Porto di Ancona: compagnie dei traghetti sempre più green

Si è svolta la riunione convocata dall’Autorità di sistema portuale e dalla Capitaneria di porto di Ancona per fare il punto sugli interventi che le compagnie di navigazione metteranno in atto dal 1 gennaio 2020. Da quella data, tutte le navi saranno tenute ad utilizzare, quando in navigazione in mare aperto, in manovra e all’interno dei porti, carburanti con tenore di zolfo inferiore allo 0,5%. Qualora la sosta in porto, secondo gli orari preventivamente resi noti al pubblico, dovesse superare le due ore dovranno, ultimate le manovre di ormeggio, utilizzare carburanti con un tenore di zolfo non superiore allo 0,1 %.

Erano presenti all’incontro importanti rappresentanti delle sei compagnie di navigazione i cui traghetti scalano il porto di Ancona oltre ai responsabili di Msc Crociere. Per l’Autorità di sistema portuale hanno partecipato il presidente Rodolfo Giampieri e Guido Vettorel, responsabile Promozione e progetti europei. Per la Capitaneria di porto di Ancona, il Contrammiraglio Enrico Moretti, Comandante del porto di Ancona e Direttore Marittimo della Marche, unitamente al suo staff di Ufficiali tecnici.

Dal tavolo di confronto è emerso che ognuna delle compagnie ha posto la massima attenzione sul tema della sostenibilità prevedendo, in potenza, la possibilità di adottare provvedimenti anche più restrittivi rispetto a quanto previsto dalla norma Ue e rispondendo, in tal senso, positivamente alle sollecitazioni dell’Autorità di sistema portuale e della Capitaneria che hanno messo in evidenza quanto la vicinanza dello scalo alla città richieda una maggiore sensibilità e attenzione. Nota sicurante positiva.

Adria Ferries ha confermato l’installazione sulla propria flotta presente ad Ancona, navi AF Marina e AF Claudia, di torri di lavaggio dei gas di scarico denominate scrubbers, dispositivi che, secondo quando dichiarato dalla compagnia, consentirebbero l’abbattimento delle emissioni ben oltre la soglia di legge oltre a ridurre la presenza di particolato. Analoga scelta è stata effettuata dalla compagnia Grimaldi Euromed sui propri traghetti Cruise Europa e Cruise Olympia sui quali è tuttora in corso l’installazione degli scrubbers. Quest’ultima nave, al momento in cantiere, proprio per l’inserimento di questi dispositivi di mitigazione, è temporaneamente sostituita dal traghetto Mykonos Palace, già attrezzato con quattro scrubbers sui motori principali. Superfast ha annunciato per la primavera del 2020 l’installazione degli scrubbers sul proprio traghetto Superfast XI. Fino ad allora la compagnia utilizzerà carburante a ridotto tenore di zolfo (0,5%) come previsto dalla normativa.

Le altre compagnie Anek e Snav utilizzeranno per ora il carburante previsto (0,50%). Hanno inoltre dichiarato di avere già individuato il fornitore, elemento importante vista la scarsa reperibilità sul mercato di tale tipo di combustibile. Jadrolinja ha confermato il suo impegno per la sostenibilità visto che già da tempo utilizza, sia in navigazione che in sosta, gasolio allo 0,1% di zolfo.

All’incontro, i rappresentanti di Msc Crociere hanno portato il contributo della compagnia rispetto alle tematiche delle emissioni annunciando che, dal 1 gennaio 2020, tutte le navi del gruppo hanno già garantito l’approvvigionamento a carburante con tenore di zolfo massimo allo 0,5% in navigazione e combustibile allo 0,1% in porto. Anche questa compagnia ha in corso la progressiva installazione di sistemi scrubbers sulla propria flotta.

L’azione concreta delle compagnie conferma l’impegno condiviso sul tema della sostenibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti del cluster marittimo, frutto di un confronto periodico fra le istituzioni del porto e le compagnie armatoriali e reso concreto un anno fa dall’innovativa sottoscrizione dell’accordo volontario “Ancona blue agreement”. L’intesa, promossa dall’Autorità di sistema portuale e dalla Capitaneria di porto di Ancona, ha, per certi versi, anticipato i contenuti della nuova norma Ue. Un metodo di lavoro che continuerà cercando di individuare tutti quei possibili interventi migliorativi per la riduzione delle emissioni anche rispetto alla normativa vigente e di prossima attuazione. Una grande attenzione alla cultura ambientale da parte del porto e delle compagnie di navigazione.

“Questa è una tematica importante per un porto che vive dentro la città – ha detto il Contrammiraglio Enrico Moretti, Comandante del porto di Ancona -, con l’accordo Ancona blue agreement abbiamo cercato di introdurre misure correttive nelle more dell’entrata in vigore delle suddette nuove misure, unitamente a coloro che hanno aderito all’accordo e stimolando chi, nel contempo, non l’ha sottoscritto. Il confronto continuerà al fine di verificare se sussistano margini di miglioramento rispetto a quanto prevede la norma”.

“La sostenibilità è uno degli elementi di massima attenzione nel rapporto fra porto e comunità e anche uno dei fattori sempre più qualificanti della competitività tra le aziende per un porto moderno – ha affermato Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale –, sta andando avanti un processo irreversibile di miglioramento ambientale che si affida a tutte le tecnologie più avanzate. Da sottolineare il grande impegno, sensibilità e forte senso di responsabilità da parte delle compagnie di navigazione, che si traduce in un miglioramento complessivo del lavoro di tutti noi su questo tema e in una convivenza migliore con la comunità che deve ritenere sempre di più il porto internazionale di Ancona come una grande risorsa di tutto il territorio”.

REGIONE BASILICATA: PIANO COSTE, L’IMPEGNO DI ROSA E MERRA

Gli assessori regionali all’Ambiente, Gianni Rosa e alle Infrastrutture, Donatella Merra hanno promosso un incontro interdipartimentale per programmare il lavoro per l’approvazione del Piano Coste e del Piano Lidi.

“Si tratta – ha detto l’assessore Rosa al termine della riunione, che si è tenuta nella sede del Dipartimento Ambiente – di strumenti importantissimi non solo per la tutela ambientale, ma anche per programmare lo sviluppo costiero. Per questo motivo ho concordato con l’assessore Merra, con la quale avevo già partecipato ad un sopralluogo sulle coste del Metapontino, di convocare un incontro con gli uffici competenti dei due Dipartimenti”.

“Abbiamo deciso – ha sottolineato l’assessore Merra – di dar luogo in tempi brevi al Piano Coste, che prevederà una ricognizione dello stato di fatto dei litorali costieri e la realizzazione di interventi volti alla mitigazione dei rischi, alcuni dei quali già previsti nell’archivio Rendis e che a breve saranno finanziati. Parte integrante del Piano Coste – ha concluso – sarà il Piano Lidi, che elaboreremo di concerto con i Comuni delle zone costiere”.

Ue: Autorità portuali italiane trasformate in s. p. a.

Bruxelles. Sono anni che la Commissione Europea è convinta che l’Italia operi una concorrenza sleale tramite i c.d. “aiuti di Stato” in ambito portuale, evitando di imporre imposte e questo non riguarda solo i porti italiani.

Iter. Tutto è iniziato lo scorso 8 gennaio, quando la Commissione Ue ufficialmente ha invitato l’Italia e la Spagna ad adottare un regime fiscale per i loro porti; bisognava uniformarsi alla direttiva europea decisa nel 2013. La prima fase riguarda un semplice invito allo Stato membro dell’Ue per allinearsi alle regole sugli aiuti di Stato; la Commissione ne valuta le rimostranze dello Stato e ne studia le misure da adottare per un’altra indagine più approfondita, prima di applicare l’avvio di una procedura d’infrazione.

Ora ci troviamo in questa fase: l’Italia ha preso tempo, ma non intende applicare le misure richieste dall’Ue, perché i porti commerciali italiani sono gestiti da un ente pubblico che non fa profitto. Infatti, tra il 1994 e il 2016, i porti italiani sono stati gestiti da “autorità portuali”, per poi passare alla gestione delle “autorità di sistema portuale”che amministrano più porti. Il presidente dell’AdSP è incaricato dal Ministero dei Trasporti su voto consultivo (e non vincolante) delle Commissioni parlamentari. Le AdSP sono estensioni dello Stato e difficilmente potranno essere convertite in aziende, salvo modifiche legislative complesse.

Oggi. Intanto, per la prima volta, le misure proposte a gennaio scorso dalla Commissione Ue sono state esaminate in via ufficiale dal Governo nella Conferenza delle AdSP presieduta dal Ministro De Micheli, stabilendo la strategia per il proseguimento della trattativa e per evitare le procedure d’infrazione.

UE. La Commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, afferma che i porti italiani (quelli spagnoli nel frattempo saranno soggetti a regolamenti fiscali promessi dal nuovo Governo), hanno una doppia attività: il lavoro delle autorità portuali e uno specifico economico. Quello delle AP è prettamente amministrativo, di gestori de demanio pubblico; mentre il lato economico è quello concernente la riscossione dei canoni demaniali, cioè l’affitto delle banchine alle imprese private per cui si percepiscono entrate da tassare. La strategia Ue è la seguente: se un porto non scorpora le attività pubbliche da quelle commerciali, adottando un regime fiscale autonomo, la Commissione non può pianificare in maniera uniforme lo sviluppo del settore, né avere una politica dei trasporti europea efficace, perché ci sarà sempre un Governo che si avvantaggerà su di un altro, creando distorsioni di mercato.

Osservazione. I porti che si affacciano sul Mediterraneo sono, geograficamente e strutturalmente, controllati dallo Stato,  diversamente da quelli del North range europeo, tranne il Pireo, unico caso di scalo privatizzato e venduto dalla Grecia nel 2016 al gruppo armatoriale controllato dalla Cina. Con questo non si vuole a tutti i costi contrariare lo sviluppo legislativo europeo, ma il rischio di perdere in capacità portuale esiste. Trasformare in società private le AdSP, anche se partecipate pubblicamente, i porti italiani più in difficoltà potrebbero attirare capitali stranieri per ottenere liquidità, indebolendo, di fatto, la strategia economico-marittima di uno Stato come l’Italia disteso nel Mediterraneo.

Bruxelles. Nel frattempo, una delegazione dell’ANCIP (Associazione delle Compagnie Imprese Portuali), accompagnata dall’europarlamentare PD Seriglio, martedì e mercoledì scorsi, ha incontrato istituzioni e funzionari delle Commissioni che trattano i temi della portualità. E’ stato rimarcato che i porti italiani sono governati da AdSP, quali Enti pubblici non economici a ordinamento speciale; amministrano per conto dello Stato il demanio marittimo e svolgono funzioni di controllo della disciplina e di regolamenti portuali, oltre al governo e della programmazione, sviluppo dei porti di sistema.

L’iniziativa ha inteso rafforzare l’azione di confronto del MIT e in particolare del Ministro De Micheli con la Commissione Ue. Forse si arriverà a una trasformazione guidata delle AdSP in aziende speciali, con qualche norma aggiuntiva (comma undici dell’art.6, L.84/94), evitando alle autorità stesse la partecipazione in società che si occupano di logistica e intermodalità. Questo sarà sufficiente per evitare la procedura d’infrazione da parte dell’Ue?

 

Abele Carruezzo

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Giornata della Trasparenza al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Il 25 novembre p.v., presso l’Auditorium di questo Ministero, si terrà la “Giornata della Trasparenza al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare  – 2019”.

Sarà possibile partecipare previa registrazione on-line all’indirizzo di posta elettronica  Giornata.Trasparenza@minambiente.it oppure a partire dalle ore 9,30 presso il desk nella saletta d’ingresso all’Auditorium.

GIORNATA DELLA TRASPARENZA
(Sala Auditorium, lunedì 25 novembre 2019)

Ore 9,30:
Ingresso e accredito degli invitati e partecipanti
Ore 10,00:
Introduzione a cura di: Avv. Pietro Cucumile
I Sessione
Ore 10,15:

il MATTM PROMOTORE DI POLITICHE AMBIENTALI TRASPARENTI
A cura di: Prefetto Silvana Riccio – Segretario generale M.A.T.T.M.
II Sessione
Ore 10,35:

il MATTM: CASA DI VETRO DELL’AMBIENTE
A cura di: Prof. Piervito Bianchi e dott.ssa Maria Lisa Garzitto – Organismo Indipendente di
Valutazione
III Sessione
Ore 10,55:

FREEDOM OF INFORMATION ACT (Legge 7 agosto 2015 n.124, Decreto legislativo n.97
del 2016)
A cura di: Cons. Marco De Giorgi o delegato – Ufficio per la valutazione della performance,
Dipartimento della Funzione Pubblica
IV Sessione
Ore 11,20:

INFORMAZIONI AMBIENTALI
A cura di:
• dott. Oliviero Montanaro – Direttore generale M.A.T.T.M.
• dott. Francesco Lazzarini, Dirigente del Servizio per la gestione dei processi (ISPRA) “Progetto
SI-URP: la risposta del SNPA alla sfida della trasparenza”;
• Ing. Giuseppina Monacelli, Dirigente del Servizio per il Sistema Informativo Nazionale
Ambientale (ISPRA), “Servizi attuali e prospettive di crescita del Sistema Informativo Nazionale
Ambientale (SINA)”

Conclusioni e saluti finali
A cura del Prefetto Silvana Riccio
Sono stati invitati ai lavori il Ministro Sergio Costa ed il Sottosegretario di Stato Roberto Morassut

Vietri sul Mare nella storia del sistema portuale salernitano

Questo pomeriggio, giovedì 21 novembre, alle 17, presso l’Aula Consiliare del Comune di Vietri sul Mare, si terrà la presentazione del volume “La riforma portuale di Federico II”, scritto dall’avvocato marittimista Alfonso Mignone ed edito da La Nuova Mezzina.

Con l’evento “Vietri nella storia del sistema portuale salernitano” si tornera’ a discutere del volume LA RIFORMA PORTUALE DI FEDERICO II. Nella Ordinatio novorum portuum per regnum ad extraenda victualia varata da Federico II nel 1239 è menzionato il porto di Vietri che era stato concesso precedentemente da Ruggero Borsa alla Badia di Cava per i propri i traffici marittimi. Con Federico II il porto ritornò alla Corona ma furono confermati i privilegi commerciali.

In età moderna e fino agli albori del Regno d’Italia restava scalo di una certa importanza per il cabotaggio costiero e i piccoli traffici nonchè per la pesca. Ciò era dovuto alla felice posizione all’interno del commercio tirrenico, il diretto rapporto degli opifici con la spiaggia e le retrostanti colline ricche di legname. Oggi lo scalo di Vietri si prepara ad avere un  futuro come attracco delle linee di cabotaggio per Salerno, Isole e Costiera.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giovanni De Simone e dell’assessore alla Cultura Antonello Capozzolo interverranno l’autore e gli storici Maria Antonietta Del Grosso e Aniello Tesauro. Moderatore dell’incontro Antonio Dura di Puracultura.

AdSP MTC: Partono i lavori al Molo Beverello

Firmato il verbale di consegna del cantiere

Iniziano i lavori al Molo Beverello. E’ stato firmato questa mattina il verbale di consegna del cantiere all’impresa, aggiudicataria della gara, che costruirà la nuova Stazione Marittima al Molo Beverello; inizia così il percorso per migliorare l’accoglienza al servizio del traffico passeggeri verso le isole del Golfo.

I lavori si suddividono in due diverse fasi di esecuzione. La prima fase, che si apre con la consegna del cantiere all’impresa, prevede la realizzazione di una biglietteria provvisoria, funzionale per assicurare continuità di servizio ai viaggiatori durante lo svolgimento del cantiere. La seconda fase prevede, una volta terminata la biglietteria provvisoria, la demolizione delle attuali biglietterie al Molo Beverello e la successiva edificazione della nuova Stazione Marittima.

“Con la firma del verbale di consegna delle aree interessate ai lavori – ha precisato il Presidente Pietro Spirito – inizia il percorso che porterà il porto di Napoli, e la sua città, a disporre di una Stazione Marittima moderna per il traffico con le isole del Golfo. Si tratta ora di gestire, in armonia con gli operatori marittimi, la transizione dall’avvio del cantiere alla conclusione dell’opera, per raggiungere l’obiettivo di trasformare l’area, su cui ogni anno transitano oltre tre milioni e mezzo di persone, in uno spazio attraente e accogliente. La nuova Stazione Marittima, assieme alla conclusione dei lavori a piazza Municipio, costituisce parte integrante del progetto di riqualificazione del waterfront portuale, in un quadrante fondamentale del centro antico della città”.

CONTINUA A CRESCERE LA CONTRACT LOGISTICS: 84 MLD DI EURO, +0,7%

Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”

BIG DATA, AUTOMAZIONE E AI, LE COMPETENZE 4.0 ENTRANO NELLA LOGISTICA

Aumenta per il quinto anno consecutivo il fatturato della logistica conto terzi in Italia. L’outsourcing vale il 41,7% delle attività logistiche complessive

Big Data Analyst, Digital Transformation Manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI Specialist sono i profili 4.0 emergenti

 

Milano– La Contract Logistics conferma la sua crescita nel 2018, con un fatturato previsto di 84 miliardi di euro, +0,7% in termini reali rispetto all’anno precedente, che consolida il trend positivo degli ultimi cinque anni (+0,6% nel 2018, +1,3% nel 2017, +1,7% nel 2016, +0,7% nel 2015). Le previsioni 2019 rivelano un ulteriore lieve aumento in termini assoluti del fatturato, che a fine anno dovrebbe raggiungere quota 84,5 miliardi di euro, ma con un rallentamento del trend di crescita in termini reali (-0,2%) a causa dell’incertezza nel quadro nazionale ed internazionale. Il fermento del settore è testimoniato da 76 di operazioni di fusione e acquisizione nel periodo 2015-2019 che hanno coinvolto fornitori di servizi di logistica internazionale (41% dei casi) e nazionale (59%), con oltre 500 milioni di fatturato complessivo delle aziende acquisite nel corso dell’anno.

Si diffondono tecnologie per la Logistica 4.0 che automatizzano attività di trasporto e di magazzino, permettono l’acquisizione di dati e stanno trasformando profondamente organizzazioni e ruoli della logistica, spingendo la domanda di nuove competenze soprattutto per l’analisi dei dati, l’automazione e l’intelligenza artificiale. I fornitori di servizi logistici iniziano a inserire profili 4.0 come Big Data Analyst, Digital Transformation Manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI Specialist. Cresce l’attenzione alla sostenibilità, con diverse soluzioni di efficienza energetica nei magazzini come l’introduzione di carrelli con batterie agli ioni di litio, l’uso di sistemi di ricarica batterie ad alta frequenza, sensori per il rilevamento del movimento e soluzioni per l’isolamento termico.

Nel subappalto per la gestione dei magazzini prevale ancora il ricorso alla cooperativa (scelta dal 50% di aziende che si affidano a una sola soluzione), ma aumenta l’eterogeneità dei modelli adottati: il 70% degli operatori oltre alle cooperative sceglie di aumentare il personale dipendente, si affida a Agenzie per il Lavoro o SRL. La scelta del modello organizzativo di subappalto ha ripercussioni su molti aspetti sulla modalità di gestione dell’appalto, come la visibilità sull’operatività e l’assenteismo, la certezza sul pagamento dei contributi e la flessibilità.

La crescita del fatturato è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 6,3% dal 2016 al 2017, mentre la redditività rimane stabile al 3,9%. Continua la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 47,5 miliardi di euro (+2,2 miliardi sul 2016) e rappresenta il 41,7% delle attività logistiche (+12,9% rispetto al 2009). La Strategic Contract Logistics, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+17,5% in otto anni), toccando quota 9,6 miliardi di euro su un valore totale del mercato logistico pari a 113,8 miliardi di euro. Resta stabile a poco più di 97mila, il numero di imprese attive nel settore, tra cui si rileva da un lato la ripresa del numero di autotrasportatori (+0,5%) e dall’altro la contrazione di spedizionieri (-4,8%) e operatori logistici (-3 ,4%).

Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano* (www.contractlogistics.it) presentata oggi all’Auditorium MiCo durante il convegno “Tecnologia, organizzazione e competenze: la svolta per una Logistica 4.0″.

“La logistica si conferma un settore in fermento, con fatturato e volumi in crescita, spinto da soluzioni per l’efficienza energetica e applicazioni di Logistica 4.0 – afferma Marco Melacini, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics -. Per cogliere le opportunità della rivoluzione 4.0 è necessario lavorare su nuovi modelli di organizzazione aziendale e sulla gestione delle informazioni. Nei prossimi anni la sfida degli operatori riguarderà la capacità di porsi non solo come gestori di flussi fisici, ma come integratori e garanti della qualità dei flussi informativi per i processi interni e lungo la filiera”.

“La logistica 4.0 richiede un’evoluzione delle competenze già presenti in azienda, soprattutto nei ruoli decisionali, che devono essere in grado di innovare i processi e prendere decisioni basate sull’analisi dei dati, e necessita di nuove abilità legate a Big Data, Artificial Intelligence e Automazione – aggiunge Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics -. Ma focalizzarsi sulle tecnologie non più sufficiente per rispondere alle sfide del mercato: la capacità di unire tecnologia e organizzazione, adattando i nuovi strumenti ai diversi contesti e investendo sulle persone e sullo sviluppo di competenze, è la base per la logistica di domani”.

“L’innovazione tecnologica ha un valore che va oltre l’efficienza o l’efficacia delle singole attività – sottolinea Elena Tappia, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics -. Può diventare un fattore abilitante per modificare o fare evolvere prassi consolidate, per cui si torna a parlare di collaborazione fra filiere, dopo un periodo di forte accento sulla specializzazione merceologica. Inoltre, facilita il cambiamento in atto negli immobili logistici, che stanno evolvendo da Carbon Positive a Carbon Neutral, diventando sempre più nodi della rete energetica green di domani”.

La Logistica 4.0 – La rivoluzione 4.0 sta prendendo sempre più piede, sia tra i magazzini che nel trasporto, con soluzioni che automatizzano le attività di stoccaggio, movimentazione, trasporto e strumenti per raccogliere, condividere e trasformare i dati disponibili in informazioni utili a orientare le decisioni di business e a migliorare i processi di gestione del magazzino e delle flotte di veicoli, la digitalizzazione degli scambi informativi e la tracciabilità di consegna. La tecnologia non è più una barriera all’adozione, mentre gli ostacoli percepiti sono la necessità di adattare i sistemi informativi e i modelli organizzativi (26%), l’esigenza di cambiare modalità di lavoro (21%) e la capacità di gestione del dato (21%).

La diffusione della Logistica 4.0 passa dalla cultura del dato nelle organizzazioni e il ruolo della funzione IT oggi diventa fondamentale: nel 20% delle aziende logistiche l’incidenza del budget IT sul fatturato è superiore al 10% e in crescita, il 32% ha aumentato le risorse IT negli ultimi cinque anni (con una crescita media del 42%).

L’evoluzione delle competenze – La digitalizzazione richiede nuove competenze professionali e il rafforzamento di quelle già presenti. Tra i fornitori di servizi logistici i ruoli che stanno cambiando maggiormente sono legati alle attività di magazzino e trasporto, come l’ingegnere logistico (per il 76% del campione), il gestore fornitore di rete (55%), l’autista (45%), il planner dei trasporti (41%) e il site manager (34%). Gli altri profili più coinvolti dalle trasformazioni del settore sono il Solution Designer (lo sviluppatore dei progetti dei committenti, 55%), il Direttore IT (38%) e il Direttore HR (24%).

Questi ruoli devono migliorare soprattutto le competenze specifiche delle loro mansioni, come la capacità di pianificazione e soluzione dei problemi per il site manager (60%) e il planner dei trasporti (50%), la definizione e gestione di metriche per misurare i risultati ottenuti per l’ingegnere logistico (40%) e le conoscenze di sicurezza informatica per il direttore IT (33%). Tutte le figure devono però migliorare la capacità di innovare i processi e prendere decisione basate sull’analisi dei dati per poter sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Così, il site manager dovrebbe concentrarsi su competenze ICT generali (30%), analisi dei dati (33%) e monitoraggio delle prestazioni attraverso le metriche (44%), mentre il planner dei trasporti dovrebbe valorizzare la raccolta automatica e in tempo reale delle informazioni. L’abilità di innovare è richiesta all&rs quo;ingegnere logistico (76%), al direttore IT (50%) e al site manager (41%). Il solution designer deve saper creare soluzioni replicabili, coerenti con la visione aziendale e l’integrazione dei processi, mentre per i ruoli direttivi è indispensabile la visione strategica.

Big Data Analyst, Digital Transformation Manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI Specialist sono i profili 4.0 emergenti, che i fornitori di servizi logistici stanno iniziando a inserire nelle loro organizzazioni. Il più presente è l’Informatico logistico (86%), mentre le altre competenze sono ancora rare ma destano grande interesse in ottica futura. Il 72% dei fornitori di servizi logistici ha in programma di inserire almeno tre tra le sei figure emergenti, il numero di operatori che avranno inserito la figura dell’Innovation manager crescerà nei prossimi anni del 37%, le aziende che punteranno su Big data analyst e Digital transformation manager aumenteranno del 40%, i fornitori che assumeranno esperti in Automazione e Artificial Intelligence saliranno rispettivamente del 56% e del 93%.

Il subappalto nei magazzini – Tra chi adotta una sola soluzione per l’esternalizzazione nella gestione del magazzino, oltre il 50% dei fornitori di servizi logistici utilizza cooperative. Le modifiche del quadro normativo (con l’introduzione del Decreto Dignità e la firma del CCNL Logistica anche da parte delle associazioni delle Cooperative), insieme alla necessitaÌ€ di maggiore visibilità sulle attività di magazzino e sulla situazione contributiva – fiscale, ha portato gli operatori ad esplorare anche nuove soluzioni, come l’aumento della quota di personale dipendente all’interno dei siti (spesso affiancato da lavoro in somministrazione), il rafforzamento delle relazioni riducendo il numero di cooperative e l’introduzione di Srl. Il 70% degli operatori logistici ricorre a più di una soluzione nel portafoglio di siti gestiti.

L’efficienza energetica e la sostenibilità dei magazzini – I tre principali fattori di consumo energetico dei magazzini sono l’elettricità utilizzata per illuminazione, movimentazione e refrigerazione, il combustibile impiegato per il riscaldamento e la movimentazione, e il refrigerante. Da un’analisi su un campione di fornitori logistici che gestisce un totale di 2 milioni di metri quadri di magazzini, emerge che le soluzioni di efficienza energetica più utilizzate sono i punti luce LED (85% dei metri quadri mappati), seguiti da batterie ad alta frequenza (59% dei metri quadri mappati), sensori di movimento (50%) e soluzioni per l’isolamento termico (48%). Cresce l’impiego di carrelli con battere agli ioni di litio, mentre sono meno adottate il recupero di energia e tecnologie “cool roof”.

La trasformazione degli immobili logistici – L’introduzione di soluzioni automatizzate per i sistemi di movimentazione e stoccaggio, l’arrivo di nuovi canali di distribuzione (in primo luogo l’e-commerce), l’attenzione all’impatto ambientale, l’impegno per aumentare la sicurezza degli spazi logistici e lo sforzo per rendere il magazzino più flessibile sono i cinque trend che stanno modificando gli immobili logistici individuati dall’Osservatorio. Il 73% delle aziende prevede di puntare sulla flessibilità operativa per gestire diverse tipologie di clienti e di merci. Diminuisce il peso delle attività tradizionali di movimentazione e stoccaggio a favore di quelle di trasformazione e lavorazione dei flussi gestiti (per il 61%), confermando un trend in atto.

Secondo il 75%, i capitali sostituiranno progressivamente il lavoro all’interno dei magazzini, con un crescen te ricorso a soluzioni automatizzate per movimentazione, stoccaggio e allestimento ordini. Nell’organizzazione degli spazi, la tendenza sarà progettare magazzini con superfici e altezze più elevate, più porte e mezzanini per la gestione di nuovi servizi. Anche l’efficienza energetica e l’attenzione alle condizioni di lavoro assumono maggiore rilevanza: il 54% degli operatori ha intenzione di riprogettare i magazzini per ridurne gradualmente l’impatto ambientale fino ad essere in grado di generare energia pulita e rivendibile ad altri operatori.

 

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IMO WORLD MARITIME DAY: L’ECCELLENZA FEMMINILE NEL MONDO MARITTIMO

Napoli-Dopo Trieste e Genova, oggi, a Napoli, presso l’Università Parthenope, ha avuto luogo la terza manifestazione nazionale per celebrare il World Maritime Day dell’IMO, International Maritime Organization, dedicato quest’anno al tema “Empowering Women in the Maritime Community”, organizzata da Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera, Federazione del Mare, The International Propeller Clubs e WISTA Italy.

I lavori della giornata sono stati aperti dai saluti istituzionali. Successivamente si sono tenute due tavole rotonde con la partecipazione di esponenti femminili protagoniste del mondo marittimo‐portuale italiano. Raccontando la loro esperienza personale nei vari comparti di attività, hanno ribadito l’importanza della parità di genere nel mondo del lavoro ove una maggiore valorizzazione del contributo delle donne potrebbe aprire nuove opportunità in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Enrico Panini, vicesindaco di Napoli, ha affermato che non esistono luoghi ove le donne non possano dare il loro contributo, mentre Chiara Mancini, assessore alla formazione e alle pari opportunità della Regione Campania ha ricordato il recente lancio del bando “Io ho un sogno. Il futuro è donna” che offre la possibilità a tutte le donne in età lavorativa di frequentare corsi di formazione e specializzazione per accrescere le loro competenze e favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Alberto Carotenuto, rettore Università Parthenope, che ha ospitato la manifestazione, ha sottolineato come anche nel settore marittimo sia importante facilitare l’accesso delle donne ad una formazione tecnica di alto livello e che l’Universita’ lo stesso giorno firmerà una Convenzione con il Comando delle Capitanerie di porto per promuovere l’imbarco di studenti che aspirano a professionalità marittime.

Pietro Vella, Ammiraglio Ispettore, direttore marittimo della Campania, ha portato anche un messaggio dell’Amm. Giovanni Pettorino, Comandante Generale Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che per sopravvenuti impegni non ha potuto essere presente ed ha ricordato che da 20 anni le donne italiane possono entrare a far parte selle forze armate e che molte di loro ricoprono ruoli importanti nell’ambito del corpo delle Capitanerie di Porto. Mario Mattioli, presidente Federazione del Mare, ha evidenziato che ”finalmente” anche nel mondo marittimo come in tanti altri settori, la mentalità è molto cambiata e si stanno aprendo opportunità di carriera per le donne.

In Italia sono molte le donne di grande talento e capacità presenti e attive in tutti settore marittimi: terminal: Lavoro portuale, Autorità marittima, Autorità di sistema portuale, Ricerca economica, industria armatoriale, lavoro marittimo, organizzazioni marittime, formazione superiore, formazione scolastica. Ciò dimostra che anche nel nostro mondo, alla fine si guarda a ciò che le persone sono in grado di fare e non al loro genere. Certamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento”.

Umberto Masucci, presidente The International Propeller Clubs e IPC Port of Naples, ha affermato che “le numerose donne protagoniste del Convegno di Napoli sono testimonianza concreta dell’impegno femminile nel settore marittimo‐portuale. Non dobbiamo nasconderci le loro difficoltà, ma piuttosto facilitarne sempre l’inserimento, pensando al contributo positivo che le donne possono apportare al nostro sistema”.
Greta Tellarini, docente all’università di Bologna e rappresentate del Wista, ha ricordato che il tema del gender gap viene affrontato in molte sedi internazionali ed europee per promuovere la parità di trattamento uomo‐donna che secondo l’Ocse entro il 2030 dovrebbe aumentare del 10%.

Mauro Coletta, direttore generale Ministero Infrastrutture e trasporti, ha ricordato che il suo dicastero è oggi guidato da una ministra e che nella sua direzione generale le dirigenti sono in maggioranza ma che di fatto nel settore marittimo portuale sono ancora troppo poche le donne con incarichi di vertice e che occorre un costante sforzo comune per favorire la trasformazione nel mondo del lavoro valorizzando il ruolo delle donne.

Alla Tavola Rotonda dedicata alla portualità, moderata da Raffaella Del Prete, socia WISTA, direttrice Reefer Terminal APMT‐Savona, sono intervenute Luisa Del Sorbo, direttrice generale Stabia Main Port, Fabiana Esposito, Compagnia Unica Lavoratori Portuali di Napoli, TV (CP) Enrica Naddeo, ufficiale del Corpo delle Capitanerie di porto Autorità di sistema portuale, Marianna Buonfanti, ricercatrice SRM (Gruppo Banca Intesa) e Carla Roncallo, presidente AdSP Mar Ligure Orientale, che ha affermato “Penso che davvero sia l’ora di cambiare le cose.

Personalmente non mi sono mai sentita discriminata nella carriera lavorativa e questo mi aveva chiuso gli occhi per diversi anni. Sono solo stata più fortunata di altre; i numeri parlano chiaro e fotografano una realtà incredibilmente squilibrata tra i generi, in moltissime realtà lavorative, tra le quali quella dello shipping. Per questo ognuno di noi deve fare il possibile per accelerare un processo che porti alla parità di genere.”

Bianca D’Antonio, giornalista e consigliere IPC Port of Naples, ha moderato la Tavola Rotonda dedicata allo shipping, alla quale hanno partecipato Alexa Fenech, comandante di una nave del Gruppo Grimaldi, Marjolein van Noort, coordinatrice di ENMC ‐ European Network of Maritime Cluster organizzazione europea dei cluster marittimi, Paola Vidotto, direttrice generale Accademia Italiana Marina Mercantile, Elvira Romano, già dirigente I.N. Duca degli Abruzzi di Napoli, e Mariella Amoretti, armatrice del Gruppo Amoretti e Tesoriera di Confitarma
che ha ricordato di essere sempre stata al fianco del padre, fondatore dell’azienda: ciò ha facilitato l’inserimento in un mondo molto maschile ma non ha evitato un lavoro molto impegnativo e duro.

“Questo lo sapevamo bene mia sorella ed io ma abbiamo sempre creduto nella nostra azienda e non ci siamo mai poste il problema dell’essere donne e di avere famiglia con figli da gestire. In una situazione di crisi internazionale come quella degli ultimi dieci anni, è stato importante essere unite e determinate, affermando così la nostra leadership sia all’interno della compagnia che al di fuori di essa. Mi riferisco in particolare ai noleggiatori ed al mondo bancario che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto.

La nostra compagnia è all’avanguardia nel comparto del trasporto di prodotti petroliferi e chimici, ed abbiamo sempre dedicato grande attenzione per la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell’ambiente”. Infine, Mariella Amoretti ha ribadito l’importanza anche per gli studenti di ingegneria navale di fare esperienza a bordo delle navi.

MSC CROCIERE AUMENTA PASSEGGERI A PALERMO, 256 MILA NEL 2020

ARRIVA OGGI PER LA PRIMA VOLTA L’AMMIRAGLIA MSC SEAVIEW, LA NAVE PIÙ GRANDE E TECNOLOGICAMENTE AVANZATA MAI COSTRUITA IN ITALIA

-Cerimonia di benvenuto alla presenza di numerose istituzioni e autorità, tra cui il Vice Sindaco Fabio Giambrone, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pasqualino Monti, il Comandante della Capitaneria di Porto, l’Ammiraglio Roberto Isidori, il Comandante della Polizia Municipale Vincenzo Messina, i rappresentanti della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri, il Presidente della Camera di Commercio Alessandro Albanese, il Capo dei Piloti Sebastiano Bartolotta, il Presidente degli Ormeggiatori Giovanni D’Angelo, Patrizia Abbate dell’Agenzia delle Dogane e Antonino Rubino della Sanità Marittima

-Beppe Lupelli, Area Manager di MSC Crociere: “Orgogliosi di incrementare il nostro traffico su Palermo, città di primaria importanza turistico-crocieristica, portando nello scalo siciliano la nostra ammiraglia, che è anche la nave più grande e tecnologicamente evoluta mai costruita in Italia”

-MSC Seaview è dotata delle più avanzate tecnologie ambientali e delle certificazioni internazionali più importanti, tra cui il riconoscimento “Green Star 3 Design” del RINA

Palermo- MSC Seaview, la nave più grande e tecnologicamente avanzata mai costruita in Italia, arriva oggi per la prima volta a Palermo. Nello scalo siciliano, durante la stagione 2020, MSC Crociere aumenterà sia le toccate (da 51 a 54) sia il traffico passeggeri, destinato a raggiungere quota 256 mila turisti movimentati, rispetto ai 248 mila di quest’anno: numeri che confermano la centralità rivestita dal porto palermitano, e dalla Sicilia intera, nelle strategie di crescita della compagnia crocieristica leader in Italia, Mediterraneo, Sud America, Sud Africa e paesi del Golfo.

Per celebrare il primo attracco di MSC Seaview, varata nel 2018 da una madrina d’eccezione come Sophia Loren, è stata organizzata a bordo della nave la tradizionale cerimonia del “Maiden Call”. Alla presenza del top management di MSC Crociere e di Salvatore Lo Re, Direttore Generale di MSC Sicilia, hanno scambiato il crest con il Comandante della nave, Giuseppe Galano, le principali istituzioni e autorità, tra cui il Vice Sindaco Fabio Giambrone, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pasqualino Monti, il Comandante della Capitaneria di Porto, l’Ammiraglio Roberto Isidori, il Comandante della Polizia Municipale Vincenzo Messina, i rappresentanti della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri, il Presidente della Camera di Commercio Alessandro Albanese, il Capo dei Piloti Sebastiano Bartolotta, il Presidente degli Ormeggiatori Giovanni D’Angelo, Patrizia Abbate dell’Agenzia delle Dogane e Antonino Rubino della Sanità Marittima.

Beppe Lupelli, Area Manager di MSC Crociere, ha dichiarato: “Siamo particolarmente orgogliosi di portare a Palermo la nostra ammiraglia, che è anche la nave più grande e tecnologicamente evoluta mai costruita in Italia, dotata delle tecnologie ambientali più avanzate. Il capoluogo siciliano rappresenta una destinazione crocieristica di primaria importanza e dalle notevoli potenzialità, grazie alle numerose attrazioni turistiche e culturali che possiede e ai molteplici incantevoli luoghi che circondano la città. In quest’ottica MSC Crociere ha deciso di incrementare il proprio traffico su Palermo, che nel 2020 registrerà una movimentazione pari a circa 256 mila crocieristi, grazie a 54 scali delle nostre navi”.

Grazie al suo design iconico e innovativo, MSC Seaview offre un’esperienza di vacanza in forte simbiosi con il mare, particolarmente adatta a chi ami navigare le acque temperate. La nave segna un punto di svolta nell’architettura navale contemporanea, offrendo grandi spazi all’aperto e una promenade esterna che la abbraccia per intero, garantendo agli ospiti l’esperienza unica di vivere la vacanza sempre a contatto con la realtà marina. La realizzazione di MSC Seaview ha richiesto un investimento pari a circa 800 milioni di euro.

Con una stazza lorda superiore a 153 mila tonnellate e una lunghezza di 323 metri, MSC Seaview è la nave più grande e tecnologicamente avanzata ad essere mai stata progettata e costruita in Italia. Per la sua realizzazione sono state impiegate oltre 10.000 maestranze specializzate, per un totale di oltre 10 milioni di ore/uomo. MSC Seaview è entrata in servizio a giugno del 2018, come quindicesima nave della flotta di MSC Crociere, nell’ambito di un piano di investimenti da 13,6 miliardi di euro che prevede il raggiungimento di 29 unità entro il 2027, anno in cui la capacità del gruppo crocieristico raggiungerà quota 5,5 milioni di passeggeri.

MSC Seaview sarà una delle navi più innovative a solcare i mari anche per quanto riguarda la tecnologia ambientale presente a bordo. La nave rispetta infatti i più elevati standard ambientali internazionali e raggiunge i massimi livelli di eco-compatibilità grazie alle innovative misure che contribuiscono a ridurne in maniera significativa l’impatto ambientale complessivo. Queste misure includono, ad esempio, il sistema di depurazione dei gas di scarico, il trattamento avanzato delle acque reflue, i sistemi per la prevenzione dello scarico dell’olio dai locali macchine, il sistema di trattamento delle acque di zavorra e il piano di gestione ambientale generale della nave. Per questa attenzione dedicata all’ambiente, MSC Seaview è stata certificata con i più alti standard internazionali nonché con il riconoscimento “Green Star 3 Design” del RINA.

Di seguito, alcune importanti innovazioni tecnologiche e ambientali di MSC Seaview. Scafo efficiente dal punto di vista energetico e del design complessivo. MSC Seaview è la seconda nave della classe Seaside a entrare in servizio. Per sviluppare il progetto Seaside, MSC Crociere ha interamente ridefinito il design dello scafo e ha ripensato la distribuzione complessiva della coperta, nonché la distribuzione dei pesi. Il design complessivo della nave, lo scafo, il timone e la prua a bulbo sono configurati per raggiungere un’idrodinamica e un’aerodinamica ottimali e per massimizzare l’efficienza energetica e del carburante.

Sistema di pulizia del gas di scarico (EGCS) per ridurre al minimo le emissioni di zolfo e di sostanze particolari. Un sistema di EGCS rimuove fino al 97,1% del diossido di zolfo e riduce notevolmente il particolato. Per soddisfare i più elevati standard ambientali e supportare gli obiettivi ambientali dell’azienda, tutte le navi MSC Crociere di nuova generazione entrano in servizio già dotate di un EGCS. Le navi della flotta esistente verranno inoltre anch’esse dotate della tecnologia EGCS. Il sistema installato su MSC Seaview, in particolare, è stato sviluppato da Wartsilä.

Alimentazione della nave da terra. MSC Seaview, come tutte le navi MSC Crociere entrate in servizio a partire dal 2017, è già equipaggiata per ricevere energia da terra grazie al cosiddetto “cold ironing”, un sistema che collega la navi da crociera alla rete elettrica locale mentre sono ormeggiate in banchina. Inoltre, le navi MSC Crociere consegnate a partire dal 2006 (classe Fantasia e classe Musica) sono equipaggiate con un box adatto a collegarle agli interruttori dedicati alla connessione a terra. MSC Crociere sta già equipaggiando le sue navi con questa tecnologia che contribuisce a ridurre le emissioni nelle aree portuali. Sistema di trattamento dell’acqua di zavorra/scarico.

Per proteggere l’ecosistema marino in cui naviga, MSC Seaview è dotata di un sistema di trattamento delle acque di zavorra conforme alle regole in materia definite dall’International Maritime Organization (IMO).  Gestione ambientale. Ogni nave MSC Crociere dispone di uno specifico piano di gestione ambientale e prevede la figura dedicata del responsabile ambientale per assicurarsi che tale piano sia costantemente monitorato e correttamente eseguito. Il rgesponsabile ambientale ha inoltre il dovere di istruire e addestrare i membri dell’equipaggio a bordo riguardo alla gestione ambientale e dei rifiuti.

Trattamento avanzato delle acque reflue. MSC Seaview è dotata di un avanzato sistema di trattamento delle acque reflue che va ben oltre gli standard normativi e soddisfa i più elevati criteri di settore. Il sistema di Wartsilä/Hamworthy tratta infatti le acque reflue ad altissima qualità e le elabora poi ulteriormente attraverso processi di filtrazione molto fini. Il prodotto finale consiste in un effluente di alta qualità che può considerarsi di livello più elevato rispetto alla maggior parte degli standard dei rifiuti urbani prodotti a terra.

La nave è dotata inoltre di un sistema elettronico che assiste l’intero processo nel pieno rispetto di tutte normative ambientali nazionali e internazionali.  Assistenza all’assetto della nave. MSC Seaview è dotata di un’applicazione software per monitorare e ottimizzare l’assetto in tempo reale. Questa tecnologia supporta gli ufficiali di bordo per mantenere il trim della nave ottimizzato per ridurre il consumo di carburante e migliorare le prestazioni.  Illuminazione a LED a risparmio energetico. MSC Seaview e le altre navi di MSC Crociere utilizzano solo luci a LED e fluorescenti.

Sistema intelligente di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria (HVAC). Riscaldamento e aria condizionata rappresentano una delle fonti di consumo energetico più importanti di una nave da crociera, ma il sistema di bordo MSC Seaview è progettato in maniera tale da ridurre sensibilmente i consumi. Distribuisce infatti in modo intelligente aria calda e fredda ed è pensato per recuperare, ad esempio, il calore sviluppato dalla lavanderia per riscaldare le piscine e le altre parti della nave.

II^ edizione della conferenza “Noi, il Mediterraneo”, si terrà giovedì 19 dicembre presso Villa Tasca – Palermo

Può un sistema portuale, oggetto per anni di un disinteresse globale, uscire allo scoperto e candidarsi a trainare la ripresa di un intero territorio? Per Palermo e per gli altri scali marittimi che fanno parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, la risposta è “sì”.

Questo il tema alla base della conferenza che l’Autorità di Sistema, presieduta da Pasqualino Monti, organizza il 19 dicembre a Palermo, sulla scia di lavori sbloccati, nuove opere già realizzate e altre avviate, di un importante accordo per il rilancio del mercato delle crociere e di una nuova forma di governance portuale che rendono la Sicilia un  laboratorio a cielo e……mare aperto per una nuova sfida.

PROGRAMMA
h 08.00 – 09.00

REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
Welcome Coffee
h 09.30

SALUTI ISTITUZIONALI
Leoluca Orlando, Sindaco della Città Metropolitana di Palermo Roberto Isidori, Direttore marittimo della Sicilia occidentale e Comandante della Capitaneria di Porto di Palermo Nello Musumeci, Presidente della Regione Siciliana
INTERVENTI
h 10.00

Porti della Sicilia occidentale: il futuro è oggi
Sblocco dei cantieri e nuove infrastrutture per uno sviluppo scandito da fatti concreti
Pasqualino Monti, Presidente AdSP del Mare di Sicilia occidentale
h. 10.45

Porti e logistica: scatta l’ora del cambiamento
Il ruolo strategico della portualità puó essere affermato solo, sciogliendo i nodi della burocrazia, di normative incerte, anche fiscali, e di una governance costretta a navigare a vista. Ne discutono:
Paola De Micheli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pasqualino Monti, Presidente dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale
con i giornalisti Nicola Porro e Luca Telese
h 12.00

Sfida delle crociere: obiettivo centrato Via libera alla nuova gestione dei terminal passeggeri nei porti del network
h 12.15

Dal mercato dello shipping, lavoro e benessere per il territorio
Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo
h 12.45

Traiettorie di sviluppo sulle rotte dei passeggeri
Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria
Giuseppe Bono, AD Fincantieri S.p.A.
Gian Enzo Duci, Presidente Federagenti
Adam Goldstein, President Royal Caribbean Cruises, Ltd.
Mario Mattioli, Presidente Confitarma
Stefano Messina, Presidente Assarmatori
Michael Thamm, CEO Costa Crociere SpA
Pier Francesco Vago, Executive Chairman, MSC Cruises S.A.
Moderano i giornalisti Nicola Porro e Luca Telese
h. 14.00

Fine lavori
Light lunch

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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