peyrani

Volvo Ocean Race: incontri ravvicinati del tipo equatoriale

ALICANTE – I franco/cinesi di Dongfeng Race Team continuano a guidare la flotta nella Leg 2 della Volvo Ocean Race, ma con un margine molto contenuto, a causa del rallentamento dovuto all’ingresso nell’area delle calme equatoriali, i famigerati Doldrum. I primi quattro sono separati da una decina di miglia appena e il distacco dal primo al settimo equipaggio è di poco più di 45 miglia: decisamente una buona notizia e un’opportunità di rientrare per gli inseguitori.

L’ultimo rilevamento delle posizioni delle 14 ora italiana, mostrava un distacco minimo fra i primi due, Dongfeng Race Team e MAPRE, Vestas 11th Hour Racing in terza piazza a poco più di 5,5 miglia e una lotta tutta olandese fra team Brunel, su cui corrono gli italiani Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti, e team AkzoNobel degli skipper orange Bouwe Bekking e Simeon Tienpont. L’equipaggio di Dee Caffari l’unica skipper donna di questa edizione del giro del mondo, Turn the Tide on Plastic di cui fa parte anche la triestina Francesca Clapcich è rientrato nei giochi, superando gli avversari di Sun Hung Kai Scalliwag, e riportandosi a meno di 43 miglia dai battistrada.

E, tuttavia, si tratta di condizioni difficile per i velisti, che normalmente aspettano con estrema ansia il report delle posizioni, spedito ogni sei ore alle barche in regata. Dato che si assiste a un ricompattamento della flotta, gli avversari navigano a vista oppure si possono vedere sull’AIS (Automatic Identification System), il sistema elettronico di identificazione automatica delle barche e delle navi che mostra sia la posizione che la rotta e la felicità di qualsiasi mezzo che si trovi a una distanza di 10/12 miglia, per questioni di sicurezza. Oggi, indubbiamente, i primi cinque della flotta possono controllare le rispettive mosse sull’AIS, e i livelli di ansia sono decisamente più alti, dato che una nuvola in più o in meno potrebbe significare una notevole perdita o guadagno.

Sebbene i Doldrum siano spesso considerati come un’area dove c’è mancanza assoluta di vento, in realtà più spesso si tratta di un’area dove le condizioni sono molto variabili, dove le cellule temporalesche provocano subitanee accelerazioni del vento da direzioni diverse dai venti prevalenti e leggeri. Ciò significa che gli equipaggi sono chiamati a una vigilanza costante, con evidenti difficolta di scegliere la giusta combinazione di vele e regolazione delle medesime, che deve essere senza sosta.

“Stavamo navigando prua a sud con il code zero frazionato (la grande vela che si utilizza per le andature al traverso) e facevano circa 20 nodi di velocità. Davanti a noi potevamo vedere una grossa nuvola, che significava che stava per succedere qualcosa.” Ha raccontato il watch captain di MAPFRE Rob Greenhalgh, spiegando esattamente come si viva a bordo nella zona dei Doldrum. “Ha dato molto buono (c’è stato un salto di vento favorevole), circa 50 gradi, e un aumento del vento improvviso, quindi abbiamo dovuto cambiare subito le vele, ora navighiamo con il fiocco, al lasco molto stretto e con una velocità molto inferiore. Tutti devono passare questa linea delle calme equatoriali, tutti ci devono entrare. Sarà così per i prossimi giorni, chissà chi ne uscirà meglio.”

In realtà la situazione potrebbe chiarirsi anche prima di quattro o cinque giorni, dato che i leader della flotta dovrebbero raggiungere l’equatore (gli 0 gradi Nord) più o meno nelle prossime 24 ore, e riagganciare il flusso degli alisei dopo due o tre giorni.

Dongfeng guida la flotta e Turn the Tide on Plastic sceglie lo Stealth Mode

ALICANTE – Dongfeng Race Team guidato dallo skipper francese Charles Caudrelier sembra essere la barca più veloce quando si tratta di navigare in linea retta alle andature portatnti, come dimostrato nelle ultime ore della seconda tappa della Volvo Ocean Race quando la flotta si sta diffrango verso la zona delle temute calme equatoriali, il famosi Doldum.

La barca con bandiera cinese ha rosicchiato un vantaggio di cinque miglia sui rivali spagnoli di MAPFRE, su team Akzonobel e Vestas 11th Hour Racing ieri e oggi, al rilevamento delle ore 14, questo margine era raddoppiato, mentre il gruppetto di testa si trova al traverso delle isole di Capo Verde.
Mentre la gara di velocità in poppa vive un altro capitolo, Dongfeng ha anche fatto registrare la migliore punta della flotta con 20 nodi in 16 nodi di vento, in parte anche perché l’equipaggio della barca rossa può navigare a un angolo lievemente più favorevole degli altri.

Tuttavia si parla di un vantaggio di sole 12 miglia su una tappa che ne misura 7.000 e dunque, malgrado sia stato ottenuto con grandi sforzi, il margine è poca cosa, soprattutto perché fra un paio di giorni tutte e sette le barche si troveranno a dover affrontare i Doldrum, ossia uno dei passaggi più delicati di questa tappa.
“Siamo a circa 560 miglia da dove pensiamo si trovi l’inizio dei Doldrum, è ora è una pura gara di velocità verso sud.” Ha spiegato il navigatore di  Vestas 11th Hour Racing Simon Fisher, dicendosi contento della terza piazza e della posizione a nord-ovest di Dongfeng. “Ora si tratta di essere veloci, bisogna portarsi a sud il prima possibile. Una volta che saremo più vicini alle calme equatoriali dovremo affinare il posizionamento e vedere se potremo portarci a ovest o a est per effettuare il miglior passaggio.”

Intanto per la prima volta in questa edizione del giro del mondo, un team non era riportato nel rilevamento delle posizioni e sulla cartografia elettronica. Turn the Tide on Plastic infatti ha deciso di attivare la modalità Stealth, per cui le posizioni della barca sono nascoste agli avversari e al pubblico per 24 ore.
La skipper Dee Caffari ha detto che sperava che questa opzione, facesse guadagnare al suo team punti preziosi nel gioco strategico/tattico della Leg 2. “Stiamo rientrando lentamente su Scallywag e Brunel e vorremmo capitalizzare questa situazione. So che il concetto di  Stealth Mode è stato creato per incoraggiare le decisioni più coraggiose e per spingere la flotta a muoversi, ma in questo caso noi vogliamo solo seminare il seme del dubbio nella mente dei nostri avversari, che si possono chiedere se noi abbiamo più vento qui a ovest.”

Team Brunel, quinto a 35 miglia dai leader, ha dovuto variare la rotta per sostituire un outrigger, il buttafuori usato per regolare meglio le vele alle andature portanti, che si era rotto. Dopo diversi tentativi, l’equipaggio è riuscito a risolvere.
Team Sun Hung Kai/Scallywag  è 90 miglia dietro ai primi, ma di certo a bordo non manca il buonumore. “La cosa che mi impressiona sempre, è quando siano vicine le barche.” Ha detto lo skipper Dave Witt durante una trasmissione con la sede della Volvo Ocean Race ad Alicante. “Stiamo per entrare nei Doldrum e ci sono appena 50 miglia fra il primo e l’ultimo, e in quella zona storicamente si sono viste barche perdere dalle 50 fino alle 300 miglia. La tappa di certo non è decisa.”

Assegnato all’Italia il J24 World Championship 2018

RIVA DEL GARDA – Al termine della riunione WCM svoltasi a Riva del Garda alla quale hanno preso parte i presidenti della Classe J24 di tutto il mondo (fra loro la chair Nancy Zangerle, la Vice Chair Marianne Schoke SWE-JCA, il Technical Chair Tim Winger, il Finance Chair e MEX-JCA Kenneth Porter, il Past Chair Jorge Castillo, Samantha Webster CAN-JCA, Nina Squire GBR-JCA, David Cooper GBR-JCA e EC Member, Jan-Marc Ulrich GER-JCA, Thorsten Sperl (GER), Marton Melha (HUN), Aristofanis Pallikaris e Kostas Kalogeropoulos GRE -JCA, Pietro Diamanti e Apollonio Fabio ITA-JCA, Yojiro Sugiki JPN-JCA, Chip Till USA-JCA, l’Executive Director Christopher Howell,  lo stazzatore Gianpietro Pollesel (ITC, Italy) e l’Administration Julie Howell-ODAM, USA-) e il sopralluogo degli stazzatori, è stato confermato ufficialmente che il J24 World Championship 2018 si svolgerà nelle acque benacensi dal 24 al 31 agosto sotto l’attenta regia della Fraglia della Vela di Riva del Garda.

A dieci anni esatti da Cannigione, quindi, il prestigioso appuntamento ritorna in Italia: una grande soddisfazione per la Classe Italiana e per tutti gli equipaggi che premia il lavoro e l’impegno di questi anni.

Dieci le prove previste alle quali sono attesi numerosi e titolati equipaggi attirati sicuramente non solo dallo straordinario campo di regata -dominato da venti termici costanti e sostenuti come il Peler e l’Ora- ma anche dalle bellezze paesaggistiche di Riva del Garda -località situata nella parte Nord del Lago di Garda, il cosiddetto Garda Trentino, in una stretta gola a ridosso delle Dolomiti- e dall’impeccabile organizzazione della Fraglia della Vela di Riva del Garda, uno dei Circoli Velici più prestigiosi d’Italia, scavato in uno scenario unico con alle spalle le montagne a strapiombo e con 50 km di lago che si estende a sud.

“Venerdì pomeriggio i rappresentanti della Fraglia della Vela di Riva del Garda hanno fatto visitare le strutture del Circolo illustrando le varie soluzioni per gli ormeggi delle imbarcazioni, per i parcheggi dei carrelli, i bagni e le docce riservate ai concorrenti.- ha spiegato il Presidente della Classe J24 italiana, Pietro Diamanti -Particolare attenzione è stata riservata al luogo dove svolgere le operazioni di stazza in quanto Tim Winger, Technical Chair della classe internazionale, ha richiesto una sede al coperto ed al riparo dal vento, che potrebbe diversamente alterare le operazioni di peso.

Questa sede è stata rinvenuta nel PalaVela, dove però saranno necessarie alcune sistemazioni per proteggere il pavimento dallo sfregamento dei carrelli delle imbarcazioni sottoposte ai controlli di stazza. Dal 29 maggio al 3 giugno, inoltre, le acque rivane ospiteranno anche il Campionato Nazionale Open J24, un’eccellente opportunità per testare il campo di regata e l’organizzazione della FVRiva in vista del prestigioso appuntamento di fine agosto.”

“E’ un piacere ospitare nuovamente la flotta J24 nei suoi massimi eventi con il Campionato nazionale di maggio e il mondiale di fine agosto– ha commentato il presidente della Fraglia Vela Riva Giancarlo Mirandola –La classe rappresenta un pezzo di storia della vela e dimostra di essere sempre molto vivace e diffusa in tutto il mondo: dopo aver ospitato qui a Riva i Campionati nazionali nel 1999 e nel 2009 è davvero un onore poter organizzare nel 2018 anche i Mondiali; il club che presiedo, ancora una volta ha dimostrato di essere all’altezza di un evento di massimo livello, rispondendo alle esigenti richieste – anche logistiche – della classe internazionale.”

Alla fine del giro di ispezione, infatti, i partecipanti al WCM hanno riconosciuto l’idoneità delle strutture proposte ed apprezzato la provata professionalità della Fraglia della Vela nel gestire eventi mondiali con partecipazioni numerose e a questo proposito è stato deciso che il Campionato Mondiale 2018 si svolgerà con un numero massimo di 80 barche. La flotta italiana, come ente organizzatore, ha diritto ad iscrivere 24 barche, scelte tramite selezione, ed inoltre una barca per un ex campione mondiale, una per il campione nazionale 2017, un equipaggio femminile ed un giovanile (età inferiore a 25 anni) e due barche armate dal circolo organizzatore.

Gli equipaggi selezionati sino ad ora sono Ita 416 La Superba, Ita 212 Jamaica, Ita 501 Avoltore, Ita 304 Five for Fihting J, Ita 499 Kong Grifone, Ita 487 America Passage, Ita 405 Vigne Surrau, Ita 460 Botta Dritta, Ita 443 Aria, Ita 241 Libarium, Ita 371 J-Joc, Ita 424 Kismet e Ita 498 Pilgrim ma la Coppa Italia, tappa conclusiva del Circuito Nazionale J24-Trofeo Ciccolo che sarà organizzata il 18 e il 19 novembre dal Circolo Velico Ondabuena Academy nell’accogliente rada di Mar Grande a Taranto assegnerà altri quattro pass.

Sponsor tecnico J24 World Championship 2018 che fornirà cestini a tutti le barche per l’intero periodo del Mondiale è Alce Nero, il marchio di oltre mille agricoltori e apicoltori biologici, impegnati, dagli anni ’70, in Italia e nel mondo, nel produrre cibi buoni, sani e che nutrono bene.

Volvo Ocean Race: il poker delle nuvole

ALICANTE – E’ un lavoro faticoso, instancabile quello che devono fare gli skipper e i navigatori per perdere le decisioni migliori e i velisti per spostare migliaia di chili di materiale a ogni strambata. Almeno la maggioranza, visto che alcuni team hanno deciso di dividere il peso tenendo metà materiale su ogni lato, sacrificando un maggior raddrizzamento in favore dell’abilità di strambare più velocemente quando un nuovo salto di vento lo imponga.

Di conseguenza, e come gli equipaggi non cessano di sottolineare, in queste condizioni è un continuo alternarsi di guadagni e di perdite che si rispecchiano anche sull’umore dei velisti. “Ieri avevamo lasciato AkzoNobel dietro 12 miglia, poi li abbiamo visti andare sotto una nuvola e in duo ore abbiamo perso quasi 20 miglia, pazzesco!” Ha detto lo skipper di Dongfeng, Charles Caudrelier. Il team franco/cinese è in effetti quello che ha infilato il maggior numero di strambate di tutta la flotta, nel tentativo di rimanere nell’aria giusta e mantenere la prima posizione. Al rilevamento delle ore 14 italiane Caudrelier e i suoi sembrano essere riusciti nell’intento, avendo mantenuto un margine di oltre 5 miglia su Vestas 11th Hour Racing, di oltre 10 su team AkzoNobel e MAPFRE.

Proprio dalla barca spagnola, che ha navigato spalla a spalla con team AkzoNoble per gran parte della mattinata, il neozelandese Blair Tuke fornisce la sua interpretazione della situazione e dei continui cambi di leader. “Le ultime 24 ore sono state abbastanza negative per noi, abbiamo perso su Dongfeng e Vestas 11th Hour Racing. Ma poi questa mattina ci siamo riavvicinati e tutto a un tratto sono qui, e ora navighiamo a vista.”

Il veterano Tony Mutter, imbarcato su Vestas 11th Hour Racing per la sua quinta Volvo Ocean Race, descrive il dilemma cui si trova di fronte il suo team, alla ricerca della posizione migliore rispetto alle condizioni meteo e anche tatticamente, per aggirare una zona di vento leggero e instabile, e per mantenersi nel gruppo di testa. “Al momento siamo cercando di evitare questa area di bonaccia che viene dalla costa africana. Ci sono due modi per farlo… possiamo andare a ovest oppure possiamo andare più a sud possibile. adesso stiamo puntando a sud. Abbiamo Dongfeng direttamente davanti a noi, MAPFRE e AkzoNoble che invece stanno andando a ovest. C’è un po’ di separazione, è difficile dire come andrà. Con il vento da questo angolo non possiamo andare anche noi a ovest, quindi dobbiamo cercare di fare dl nostro meglio… E’ proprio dura…”

All’ultimo rilevamento in quinta posizione restano gli olandesi di team Brunel, in sesta Sun Hung Kai/Scallywag e in settima Turn the Tide on Plastic, che tuttavia è la barca con la migliore velocità, fattore che ha permesso al team guidato dalla skipper Dee Caffari di recuperare terreno. Come ha detto la britannica in un blog da bordo, commentando il report delle posizioni che è inviato ogni sei ore a tutte le barche: “E’ meglio di quanto pensassi. Abbiamo guadagnato su quelli davanti e non abbiamo perso nulla da Skallywag. Al momento abbiamo più vento di tutti e stiamo andando nella direzione giusta.” Le condizioni variabili e di vento leggero delle calme equatoriali, in effetti, in passato hanno portato a un ricompattamento della flotta, dando agli inseguitori un’opportunità di riagganciarsi al gruppo.

Volvo Ocean Race: lotta a quattro in testa

ALICANTE – E’ stata una tattica accorta e una buona navigazione a portare la barca con bandiera USA e danese in prima posizione, insieme a un ottimo tempismo nella scelta delle strambate nella giornata di ieri, tanto che ne è emersa con un margine superiore alle 10 miglia sugli avversari di MAPFRE, Dongfeng Race Team e Akzonobel.

Ma non tutto è andato secondo i piani di Vestas, e gli inseguitori nelle ultime ore si sono molto avvicinati grazie a migliori condizioni di vento. Al rilevamento delle 14 ora italiana, il team guidato da Charlie Enright aveva infatti un vantaggio di poco superiore alle due miglia su Dongfeng Race Team in termini di distanza al traguardo, ma in realtà le prime le quattro barche Vestas 11th Hour Racing, Dongfeng Race Team, MAPFRE e Akzo Nobel erano praticamente appaiate e distanziate di sole 4 miglia, con una separazione laterale di una quindicina di miglia. Le alte velocità dei primi giorni della frazione da Lisbona a Città del Capo, hanno cominciato a scendere, man mano che il vento cala di intensità e la flotta si avvicina alla zona delle temute calme equatoriali.

Per contro un aumento delle temperature ha portato con sé un maggior numero di temporali, che appaiono all’improvviso sotto le nuvole e che sono un vero incubo per i navigatori per le condizioni perturbate e locali che provocano. L’espertissimo Juan Vila, navigatore su MAPFRE ha riassunto così la situazione: ”Ieri sea e stamattina, abbiamo cominciato a sentire gli effetti dei temporali tipici degli alisei, è un po’ un campo minato con raffiche a 25 nodi o chiazze di vento leggero.” Vila ha spiegato, dicendo che i leader di Vestas navigavano a vista. “Ieri sera abbiamo dovuto affrontarne un paio prima di poterci mettere mure a sinistra su un bordo che probabilmente ci porterà fino ai doldrum. Abbiamo avuto vento praticamente da tutte le direzioni. ora sembra che stia schiarendo un po’, quindi potrebbe esserci una pausa.”

A poco più di 50 miglia alle spalle dei battistrada e una decina di miglia più a ovest Team Brunel, su cui corrono anche gli italiani Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti, che secondo lo skipper olandese Bouwe Bekking ha strambato per l’ultima volta e ora punta direttamente verso Capo Verde, a circa 600 miglia dalla costa del Senegal. “Abbiamo fatto quella che pensiamo sia l’ultima strambata, se sarà veramente così potremmo non farlo più per i prossimi 10 giorni. Ma il vento salta molto, quindi nulla è scontato. Siamo la barca più a ovest, quindi chi vivrà vedrà. Loro (le barche davanti) hanno strambato prima e hanno guadagnato perché si sono messe prua a sud. Ora è una questione di pazienza.”

C’è stata però un’ottima ragione per festeggiare a bordo di Team Brunel dato che, in pieno Atlantico mentre sta vivendo la sua prima e più intensa avventura oceanica il neozelandese Peter Burling ha ricevuto la notizia di essere stato eletto Velista dell’Anno 2017 per la vittoria nella Coppa America. Il kiwi, insieme al suo co-equipier Blair Tuke, ora imbarcato su MAPFRE, potrebbe diventare il primo velista nella storia ad aggiudicarsi il “triplete” con oro olimpico, Coppa America e Volvo Ocean Race. “Fa un effetto un po’ strano, ma sono molto, molto felice.” Ha dichiarato Burling in un collegamento in diretta con il Race Control Centre di Alicante. “E’ bellissimo, è stato un hanno incredibile.”

Al sesto posto i giovani di Turn the Tide on Plastic, guidati dalla skipper Dee Caffari, con un distacco di circa 90 miglia dai leader. La barca portacolori delle Nazioni Unite ha accumulato circa 25 miglia di ritardo nel tentativo di portarsi più a ovest, in settima piazza Sun Hung Kai/Scallywag dell’australiano David Witt, 125  miglia dietro.

Liz Wardley, boat captain di Turn the Tide on Plastic, team di cui fa parte la triestina Francesca Clapcich, ha spiegato in un collegamento televisivo di avere Team Brunel nel mirino. “Va un po’ ad alti e bassi, con vento forte avremmo potuto magari spingere un po’ di più, ma eravamo tutti molto stanchi e abbiamo fatto quel che potevamo.” Ha detto. “Adesso che il vento è calato abbiamo più persone che possono stare al timone in queste condizioni. E Brunel è qui vicino, né noi né loro siamo nel match per la leadership al momento. Quindi dobbiamo considerarli come il nostro primo obiettivo.”

Grande successo e partecipazione alla manifestazione del Centro Velico Caprera

ROSIGNANO – Il Centro Velico Caprera, la più grande Istituzione della formazione velica nel nostro Paese, ha chiuso le celebrazioni del suo 50mo anno dalla nascita con tre spettacolari giornate dedicate al mare, alla vela ed alla grande passione che accomuna le oltre 120.000 persone che ne sono state parte fino ad oggi.

Da venerdì 3 a domenica 5 novembre scorsi si è tenuta una grande festa del mare, ma più ancora dell’amicizia e della condivisione che l’esperienza CVC da sempre “contagia”, avvicinando individui sconosciuti ed apparentemente distanti, creando legami nuovi, profondi e spesso indissolubili.

22 le imbarcazioni di vario tipo e dimensione, 170 i partecipanti, fra equipaggi del Centro Velico Caprera e ospiti, che si sono ritrovati assieme nella splendida Marina Cala de’ Medici, uno dei porti più all’avanguardia della Toscana, sito tra Rosignano e Castiglioncello, nel cuore della Costa degli Etruschi. Un grande raduno che si è potuto tenere anche grazie alla collaborazione e al coinvolgimento di Matteo Italo Ratti, Amministratore Delegato e Direttore Portuale del Marina, ex allievo “doc” e istruttore del CVC con tutto il suo staff e il supporto dell’AIVA (Associazione Istruttori Volontari ed Allievi del Centro Velico Caprera).

Nonostante le previsioni meteo, la manifestazione ha visto un sabato 3 novembre veramente spettacolare. Al mattino tutte le imbarcazioni con i loro equipaggi hanno lasciato gli ormeggi per una grande veleggiata lungo le coste del litorale toscano. La sera una grande cena tenutasi al porto sotto un’apposita struttura allestita per l’occasione, preceduta da una breve cerimonia informale in cui Paolo Martano, Presidente del Centro Velico Caprera, ha consegnato i premi della veleggiata e i riconoscimenti alle persone che hanno contribuito a tagliare il traguardo del 50mo anno.

Un anno straordinario che, oltre alle molteplici celebrazioni ufficiali e ai festeggiamenti di rito, ha visto il Centro Velico Caprera ufficializzare l’inedito commitment etico per i suoi prossimi cinquant’anni. Un impegno forte che lo porterà ad assumere un ruolo sempre più attivo e propositivo nei confronti dell’uomo e dell’ambiente, già avviato in questo 2017 con le importanti collaborazioni con Plastic Busters, progetto dell’Università di Siena per il monitoraggio delle microplastiche nei mari, e con One Ocean, programma di preservazione dell’ambiente marino, promosso dallo Yacht Club Costa Smeralda, che ha prodotto la Charta Smeralda, codice etico per la condivisione dei principi e delle azioni di tutela a favore del mare, documento di cui il Centro Velico Caprera è segnatario e promotore.

In partenza i corsi invernali organizzati dallo Yacht Club Cala de’ Medici

ROSIGNANO – Sono in partenza i corsi invernali organizzati dallo Yacht Club Cala de’ Medici, in collaborazione con Safety World, l’Associazione Onlus Cecchini Cuore di Pisa e con il patrocinio della II Zona FIV, dal titolo “La sicurezza in mare prima di tutto”. I corsi sono aperti a tutti e si terranno nel mese di novembre presso la sala conferenze Mistral del Porto turistico di Rosignano Marina Cala de’ Medici.

Il prossimo weekend, l’11 e 12 novembre, si terranno al Cala de’ Medici il Corso di sicurezza ed emergenza a bordo ISAF/World Sailing – Offshore Special Regulations (OSR), tenuto dalla Safety World con la direzione del Prof. Umberto Verna, ed il Corso di Basic Life Support Defibrillation (BLS_D), tenuto dal Dr. Cecchini con l’Associazione Onlus Cecchini Cuore di Pisa.

Sarà un weekend in cui ci si confronterà sulle varie situazioni di emergenza che possono verificarsi a bordo delle imbarcazioni da diporto, a vela e a motore, tenuto da uno specialista del settore, il Prof. Umberto Verna. Il Corso OSR inizierà sabato 11 novembre alle ore 9.00, analizzando le dotazioni obbligatorie sulle imbarcazioni a vela e a motore, per la crociera e per la regata. Ai partecipanti verrà data la possibilità di visionare gli equipaggiamenti, anche non obbligatori, che facilitano la gestione delle emergenze a bordo. Il corso si concluderà domenica 12 con la prova pratica presso la piscina Comunale della Mazzanta, in cui verrà verificato cosa avviene in caso di caduta in mare vestiti e di passaggio sulla zattera in caso di abbandono imbarcazione.

Gli argomenti trattati saranno: sabato, dalle 9.00 alle 13.00, registrazione e introduzione al corso, equipaggiamenti obbligatori in crociera (motore/vela) e in regata, previsioni meteo e navigazione con cattivo tempo (comportamenti e regole, vele da tempesta, drogues); sabato, dalle 14.00 alle 19.30, avaria a bordo, acqua a bordo – fuoco a bordo, uomo a mare, emergenza medica; domenica, dalle 9.00 alle 13.00, richiesta di soccorso (organizzazione SAR ed equipaggiamenti GMDSS, esercitazione pratica razzi e fuochi, se autorizzata); domenica, dalle 15.00 alle 19.00, abbandono imbarcazione, zattera e salvagente (teoria e pratica).

Ai partecipanti tesserati FIV, in seguito ad una verifica scritta, verrà rilasciato certificato ISAF/World Sailing. Ai partecipanti non tesserati diportisti motore/vela verrà rilasciato un certificato di partecipazione.
Nel mese di novembre e dicembre si terranno, inoltre, sempre presso Marina Cala de’ Medici, i corsi federali per istruttori di II° livello. I corsi dureranno nel complesso due settimane (dal 13 al 18 novembre e dal 4 al 9 dicembre) e coinvolgeranno 24 allievi e 4 docenti.

Volvo Ocean Race: oltre Madeira, altre scelte all’orizzonte

ALICANTE – La flotta ha navigato in poppa in condizioni quasi al limite nelle prime 48 ore dalla partenza da Lisbona, con velocità prossime  ai trenta nodi. Ma, oltre a dover affrontare le durezze della vita di bordo in queste condizioni, con grandi onde che spazzano la coperta, un rumore e uno sbandamento continui, poco sonno e riposo, gli equipaggi e soprattutto i navigatori sono chiamati a delle scelte difficili, per decidere il momento ideale per puntare la prua più verso sud e verso la meta finale.

Al rilevamento delle ore 14 (italiane) MAPFRE occupava la prima posizione del ranking provvisorio, con Dongfeng Race Team e team Akzonobel rispettivamente in seconda e terza posizione.
In realtà però a questo punto della tappa la classifica è di secondaria importanza rispetto alle posizioni sullo scacchiere atlantico, in relazione alla meteo presente sul cammino. La grande decisione è se optare per andare più a ovest o più a sud. Oggi la flotta aveva una separazione di quasi 60 miglia, con MAPFRE su una rotta più meridionale, mentre Dongfeng a circa 40 miglia a nord, che si è tenuto su una rotta più occidentale.

I team non devono solo evitare una ampia zona di aria leggera sottovento alle Canarie, ma devono anche cercare il punto migliore per passare le calme equatoriali, la striscia di bassa pressione in continuo movimento che attualmente dista oltre tre giorni di cammino, a sud.

Secondo il navigatore di Dongfeng, Pascal Bidegorry, la terza notte in mare sarà cruciale per il decidere il resto della tappa. “L’idea è quella di agganciare il vento più sostenuto possibile” ha spiegato in un collegamento il diretta con il Race Control Centre di Alicante. “Per fare ciò dobbiamo portarci a ovest. Dobbiamo fare attenzione alle Canarie e a Capo Verde. Stanotte sarà fondamentale per la regata, specialmente per la posizione rispetto ai Doldrums (le calme equatoriali). E’ il momento di prendere le decisioni giuste.” Descrivendo le condizioni di navigazione molto dure anche dal punto di vista fisico, Bidegorry ha aggiunto: “C’è un sacco di acqua intorno a noi e sopra di noi! Siamo completamente zuppi, fin sotto le cerate.”

Secondo le previsioni il vento dovrebbe diminuire d’intensità nei prossimi giorni e dunque l’obiettivo per tutti i team è guadagnare il più possibile prima di mettere le carte sul tavolo da gioco.
“Tutta la flotta ha accelerato dopo aver passato Madeira e adesso dobbiamo giocare sugli scarsi e sui buoni.” Ha detto il prodiere e boat captain di MAPFRE Antonio ‘Neti’ Cuervas-Mons. “Dobbiamo strambare su ogni salto e ogni volta dobbiamo spostare tutto il materiale (sopravento) ed è proprio una rogna perché le vele sono zuppe di acqua e molto pesanti. Ma, questo è il gioco e poi ci aspettano solo un altro paio di giorni così e poi il vento calerà e tutto sarà più tranquillo.”

La modalità Stealth:
Le posizioni della flotta sono rilevate quattro volte al giorno, alle 0100, 0700, 1300 and 1900 UTC (un’ora più tardi in Italia). In una sola occasione ogni tappa, però, ognuno dei team ha la possibilità di entrare in modalità ‘Stealth’, in cui le posizioni sono nascoste al resto della flotta (e al pubblico) per tre rilevamenti successivi. Questa è un’opzione tattica importante che può permettere ai team di portarsi in una zona dove ritengano ci sia una migliore pressione, raggiungere una layline, decidere da quale parte passare un’isola, eccetera.  La sola restrizione è che i team non possono passare il modalità Stealth a meno di 200 miglia dal traguardo. L’approccio alle calme equatoriali è una delle situazioni in cui questa opzione tattica viene usata più spesso. Da vedere se i team la utilizzeranno nei prossimi giorni.

Il nuovo ‘waypoint di classifica’:
Gli organizzatori hanno aggiunto un nuovo ‘Ranking Waypoint’ alla cartografia elettronica per fare in modo che la classifica rispecchi in maniera più efficace le posizioni tattiche dei team durante la prima fase della Leg 2. Da notare che non si tratta di una nuova boa di percorso che i team devono doppiare. Si tratta invece di un waypoint virtuale che è stato aggiunto al software e che è posizionato vicino al punto mediano dove ci si aspetta che i team attraversino i doldrum. L’intenzione è di fornire una classifica più realistica e di aggiustare la distanza all’arrivo dei team.

Volata finale per la Flotta J24 di Genova Portofino al 5° Campionato della Lanterna

GENOVA – Colpo di scena nella giornata conclusiva del V Campionato della Lanterna, la manifestazione organizzata dal Circolo Nautico Marina Genova Aeroporto (http://www.circolonauticomga.it) con il supporto dei circoli Enel, Asper, Ansd, Mandraccio, Luigi Rum, Ilva e Pescatori Prà, alla quale hanno preso parte ben otto equipaggi della Flotta J24 di Genova Portofino.

Nella sesta ed ultima regata disputata sul campo Charlie -posizionato di fronte alla diga foranea zona Lanterna- con un bel vento di tramontana, dopo un estenuante duello all’ultima virata, Ita 235 Jaws armato da M.Mori e L. Varini (CV Elbano) si è aggiudicato la vittoria di giornata anticipando Ita 303 Just a Joke armato dal Capo Flotta Maurizio Buffa (LNI Sestri P.) e Ita 307 Finalmente di Olga Finollo (LNI Ge centro).

Con questa affermazione e grazie anche allo scarto, Ita 235 Jaws (1,4,1,3,2,1), ha raggiunto ex aequo (5 punti) il suo diretto avversario per tutto il campionato, Just a Joke (2,1,2,1,1,2 i parziali) ma si è aggiudicato la vittoria finale del Trofeo Marina Genova Aeroporto. Terzo posto per Ita 307 Finalmente (10 punti, 3,2,3,2,4,3). Seguono Ita 357 Landfall armato da Simone e Andrea Moretti (Lni Quinto; 17; 5,5,6,4,3,5), Ita 483 per Cinque di A.Criscuolo-P. Ghibaudi (CNMGA, 18 punti; 4,6,5,5,5,4), Ita 218 Be Quiet di Marcello Cirenei (US Quarto; 19; 6,3,4,6,dnf,6), Ita 286 Sprin della LNI Genova Centro (27 punti, 7,7,8,7,6,9) e Ita 427 Walligator della LNI Genova Centro (30 punti; 8,8,7,dnc,dnc,7).

“Sono molto contento della “rinascita” e del fervore della nostra Flotta in continua ricerca di nuovi armatori disponibili ad unirsi a noi” ha commentato il Capo Flotta J24 di Genova Portofino, Buffa.La domenica pomeriggio, presso il Marina Aeroporto, alla presenza di tutti gli equipaggi, si è svolta la coinvolgente premiazione ed è stato dato l’appuntamento all’edizione 2018 del Campionato della Lanterna e alla Veleggiata di Natale in programma il prossimo 10 dicembre, sempre al Circolo Nautico Marina Genova Aeroporto.

Anzio Nettuno. Considerando gli avvisi di burrasca, il C.d.R aveva deciso già dalla sera precedente di annullare la seconda tappa del 43° Campionato Invernale Altura e Monotipi di Anzio e Nettuno in programma nel golfo anziate e organizzato dal Circolo della Vela di Roma, dal Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, dalla Lega Navale Italiana sez. di Anzio, dal Nettuno Yacht Club in collaborazione con la Sezione Velica Marina Militare, l’Half Ton Class Italia e la Marina di Nettuno.

Dopo le prime tre regate disputate nella tappa d’apertura -tutte vinte da Ita 447 Pelle Nera armato da Paolo Cecamore, già argento all’europeo, e timonato dal campione ungherese Farkas Litkey- i ventuno equipaggi J24 della Flotta di Roma dovranno quindi aspettare le regate a bastone previste domenica 19 novembre, 3 e 17 dicembre. La seconda manche, invece, si svolgerà il 14 e 28 gennaio, 11 e 25 febbraio e si concluderà domenica 11 marzo. In ciascuna giornata potranno essere disputate tre prove al termine delle quali saranno sempre organizzati pasta party presso il Circolo della Vela di Roma. Classifica invariata quindi con Ita 447 Pelle Nera (3 punti; 1,1,1 Nettuno YC) seguito da Ita 210 Cesare Julio di Pietro Massimo Meriggi (10 punti; 4, 3, 3 i parziali, LNI Anzio) e da Ita 385 J Giuditta di Riccardo Aleandri (13 punti; 3, 4, 6 i parziali LNI Anzio).

Contemporaneamente all’Invernale, la Flotta romana J24 regaterà anche per il Trofeo Lozzi. Per la manifestazione voluta per ricordare l’entusiasmo, la generosità e la passione dell’armatore e timoniere del J24 ITA 428 prematuramente scomparso, è previsto un calendario differente articolato su cinque week end, uno al mese (18 e 19 novembre, 16 e 17 dicembre, 13 e 14 gennaio, 10 e 11 febbraio, 10 e 11 marzo). Eventuali prove di recupero saranno previste in data da definire, compatibilmente a quelle già in programma. Il segnale di avviso del sabato è previsto per le ore 12. Quando la giornata di regata del Trofeo Lozzi coincide con quella del Campionato, le prove verranno classificate per entrambi gli eventi.

Nasce “Vela e foto in Versilia”

VIAREGGIO – A pochi giorni dal segnale di partenza dell’edizione 2017, la Regata d’Inverno -tradizionale appuntamento con la Vela d’Altura che conclude la stagione agonistica del Club Nautico Versilia- si rinnova e lancia “Vela e Foto in Versilia” una nuova ed imperdibile iniziativa che invita a raccontare, attraverso immagini fotografiche, lo spirito della regata e del navigare a vela in generale.

Le fotografie di questa prima edizione di “Vela e Foto in Versilia-Regata d’Inverno” organizzata dal Club Nautico Versilia con la Lega Navale di Viareggio e il Firenze Festival, potranno documentare tutte le fasi della regata, il proprio equipaggio, la propria barca o le altre barche partecipanti. Le foto, in formato digitale, potranno essere realizzate con qualsiasi apparecchio (macchina fotografica, smartphone ecc.) e dovranno essere scattate durante la regata dal momento del briefing di partenza all’ancoraggio. Più della qualità tecnica, che comunque sarà valutata, ciò che avrà più peso sul giudizio della Giuria sarà la forma artistica ed emozionale oltre all’attinenza al tema.

Alla foto presentata, la Giuria -composta da Presidente Stefano Angiolini (direttore artistico di Firenze Festival), dal fotografo professionista Gianluca Moggi (New Press Photo), dal Direttore Sportivo Club Nautico Versilia Danilo Morelli e dal Presidente Lega Navale Viareggio Domenico Mei -darà un punteggio che determinerà  la classifica finale della regata.

“Al rientro all’ormeggio, entro 15 minuti, ogni equipaggio presenterà, per il giudizio della Giuria, una foto scelta tra quelle che avrà scattato durante la regata.- hanno spiegato gli ideatori di questa iniziativa -Le foto scelte saranno scaricate direttamente sul computer della Giuria alla presenza del concorrente o inviate tramite mail (cnvvela@gmail.com) o whatsapp (al numero che sarà comunicato al momento del briefing)  indicando il nome della barca. Le fotografie non potranno essere in alcun modo rielaborate con programmi specifici al computer pena l’esclusione della barca concorrente.

Il punteggio delle foto sarà calcolato come prescritto nel bando di regata per la classifica di arrivo delle imbarcazioni (primo classificato 1 punto, secondo classificato 2 punti, ecc.) Il punteggio ottenuto nel concorso fotografico sarà sommato al punteggio di classifica di regata e la media stabilirà l’ordine di classifica definitivo. Al momento della premiazione tutte le foto determinanti la classifica e le foto vincitrici di ogni categoria saranno rese visibili e in seguito pubblicate sul sito degli Organizzatori.”Ma questa non sarà l’unica novità della manifestazione riservata a tutte le imbarcazioni ORC Standard, ORC Club, Minialtura e classe Open che sarà organizzata domenica 12 novembre dal Club Nautico Versilia in collaborazione con la LNI sez. di Viareggio, sotto l’egida della FIV e dell’UVAI, e con il prezioso supporto della Capitaneria di Porto di Viareggio: al termine della prima bolina, infatti, verrà stilata una classifica valida come recupero della “Regata di fine stagione” della LNI Viareggio.

Tutte le iniziative saranno comunque illustrate nel corso del briefing previsto domenica alle ore 8.30. Il segnale d’avviso della regata -corsa su percorso bolina-poppa nel tratto di mare antistante al porto di Viareggio- sarà esposto alle ore 9.55 mentre la partenza è prevista alle ore 10. Il Comitato di Regata sarà presieduto da Mario Simonetti, coadiuvato da Elisabeth Kuffer e dai giudici zonali Danilo Morelli e Stefano Giusti.

La cerimonia conclusiva della manifestazione, ulteriore conferma della volontà del direttivo del CNV di contribuire a valorizzare la città di Viareggio e la sua cantieristica, si svolgerà presso le sale del Club Nautico Versilia alle ore 17 circa e premierà i vincitori delle tre speciali Classifiche (Regata di Fine Stagione LNI Viareggio, Regata d’Inverno CNV, e “Vela e Foto in Versilia-Regata d’Inverno”).

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

© 2017 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab