Scritto da Redazione
Marinas, News, Porti
giovedì, maggio 17th, 2012

Pubblicato il nuovo numero di “Porti e Mediterraneo”, la newsletter semestrale frutto della sinergia tra Assoporti (Associazione dei Porti Italiani) ed SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), uno strumento che propone dati, analisi e testimonianze sulla logistica e sulla portualità italiana nel contesto dell’economia mediterranea.
Il paper nello specifico approfondisce il ruolo degli scali italiani nella geografia della competizione portuale nel Mediterraneo e del Mar Nero; e analizza la funzione e le prospettive del traffico merci e passeggeri dei Porti Italiani, nonché le imminenti sfide che l’intero cluster marittimo dovrà affrontare per cogliere le opportunità legate ai cambiamenti politico sociali che stanno coinvolgendo i Paesi dei versanti meridionale ed orientale.
Dai dati presentati emerge la posizione di primo piano rivestita dall’Italia in Europa per ciò che concerne l’interscambio commerciale con l’Area Med, che avviene quasi esclusivamente via mare (40,6 miliardi di euro, oltre il 70%). Il commercio marittimo verso la regione si concentra soprattutto nei Paesi del Southern Med (oltre 20,6 miliardi di euro per il 2011, pari al 50,7%) vale a dire Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia; segue l’Area dell’East Med (Israele, Libano, Siria e Turchia) con quasi 17 miliardi di euro pari al 41,8% e, quindi, quella dell’Adriatic Med (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Croazia) con circa 3 miliardi di euro (7,5%). Tra i singoli Paesi coinvolti negli scambi marittimi italiani è segnalata al primo posto la Turchia, seguita da Tunisia ed Egitto, con un flusso di merci quantificabile in circa 11,3 miliardi di euro.
Numeri di forte interesse per gli operatori del settore, che nella Newsletter possono confrontarsi con autorevoli testimonianze dello scenario marittimo internazionale. In questo numero Assoporti e SRM intervistano Sixte Cambra, Luigi Merlo e Sergio Prete, Presidenti di tre porti che all’interno del bacino rivestono un ruolo di best players: Barcellona, Genova e Taranto. Le interviste mostrano strategie, progetti e i dati più interessanti delle tre realtà infrastrutturali anche loro coinvolte in un momento “economicamente” complesso come quello che sta attraversando la nostra economia; non mancano le riflessioni sulle prospettive.
“Porti e Mediterraneo” – commenta il Presidente di Assoporti Francesco Nerli – intende rappresentare un momento di riflessione non solo sullo scenario attuale, ma specialmente sui vari possibili scenari futuri, per ragionare sulle scelte che l’Italia deve fare nel settore marittimo anche al fine di favorire l’internazionalizzazione, per mantenere un ruolo di primo piano nell’economia mediterranea».
«Questo lavoro – afferma il Direttore Generale di SRM Massimo Deandreis - conferma l’impegno di SRM nella valorizzazione del trasporto marittimo, patrimonio economico del nostro Paese e si inserisce nel più ampio progetto di SRM dell’ “Osservatorio Permanente sulle Relazioni Economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”, che si concretizza nel sito www.srm-med.com e che si propone di comprendere le dinamiche e l’impatto di reciproca relazione economica tra l’Italia e i Paesi Mediterranei, dinamiche in cui i porti assumono un ruolo rilevante, poiché rappresentano una piattaforma naturale di sviluppo all’interno dell’Area Med».
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Marinas, News, Porti
lunedì, maggio 14th, 2012

Si è svolta mercoledì scorso a Sopot, in Polonia, l’Assemblea Annuale di ESPO. Nell’occasione è stato approvato all’unanimità il “Port Manifesto” dell’Organizzazione dei Porti Europei dove sono esposte in sintesi le priorità dell’organizzazione.
In particolare, il “Manifesto” riassume gli elementi essenziali che confermano l’importanza delle Autorità Portuali, le quali devono essere messe in condizione di svolgere il loro ruolo rilevante, nonché di avere una reale autonomia finanziaria, al fine di garantire un’azione efficace di effettiva promozione degli scali, sia in termini di pianificazione degli investimenti, che in termini di sviluppo del retro porto e devono poter svolgere compiti di controllo sulle attività svolte in porto.
Nel documento è anche evidenziata la necessità di evitare la proliferazione di altre entità o agenzie con competenze simili e l’opportunità che si forniscano soluzioni operative efficienti per i porti, abolendo pratiche restrittive e promuovendo la semplificazione delle procedure.
Assoporti ha condiviso i contenuti del “Port Manifesto”, alla cui stesura ha dato un contributo propositivo, che conferma la linea che l’Associazione porta avanti da tempo in sede nazionale. Ieri, nel corso del seminario ESPO, il Presidente di Assoporti, Francesco Nerli, è intervenuto nella sessione dedicata a “Capacità finanziaria per le Autorità Portuali”, moderata dal Presidente dell’Autorità Portuale di Brindisi, Prof. Hercules Haralambides.
Nel corso del suo intervento, Nerli ha ripreso il tema dell’autonomia finanziaria delle Autorità Portuali, sottolineandone la rilevanza, al pari della necessità di favorire forme di Partenariato Pubblico-Privato. A questo riguardo, Nerli ha dichiarato, “…per attivare efficaci PPP, è necessario individuare una corretta ripartizione dei rischi economici tra l’investitore privato ed il soggetto pubblico. Ciò per evitare che quei rischi possano scaricarsi interamente sulla parte pubblica e sulla collettività.”
Nerli ha concluso rappresentando altresì la necessità di escludere dal Patto di Stabilità le risorse pubbliche destinate alle grandi infrastrutture. “Se l’Europa non deciderà di modificare il suo avviso su questo argomento e sul fiscal compact – ha aggiunto Nerli – rischia di rendere impossibile la ripresa”.
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Marinas, News, Porti
sabato, maggio 12th, 2012

Eravamo stati gli unici circa sei mesi fa ha sollecitare una presa di posizione forte di Italia Navigando, società del gruppo Invitalia che fa capo al Ministero dell’Economia, sollecitando direttamente il Presidente del Consiglio Mario Monti ed il Sottosegretario Vittorio Grilli, appena insediati, facendo presenti le gravi carenze e l’anomala gestione dei lavori del Porto della Concordia.
Abbiamo quindi accolto con favore la notizia della rescissione consensuale dell’appalto con Acquatirrena la riconsegna delle aree alla concessionaria IP e l’assunzione al ruolo di general contractor a Italia Navigando. Nel frattempo però il cantiere risulta oltremodo abbandonato, senza un adeguato controllo con parte della recinzione e dei cancelli divelti, con il rischio di diventare una nuova discarica.
Abbiamo inoltre appreso dalle dichiarazioni del presidente di Italia Navigando, dottor Ernesto Abaterusso, l’intenzione di apportare sostanziali modifiche al progetto che, causa la crisi in atto, non risponderebbe più a criteri di convenienza economica e di procedere successivamente alla indizione di una nuova gara, tutto ciò prevedendo la ripresa dei lavori entro l’autunno. A questo punto, stando così le cose, il rischio a nostro avviso è quello di vedere iniziate una nuova telenovela senza fine. In primo luogo modificare il progetto non rischia di rimettere in discussione la concessione rispetto ad eventuali ricorsi di altri soggetti interessati?
Inoltre queste eventuali modifiche quali effetti avranno sulla convenzione già stipulata? Saranno salvaguardate le opere pubbliche promesse? Questi i principali interrogativi ai quali si aggiungono le problematiche legate alle vertenze con le ditte che hanno effettuato sino ad oggi i lavori, con alcuni soci di minoranza estromessi dai processi decisionali ed i dubbi rispetto alla provvista dei fondi occorrenti per far ripartire i lavori e dare corso ad una nuova gara d’appalto.
Verrà infine garantita la ricollocazione delle imbarcazioni attualmente stazionanti nel Porticciolo del Faro ed affrontato una volta per tutte il problema di Passo della Sentinella? Per rispondere a queste domando abbiamo “nuovamente” invitato il dottor Abaterusso a confrontarsi in una assemblea pubblica per dare assicurazioni alla cittadinanza in merito ai tempi, alle modalità e con quali mezzi intende operare per una pronta e trasparente ripresa dei lavori.
Nel frattempo quello che necessita nell’immediato è una pronta messa in sicurezza delle aree di cantiere. Quello che è certo è che non faremo passare l’estate senza che ai cittadini vengano date certezze ed assicurazioni in merito al destino del territorio e del lungomare di Fiumicino pesantemente degradati, nel qual caso ci vedremo costretti a chiedere un nuovo intervento direttamente al Presidente del Consiglio Mario Monti.
Roberto Cini
Presidente Circolo ”Aldo Moro” del PD di Fiumicino
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Marinas, News, Porti
lunedì, maggio 7th, 2012

Dopo l’ennesimo delitto compiuto ai danni del nostro patrimonio naturale ed ambientale, il 05/05/2012 si sono tenuti i lavori preliminari per la costituzione del MOVIMENTO PER LA TUTELA DELLE DUNE E DELLA FASCIA COSTIERA DI PORTO CESAREO.
Hanno partecipato tanti cittadini e numerose associazioni.
Il prossimo incontro si terrà sabato 12 maggio, a partire dalle ore 19.30, presso la Proloco cittadina, per redigere l’atto costitutivo ed accogliere eventuali suggerimenti. Non mancare! Partecipa attivamente anche tu, per essere tutti quanti insieme un’unica voce più forte ed incisiva, per interloquire con le istituzioni ed intraprendere azioni concrete a SALVAGUARDIA DEL NOSTRO TERRITORIO.
Scritto da Redazione
Marinas, News, Porti
giovedì, maggio 3rd, 2012

Da più di due anni le Associazioni rappresentative delle imprese e dei terminalisti portuali, le OO.SS. dei lavoratori portuali e l’Associazione dei Porti Italiani richiamano l’attenzione del Governo sulla necessità di adottare un provvedimento per la sicurezza nei porti. Erano già stati definiti con le amministrazioni competenti fin dal 2010 i contenuti del provvedimento, idoneo a coniugare i princìpi generali della norma a garanzia della sicurezza del lavoro (D.lgs. 81/2008) con le specificità del settore, come previsto nello stesso Decreto Legislativo.
A meno di due settimane dal termine in cui verranno meno le norme che tutelano la specificità del settore (oggi contenute nel D.lgs 272/99) consentendo adeguata operatività e tutela della sicurezza del lavoro, i richiami inascoltati prefigurano un’inaccettabile incertezza normativa. Si avrà, come conseguenza, l’impraticabilità delle attività operative dei porti, in danno delle imprese, dei lavoratori – che non potranno fare a meno di valutare azioni di tutela – e dell’intero Paese.
Scritto da Francesca Cuomo
Marinas, News, Porti
martedì, maggio 1st, 2012

L’ultimo convegno con cui si è conclusa la decima edizione del Salone nautico di Puglia è stato incentrato sulle possibilità di sviluppo offerte dalla portualità turistica. A moderare l’incontro, a cui hanno partecipato esperti del settore, è stato il giornalista Massimo Bernardo che ha sottolineato i temi e le esigenze di un settore che dovrebbe e potrebbe trainare l’intera economia del Paese.
“Ogni imbarcazione produce una certa ricchezza per il territorio che la ospita – ha esordito Roberto Perocchio, amministratore delegato del Venezia Terminal Passeggeri – e abbiamo stimato anche le cifre dell’occupazione che produce. Un’imbarcazione produce in media 6mila euro di spesa all’anno e, ogni 25 imbarcazioni, si crea un posto di lavoro. I due terzi della spesa si riversa sul territorio. Eppure solo il 20% delle imbarcazioni necessitano di strutture adeguate con posti barca. In Italia, come in Turchia, il mercato è in evoluzione e stimiamo che di possa essere un incremento di almeno 50mila posti nei prossimi anni. Ben 4.500 potrebbero essere proprio in Puglia”.
Al convegno è intervenuto anche Giuseppe Danese, presidente del Distretto nautico della Puglia. “Secondo i nostri studi – ha spiegato Danese – solo il 10% delle barche vengono ospitati in un Marina; ben l’80% resta in porti polifunzionali mentre il restante 10% è in ormeggio. Questo significa migliorarci: la Puglia infatti, è ancora un territorio acerbo”.
Due avvocati, Bassi e Claroni, hanno invece approfondito il tema delle concessioni per la realizzazione di nuovi Marinas ma anche la delicata questine delle tariffe concessorie. Claroni ha spiegato le disposizioni dell’articole 153 e dei suoi 23 commi sulla costruzione di nuove strutture in project financing. Bassi invece, ha spiegato le ultime sentenze del Tar sulla possibilità di limitare gli aumenti delle tariffe.
Francesca Cuomo
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sabato, aprile 28th, 2012

Il Comune di Fasano ha ricevuto oggi due comunicazioni ufficiali: quella dell’ottenimento della Bandiera blu e quella dell’ottenimento delle “Vele” di Legambiente.
«Una giornata davvero storica per la nostra città – afferma il sindaco Lello Di Bari -; in un sol colpo abbiamo ottenuto i massimi riconoscimenti, internazionale il primo, nazionale il secondo, sulla qualità dell’ambiente nel nostro territorio. E tutto questo grazie al lavoro compiuto dall’Amministrazione comunale sul fronte ambientale.
Il nostro ufficio comunale al Turismo ha lavorato sodo alla predisposizione di tutti gli atti necessari a presentare la richiesta per l’ottenimento, da un lato, della Bandiera blu e, dall’altro, per le “Vele” di Legambiente.
Due faldoni di atti e documentazione formali inviati da noi a Legambiente e alla Fee (Fondazione per l’educazione ambientale) – sottolinea il sindaco Di Bari – che testimoniano l’impegno convinto, e su più fronti relativi alla tutela e valorizzazione dell’ambiente, profuso dall’Amministrazione comunale che mi onoro di guidare.
V’è da dire, peraltro – aggiunge il Sindaco Di Bari – che sono particolarmente orgoglioso dei due riconoscimenti ottenuti dal Comune di Fasano, non a caso entrambi grazie al lavoro della mia Amministrazione: vorrei ricordare – sottolinea Di Bari – che la Bandiera blu l’abbiamo ottenuta per la prima volta lo scorso anno e che, quindi, in questo 2012, ci viene riconosciuta per la seconda volta consecutiva, a dimostrazione del fatto che tutto il discorso avviato e realizzato sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti porta-a-porta che ci ha visti attivi negli ultimi tre anni, ha funzionato e dovrà essere ulteriormente consolidato nei prossimi mesi.
Il contributo dato in questo senso dai miei concittadini – afferma Di Bari – che, dopo le nostre diverse campagne informative volte alla sensibilizzazione della raccolta differenziata porta-a-porta, hanno compreso che occorre farla e farla con cura e attenzione, tanto da far raggiungere quota 33 per cento di differenziata: un risultato di tutto rispetto – sottolinea Di Bari – dal quale bisognerà partire per allargare ulteriormente l’orizzonte; non è un caso che abbiamo programmato l’estendimento graduale del servizio di raccolta porta-a-porta all’intero territorio comunale.
Per quel che riguarda le “Vele”, sono particolarmente soddisfatto dell’ottenimento di questo prestigioso riconoscimento da parte di Legambiente, tanto più che si tratta della prima volta nella storia di questa sorta di premialità ambientalista – spiega il sindaco Di Bari – che il Comune di Fasano si vede riconosciuto il lavoro svolto sul fronte della piena funzionalità dell’impianto di depurazione sul trattamento delle acque.
Che dire – commenta il primo cittadino – se non che l’aver puntato molto a livello di programmi realizzati, da parte della mia Amministrazione comunale, sul fronte dell’ambiente, ci ripaga dell’impegno profuso e ripaga un territorio, come quello nostro che, dal riconoscimento dei due più importanti vessilli di qualità ambientale, sta ottenendo anche un boom sul piano turistico.
Vorrei ricordare che nel 2011 – argomenta il sindaco Di Bari – siamo risultati il primo Comune dell’intera provincia brindisina per numero di arrivi e partenze e, addirittura, il nono, in tutta la nostra regione: due successi certamente ascrivibili all’operato della mia Amministrazione comunale e di quegl’imprenditori turistici coi quali abbiamo lavorato in sinergia».
La Bandiera blu verrà consegnata nelle mani del sindaco Lello Di Bari, a Roma, il prossimo 14 maggio, mentre le “Vele” di Legambiente saranno consegnate il prossimo 14 giugno.
Foto: Simone Rella
Scritto da Redazione
Marinas, News, Porti
giovedì, aprile 12th, 2012

Il Gruppo del Partito Democratico al Senato, su iniziativa del Vice Presidente Nicola Latorre, ha presentato in Commissione Bilancio del Senato la richiesta di stanziamento di 300.000 euro per il dragaggio e la sistemazione del Porto di Torre Canne del comune di Fasano, nell’ambito delle previsioni di cui alla Legge 6 agosto n. 133 di conversione del DL n.112/2008.
“Finalmente dopo 30 anni di abbandono – ha commentato Latorre – saremo nelle condizioni di intervenire sul porto di Torre Canne sia per consentire ai pescatori un uso adeguato del luogo facendo anche rientrare barche ora non ormeggiate e sia per riqualificare l’offerta turistica in questa parte del nostro territorio”.
La Commissione Bilancio che ha già espresso parere positivo, perfezionerà la delibera entro poche settimane e successivamente l’atto di indirizzo parlamentare sarà recepito e reso definitivo da apposito decreto del Ministero dell’Economia.
Scritto da Matteo Bianchi
Marinas, News, Porti
giovedì, aprile 12th, 2012

La Porto di Imperia spa ha rinnovato le sue cariche, operazione resasi necessaria dopo le dimissioni dell’intero cda a seguito dell’inchiesta sull’approdo turistico della città.
Il nuovo presidente è il commercialista romano Mauro De Angelis, che subentra all’avvocato Stefano Vinti, dimessosi lo scorso febbraio.
I nuovi consiglieri d’amministrazione sono: per Acquamare, Piero D’Amelio e Antonio Rappazzo, entrambi romani; per Imperia Sviluppo il fiorentino Fabio Di Lernia e il torinese Franco Canna.
La parte pubblica – cioè il Comune di Imperia, rappresentata dal dirigente del settore servizi finanziari Alessandro Natta – non ha ritenuto di proporre alcun nome vista la richiesta al Tribunale di Imperia di commissariare la società.
Matteo Bianchi
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Scritto da Redazione
Marinas, News, Porti
giovedì, aprile 12th, 2012

Royal Caribbean, il secondo gruppo turistico mondiale di navi da crociera, punta ad avere sei porti di imbarco in Italia nel 2013: dopo Venezia, Civitavecchia e Genova, partono quest’anno Bari (il 29 aprile) e Messina (il 30 aprile) e nel 2013 sar
la volta di Napoli.
Genova inoltre quest’anno raddoppia le toccate, passando da sette a quattordici, per arrivare a 17 nel 2013. Le strategie di Royal Caribbean, che oggi vanta 275 destinazioni in oltre 80 Paesi, sono state illustrate oggi in una conferenza stampa dal Direttore Generale per l’Italia Gianni Rotondo.
«Royal Caribbean – ha affermato – è interessata all’Italia perchè con i suoi 800 mila crocieristi è un mercato maturo, il terzo in Europa». «Dal prossimo anno imbarcheremo passeggeri italiani da sei porti – ha aggiunto Rotondo -. Molti altri sono i porti cosiddetti di chiamata, cioè dove attraccano le nostre navi per imbarcare passeggeri anche di altre nazionalità».