NASCE LA CITIZEN SCIENCE SUL MARE ACCORDO TRA UNIVERSITÀ DI PADOVA E LA DARSENA LE SALINE DI CHIOGGIA

Padova-La Citizen science è un’attività scientifica condotta da un pubblico in collaborazione con scienziati o sotto la direzione di scienziati professionisti e istituzioni scientifiche. L’idea è quella di permettere a semplici cittadini di porre domande, fornire risposte su importanti questioni scientifiche, ma anche di indirizzare l’attenzione pubblica su questioni ambientali.

Il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, con la sua sede di Biologia marina a Chioggia, e la Darsena Le Saline di Chioggia hanno stretto un accordo della durata di quattro anni per promuovere attività di informazione e sensibilizzazione per i diportisti sul tema della conservazione del mare e della sua biodiversità. L’accorto consiste in visite al museo di Zoologia Adriatica Giuseppe Olivi, conferenze, produzione di materiale informativo per promuovere non solo l’adozione di buone pratiche per vivere il mare senza danneggiarlo, ma anche contribuendo alla sua conservazione attraverso attività di collaborazione.


«Questo accordo – dice Carlotta Mazzoldi, responsabile dell’Università di Padova per le attività di biologia marina a Chioggia – costituisce l’avvio di una collaborazione importante. L’adozione di comportamenti che riducono l’impatto dell’uomo sugli ambienti, siano essi marini o terrestri, è legata alla conoscenza degli effetti che l’uomo ha sull’ambiente e dell’importanza di salvaguardare la biodiversità. Questa conoscenza verrà favorita dalle visite in museo, conferenze, e attraverso materiale mirato prodotto dall’Università insieme alla Darsena. Il coinvolgimento diretto dei diportisti in attività di collaborazione nella raccolta di dati e informazioni sul mare e sugli organismi che lo abitano, attività comunemente chiamate di Citizen science, promuoverà ulteriormente la consapevolezza della responsabilità di ognuno di noi nella conservazione del mare».

«Sappiamo che il mare e la nostra laguna sono meravigliosi, affascinanti, danno emozioni uniche. Percepiamo anche la loro fragilità e l’impatto che l’attività umana può avere su questi ambienti naturali. La prevenzione e la fruizione corretta – sostiene Marco Boscolo Buleghin della Darsena Le Saline – passano necessariamente attraverso la conoscenza dell’ambiente in cui ci si trova.

Il protocollo d’intesa che Darsena Le Saline e Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, con la sua sede di Biologia Marina in Chioggia, punta a rendere il diportista attore “consapevole” e positivo nell’osservazione e tutela dell’ambiente marino-lagunare; inoltre rientra tra le attività previste dal piano di politica ambientale della marina e nei criteri internazionali degli approdi turistici BANDIERA BLU BLUE FLAG».

L’Istituto Idrografico della Marina al simposio internazionale di Monaco sul rilievo e la protezione degli oceani

La manifestazione ha avuto un carattere internazionale e multidisciplinare, spaziando dalla storia della cartografia nautica alle campagne idrografiche svolte in aree particolari del globo

Il 20 e 21 giugno 2019, all’interno del Museo Oceanografico di Monaco, si è svolto l’International Symposium on Historical Approach for Measuring and Protecting of World Oceans and Waters, organizzato dall’International Hydrographic Organization (IHO), in collaborazione con l’Oceanographic Institute di Monaco e la Piri Reis University di Istanbul.

L’occasione è stata il centenario dell’International Hydrographic Conference di Londra del 1919, che prese importanti decisioni sulla standardizzazione della simbologia delle carte nautiche e su materie correlate e diede avvio alla creazione di un International Hydrographic Bureau (IHB) permanente, che sarebbe dovuto diventare un’agenzia della neonata Lega delle Nazioni, voluta per creare un forum di discussione internazionale, all’indomani della Grande Guerra, per comporre pacificamente le controversie fra le varie nazioni. La nuova istituzione vide la luce due anni dopo, con la partecipazione, in prima battuta, di una ventina di Stati, cui ben presto se ne aggiunsero degli altri, fino all’attuale, numerosa consistenza.

In previsione di tale importante ricorrenza, l’IHO ha deciso di avviare un programma di attività culturali da qui al 2021, la prima delle quali è stata appunto il simposio, per fare il punto della situazione dopo un secolo di attività.

La manifestazione ha avuto un carattere internazionale e multidisciplinare, spaziando dalla storia della cartografia nautica alle campagne idrografiche svolte in aree particolari del globo, dalle ricerche idro-oceanografiche in Artico al futuro della mappatura dei fondali con il progetto “Seabed 2030″, dall’uso dei sonar a scansione laterale a quello dei satelliti artificiali per il rilievo batimetrico.

Folta e qualificata è stata la partecipazione dell’Istituto Idrografico della Marina che, oltre alla presenza del Direttore, contrammiraglio Luigi Sinapi, ha contribuito con tre interventi di alto livello storico-scientifico al calendario dei lavori. In particolare, la dott.ssa Bruna Giuntini ha presentato un paper dal titolo: Giovanni Battista Magnaghi and the Newborn Instituto Idrografico della Marina, Italy; la dott.ssa Anna Maria Biavasco ne ha presentato uno dal titolo: Italian Contribution to Arctic Exploration; il dott. Aldo Caterino ha presentato l’ultimo dal titolo: The Genoise Cartographic School.

EROSIONE COSTIERA: PROGETTO AD ANZIO PER IL MONITORAGGIO CON DRONI

DA FINE GIUGNO VOLI SU 10 KM DI COSTA PER IL CONTROLLO DEL LITORALE

Le attività presentate oggi dal sindaco De Angelis e dal presidente Pirozzi

Anzio-Un drone sorvolerà nei prossimi giorni il litorale di Anzio. La sua missione sarà quella di effettuare dei rilievi per monitorare l’evoluzione dell’erosione costiera causata dalle forti mareggiate dello scorso inverno. Oltre a fornire dati sullo stato delle spiagge, il drone potrà anche raccogliere dati sulle aree a rischio idrogeologico e sulla presenza di amianto nelle coperture degli edifici.

Questo progetto è previsto dal protocollo “Utilizzo sperimentale di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) per il monitoraggio e la tutela del territorio della Regione Lazio”, che è stato sottoscritto tra il Consiglio regionale del Lazio e la società specializzata romana U-Avitalia. E’ stato presentato oggi in Sala Consiliare a Anzio dal sindaco Candido De Angelis e dal presidente della XII Commissione del Consiglio regionale, Sergio Pirozzi.

“Salutiamo con soddisfazione l’avvio di questo importante progetto, fortemente voluto dal presidente Pirozzi, per il monitoraggio della nostra costa”, ha dichiarato il sindaco De Angelis. “Siamo l’unica Città di mare della Provincia di Roma ad aver ottenuto la Bandiera Blu e la Bandiera Verde 2019, che confermano l’attenzione dell’Amministrazione per politiche ambientali e territoriali.

La nostra costa, in diversi tratti, necessita di urgenti interventi di messa in sicurezza, a cominciare dall’area della Villa di Nerone e dei tratti tra Anzio Colonia e Marechiaro. Auspichiamo che, questo innovativo progetto di monitoraggio, sia la base di partenza per la ripresa degli interventi a tutela della nostra Costa”.

“Per la prima volta in una regione italiana vengono utilizzatele più innovative tecnologie, quali appunto i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, nel monitoraggio dell’erosione costiera, del dissesto idrogeologico e della rilevazione termica e mappatura delle coperture in amianto in Zona Sismica 1”, ha dichiarato a sua volta il presidente Pirozzi. “Un’innovazione importante per la prevenzione dei grandi rischi che può essere un modello per le altre regioni”.

I voli saranno effettuati tramite droni inoffensivi, multirotori e ad ala fissa, dagli esperti di Aerodron, società di Parma specializzata nell’acquisizione di informazioni per la tutela e la valorizzazione del territorio. Naturalmente, saranno informate le autorità aeronautiche e tutto si svolgerà in coordinamento con la torre di controllo del vicino aeroporto militare di Pratica di Mare. Da una quota operativa tra i 70 ed i 100 metri, la sofisticata fotocamera a bordo del drone riprenderà una serie di immagini su circa 10 km di litorale di competenza comunale. Queste immagini saranno confrontate con altre riprese in precedenza da velivoli per aerofotografia dotati di camere multispettrali e con altre che potranno essere realizzate in future campagne di volo con droni.

“Aerodron è costantemente impegnata nell’accompagnare l’evoluzione delle città e del territorio per rendere la vita di ciascuno di noi più semplice, sicura ed aperta alle esigenze sia delle persone anziane che delle nuove generazioni”, ha spiegato Massimiliano Zuco, amministratore delegato di Aerodron. “In questo senso, l’utilizzo delle nuove tecnologie del volo a bassa quota è uno strumento indispensabile per conoscere finalmente nel dettaglio il nostro territorio, vera risorsa del Paese. Nello specifico lavoreremo per ricostruire un modello tridimensionale dell’evoluzione della costa nel tempo e per fornire una serie di informazioni utili ai soggetti pubblici e privati interessati alla salvaguardia del litorale”.

Queste attività di monitoraggio con droni rientrano nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla tutela del territorio e la mappatura del rischio approvata dalla XII Commissione del Consiglio regionale del Lazio. La società U-Avitalia si è resa disponibile ad effettuarle a titolo gratuito, avvalendosi dell’apporto tecnico della società Aerodron. Oltre al monitoraggio dell’erosione costiera, questi droni consentiranno anche di acquisire dati e immagini su fenomeni franosi e a rischio idrogeologico, oltre alla mappatura e alla classificazione dello stato di conservazione delle coperture in amianto degli edifici costieri.

“Questa iniziativa avrà uno scopo dimostrativo, al fine di proporre successive attività che vedano l’impiego di droni a favore di altri Comuni della Regione”, ha sottolineato Donatello Gianni, presidente di U-Avitalia. “I dati raccolti consentiranno alle Autorità locali di pianificare gli interventi a tutela del territorio in modo tempestivo e con maggiori economie”.

Litorale Domizio – Sopralluogo del Sottosegretario Micillo: “Abbiamo accolto le istanze dei cittadini e avviato un’ulteriore campagna di rilievi per valutare il reale stato delle acque”

Napoli- Questa mattina il sottosegretario all’ambiente Salvatore Micillo, accompagnato dal Comandante Pietro Giuseppe VELLA, Ammiraglio della Direzione Marittima Campania, è partito dal porto di Napoli per un sopralluogo via mare lungo tutto il litorale Domizio. Con il sottosegretario, anche il Prof. Massimiliano Lega, Capo della sua Segreteria al Ministero dell’Ambiente ed esperto in tematiche ambientali della Campania e lo scienziato americano John Kosmatka, docente della University of California di San Diego e direttore del California Nasa Space Consortium, che riunisce le più prestigiose università al mondo.

“A fronte delle numerose segnalazioni della cittadinanza e dei risultati delle analisi condotte ai fini della balneazione, ho ritenuto opportuno venire qui di persona per capire le reali dimensioni del problema” – ha dichiarato il sottosegretario. “Il nostro compito è quello di garantire ai cittadini un ambiente sano e di qualità e lo possiamo fare solo ascoltando le istanze di chi vive il territorio tutti i giorni”.

Risalendo il litorale, la motovedetta della Guardia Costiera si è avvicinata alla costa nel tratto che va dal Monte di Procida fino a Castel Volturno, effettuando delle soste per osservare lo stato delle acque nei punti considerati più critici: la foce del canale del depuratore di Cuma, la foce del canale di Lago Patria, la foce dei Regi Lagni, la foce del fiume Volturno e infine la foce del torrente Agnena.

“Sappiamo che i diversi corsi d’acqua che sfociano sul tratto di costa, raccolgono e trasportano quanto trovano nel loro percorso. Per questo per garantire la salute dei nostri mari è necessario andare oltre e contrastare i comportamenti non corretti o illeciti nell’entroterra e lungo i fiumi. Da qui l’impegno di mettere in atto con il Ministero dell’Ambiente azioni concrete, come il Master Plan Sarno e il progetto di gestione del territorio dei Regi Lagni, in stretta collaborazione con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale” ha spiegato Micillo.

“Quella dell’inquinamento delle acque marine è una situazione le cui cause vanno cercate in più aspetti, con processi concomitanti e spesso discontinui. L’azione del Ministero è particolarmente rivolta alla ricerca di soluzioni e una chiara conoscenza delle cause ed il continuo monitoraggio del territorio sono l’azione indispensabile da cui partire per individuare progettualità efficaci e permanenti, permettendo al territorio di ritrovare l’originale bellezza ed eccellenza che lo ha contraddistinto nei secoli” continua.

Al termine del sopralluogo è stato deciso di avviare un ulteriore piano di monitoraggio dedicato alle zone in cui sono state riscontrate le criticità.  “Una vera campagna di rilievi appositamente sviluppata per dare un impulso aggiuntivo e cercare una soluzione alle anomalie riscontrate” ha spiegato Micillo, che nella prima settimana di luglio tornerà per seguire personalmente la fase di campionamento.

Clima: Scoccimarro, Mula di Muggia sito pilota per rischi aree costiere

Grado - “Il Friuli Venezia Giulia si pone all’avanguardia nell’analisi e nel contrasto ai cambiamenti climatici. In quest’ambito, grazie al progetto europeo Change we care, il banco della Mula di Muggia è uno dei cinque siti pilota dell’Adriatico che contribuiranno a traguardare delle strategie comuni di adattamento al cambiamento climatico”.

L’assessore all’Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, è così intervenuto oggi a Grado all’Infoday dedicato ai cambiamenti climatici nelle aree transfrontaliere della costa Adriatica, inserito nel programma del progetto Interreg Italia Croazia Change we care.

“Il Friuli Venezia Giulia è impegnato, anche attraverso questo progetto, ad adeguarsi alle direttive internazionali per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle aree costiere del Mediterraneo fin dalla adesione della Regione alla Carta di Bologna” ha ricordato Scoccimarro.

“L’impegno della Regione – ha rilevato ancora l’assessore – guarda al futuro anche con l’ambizione di farsi promotore di un nuovo accordo interregionale mitteleuropeo che porti in tempi brevi alla sottoscrizione di una “Carta di Trieste” che detti le azioni da perseguire in tema ambientale da qui al 2050. Solo così avremo onorato il nostro dovere di garantire un impegno attuale a difesa delle generazioni future”.

Il progetto intende analizzare i rischi nelle aree costiere e di transizione contribuendo a una migliore comprensione dell’impatto dei cambiamenti climatici sui regimi idrici, intrusione salina, turismo, biodiversità ed ecosistemi agricoli che interessano l’area di cooperazione. Il progetto ha un valore complessivo di 2,7 milioni di euro e si concluderà nel giugno 2021.

L’obiettivo principale è trasferire dei modelli di analisi dai cinque siti pilota ad altri sistemi con problemi simili, per pianificare azioni comuni e integrate.

Tra i siti pilota il banco della Mula di Muggia comprende una successione di barre sabbiose disposte a forma di arco che probabilmente rappresentano i resti dell’antico delta dell’Isonzo.

I banchi di sabbia esterni tendono a migrare verso sud ovest seguendo il flusso generato dalle onde; i sedimenti tendono a spostarsi verso le spiagge turistiche dove col tempo si accumulano. Il progetto intende quindi, in ultima analisi, sviluppare una gestione per risolvere i contrasti tra aree protette e sviluppo turistico. Le attività saranno implementate in collaborazione con gli operatori turistici, le autorità locali, i gestori delle aree protette e le associazioni ambientaliste. ARC/SSa/ppd

Risorse ittiche: Zannier innovare sistema dell’acquacoltura

Udine- “Diventa sempre più rilevante mettere insieme i portatori di interesse che fanno capo ad un bacino uniforme con obiettivi comuni, qual è quello dell’Adriatico, per cooperare e innovare il sistema dell’acquacoltura: un settore che dovrà esser implementato tenendo conto che la risorsa mare sconta un impoverimento degli stock ittici”.

Lo ha indicato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier intervenendo alla presentazione del progetto AdriAquaNet, oggi a Udine, nell’aula magna dell’Ateneo udinese.

Si tratta di un’iniziativa di cooperazione finanziata dal programma Ue Interreg V Italia-Croazia 2017-2020, attraverso cui sette laboratori di ricerca, un consorzio e quattro industrie, italiani e croati, si dedicheranno allo sviluppo e all’applicazione di tecnologie innovative nell’itticoltura per migliorare la sostenibilità e la produttività degli allevamenti ittici marini italiani e croati garantendo un elevato livello di salute e prodotti di alta qualità per i consumatori nonché acque pulite.

Secondo Zannier, il progetto rappresenta una buona opportunità per un sistema che ha enormi potenzialità e spazi di miglioramento ma per il quale serve “un’interazione fra tutti i soggetti. Le azioni che si stanno portando avanti anche attraverso gli Interreg – ha aggiunto Zannier – contribuiscono a creare le condizioni per uno sviluppo economico-ambientale sostenibile”.

Sulla possibilità di ampliare la produzioni implementando la coltura nelle zone lagunari Zannier ha evidenziato come “uno sviluppo è possibile ma ci sono delle precondizioni non scontate di cui tenere conto: necessario non alterare gli equilibri ed essere certi che le condizioni in laguna siano idonee per svolgere le attività di allevamento. Per implementare la coltura – ha rimarcato l’assessore regionale – servono comunque innovazione e scambi di esperienze oltre che un modello adattabile alle specificità del nostro territorio”.

Nel dettaglio, per i prossimi due anni e mezzo, circa cento esperti lavoreranno al progetto con lo scopo di trasferire conoscenze avanzate e nuove tecnologie su tutta la filiera dell’acquacoltura, dalla gestione degli impianti di produzione fino al mercato dei prodotti lavorati. Particolare attenzione verrà posta alla messa a punto di nuovi metodi di alimentazione del pesce d’allevamento, nuovi vaccini e composti naturali a supporto della salute dei pesci, nuovi sistemi di gestione dei rifiuti da allevamenti di mare così da estrarre biocarburanti riducendo l’inquinamento delle acque. Si punterà inoltre all’elaborazione e commercializzazione di nuovi prodotti alimentari. ARC/LP/ep

Foto: Regione FVG

Al via “Dalla pARTE del MARE” l’iniziativa di sensibilizzazione ambientale 
che trasforma gli scarti di plastica in arte

Il progetto è parte di #UnplasticTrieste il “grido di battaglia” di Barcolana51 contro le plastiche in mare, condiviso con Comune di Trieste e Regione FVG

Trieste - Insieme, “dalla pARTE del MARE”. Insieme per lanciare un forte messaggio di supporto all’ambiente, per sostenere la raccolta differenziata delle plastiche, e per trasformare gli scarti in bellezza e arte. È questo il progetto di Barcolana assieme ad AcegasApsAmga, Herambiente (entrambe società del Gruppo Hera) e a Despar, Comune di Trieste e Regione FVG, che hanno presentato oggi una iniziativa innovativa in vista di Barcolana51, in grado di riunire in un unico progetto il pubblico e il privato, istituzioni, aziende, singoli cittadini.

“Dalla pARTE del MARE” è un progetto artistico che coinvolge tutti coloro che questa estate avranno in mano un flacone usato o una bottiglia d’acqua vuota: questo scarto, prima che si trasformi in rifiuto, potrà avere una nuova vita. Portandolo – bello pulito – in uno dei punti vendita Despar che aderiscono all’iniziativa, potrà essere recuperato e trasformato grazie al lavoro di SCART, il progetto di Herambiente, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, che trasforma in opere d’arte oggetti che non utilizziamo più.

Con i flaconi di plastica usati e con le bottiglie d’acqua vuote, infatti, SCART realizzerà in tempo per Barcolana una grande installazione artistica che sarà il simbolo di questa edizione dell’evento, e ricorderà a tutti che la plastica va utilizzata fino in fondo, in più modi possibili e per più tempo possibile, e solo alla fine conferita nella raccolta differenziata.

“Dalla pARTE del MARE” – spiega il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, circolo velico che organizza la Barcolana, Mitja Gialuz – è un progetto che abbiamo ideato e del quale ci siamo innamorati al punto di coinvolgere davvero tutti: vuole essere un grande simbolo di lavoro comune, capacità di costruire un messaggio condiviso in attesa di Barcolana. Insieme costruiremo un grande pesce, una installazione che chiederemo al Comune di posizionare in piazza Unità durante Barcolana, perché sia chiaro a tutti che la plastica va utilizzata, riutilizzata, utilizzata ancora, e solo dopo conferita, e sicuramente non dove finire nell’ambiente e in mare”.

Gialuz ha ringraziato AcegasApsAmga, il Gruppo Hera e Despar per aver immediatamente aderito all’iniziativa e aver “fatto proprio il progetto, permettendo di trasformare un’idea di una azione condivisa in cui tutti investono risorse a vantaggio di un messaggio condiviso”, il Comune di Trieste e la Regione FVG “per aver manifestato entusiasmo e aver aderito subito e con grande spirito di iniziativa a questo progetto e in generale a tutte le iniziative ambientali di Barcolana51 che saranno identificate dall’hashtag #UnplasticTrieste, quasi un grido di battaglia per condividere un impegno comune a favore dell’ambiente”.

E il pesce che gli artisti di SCART realizzeranno con le bottiglie e i flaconi dei triestini non poteva che essere
 un sardon barcolano, già con il proprio nome di battesimo: Alice (pronunciato all’inglese, “Alis”  (ˈælɪs), in onore di tutti gli ospiti internazionali della Barcolana). Il Sardon Alice avrà oltre dieci metri di lunghezza, e sarà completamente fatto di plastica conferita dai triestini e recuperata: una installazione-manifesto in totale spirito barcolano, che i triestini contribuiranno a realizzare a partire dal 7 luglio, quando inizierà la raccolta nei Punti vendita Despar, dove saranno posizionati degli speciali contenitori che stanno tutti “dalla pARTE del MARE”.

Il progetto “Dalla pARTE del MARE” sarà completato dall’arrivo a Trieste, durante i giorni di Barcolana, della mostra SCART, una collezione straordinaria di opere d’arte interamente realizzate con materiale di scarto (dal legno, alla plastica, passando per tessuti, cartone e metalli) che vedrà il chiostro del palazzo della Regione in piazza Unità popolato di installazioni di uomini e animali, affiancati da giganteschi quadri di personaggi celebri, tutti rigorosamente prodotti riciclando materiali. “Il progetto ha una valenza straordinaria non solo per Barcolana, ma per l’intera città – spiega Roberto Gasparetto, amministratore delegato di AcegasApsAmga.

“Grazie alla potenza dell’arte e allo straordinario traino mediatico che è in grado di suscitare Barcolana, promuove infatti la consapevolezza dell’importanza dell’economia circolare, su cui il Gruppo Hera è quotidianamente impegnato, strumento indispensabile per la tutela del mare e delle biodiversità. Credo inoltre sia del tutto positiva la sinergia che si è creata fra soggetti pubblici e privati del territorio, attorno a questa grande iniziativa”.

Anche Despar ha un ruolo centrale in questo progetto: l’azienda, per il terzo anno partner di Barcolana, in particolare in una serie di attività che hanno anche finalità di charity e di coinvolgimento sociale e di edutainment dedicato ai bimbi, ha aderito al progetto mettendo a disposizione ben 13 punti vendita per la raccolta. Fabio Donà, direttore marketing di Despar: “Siamo lieti di essere ancora una volta sponsor di Barcolana, che quest’anno si presenta con “dalla pARTE del MARE”, questo progetto a sostegno dell’ambiente che incontra pienamente i nostri valori di sviluppo del territorio e di sostenibilità.

Proprio per questo siamo felici di poter esserne parte attiva, mettendo a disposizione i nostri punti vendita per la raccolta dei contenitori di plastica che SCART trasformerà nell’opera d’arte simbolo dell’evento: questa è per noi un’ulteriore occasione di esprimere il nostro forte impegno e la nostra attenzione per l’ambiente e per quel territorio in cui affondano le nostre radici”.

La raccolta inizia il 7 luglio, e va avanti fino al 9 agosto: un mese per conferire in maniera semplice i flaconi blu, trasparenti, grigi e bianchi negli speciali contenitori posti nei negozi Despar. AcegasApsAmga li raccoglierà, li porterà agli artisti nel quartier generale di SCART che realizzeranno il Sardon Alice in tempo per l’inaugurazione di Barcolana, venerdì 4 ottobre.

“Dalla pARTE del MARE” fa parte di un progetto più grande che, via via, nel corso dell’estate, Barcolana racconterà ai triestini, sempre legato al supporto delle attività contro l’abbandono delle plastiche in mare: “Il nostro progetto – ha spiegato ancora Gialuz – si chiama #UnPlasticTrieste – e rientra in un preciso filone di attività educative, artistiche, culturali e scientifiche che Barcolana porta avanti da adesso a ottobre, per sensibilizzare sul tema del recupero delle plastiche dal mare.

Cominciamo con il bellissimo progetto per la costruzione di Alice, che diventa il nostro simbolo, ma lavoriamo su tanti fronti, insieme a tante realtà, dagli assessorati all’ambiente di Regione e Comune all’Arpa FVG con il suo laboratorio LaRea, Fondazione One Ocean, WWF, altre aziende che investono in Barcolana e che stanno sviluppando progetti ambientali in sinergia con noi”.

SOS Goletta Verde 2019 per difendere il mare dall’inquinamento

L’imbarcazione ambientalista sarà in Puglia dal 9 al 15 luglio con tappe alle Isole Tremiti, Monopoli e Taranto
Segnala a Legambiente scarichi illegali e chiazze sospette in mare

 

Goletta Verde, la campagna di Legambiente sulla situazione dei mari e delle coste d’Italia più conosciuta ed apprezzata, si prepara a salpare. È dal 1986 che l’imbarcazione ambientalista compie il giro delle coste italiane con lo scopo di monitorare la salute del nostro mare, segnalare abusi e illegalità e promuovere il patrimonio naturalistico delle nostre coste. Sarà Lignano Sabbiadoro in Friuli-Venezia Giulia a dare il via, il 23 giugno, al tour 2019 che si concluderà due mesi dopo in Liguria a La Spezia: in Puglia la Goletta Verde farà tappa alle Isole Tremiti, Monopoli e Taranto dal 9 al 15 luglio.

In attesa del responso del monitoraggio del team di tecnici e biologi che accompagna il viaggio della Goletta Verde, parte SOS Goletta. Grazie a questo servizio, cittadini e turisti possono contribuire alla segnalazione di situazioni anomale e di inquinamento delle acque: scarichi abusivi in mare, chiazze sospette, situazioni di degrado ambientale. I tecnici del laboratorio mobile approfondiranno poi le denunce e le segnalazioni per poi smistarle alle autorità competenti. E grazie alle segnalazioni ogni anno Legambiente riesce ad individuare e denunciare situazioni particolarmente critiche.

Inviare le segnalazioni al servizio Sos Goletta è molto semplice. Basta collegarsi al sito https://www.legambiente.it/sos-goletta/ e compilare il form, le cui informazioni resteranno anonime, all’interno del quale è possibile inserire tutte le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata oltre ad un recapito telefonico.

«SOS Goletta e il tour della storica imbarcazione ambientalista lungo la Penisola – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – sono iniziative che, in sinergia fra loro, ci permetteranno di portare avanti il nostro impegno in difesa del mare dall’inquinamento e contro chiunque perpetui azioni a danno degli ecosistemi marini e lacustri. Per far ciò è necessario il contributo di tutti. Le segnalazioni dei cittadini aiuteranno i biologi di Goletta Verde a individuare nuovi punti di campionamento da controllare, campionare e denunciare alle autorità competenti, per intervenire e cercare di risolvere i problemi che possono affliggere le nostre vacanze e soprattutto i delicati ecosistemi naturali».

Campagna #IoSonoMare – Il CoNISMa dedica il “Premio Eugenio Fresi” alla migliore tesi realizzata con i dati del monitoraggio marino. Micillo “Valorizziamo la conoscenza a beneficio del mare e dei cittadini”

Roma- All’interno della campagna #IoSonoMare, promossa dal Sottosegretario Salvatore Micillo con il Ministero dell’Ambiente e ISPRA-SNPA per dare più enfasi ai temi del mare e quanto lo Stato fa costantemente per tutelarlo, il CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario Per Le Scienze Del Mare) di concerto con il Ministero, ha istituito un premio di tremila euro per i giovani neolaureati le cui tesi si sono distinte nelle tematiche della “Marine Strategy”.

“Il mio impegno è fare in modo che i risultati delle attività di monitoraggio marino, coordinate e finanziate costantemente dal Ministero dell’Ambiente, vengano diffusi per poter essere utilizzati a beneficio del mare e dei cittadini”ha dichiarato il sottosegretario Micillo, con deleghe alla tutela del mare e all’educazione ambientale. “La Campagna #IoSonoMare – “Conoscere per tutelare” risponde all’urgenza, alla necessità e al dovere istituzionale di diffondere e valorizzare l’enorme quantità di informazioni ambientali, frutto del continuo lavoro del Ministero e degli organismi tecnici.

È un sapere che va valorizzato, impiegato per sensibilizzare, migliorare e aprire nuovi scenari nella salvaguardia degli ecosistemi marini. Per questo abbiamo pensato di dare un premio agli studenti che consegnano le migliori tesi utilizzando questo grande patrimonio di conoscenze.” ha spiegato.

Il premio, presentato a Livorno al 50° Congresso della Società Italiana di Biologia Marina SIBM, è stato dedicato alla memoria del prof. Eugenio Fresi, ordinario di Ecologia nell’Università di Roma “Tor Vergata”, che fu membro del Consiglio Direttivo del CoNISMa e collaborò attivamente con il Ministero dell’Ambiente per la realizzazione del Programma Nazionale di Monitoraggio marino-costiero tra 1996 ed il 2009, con la collaborazione del mondo della ricerca, degli Istituti tecnici di riferimento e dei laboratori periferici.

Una grande esperienza tecnico-scientifica ed organizzativa poi confluita nei Programmi di monitoraggio marino definiti dal DM 11/2/2015 ai sensi dell’art.11 del D.lgs. n. 190/2010, recependo la Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, comunemente chiamata “Marine Strategy”.

I candidati dovranno presentare domanda di partecipazione entro il 31/07/2020, compilando in ogni sua parte l’apposito modulo che sarà disponibile sul sito del CoNISMa a partire dal 1 luglio 2019.

Il bando è già scaricabile alla pagina http://www.conisma.it/it/prima-edizione-del-premio-fresi/

Guida Blu 2019: La Guida di Legambiente e Touring Club Italiano

Il mare più bello 2019

-La Puglia si conferma terza dopo Sardegna e Sicilia. A “gonfie vele” il Salento

-Da quest’anno le 5 vele sventolano nel comprensorio turistico dell’Alto Salento Jonico con i Comuni di Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale

-Si riconfermano i comprensori turistici della Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari e dell’Alto Salento Adriatico

-Pulsano e Vernole le new entry tra le località costiere

 

Località turistiche attente all’ambiente, dove trascorrere una vacanza all’insegna di natura e acqua pulita, ma anche eccellenze enogastronomiche, itinerari luoghi d’arte. Tutto questo è raccontato ne Il mare più bello 2018, la Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano.

Quest’anno la Puglia si conferma, per numero di vele, al terzo posto nella classifica delle regioni dopo Sardegna e Sicilia. Il nuovo comprensorio turistico dell’Alto Salento Jonico composto dai Comuni di Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale viene premiato per la prima volta con le 5 vele. Riconfermati i due comprensori turistici dell’Alto Salento Adriatico, in cui ricadono i Comuni di Otranto, Melendugno e Vernole e della Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari, che comprende Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno.

In totale sono 12 i comprensori pugliesi che rientrano nella Guida Blu 2019: oltre a quelli premiati con le 5 vele, ve ne sono 4 a 4 vele, Basso Salento Adriatico (che comprende Castro, Andrano, Diso, Tricase e Santa Cesarea Terme), Gargano Sud (Mattinata, Vieste, Monte Sant’Angelo), Litorale Tarantino Orientale (Manduria, Maruggio e Pulsano), Isole Tremiti; 4 a 3 vele ovvero Basso Salento Ionico (Salve, Ugento), Capo di Leuca (Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo), Gargano Nord (Chieuti, Lesina, Peschici, Sannicandro Garganico, Ischitella, Rodi Garganico, Vico del Gargano) e Golfo di Taranto (Ginosa e Castellaneta); 1 a 2 vele Costa della Puglia Imperiale (Margherita di Savoia, Giovinazzo, Trani, Bisceglie).

I dati pugliesi della guida Il mare più bello 2019 sono stati presentati in conferenza stampa, questa mattina a Bari, da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Loredana Capone, Assessore al Turismo della Regione Puglia, Domenico Vitto, presidente Anci Puglia, e dei sindaci dei Comuni ricadenti nei comprensori turistici premiati con le “5 vele”.

«La Guida Blu premia il lavoro delle Amministrazioni che hanno saputo valorizzare il nostro mare più bello, accanto a paesaggi incantevoli pregni di storia e cultura che rispondono a un turismo esperienziale fatto di scoperte del territorio e sempre meno stanziale. – ha commentato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – La Puglia continua ad andare a gonfie vele, terza dopo Sardegna e Sicilia. In questa edizione salgono a tre i comprensori turistici premiati, e a 42 le località costiere raccontate grazie alle new entry di Pulsano e Vernole».

I comprensori turistici riportati nella guida Il mare più bello 2019, 97 marini e 40 lacustri, sono stati individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche delle qualità ambientali e di quelle dei servizi ricettivi: uso del suolo, degrado del paesaggio e biodiversità, attività turistiche, stato delle aree costiere, mobilità, energia, acqua e depurazione, rifiuti, iniziative per la sostenibilità, sicurezza alimentare e produzioni tipiche, mare, spiagge ed entroterra, struttura sociale e sanitaria.

E quest’anno entra nella Guida il nuovo simbolo dei Comuni Plastic Free, che indica quelle Amministrazioni che hanno adottato misure per ridurre l’uso della plastica monouso nel proprio territorio. A tal proposito si ricorda l’iniziativa della Regione Puglia che bandisce la plastica monouso su tutti i suoi lidi.

“Sono orgogliosa di questo bellissimo riconoscimento ricevuto da tutti i Comuni ricadenti nei comprensori turistici premiati con le 5 vele. – ha detto l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Loredana Capone – Governare una città turistica vuol dire consentire la salvaguardia dell’ambiente per permettere che la bellezza ereditata possa essere mantenuta e migliorata. La Regione accompagna la fatica, il sacrifico e le attività di tutti coloro che si adoperano per questo e mantiene l’impegno nei servizi di accoglienza e di qualità ambientale. Sono orgogliosa del vostro lavoro”.

“Come Associazione dei Comuni pugliesi siamo lieti di partecipare alla presentazione della Guida Blu realizzata da Legambiente e Touring Club che premia, promuove e valorizza le più belle e pulite località marine anche della nostra regione. – dichiara Domenico Vitto, presidente Anci Puglia – È importante consolidare le reti territoriali, ma anche consentire alle comunità di valorizzare il proprio legame con il territorio per promuovere al meglio località e patrimonio naturale”.

Nella classifica nazionale dei comprensori a 5 vele, l’Alto Salento Jonico, l’Alto Salento Adriatico e la Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari si sono piazzati rispettivamente al 6°, 13° e 14° posto con le seguenti motivazioni:

ALTO SALENTO JONICO (Le)

I Comuni hanno valorizzato il patrimonio culturale, archeologico e naturalistico, promuovendo mobilità sostenibile e politiche di efficientamento energetico. A ciò si affiancano progetti per il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue depurate e affinate. Nardò ha promosso la musealizzazione del “Distretto della Preistoria”, costituito dal patrimonio archeologico e paleontologico del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano e dal Museo della Preistoria di Nardò, allo scopo di migliorarne la conservazione e valorizzazione.

Con un progetto di riqualificazione costiera, l’Amministrazione di Gallipoli ha realizzato lungo la vecchia litoranea sud, in prossimità di Baia Verde, un percorso pedonale e ciclabile a tutela delle dune e del paesaggio, che si integra con il piano del Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo, laboratorio di buone pratiche e modello per una gestione sostenibile dei flussi turistici.

L’Amministrazione di Porto Cesareo ha valorizzato il patrimonio naturalistico dell’Area Marina Protetta e del Parco Regionale con un sistema museale e di promozione rappresentato dalle torri costiere di Torre Lapillo, Torre Chianca e del Museo di Biologia Marina. Racale ha incentivato la mobilità dolce con piste ciclabili e passeggiate pedonali, la mobilità elettrica con un sistema di colonnine e investimenti nel rinnovamento del parco auto comunale. Qui l’Amministrazione si è distinta per una gestione sostenibile dei rifiuti, registrando oltre il 70% di raccolta differenziata e per politiche di efficientamento energetico e recupero delle aree degradate.

ALTO SALENTO ADRIATICO (Le)

Il Comune di Vernole si affianca da quest’anno ai Comuni di Otranto e Melendugno. Tutti attuano una politica di tutela ed educazione ambientale volta al recupero dei beni paesaggistici e culturali del territorio, forti attrattori turistici. Grande attenzione è rivolta al Parco Naturale Statale delle Cesine e all’area Archeologica di Roca Vecchia, e non da meno è l’impegno per la definizione dell’Area Marina Protetta, strumento fondamentale per la tutela della biodiversità. Da diversi anni le Amministrazioni promuovono la mobilità sostenibile con percorsi alternativi come piste ciclabili e minibus elettrici che collegano l’entroterra alle marine, di pari passo a una riqualificazione del paesaggio costiero.

COSTA DEL PARCO AGRARIO DEGLI ULIVI SECOLARI in provincia di Bari e Brindisi

Un paesaggio rurale che si estende dalla collina al mare, che comprende borghi dalla calce bianca tra oliveti monumentali ed elementi naturalistici e storici di pregio tra cui la via Traiana, masserie storiche fortificate e due parchi naturali, ossia l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto e il Parco Naturale Regionale Dune Costiere. Le Amministrazioni hanno puntato su una strategia di sviluppo locale legata a modelli di turismo sostenibile, potenziando la mobilità dolce lungo la via Francigena e il Cammino Ellenico che attraversano paesaggi agrari antichi, valorizzando le produzioni agricole del luogo.

Classifica comprensori turistici pugliesi + Classifica nazionale comprensori marini a 5 vele (pdf)

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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