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Volvo Ocean Race: prua a nord-est

ALICANTE – Venerdì pomeriggio il Race Control centre di Alicante è stato informato della presenza di un iceberg nell’arena a nord-est delle isole Kerguelen, il remoto arcipelago di appartenenza francese conosciuto anche come l’arcipelago della desolazione, al cui traverso stanno navigando le sette barche partecipanti alla terza tappa del giro del mondo a vela. Per assicurare la sicurezza degli equipaggi, la direzione di corsa ha dunque deciso di spostare la AIEZ -la zona di esclusione dei ghiacci antartica- più a nord.

“La sicurezza dei velisti è la nostra priorità numero uno. Non vogliamo che le barche, che scendono giù dalle onde a oltre 25 nodi di velocità nelle ore notturne, possano trovarsi in un’area dove sappiamo c’è un significativo rischio di incontrare iceberg.” Ha spiegato il Race Director della Volvo Ocean Race, il britannico Phil Lawrence.

Attualmente il vento è ancora piuttosto forte, sui 20/25 nodi con raffiche a 35, e i temporali sono frequenti. “Quando si arrotola il FR0 (fractional code zero, la vela frazionata di prua) e si danno due mani di terzaroli con il J3 (il fiocco piccolo) in un temporale e si fanno ancora 30 nodi, vuol dire che c’è ancora abbastanza vento!” E’ come la skipper di Turn the Tide on Plastic Dee Caffari ha descritto le condizioni di navigazione in un tweet dall’Oceano meridionale.

Nella zona, tuttavia, ci sono anche aree di vento leggero, basta finire in una di queste bolle che a bordo l’umore cambia immediatamente con il sospetto che gli avversari stiano camminando forte mentre tu sei fermo e cerchi di rientrare nell’aria. Ed è proprio quello che è successo oggi a Vestas 11th Hour racing, che si è ritrovato in una zona di bonaccia. Lo skipper statunitense ha detto di prepararsi al peggio, al ricevimento del report delle posizioni. “E’ stato un giorno stressante, abbiamo navigato fra cumuli di nuvole e cerchiamo di procedere meglio che possiamo. E’ possibile che quelli dietro ci raggiungano, ma speriamo che tutto lo sforzo che ci abbiamo messo sia servito a limitare i danni.”

Intanto al vertice, Dongfeng Race Team grazie a una migliore velocità media, continua a sopravanzare MAPFRE di 15 miglia e ha messo la prua verso la punta settentrionale della zona di esclusione dei ghiacci. Alle loro spalle Vestas 11th Hour Racing è riuscito a mantenere la terza piazza, ma deve contenere il rientro di team Brunel e di Sun Hung Kai Scallywag. Turn the Tide on Plastic è sesto a poco più di 200 miglia mentre 375 miglia dietro il leader, a bordo di AkzoNobel si lavora ancora a pieno ritmo per cercare di riparare la rotaia della randa sull’albero per poter riprendere a navigare alla massima velocità. Per ora, comunque, il team guidato da Simeon Tienpont continua a poter utilizzare solo la vela di prua, ed è il più lento della flotta, accumulando ritardo a ogni rilevamento delle posizioni.

Il primo mondiale GC32 sarà sul lago di Garda

LAGO DI GARDA – Grazie al riconoscimento da parte di World Sailing (la federazione mondiale della vela) dello scorso mese, l’Associazione di Classe Internazionale GC32 è felice di annunciare che il primo Campionato Mondale GC32 si terrà in acque italiane a Riva del Garda, dal 23 al 27 maggio, 2018. L’evento riunirà, su un solo campo di regata, le flotta del GC32 Racing Tour e delle Extreme Sailing Series.

​Il presidente dell’Associazione di Classe Internazionale GC32 Simon Delzoppo ha commentato: “In rappresentanza della classe vorrei ringraziare World Sailing per aver riconosciuto i GC32 come classe, Il Campionato mondiale sarà l’evento più importante della stagione, è un grande endorsement per la classe GC32 che certo riunirà un gran numero di catamarani foiling per regatare sullo stesso campo.” Simon Delzoppo, che risiede in Australia, sarà al timone del suo GC32 .film Racing, dopo aver debuttato nel 2017 come owner-driver.

Il randista di Oman Air, il britannico Peter Greenhalgh ha commentato: “Credo che sia un passo avanti importante per la classe organizzare un campionato mondiale ufficiale. Lo scorso anno abbiamo vinto il ‘ Campionato di Classe’, un evento fantastico. Avere undici GC32 sulla linea di partenza è stato molto bello e spero che nel 2018 ci saranno ancora più partecipanti. Il GC32 è una grande barca, molto divertente. Mettetene più di 12 su una linea di start e potrete assistere a uno dei migliori spettacoli al mondo. Sarà un evento da non mancare.” Greenhalgh ha detto di tornare volentieri sul Lago di Garda. “Riva è uno dei luoghi migliori al mondo per regatare. Correre il Mondiale sul Garda ci piace molto, non vediamo l’ora di esserci.”

Di ritorno sul Garda per la prima volta dopo aver vinto sia la GC32 Riva Cup e il GC32 Racing Tour nel 2016 è lo skipper francese Franck Cammas su NORAUTO powered by Team France. L’ex vincitore della Volvo Ocean Race si è detto felice del riconoscimento della classe da parte di World Sailing: “E’ una bella classe perchè si tratta dell’unico catamarano foiling ‘grande’ diffuso a livello internazionale e ci navigano tutti coloro a cui piace questo tipo di vela.” Cammas ha raccolto diversi allori nelle classi multiscafo foiling, tra cui gli ultimi due campionati di Classe C a Falmouth e a Ginevra.

Secondo alle spalle di Oman Air nel GC32 Championship in Oman, gli svizzeri di Alinghi, con il due volte vincitore della Coppa America Ernesto Bertarelli, ritornano con l’obiettivo di migliorarsi. Il team recentemente ha concluso al secondo posto anche le  Extreme Sailing Series 2017. “Prima di tutto, la classe ha fatto un ottimo lavoro ottenendo il riconoscimento da World Sailing – il GC32 è il miglior catamarano foiling sopra i 30 piedi al mondo.” Ha dichiarato il Team Leader di Alinghi, Pierre-Yves Jorand. “E’ un gran risultato esserci riusciti. Non vediamo l’ora di prendere parte al Campionato sul lago di Garda. Organizzare un mondiale in Europa è un’ottima idea perchè garantisce un buon numero di partecipanti. Speriamo che ci sia vento, per navigare veloci.”

La GC32 Riva Cup tenutasi sul lago di Garda è stato l’evento di apertura delle ultime due stagioni del GC32 Racing Tour e per i team del circuito il Mondiale raddoppierà come primo appuntamento del 2018.

Giancarlo Mirandola, Presidente del locale yacht club, la Fraglia Vela Riva ha dato il benvenuto ai team che si sfideranno sul lago di Garda. “Sono molto felice che Riva sia stata scelta come location per il Campionato Mondiale GC32. Gli organizzatori del circuito e la Fraglia Vela Riva hanno portato a termine con successo due edizioni della GC32 Riva Cup. Diamo il nostro più caldo benvenuto ai catamarani volanti e ai loro equipaggi nel 2018. Attraverso la classe GC32 abbiamo potuto ospitare alcuni dei più famosi velisti della Coppa America e delle classi olimpiche. Qui l’alto livello tecnico si fonde con la tradizione e la storia del Club e della città di Riva. Il Garda-Trentino ancora una volta sarà il palcoscenico per un evento velico di grande livello, come lo è stato nel passato, ospitando nuove classi e nuovi formati di regata.”

Volvo Ocean Race: battaglia di strambate

ALICANTE – L’equipaggio franco/cinese di Dongfeng Race Team guidato dal transalpino Charles Caudrelier continua a restare il prima posizione su una rotta est, cercando di continuare a sfuggire alla vasta bassa pressione che sta catapultando la flotta verso l’Australia. Le condizioni restano dure per i sette team, come ha raccontato l’onboard reporter di Dongfeng, Martin Keruzoré. “Il vento ha rinforzato oggi, e si combina con l’onda da sud, rendendo  il mare particolarmente tosto e faticoso. La vita sottocoperta è piuttosto intensa, mi sembra di stare in uno shaker di carbonio e il cocktail che vi si produce non è affatto raffinato. Come dice Charles Caudrelier sembra di stare in una macchina che sta facendo la Parigi-Dakar, senza sabbia ma con molta più umidità.”

La scafo rosso di Dongfeng è però insediato da un altra barca rossa, MAPFRE che insegue a sole 18 miglia a ovest. Insieme a Vestas 11th Hour Racing e a Team Brunel, i battistrada sono rimasti più a sud tanto da navigare a sole 120 miglia dalle Isole Crozet, un arcipelago remoto che ospita un gruppo di 30 ricercatori francesi nella locale stazione scientifica. I quattro team, restando a meridione, stanno coprendo una distanza minore ma in compenso stanno incontrando condizioni meteo molto più dure, essendo più vicini all’occhio della tempesta.

La rotta diretta per Melbourne dovrebbe vedere le barche entrare nella zona dei Cinquanta Furiosi ma la loro corsa è bloccata dalla Antarctic Ice Exclusion Zone definita dagli organizzatori per tenere le barche lontane dalle acque infestate da iceberg e growler. Perciò, per evitare di sconfinare nella AIEZ e pur restando nell’area di vento più intenso, i battistrada sono stati costretti a numerose strambate. Manovra non facile, anzi assai pericolosa se fatta con mare molto formato e vento oltre i 60 nodi.

Lo skipper di Team Brunel, Bouwe Bekking ha raccontato proprio una di queste manovre in un suo blog dal Souther Ocean. “Abbiamo strambato in 45 nodi. Fortunatamente stavamo surfando sull’onda e la randa è passata senza problemi. Ci si preoccupa sempre delle stecche e della rotaia, in queste condizioni.  Il vento più forte che abbiamo visto sulla raffica era di 62 nodi, meno male che avevamo arrotolato il gennaker poco prima.”

Le parole di Bekking fanno eco a quello che è successo giovedì a bordo di Team Akzonobel che ha pagato lo scotto di una strambata non perfetta, con il risultato di strappare la rotaia della randa dall’albero, e di danneggiare anche la randa. Costretto a utilizzare solo vele di prua, il team ha dovuto far rotta verso nord e verso un clima più clemente per effettuare le riparazioni con la resina. Purtroppo nel processo la barca ha rallentato moltissimo, ha perso terreno rispetto agli avversari e si trova ora in settima posizione. “La barca è a posto, tutti hanno lavorato duro per un giorno e mezzo per riparare.” Ha spiegato lo skipper di Akzonobel, Simeon Tienpont.

“Siamo andati a nord, dove ci sono dieci gradi di temperatura in più, così abbiamo potuto rimontare la rotaia sull’albero e iniziato a riparare la randa. Non è proprio una situazione ideale, prima di partire avevamo detto che si doveva arrivare a Melbourne in un solo pezzo. Siamo piuttosto stressati perché vogliamo fare in tempo per la prossima tappa. Stiamo reagendo, siamo in assetto di lotta, non c’è molto altro che possiamo fare.”

Duecento miglia alle spalle dei leader si sta rinnovando la battaglia epica già vista nella seconda tappa fra Team Sun Hung Kai/Scallywag e Turn the Tide on Plastic con i primi che al rilevamento delle 14 avevano ripreso terreno  ma con i secondi quasi un nodo più veloci. Mancano ancora 4.000 miglia all’Australia e l’ultima parola potrebbe non essere detta fino al traguardo di Melbourne.  Secondo le ultime previsioni i primi potrebbero arrivare in terra australiana il 24 dicembre.

Italia campione del mondo giovanile a Sanya

SANYA – Un felice risveglio per l’Italia che conquista il Campionato del Mondo Giovanile nella speciale classifica squadre a Sanya in Cina, per il secondo anno consecutivo.Un grandissimo lavoro di squadra ha visto eccellere tutti i giovani atleti italiani nei cinque giorni di regate intense e con condizioni sempre diverse che hanno visto chiudere nei primi dieci in tutte e nove le flotte i nostri ragazzi, dimostrando un alto livello di preparazione e grande forza mentale.

Sono in tutto quattro le medaglie che torneranno in Italia dalla Cina: un oro, un argento e due bronzi, questo è il ricco bottino della delegazione italiana in Cina, capitanata da Alessandra Sensini, Direttore Tecnico Giovanile, coadiuvata dai Tecnici Federali Francesco Caricato e Gianluigi Picciau.

Margherita Porro e Sofia Leoni (CV Arco) vincono nei 29er con due prove di anticipo dopo aver letteralmente dominato sulla flotta con una prima giornata eccezionale che le ha viste rientrare a terra con tre primi posti nelle tre prove. Sono seconde le russe Zoya Novikova e Diana Sabirova e terze le australiane Jasmin May Galbraith e Chloe Fisher.

Giorgia Speciale (SEF Stamura) è argento a pari punti con la prima, la britannica Emma Wilson, nell’RS:X, dopo essere stata in testa per la maggior parte della settimana, decisiva è stata la prova odierna che ha visto prima la Wilson e seconda la nostra Giorgia, che ha disputato una regata eccezionale anche se le condizioni non erano proprio le sue ideali. Vince la medaglia di bronzo la cinese Ting Yu.

Arianna Passamonti e Giulia Fava (Nauticlub Castelfusano-AV Civitavecchia) sono bronzo nei 420 con una settimana di risultati davvero costanti in cui scartano un decimo posto. Dopo una partenza non straordinaria sono state in grado di reagire e conquistare il podio. Vincono l’oro le gemelle americane Carmen ed Emma Cowles e sono argento le francesi Violette Dorange e Camille Orion.
E’ bronzo anche Guido Gallinaro (FV Riva) nei Laser Radial maschili dopo una serie di risultati che avrebbero garantito anche un finale migliore non fosse stato per la squalifica nella prova 7 di ieri a causa di una protesta discutibile, che però non lo ha bloccato mentalmente, e sia nella seconda regata di ieri, che soprattutto nell’ultima di oggi, ha reagito molto bene.

Federica Cattarozzi (CV Torbole) chiude in ottava posizione nei Laser Radial femminili, un ottimo quarto posto oggi la fa risalire di cinque posizioni da ieri e contribuisce al risultato finale di squadra. Vince Charlotte Rose (USA) a pari punti con Dolores Moreira Fraschini (URU) – campionessa uscente – dopo una settimana di grande battaglia fra le due; il bronzo va alla britannica Daisy Collingridge.
Nella classe 420 maschile Edoardo Ferraro e Francesco Orlando (YC Sanremo) recuperano ben cinque posizioni da ieri con la prova odierna e sono decimi, rispondendo anch’essi con grande impegno mentale alla chiamata della squadra. Vincono Otto Henry/Rome Featherstone (AUS), seguiti da Thomas Rice/Trevor Bornarth (USA) e da Ido Bilik/Noam Homri (ISR).

Chiude ad un passo dal podio, nella flotta dell’RS:X maschile,  Luca Di Tomassi (LNI Civitavecchia), dopo una splendida vittoria nell’ultima prova di oggi. Davanti a lui degli atleti che hanno dimostrato grande costanza fino all’ultimo: l’israeiliano Yoav Cohen, il cinese Hao Chen e l’olandese Sil Hoekstra, rispettivamente oro, argento e bronzo.
Federico Zampiccoli e Leonardo Chistè (CV Arco) nella flotta dei 29er salgono di una posizione da ieri e sono sesti con un ottimo secondo posto nella prova odierna. Qui il podio è composto dai francesi Theo Revil/Gautier Guevel, oro, seguiti da Mathias Berthet/Alexander Franks-Penty (NOR), argento, e Santiago Duncan/Elias Dalli (ARG), bronzo.

Nei catamarani Nacra15, Alessandro Cesarini e Flavia Saveriano (Assonautica Viterbo-CdV Roma) chiudono con un bel terzo posto nell’ultima prova che li fa salire in ottava posizione generale. Max Wallenberg/Amanda Bjork-Anastassov (SUI) vincono l’oro, Shannon e Jaden Dalton (AUS) l’argento e Lucas Claeyssens/Anne Vanderberghe (BEL) il bronzo.

Alessandra Sensini commenta entusiasta dalla Cina: “E’ stata un’ultima giornata intensissima, bellissima! Proprio come lo scorso anno siamo riusciti a vincere il trofeo per nazioni. I ragazzi si sono comportati in maniera fantastica, avevamo chiesto a tutti loro di fare un lavoro di squadra e così è stato.

Personalmente l’ho vissuto come se fosse un momento agonistico, quindi ero proprio emozionata. Gallinaro ha regatato molto bene, ieri ha subito una protesta che secondo noi era un po’ ingiusta, ma ha reagito benissimo oggi, chiudendo con una regata eccezionale. Anche Giorgia ha disputato un’ultima prova fantastica, oggi non c’erano le condizioni ideali per lei e nonostante questo ha disputato una regata strepitosa. Anche le ragazze del 420 hanno reagito bene ad una prima giornata non bellissima, facendo poi molto bene, soprattutto oggi. Ultime, ma non per importanza, Margherita Porro e Sofia Leoni che hanno dominato nella classe dei 29er, in un campionato che si è svolto su un campo molto complesso. Le ragazze hanno dimostrato non solo di saper interpretare le condizioni, ma una grossa stabilità mentale. Voglio sottolineare che questo team naviga insieme solo da giugno, ed insieme hanno già vinto un Europeo ed un Mondiale!La squadra era molto preparata, ma la vittoria è anche una questione di forza mentale e loro hanno dimostrato di averne.

Purtroppo il regolamento impone la presenza massima di tre tecnici per nazione, ma voglio ringraziare anche Mauro Covre, che ha seguito i Mondiali da casa tutte le notti garantendoci reperibilità, Luigi Bertini, Rule Advisor, che ci ha dato assistenza per le proteste e Pietro Zucchetti con noi del settore giovanile da pochi mesi.Per noi dello staff vincere due volte consecutive è una soddisfazione enorme: confermarsi è sempre difficile. Voglio anche fare i complimenti agli allenatori di tutti i Circoli e ai Circoli stessi. Credo nel lavoro di squadra e se si lavora insieme i risultati arrivano”.

Volvo Ocean Race: il Southern Ocean colpisce ancora

ALICANTE – La violenta depressione che si è andata formando negli ultimi giorni ora ha colpito e avvolto i sette equipaggi, costringendoli a passare dalla modalità regata alla modalità sicurezza.

Tuttavia le velocità sono incredibili, hanno raggiunto in qualche caso i 38 nodi con le barche lanciate giù dalle enormi onde tipiche dell’Oceano meridionale. Il sistema di bassa pressione responsabile di queste condizioni è vasto, si estende per circa 1.500 miglia dalla punta del Sudafrica fino a poche miglia a nord dell’Antartide.

Il fronte rappresenta la sfida maggiore che i team hanno dovuto affrontare in questa edizione della Volvo Ocean Race, e benché la terza tappa sia ancora alle fasi iniziali, le decisioni che i team prendono in queste ore potrebbero avere delle conseguenze sul risultato a Melbourne.

Al rilevamento delle ore 14 italiane la testa della flotta è sempre occupata da Dongfeng Race Team che è la barca che si è portata più a sud, a sole sette miglia dalla zona di esclusione dei ghiacci, la Antarctic Ice Exclusion Zone (AIEZ) definita dagli organizzatori.

Dieci miglia più a nord gli spagnoli di MAPFRE continuano la rincorsa con Vestas 11th Hour Racing risalito in terza piazza a circa 50 miglia alle spalle dei due battistrada. “Le condizioni sono dure.” Ha raccontato da bordo di Vestas Mark Towill, dicendo che il team ha registrato una raffica a 53 nodi durante la notte. “Sono 24 ore che abbiamo dai 30 ai 40 nodi, voliamo in poppa. E’ proprio il Southern Ocean, sapevamo cosa avremmo trovato qui e lo abbiamo certamente trovato.”

In quarta posizione Team Brunel, mentre ottanta miglia dalla poppa di MAPFRE, team Akzonobel guidato da Simeon Tienpont è stato costretto a rallentare per un problema alla rotaia della randa, per verificare la situazione e possibili riparazioni. Il danno che è stato segnalato via email al Volvo Ocean Race control dal navigatore di AkzoNobel Jules Salter (GBR) questa mattina, è avvenuto mentre la barca si trovava in quarta posizione e a poca distanza dalla zona di esclusione dei ghiacci Antarctic Ice Exclusion Zone (AIEZ) con 35 nodi di vento e onde molto alte. Durante una strambata a sinistra la rotaia della randa si è danneggiata in due punti. L’equipaggio è riuscito ad ammainare la randa e ad allontanarsi dalla AIEZ e resta in regata, utilizzando solo la vela di prua. Non sono stati segnalati problemi fisici all’equipaggio a seguito dell’incidente e il team è in contatto con il race control centre e il suoi tecnici per stabilire quali riparazioni possano essere fatte in mare.

Circa 250 miglia più a nord, Team Sun Hung Kai/Scallywag si è scambiato di posto con Turn the Tide on Plastic per cercare di sfuggire alle condizioni più dure, ma non vi è riuscito completamente. “Ma perché vogliamo tutti venire in questo posto?” Ha detto lo skipper David Witt. “Pensiamo di essere tosti, o cosa? Non capisco. Tutti che continuano a parlare di Southern Ocean, Southern Ocean. Ne ho avuto abbastanza di questo Southern Ocean.” Ha concluso l’australiano con il suo consueto senso dell’umorismo.

Anche a bordo di Turn the Tide on Plastic ci sono stati alcuni minuti di tensione quando, nel mezzo della notte, si è attivato l’allerta di uomo a mare, ma fortunatamente si è trattato solo di un falso allarme e tutti i componenti dell’equipaggio sono a bordo e in buona salute.

“Stanotte sarà ancora dura, con vento in poppa. Spero passerà senza problemi.” Ha detto lo skipper di MAPFRE Xabi Fernàndez, parlando delle prossime ore. “Dovremo lavorare tanto, fare molte strambate al limite della zona di esclusione, sarà faticoso per tutti.”

RIPARTE LA SFIDA DI CANOTTAGGIO PIÙ DURA AL MONDO: LA TALISKER WHISKY ATLANTIC CHALLENGE

SAN SEBASTIAN DE LA GOMERA – E’ partita oggi 14 dicembre da San Sebastian de La Gomera, alle ore 11:00 locali, la Talisker Whisky Atlantic Challenge, la gara di canottaggio più dura al mondo. 25 team provenienti da 16 paesi sono partiti dalla piccola isola delle Canarie alla volta di Antigua, per affrontare questa vera e propria avventura della vita da 3.000 miglia nautiche per la quale ogni equipaggio si lega a enti benefici con l’intento di raccogliere fondi.

Gli equipaggi, composti da solisti, coppie, o gruppi da tre o quattro componenti, tenteranno di battere il record mondiale detenuto dai vincitori dello scorso anno, i Latitude 35, che hanno completato il percorso in soli 35 giorni. Quest’anno, non ci sono solo team provenienti da molti più paesi, tra cui Stati Uniti, Australia, Finlandia, Nuova Zelanda, Cina, Norvegia e Gran Bretagna, ma il numero di partecipanti è più che raddoppiato rispetto a quello passato.

La Talisker Whisky Atlantic Challenge è un’esperienza assolutamente unica, in grado di cambiare la vita. Ogni partecipante brucerà circa 8.000 calorie al giorno, perdendo approssimativamente il 20% del peso corporeo durante la gara. Gli equipaggi proveranno in prima persona l’impatto degli elementi tipici dell’Oceano Atlantico, dalle tempeste tropicali, a onde alte più di 12 metri, fino al caldo torrido e afoso.

Remando a turni di due ore, i partecipanti dovranno lottare con la carenza di sonno per radunare le forze e scoprire di che pasta sono fatti nel bel mezzo dell’oceano. Oltre alla sfida dal punto di vista fisico, dovranno collaborare per rimanere mentalmente forti, soprattutto perché trascorreranno il giorno di Natale e la vigilia di Capodanno lontani dalle famiglie durante questa sensazionale avventura, che durerà dai 35 ai 90 giorni. Nelle avversità, saranno testimoni di momenti mozzafiato, a stretto contatto con la natura, immersi nella straordinaria vita marina e in tramonti spettacolari.

Volvo Ocean Race: sale la tensione mentre si avvicina la tempesta

ALICANTE – Davanti alla difficile scelta di affrontare la tempesta che è in arrivo portandosi a sud, su una rotta più veloce ma anche più rischiosa, o rimanere più a nord in posizione più sicura ma più lenta, i sette team hanno messo le carte in tavola e resa chiara la loro strategia.

Con una mossa coraggiosa, che lo allontana dal resto della flotta, il team guidato dalla skipper britannica Dee Caffari Turn the Tide on Plastic, e di cui fa parte anche l’italiana Francesca Clapcich, ha deciso di stare a nord nella speranza di evitare venti fortissimi e onde potenzialmente molto pericolose. In netto contrasto con i battistrada di Dongfeng Race Team, MAPFRE, team Akzonobel, Team Brunel e Team Sun Hung Kai/Scallywag, che invece hanno gettato il dado e deciso per il sud.

Dee Caffari è una delle veliste più esperte e rispettate al mondo, conosciuta per le sue doti marinaresche ma guida un gruppo di giovani che per la maggior parte non hanno mai affrontato condizioni di questo genere e dunque, insieme al navigatore francese Nico Lunven ha deciso di premiare la sicurezza, a scapito della velocità.

Tuttavia la tempesta è molto estesa, oltre 400 miglia, e si muove velocemente verso est. Entrarvi è inevitabile, ma Dee Caffari ha ponderato bene la scelta. “Ho avuto delle sensazioni negative per 24 ore e pensavo fosse qualcosa che avevo mangiato o bevuto, ma non è così.” Ha spiegato l’unica skipper donna di questa edizione del giro del mondo. “Onestamente, credo sia il senso di responsabilità, il peso di dover fare le scelte giuste e tenere insieme barca e equipaggio per le prossime 48 ore, senza danni o problemi. Ho mal di stomaco, una sensazione che non avevo mai provato prima.”

Intanto le barche che hanno tenuto una rotta meridionale devono affrontare altre sfide. Quando la depressione li colpirà, questi team avranno vento più forte e contrariamente a Turn the Tide on Plastic non avranno alcuna via di fuga. La zona di esclusione dei ghiacci a sud della flotta che è stata definita per tenerla lontana dal pericolo degli iceberg, infatti, impedisce ai battistrada di scendere ancora quando le condizioni si faranno ancor più dure. Dovranno invece puntare a nord, strambando molte volte in condizioni al limite, proprio al confine con la zona di esclusione.

“Non penso che quello che faremo nelle prossime ore possa essere definito regatare.” Ha ammesso lo skipper di Dongfeng, Charles Caudrelier. “Vogliamo scappar via veloci, ma non vogliamo rompere nulla o farci del male.” Lo skipper di MAPFRE, Xabi Fernandez, che si trova solo otto miglia alle spalle  Dongfeng, ha aggiunto: “Sta diventando dura, fa freddo, ma sarà anche divertente.”

A circa 75 miglia a nord del gruppo di testa anche i danesi/americani di Vestas 11th Hour Racing si stanno preparando. Al rilevamento delle ore 1300 UTC, le 14 italiane l’equipaggio guidato da Charlie Enright era il più veloce della flotta, con 22,5 nodi invece dei 16,3 di Dongfeng. “Sembra che ci stiamo preparando a una battaglia.” Ha detto il navigatore inglese Simon Fisher. “Il vento sta crescendo e è più largo di quanto previsto, il che ci fa venire dei dubbi. Dipenderà da quanto ci terrà alti, e dovremo scegliere le vele giuste e l’angolo migliore. Per il momento siamo cauti.”

Il vento è ormai stabilmente sopra i 25 nodi e continua ad aumentare. Le prossime 48 ore saranno fondamentali per il successo nella terza tappa.

Il Portodimare insignito dal CONI della medaglia di bronzo al merito sportivo

PADOVA – Con una cerimonia che si è tenuta questa mattina presso la sala consigliare della Provincia di Padova il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha conferito a Il Portodimare, l’associazione sportiva padovana presieduta da Stefano Genova, la medaglia di bronzo al merito sportivo.

L’Onorificenza della “Stella di bronzo al Merito Sportivo” è concessa alla bandiera di enti sportivi che con continuata e meritoria azione nel campo della promozione e della attività agonistica abbiano contribuito a diffondere e onorare lo sport nel Paese.

Il riconoscimento va a premiare gli sforzi organizzativi che il sodalizio velico ha svolto nel corso della sua ultra-quarantennale attività e che ha visto, solo nell’ultimo quadriennio il circolo padovano impegnato nell’organizzazione di tre campionati italiani è un campionato europeo, senza contare i successi ottenuti dai soci che hanno trionfato a Campionati Italiani, europei e mondiali.
Presenti alla cerimonia di premiazione, oltre al presidente Stefano Genova, anche il past-president Gianfranco Frizzarin e il consigliere U.V.A.I Emilia Barbieri.

Al termine dell’evento il presidente Stefano Genova ha dichiarato: “Quella che ho ereditato la scorsa primavera, divenendo il nuovo Presidente di questo magnifico circolo è una eredità molto importante, e giorno dopo giorno mi sto rendendo sempre più conto dell’importanza che il nostro sodalizio ha nel panorama velico e sportivo. Questa onorificenza ci riempie senz’altro di orgoglio ed è il frutto di un lungo lavoro. Ringrazio davvero tutti i soci ed i dirigenti del nostro circolo che hanno fatto si che oggi potessimo essere qui a ricevere questo premio”.

“È un onore ed un piacere aver ritirato questo importante riconoscimento, il cui ricordo va a tutti i dirigenti precedenti, a tutti i soci e a tutti gli armatori che hanno collaborato per arrivare a questa assegnazione” ha commentato Gianfranco Frizzarin, per oltre vent’anni al timone de Il Portodimare.

Volvo Ocean Race: prima della tempesta

ALICANTE – Quando la linea del traguardo di Melbourne è ancora a oltre 5.000 miglia di distanza dalle prue delle sette barche, è quello che si sta formando alle loro spalle che sembra essere il pericolo numero uno al momento.

Una vasta e profonda depressione, infatti, si sta formando a ovest della flotta e potrebbe generare condizioni al limite, con venti fino a 60 nodi  e onde mostruose di 13 metri di altezza. Il sistema si sta muovendo così velocemente che i sette Volvo Ocean 65 non riusciranno a sfuggirgli. Gli equipaggi saranno chiamati a decidere dove posizionarsi, compito affatto facile, rispetto alla tempesta che dovrebbe colpirli nella giornata di giovedì. Dovranno scegliere fra rischio e guadagno. Una rotta più meridionale sembra più veloce, per le prossime ore, ma comporta l’avvicinarsi di più al centro della depressione.

Inoltre, la zona di esclusione dei ghiacci, creata per evitare che le barche navighino troppo vicino all’Antartide e agli iceberg, non permette ai team di evitare le condizioni più dure della bassa da sotto. D’altro canto l’opzione nord sembra essere più conservativa e dovrebbe mantenere i team più lontani dall’occhio del ciclone, ma è anche quella più lenta.

Sembra dunque che la separazione, che già si era evidenziata al primo rilevamento delle posizioni questa mattina, possa continuare con l’attuale leader, Dongfeng Race Team, MAPFRE, team Akzonobel e Team Brunel che hanno scelto di portarsi a sud, mentre  Team Sun Hung Kai/Scallywag, Vestas 11th Hour Racing e Turn the Tide on Plastic hanno optato per una rotta più settentrionale.

“C’è una certa dose di rischio a rimanere a sud e proprio davanti alla depressione.” Ha spiegato il navigatore di Vestas 11th Hour Racing Simon Fisher. “Se riusciremo a portarci a nord e a camminare bene, sarebbe certamente il modo migliore di affrontarla.”

Sapere quando togliere il piede dall’acceleratore e fare scelte più conservative è sempre stata la chiave di volta per il successo nella Volvo Ocean Race, e Fisher è un esperto di questo tipo di compromessi, avendo guidato Abu Dhabi Ocean Racing alla vittoria nell’edizione 2014-15 del giro del mondo. “Saranno un paio di giornate interessanti.” Ha aggiunto il britannico. “La linea di confine fra essere veloci con una buona prua e trovarsi in una zona più sicura, sarà sottile. Si dovrà anche cercare di non rompere e di non trovarsi sul passaggio del fronte. Vogliamo essere veloci ma non dobbiamo trovarci dove l’aria aumenta e dà buono, perché lo stato del mare sarà terribile e potremmo essere spinti verso il cancello dei ghiacci.”

Forse l’unico velista che ha altri pensieri, oltre a quello della tempesta imminente, è lo skipper di Brunel Bouwe Bekking. Il velista olandese ha perso il padre la scorsa settimana, e il funerale si tiene oggi. Bekking che è uno dei velisti più esperti dell’intera flotta, essendo alla sua ottava partecipazione alla Volvo Ocean Race, ha ammesso che la sua mente e il suo cuore erano altrove e ha mandato un messaggio molto emozionante da bordo. “Sapevamo che sarebbe stata solo una questione di tempo, e ci eravamo accordati perché io partissi comunque, ma non sono felice lo stesso. L’unico condotto è che mio padre ha raggiunto una bella età, la vita più lunga nella storia della nostra famiglia,  e ha vissuto bene. Mi ha sempre sostenuto nella scelta di essere un velista professionista e mi ha sempre detto: vivi la tua vita e goditela al 100%. Quindi anche se siamo in mare, con queste condizioni dure, oggi penso a mio padre, che mi mancherà moltissimo.”

Invernale di Marina di Ravenna: Calvi Network ancora protagonista

MARINA DI RAVENNA – Una bella brezza da sud compresa tra i 14 e i 17 nodi ha consentito al Comitato di Regata del Campionato Invernale di Marina di Ravenna di portare a termine la seconda delle sette prove originariamente previste dal Bando di Regata dell’evento organizzato dal Ravenna Yacht Club. A rendere ostiche le condizioni meteo, oltre al freddo tipico della stagione, un fastidioso moto ondoso incrociato che ha reso più complicato del previsto il lavoro di timonieri ed equipaggi. Al via della regata, originariamente prevista il 26 novembre, un sessantina di imbarcazioni, con le flotte ORC e Open a farla da padrone.

Calvi Network ha vissuto un’altra giornata da protagonista, imponendosi nel raggruppamento Minialtura (Overall e ORC 5) con un tempo corretto che, a conti fatti, è risultato di gran lunga migliore dell’intera flotta Altura, riorganizzata dal Ravenna Yacht Club all’indomani dei risultati maturati al termine della prima giornata. L’imbarcazione del Lightbay Sailing Team, capitanata dal trimmer Sergio Blosi, è inoltre giunta seconda nel gruppo Open Alfa dietro al Melges 24 Wadadli di Gianadrea Facchini, a sua volta secondo nella flotta ORC complessiva con un ritardo di quasi cinque minuti rispetto a Calvi Network.

A commentare la giornata è stata Irene Bezzi, a bordo nel doppio ruolo tattico/randista assieme a Blosi, al timoniere Luca Falcioni e a Massimo Bartoli, impegnato a prua: “Una regata impegnativa in tema di conduzione, dovuto dalle condizioni meteo marine caratterizzate dal vento da sud che già dalle prime ore del giorno aveva iniziato ad aumentare, scontrandosi con l’onda da Bora del giorno precedente. Il nostro team è composto da un gruppo di amici affiatati che, grazie allo spirito sportivo di Carlo Alberini, si trova a navigare su una barca di soli sette metri che, se ben condotta, può battere barche sulla carta più performanti. Il nostro obiettivo era appunto fare le cose semplici: ci siamo riusciti e il risultato è stato centrato in pieno. Un plauso meritato va al Ravenna Yacht Club che, nonostante le condizioni difficili, ha posizionato un campo di regata regolare”.

L’Invernale di Marina di Ravenna riprenderà nel 2019, più esattamente il 14 gennaio, cui seguiranno gli appuntamenti del 28 gennaio, dell’11 e del 25 febbraio.
La stagione 2017 del Lightbay Sailing Team è supportata da Calvi Network, Iconsulting, Gill, Serigrafika, Garmin e PROtect Tapes.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
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