona il saluto e testimoniare la vicinanza a tutto il personale operante.

IMO: la data del 1° gennaio 2020 sul limite dello zolfo non è rinviabile

Londra. Rimangono pochi mesi per l’entrata in vigore del limite globale del contenuto di zolfo del combustibile marino, fissato dall’International Maritime Organization per il 1° gennaio 2020.

Gli operatori dello shipping mondiale hanno sperato in un rinvio delle applicazioni normative IMO 2020, sulla riduzione degli inquinanti prodotti dall’uso di combustibili marini. Puntuale è giunta la precisazione della Direzione Affari Legali ed Esterni dell’Organizzazione Marittima Internazionale, spiegando che non vi sarà alcuna possibilità di rinvio della scadenza del 2020 del limite di zolfo contenuto nei combustibili.

La Direzione IMO è consapevole dei problemi operativi che le navi incontreranno per l’uso di nuovi carburanti e perché la norma sugli impianti diverse tipologie di  scrubber richiede coerenza e uniformità tecnologica. In quest’ultimo periodo di transizione, anche se l’industria marittima, dallo shipping, alle raffinerie, agi impianti diversi di bunkeraggio e alle strutture portuali, si sta preparando per affrontare il 1° gennaio  2020, molte domande tecnico-legali non trovano ancora risposte da parte dell’IMO, soprattutto sulle nuove tipologie di carburanti a basso tenore di zolfo.

Dal punto di vista procedurale, non esiste la possibilità di qualche cavillo burocratico che consenta al regolamento dello 0,50% di far slittare la data del 1° gennaio 2020. Se uno Stato membro, nella propria autonomia, desiderasse rimandare la data o modificare il limite di zolfo, dovrebbe rinegoziare tutto l’iter procedurale dall’inizio della durata di circa 22 mesi, senza intoppi. Intanto, a oggi, non vi è stata nessuna richiesta di modifica del limite di zolfo da parte degli Stati membri.

Ricordiamo, che la decisione di fissare il termine dello 0,50% per il limite di zolfo al 1° gennaio 2020 è stata presa nell’ottobre 2016, confermata in sede di Comitato per l’ambiente marino (MEPC = Marine Environment Protection Committee). Già nel 2008 furono adottati gli emendamenti alla Convenzione MARPOL dell’IMO, Allegato V I.  Uno slittamento della data 2020 richiederebbe ancora una volta degli emendamenti alla MARPOL da parte del MEPC con il sostegno degli Stati membri, gli stessi che hanno sostenuto la data del 1° gennaio 2020 con una schiacciante maggioranza.

Tale limite globale dello 0,50% m/m (massa/massa) di zolfo nel carburante per uso marittimo, si riferisce a quello utilizzato dalle navi mercantili su rotte internazionali; oggi, la maggior parte del bunker di navi è costituito essenzialmente da olio combustibile con tenore di zolfo al 3,5%. Politicamente e tecnicamente, un ipotetico rinvio della data dovrebbe superare quella maggioranza e dovrebbe considerare gli impegni economici di molte società armatoriali che già si sono messi in regola. Da parte dell’IMO sono state prodotte “guida” e documentazione tecnica per consentire agli armatori di attuare i requisiti per adeguare le proprie navi.

Qualsiasi problema che possa trattare i necessari cambiamenti o adattamenti, può essere portato all’attenzione della prossima riunione del MEPC nell’aprile del 2020 o nella riunione del Comitato per la Sicurezza marittima (MSC) nel maggio 2020.  Qualora le navi dovessero riscontrare problemi operativi a causa dei nuovi carburanti a basso contenuto di zolfo in fase di sviluppo o con la segregazione del carburante o altri problemi, questi saranno segnalati e sottoposti al controllo dello Stato di approdo o degli Stati di bandiera.

L’IMO  ha sviluppato  delle linee guida per aiutare il controllo da parte dello Stato di approdo a far rispettare il regolamento in modo coerente in tutto il mondo, senza differenziare armatori, compagnie di navigazione e comandanti di navi. L’IMO 2020 s’imporrà al mondo dello shipping un passaggio culturale: non più l’uso dell’ambiente marino per soli fini commerciali e per il processo del trasporto marittimo; ma sarà imposta una navigazione sostenibile votata alla difesa dell’ambiente e dell’atmosfera.

Abele Carruezzo

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Porto di Ancona: dal giorno di Ferragosto a domenica circa 51 mila passeggeri

Dal giorno di Ferragosto a domenica 18 agosto è come se metà degli abitanti della città passasse al porto. Nel cuore dell’estate, nello scalo internazionale di Ancona ancora grandi numeri con 50.900 passeggeri in transito di cui 4.300 crocieristi.

Il giorno di Ferragosto, giovedì 15 agosto, saranno 10.400 le persone in transito nello scalo, con cinque traghetti in partenza: 9 mila i passeggeri sulla direttrice greca, con 3 navi in partenza, 400 per la Croazia e un migliaio per l’Albania. Da venerdì 16 a domenica 18 agosto, saranno 40.500 i passeggeri in transito con la partenza di 19 navi di cui due crociere.

Come ogni venerdì, al terminal crociere arriverà alle 9 da Dubrovnik, in Croazia, la nave Msc Sinfonia che ripartirà alle 18 per Venezia. A bordo ci saranno 2.500 persone fra passeggeri e componenti dell’equipaggio. Per loro saranno disponibili i servizi del progetto di accoglienza “Welcome to Ancona”, il progetto di accoglienza coordinato dalla Camera di Commercio delle Marche, capofila di un gruppo di soggetti privati e pubblici fra cui Comune di Ancona, Regione Marche e Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

Sabato 17 agosto, invece, sarà di nuovo un “crociera day” tutto in inglese con 1.800 persone che arriveranno in città con la nave Marella Explorer 2, che ha aperto la stagione 2019 delle crociere nel porto dorico. La nave della Marella Cruises è già alla settima toccata nel porto di Ancona su un totale di 16 approdi della compagnia nel 2019. Arriverà alle 8 ad Ancona da Spalato, in Croazia, e ripartirà alle 18 per Venezia.

Le toccate complessive di questa stagione, inserita nella rotta internazionale delle crociere del mare Adriatico e Mediterraneo, sono già 50 rispetto alle 46 previste ad inizio estate. Nel 2018 gli approdi di crociere sono stati 40 e 27 nel 2017. Msc Crociere ha aumentato quest’anno la sua presenza con Msc Sinfonia nel porto dorico dalle 20 toccate del 2018 alle 28 di questa stagione. Un incremento che ha interessato anche la compagnia Marella Cruises, che ha inserito una seconda nave per Ancona, la Marella Explorer 2 oltre alla Marella Celebration, più che raddoppiando le toccate ad Ancona, dalle 7 del 2018 alle 17 di quest’anno. A settembre ci saranno anche due toccate della nave Aegean Odissey. Questo maggior numero di arrivi consente di ipotizzare un incremento di numero di crocieristi di circa +37% rispetto al 2018, con 92.100 passeggeri stimati rispetto agli oltre 67 mila dello scorso anno.

Nel fine settimana di Ferragosto, l’ultimo di grande partenza prima dell’inizio dei rientri dalle vacanze, saranno 36.200 i passeggeri dei traghetti in transito a bordo di 17 navi. Le persone dirette nei porti greci di Igoumenitsa e Patrasso saranno 22.070, in partenza a bordo di sette navi. I passeggeri sulla direttrice della Croazia, con sette traghetti in partenza per Spalato e Zara, saranno tre. Quelli in imbarco e in sbarco sulla linea per l’Albania saranno invece 2.830, con tre traghetti in partenza per Durazzo.

In attesa dell’imbarco, sono sempre di più i passeggeri che ogni giorno decidono di visitare la città e di usufruire dei servizi di ristorazione e bar e dei negozi del centro storico. Con l’utilizzo dell’app gratuita “Welcome to Ancona”, che si scarica dal sito www.porto.ancona.it, sono infatti informati in tempo reale sui tempi di arrivo e di partenza del loro traghetto potendo così muoversi liberamente secondo la loro curiosità ed esigenze magari per compiere le ultime spese prima di iniziare il viaggio via mare.

In porto, i passeggeri hanno a disposizione il terminal crociere, dotato di aria condizionata, che rimarrà aperto fino al 31 agosto, le sale della biglietteria e la sala climatizzata della vecchia biglietteria, al piano terra della sede dell’Autorità di sistema portuale. In banchina, è sempre presente il personale della Dps–Dorica port services, che si occupa di assistenza ai passeggeri e dell’indirizzamento dei mezzi in sbarco e in imbarco. Tutti i passeggeri e i crocieristi possono inoltre usufruire gratuitamente del wi-fi.

“Il porto è sempre più aperto verso la città – dice Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale -, con i passeggeri e i crocieristi che la possono visitare usufruendo anche di tutti i servizi commerciali presenti, e punto di riferimento per il turismo di tutte le Marche, con la possibilità per chi sbarca con le crociere o con i traghetti di godere dell’unicità, della storia, della bellezza e dell’ambiente della nostra regione”. Per il lavoro di queste giornate di grande afflusso, sottolinea Giampieri, “è necessario ringraziare l’impegno della Capitaneria di porto di Ancona, delle forze dell’ordine, dell’Agenzia delle Dogane, dei servizi tecnici-nautici, della Dps, delle agenzie e di tutto il personale dell’Autorità di sistema portuale. Una squadra affiatata, che opera in un clima di grande collaborazione per l’efficace funzionamento del porto e per il raggiungimento degli obiettivi di crescita diffusa e di creazione di posti di lavoro”.

ALIS, il porto di Hanko (Finlandia) è il trentesimo socio onorario

Il trasporto sostenibile passa dal sistema portuale europeo

“Pochi giorni fa annunciavamo l’ingresso nel nostro cluster del sistema portuale di Helsinki e oggi mi trovo a ribadire la grande soddisfazione per l’ingresso in ALIS di un altro porto finlandese molto importante che è quello di Hanko. L’adesione in qualità di soci onorari di questi importanti hub ci consente di sviluppare progettualità in favore del sistema portuale e trasportistico di tutta Europa. ALIS ha impostato la propria azione associativa guardando al sistema globale dei trasporti e della logistica e solo mediante l’allargamento del cluster si può ambire a nuove opportunità per i nostri associati.”

Guido Grimaldi, Presidente di ALIS, commenta così l’adesione all’associazione del porto di Hanko, centro vitale per le industrie finlandesi, specializzato in collegamenti veloci tra il sud della Finlandia e la Germania, Polonia, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito e Russia. Si tratta di un’adesione strategica in relazione al fatto che proprio da Hanko parte un sistema di import-export efficiente, sicuro e sostenibile di prodotti industriali e autoveicoli, grazie anche ad alcune scelte decisive operate dagli associati ALIS che hanno determinato la crescita esponenziale dei traffici del porto stesso.

“Ho coinvolto Mr. Anders Ahlvik, AD dell’Autorità portuale di Hanko, nel progetto ALIS EUROPE – continua il presidente Guido Grimaldi – raccontando cosa abbiamo fatto e cosa faremo in questa nuova stagione europea e, così come avvenuto con il porto di Helsinki, ho trovato una rapida volontà di aderire all’associazione che vede la portualità e la logistica al centro di un progetto molto ambizioso su scala internazionale. Lavorare con continuità per sviluppare nuove connessioni europee significa agire per il bene delle imprese italiane e chi aderisce ad ALIS sa bene che l’azione associativa è finalizzata solo e soltanto a creare opportunità di business per le aziende, definendo con gli imprenditori stessi ed i loro collaboratori un piano di azione per una politica del trasporto lungimirante e che abbia sempre uno sguardo privilegiato sulla sostenibilità ambientale”.

Porto di Brindisi-Colmata: Progetto di qualità con una “Via” non chiara

Brindisi. Quando si procede a una pianificazione portuale e di progettazione di opere marittime, si va incontro a molte valutazioni e pareri: in alcuni porti favorevoli e in altri porti con valutazioni negative.

A Brindisi tutto questo va in scena in modo (in)consueto e qualsiasi opera marittima diviene di difficile realizzazione, sia essa banchina, piazzale, pontile, stazione marittima o altro, mettendo in campo, ed in concorrenza tutte le possibili “valutazioni” siano queste ambientali e/o sociali, quasi a concorrere in una partita senza fine. Ci stiamo riferendo ai “lavori per il completamento dell’infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est”.

Giusto per capire le cinquantuno pagine scritte dalla Commissione VIA, senza tifare pro o contro colmata, occorre far comprendere al cittadino che abita in un qualsiasi rione della sua città, che lotta per il diritto ad avere integrato e vivibile il suo quartiere prima e poi il porto; far comprendere al cittadino di Genova che con la caduta del ponte Morandi viene soddisfatto in tutte le sue desiderate, mentre per i “terremotati” dovranno aspettare altri “contratti” politici giallo-verde, verde-azzurro, azzurro-rosso , nero-azzurro, come in un campionato di calcio.

Progetti di opere marittime di antica nomina e di pianificazione difficile (oggi si parla d’intelligenze artificiali e di viaggi su Marte) che seguono un iter stressante, giusto per bloccare uno sviluppo a favore di un altro? Non è campanilismo, ma giusta attenzione per un porto che è stato “grande” e si spera che lo sia ancora. Si gioca sulla democrazia di un popolo, sulla dignità del lavoro, sulla solidarietà fra regioni, giusto per mantenere un talk-show giornalistico e creare consensi.

Per questo abbiamo formulato alcune domande al Segretario generale dell’AdSP MAM, Dott. Tito Vespasiani.

Domande.
1- Che cosa significa una valutazione negativa connessa a lacune conoscitive da parte della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente?

“ Non risulta sia stata messa in discussione la qualità tecnica della progettazione – afferma Tito Vespasiani – ; e come ho già detto per altre testate nazionali, la progettazione è stata redatta da studi di ingegneria di alto profilo e affidatari, in altri porti, di importanti incarichi di pianificazione portuale e di progettazione di opere marittime di grande rilevanza a livello nazionale. La valutazione negativa è strettamente connessa alla evidenziata lacuna conoscitiva, in merito all’aggiornamento delle caratterizzazioni dei sedimenti interessati dall’ipotizzato intervento di conferimento in cassa di colmata.”

Parole che lasciano intravedere una disequazione amministrativa applicata allo sviluppo della portualità italiana da parte della Commissione. Infatti, è vero che la Commissione non fa politica, ma si arroga il diritto/dovere di considerare una “caratterizzazione” di un sito aggiornato oppure no (lo sappiamo che hanno scadenza triennale); come dire che i ghiacciai si scioglieranno domani visto che l’inizio è avvenuto “ere” addietro. Al Governo italiano interessa solo lo sviluppo di quattro porti: Genova e Trieste (le due mani verso il Nord Europa) con i due porti del Sud, Gioia Tauro e Taranto (i due piedi per il Nord Africa) e per mitigare la fine di Evergreen e dell’Ilva, oggi ArcelorMittal.

2- In merito ai “pareri” di enti preposti che cosa si può dire ?

“E’ importante sottolineare il parere dell’Autorità di Bacino, ci ricorda il Segretario AdSP,  quando afferma che – “Solo in caso di motivata impossibilità di individuare altro sito per l’ubicazione della cassa di colmata, l’intervento di primo stralcio potrebbe risultare compatibile con le previsioni e prescrizioni; e per quanto riguarda il secondo stralcio (dragaggi) non si rilevano motivi ostativi.”

Altri pareri sono stati espressi a garanzia di una “salute” ambientale, paesaggistica, faunistica, trasportistica, navigabilità, sicurezza marittima e sostenibilità sociale e che comunque sono state superate dalle integrazioni chieste dalla Commissione all’AdSP. Come dire evitiamo l’uso del mare per il processo del trasporto marittimo, per la balneazione, per le reti energetiche, per la pesca, per il turismo nautico, perche è invaso dalla plastica, senza comprendere che tale problema è di chi produce la plastica e di chi la usa.

Ricordiamo che alle dichiarazioni negative espresse dall’assessore Borri e dal Sindaco sul progetto della cassa di colmata dell’AdSP, hanno  risposto i consiglieri esprimendo sostegno agli operatori portuali ed all’utenza tutta. Il Consiglio comunale della Città di Brindisi, riconoscendo l’importanza di uno sviluppo sostenibile della città e del suo porto, si è dichiarato favorevole alla colmata tra il pontile del petrolchimico e Costa Morena Est, sui dragaggi e gli accosti a Sant’Apollinare, prevedendo anche un museo del mare. Chi è contrario può anche “declinare” il mandato.

3- Non comprendendo il “danno” ambientale tale da rendere inutili le opere marittime ancora non in cantiere per il porto di Brindisi, che senso ha caratterizzare un sito acqueo – portuale per un progetto ancora non esecutivo?

Al riguardo, l’Autorità di Sistema Portuale ha dato ampiamente riscontro durante il procedimento di VIA in questione (imputato oramai quasi due anni fa) evidenziando come le dette nuove caratterizzazioni avrebbero certamente trovato luogo in fase di progettazione esecutiva ovvero ai fini del dragaggio ex art. 5 bis della Legge 84/94 stante la necessità di realizzare prima la cassa di colmata similmente, tra l’altro, a diversi altri procedimenti già occorsi negli altri porti.” Ed ancora – afferma Tito Vespasiani – poiché ai sensi dell’art. 10 bis della L. 241/90, il Ministero dell’Ambiente dovrà prossimamente notificare il preavviso di rigetto, assegnando un termine per eventuali osservazioni, in questa fase l‘Autorità presenterà le proprie controdeduzioni per un riavvio della valutazione, alla produzione della caratterizzazione aggiornata.”

Si rileva che, purtroppo in Italia, assistiamo a due valutazioni politico-amministrative opposte in tema di portualità; vedasi, Napoli, Livorno, Ancona e altri. Per la cronaca, si ricorda che nel 2014 sul porto di Taranto è stato dato parere favorevole alla colmata con caratterizzazioni del sito eseguite nel 2009. Per Brindisi si richiede l’aggiornamento! L’Autorità ha avviato da tempo – e di propria iniziativa – il percorso tecnico-amministrativo finalizzato all’aggiornamento delle caratterizzazioni del sito interessato, dando debita comunicazione al competente MATTM.

Nel chiudere l’intervista, il Segretario generale AdSP, Tito Vespasiani, ripetendo alcune sue affermazioni già date alla stampa, ricorda che “ l’Autorità ha anche avviato un parallelo procedimento finalizzato ad anticipare o a “scorporare “ l’escavo necessario per realizzare i pontili di Sant’ Apollinare dal progetto cassa di colmata, e ciò attraverso una stipula di accordo, in corso di formalizzazione, con la società Sogesid, specializzata nelle bonifiche ambientali e controllata dal Ministero dell’Ambiente, al fine di studiare e progettare innovativi interventi di movimentazione e di conferimento dei sedimenti interessati dalla realizzazione dei pontili, e ciò al fine di creare le condizioni per una possibile rapida cantierizzazione di tale progetto strategico per il porto e la città.”

Sicuramente sono procedure che riservano molta attenzione con puntuali specifici interventi, sperando in una benevola accoglienza delle integrazioni, se si vuole realizzare effettivamente tale progetto strategico per il porto di Brindisi.

Dire no è lo sport di moda  a livello nazionale! Che senso ha dire si a un porto che non esiste, senza una vera programmazione economico-marittima che possa fronteggiare la transizione merceologica energetica del post-industriale? Brindisi, con la sua città e con il suo porto, è stanca di subire trasversalità per non modificare lo status attuale asservito ad altre strategie politiche.

Quanti altri anni la portualità brindisina e\o salentina è disposta ad aspettare uno speranzoso sviluppo del porto di Brindisi? Tra banchine non completamente operative, tra stazioni marittime non adeguate ed ancora da realizzare, tra air-draft dell’Enac antistorico con l’evoluzione tecnologica delle navi, tra riduzione dei flussi merceologici energetici e non, tra varie sofferenze delle linee ro-ro e ro-pax, di quale porto si sta parlando? Quello della Città o quello degli operatori portuali tutti.

Abele Carruezzo

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Pesca: a Marano la Triennale valorizza impresa ittica e turismo

Pizzimenti e Bini inaugurano la festa mariana e presentano tre bandi europei di settore

Marano Lagunare (Ud)- “Una festa che valorizza le identità locali, le tradizioni religiose, ma anche il legame tra la terra e il mare, la pesca e il turismo”.

Così gli assessori regionali alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, e alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, commentano all’unisono il significato della tradizionale Triennale di Marano Lagunare, festa con cui da oggi la città celebra la Madonna della Salute. Un momento importante per la comunità locale, che quest’anno è coinciso anche con la presentazione da parte del Flag (Fisheries Local Action Group) – Gruppo di Azione Costiera Friuli Venezia Giulia di tre importanti bandi europei.

Diversificazione delle attività connesse alla pesca e all’acquacoltura, apertura alla vendita diretta, al turismo e alla immissione nel mercato di nuove specie ittiche. Sono questi i filoni su cui si sviluppano le tre misure di finanziamento per le imprese di settore per un valore complessivo di 2,3 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

I 3 bandi prevedono finanziamenti per verificare la fattibilità e sostenibilità economica dell’immissione sul mercato di nuove specie ittiche, di nuova presenza nel litorale regionale o attualmente presenti ma di scarso o nullo valore commerciale; per sostenere il reddito degli operatori della pesca e dell’acquacoltura favorendo lo sviluppo delle attività di vendita diretta e al dettaglio, somministrazione di prodotti ittici di produzione locale freschi o trasformati; infine, per sostenere il reddito degli operatori della pesca e dell’acquacoltura favorendo lo sviluppo delle attività di pescaturismo, turismo legato alla pesca sportiva, ospitalità, attività ricreative, didattiche, di servizi alla persona.

“La Regione sta aiutando il settore consapevole di quanto la pesca significhi per questo territorio non solo come attività produttiva, ma anche come comparto attorno al quale possono svilupparsi forme turistiche innovative. Anche il recupero delle tradizioni ne è una dimostrazione, se si pensa che la sola Triennale è capace di attrarre in due settimane oltre 30mila visitatori” ha commentato Bini.

Il calendario dei festeggiamenti della Triennale intreccia eventi sacri e laici da oggi a domenica 18 agosto ed ha il suo culmine nella giornata di Ferragosto con la processione al mare. Dalle acque della Laguna arriverà, a bordo di una tipica imbarcazione maranese, la statua della Beata Vergine della Salute accolta tra i fuochi d’artificio e dalle musiche della banda Stella Maris. Prima, nel pomeriggio alle 17:30, si svolgeranno, alla presenza del vescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, i Vesperi patriarchini solenni.

Per Pizzimenti “la festa della Madonna della Salute è un’occasione per celebrare le tradizioni identitarie del territorio con il territorio. Quest’anno in particolare all’elemento enogastronomico si unisce quello culturale con la valorizzazione della storia della Laguna”.

Alle celebrazioni inaugurali hanno preso parte anche, tra gli altri, i consiglieri regionali Mauro Bordin e Maddalena Spagnolo, oltre al sindaco di Marano lagunare e ai sindaci di Carlino, Porpetto, San Giorgio di Nogaro, Muzzana del Turgnano e Palazzolo dello Stella. ARC/SSA/ep

Ambiente: Scoccimarro, pronto protocollo intesa progetto “aMare Fvg”

Trieste- Presto anche nel golfo di Trieste pescatori, diportisti e sommozzatori durante le loro attività potranno raccogliere i rifiuti rinvenuti in mare o sui fondali marini, trasportarli a terra e conferirli in apposite aree attrezzate.

Si tratterà di un importante passo avanti per la salvaguardia dell’habitat marino che diventerà operativo non appena sarà siglato il protocollo d’intesa del progetto “aMare Fvg” di cui la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Difesa dell’ambiente, all’energia e sviluppo sostenibile, Fabio Soccimarro, ha appena approvato la bozza.

Il progetto ha lo scopo di favorire la gestione dei rifiuti che vengono raccolti accidentalmente in mare durante le attività di pesca e occasionalmente da diportisti e associazioni di volontariato nell’ambito di specifiche iniziative di pulizia degli specchi d’acqua e dei fondali e contempla anche la possibilità di utilizzare dei seabin, cestini di raccolta dei rifiuti opportunamente segnalati, che galleggiano in acqua di superficie.

L’area di interesse del progetto pilota è il golfo di Trieste e avverrà attraverso la stipula del protocollo tra i soggetti partecipanti, ovvero Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Capitaneria di Porto di Trieste, Arpa Fvg, Comune di Trieste, AcegasApsAmga SpA, HestAmbiente Srl, associazioni ambientaliste riconosciute, associazioni di immersione, società di pesca, società nautiche e marine.

“Fino ad ora l’iniziativa virtuosa era affidata ai singoli, ma con questo progetto intendiamo ampliare a 360 gradi l’educazione civica e ambientale e desideriamo anche provvedere a azioni incentivanti e a certificazioni premianti per chi si occupa di evitare che pericolose plastiche uccidano pesci e compromettano la qualità del pescato” spiega Scoccimarro.

In aree attrezzate saranno dislocati cassonetti per la raccolta dei rifiuti, identificati con il logo “aMare Fvg”; l’ubicazione delle aree di conferimento dei rifiuti raccolti dai sommozzatori sarà individuata di volta in volta con il gestore del servizio in funzione degli specchi d’acqua oggetto di pulizia e i rifiuti raccolti saranno classificati come rifiuti urbani non differenziati.

Le società di pesca, nautiche e le marine che aderiranno al progetto dovranno comunicare la matricola identificativa delle imbarcazioni che effettueranno la raccolta e saranno identificate dal logo.

La raccolta e il trasporto dei rifiuti sarà a carico di AcegasApsAmga SpA con cadenza almeno mensile per le società nautiche e quindicinale per i pescatori, mentre il loro trattamento avverrà nell’impianto di HestAmbiente Srl.

Stime mondiali indicano che ogni minuto viene immesso in mare un camion di rifiuti e il fenomeno risulta essere in aumento anche nel Mare Adriatico, come rilevato annualmente nei campionamenti stagionali effettuati da ARPA FVG.

L’Agenzia effettua due campionamenti annuali, in marzo e in novembre, su dieci spiagge del litorale regionale. Nel 2018 sono stati raccolti 1045 oggetti per km2, con una media di 16,6 oggetti ogni 1000 abitanti, quantità di rifiuti superiore a quella del 2017, quando sono stati raccolti 740 oggetti per km2, con una media di 11,2 oggetti ogni 1000 abitanti.

Dal 2015 a oggi Arpa Fvg ha raccolto 41.500 oggetti di cui il 77% è costituito da plastica. Il restante 23% è costituito da oggetti in vetro o ceramica, rifiuti sanitari, carta e cartone, legno, metallo, tessuti e gomma.

Arpa, che monitora solo lo 0,8% di costa del Friuli Venezia Giulia, ogni anno raccoglie 200-250 kg di rifiuti spiaggiati. Si stima quindi che il cosiddetto “marine litter”, lungo tutto il litorale regionale, sia pari a 6,5 tonnellate, equivalenti a circa 3 camion all’anno.

La plastica presente nei rifiuti marini raccolti sulle spiagge del Friuli Venezia Giulia è composta per il 50% da imballaggi, dei quali 56% imballaggi industriali e 37% imballaggi alimentari, per il 21% da polistirolo, in particolare cassette e loro frammenti, per il 16% da frammenti di plastica, e per il restante 11% da rifiuti derivanti dall’attività di pesca come reti, boe, corde e lenze.

Significativi sono anche i dati forniti dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale che effettua la pulizia dello specchio acqueo di propria competenza su un’area pari a circa 13.700.000 mq: da tale attività si raccolgono annualmente più di 11 tonnellate di rifiuti indifferenziati, oltre a quelli biodegradabili, ingombranti, di imballaggio, plastica ed emulsioni. ARC/EP

Regione Sicilia-INFRASTRUTTURE: Riposto, altre risorse per completare il porto

La Giunta regionale siciliana ha approvato lo stanziamento di ben 603mila euro finalizzati al completamento del primo bacino del porto di Riposto. Il provvedimento, promosso dall’assessorato regionale alle Infrastrutture, arriva a completamento dell’intervento da un milione di euro, varato dal Governo Musumeci nel 2018, per mettere in sicurezza l’approdo e avviare lavori attesi da anni.

«Attraverso il recupero di alcune economie rimaste inutilizzate nel tempo – illustra l’assessore regionale Marco Falcone – diamo ancor più ampio respiro al rilancio infrastrutturale del porto dell’Etna. Al milione di euro assegnato nel 2018, con cui abbiamo messo mano a una storica incompiuta come il Primo bacino, si aggiungono altre somme per implementare i servizi delle banchine, realizzare una moderna illuminazione e completare la messa in sicurezza del porto ripostese».

Dopo la riunione di giunta, l’assessore Falcone ha fatto il punto sulla tabella di marcia dei lavori incontrando il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano. «Subito dopo Ferragosto – aggiunge l’esponente del Governo Musumeci – il cantiere entrerà nel vivo e partirà la rimozione delle opere divelte dalle mareggiate. I lavori procederanno senza intoppi affinché, entro pochi mesi, la città di Riposto possa riabbracciare, dopo lunghi anni d’attesa, il proprio porto. L’infrastruttura – conclude Falcone – sarà il naturale punto di riferimento dello sviluppo turistico della zona jonico-etnea».

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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