Campagna #IoSonoMare – Il CoNISMa dedica il “Premio Eugenio Fresi” alla migliore tesi realizzata con i dati del monitoraggio marino. Micillo “Valorizziamo la conoscenza a beneficio del mare e dei cittadini”

Roma- All’interno della campagna #IoSonoMare, promossa dal Sottosegretario Salvatore Micillo con il Ministero dell’Ambiente e ISPRA-SNPA per dare più enfasi ai temi del mare e quanto lo Stato fa costantemente per tutelarlo, il CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario Per Le Scienze Del Mare) di concerto con il Ministero, ha istituito un premio di tremila euro per i giovani neolaureati le cui tesi si sono distinte nelle tematiche della “Marine Strategy”.

“Il mio impegno è fare in modo che i risultati delle attività di monitoraggio marino, coordinate e finanziate costantemente dal Ministero dell’Ambiente, vengano diffusi per poter essere utilizzati a beneficio del mare e dei cittadini”ha dichiarato il sottosegretario Micillo, con deleghe alla tutela del mare e all’educazione ambientale. “La Campagna #IoSonoMare – “Conoscere per tutelare” risponde all’urgenza, alla necessità e al dovere istituzionale di diffondere e valorizzare l’enorme quantità di informazioni ambientali, frutto del continuo lavoro del Ministero e degli organismi tecnici.

È un sapere che va valorizzato, impiegato per sensibilizzare, migliorare e aprire nuovi scenari nella salvaguardia degli ecosistemi marini. Per questo abbiamo pensato di dare un premio agli studenti che consegnano le migliori tesi utilizzando questo grande patrimonio di conoscenze.” ha spiegato.

Il premio, presentato a Livorno al 50° Congresso della Società Italiana di Biologia Marina SIBM, è stato dedicato alla memoria del prof. Eugenio Fresi, ordinario di Ecologia nell’Università di Roma “Tor Vergata”, che fu membro del Consiglio Direttivo del CoNISMa e collaborò attivamente con il Ministero dell’Ambiente per la realizzazione del Programma Nazionale di Monitoraggio marino-costiero tra 1996 ed il 2009, con la collaborazione del mondo della ricerca, degli Istituti tecnici di riferimento e dei laboratori periferici.

Una grande esperienza tecnico-scientifica ed organizzativa poi confluita nei Programmi di monitoraggio marino definiti dal DM 11/2/2015 ai sensi dell’art.11 del D.lgs. n. 190/2010, recependo la Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, comunemente chiamata “Marine Strategy”.

I candidati dovranno presentare domanda di partecipazione entro il 31/07/2020, compilando in ogni sua parte l’apposito modulo che sarà disponibile sul sito del CoNISMa a partire dal 1 luglio 2019.

Il bando è già scaricabile alla pagina http://www.conisma.it/it/prima-edizione-del-premio-fresi/

Guida Blu 2019: La Guida di Legambiente e Touring Club Italiano

Il mare più bello 2019

-La Puglia si conferma terza dopo Sardegna e Sicilia. A “gonfie vele” il Salento

-Da quest’anno le 5 vele sventolano nel comprensorio turistico dell’Alto Salento Jonico con i Comuni di Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale

-Si riconfermano i comprensori turistici della Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari e dell’Alto Salento Adriatico

-Pulsano e Vernole le new entry tra le località costiere

 

Località turistiche attente all’ambiente, dove trascorrere una vacanza all’insegna di natura e acqua pulita, ma anche eccellenze enogastronomiche, itinerari luoghi d’arte. Tutto questo è raccontato ne Il mare più bello 2018, la Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano.

Quest’anno la Puglia si conferma, per numero di vele, al terzo posto nella classifica delle regioni dopo Sardegna e Sicilia. Il nuovo comprensorio turistico dell’Alto Salento Jonico composto dai Comuni di Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale viene premiato per la prima volta con le 5 vele. Riconfermati i due comprensori turistici dell’Alto Salento Adriatico, in cui ricadono i Comuni di Otranto, Melendugno e Vernole e della Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari, che comprende Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno.

In totale sono 12 i comprensori pugliesi che rientrano nella Guida Blu 2019: oltre a quelli premiati con le 5 vele, ve ne sono 4 a 4 vele, Basso Salento Adriatico (che comprende Castro, Andrano, Diso, Tricase e Santa Cesarea Terme), Gargano Sud (Mattinata, Vieste, Monte Sant’Angelo), Litorale Tarantino Orientale (Manduria, Maruggio e Pulsano), Isole Tremiti; 4 a 3 vele ovvero Basso Salento Ionico (Salve, Ugento), Capo di Leuca (Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo), Gargano Nord (Chieuti, Lesina, Peschici, Sannicandro Garganico, Ischitella, Rodi Garganico, Vico del Gargano) e Golfo di Taranto (Ginosa e Castellaneta); 1 a 2 vele Costa della Puglia Imperiale (Margherita di Savoia, Giovinazzo, Trani, Bisceglie).

I dati pugliesi della guida Il mare più bello 2019 sono stati presentati in conferenza stampa, questa mattina a Bari, da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Loredana Capone, Assessore al Turismo della Regione Puglia, Domenico Vitto, presidente Anci Puglia, e dei sindaci dei Comuni ricadenti nei comprensori turistici premiati con le “5 vele”.

«La Guida Blu premia il lavoro delle Amministrazioni che hanno saputo valorizzare il nostro mare più bello, accanto a paesaggi incantevoli pregni di storia e cultura che rispondono a un turismo esperienziale fatto di scoperte del territorio e sempre meno stanziale. – ha commentato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – La Puglia continua ad andare a gonfie vele, terza dopo Sardegna e Sicilia. In questa edizione salgono a tre i comprensori turistici premiati, e a 42 le località costiere raccontate grazie alle new entry di Pulsano e Vernole».

I comprensori turistici riportati nella guida Il mare più bello 2019, 97 marini e 40 lacustri, sono stati individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche delle qualità ambientali e di quelle dei servizi ricettivi: uso del suolo, degrado del paesaggio e biodiversità, attività turistiche, stato delle aree costiere, mobilità, energia, acqua e depurazione, rifiuti, iniziative per la sostenibilità, sicurezza alimentare e produzioni tipiche, mare, spiagge ed entroterra, struttura sociale e sanitaria.

E quest’anno entra nella Guida il nuovo simbolo dei Comuni Plastic Free, che indica quelle Amministrazioni che hanno adottato misure per ridurre l’uso della plastica monouso nel proprio territorio. A tal proposito si ricorda l’iniziativa della Regione Puglia che bandisce la plastica monouso su tutti i suoi lidi.

“Sono orgogliosa di questo bellissimo riconoscimento ricevuto da tutti i Comuni ricadenti nei comprensori turistici premiati con le 5 vele. – ha detto l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Loredana Capone – Governare una città turistica vuol dire consentire la salvaguardia dell’ambiente per permettere che la bellezza ereditata possa essere mantenuta e migliorata. La Regione accompagna la fatica, il sacrifico e le attività di tutti coloro che si adoperano per questo e mantiene l’impegno nei servizi di accoglienza e di qualità ambientale. Sono orgogliosa del vostro lavoro”.

“Come Associazione dei Comuni pugliesi siamo lieti di partecipare alla presentazione della Guida Blu realizzata da Legambiente e Touring Club che premia, promuove e valorizza le più belle e pulite località marine anche della nostra regione. – dichiara Domenico Vitto, presidente Anci Puglia – È importante consolidare le reti territoriali, ma anche consentire alle comunità di valorizzare il proprio legame con il territorio per promuovere al meglio località e patrimonio naturale”.

Nella classifica nazionale dei comprensori a 5 vele, l’Alto Salento Jonico, l’Alto Salento Adriatico e la Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari si sono piazzati rispettivamente al 6°, 13° e 14° posto con le seguenti motivazioni:

ALTO SALENTO JONICO (Le)

I Comuni hanno valorizzato il patrimonio culturale, archeologico e naturalistico, promuovendo mobilità sostenibile e politiche di efficientamento energetico. A ciò si affiancano progetti per il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue depurate e affinate. Nardò ha promosso la musealizzazione del “Distretto della Preistoria”, costituito dal patrimonio archeologico e paleontologico del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano e dal Museo della Preistoria di Nardò, allo scopo di migliorarne la conservazione e valorizzazione.

Con un progetto di riqualificazione costiera, l’Amministrazione di Gallipoli ha realizzato lungo la vecchia litoranea sud, in prossimità di Baia Verde, un percorso pedonale e ciclabile a tutela delle dune e del paesaggio, che si integra con il piano del Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo, laboratorio di buone pratiche e modello per una gestione sostenibile dei flussi turistici.

L’Amministrazione di Porto Cesareo ha valorizzato il patrimonio naturalistico dell’Area Marina Protetta e del Parco Regionale con un sistema museale e di promozione rappresentato dalle torri costiere di Torre Lapillo, Torre Chianca e del Museo di Biologia Marina. Racale ha incentivato la mobilità dolce con piste ciclabili e passeggiate pedonali, la mobilità elettrica con un sistema di colonnine e investimenti nel rinnovamento del parco auto comunale. Qui l’Amministrazione si è distinta per una gestione sostenibile dei rifiuti, registrando oltre il 70% di raccolta differenziata e per politiche di efficientamento energetico e recupero delle aree degradate.

ALTO SALENTO ADRIATICO (Le)

Il Comune di Vernole si affianca da quest’anno ai Comuni di Otranto e Melendugno. Tutti attuano una politica di tutela ed educazione ambientale volta al recupero dei beni paesaggistici e culturali del territorio, forti attrattori turistici. Grande attenzione è rivolta al Parco Naturale Statale delle Cesine e all’area Archeologica di Roca Vecchia, e non da meno è l’impegno per la definizione dell’Area Marina Protetta, strumento fondamentale per la tutela della biodiversità. Da diversi anni le Amministrazioni promuovono la mobilità sostenibile con percorsi alternativi come piste ciclabili e minibus elettrici che collegano l’entroterra alle marine, di pari passo a una riqualificazione del paesaggio costiero.

COSTA DEL PARCO AGRARIO DEGLI ULIVI SECOLARI in provincia di Bari e Brindisi

Un paesaggio rurale che si estende dalla collina al mare, che comprende borghi dalla calce bianca tra oliveti monumentali ed elementi naturalistici e storici di pregio tra cui la via Traiana, masserie storiche fortificate e due parchi naturali, ossia l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto e il Parco Naturale Regionale Dune Costiere. Le Amministrazioni hanno puntato su una strategia di sviluppo locale legata a modelli di turismo sostenibile, potenziando la mobilità dolce lungo la via Francigena e il Cammino Ellenico che attraversano paesaggi agrari antichi, valorizzando le produzioni agricole del luogo.

Classifica comprensori turistici pugliesi + Classifica nazionale comprensori marini a 5 vele (pdf)

Turismo: Fedriga, Weels on waves esempio per migliorare accessibilità

Lignano Sabbiadoro - “Accessibilità vuol dire anche economia: l’azione di Andrea Stella, che ha messo a disposizione la sua sofferenza e le sue risorse per il bene di altre persone meno fortunate non riveste esclusivamente carattere sociale. Ma è un esempio da saper cogliere per gli effetti positivi che potranno derivare per l’attrattività turistica dalla più agevole accessibilità delle realtà pubbliche e private, di locali pubblici, ristoranti, alberghi e servizi. Strutture che, in tal modo, rispondendo a una specifica e legittima necessità di una parte degli ospiti, accresceranno l’attrattività turistica con effetti positivi sull’economia regionale”.

Il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, presente tra gli altri l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, ha voluto evidenziare con queste parole l’impegno e i traguardi raggiunti dal velista e scrittore Andrea Stella, un appassionato del mare costretto sulla sedia a rotelle da un tentativo di rapina subito all’estero dove si trovava in vacanza, che da allora ha voluto mettere a frutto la propria inventiva e la forza d’animo per il bene di altri diversamente abili.

Fedriga ha infatti partecipato a Lignano Sabbiadoro, al Marina Punta Faro, alla presentazione del nuovo progetto di Stella, “WoW – weels on waves” che si propone di favorire l’avvicinamento al mondo del mare e alla vela delle persone diversamente abili grazie al suo catamarano “Lo Spirito di Stella”.

Nell’occasione, è stato presentato anche un nuovo dispositivo con motore elettrico, da lui ideato, che permette di mettere facilmente in movimento le carrozzelle dei diversamente abili, e consente loro di spostarsi anche sulla terraferma, perfino sulle strade non asfaltate.

Andrea, dopo il grave episodio avvenuto nel 2003 che gli impedisce di camminare, si è prodigato per studiare come facilitare l’accesso alle imbarcazioni.

Ha così ideato accorgimenti particolari per consentire anche a chi non ce la potrebbe fare da solo di vivere a bordo del catamarano. Che ha adattato anche personalmente, per permettere a tutti di salire a bordo, di scendere sotto coperta nelle cuccette grazie a elevatori elettrici particolari, ma anche di muoversi lungo i due scafi dell’imbarcazione su due seggiolini, installati su entrambi i lati, che scorrono su una rotaia installata da poppa a prua e permettono davvero a chiunque salga a bordo di godersi pienamente le bellezze della navigazione. Il progetto “Wow weels on waves”, vuole dunque fare provare a tutti l’emozione del mare, e al termine dell’estate concluderà la stagione velica alla Barcolana.

“Oggi – ha detto Fedriga – assieme alla grande disponibilità di Andrea Stella, ho potuto comprendere che bastano piccoli accorgimenti alle strutture esistenti per rendere ancor più competitiva sui mercati la nostra offerta turistica: accorgimenti volti a migliorare l’accessibilità non solo delle persone più sfortunate, ma anche degli anziani e delle mamme con i passeggini”. “Si tratta – ha concluso il governatore – di un’utenza che sarà sicuramente attratta da realtà turistiche nelle quali si è saputo pensare anche a loro, superando ed eliminando le ultime barriere architettoniche”. ARC/CM/ep

Foto: Regione FVG

GREENPEACE: UN’ONDA BLU SI SOLLEVA IN TUTTO IL MONDO PER LA TUTELA DEGLI OCEANI

ROMA– Un’onda umana ha attraversato, oggi, oltre 23 Paesi del mondo per chiedere la tutela dei nostri mari. Da Roma a Londra, da Santiago a Johannesburg in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, centinaia di persone, tra cui volontari e attivisti di Greenpeace, dipinte di blu hanno chiesto ai governi di tutto il mondo un accordo globale per la creazione di una rete di santuari che protegga il 30 per cento degli oceani entro il 2030.

Mentre un’onda blu si alzava davanti al Colosseo a Roma, le strade di Dakar, in Senegal, venivano invase da un vero e proprio mare di persone in blu. A Istanbul i bambini si sono riuniti per mandare il loro messaggio per la tutela degli oceani, mentre dal tempio Wat Suthat a Bangkok fino alla moschea Hassan II a Casablanca, le persone si sono mobilitate per chiedere una rete di santuari marini.

Dalla spiaggia della Giannella a Orbetello (GR), Greenpeace Italia si si è unita a questo movimento globale con un’onda e un cuore fatto da volontari “dipinti di blu”.

«I nostri oceani si trovano ad affrontare una crisi profonda: dalla plastica al cambiamento climatico, le attività umane stanno provocando dei danni all’ecosistema marino che rischiano di essere irreversibili. Sono necessarie azioni immediate e una precisa volontà politica per salvare i nostri mari e i suoi abitanti. Oggi in tutto il mondo le persone chiedono ai governi seduti alle Nazioni Unite un accordo globale per gli oceani che ne garantisca la loro reale tutela», ha dichiarato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia.

In favore dei nostri mari anche numerosi “Ambasciatori degli Oceani”, personaggi pubblici come il premio Oscar Javier Bardem, l’attrice cinese Li Yifeng e l’attrice inglese, premio Oscar, Helen Mirren, che ha dichiarato: «Pesca eccessiva, cambiamento climatico, estrazioni minerarie e inquinamento da plastica: i nostri Oceani sono sotto assedio. Ma adesso insieme abbiamo la possibilità di salvarli».

E proprio oggi si conclude all’Argentario il tour di Greenpeace, in collaborazione con i ricercatori del CNR-IAS e della Università Politecnica delle Marche, MAYDAY SOS Plastica che per tre settimane, ha attraversato il Mar Tirreno Centrale per monitorare il livello di inquinamento da plastica dei nostri mari. I risultati dei campionamenti verranno diffusi tra alcuni mesi ma la situazione appare già drammatica se consideriamo che quella visibile è solo una parte del problema. Grandi quantità di microplastiche non individuabili a prima vista arrivano dai fiumi, soffocando i nostri mari. L’unica strada percorribile è quella di ridurre la produzione della plastica a monte, iniziando dall’usa e getta.

Il navigatore oceanico Gaetano Mura trasformato in pesce, “Pesce fuor d’acqua”, dalla moglie fotografa Carla de Gioannis

Un racconto di mare e di plastica

Il corpo del velista oceanico Gaetano Mura trasformato in pesce, un pesce avvolto e coperto dalla plastica. La nuova condizione della fauna marina. La serie di ritratti sono firmati ed opera di Carla de Gioannis, fotografa e compagna dello sportivo, anche lei atleta, a 51 anni ha vinto il titolo mondiale di nuoto nella categoria master, e profondamente amante del mare.

“Pesce fuor d’acqua” è il titolo di questo  progetto fotografico di Carla de Gioannis  e Gaetano Mura. Sportivi, compagni di vita e di avventure marine. Le sempre più precarie condizioni del Mediterraneo e degli Oceani – l’8 giugno è la giornata mondiale degli oceani – hanno ispirato la coppia. “La plastica  e la microplastica satura i nostri mari più rapidamente  di qualsiasi altra forma di inquinamento” sostengono i due compagni di vita.

Nella sequenza delle immagini scattate da Carla De Gioannis è forte  il paradosso nel contrasto tra questa materia che sta invadendo  il nostro pianeta ed un ambiente ancora straordinario che tenta di difendersi disperatamente. “Il pesce si trasforma in uomo  e l’uomo in pesce, nel corpo di Gaetano Mura, marinaio e navigatore – sottolinea Carla -. Una metamorfosi di sopravvivenza istintiva alla ricerca di un mondo senza  la plastica che lo sta lentamente soffocando”.

“Tutta la plastica necessaria per il nostro progetto è stata recuperate in mare e tra le scogliere.  Questa è stato tristemente la parte più semplice e rapida  del nostro lavoro. abbiamo viaggiato per la Sardegna, la nostra isola, alla ricerca di luoghi ancora relativamente poco  coinvolti da questo fenomeno dilagante. Proprio questi luoghi straordinari possono essere un forte simbolo di speranza e d’ispirazione per sensibilizzare tutti  partendo dai piccoli gesti personali per poi dilagare su scale più grandi”.

Il lavoro è solo all’inizio: “Ci siamo appassionati al nostro progetto tanto da intravederne un  working progress  che  partendo dalle coste della nostra isola possa proseguire in altri luoghi del  pianeta coinvolgendo  persone  come il pesce rosso  che nella persona di Martina Ardizzoni si è prestata per alcuni scatti”.

GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI: I TESORI NATURALI DE LE ISOLE DI TAHITI CELATI APPENA AL DI SOTTO DELLA SUPERFICIE DELL’OCEANO

Milano– Sabato 8 giugno 2019 ricorre la Giornata Mondiale degli Oceani, un’iniziativa organizzata per celebrare e riconoscere il ruolo fondamentale che gli oceani esercitano sul nostro pianeta, incentivandone la cura e la protezione da parte di tutti noi.

Gli oceani rappresentano, infatti, una delle fonti più importanti per la generazione di ossigeno, regolare le temperature e per la nostra sussistenza.

Sono molti i programmi organizzati nel mondo per questa ricorrenza, e anche sull’isola di Tahiti avranno luogo alcuni eventi che includeranno conferenze, proiezioni cinematografiche ed intrattenimento a tema proprio nella giornata di sabato, mentre la mostra dedicata “Rahui et esprit du lagon” sarà aperta a partire da venerdì 7 a giovedì 13 giugno.

In particolare, la prima edizione dell’evento “L’Effet Mer”, dalle ore 10 alle ore 18, richiama residenti e non a Point Venus, per incontrare diverse associazioni con l’obiettivo di prendere consapevolezza della situazione attuale e, soprattutto, di trovare delle soluzioni efficaci.

Le associazioni presenti, insegneranno come creare il compost, come far crescere i coralli, come realizzare opere d’arte con l’utilizzo dei rifiuti di plastica trovati sulla spiaggia, il tutto accompagnato da tante idee per l’intrattenimento ideali anche per le famiglie.

Si tratta di un’ottima occasione per apprendere, ricordare ed educare visitatori e locali a mantenere il rispetto per l’oceano, un elemento fondamentale nella cultura polinesiana.

L’oceano rappresenta, infatti, il completo ciclo della vita per i tahitiani e verso di esso hanno un rispetto e un rapporto reverenziali.

Le acque cristalline de Le Isole di Tahiti custodiscono alcuni tesori di fauna e flora marina che richiamano appassionati da tutto il mondo per escursioni di diving e snorkeling in grado di avvicinare queste bellezze agli occhi di esperti e non.

Tra le esperienze più impressionanti, il whale watching, ideale nei mesi tra luglio e novembre, quando le megattere fanno il loro passaggio nelle acque miti dell’Oceano Pacifico prima di dirigersi verso l’estremo sud.

Questi giganti del mare sono avvistabili anche dalla costa delle isole, oppure, ancora più da vicino, con escursioni in barca.

Razze, delfini, squaletti e tartarughe non mancano poi di meravigliare con le loro evoluzioni e la lora natura selvaggia, oltre a rappresentare diversi significati e valori nella tradizione polinesiana, tanto da essere prìncipi nei tatuaggi più comunemente scelti dai locali, che decidono di imprimere sulla propria pelle queste raffigurazioni come fonte di protezione, buon augurio e profondo legame con la natura.
Le modalità per scoprire queste bellezze uniche sono davvero infinite: sessioni di diving e snorkeling, ma anche escursioni con l’acquascopio, immersioni con casco e con lo scooter sottomarino.

Per il programma completo degli eventi a Tahiti in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, visitare il sito internet www.worldoceansday.org.

Per informazioni su “L’Effet Mer”, visitare la pagina Facebook dedicata all’evento.

Per ulteriori informazioni su Le Isole di Tahiti, visitare il sito internet https://tahititourisme.it/it-it/

Foto: Mark Fitz

PRECISAZIONI SULL’IMPATTO AMBIENTALE DEL COMPARTO CROCIERISTICO A VENEZIA

Venezia-In tema di eco-sostenibilità, l’Autorità di Sistema Portuale rende noto che la programmazione della sua attività si basa esclusivamente su analisi e valutazioni ufficiali emesse da istituti pubblici. A questo proposito, ARPAV , nell’ambito del Progetto APICE, ha stimato le emissioni in atmosfera del comparto portuale, comprendendo nelle sue analisi sia il traffico turistico sia il traffico merci. Fin dalle prime rilevazioni, pubblicate a settembre 2013 e poi confermate negli anni, è emerso che il traffico portuale pesa in termini di polveri sottili (PM 2,5) per il 2% circa sulle emissioni complessive “respirate” in città nel periodo invernale e per l’8% nel periodo estivo.

Va detto, inoltre, che in forza dell’accordo Venice Blue Flag, del quale l’AdSP è promotrice fin dal 2007, le compagnie armatrici operanti nel settore della crocieristica a Venezia si impegnano volontariamente a utilizzare carburanti con contenuto di zolfo inferiore allo 0,1% in massa sin dall’entrata in laguna e nel corso di tutte le fasi di manovra. Dal 2019 tale autolimitazione si estende anche ai rimorchiatori coinvolti nella manovra. Sempre ARPAV ha riportato ufficialmente che il cambio di carburante ha consentito una riduzione del 46% delle polveri sottili dell’intero comparto crocieristico.

Per ampliare l’area di rilevazione sulle emissioni in atmosfera e migliorare la quantità e la qualità dei dati raccolti, AdSP ha recentemente finanziato una nuova centralina di monitoraggio a Fusina che sarà gestita da ARPAV e permetterà di rilevare le emissioni dei traghetti. L’autorità mantiene, inoltre, la centralina di monitoraggio di Rio Novo, sempre gestita da ARPAV. Tutti i dati registrati sono anche trasferiti periodicamente alla Capitaneria di Porto affinché vengano verificati.

Infine, si ricorda il fondamentale apporto dell’AdSP nei progetti di sviluppo della rete di stoccaggio e di distribuzione di gas naturale liquefatto, finalizzati a decarbonizzare l’intera catena logistica e il traffico navale.

RISPOSTE TURISMO: nasce “Adriatic Sea Tourism Agenda”

Una piattaforma aperta e condivisa di idee, soluzioni e possibili iniziative per favorire lo sviluppo del turismo via mare in Adriatico
L’iniziativa lanciata in occasione della quarta edizione di Adriatic Sea Forum – cruise, ferry, sail & yacht conclusasi oggi ad Ancona
Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo: «L’Adriatico può diventare un esempio di eccellenza mondiale nel turismo via mare. Ma servono investimenti, promozione e una strategia comune”

 

Aumentare la riconoscibilità del brand adriatico attraverso iniziative condivise e mirate di promozione.
Fare fronte comune per sensibilizzare l’Unione Europea su temi di interesse da sostenere e sviluppare nell’area.
Costruire un percorso di azioni finalizzate a individuare la migliore sintesi possibile tra protezione e conservazione delle risorse ambientali ed efficientamento dei processi produttivi.

Sono alcuni dei messaggi principali dell’”Adriatic Sea Tourism Agenda”, una piattaforma aperta e condivisa di idee, soluzioni e iniziative degli operatori del mondo delle crociere, dei traghetti e della nautica per promuovere il turismo via mare in Adriatico.
L’iniziativa è stata lanciata nell’ambito della quarta edizione di Adriatic Sea Forum – cruise, ferry, sail & yacht, evento ideato e organizzato da Risposte Turismo quest’anno in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, tenutosi ad Ancona.

Gli obiettivi principali dell’Agenda, che punta ad arricchirsi nel tempo di nuovi contributi e riflessioni di chi opera nell’area, sono la condivisione delle priorità di intervento su cui lavorare per consentire all’Adriatico di esprimere pienamente quelle potenzialità che lo contraddistinguono, l’individuazione di possibili aree d’azione per aumentarne la competitività nel panorama turistico internazionale e la sensibilizzazione di tutti i soggetti interessati sulla necessità di lavorare assieme, nel rispetto delle proprie peculiarità, per traguardare nuovi orizzonti di crescita.

«Adriatic Sea Tourism Agenda – dichiara Francesco di Cesare, Presidente Risposte Turismo – vuole essere uno strumento di confronto, di condivisione e di creazione per tutti coloro che credono nelle potenzialità del maritime tourism nell’area e vogliono essere parte attiva nella sua crescita futura, sostenibile e rispettosa dei territori e delle comunità che in essi vivono».

«Il nostro auspicio – prosegue di Cesare – è che questa iniziativa possa portare in futuro alla realizzazione di progetti concreti. Come Risposte Turismo continueremo a studiare il fenomeno, approfondendone caratteristiche ed evoluzioni, per contribuire alla sua conoscenza e, al tempo stesso, essere un supporto per tutte le realtà ad esso interessate.».

Tra le azioni realizzabili già individuate dagli operatori, la creazione di una piattaforma riservata alle compagnie di crociera per poter valutare in tempi rapidi la disponibilità di ormeggi dei porti adriatici, il proseguimento del lavoro sull’appeal del traghetto (prodotto e promozione) come elemento di una esperienza di vacanza e non solo come soluzione di trasporto e la condivisione di una  strategia comune a supporto della nautica per far fronte alla crescente concorrenza delle aree limitrofe.

Di particolare importanza, inoltre, l’innalzamento della professionalità degli operatori portuali coinvolti nella gestione del traffico passeggeri per rispondere a nuove esigenze della clientela.
Il documento, che sarà disponibile nei prossimi giorni sul sito www.adriaticseaforum.com, nasce dall’unione dei risultati di tre tavoli tecnici di lavoro dedicati, rispettivamente, alla crocieristica, ai traghetti e alla nautica, che hanno animato uno dei momenti del forum, coinvolgendo alcuni dei protagonisti della filiera del maritime tourism in Adriatico.

Come per le precedenti edizioni, il forum ha rappresentato anche quest’anno per gli operatori intervenuti un’importante occasione di confronto, dibattito e formazione, nonché un utile momento di business networking.
Tra i contenuti affrontati nella giornata conclusiva del forum, il posizionamento attuale e le potenzialità di crescita dell’Adriatico nel segmento dei giga yacht, la competitività del business dei traghetti in un mutato quadro dell’offerta di mobilità e trasporto e le novità che potrebbero caratterizzare la crocieristica in Adriatico nel prossimo futuro.

L’appuntamento ha inoltre permesso a tutti i partecipanti di aggiornarsi sui programmi europei dedicati all’area e sulla strategia EUSAIR a cinque anni dal suo lancio. Sul tema dell’impegno dell’Unione Europea, la ricognizione effettuata da Risposte Turismo all’interno di Adriatic Sea Tourism Report ha evidenziato come ci siano progetti finanziati in corso dedicati al maritime tourism in Adriatico per un valore complessivo di quasi 20 milioni di euro.

Nel corso della giornata conclusiva del forum è stato inoltre firmato il memorandum sul progetto europeo Remember, iniziativa che ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale della fascia adriatica.
Numerosi i partner italiani e croati coinvolti: Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Università Politecnica delle Marche Dicea-Dipartimento Costruzioni, Ingegneria civile e Architettura, Autorità di Sistema Portuale competenti per i porti di Ravenna, di Venezia e di Trieste, Autorità Portuali di Dubrovnik e di Zara, Kip-cluster croato logistica, Museo nazionale di Zara, Agenzia di sviluppo di Spalato e Dalmazia.

Con Remember saranno realizzati percorsi turistici e interventi di valorizzazione del patrimonio storico e monumentale, che saranno parte di una strategia di promozione congiunta che avrà come target primario le compagnie di crociera. «Il progetto ha una forte dimensione innovativa – dice Rodolfo Giampieri, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, capofila del progetto – permetterà di allestire otto “musei virtuali” nei porti di Ancona, Ravenna, Venezia, Trieste, Fiume, Zara, Spalato, Dubrovnik. Interventi per rendere interattivo il patrimonio monumentale e di conoscenze di ciascun porto. Un’iniziativa coordinata per promuovere un approccio condiviso alla diversificazione turistica dei flussi di passeggeri e crocieristi, e per preservare e promuovere la consapevolezza e l’attrattività dei porti adriatici».

«La quarta edizione di Adriatic Sea Forum – aggiunge Francesco di Cesare, Presidente Risposte Turismo – ha evidenziato la necessità di intraprendere un percorso condiviso di promozione del brand Adriatico, ancora oggi poco conosciuto e percepito dalla domanda nordeuropea ed extraeuropea.»
«Andrebbe inoltre perseguita – sottolinea di Cesare – una maggiore omogeneità tra le regole che ciascun paese adriatico assume in materia ambientale e fiscale per concorrere a garantire uno spazio realmente unico nel quale muoversi e fare vacanza via mare.»

«È opportuno continuare ad investire nelle infrastrutture di porti e marine – conclude di Cesare – ponendo sempre molta attenzione alle reali possibilità di conquista della domanda per evitare un eccesso di offerta. Lavorando in questa direzione l’Adriatico ha tutte le carte in regola per candidarsi a diventare un esempio di eccellenza mondiale nel turismo via mare.»

«Essere stati partner dell’Adriatic Sea Forum ad Ancona è stata una grande opportunità di apertura verso una visione ancora più europea ed internazionale di tutte le tematiche legate al turismo del mare e alla blue economy – prosegue Rodolfo Giampieri, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale – temi che ci vedono già protagonisti, crociere, traghetti, nautica, e che fanno parte della nostra strategia complessiva per incrementare e stimolare le opportunità di sviluppo di questi asset affinché abbiano ricadute positive sulla città e su tutto il territorio. Il turismo, infatti, rappresenta un forte fattore educativo, che spinge al cambiamento e alla trasformazione e consente di creare ricchezza economica diffusa.»

INQUINAMENTO: GREENPEACE A OLBIA PER UN FUTURO PLASTICA ZERO

ROMA–All’interno della settimana del Festival dello Sviluppo Sostenibile Greenpeace partecipa ad Olbia ad una serie di eventi organizzati in collaborazione con l’Area Marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo e la Regione Sardegna.

«In queste settimane la nostra associazione, insieme a The Blue Dream Project, sta navigando attraverso il Mar Tirreno centrale per monitorare, con CNR-IAS e Università Politecnica delle Marche, lo stato d’inquinamento da plastica nei nostri mari. Il nostro obiettivo è quello di effettuare indagini e ricerche e di sensibilizzare le persone su una delle più gravi emergenze ambientali dei nostri tempi», dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

Il 31 maggio alle ore 17.30 si svolgerà un incontro presso la sede dell’Area Marina Protetta di Tavolara – via del Porto, 11 – dal titolo “Plastica: quale strategia per uno sviluppo sostenibile?”. Annullata, invece, per motivi logistici la conferenza stampa prevista per la mattinata.

Il 1 giugno le attività si sposteranno all’isola di Tavolara, dove gli studenti dell’Istituto Tecnico A. Deffenu, insieme a volontari di Greenpeace, effettueranno un’attività di pulizia e catalogazione dei rifiuti presso la spiaggia Spalmatore di Terra. Nella stessa mattinata avverrà il rilascio, a cura dei tecnici del Centro di Recupero del Sinis ad Oristano, di un esemplare di tartaruga Caretta Caretta precedentemente vittima dell’inquinamento da plastica.
Appuntamento per i giornalisti a Porto San Paolo ore 9.00

«Con questa iniziativa desideriamo confermare l’impegno del Consorzio di Gestione dell’AMP di Tavolara per le attività di conservazione e di tutela per il bene ambientale. Sarà un’occasione importante per sensibilizzare e coinvolgere sempre più persone verso un Pianeta senza plastica», dichiara Augusto Navone, direttore Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo.

Il Tour MAYDAY SOS continuerà la sua rotta verso le isole del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per concludersi l’8 giugno all’Argentario, in occasione della Giornata mondiale degli Oceani.

IL CENTRO VELICO CAPRERA CONSOLIDA IL PROPRIO IMPEGNO NELLA SALVAGUARDIA DELL’ECOSISTEMA MARINO CON UN NUOVO PROGRAMMA SCIENTIFICO PER IL CORSO NAVIGAZIONE E AMBIENTE

Non solo sport, sfide e divertimento, ma un vero e proprio programma di monitoraggio ambientale, guidato da un biologo, che avrà un impatto concreto sui progetti di tutela del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

Dopo l’esordio della passata stagione, il corso Navigazione e Ambiente del Centro Velico Caprera si ripresenta quest’anno con una nuova veste che ne definisce ancora meglio il carattere e gli obiettivi. Molte sono le novità, a partire dalla messa a punto di un programma scientifico d’intesa con l’Ente Parco de La Maddalena che renderà tutti i dati e le osservazioni svolte dagli equipaggi realmente utilizzabili dal Parco.

“In questo modo – commenta Paolo Bordogna, presidente del Centro Velico Caprera – il corso diventa molto più che una semplice opera di sensibilizzazione e informazione: grazie a questo protocollo tutto ciò che verrà fatto a bordo durante i vari turni del corso avrà un impatto molto più concreto in termini di salvaguardia del delicato ecosistema che ci ospita da oltre mezzo secolo”.

È un progetto che aspira a diventare un cardine dell’impegno ambientale del CVC e che inizia a definire in modo più deciso i propri obiettivi e strumenti, grazie anche al fondamentale apporto di One Ocean Foundation, SeaMe e Synergie Italia, partner finanziario dell’iniziativa.

Si conferma la formula dello scorso anno con un capo Barca CVC e un biologo a bordo per l’intera durata della navigazione che avrà luogo, sempre tenendo conto delle condizioni meteo-marine, nell’Arcipelago de La Maddalena, dove verranno svolte tutte le attività di monitoraggio della fauna, di campionamento del plancton e di censimento dei rifiuti marini (marine litter).

“Abbiamo abbracciato con grande entusiasmo questa partnership con il Centro Velico Caprera – spiega Fabrizio Fonnesu, Presidente del Parco. L’obiettivo di questa unione è quello di contribuire in modo significativo a diffondere una maggior consapevolezza dei rischi a cui quest’area è sottoposta. Inoltre, crediamo che i dati raccolti dagli allievi, sotto la supervisione di un biologo professionista, possano contribuire a fornire informazioni utili per mettere a punto sistemi di salvaguardia ancora più efficaci”.

Il corso avrà durata settimanale, con una programmazione che va da inizio giugno alla terza settimana di settembre. Gli equipaggi navigheranno a bordo di un Jeanneau Oceanis 41.1 con 4 cabine.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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