Risorse ittiche: Zannier innovare sistema dell’acquacoltura

Udine- “Diventa sempre più rilevante mettere insieme i portatori di interesse che fanno capo ad un bacino uniforme con obiettivi comuni, qual è quello dell’Adriatico, per cooperare e innovare il sistema dell’acquacoltura: un settore che dovrà esser implementato tenendo conto che la risorsa mare sconta un impoverimento degli stock ittici”.

Lo ha indicato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier intervenendo alla presentazione del progetto AdriAquaNet, oggi a Udine, nell’aula magna dell’Ateneo udinese.

Si tratta di un’iniziativa di cooperazione finanziata dal programma Ue Interreg V Italia-Croazia 2017-2020, attraverso cui sette laboratori di ricerca, un consorzio e quattro industrie, italiani e croati, si dedicheranno allo sviluppo e all’applicazione di tecnologie innovative nell’itticoltura per migliorare la sostenibilità e la produttività degli allevamenti ittici marini italiani e croati garantendo un elevato livello di salute e prodotti di alta qualità per i consumatori nonché acque pulite.

Secondo Zannier, il progetto rappresenta una buona opportunità per un sistema che ha enormi potenzialità e spazi di miglioramento ma per il quale serve “un’interazione fra tutti i soggetti. Le azioni che si stanno portando avanti anche attraverso gli Interreg – ha aggiunto Zannier – contribuiscono a creare le condizioni per uno sviluppo economico-ambientale sostenibile”.

Sulla possibilità di ampliare la produzioni implementando la coltura nelle zone lagunari Zannier ha evidenziato come “uno sviluppo è possibile ma ci sono delle precondizioni non scontate di cui tenere conto: necessario non alterare gli equilibri ed essere certi che le condizioni in laguna siano idonee per svolgere le attività di allevamento. Per implementare la coltura – ha rimarcato l’assessore regionale – servono comunque innovazione e scambi di esperienze oltre che un modello adattabile alle specificità del nostro territorio”.

Nel dettaglio, per i prossimi due anni e mezzo, circa cento esperti lavoreranno al progetto con lo scopo di trasferire conoscenze avanzate e nuove tecnologie su tutta la filiera dell’acquacoltura, dalla gestione degli impianti di produzione fino al mercato dei prodotti lavorati. Particolare attenzione verrà posta alla messa a punto di nuovi metodi di alimentazione del pesce d’allevamento, nuovi vaccini e composti naturali a supporto della salute dei pesci, nuovi sistemi di gestione dei rifiuti da allevamenti di mare così da estrarre biocarburanti riducendo l’inquinamento delle acque. Si punterà inoltre all’elaborazione e commercializzazione di nuovi prodotti alimentari. ARC/LP/ep

Foto: Regione FVG

FEDEPILOTI AL GENOA SHIPPING WEEK

VENERDI 28 INTERVENTO ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA


Roma- La Federazione Italiana Piloti dei Porti, tra gli sponsor istituzionali, parteciperà attivamente al prossimo Genoa Shipping Week, l’evento biennale che riunisce operatori portuali, marittimi e logistici provenienti da tutto il mondo, in programma da oggi e fino al 30 giugno, tra approfondimenti tecnici rivolti al settore ed eventi divulgativi per promuovere la cultura portuale in città e nel Paese, workshop e seminari, momenti istituzionali e altro, al fine di favorire le relazioni e il networking.

Il Consiglio Direttivo di Fedepiloti sarà presente per tornere  a riunirsi, a due mesi dall’Assemblea Nazionale di aprile a Roma, e per prendere parte, venerdì 28, dalle 9 alle 13 a Palazzo Ambrogio Di Negro in Banchi, alla conferenza sulla “Maritime Safety: la sicurezza della navigazione e delle attività in ambito marittimo e portuale”. Un tema composito che vedrà confrontarsi progettisti, operatori della nave, gli enti preposti alla regolamentazione del traffico e della sicurezza marittima.

Un’attenzione particolare, anche alla luce degli ultimi eventi (Venezia ed Ancona su tutti), verrà rivolta ai movimenti interni al porto e alla fase di approccio alle banchine e all’ancoraggio. Dopo la sessione d’apertura dedicata all’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA), ne seguirà una generale durante la quale prenderà la parola, tra gli altri, anche il presidente della Federazione, Francesco Bandiera, cogliendo lo “slogan” lanciato dagli autorevoli relatori intervenuti proprio in Assemblea, “Senza sicurezza non c’è sviluppo!”.

“In un mondo che vuole essere sempre più globale, più veloce e produttivo – sottolinea Bandiera -, la sicurezza delle persone, dell’ambiente e dei beni non può accettare compromessi. Buone pratiche di comunicazione operativa, prevenzione dei rischi e addestramento del personale, faranno sempre di più la differenza tra il business sostenibile e quello fine a se stesso!”

Main Topics dell’evento:
·         Valutazione e prevenzione del rischio in ambito marino e portuale
·         Progettazione safety-driven del naviglio e delle opere a terra e offshore
·         Modellistica meteo-marina
·         Sicurezza del carico e confort dei naviganti
·         Infomobilità marittima e portuale
·         Prevenzione infortuni e sicurezza sul lavoro marittimo: normative e buone pratiche
·         Verso una robotica cooperativa in ambito marittimo e portuale
·         La formazione dei lavoratori
·         Progettare per la cooperazione e la compresenza uomo-macchina

CHAIRMAN:Contrammiraglio (CP) Piero Pellizzari, Direttore Marittimo del Veneto, Capitanerie di porto – Guardia costiera
Saluti di benvenuto
Ammiraglio Ispettore (CP) Nicola Carlone, Direttore marittimo della Liguria, Capitanerie di porto – Guardia costiera
SESSIONE SPECIALE EMSA
Keynote speeches
On the doorstep to E-maritime: opportunities and challenges
Andreas Nordseth, Chairman of Administrative Board, EMSA
“EMSA 5 years strategy”
Maja Markovčić Kostelac, Executive Director, EMSA
SESSIONE GENERALE
Chairman: Marco Starita, Studio Tecnico Navale Moroso Starita
La sicurezza della navigazione,attività internazionale (IMO-ILO), sviluppo ed applicazione nel contesto dell’armamento nazionale
Contrammiraglio (CP) Luigi Giardino, Capo 6° Rep. Comando generale, Capitanerie di porto – Guardia costiera
Senza sicurezza non c’è sviluppo!
Francesco Bandiera, Presidente, Federazione Italiana Piloti dei Porti
Safety Differently
Claudio Costa, Head of HSSE, APM Terminals Vado Ligure
Andrea Marchese, Design for Safety B.U Technology development responsible, CETENA
Nuove Tecnologie: Approccio Normativo in ambito navale
Maurizio Crucil, Specialist, Electrical and Control Systems, Lloyd’s Register
La sicurezza sul lavoro a bordo delle navi e nei porti: il quadro normativo e le responsabilità
Lorenzo Pellerano, Partner, Studio Legale Berlingieri – Maresca
Jeannie Gregori, Director International Policy and Relations, Assarmatori
13:00 Chiusura dei lavori

Nel porto commerciale di Manfredonia arriva Guardian XTEN

Un sistema di videosorveglianza installato dall’AdSP MAM contro abbandono illecito di rifiuti e danneggiamento di beni demaniali

Mercoledì 26 giugno alle ore 11.00 presso la banchina di Ponente del porto di Manfredonia,  il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Tito Vespasiani, illustrerà alla stampa il nuovo sistema di video-sorveglianza, Guardian XTEN, installato nel porto commerciale.

Si tratta di una soluzione fortemente voluta dal presidente dell’Ente portuale, Ugo Patroni Griffi, presa a valle di proficui e significativi confronti con le autorità e le istituzioni locali che risponde all’esigenza di dotare il porto commerciale di un efficace strumento di controllo del territorio per molteplici finalità quali, fra tutti, la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e delle infrastrutture oltre all’imprescindibile attuazione delle misure previste della vigente pianificazione di maritime security.

Il dispositivo Guardian XTEN è una stazione tecnologica energeticamente indipendente e operativamente autonoma che permette il controllo di ampie aree tramite svariate modalità trasmissive: telecamere ottiche, termiche, sensori perimetrali, con l’implementazione di avanzati algoritmi di analisi video. L’Ente portuale ha scelto un sistema tecnologicamente all’avanguardia, di facile installazione, che disponga di un’alta capacità di visione, allarme e controllo mediante un palo telescopico di altezza modulabile, veloce nell’impiego e che garantisca, in qualunque contesto, l’assoluta mancanza di obsolescenza dei dispositivi utilizzati.

“Abbiamo investito circa 170.000 euro, commenta il Presidente, per dotare lo storico e produttivo scalo commerciale di un sistema che oltre a contrastare comportamenti illeciti, monitori le aree portuali per i controlli di security, viabilità, gestione parcheggi, aree cargo e aumenti la percezione di sicurezza tra chi opera in porto. Per non parlare delle importanti ricadute in termini di salvaguardia ambientale. Ora è necessario- conclude Patroni Griffi- l’impegno di tutti perché il porto commerciale di Manfredonia possa tornare agli antichi fasti, anche in termini di decoro.”

Al ministero dell’Ambiente nasce la Direzione per l’economia circolare

Il nuovo regolamento di organizzazione prevede anche il social media manager

Roma – Nasce al ministero dell’Ambiente la Direzione generale per l’economia circolare. E’ una delle novità più rilevanti del nuovo regolamento di organizzazione contenuto in un decreto della presidenza del Consiglio approvato dall’ultimo Cdm. La nuova Direzione si occuperà della promozione delle politiche per la transizione ecologica e l’economia circolare, della gestione integrata del ciclo dei rifiuti, dei programmi plastic free e rifiuti zero, dell’implementazione dei criteri ambientali minimi (Cam), di rifiuti radioattivi e Ogm.

Vede così piena attuazione il decreto legge del 12 luglio 2018 (convertito con modificazioni dalla legge del 9 agosto 2018), che conteneva disposizioni urgenti per il riordino delle attribuzioni di alcuni ministeri e assegnava al dicastero di via Cristoforo Colombo diverse funzioni, tra cui la competenza sull’economia circolare e il compito di “unico centro di coordinamento e di responsabilità politica per la bonifica dei  siti  inquinati”. Proprio per questo, è stata istituita con il nuovo regolamento anche la Direzione generale per il risanamento ambientale, che si occuperà della bonifica dei siti inquinati d’interesse nazionale (Sin) e del danno ambientale.

La Direzione clima ed energia assume pure le competenze sull’aria, la Direzione per la crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo le competenze sulle valutazioni d’impatto ambientale e autorizzazioni integrate ambientali (Via, Vas, Aia).
Un’altra novità di rilievo è l’istituzione della figura del social media manager del ministro, che afferisce all’ufficio stampa e agli uffici di diretta collaborazione dal punto di vista contrattuale.

Tra le molteplici funzioni affidate al Segretariato generale, anche i procedimenti di riconoscimento delle associazioni ambientaliste, delle quali verrà verificato periodicamente il mantenimento dei requisiti previsti.

“Non è una questione di cambio nome – spiega il Ministro dell’Ambiente Costa – ma abbiamo voluto rendere proattiva la mission delle direzioni. Questo sarà valido da ora e per sempre, un imprimatur che lasceremo per il futuro del ministero e dell’ambiente”.

Al via “Dalla pARTE del MARE” l’iniziativa di sensibilizzazione ambientale 
che trasforma gli scarti di plastica in arte

Il progetto è parte di #UnplasticTrieste il “grido di battaglia” di Barcolana51 contro le plastiche in mare, condiviso con Comune di Trieste e Regione FVG

Trieste - Insieme, “dalla pARTE del MARE”. Insieme per lanciare un forte messaggio di supporto all’ambiente, per sostenere la raccolta differenziata delle plastiche, e per trasformare gli scarti in bellezza e arte. È questo il progetto di Barcolana assieme ad AcegasApsAmga, Herambiente (entrambe società del Gruppo Hera) e a Despar, Comune di Trieste e Regione FVG, che hanno presentato oggi una iniziativa innovativa in vista di Barcolana51, in grado di riunire in un unico progetto il pubblico e il privato, istituzioni, aziende, singoli cittadini.

“Dalla pARTE del MARE” è un progetto artistico che coinvolge tutti coloro che questa estate avranno in mano un flacone usato o una bottiglia d’acqua vuota: questo scarto, prima che si trasformi in rifiuto, potrà avere una nuova vita. Portandolo – bello pulito – in uno dei punti vendita Despar che aderiscono all’iniziativa, potrà essere recuperato e trasformato grazie al lavoro di SCART, il progetto di Herambiente, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, che trasforma in opere d’arte oggetti che non utilizziamo più.

Con i flaconi di plastica usati e con le bottiglie d’acqua vuote, infatti, SCART realizzerà in tempo per Barcolana una grande installazione artistica che sarà il simbolo di questa edizione dell’evento, e ricorderà a tutti che la plastica va utilizzata fino in fondo, in più modi possibili e per più tempo possibile, e solo alla fine conferita nella raccolta differenziata.

“Dalla pARTE del MARE” – spiega il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, circolo velico che organizza la Barcolana, Mitja Gialuz – è un progetto che abbiamo ideato e del quale ci siamo innamorati al punto di coinvolgere davvero tutti: vuole essere un grande simbolo di lavoro comune, capacità di costruire un messaggio condiviso in attesa di Barcolana. Insieme costruiremo un grande pesce, una installazione che chiederemo al Comune di posizionare in piazza Unità durante Barcolana, perché sia chiaro a tutti che la plastica va utilizzata, riutilizzata, utilizzata ancora, e solo dopo conferita, e sicuramente non dove finire nell’ambiente e in mare”.

Gialuz ha ringraziato AcegasApsAmga, il Gruppo Hera e Despar per aver immediatamente aderito all’iniziativa e aver “fatto proprio il progetto, permettendo di trasformare un’idea di una azione condivisa in cui tutti investono risorse a vantaggio di un messaggio condiviso”, il Comune di Trieste e la Regione FVG “per aver manifestato entusiasmo e aver aderito subito e con grande spirito di iniziativa a questo progetto e in generale a tutte le iniziative ambientali di Barcolana51 che saranno identificate dall’hashtag #UnplasticTrieste, quasi un grido di battaglia per condividere un impegno comune a favore dell’ambiente”.

E il pesce che gli artisti di SCART realizzeranno con le bottiglie e i flaconi dei triestini non poteva che essere
 un sardon barcolano, già con il proprio nome di battesimo: Alice (pronunciato all’inglese, “Alis”  (ˈælɪs), in onore di tutti gli ospiti internazionali della Barcolana). Il Sardon Alice avrà oltre dieci metri di lunghezza, e sarà completamente fatto di plastica conferita dai triestini e recuperata: una installazione-manifesto in totale spirito barcolano, che i triestini contribuiranno a realizzare a partire dal 7 luglio, quando inizierà la raccolta nei Punti vendita Despar, dove saranno posizionati degli speciali contenitori che stanno tutti “dalla pARTE del MARE”.

Il progetto “Dalla pARTE del MARE” sarà completato dall’arrivo a Trieste, durante i giorni di Barcolana, della mostra SCART, una collezione straordinaria di opere d’arte interamente realizzate con materiale di scarto (dal legno, alla plastica, passando per tessuti, cartone e metalli) che vedrà il chiostro del palazzo della Regione in piazza Unità popolato di installazioni di uomini e animali, affiancati da giganteschi quadri di personaggi celebri, tutti rigorosamente prodotti riciclando materiali. “Il progetto ha una valenza straordinaria non solo per Barcolana, ma per l’intera città – spiega Roberto Gasparetto, amministratore delegato di AcegasApsAmga.

“Grazie alla potenza dell’arte e allo straordinario traino mediatico che è in grado di suscitare Barcolana, promuove infatti la consapevolezza dell’importanza dell’economia circolare, su cui il Gruppo Hera è quotidianamente impegnato, strumento indispensabile per la tutela del mare e delle biodiversità. Credo inoltre sia del tutto positiva la sinergia che si è creata fra soggetti pubblici e privati del territorio, attorno a questa grande iniziativa”.

Anche Despar ha un ruolo centrale in questo progetto: l’azienda, per il terzo anno partner di Barcolana, in particolare in una serie di attività che hanno anche finalità di charity e di coinvolgimento sociale e di edutainment dedicato ai bimbi, ha aderito al progetto mettendo a disposizione ben 13 punti vendita per la raccolta. Fabio Donà, direttore marketing di Despar: “Siamo lieti di essere ancora una volta sponsor di Barcolana, che quest’anno si presenta con “dalla pARTE del MARE”, questo progetto a sostegno dell’ambiente che incontra pienamente i nostri valori di sviluppo del territorio e di sostenibilità.

Proprio per questo siamo felici di poter esserne parte attiva, mettendo a disposizione i nostri punti vendita per la raccolta dei contenitori di plastica che SCART trasformerà nell’opera d’arte simbolo dell’evento: questa è per noi un’ulteriore occasione di esprimere il nostro forte impegno e la nostra attenzione per l’ambiente e per quel territorio in cui affondano le nostre radici”.

La raccolta inizia il 7 luglio, e va avanti fino al 9 agosto: un mese per conferire in maniera semplice i flaconi blu, trasparenti, grigi e bianchi negli speciali contenitori posti nei negozi Despar. AcegasApsAmga li raccoglierà, li porterà agli artisti nel quartier generale di SCART che realizzeranno il Sardon Alice in tempo per l’inaugurazione di Barcolana, venerdì 4 ottobre.

“Dalla pARTE del MARE” fa parte di un progetto più grande che, via via, nel corso dell’estate, Barcolana racconterà ai triestini, sempre legato al supporto delle attività contro l’abbandono delle plastiche in mare: “Il nostro progetto – ha spiegato ancora Gialuz – si chiama #UnPlasticTrieste – e rientra in un preciso filone di attività educative, artistiche, culturali e scientifiche che Barcolana porta avanti da adesso a ottobre, per sensibilizzare sul tema del recupero delle plastiche dal mare.

Cominciamo con il bellissimo progetto per la costruzione di Alice, che diventa il nostro simbolo, ma lavoriamo su tanti fronti, insieme a tante realtà, dagli assessorati all’ambiente di Regione e Comune all’Arpa FVG con il suo laboratorio LaRea, Fondazione One Ocean, WWF, altre aziende che investono in Barcolana e che stanno sviluppando progetti ambientali in sinergia con noi”.

Porto di Cagliari, Tarlazzi (Uiltrasporti): trovare subito soluzione

Roma- “Come si è trovata una soluzione transitoria per i porti di Taranto e di Gioia Tauro in attesa di una soluzione industriale, bisogna fare altrettanto per il porto di Cagliari, istituendo l’Agenzia di somministrazione e sviluppando politiche di sviluppo dei traffici del porto”.

A dichiararlo il Segretario Generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, che prosegue:  “Il porto di Cagliari non può essere abbandonato, non solo per i lavoratori che occupa, ma perché rappresenta una delle principali risorse di sviluppo economico della regione, che diversamente rischia di essere sempre più isolata”.

ADsP MSO: pubblicato il bando pubblico per la ristrutturazione e la gestione del silos Hennebique

E’ pubblicato il bando pubblico con cui l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale invita chiunque abbia interesse a farsi avanti per la ristrutturazione e la gestione del silos Hennebique.

Da oggi, venerdì 21 giugno 2019, sarà a disposizione sul sito fino al termine previsto per la presentazione delle domande, il 31 ottobre.

A due mesi di distanza dalla presentazione della scheda tecnica per il recupero ad uso urbano del fabbricato collocato a Ponte Parodi, nel Porto Antico, tra i primi ad essere costruiti tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 con la tecnica del cemento armato, l’AdSP ha fissato tutti gli elementi caratterizzanti la concessione: durata 90 anni, canone demaniale fissato in 375.000 euro annuali, a partire dall’anno solare successivo all’anno di rilascio della concessione.

Le destinazioni d’uso dell’edificio sono state ampliate ad attività alberghiera, commerciale, residenziale e servizi pubblici, per renderlo così appetibile per futuri investitori data la posizione strategica in cui è collocato, lungo l’arco del Porto Antico, con vista sul mare e sul centro storico della città, accanto al Terminal crociere di Genova e vicino alla stazione ferroviaria di Principe.

Visto il contesto urbano circostante, la riqualificazione dell’edificio può costituire una potenziale cerniera tra il porto antico e il polo crocieristico e turistico-ricreativo in via di sviluppo, andando a completare la riqualificazione del waterfront cittadino.

Bando – Invito a presentare istanze di concessione demaniale marittima con riferimento ad Edificio Hennebique

Presentazione Hennebique

Propeller Club di Brindisi: Il porto di Brindisi ha bisogno di fatti concreti

Brindisi-Dopo l’intervento del Comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi, Cap. Vasc. Giovanni Canu, il Propeller Club di Brindisi lancia un appello ad Enti locali, associazioni di categoria, al mondo imprenditoriale e del lavoro portuale per fare fronte comune, abbandonando le sterili polemiche di quest’ultimi mesi.

Il porto di Brindisi non ha bisogno di interventi sociali, propagandistici e autoreferenziali, ma di fatti concreti come è stato affermato nell’ultimo convegno del Propeller brindisino, alla presenza del Sindaco, del presidente AdSPMAM e del presidente nazionale Propeller Umberto Masucci.

Si ripropone ancora una volta una particolare “massa critica” di consensi condivisi che consenta al porto di Brindisi di attuare quelle scelte indispensabili che permettano di riprendere quelle posizioni di traffico di merci e di navi che gli competono all’interno del sistema portuale italiano e, non da meno, di proporsi come “Porta d’Oriente” da e per l’Europa. Il Porto di Brindisi è stato sempre considerato un porto polifunzionale.

Quest’appello è stato deliberato dal Direttivo Propeller, dopo le ultime valutazioni di stampa del Comandante Canu, e giusto per continuare a garantire i posti di lavoro con/sul/per il porto e delle loro famiglie. Giustamente, il Comandante Canu afferma che “il porto è in recessione, e non ci permettono di lavorare al suo sviluppo. I progetti si sono arenati in certi uffici, progetti fondamentali anche per la sicurezza”.  E a Brindisi si discute se la nave da crociera MSC entrerà nel porto interno o meno e quanti nodi di vento ci vogliono. Dopo l’evento occorso a MSC Opera nella laguna di Venezia, era prevedibile il comunicato della compagnia che dispone il divieto d’ormeggio all’interno del porto di Brindisi per l’intera stagione.

Stante la situazione attuale, dobbiamo necessariamente adeguarci: l’importante è che le navi, passeggeri e non, possano scalare il porto di Brindisi, poiché si tramuta in economia locale e quindi lavoro per tutti. Ed in particolare per i passeggeri che gli venga garantito un trattamento dignitoso. Brindisi è aperta a qualsiasi tipologia di traffico che possa garantire uno sviluppo al nostro porto sotto ogni punto di vista, economico, culturale, sociale e, perché no, anche ambientale.

Occorre urgentemente progettualità e piani di fattibilità che allo stato attuale non si vedono discussi su nessun “tavolo” comunale, provinciale e/o ministeriale.

Ancora una volta noi del Propeller desideriamo lo sviluppo del nostro porto ed auspichiamo che almeno il necessario sia realizzato perché non è possibile che un progetto come il pontile di briccole debba passare per una “conferenza di servizi” a Settembre dell’anno 2019…forse!

Il Presidente

Adriano Guadalupi

L’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO SETTENTRIONALE INCONTRA GLI OPERATORI DEI PORTI DI VENEZIA E DI CHIOGGIA

Venezia-Un’ampia delegazione composta da una trentina di rappresentanti e operatori delle comunità portuali veneziana e chioggiotta ha incontrato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino, e il Segretario Generale, Martino Conticelli. Nel corso dell’incontro privato si è tenuta una discussione particolarmente costruttiva su alcuni dei temi più urgenti che interessano sia i traffici mercantili sia quelli passeggeri di entrambi gli scali lagunari.

A questo proposito, i presenti sono stati concordi nell’affermare con forza la necessità di sostenere la vocazione commerciale-industriale di entrambi i porti lagunari a fianco e in sinergia con la vocazione turistica, nella convinzione, sostenuta dai dati e dai recenti accordi e operazioni finanziarie – commerciali, che sia il porto di Venezia sia il porto di Chioggia possono e devono continuare a crescere in termini di competitività internazionale sul fronte dei traffici – particolarmente nei settori delle rinfuse, container, project cargo e Ro-Ro – esprimendo appieno la loro predisposizione eminentemente multi-purpose e sfruttando le possibilità offerte dalla nuova Via della Seta.

L’incontro si è rivelato un’utile occasione per aggiornare gli imprenditori e i gestori presenti sulle recenti riunioni ministeriali in tema di grandi navi e sui possibili risvolti per il porto di Chioggia, nell’eventualità che Val da Rio si rivelasse la località prescelta per il nuovo terminal crocieristico. Sempre su Chioggia, il presidente ha ricordato che la questione “impianto GPL” può, a questo punto, trovare una soluzione solo a Roma, dove il MIT e il MISE devono istituire delle commissioni autorizzative che possono intervenire decidendo nel merito.

La discussione si è poi concentrata sul tema fondamentale dell’escavo dei sedimenti che interessa tutte le attività di dragaggio manutentivo dei canali portuali di Venezia e di Chioggia. La posizione condivisa dai presenti è che serve una forte accelerazione per superare l’attuale situazione di impasse provocata dalla mancata sostituzione del cosiddetto “Protocollo fanghi”, un documento redatto nel 1993 e che oggi non è in grado di garantire la necessaria operatività, particolarmente in riferimento a una laguna che ha progressivamente modificato i profili dei sedimenti, oggi molto meno inquinanti di quanto riscontrato negli scorsi decenni.

Questa discrepanza si ripercuote sulle manutenzioni ordinarie del porto che diventano economicamente insostenibili, poiché i fanghi dragati devono essere spesso trattati come pericolosi rifiuti speciali, anziché essere utilizzati per ricostituire le barene e ripianare le casse di colmata.
E’ stata riaffermata, inoltre, l’urgenza del problema del conferimento dei sedimenti: i siti normalmente utilizzati hanno ormai una capacità residua quasi nulla e occorre individuare subito nuove aree dedicate a quest’attività che è continua e fondamentale per il mantenimento dell’operatività degli oltre 60 km di canali portuali gestiti dall’Autorità di Sistema Portuale.

La discussione ha toccato anche il tema del nuovo DPSS, il Documento di Programmazione Strategica di Sistema, in fase di redazione e che sarà prodromico poi alla revisione dei Piani Regolatori Portuali di entrambi i porti lagunari. La definizione precisa delle aree con funzione di interazione porto-città è, a seguito della riforma del 2016, un passo fondamentale per poi procedere a finalizzare i due PRP, per questo l’AdSP sta interagendo con le amministrazioni comunali competenti al fine di giungere a un’intesa in tempi rapidi, permettendo di progettare e rilanciare al più presto lo sviluppo delle aree portuali.

Sul tema della vertenza sindacale che interessa la Nuova Compagnia Lavoratori Portuali, l’AdSP ha ribadito l’impegno costante nel tentare di ricomporre il contrasto in seno alla cooperativa, per quanto l’ordinamento non permetta all’Autorità di intervenire direttamente nelle questioni finanziarie e interne della società ma consenta solo di svolgere un ruolo di regolatore, controllore e, in questa fase, di “stanza di compensazione” per le parti interessate.

Il presidente Musolino, infine, ha condiviso con i presenti gli ottimi risultati registrati nell’ultimo anno da tutti i comparti dei porti lagunari che impiegano oltre 19.000 lavoratori complessivamente. Un focus particolare è stato dedicato al terminal di Fusina e al traffico ro/ro e ro/pax che continua a crescere a doppia cifra e che promette un ulteriore raddoppio dell’attività con la prossima entrata in funzione della seconda darsena.

Porto di Ortona: manutenzione pavimentazione banchina Molo nord, nuovo pontile per mezzi soccorso

È in corso di realizzazione l’intervento di manutenzione della pavimentazione del tratto di circa 200 metri di strada demaniale di accesso al porto di Ortona e della banchina commerciale del Molo nord, entrambi di competenza dell’Autorità di sistema portuale. I lavori riguardano il ripristino localizzato di una parte del manto stradale, di una fascia laterale di via Cervana, fruibile per la sosta delle automobili, all’altezza della stazione ferroviaria, e del piazzale del Molo nord.

È inoltre in fase di studio il progetto per il rinforzo e il rifiorimento della scogliera, di 250 metri circa, di protezione della banchina commerciale del Molo nord. Fatto questo intervento, che potrà essere affidato in appalto entro l’anno, l’Autorità di sistema portuale provvederà al rifacimento completo del manto della banchina stessa.

In corso anche la progettazione dei nuovi bagni pubblici e dei parabordi che saranno installati al Mandracchio. In questa zona, l’Autorità di sistema portuale sta anche montando un pontile, di 25 metri di lunghezza per 2,5 metri di larghezza, per consentire l’ormeggio e l’operatività delle imbarcazioni per il soccorso in mare.

“Il porto di Ortona diventa sempre più strategico nello scacchiere dell’Autorità di sistema. Il nostro obiettivo – dice Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale – è quello di essere vicini alle esigenze degli operatori, delle imprese e delle istituzioni che operano in porto affinché possano lavorare tutti nelle migliori condizioni per creare nuovo lavoro, servizi e occupazione”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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