AdSP MTS: Porti alla sfida della sostenibilità

Individuare nel miglioramento ambientale ed energetico uno dei fattori di competitività dei porti. E’ questo il principale obiettivo che l’AdSP si è prefissata di raggiungere con il Documento di Pianificazione Energetica e Ambientale (DEASP) presentato nei giorni scorsi in un evento on line organizzato a Palazzo Rosciano, quartier generale della Port Authority.

Davanti a una platea di circa 40 partecipanti, tra soggetti istituzionali e operatori portuali, è stato illustrato l’inventario dei consumi energetici in termini di Co2 equivalente prodotta dai porti del sistema.

Le tonnellate di anidride carbonica emesse ogni anno nelle aree portuali sono oltre 200.000, il 90% delle quali sono prodotte a Livorno, lo scalo multipurpose che per dimensioni e volumi di traffico costituisce naturalmente il principale scalo del sistema.

Confermando gli studi precedentemente svolti dall’AdSP, che fin dal 2010 – col progetto Climeport – aveva approfondito l’argomento, è emerso anche che è il settore navale a portare il maggiore contributo di emissioni: quasi il 90% di tonnellate di CO2 equivalente proviene infatti dalle navi in manovra e in stazionamento a banchina.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle attività di movimento merci a terra, il gasolio è ancora il vettore energetico più utilizzato.

“Alla luce della fotografia attuale delle emissioni di CO2 dei porti, è possibile adesso sia prevedere obiettivi di riduzione delle emissioni conformi agli obiettivi nazionali, monitoandone l’andamento nel tempo, sia individuare obiettivi specifici per ogni porto del Sistema, definendo azioni infrastrutturali e misure di incentivazione mirate a migliorare la gestione energetico-ambientale delle attività” ha dichiarato il dirigente dell’AdSP responsabile del Deasp, Claudio Vanni, che ha ricordato come le previsioni dei Piani Regolatori Portuali vigenti già mirino al “miglioramento dell’efficienza energetica dei trasporti e delle operazioni portuali, spostando ad esempio il trasporto merci quanto più possibile su ferrovia”.

Potenziare il consumo dell’energia elettrica, utilizzando eventualmente una generazione di energia locale da fonti rinnovabili, potrebbe inoltre migliorare le prestazioni dei porti dell’AdSP MTS.

L’incontro del 30 Giugno è servito a condividere con la comunità portale il percorso di redazione del DEASP. I partecipanti all’incontro on line hanno potuto infatti prendere parte ad un interessante dibattito sia sulle strategie (è possibile immaginare un sistema portuale carbon neutral a lungo termine?) che sui progetti (quanta energia elettrica si potrebbe produrre installando pannelli fotovoltaici su tutti i tetti degli edifici esistenti in porto?); inoltre un sistema di votazione on line specificatamente progettato per l’evento ha permesso di individuare un ordinamento delle preferenze dei presenti riguardo alle proposte descritte.

L’impegno dell’AdSP è quindi adesso nella realizzazione di approfondimenti e studi di fattibilità per realizzare l’adeguamento delle reti elettriche portuali alle esigenze di consumo futuro, soprattutto a Piombino e Livorno, e valutare la possibilità di fornire energia elettrica ai traghetti che stazionano di notte e Portoferraio; le infrastrutture elettriche così ripensate potrebbero consentire di sfruttare anche innovative modalità gestionali recentemente introdotte dalle normative europee e nazionali, come ad esempio i consorzi di acquisto, i sistemi di distribuzione chiusi e le comunità energetiche.

“Non inventiamo niente di nuovo – ha concluso Vanni – Quello che vogliamo fare in ambito portuale è consentire l’approvvigionamento di elettricità a basso costo e pulita, prodotta cioè da fonti rinnovabili”.

AdSP MTS: Blue Economy e crocierismo nel post Covid

“Blue Economy e crocierismo nel post-Covid”: è il titolo d un webinar organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale che si svolgerà il prossimo 8 luglio a partire dalle ore 16.00.

Durante l’evento verranno approfondite le dinamiche del business crocieristico, l’impatto economico del Covid.19, le risposte dei porti mediterranei e le soluzioni tecnologiche per aumentare la resilienza dei porti.

Tra i partecipanti: Francesco Di Cesare, Presidente Risposte e Turismo; John Portelli, del Roma Cruise Terminal; Matteo Savelli, amministratore delegato del Terminal Porto di Livorno 2000 e Jean Yves Battesti, direttore Porto di Ajaccio.

Previsti i saluti del presidente dell’AdSP, Stefano Corsini e dell’assessore al porto del Comune di Livorno, Barbara Bonciani.

Per partecipare all’evento: https://tinyurl.com/teamsblueeconomy

Porto di Civitavecchia, arriva il servizio informazioni turistiche della Regione Lazio

Civitavecchia – Un punto di informazione turistica della Regione Lazio all’interno del porto di Civitavecchia. Questo il senso della visita odierna dell’Assessora al Turismo e Pari Opportunità, Giovanna Pugliese. Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo l’ha accolta presso la sede di Molo Vespucci insieme al neo Direttore Marittimo del Lazio e Comandante del porto di Civitavecchia, Francesco Tomas. All’incontro ha partecipato anche il consigliere regionale del territorio, Gino De Paolis che, nel dicembre scorso, ha fatto approvare in Consiglio regionale l’ordine del giorno con il quale la Giunta si impegna ad insediare, nel porto di Civitavecchia, un punto di informazione per la promozione turistica e delle bellezze laziali. Interessanti gli spunti emersi finalizzati ad una fattiva collaborazione che miri allo sviluppo del turismo e alla promozione delle patrimonio storico-artistico e archeologico nonché naturalistico della regione.

“Il porto di Civitavecchia è un vero e proprio museo a cielo aperto, un tesoro unico al mondo che vanta alcuni gioielli di incommensurabile valore dal punto di vista archeologico, storico ed artistico. In questo particolare momento, la visita dell’Assessora Pugliese assume un significato fondamentale. Dobbiamo ripartire, in stretta sinergia con le istituzioni e, insieme, promuovere le innumerevoli bellezze regionali che possediamo. In attesa che il traffico crocieristico riprenda dobbiamo porre le basi per un concreto rilancio del settore turistico. E l’interesse manifestato dall’Assessora Pugliese di insediare, a breve, dei punti di informazione turistica all’interno del nostro scalo non può che essere accolto con entusiasmo e rinnovato ottimismo. Per questo ringrazio l’Assessora, con la quale abbiamo in programma di rivederci quanto prima per proseguire nel percorso che, già a partire da oggi, abbiamo avviato”, sottolinea di Majo.

“L’AdSP, da sempre attenta al pregevole ed unico patrimonio turistico, naturalistico ed architettonico del nostro territorio e, soprattutto, alle opportunità che esso può offrire in termini di sviluppo tecnologico, di lavoro, di turismo, d’innovazione e di crescita economica, continuerà a fornire il proprio contributo ed il proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale del Lazio”, precisa il Presidente dell’Authority.

“Il Porto di Civitavecchia è il Porto di Roma, del Lazio e d’Italia”, dichiara Giovanna Pugliese Assessora Regionale al Turismo e alle Pari Opportunità.

“Il nostro Paese – è bene ricordarlo – rappresenta la prima destinazione europea per il settore crocieristico e Civitavecchia è il nostro fiore all’occhiello. Contiamo di tornare presto ai numeri pre covid quando in questo straordinario hub portuale transitavano non meno di 2 milioni di passeggeri l’anno e, nel solo 2019, si sono superati i 2,6 milioni di turisti. Con la visita di oggi ho voluto ribadire la volontà mia e di tutta la Giunta del Presidente Zingaretti – conclude Giovanna Pugliese – di realizzare quanto prima nel Porto di Civitavecchia un punto di informazione per la promozione turistica e delle bellezze del Lazio. Per far conoscere ai tanti turisti italiani e stranieri che approdano sul litorale laziale, l’arte, la bellezza e la cultura a un passo da loro. Città d’arte, borghi, cammini, laghi, riserve naturali. Una regione, la nostra, in grado di sorprendere sempre”.

Al termine dell’incontro, il Presidente di Majo ha accompagnato l’Assessora al nuovo terminal crociere “Amerigo Vespucci” e al porto storico con la visita all’interno del Forte Michelangelo.

AUTOPRODUZIONE: CONFITARMA È PER UN DIALOGO COSTRUTTIVO

Roma-La Confederazione Italiana Armatori manifesta forte preoccupazione per le iniziative volte a modificare profondamente il regime dell’autoproduzione delle operazioni portuali previsto dall’articolo 16 della Legge 84/94 attraverso alcuni emendamenti al DL Rilancio in discussione alla Camera. L’autoproduzione è un istituto di fondamentale importanza per la competitività del nostro settore e del Paese, le cui regole, chiare e precise, sono da decenni parte integrante del modello di business delle imprese armatoriali che lo utilizzano correttamente. Tale istituto, previsto a livello internazionale, è stato peraltro ritenuto assolutamente legittimo dall’Antitrust ai fini della tutela della concorrenza e del mercato.

Confitarma è totalmente contraria a tali emendamenti perché, di fatto, negherebbero il diritto degli armatori all’autoproduzione. A rimetterci non sarebbe solo la competitività dei vettori marittimi ma la stessa efficienza dei nostri porti, con effetto opposto rispetto a quello auspicato in materia di rilancio delle attività marittimo-portuali e dell’occupazione. Confitarma trova altresì fuori luogo inserire tali misure in un provvedimento come il DL Rilancio pensato per tutt’altre finalità. La complessità del tema dell’autoproduzione e le diverse sensibilità mostrate dai molteplici soggetti coinvolti mal si conciliano con una proposta emendativa che, elaborata senza un preventivo confronto tra le parti, risulterebbe certamente priva del necessario equilibrio.

Inoltre, da sempre Confitarma si è resa disponibile al confronto con Istituzioni e Sindacati per analizzare le eventuali criticità connesse all’impianto normativo attuale ed individuare e condividere i possibili interventi migliorativi.  La nostra disponibilità non viene meno in questa difficile fase per l’economia del Paese ma è necessario che gli emendamenti siano accantonati. Auspichiamo pertanto l’immediato avvio di un tavolo in sede ministeriale sul tema dell’autoproduzione per svolgere una verifica esaustiva, trasparente e scevra da qualunque forma di strumentalizzazione.

Confitarma aderisce all’iniziativa Heroes at Sea Shoutout

8 luglio: navi suonate le vostre sirene

Confitarma aderisce all’iniziativa Heroes at Sea Shoutout lanciata dall’International Chamber of Shipping (ICS) per fare pressione sui Governi in merito alla problematica dei cambi equipaggio, con la quale si chiede alle navi di tutto il mondo di suonare le loro sirene in porto alle ore 12.00 dell’8 luglio 2020, un giorno prima del Summit organizzato dal governo britannico per discutere dell’impatto del COVID-19 sui cambi di equipaggio e in concomitanza dell’ILO Global Summit.

Con tale iniziativa, oltre a ricordare il fondamentale contributo dato dai marittimi alla vita economica e sociale del pianeta, si vuole richiamare l’attenzione dei Governi e dell’opinione pubblica sul settore marittimo e sugli attuali problemi degli equipaggi ancora bloccati sulle navi a causa dell’emergenza COVID-19.

Il lavoratore marittimo viene considerato a livello internazionale un “key worker” perché il trasporto via mare è strategico per la catena logistica mondiale, per l’approvvigionamento energetico e di beni di prima necessità.

Per tale ragione, i marittimi, durante la pandemia, non si sono mai fermati, ma a causa delle restrizioni alla libera circolazione delle persone, che in quasi tutto il mondo sono state imposte dai singoli Paesi, è ancora impossibile farli sbarcare per avvicendarli con i loro colleghi che sono a casa in attesa di imbarco.

Guy Platten, segretario generale dell’ICS, ha dichiarato che a livello globale attualmente ci sono 400.000 marittimi bloccati in mare o a terra:  200.000 che da mesi sono a bordo ben oltre il loro periodo contrattuale di imbarco e altri 200.000 in attesa di imbarco per poter lavorare.

Se non si consentono i cambi di equipaggio per sostituire i marittimi a bordo delle navi,  molti di loro potrebbero non essere più in grado di navigare.

Il 90% del commercio globale utilizza il trasporto marittimo e l’impossibilità di effettuare i cambi degli equipaggi rischia seriamente di causare un gravi difficoltà alle catene di approvvigionamenti che si sono dimostrate fondamentali durante la pandemia di COVID-19.

“E’ necessario dunque pensare, oltre alla priorità assoluta di evitare il propagarsi di questo terribile virus, anche ad altre priorità – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – quella della salvaguardia della vita umana in mare e quella della sicurezza della navigazione e delle nostre navi. Confitarma insieme a ICS, ECSA sta chiedendo ormai da mesi un’azione umanitaria rapida e decisa da parte dei Governi di tutto il mondo per garantire ai marittimi corridoi di transito sicuro per farli arrivare a bordo per lavorare e per farli tornare a casa una volta terminato il normale periodo di imbarco”.

Lo shipping mondiale ha già pronta la soluzione per questa difficile soluzione: una road map per il cambio dell’equipaggio in 12 fasi secondo il protocollo approvato dall’IMO.

“E’ una soluzione che  non ha bisogno di soldi o di trattative complicate – aggiunge Guy Platten -  I Governi devono ora implementare questi protocolli. Se la burocrazia continua a mettersi in mezzo, ciò che è già una crisi umanitaria in mare, rapidamente diventerà  una crisi economica, con gravi conseguenze per un’economia globale già troppo tesa. Il momento della leadership politica è adesso. ”

“Se le navi di tutto il mondo suoneranno le loro sirene alle 12:00 ora locale dell’8 luglio, i Governi non potranno dire di non aver sentito questo forte appello a risolvere il problema dei cambi dell’equipaggio – ha aggiunto Guy Platten – I marittimi hanno fatto il possibile, allungando i loro turni a bordo e continuando a lavorare per assicurare tutti i rifornimenti. Anche l’industria armatoriale ha fatto il suo dovere con la predisposizione del protocollo in 12 fasi. Siamo in ritardo di oltre 4 mesi e  400.000 marittimi hanno bisogno dei cambi di equipaggio. È una situazione insostenibile. Non possiamo più dare per scontati questi eroi del commercio globale”.

Il comunicato stampa dell’ICS:

Global shipping fleet to sound horns on 8 July to remind governments over need for urgent crew change Jun 30, 2020

Download free Coronavirus (COVID-19) guidance to help protect the health of seafarers (and passengers) as well as the general public here.

The International Chamber of Shipping (ICS) is encouraging ships around the world to sound their horns when in port at 12.00 local time on 8th July to remind Governments of the ongoing crew change crisis.

The action comes ahead of a critical summit meeting led by the UK Government on the 9th July to discuss the impact of COVID-19 on crew changes and on the day leaders meet for the ILO Global Summit.

Guy Platten, Secretary General of the International Chamber of shipping said:

“Globally there are now 400,000 seafarers who are either stranded at sea and have overrun their contracts or are at shore waiting to start their tours of duty.

The 8th July is a perfect moment to remind those politicians who are meeting to consider the impact of COVID-19 to classify these unsung heroes of global trade as key workers and to instigate seafarer air-bridges to enable safe travel.”

Seafarers are still not yet classified as Key Workers in many countries, meaning they are unable to embark or disembark ships due to national travel restrictions. This has led to a crisis at sea: there are 200,000 workers who have overrun their contracts and are currently stranded on ships. Another 200,000 are at shore, waiting to start their tours of duty.

Without crew to replace seafarers on board ships many may be unable to sail. Ships facilitate 90% of global trade and an inability to facilitate crew change has the potential to cause a logjam to supply chains that have proven so resilient during the COVID-19 pandemic.

This unsustainable situation has a clear solution: a regulator-approved 12-step crew change road map. While the shipping community has been hard at work, many national governments have dragged their heels. Still, far too few allow crew change.

Speaking on the need to adopt the 12-step protocols Guy Platten stated:

“The solutions do not need money or complicated negotiations. Governments must now implement these protocols. If bureaucracy continues to get in the way, what has already become a humanitarian crisis at sea, and what is fast becoming an economic one, will lead to severe consequences for an already overstretched global economy. The time for political leadership is now.”

Reflecting on the Heroes at Sea Shoutout campaign that took place on 1st May Guy Platten added:

“From today, we are encouraging ships across the world to replicate the Heroes at Sea Shoutout and sound their horns at 12 noon local time to ensure that governments cannot say they have not heard the calls to solve the crew change crisis.

“Seafarers have gone the extra mile, extending their tours of duty, and have kept working to keep us all supplied. The shipping industry has done its homework with things like the 12-step protocols.

“The fact we are over 4 months down the line, and we have 400,000 seafarers in need of crew change is completely unsustainable. We cannot take these heroes of global trade for granted anymore.”

Notes
The 12-step plan entitled “Recommended Framework of Protocols for Ensuring Safe Ship Crew Changes and Travel during the Coronavirus disease (COVID-19) pandemic”, as circulated by IMO, can be found on the IMO website here.

Support this initiative, download the posters below and share them with your communities!

Domani il webinar Intesa Sanpaolo, SRM e IAI sulla Rotta Artica | 3 luglio ore 12

Domani il webinar SRM, Intesa Sanpaolo e IAI sulla Rotta Artica

SRM e Intesa Sanpaolo presentano lo studio sull’impatto climatico, gli scenari economici e geo-strategici della Rotta Marittima Artica

Interverranno autorevoli esperti internazionali e concluderà il prof. Romano Prodi

Napoli- Si terrà domani venerdì 3 luglio alle ore 12 il webinar organizzato da Intesa Sanpaolo, SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e IAI-Istituto Affari Internazionali “Climate change impact, Maritime and economic scenario, Geo-strategic analysis and perspectives”. Interverranno autorevoli esperti internazionali e concluderà il prof. Romano Prodi.

Il webinar – che si svolgerà in lingua inglese – ha lo scopo di presentare lo studio realizzato da SRM e Intesa Sanpaolo sulle reali potenzialità di sviluppo della Rotta Marittima Artica alla luce dell’impatto sul cambiamento climatico e dei recenti accadimenti connessi al Covid-19.

La ricerca, che annovera collaborazioni internazionali con l’Università di Anversa e lo Shanghai International Shipping Institute, analizza il tema dello sviluppo di questa rotta da varie angolazioni: gli scenari internazionali delle grandi rotte, gli aspetti geo-strategici, quelli connessi al climate change e alcuni risvolti normativi. È questa una direttrice che è già percorsa da importanti traffici navali intraregionali ma al momento di carattere stagionale e dedicati ad alcuni settori come ad esempio l’Energy. La globalizzazione dei mercati, fenomeni come la Belt & Road, i cambiamenti climatici, e le scelte strategiche dei carrier rivolte a cercare sempre percorsi meno onerosi, stanno però aumentando l’attenzione verso la direttrice artica.

PROGRAMMA

REGISTRAZIONE AL WEBINAR

TESTO DELLA LETTERA DI UNIONE PILOTI: DARE VITA AD UNICA ASSOCIAZIONE CHE RAPPRESENTI I PILOTI DI PORTO ITALIANI

Venezia - Innanzitutto sia consentito rivolgere, a nome mio e di tutti gli altri piloti iscritti all’UPI, le più sincere e calorose felicitazioni per le prestigiose nomine al Presidente Luigi Mennella, al Vice Presidente Massimiliano Fabricatore Iraci e a tutto il consiglio direttivo della Fedepiloti di recente elezione ed i migliori auguri per un fruttuoso mandato.

L’intervista apparsa su Shipmag, del neo presidente, ripropone l’apertura del “dialogo per ricucire la spaccatura che c’è stata tanti anni fa”. Tuttavia, il tenore delle dichiarazioni, non sembra essere un preludio ad una ritrovata unità tra le associazioni di categoria.

Attribuire all’Unione Piloti la responsabilità di rispondere ai messaggi pacificatori con dei repentini attacchi, è singolare. Forse si è persa la memoria dei numerosi tentativi di creare un clima distensivo e chiarificatore volto a riproporre il servizio di pilotaggio con il coinvolgimento di chi canta fuori dal coro. Le iniziative poste, però, hanno visto fieri oppositori i quali hanno utilizzato qualsiasi pretesto per seminare la pianta della discordia.

Eppure, essendo stato, socio fondatore dell’Unione Piloti, il Presidente Mennella, dovrebbe conoscere profondamente le motivazioni della scissione che non fu una mossa avventata ma il  frutto di una ponderata riflessione  originata dal disagio procurato dalla mancanza di un confronto franco.

La ribadita volontà del neo Presidente di muoversi nel segno della continuità, non appare una offerta di pace.   Infatti, essa fa sovvenire alla mente le dichiarazioni rese, ultime di una lunghissima serie, da Francesco Bandiera durante l’assemblea dei piloti francesi dello scorso anno oppure le comunicazioni  della Fedepiloti che rasentavano l’offesa.

E’ vero i matrimoni si fanno in due ma è altrettanto vero che  un’unione duratura si fonda sui principi di pari diritti e uguale dignità tra i coniugi, altrimenti si riproporrebbe la causa che ha scaturito il divorzio da Fedepiloti.

Ad esser sinceri, non sovvengono alla mente proposte di rifondazione dell’associazione,  se non quella avanzata dall’UPI in occasione dell’elezione del Presidente Bandiera di unificare la categoria. Mennella dovrebbe ben  ricordare che la bozza di accordo fu rifiutata senza alcuna argomentazione a  riprova  che  la riunificazione è perseguita a parole da Fedepiloti mentre, in realtà  non è altro che il malcelato tentativo di ottenere  una resa incondizionata.

Siamo pronti e disponibili a discutere della rifondazione della categoria, della maniera di affrontare i cambiamenti che interesseranno il servizio di pilotaggio; l’autenticità di questa nostra convinzione è ampiamente testimoniata dai fatti. La nostra disponibilità, però, non consiste nella passiva ed acritica approvazione di tesi e proposte che, in passato, furono proprio la causa della scissione e che oggi sono nuovamente presentate. Infatti, non si condividono le opinioni poste a suffragio dello studio commissionato al CIELI e, di esso, si concorda esclusivamente sulla validità della formula tariffaria così come del resto si rileva nel nostro elaborato,  presentato diversi mesi orsono al superiore Ministero.

La preoccupazione del Comandante generale delle Capitanerie di Porto “La forza di un’organizzazione, che esprime un servizio così importante, non può esprimersi se c’è divisione” e “Non c’è forza nel far valere le proprie ragioni se non c’è unitarietà”, potrà essere fugata solo da univoche ragioni da portare avanti per il bene del servizio di pilotaggio che  siano frutto di un confronto franco e fecondo; non certamente da decisioni prese in seno ad un’oligarchia. Diversamente la ricerca di una fusione tra le due associazioni non è altro che uno specchietto per le allodole.

All’Ammiraglio Giovanni PETTORINO, al quale rinnoviamo i sensi della nostra devozione, vorremmo invece suggerire di concedere anche all’Unione Piloti una maggiore frequentazione degli ambienti del Comando Generale. Conoscendo meglio e direttamente la nostra associazione, potrebbe essere sorpreso da persone che, non avendo timore di sostenere con forza le proprie idee,  sono in grado di  diventare delle “ombre”  che gettano  luce.

Il Presidente
CLC Vincenzo Bellomo

Presentato oggi a BES 2020 il Blue District, lo spazio progettato dal Comune di Genova dove sviluppare nuove idee e start-up legate all’economia del mare

Domani riflettori puntati su turismo, cultura nautica e sport del mare

Quarto giorno di lavori per il Blue Economy Summit 2020, la manifestazione nazionale dedicata alle filiere produttive del mare, organizzata dal Comune di Genova, in programma tra il 29 giugno e il 3 luglio. Stamattina si è parlato di Blue Innovation, in particolare del nuovo Blue District, uno spazio dove sviluppare nuove idee, aziende e sistemi legati all’economia del mare. Un incubatore di innovazione e imprese, un acceleratore di start-up voluto fortemente dal Comune di Genova in collaborazione con Camera di Commercio, Fondazioni Carige e San Paolo, Deloitte Officine Innovazione.

“Il Blue District, frutto di un lavoro che dura da un anno, ci offrirà uno sguardo privilegiato sulla Blue Economy dell’Italia e dell’Europa – ha spiegato Francesco Maresca, assessore allo sviluppo economico, portuale e logistico del Comune di Genova. “Con questo progetto intendiamo rafforzare anche la digitalizzazione dei processi portuali nell’ottica di una sempre maggiore integrazione tra porto e città. Noi – ha precisato Maresca – vediamo un unico sistema porto-città, un organismo unico mirato allo sviluppo economico del territorio. Non ci limiteremo ad allevare le start-up, ma le aiuteremo concretamente ad entrare nel mercato: il Blue District sarà allo stesso tempo un incubatore e un acceleratore di imprese, favorendo allo stesso tempo un confronto continuo con le associazioni di categoria”.

“Il Blue District è uno dei pilastri su cui costruire dal punto di vista economico il futuro della nostra città -  ha sottolineato Alfredo Viglienzoni, direttore dell’Area tecnologica ed innovazione del Comune di Genova. “La filiera del mare è costituita da porto, alta tecnologia, trasporti marittimi, turismo e pesca, con tutte le competenze e professioni associate: il Blue District li coniuga tutti insieme. La Blue Economy – ha ribadito Viglienzoni – è il punto di forza della nostra città. Abbiamo 156 aziende che operato nell’ambito dell’economia del mare, per un valore generato complessivo di 13 miliardi di euro.

Diversi i soggetti coinvolti nel Blue District genovese. Tra essi anche l’Università di Genova attraverso il Centro del Mare, un dipartimento che forma competenze fortemente specialistiche e multidisciplinari nel campo della Blue Economy. “Siamo felici di far parte di questo progetto – ha detto il presidente del Centro del Mare Michele Viviani – Abbiamo 400 docenti legati alle attività del mare, 5 corsi di laurea triennale e 8 magistrali, un dottorato in Scienze e tecnologie del mare articolato in 6 curriculum che coinvolgono diverse aree scientifiche. La cooperazione tra istituzioni, imprese e mondo accademico è fondamentale per emergere a livello nazionale e internazionale come Comune di Genova, Regione Liguria e Paese”.

Nel corso della mattinata si è parlato di innovazione sostenibile, in ambito porto – retroporto, all’insegna dell’automazione, della digitalizzazione dei processi e delle tecnologie per la sicurezza del lavoro. In particolare, Alessandro Pitto, presidente di Spediporto, ha sottolineato le complessità del mestiere dello spedizioniere che deve far fronte a crescenti aspettative da parte dei consumatori, richieste dal comparto dell’e-commerce, compliance e sostenibilità e, di recente, dalla pandemia. Fondamentale l’integrazione tra componente analogica del lavoro e digitalizzazione e, soprattutto, gli investimenti in digital shipping and logistics che, a livello  internazionale, hanno raggiunto un valore di mercato di 3,2 miliardi di dollari.

Dello stesso avviso Davide Falteri, presidente del Consorzio Global e di Federlogistica Liguria, nel suo intervento sulle sfide digitali per la logistica. “Le sfide sono crescenti perché è crescente il settore dell’e-commerce – ha spiegato Falteri – la prima difficoltà non è tanto la tecnologia, quanto una diffidenza nella gestione del dato, in termini di certezza e sicurezza. Serve cultura e serve un salto di paradigma, tanto più in un settore che attualmente non ha una vera e propria scuola ed è estremamente complesso” – avverte Falteri.

L’internet of things,  grazie alla gestione dell’enorme mole di dati che è possibile reperire a costi bassi, può offrire un’opportunità unica per i porti liguri per superare le difficoltà legate all’orografia e affermarsi come capofila nel Mediterraneo – ha aggiunto Giorgio Allasia, direttore Ricerca e sviluppo del Gruppo Fos. “La Liguria ha il tessuto produttivo adatto per investire con successo in questo ambito, grazie a un’ecosistema ricco di imprese, competenze e innovazione”.

Domani Il Blue Economy Summit 2020 approderà a due tematiche estremamente critiche per l’economia del mare e per tutta l’Italia rivierasca. Alla mattina, in collaborazione con Regione Liguria, si parlerà di turismo, comparto fondamentale, duramente colpito dall’emergenza sanitaria e dalle misure di distanziamento e di prevenzione.

Dalle 15, protagonista la cultura nautica mediata dagli sport del mare, dove Genova si appresta a diventare meta privilegiata a livello internazionale, dall’arrivo della Ocean Race nel 2022 fino al 2024, anno di Genova Capitale Europea per gli Sport del Mare e della Pesca.

Alle 19.30, il Cooking  Show in diretta dal ristorante 20 Tre dedicato al pescato del giorno e alle acciughe concluderà agli appuntamenti enogastronomici della manifestazione.

Porti, autoproduzione, Tarlazzi (Uiltrasporti): rizzaggio e derizzaggio sono operazioni portuali. Basta profitti a danno dei lavoratori

Roma-“Gil armatori bocciano l’emendamento sull’autoproduzione perchè vorrebbero un sistema portuale basato sullo sfruttamento dei lavoratori marittimi”. A dichiararlo il Segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, che sottolinea:

“Anche il regolamento europeo ora considera il rizzaggio/derizzaggio delle merci a bordo delle navi una operazione portuale e non più nautica, a differenza di qualche Autorità di Sistema Portuale che persevera in una interpretazione sbagliata.

“È ora che anche nei porti dove viene praticata l’autoproduzione, spesso non osservando neppure le condizioni di legge, sia chiaro chi fa cosa e cessi subito lo sfruttamento dei lavoratori marittimi, che si devono sobbarcare il lavoro durante la navigazione e poi quello di sbarco/imbarco.

“Infine – prosegue il Segretario della Uiltrasporti – è bene che anche le istituzioni tengano conto del fatto che l’ipotesi di estendere l’autoproduzione squilibra gli organici dei porti, tagliando occasioni di lavoro per i lavoratori portuali, aumentando il ricorso alla cassa integrazione pagata dallo Stato.

“Lo sciopero del prossimo 24 luglio – conclude Tarlazzi – ha tra i suoi obiettivi quello di stoppare qualsiasi tentativo di continuare a pescare nel torbido facendo profitti a danno delle tutele e delle regole del lavoro marittimo-portuale, e su questo non faremo passi indietro”.

Precisazione AdSPMAS in merito a presunta assenza di trasparenza di informazioni su revisione PEF Venice.Ro.Port.Mos

Venezia- “In merito alla asserita assenza di trasparenza nell’informare adeguatamente la Regione del Veneto e il Comune di Venezia circa le attività in essere per la revisione del Piano Economico Finanziario alla base del PPP siglato fra l’Ente e il concessionario Venice.Ro.Port.Mos, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale intende chiarire che, tutta la documentazione è stata fornita in più occasioni, tanto ai rappresentanti di Città Metropolitana e Regione del Veneto, quanto ai rappresentanti istituzionali dei due Enti.

Al fine di fugare, si spera definitivamente, ogni dubbio in merito, alla presente vengono allegate le comunicazioni istituzionali in cui sono state fornite le risposte e chiariti i dubbi riguardanti l’operazione di riordino del PEF.

In ossequio alla trasparenza invocata, si ricorda inoltre che:

1- L’accordo di riordino del PEF è stato presentato nella seduta del Comitato di Gestione del 27 luglio 2018 ai rappresentanti della Città Metropolitana e delle Regione del Veneto come risulta dal verbale n°6/2018 ed è stato successivamente siglato dal Presidente dell’AdSP-MAS come previsto dall’art.8 della l.84/94 e ss.mm.ii).

2- Il perfezionamento dell’Accordo di revisione del PEF si è concluso con il voto favorevole a maggioranza della seduta del Comitato di Gestione del 20 gennaio 2020, momento in cui i rappresentanti di Città Metropolitana e Regione avrebbero potuto bloccare, se lo avessero voluto, l’Accordo di revisione del PEF.

Nel corso di quella seduta, sempre in ossequio alla trasparenza richiesta, il solo rappresentante della Città metropolitana votò contro, giustificando tale scelta sulla base del fatto che tale attività (l’approvazione del verbale di accordo preliminare per la revisione del PEF del luglio 2018) non rientra nelle competenze del Comitato di Gestione ma è competenza esclusiva del Presidente (e in tal senso non si può che rilevare una palese contraddizione fra quanto dichiarato nel corso di tale seduta e quanto espresso successivamente). In assenza del rappresentante della Regione del Veneto e con i voti favorevoli del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale Dott. Pino Musolino e del Direttore Marittimo Amm. Piero Pellizzari, l’atto è quindi stato approvato in via definitiva.

3- Il voto contrario al Rendiconto 2019 espresso nella seduta del 18 giugno 2020 non può comportare in alcun modo la revisione dell’atto di riordino del PEF di Fusina poiché si determinerebbe un debito fuori bilancio e quindi un illecito (fattispecie che l’Ente, ovviamente, non prende nemmeno in considerazione); ciò che provoca invece è il rischio di paralizzare la disponibilità di finanziamento di opere e attività necessarie allo sviluppo dei Porti di Venezia e Chioggia”.

http://www.ilnautilus.it/wp-content/Documenti/LETT30LUG19DOTTDEBERTI.pdf

http://www.ilnautilus.it/wp-content/Documenti/LETT25LUG19Sindaco.pdf

http://www.ilnautilus.it/wp-content/Documenti/LETT25LUG19PresidenteRegione.pdf

http://www.ilnautilus.it/wp-content/Documenti/LETT21GEN19PresidenteRegione.pdf

http://www.ilnautilus.it/wp-content/Documenti/LETT21GEN19Sindacometropolitano.pdf

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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