LUCIANO SERRA CONFERMATO ALL’UNANIMITÀ PRESIDENTE DI ASSONAT-CONFCOMMERCIO

Roma-Luciano Serra è stato confermato all’unanimità dall’Assemblea di Assonat-Confcommercio, Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici, alla guida per il quinquennio 2020-2025.

“Un periodo così delicato dovuto al perdurare dell’emergenza pandemica, si riflette immancabilmente in incertezza e fragilità economica. Ottenere una riforma delle concessioni demaniali che garantisca la prosecuzione delle nostre attività ormai da lungo tempo oggetto di provvedimenti legislativi che si prestano a varie interpretazioni sul territorio nazionale. Non abbiamo bisogno di assistenza ma di rispetto per il nostro lavoro, per la nostra attività imprenditoriale e per i nostri collaboratori.

Con questo scenario diventa necessario ed imprescindibile fare sempre più squadra, continuando con la consueta determinazione nella direzione già avviata di: riqualificare i nostri marina nel segno della sicurezza e della sostenibilità, migliorare le professionalità dei nostri collaboratori attraverso l’attività formativa, innovare nei servizi per dare una pronta risposta ai nuovi bisogni del diportismo, favorire sinergie tra imprese intercategoriali per sviluppare e aggregare i turismi dell’economie collegate al mare, valorizzare il territorio nel presentare tutte le sue unicità.

I marina sono la porta di un territorio, ne sono gli ambasciatori nel promuovere storia, arte, paesaggi, artigianato, enogastronomia, elementi che caratterizzano la grande bellezza del nostro Paese ponendolo tra le destinazioni più gradite. Il turismo in tutte le sue declinazioni rappresenta uno degli asset principali del nostro Pil e dobbiamo tutti essere protagonisti nell’impegnarci a non disperdere questa ricchezza”.

Navigare: AFINA raddoppia l’esposizione partenopea

Il presidente Gennaro Amato dichiara “Napoli merita di più e quindi, oltre il CN Posillipo, abbiamo chiuso un accordo espositivo anche a Mergellina grazie all’amico Massimo Luise”

Napoli– L’accordo è definito, la 34ma edizione del Navigare, l’esposizione nautica con prove in mare del prossimo anno, si svolgerà anche sulla banchina del molo Luise a Mergellina. AFINA, Associazione Filiera Italiana della Nautica, che organizza da anni l’iniziativa ha deciso di ampliare la superficie espositiva della sede di marzo 2021 che vedrà, oltre il circolo nautico Posillipo, protagonista anche lo specchio d’acqua di Mergellina.

“Napoli deve appropriarsi del ruolo che le compete: diventare la capitale espositiva della nautica del basso Mediterraneo – afferma Gennaro Amato, presidente dell’associazione che conta 250 cantieri iscritti -. Per questo motivo l’appuntamento di marzo prossimo deve assumere una connotazione più importante e consentire all’intera filiera nautica di presentarsi nel migliore dei modi. Sono felice quindi che l’amico Massimo Luise, manager e socio di Gruppo Luise, abbia accettato la nostra richiesta, mettendoci a disposizione il tratto di porto di Mergellina gestito dalla sua società, ed aderendo così ad un progetto che getta le basi per dare a tutti gli amanti della nautica e del mare la possibilità di avere un’esposizione in acqua”.

Il Molo di sopraflutto Sannazaro del porto turistico di Mergellina, uno delle location gestite dalla società internazionale del Gruppo Luise, diventa così parte integrante del progetto Navigare 2021, tornado ad ospitare un evento espositivo nautico, ma non solo: “Credo che questa riproposizione possa essere anche di auspicio e di augurio a un nuovo boom che, in qualche modo, già si stava delineando, se non fosse stato per la pandemia. Ci sono i presupposti per una ripresa  – conferma Massimo Luise, manager ed uno dei soci del Gruppo Luise -. Bisogna cogliere le opportunità che ci vengono date in maniera da potenziare quello che è un indotto che ha già delle buone prospettive e che poi farà da volano a tante altre attività correlate, ma soprattutto comprendere che con la sinergia si va avanti, mentre in maniera solitaria non si va da nessuna parte”.

Il Marina Molo Luise torna dunque, dopo i fasti del Nauticsud degli anni 2008-2011, a partecipare ad un progetto che il presidente Amato persegue da anni. Sotto la sua lunga presidenza infatti il Navigare, dopo essere finito in “cantina” per volere del precedente direttivo, è tornato ad ospitare al circolo Posillipo i cantieri nazionali ed internazionali sino a divenire appuntamento bimestrale, in primavera ed autunno, degli oltre 130 cantieri che oggi vivono sotto l’egida dell’associazione. Neppure la folle bocciatura, da parte del Comune e della Soprintendenza, del progetto sul Lungomare, che avrebbe regalato a Napoli un salone nautico con sbocco a mare, ha fermato il numero uno di Afina. Ma forse è stato proprio questo a convincere Massimo Luise ad offrire un’opportunità alla potente associazione con sede a Napoli.

“Le infrastrutture sono quelle che sono, con i limiti della burocrazia che non sono irrilevanti, i limiti ci sono, le responsabilità pure, però la vocazione marinara di Napoli non si discute, l’amore e il collegamento dell’industria nautica da sviluppare c’è e anche la disponibilità ad investire, gli imprenditori vogliono investire per sviluppare – sostiene l’imprenditore Massimo Luise – , la verità è che per fare ancora una volta un grande salone nautico occorrono sinergie tra privati e anche con il pubblico, forse questo è l’elemento un po’ più difficile da mettere in campo”.

In attesa dunque del via libera della Mostra d’Oltremare per la definizione del prossimo appuntamento della 48ma edizione del Nauticsud (febbraio), il sogno futuro della Capitale del Mediterraneo della nautica, disegnato da Gennaro Amato, prende forma e corpo con un salone nautico sulla Promenade di Napoli.

BON – BRINDISI OSTELLO NAUTICO – IL VILLAGGIO ECOCINETICO

SEGNALATO NELLA SEZIONE CHALLENGE DEL FORUM Pubblica Amministrazione (PA)
il momento più elevato di confronto su buoni progetti e pratiche nei territori


Il BON – Brindisi Ostello Nautico immaginato per la costa brindisina, è il progetto pilota integrato per la creazione di un micro sistema nautico, turistico, scientifico, formativo e culturale, ma anche autoproduttivo, immaginato sull’Isola di S. Andrea, nell’area compresa tra la diga foranea di Punta Riso e la grande darsena di Forte a Mare, strategica per la valorizzazione del Castello Alfonsino. Tutto è concepito in economia circolare ed è alimentato, con energia cinetica da moto ondoso marino e altre fonti rinnovabili.

Il BON nasce dall’esigenza di generare sviluppo locale socialmente responsabile, in piena applicazione di 12 dei 17 obiettivi dello Sviluppo Sostenibile Agenda Onu 2030. Un villaggio green che offre accoglienza temporanea in abitazioni sull’acqua insieme a tutti i servizi connessi, dove le dimore, gli spazi e gli oggetti provengono da vecchi pescherecci, barche, pezzi di navi e container in disuso. Si pensa anche al recupero di edifici storici quali la batteria Pisacane, fari e rifugi antiaerei e di costruzioni più recenti, in precedenza occupati dalla Marina Militare, destinabili a servizi e ospitalità.

Il BON è una offerta tutta ecosociale di pacchetti turistici e scientifici da proporre a un pubblico nuovo nazionale e internazionale, ma anche già affezionato al Brand Salento-Puglia.

Il BON, Villaggio EcoCinetico innovativo nel mondo, racchiude le sfide più alte della transizione energetica e della sostenibilità e sta dentro l’urgenza di donare a Brindisi una risonanza forte e sinergica per promuovere tutte le risorse del territorio.
La bella notizia è che il BON si è conquistato la segnalazione nella sezione CHALLENGE del FORUM PA, LE SFIDE DI UNA PA SOSTENIBILE E RESILIENTE – i progetti migliori che guardano a trasformare la crisi in opportunità
(http://www.forumpachallenge.it/soluzioni/bonr-brindisi-ostello-nautico-il-villaggio-ecocinetico).

Olomanager di Fabrizia Paloscia, ideatrice del progetto Brindisi Ostello Nautico, lavora a questo progetto da circa 2 anni insieme ad un gruppo di tecnici e volontari, ricevendo moltissime adesioni e patrocini a livello territoriale e nazionale, tra questi Camera di Commercio di Brindisi, Assonautica, Lega Navale, Confapi, oltre alle  maggiori associazioni ambientaliste e sociali nazionali quali Legambiente, Kyoto club, Liberi dalla Plastica, Cittadinanzattiva, i Nac, Aidos e gli Stati Generali delle Donne da sempre al fianco del BON.

L’Autorità Portuale di Sistema MAM ha concesso il patrocinio morale e il presidente, Ugo Patroni Griffi, ha commentato: il “…BON si fonda sui principi dell’economia circolare e dell’autoproduzione in una vision futuristica che farà del  porto di Brindisi il pioniere del nuovo sviluppo sostenibile”.

E ancora “… Il BON sposa appieno la nostra visione di sviluppo turistico locale – dice il presidente di Assonautica Antonio D’Amore – anzi rappresenta quella infrastrutturazione di base, e alla base della quale, l’attrazione su un’utenza qualificata e premiante di Brindisi, potrà generare sviluppo economico e occupazionale diretto e indiretto per la città e tutta la provincia.“
È stato programmato un incontro con l’Amministrazione del Comune di Brindisi la cui adesione è fondamentale per la buona riuscita del progetto.

L’INNOVAZIONE AL SERVIZIO DELLA PROTEZIONE DELLE AREE MARINE PROTETTE

Il progetto europeo IMPACT (“Impatto Portuale su aree marine protette: Azioni Cooperative Transfrontaliere”), si caratterizza per la sua capacità di mettere a sistema le risorse tecnologiche, di capitalizzare e ampliare la rete infrastrutturale esistente dedicata al monitoraggio marino, grazie alla stretta e proficua collaborazione tra i partner.

Dall’inizio di ottobre 2020 è disponibile il web-GIS di IMPACT, la piattaforma informatica consultabile via internet e progettata per restituire interattivamente diverse tipologie di mappe relative ai dati acquisiti o calcolati dai ricercatori nell’ambito delle attività del progetto. Le mappe riguardano sia lo stato del mare sia alcuni indici utili alla pianificazione delle attività marittime, con particolare riferimento alle interazioni tra Aree Marine Protette (AMP) e porti limitrofi. Il web-GIS è ospitato all’interno del nuovo sito internet di progetto www.impact-maritime.eu.

A rendere IMPACT particolarmente all’avanguardia è il suo approccio transfrontaliero, che consente di affrontare in modo congiunto i temi chiave del progetto e di garantire l’efficacia degli interventi, basandoli su una rete infrastrutturale e su pratiche condivise.
I partner dell’iniziativa, avviata nel 2017, sono impegnati nell’implementazione di una serie di azioni finalizzate alla conservazione delle aree marine protette (AMP) in armonia con le esigenze di sviluppo delle attività portuali nell’area transfrontaliera.
Sono in particolare oggetto di studio e di monitoraggio le AMP Secche della Meloria, delle Cinque Terre, di Port-Cros e Porquerolles e del Parco Marino di Capo Corso e degli Agriati, in relazione ai porti di Livorno, La Spezia, Tolone e Bastia, situati nelle loro immediate vicinanze.
Tutte le azioni del progetto IMPACT si inseriscono nel più ampio contesto della Blue Growth, la strategia europea di lungo periodo per la crescita sostenibile in ambito marino e marittimo.

Tra gli output previsti dal progetto IMPACT spicca la piattaforma web-GIS. Un web-GIS (web Geographical Information System) è un applicativo software, raggiungibile e consultabile su internet, in grado di acquisire, memorizzare, estrarre, aggregare e visualizzare dati georeferenziati, associati cioè a precise posizioni geografiche. Il GIS integra le funzionalità dei database, che permettono di memorizzare informazioni in modo strutturato e ordinato, e di richiamarle in modo selettivo con interrogazioni anche complesse, con quelle di una mappa interattiva, che fornisce dati territoriali e rappresentazioni geografiche anche su livelli multipli.

Lo scopo del web-GIS di IMPACT è contribuire, attraverso informazioni oggettive e analisi scientifiche, alla gestione ottimale delle aree portuali e delle AMP presenti nelle aree di studio e fornire informazioni a supporto delle decisioni per la governance transfrontaliera.

I dati raccolti all’interno del web-GIS riguardano:

le correnti marine superficiali basate su misure oceanografiche da radar costieri e drifter;
le medie mensili delle correnti tridimensionali simulate attraverso modelli idrodinamici;
le mappe di distanza oceanografica e i tassi di ritenzione ottenuti da modelli di dispersione larvale;
gli indici biologici per organismi sentinella quali il granchio corridore (Pachygrapsus marmoratus) e la gorgonia rossa (Paramuricea clavata);
le concentrazioni di contaminanti chimici basate sui dati storici e su quelli raccolti nell’ambito delle campagne finanziate dal progetto.

Il webGIS è consultabile all’indirizzo www.impact-maritime.eu, nella sezione dedicata all’interno del nuovo sito web del progetto, anch’esso pubblicato di recente contestualmente al webGIS e concepito per divulgare a un pubblico più ampio possibile le motivazioni e i risultati del progetto.
Nel corso dei tre anni di IMPACT si è ottenuto uno sviluppo della rete dei radar ad alta frequenza (HF) operativi lungo le coste della Toscana, della Liguria e nella regione del Sud PACA in Francia. I radar HF sono strumenti oceanografici di telerilevamento per la raccolta automatica di dati sullo stato del mare e delle correnti.

Si è dimostrato efficace e interessante anche il ricorso ai drifter, boe flottanti che si muovono trasportati dalle correnti superficiali e la cui posizione viene tele-rilevata via satellite. I drifter, lanciati durante le campagne di misura del progetto, al pari dei radar HF e in modo complementare hanno permesso di ottenere informazioni dirette sulle correnti marine, fattore determinante nel trasporto, per esempio, di contaminanti chimici tra i porti e le AMP.

IL PROGETTO IMPACT
Finanziato dall’Unione europea, IMPACT (2017-2020) è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine (CNR – ISMAR), sede di Lerici, con la partecipazione del Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” (CIBM), del Consorzio Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile (LaMMA), dell’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Mer (IFREMER), dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), del Laboratoire d’Ecogéochimie des Environnements Benthiques (LECOB-CNRS), della Regione Toscana e dell’Université de Toulon.

VELA/ELBA: RINNOVATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO CVMM

Marciana Marina – In occasione dell’assemblea annuale dei soci si è svolta l’elezione per il rinnovo del Consiglio Direttivo del Circolo della Vela Marciana Marina.
Come da statuto il nuovo consiglio resterà in carica per i prossimi quattro anni, come sempre in concomitanza del quadriennio olimpico.

Durante il primo consiglio sono stati assegnati gli incarichi agli eletti che da subito sono diventati operativi.

Confermato il presidente uscente Enzo Danielli che sarà affiancato, nel ruolo di vicepresidenti, da Giuseppe Messana e da Giampiero Uglietta.
Le altre figure istituzionali in seno al Consiglio saranno ricoperte da Giuseppe Adriani con l’importante ruolo di tesoriere, da Fabio Broussard in quello di Segretario nonchè di responsabile del bar ristorante, Piero Uglietta in quello di direttore sportivo. Quest’ultimo sarà coadiuvato nel suo compito da Chiara Benedettini, Piero Canovai (in virtù delle sue conoscenze e contatti ed esperienza in questo campo) e da Cesare Prevedini.

Sempre nella stessa riunione Piero Canovai, da moltissimi anni impegnato nella conduzione e organizzazione del CVMM nonchè per i meriti sportivi, per il contributo alla fondazione del CVMM e il per costante impegno profuso nella vita del Circolo è stato all’unanimità nominato Socio Onorario: grazie alla sua posizione in seno al Consiglio sarà responsabile per lo sviluppo delle relazioni con gli altri Circoli.

La riunione è servita anche a definire nel dettaglio gli altri incarichi di settore: il Presidente Enzo Danielli sarà anche il responsabile del personale che da tanti anni contribuisce al buon funzionamento del sodalizio velico marinese; Maurizio Rota sarà il responsabile dei pontili; il direttore sportivo Giampiero Uglietta sarà responsabile anche del rimessaggio; Chiara Benedettini si occuperà delle pubbliche relazioni con il supporto del vice presidente Giuseppe Messana.
Infine il socio …. Zagaglioni sarà il referente per i settore pesca.

Nel frattempo si è anche conclusa la stagione agonistica – peraltro molto ridotta per i noti motivi sanitari –  della squadra giovanile portacolori del CVMM: gli equipaggi composti da Antonio Salvatorelli ed Eva Gipponi e quello, debuttante, composto da Giulia Costanzo con il portoferraiese Thomas Trentini hanno preso parte in Liguria al Campionato Italiano della classe 420.

Tutti gli equipaggi della squadra 420 (Giulia e Paolo Arnaldi, Lorenzo Paolini e Alessio Caldarera) e quelli della classe L’Equipe (Zion Mazzei e Riccardo Coppo categoria Evo; Linda Gipponi e Ana Carolina Allori; Vittorio Neirotti e Daniele Carabottini, categoria Under 12) hanno già ripreso gli allenamenti invernali con l’istruttore/allenatore Fabrizio Marzocchini seguendo i protocolli stabiliti dalla Federazione Italiana Vela in vista della prossima stagione agonistica.

Partecipazione, entusiamo e sicurezza: il mix perfetto della Scuola Vela del Circolo Velico Ravennate

Marina di Ravenna– A un mese dal termine dei corsi organizzati dalla Scuola Vela del Circolo Velico Ravennate, dalle parti della sede del sodalizio bizantino si respira soddisfazione davanti ai numeri di una stagione che, a dispetto, e nel rispetto, dell’emergenza COVID si sono rivelati comunque ottimi.

Sette sono stati i corsi portati a termine per un totale di centoquarantacinque allievi, di età compresa tra i 6 e i 15 anni. A curarne lo svolgimento un team composto da una ventina tra istruttori e aiuto istruttori, coordinati da Daniela Rossi, da anni responsabile della Scuola Vela del Circolo Velico Ravennate. Tutte le attività si sono svolte nel rispetto del Vademecum FIV, che imponeva l’uso delle mascherine, il controllo del distanziamento personale, le lezioni di teoria in spazi aperti e le limitazioni nell’uso degli spogliatoi. Procedure seguite con scrupolo anche durante le fasi di navigazione.

Particolare attenzione è stata posta alla scelta delle imbarcazioni: oltre agli Optimist per i bambini, si è pensato di utilizzare per i più grandi sia i Tridenti (istruttore + 3 allievi con postazioni fisse, indicate dagli adesivi segnaposto inviati dalla FIV) che i TOM 28, che hanno avuto molto riscontro ed entusiasmato i ragazzi.

“Nonostante l’eccezionalità della situazione, abbiamo lavorato per rendere il percorso di apprendimento il più stimolante e vario possibile – spiega Daniela Rossi – vincente si è rivelato il rinnovo della collaborazione con i biologi marini del ‘Cestha – Centro sperimentale per la tutela degli habitat’, molto bravi nell’organizzare laboratori e nel sensibilizzare gli allievi al rispetto del mare. Sempre emozionante il momento della liberazione di piccole seppioline e quest’anno anche di cavallucci marini. Sebbene la sicurezza sia da sempre l’aspetto cui prestiamo la maggior attenzione, mai come quest’anno ci siamo dati regole stringenti già a partire dalla scelta delle barche da utilizzare: oltre al singolo Optimist riservato ai bambini, si è pensato di utilizzare per i più grandi Trident, dove istruttore e allievi hanno potuto navigare nel rispetto dei protocolli federali, e i TOM28, che hanno avuto molto riscontro ed entusiasmato i ragazzi”.

A fine stagione, ai ragazzi che avevano fatto esperienza sulla barca a bulbo, è stata data la possibilità di partecipare a due settimane di vela multiclasse, durante le quali hanno potuto provare le derive messe a disposizione dal Circolo velico Ravennate (Laser, 420 e Feva) ampliando così le loro conoscenze di base. Per i più piccoli sono stati organizzate tre settimane di perfezionamento sugli Optimist, che si sono concluse con la partecipazione al Trofeo Panzavolta, storico appuntamento del circolo di Via Molo Dalmazia, arrivato ormai alla ventesima edizione.

All’edizione di quest’anno hanno partecipato cinquanta bambini divisi in Under 9 e Under 12, rappresentanti LNI Ferrara, CN Volano, CV Punta Marina, CN Savio, CNAV Cervia, SV Cervia, YC Rimini, CN Cattolica e naturalmente Circolo Velico Ravennate che ha festeggiato la vittoria davanti ai citati Yacht Club Rimini e Centro Velico Punta Marina.

RICERCHE ARCHEOLOGICHE NELL’INSENATURA DI TORRE SANTA SABINA, PRESENTAZIONE DEI RISULTATI IL 30 SETTEMBRE A CAROVIGNO (BR)

Lecce/Brindisi-Si concluderanno il 30 settembre 2020 le ricerche archeologiche subacquee nell’insenatura di Torre Santa Sabina – Baia dei Camerini (Comune di Carovigno, Brindisi), condotte su concessione di scavo del Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo al Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, per il tramite della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto. I risultati saranno presentati nella stessa giornata, il 30 settembre, alle ore 18.30 nel Castello Dentice di Frasso a Carovigno (Brindisi).

Questa campagna ha rappresentato la prima fase dell’intervento-pilota sul sito archeologico di Torre Santa Sabina nell’ambito del progetto Interreg Italia-Croatia “UnderwaterMuse”, che punta a valorizzare e rendere accessibile l’ingente patrimonio sommerso delle aree coinvolte attraverso la creazione di parchi archeologi sommersi e l’uso narrativo e comunicativo della realtà virtuale. La Regione Puglia – Dipartimento Turismo Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, partner del progetto, ha coinvolto gli Atenei regionali grazie a una convenzione, avviando queste ricerche finalizzate alla valorizzazione.

La proficua sinergia tra i vari attori coinvolti – SABAP, Regione Puglia, le Università del Salento, Foggia e Bari, il Politecnico di Torino, il Comune di Carovigno, il Consorzio Albergatori, l’Associazione ASSO, la ditta Angelo Colucci e il supporto del territorio e della comunità hanno permesso il raggiungimento degli obiettivi di questa campagna preliminare al più ampio e articolato intervento del prossimo anno.

Spiega la professoressa Rita Auriemma, docente UniSalento di Archeologia subacquea e direttrice scientifica della campagna: «Grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino, tutto il tratto di costa è stato mappato con voli da drone, in modo da ricostruire il paesaggio costiero nelle varie fasi, a partire dall’età del Bronzo. La costa è infatti punteggiata da una sorprendente quantità di tracce, anche semisommerse e sommerse: buchi di palo, solchi, escavazioni, canali, cave che descrivono l’avanzata del mare e la scomparsa o le profonde modificazioni di terre prima emerse, che hanno condizionato la vita delle comunità.

È stato condotto un intervento mirato sul relitto romano di età imperiale, spiaggiato e abbandonato presso la riva antica, oggi sommersa per effetto dell’innalzamento relativo del livello del mare. Lo stato di conservazione, garantito dall’efficace copertura di sacchetti di sabbia e lastroni di cemento realizzata dalla Soprintendenza nel 1998, ha rivelato anche nella parte messa in luce, quella di poppa, la presenza di elementi dell’opera morta, cioè della parte alta del relitto, come le tavole del ponte e i bagli su cui poggiavano e, forse, anche strutture del boccaporto e una conduttura di bordo.

L’intervento ha inoltre consentito di mettere a punto la strategia di rilevamento fotogrammetrico – veloce e puntuale – che l’anno prossimo riguarderà tutta la nave e restituirà il modello 3D dell’imbarcazione, per permettere anche ai non subacquei un’immersione “virtuale” con visori e altre tecnologie innovative.

Un altro obiettivo era accertare la presenza dei resti della nave della Serenissima, la Galea Magna partita da Candia (Creta) che fece naufragio all’ingresso della baia il 1 gennaio del 1598, dopo aver tentato inutilmente di cercarvi rifugio. Il recupero di dotazioni di bordo ha confermato l’avvincente identificazione suggerita dalla ricca documentazione degli archivi veneziani.

Un altro importante focus era rappresentato dalla stratigrafia di carichi esito dei vari episodi di naufragio, accumulatisi ai piedi della scogliera occidentale. In questo caso il saggio ha verificato l’estensione di questo ricco giacimento, che ha restituito nel corso delle varie campagne mercanzie di una nave greca arcaica (fine VI – inizi V secolo avanti Cristo), di un carico romano che trasportava olio e vino del Salento insieme a raffinate ceramiche d’importazione (fine del II secolo avanti Cristo), e di un altro carico della tarda antichità proveniente dal Mediterraneo orientale (V-VI secolo avanti Cristo). È certo ormai che la sovrapposizione di questi carichi si estende fino all’imboccatura della baia, dove più imbarcazioni si sono sfracellate sulle insidiose scogliere affioranti. La campagna ha dato quindi i risultati attesi e ha aperto scenari più ampi per ridisegnare rotte, contatti e popolamento antico di questi paesaggi di mare».

Informazioni e aggiornamenti sulle pagine ufficiali del progetto “UnderwaterMuse”, della Regione Puglia e dell’insegnamento di Archeologia Subacquea dell’Università del Salento.

Navigare per Ravenna, anche l’edizione 2020 è un trionfo della marineria

Marina di Ravenna– Il Circolo Velico Ravennate ha organizzato per il settimo anno Navigare per Ravenna, una marcia nautica lungo il Canale Candiano per riportare il mare alla città e per scoprire la bellezza del porto commerciale di Ravenna. La manifestazione quest’anno ha richiamato oltre cento barche ed è stata la più partecipata dalla sua nascita.

Le Associazioni Sportive della marineria ravennate hanno chiamato a raccolta i loro soci che per un giorno hanno esplorato il canale Corsini guidati dal racconto appassionato di Pericle Stoppa, Gaia Marani per l’Autorità di sistema portuale e Roberto Bunicci, capo pilota del porto di Ravenna.

La navigazione ha rappresentato un momento di festa per tutti i partecipanti, e altrettanto emozionanti sono stati i due trofei assegnati nella giornata: il Trofeo del Porto, tra aziende e istituzioni, e il Trofeo dei Sodalizi tra le associazioni sportive del porto e della spiaggia ravennate.

Il primo ha visto la partecipazione di Autorità di Sistema Portuale, Sapir, Athena, Piloti del Porto, Consar e Gruppo misto che coinvolgeva diversi operatori del Porto di Ravenna. Sapir, con una forte tradizione alle spalle, ha vinto il trofeo in una finale molto sofferta caratterizzata dal poco vento. Seconda posizione per il Consar e terza per Athena.

Più fortunata per quanto riguarda il vento è stata invece la finale del Trofeo dei Sodalizi che ha coinvolto tutte le associazioni sportive fino a Lido Adriano.

Con otto associazioni in gara, dopo un lungo percorso di selezione, il trofeo ha visto la vittoria del Ravenna Yacht Club davanti al Circolo Sabbiadoro e al Circolo Velico Ravennate.

La vittoria del Ravenna Yacht Club è stata conquistata in condizioni di vento molto discontinuo che ha reso la sfida accesa e incerta fino all’ultimo metro.

Il Circolo Velico Ravennate intende ringraziare la Capitaneria di Porto, l’Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Ravenna che hanno messo in campo la competenza dei loro uffici tecnici e la disponibilità istituzionale per rendere possibile questa bellissima manifestazione nata per far incontrare le due anime della città di Ravenna tra terra e mare.

Il prossimo appuntamento per la marineria nella città di Ravenna è fissato per il weekend entrante, quanto Marinando organizzerà una meravigliosa festa di integrazione e solidarietà, Tuttimbarcabili.

NUOVE RICERCHE ARCHEOLOGICHE UNISALENTO NELL’INSENATURA DI TORRE SANTA SABINA(BR)

INTERVENTO PILOTA NELL’AMBITO DI “UNDERWATERMUSE” (PROGRAMMA INTERREG V-A ITALY-CROATIA 2014-2020)
PER RENDERE ACCESSIBILE IL PATRIMONIO SOMMERSO CON LA CREAZIONE DI PARCHI E L’USO DELLA REALTÀ VIRTUALE

Lecce/Brindisi-Sono riprese in questi giorni, e proseguiranno per tutto il mese di settembre, le ricerche del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento nell’insenatura di Torre Santa Sabina – Baia dei Camerini (Comune di Carovigno, Brindisi), grazie alla concessione di scavo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per il tramite della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto.

Questa campagna d’indagini si pone in continuità con le precedenti ricerche del progetto UniSalento “L’approdo ritrovato” (dal 2007 al 2012), ma segna un’importante novità: Torre Santa Sabina diviene lo scenario di un intervento-pilota nell’ambito del progetto internazionale “UnderwaterMuse”, che punta a valorizzare e rendere accessibile l’ingente patrimonio sommerso delle aree coinvolte, altrimenti invisibile o comunque riservato a pochi, attraverso la creazione di parchi archeologici sommersi e l’uso narrativo e comunicativo della realtà virtuale.

«L’approdo millenario, frequentato lungo un arco temporale che va dalla protostoria all’età medievale e moderna, si configura come un testimone pressoché unico dell’evoluzione del paesaggio costiero, di rotte e flussi commerciali, di movimenti di uomini, tecniche, saperi», sottolinea la direttrice scientifica Rita Auriemma, docente UniSalento di Archeologia subacquea, «La piccola baia ha gelosamente conservato importanti resti di carichi e di scheletri di navi che si sono infrante contro le sue scogliere, talora accumulandosi sui preesistenti fino a creare una stratigrafia compatta e densa di materiali eterogenei, ma anche tracce significative di insediamenti e di attività che l’innalzamento del mare ha occultato per secoli».

Finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italy-Croatia 2014-2020, il progetto vede tra i partner la Regione Puglia – Dipartimento Turismo Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia (lead partner), Università Ca’ Foscari di Venezia, Public Institution for Coordination and Development of Split – Dalmatia County RERA S.D. e Comune di Kastela (Croazia).

Importante la collaborazione tra gli Atenei regionali: al Dipartimento salentino e alla direttrice scientifica Rita Auriemma si affiancano da quest’anno i Dipartimenti di Studi Umanistici di Foggia (Danilo Leone, Maria Turchiano) e di Bari (Giuliano Volpe), grazie a una convenzione stipulata tra la Regione e le tre Università pugliesi. Il progetto coinvolge inoltre il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, che curerà rilevamenti e modellazione 3D con voli da drone, laser scanner e altre tecniche innovative, e l’Associazione Onlus ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione, che dal 1990 si occupa di ricerche archeologiche e speleologiche subacquee.

Tutte le operazioni si svolgeranno con il supporto logistico del Comune di Carovigno e la disponibilità del Consorzio Albergatori di Carovigno, che ha reso possibile la permanenza dei ricercatori per l’intero periodo.

«Questa bella risposta del territorio, della comunità e degli operatori turistici e culturali è già un risultato importante del progetto, che punta al coinvolgimento prioritario degli attori locali», aggiunge la professoressa Auriemma, «Il patrimonio è una risorsa unica per il benessere sociale ed economico delle persone: farsene carico significa riconoscerne il senso di eredità culturale e di bene comune, promessa di vie altre e nostre per uno sviluppo armonioso. Il viaggio alla scoperta dei paesaggi d’acqua del Salento, iniziato con la mostra “Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta il Salento” all’Aeroporto di Brindisi, prosegue quindi anche con questo progetto: sarà ancora una volta il mare a raccontare storie nuove e antiche insieme».

Informazioni e aggiornamenti sulle pagine ufficiali del progetto “UnderwaterMuse”, della Regione Puglia e dell’insegnamento di Archeologia Subacquea dell’Università del Salento.

“UnderwaterMuse”
sito: www.italy-croatia.eu/web/underwatermuse
pagina fb: www.facebook.com/Project-UnderwaterMuse-106106884192806/

Archeologia Subacquea – Università del Salento
pagina web: www.unisalento.it/scheda-utente/-/people/rita.auriemma/didattica/1182442019/scheda
pagina fb: https://www.facebook.com/ArcheoSubUniSalento/

AdSP MTS: Blue Economy e porti turistici nel post-Covid

L’Autorità di Sistema Portuale ha organizzato per venerdì prossimo, 11 settembre, a partire dalle ore 16.00, un webinar sull’impatto della diffusione del Covid-19 sulla nautica da diporto.

L’iniziativa si pone quale forum di discussione tra soggetti pubblici e privati,analizzando le spinte organizzative e le modalità potenziali di digitalizzazione dei processi della portualità turistica, con l’obiettivo di creare sinergie fra portualità commerciale, turistica e servizi di mobilità ai passeggeri, con riferimento particolare all’arco marittimo tirrenico-ligure.

Gli interventi di importanti marina dell’area, di rappresentanti delle imprese, delle istituzioni e di qualificati centri di ricerca consentiranno un approccio trasversale ai temi affrontati, inquadrando le sfide attuali e future della portualità turistica sotto il profilo dello sviluppo economico, della diversificazione dell’offerta turistica e dell’innovazione dei processi.

Il webinar sarà aperto dai saluti del presidente dell’AdSP, Stefano Corsini e del n.1 della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda. Intervengono Francesco Tapinassi, dirigente settore Turismo, Commercio e Servizi Regione Toscana; Pietro Agelini, direttore generale di Navigo; Matteo Ratti, ad Cala dei Medici di Rosignano; Giorgio Casareto, ad Porto di Marina di Varazze; Paolo Pagano, diretto laboratorio innovazione ADSP-CNIT; Antonella Querci, dirigente Sviluppo, Innovazione e Progetti UE dell’AdSP.

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L’incontro si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams e il link per accedervi sarà il seguente: https://tinyurl.com/BlueEconomyPortiTuristici

Qui potete scaricare la guida per accedere correttamente al webinar.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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