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MARINA MILITARE: ANDREA PENDIBENE CON PEGASO 883 CONCLUDE LA MINI TRANSAT 2017

LAS PALMAS – L’atleta della Marina Andrea Pendibene, al timone dell’imbarcazione Pegaso 883, ha tagliato questa notte il traguardo della Mini Transat 2017.La competizione è una regata oceanica in solitaria a bordo di barche di appena 6,5 metri di lunghezza che ha visto quest’anno la partecipazione di 84 concorrenti di 15 nazioni, per un percorso di circa 4050 miglia nautiche attraverso l’Oceano, da la Rochelle (Francia) a Las Palmas (Gran Canaria), fino a Le Marin (Martinica), con quasi 28 giorni di navigazione complessiva per una impresa sportiva che è anche un’avventura e una grande sfida personale.

All’arrivo Pendibene, stanco ma felice di aver portato a termine questo importante progetto, ha dichiarato di aver incontrato condizioni meteo piuttosto clementi anche se i venti oceanici, non del tutto favorevoli, non hanno consentito di sfruttare a pieno la velatura dell’imbarcazione.

All’interessato ed a tutto lo sport velico della M.M. sono giunte le congratulazioni da parte del Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli.

Il J24 Five for Fighting al comando del Campionato d’Autunno

MARINA DI CARRARA – Sono state ben cinque le regate disputate regolarmente nel primo fine settimana  del Campionato D’Autunno della Flotta J24 del Golfo dei Poeti, tradizionale appuntamento articolato su due week end e ben organizzato dal Club Nautico Marina di Carrara in collaborazione con il Circolo della Vela Marina di Massa.

Sabato, dodici equipaggi J24 hanno portato a termine due prove a bastone nelle acque antistanti la diga foranea del porto di Marina di Carrara caratterizzate da sole e poco vento in diminuzione (la seconda regata, infatti, è stata interrotta). Le vittorie di giornata sono andate rispettivamente a Ita 212 Jamaica, armato e timonato dal Presidente della Classe Italiana J24, il carrarino Pietro Diamanti, e a Ita 449 Razor Bill armato da Giuseppe Simonelli e timonato da Davide Sampiero.

Nella giornata seguente, invece, Ita 304 Five for Fighting armato e timonato da Eugenia De Giacomo (in equipaggio con Nicola e Matilde Pitanti, Lorenzo Cusimano e Bruna Marco) non ha lasciato chance agli avversari vincendo tutte e tre le regate disputate con tanto sole e vento da sud più sostenuto (fino a 10 nodi).

La classifica provvisoria stilata al termine della prima manche vede pertanto al comando del Campionato d’Autunno 2017 il giovane equipaggio di Ita 304 Five for Fighting (CCR di Lauria 6 punti; 3,4,1,1,1) seguito da Ita 202 Tally Ho armato da Roberta Banfo e timonato da Luca Macchiarini (CNMC, 11 punti; 4,3,2,5,2), Ita 481 Coccoè armato e timonato da Riccardo Pacini (12 punti; 2,ocs,4,2,4), Ita 212 Jamaica (13 punti; 1,2,7,7,3) e da Ita 449 Razor Bill che nella seconda giornata è stato timonato da Giovanni Stefanini, primo armatore di un J24 -Rigel- nel Golfo dei Poeti, (14 punti; 5,1,3,8,5).

“Soprattutto quelle di domenica, sono state delle bellissime regate, molto divertenti e combattute- ha commentato Pietro Diamanti- il prossimo ed ultimo appuntamento con il nostro Campionato D’Autunno 2017 è per sabato 2 e domenica 3 dicembre.”

Pallanuoto in Puglia, entrano nel vivo i tornei preliminari

BARI – Partita la nuova stagione agonistica delle formazioni giovanili. Sabato prossimo esordio in casa per la Waterpolo Bari in serie A2.Domenica 19 novembre in acqua i ragazzi della serie C e le promesse under 13La Pallanuoto in Puglia non si ferma mai, muove le acque delle vasche pugliesi (e non solo) e punta a costruire, con fatica e dedizione, un ruolo da protagonista nel panorama nazionale.

Domenica 19 novembre scendono in acqua allo Stadio del Nuoto di Bari, nell’impianto di piazza Europa al quartiere San Paolo di Bari e nella Piscina comunale di Taranto i ragazzi dell’under 13: diciotto squadre divise in tre gironi, sette partite su campi da 25 metri per testare il grado di preparazione dei giovanissimi atleti del vivaio pallanuotistico pugliese. I primi incontri sono in programma alle 9.30, gli ultimi alle 12.30 con due tempi fissi da 10 minuti ciascuno.

La seconda domenica di preliminari è in programma il 3 dicembre, al termine della quale le 6 squadre classificatesi al primo e secondo posto di ogni girone accedono alla Serie A del prossimo campionato regionale under 13 che sarà composta da 8 squadre. Per determinare le altre due squadre della serie A, le terze classificate di ogni girone si affronteranno in uno spareggio il 10 dicembre 2017 allo Stadio del Nuoto di Bari e completeranno il quadro delle 8 squadre. Per seguire i risultati del preliminare under 13 basta cliccare sulla pagina dedicata sul sito http://www.federnuotopuglia.it/home/discipline/pallanuoto/u13/Tempo di assaggiare l’acqua e di mettere a punto schemi e tiri anche per i ragazzi impegnati nel prossimo campionato di serie C, che come nella passata stagione sarà organizzato dal comitato regionale della FIN Campania ma che vedrà le formazioni pugliesi protagoniste e pronte a tentare la sfida della serie B.

Allo Stadio del Nuoto di Bari, alle piscine del quartiere San Paolo di Bari e nell’impianto comunale jonico gestito dalla Mediterraneo Taranto nel pomeriggio di domenica 19 novembre spazio a dieci società che divise in tre gironi si sfideranno in attesa del campionato di serie C, con inizio previsto a gennaio 2018.

Come sparring partners del torneo ci saranno alcune società che nel prossimo anno affronteranno il campionato di Promozione: queste partite saranno interessanti per saggiare, ad esempio, lo stato di forma dei ragazzi del Centrosport Brindisi, classificatosi secondo nel girone 6 del campionato di serie C edizione 2017, o vedere all’opera i rinforzi provenienti dall’Amici Nuoto Puglia e quest’anno nella Sport Project guidata da Tommaso Vettone ma soprattutto vedere che tipo di lavoro sta facendo il nuovo tecnico della Mediterraneo Taranto, Paolo Baiardini e il grado di preparazione della neo promossa Airon Club.

Volvo Ocean Race: 24 ore cruciali

ALICANTE – La posizione più occidentale della flotta è occupata da Team Brunel dello skipper Bouwe Bekking, con i nostri Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti, che ha strambato mettendosi mure a destra nella mattinata di venerdì, seguito poco dopo da Vestas 11th Hour Racing. Per diverse ore la barca con bandiera olandese in realtà ha messo la prua in direzione opposta a quella della capitale sudafricana, per il divertimento e la sorpresa dei molti fan che seguono la regata sulla cartografia elettronica del sito internet.

Al rilevamento delle 14 italiane, Bekking e i suoi avevano però strambato nuovamente, dopo una quarantina di miglia in direzione “contraria” ma il veterano olandese, alla sua settima partecipazione al giro del mondo, ha spiegato che, malgrado potesse sembrare una follia, alle spalle della loro strategia c’era un’idea precisa.

Brunel e Vestas infatti hanno giocato la carta di essere i primi a entrare in un flusso di aria più sostenuta associato a una vasta depressione sud atlantica che si muove verso est a una velocità che potrebbe catapultarli verso la linea del traguardo, sotto la famosa e imponente Table Mountain. “Siamo stati i primi a strambare, allontanandoci da Città del Capo.” Ha detto Bekking prima che la barca gialla si rimettesse sulle stesse mura degli avversari.”La ragione è che più a ovest c’è più pressione.

Speriamo di entrare in quel flusso, fare un’ultima strambata e salire sul treno. Sarà una strambata che ci costerà qualcosa, ma crediamo sia un buon investimento a breve termine.” E la trimmer di Brunel Annie Lush ha aggiunto: “Questa è una parte veramente importante della tappa, si può guadagnare o perdere molto.”

Intanto i rivali olandesi di Brunel, team Akzonobel si trovano a circa 130 miglia a est, avendo scelto una “scorciatoia” su una rotta molto più diretta verso il traguardo. Il report delle posizioni li mette in testa alla flotta, alle ore 13 UTC, perché sono decisamente più vicini alla linea finale che gli avversari. Tuttavia il loro è un compromesso che deriva dalla decisione di aspettare più a lungo per aria più favorevole portata dal sistema di bassa pressione.

Fra un estremo e l’altro si trovano Dongfeng Race Team e MAPFRE, le due barche più a sud che dovrebbero entrare nel tanto atteso flusso di vento domenica, dando inizio alla corsa a massima velocità verso il traguardo, che potrebbe anche veder cadere il record di velocità sulle 24 ore esistente.

“Le prossime 24 ore sono quelle strategicamente più importanti per questa tappa.” Ha spiegato l’esperto navigatore di MAPFRE Juan Vila. “Abbiamo parlato di usare lo stealth mode, ma non sappiamo ancora se farlo ora o più avanti, non abbiamo ancora deciso. Ci sono buone chance di superare Dongfeng nella zona dell’Atlantico meridionale, quindi cercheremo di trovare la giusta corsia di sorpasso. Può ancora succedere di tutto.”

Ha concluso il velista spagnolo, che oggi è anche stato protagonista della trasmissione in diretta con i team dal race control centre di Alicante, conversando a distanza con il connazionale Jordi Doménech che il 10 novembre del 1989 cadde in acqua da Fortuna Extra Lights proprio nel corso della seconda tappa di quella che allora si chiamava Whitbread Round the World Race in pieno oceano meridionale. Doménech fu salvato e riportato a bordo dopo essere rimasto 17 minuti nel mare a 2 gradi di temperatura, dall’equipaggio di cui faceva parte Joan Vila, che 28 anni dopo ha rivissuto quei momenti indimenticabili.

Volvo Ocean Race: roulette nell’atlantico meridionale

ALICANTE – Al rilevamento delle posizioni delle 1300 UTC (le 14 in Italia) la barca guidata dall’olandese Simeon Tienpont, AkzoNobel risultava in prima posizione perché su una traiettoria a circa 70 miglia ad est della flotta, la posizione teoricamente meno distante dalla linea del traguardo di Città del Capo. Tuttavia, pur essendo tecnicamente in prima posizione in termini di distanza all’arrivo, la mossa appare come una scommessa da part di Tienpont e del suo navigatore, il britannico Jules Salter.

Posizionandosi a est della flotta hanno ridotto il numero di miglia che devono in effetti percorrere, ma il rischio potrebbe essere quello di trovarsi in una zona di vento più leggero. A confronto i team più vicini alla costa brasiliana, ossia Dongfeng Race Team, MAPFRE, Team Brunel e i più occidentali di tutti, i danesi/americani di Vestas 11th Hour Racing, hanno più chance di entrare prima nel flusso di vento che si sta formando a circa 500 miglia più a sud e che potrebbe portarli più velocemente verso il loro obiettivo.

Un’interessante video intervista a Maciel Cicchetti in italiano in cui spiega la situazione a questo link. “Sono state 48 ore molto intense, abbiamo lottato con Vestas, eravamo cinque miglia dietro e siamo riusciti a sorpassarli. Manca ancora tanto alla fine della tappa, vuol dire poco, però per noi è importante per il morale. Fino a questo momento la tappa è stata molto veloce e a vedere le previsioni meteo sembra che la seconda parte sarà ancora più veloce. Faremo delle belle planate e delle belle velocità da qui fino a Cape Town.” Ha detto l’italo/argentino di Team Brunel.

Simeon Tienpont in un collegamento in diretta con la sede della regata ad Alicante ha dichiarato che AkzoNobel sperava di guadagnare bei prossimi giorni grazie a un salto di vento che potrebbe farli navigare con prua verso Città del Capo. “Nei prossimi giorni ci sarà un salto, darà buono, quindi tutti si riavvicineranno.” Ha detto l’orange. “Siamo stati più interni e abbiamo recuperato un po’ di miglia. Ora siamo in una posizione migliore rispetto ai leader. Cercheremo di stare ancora interni e di recuperare ancora strada, se ce la faremo.”

Per contro, Mark Towill da bordo di Vestas 11th Hour Racing ha dichiarato che, tenendosi più a ovest degli avversari, il team sperava di posporre l’inevitabile strambata per togliersi da un’area di alta pressione e, quindi, di avere aria più fresca. “Ovviamente siamo un po’ più vicini alla costa e più lontani dall’alta pressione.” Ha aggiunto. “Le prossime 18 ore saranno importanti, ma noi siamo ottimisti circa la nostra posizione. Speriamo che tenendoci un po’ più lontani dall’alta potremo strambare più tardi e guadagnare terreno. Vedremo che succederà.”

Sebbene la cartografia dica il contrario, Dongfeng è probabile rimanga in prima posizione, tallonato in seconda dagli spagnoli di MAPFRE A bordo della barca iberica non si è risparmiato nulla per rimanere vicina a Dongfeng, pur tenendo a bada gli attaccanti Brunel e Vestas. “Quando hai delle barche vicine devi stare più attento perché se ti rilassi anche solo un attimo ti possono riprendere, e quelli davanti possono fuggire via.” Ha spiegato il prodiere e boat captain Antonio ‘Neti’ Cuervas-Mons. “E’ molto importante stare concentrati, ecco perché siamo cos’ attenti alle posizioni che arrivano ogni sei ore, per continuare a spingere. Non vogliamo perdere un metro.”

Alle spalle dei battistrada, Turn the Tide on Plastic e Team Sun Hung Kai/Scallywag continuano il loro duello, con i secondi che hanno ridotto il distacco a sole due miglia. “Siamo stati colpiti da una nuvola infernale, e poi abbiamo visto uscire Scallywag,” Ha detto la skipper di Turn the Tide Dee Caffari. “Adesso sono due miglia dietro, non è proprio quello che volevamo. E’ come essere di nuovo nei Doldrum.”

Volvo Ocean Race: a metà del cammino

ALICANTE – I sette team, con equipaggi composti dai migliori velisti oceanici del mondo, hanno meno di 3.200 miglia ancora da percorrere sulle 7.000 miglia teoriche del percorso della seconda frazione, da Lisbona a Città del Capo, in Sud Africa. Gli alisei di sud-est che soffiano al di sotto dell’equatore sono stati clementi con la flotta, permettendo alle barche di navigare con andature di lasco veloce con punte fino a 20 nodi. Ormai al decimo giorno di mare, il navigatore di Team Brunel Andrew Cape stima che ce ne vorranno un’altra decina per raggiungere la linea del traguardo.

Cioè molto tempo per disegnare una strategia per attaccare gli avversari di Dongfeng Race Team e MAPFRE, che malgrado siano scesi in seconda e terza posizione della graduatoria provvisoria a causa della loro posizione più occidentale, guidano ancora la flotta nella corsa verso sud. “Siamo a metà strada in termini di distanza a tempo.” Ha detto Cape che partecipa alla sua settima edizione della Volvo Ocean Race. “Essere veloci aiuta, se non vai forte non vai da nessuna parte, ma non vai da nessuna parte anche se vai nella direzione sbagliata. Non si può “aggirare” le altre barche, non ti lasciano porte aperte per passare… Dobbiamo navigare con quello che troviamo sulla rotta e anche gli altri fanno così. Non abbiamo 50 miglia di distacco, siamo ancora perfettamente in corsa. Loro (Dongfeng e MAPFRE) sanno che siamo bravi e ci tengono d’occhio.”

Mentre i leader sono posizionati leggermente più a ovest degli altri, a poche centinaia di miglia al traverso della costa brasiliana, sulla carta i maggiori guadagni li hanno fatti registrare team AkzoNobel, Turn the Tide on Plastic e Team Sun Hung Kai Scallywag. Tutti e tre gli inseguitori hanno infatti ridotto notevolmente il loro distacco dai leader nelle ultime 24 ore. In realtà la ragione del loro recupero è che si trovano più a est e dunque in termini relativi sono più vicini al waypoint rispetto agli avversari.

Il navigatore di Team Akzonobel Jules Salter ha spiegato che la loro rotta era pensata per trovare quella velocità in più che era mancata al team negli ultimi giorni. “Si tratta di una gara di velocità, è qualche giorno che abbiamo dei problemi quindi abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso per provare a trovare un po’ più di velocità. Le barche davanti stanno lottando e quindi sono veloci. E’ più difficile quando sei da solo. I prossimi giorni dovremo cercare di ottenere un buon equilibrio fra velocità e rotta.”

Intanto le buone notizie del rilevamento delle posizioni hanno dato ai team che si trovano nelle posizioni di rincalzo una bella spinta al morale.”Stiamo andando bene e siamo felici.” Ha detto la skipper di Turn the Tide on Plastic Dee Caffari dopo aver ricevuto il report del mattino che mostrava che la barche portacolori delle Nazioni Unite aveva dimezzato il suo distacco, da 60 a 30 miglia. “In questa tappa è il report migliore. Siamo la barca più veloce e abbiamo il prossimo avversario nel mirino.”

Tuttavia Dee Caffari e il suo navigatore, il francese Nico Lunven, dovranno anche tenere a mente che la maggior parte delle opzioni di routine danno per favorita una rotta sud più diretta. Quelli visti sono guadagni teorici, che derivano da una posizione più orientale, ma che potrebbero essere di breve durata.

Arriva un nuovo leader per la Volvo Ocean Race

ALICANTE – Brisius e Salèn sono i fondatori dell’Atlant Ocean Racing e hanno lavorato su ben sette campagne per la Volvo Ocean Race negli scorsi 28 anni, iniziando come velisti nell’edizione 1989-90, prima di dedicarsi con successo al team management con i progetti vincenti di EF Language (1997-98) e Ericsson 4 (2008-09),e di, Assa Abloy (2001-02), e Intrum Justitia (1993-94), entrambi finiti al secondo posto assoluto nel giro del mondo.

Più di recente i due hanno gestito l’equipaggio femminile di Team SCA, nella scorsa edizione della regata. “E’ un onore essere coinvolto ancora con gli amici nella Volvo Ocean Race, è un evento importantissimo per lo sport della vela ed è stata una parte fondamentale della mia vita.” Ha detto Brisius. “Alcuni dei migliori velisti del mondo stanno correndo proprio adesso, in quella che credo sia una lotta senza sosta. I loro sforzi e la loro determinazione ispirano moltissime persone in tutto il mondo, aggiungendo valore agli investimenti dei partner e delle città sede di tappa.”

Attualmente Brisius è anche CEO della società di proprietà del Comitato Olimpico Nazionale Svedese che corre per ospitare l’edizione 2026 dei giochi Olimpici e Paralimpici invernali a Stoccolma, ruolo che il manager continuerà a coprire. Brisius ha iniziato la sua carriera di velista al giro del mondo a bordo di una barca con bandiera italiana, Gatorade di Giorgio Falck.

Johan Salén, che ha lavorato con Brisius su tutti i progetti nell’ambito della Volvo Ocean Race, prenderà il ruolo principale sia dal punto di vista operativo che strategico per le future edizioni della regata, insieme al leadership team già in essere. “Se vediamo quel che sta succedendo in mare nella Leg 2 da Lisbona a Città del Capo, è impossibile non rimanere impressionali dalle prestazioni degli atleti e dal mondo in cui la regata è presentata ai fan e ai partner.” Ha dichiarato Salén.

“E non ho dubbi che nei prossimi mesi l’evento continuerà in questa chiave molto positiva. Guardando al futuro, è chiaro che dobbiamo lavorare in stretta collaborazione con Volvo e con tutti i partner, ivi compresi i potenziali team, i velisti e gli sponsor, per cercare di creare qualcosa di ancora più grande. So che il processo è già stato lanciato dall’attuale leadership team. Tutti sappiamo quanto sia importante definire una roadmap chiara per il futuro, in termini di tempistica e di classe di barche, e anche dell’offerta commerciale.”

Henry Sténson presidente del board della Volvo Ocean Race ha dichiarato che l’esperienza di Richard e Johan porterà grandi benefici a tutti i partner della regata. “Sia Richard che Johan hanno la regata bel sangue, avendovi partecipato come atleti e poi lavorando insieme per creare e gestire team vincenti e di successo commerciale come Ericsson 4 e EF Language,” ha detto. “Crediamo che la loro capacità nel team management sia fondamentale per capire cosa è necessario per rendere l’evento di successo per i team e i partner. Siamo certi che si possa costruire quello di cui Mark (Turner) ha gettato le basi insieme al suo team.”

Il leadership team della Volvo Ocean Race resterà operativo, lavorando a stretto contatto con Richard e Johan per garantire ai fan un evento unico e un valore eccezionale per i partner.

La Flotta sarda J24 impegnata nel Campionato sardo e nel Circuito Zonale

CAGLIARI – Prosegue con soddisfazione la stagione agonistica della Flotta Sarda J24 impegnata nel doppio appuntamento del Campionato Sardo (sabato e domenica) e del Circuito Zonale (solo sabato).

“Tredici agguerritissimi equipaggi (quattro in più rispetto all’ultimo appuntamento) si sono dati battaglia nelle acque di Cagliari per contendersi il titolo di Campione Zonale 2017 della Classe J24.- ha spiegato il Capo Flotta J24 Marco Frulio -La manifestazione, ottimamente organizzata dal Circolo Canottieri Ichnusa, si è svolta nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 novembre nella acque di fronte al quartiere Sant’Elia in un campo molto tecnico e, a detta di tutti i velisti, veramente avvincente.

Il Comitato di Regata presieduto dal Consigliere Federale Pietro Sanna, coadiuvato dal presidente della II Zona FIV Massimo Cortese e dall’aspirante UdR Sebastiano Palumberi, ha magistralmente predisposto il campo di regata e permesso agli armatori e agli equipaggi sardi della classe J24 di divertirsi in ben sei prove, tutte portate a termine senza problemi. Vento sempre proveniente da maestrale con intensità dai 7 ai 12 nodi il sabato e tra i 10 e 20 nodi la domenica. Per fortuna, domenica, il maestrale non è cresciuto così come previsto ma ha invece permesso alla Flotta Sarda dei J24 di divertirsi con boline ‘tirate’ e lunghe planate sotto spinnaker.

Il vincitore alla fine è stato Ita 460 Botta Dritta armato e timonato da Mariolino Di Fraia con a bordo Luca Montella, Ezio Diana, Andrea Tirotto e Gianluca Cataldi. Suo il merito di regatare con costanza nelle prime posizioni in tutte le prove. Al secondo posto Ita 4 12.1 Santa Lucia di Angelo Delrio, timonato da Gianluca Manca, al quale il titolo è sfuggito per soli due punti. Sul gradino più basso del podio Ita 241 Libarium di Roberto Dessì con Davide Schintu al timone. A bordo di Libarium anche il laserista Enrico Strazzera che ha dato un valido apporto al già collaudato gruppo di velisti cagliaritani.

Il premio del più sfortunato va a Ita 405 Vigne Surrau che, dopo aver dominato le regate del sabato, la domenica è incappato in un OCS nella prima prova e in un incidente nella seconda che non gli ha permesso di continuare le regate. La giornata si è conclusa con l’alaggio delle imbarcazioni, ad opera dei Cantiere Navale Fulghesu, e la premiazione dei vincitori con spaghettata offerta dal Club organizzatore. Le prove di sabato erano valide anche come seconda giornata della terza tappa del circuito zonale. Ai vertici del Circuito 2017 non cambia nulla con le prime tre posizioni occupate rispettivamente da Vigne Surrau, LNI Carloforte e 12.1 Santa Lucia. Appuntamento per il 25 e 26 novembre con le giornate conclusive della tappa e del Circuito.”

Vela e foto in Versilia: vince la foto di Mi Garba

VIAREGGIO – Una coinvolgente premiazione presso le sale del Club Nautico Versilia ha concluso l’edizione 2017 della Regata d’Inverno -tradizionale appuntamento con la Vela d’Altura che, come ogni anno, ha chiuso la stagione agonistica del sodalizio presieduto da Roberto Brunetti.

Questa volta però, la tradizionale manifestazione è stata affiancata da una graditissima novità che invitava i regatanti a raccontare, attraverso immagini fotografiche, tutte le fasi della regata, il proprio equipaggio, la propria barca o le imbarcazioni avversarie.Le fotografie in formato digitale di questa prima edizione di “Vela e Foto in Versilia-Regata d’Inverno” -iniziativa organizzata con successo dal Club Nautico Versilia con la Lega Navale di Viareggio e il Firenze Festival-  hanno così documentato lo spirito della regata e del navigare a vela.

“Anche andare a vela è una forma d’arte- ha spiegato il direttore artistico di Firenze Festival Stefano Angiolini che ha presieduto la Giuria composta anche dal fotografo professionista Gianluca Moggi (New Press Photo), dal Direttore Sportivo del Club Nautico Versilia Danilo Morelli e dal Presidente della LNI sez. Viareggio Domenico Mei -Tutte le foto erano a nostro avviso dello stesso livello qualitativo ma, più della qualità tecnica che comunque è stata valutata, abbiamo dato maggior rilevanza all’aspetto emozionale e al significato di “andare a vela”. Complimenti comunque a tutti!”.

Ad ogni fotografia, che non ha potuto essere in alcun modo rielaborata con programmi specifici al computer pena l’esclusione della barca concorrente, è stato assegnato un punteggio che, sommato a quello della classifica di regata, ha stabilito i vincitori. Alla fine è stato lo scatto di Elena Pacini Battaglia (Orc Mi Garba-) a vincere questa prima edizione di “Vela e Foto in Versilia”, iniziativa che, visto il successo riscontrato, sarà sicuramente ripetuta. Secondo posto per la foto scattata dall’equipaggio di Bahia e terzo per quella di Telepatia.

Nel corso della premiazione è stato possibile ammirare tutte le foto realizzate in questa giornata -sia quelle dei regatanti che quelle di Gianluca Moggi che alla sua prima esperienza in regata, ha definito l’esperienza “molto emozionante”. Tutti gli scatti saranno pubblicati sul sito degli Organizzatori.Per quanto riguarda, invece, la competizione velica svoltasi nel tratto di mare antistante al porto di Viareggio e caratterizzata da vento costante sugli 8/9 nodi e onda lunga, sono stati premiati i vincitori della “Regata di fine stagione” (classifica stilata al termine del primo giro -4 m.m.- e valida come recupero della regata della LNI Viareggio annullata nelle settimane precedenti) e quelli della Regata D’Inverno (tre giri per un totale di 12 miglia marine).

Sul podio della Regata di fine stagione il Classe Open Aquila di Adriano Mari (LNI Vg), l’Orc GC Blue Dolphin armato da Mauro Lazzarotti -che ha anticipato Bahia di Franco Lari e Marta III di Patrizia Martini, tutti della Lni Vg- e l’Orc Mi Garba di Mario Daniele Di Camillo del CVM -seguito da Gitana del presidente della SVV Paolo Insom e da Telepatia di Vittorio Giusti della Lni Vg-.La Regata d’Inverno che ha potuto contare come sempre sul prezioso supporto della Capitaneria di Porto di Viareggio, ha, invece, visto imporsi il Classe Open Aquila di Adriano Mari (LNI Vg), l’Orc GC Blue Dolphin armato da Mauro Lazzarotti -seguito da Bahia e da Marta III- e l’Orc Gitana armato da Paolo Insom -che ha anticipato Mi Garba e Telepatia-.

Un riconoscimento è stato anche consegnato a Stefano Angiolini, a Gianluca Moggi e al Comitato di Regata composto dal presidente Mario Simonetti, Elisabeth Kuffer, Danilo Morelli e Stefano Giusti.

Volvo Ocean Race: Dongfeng primo oltre l’equatore, ma i distacchi sono minimi

ALICANTE – Dongfeng Race Team con li skipper transalpino Charles Caudrelier ha guidato la flotta nel passaggio dell’equatore, una delle pietre miliari della seconda tappa, passando la linea ideale degli 0° nord alle 09.41 UTC (le 10.41 in Italia) con un margine molto ristretto su MAPFRE, Vestas 11th Hour Racing, Team Brunel e team AkzoNobel. Poco prima delle 12.30 tutte e cinque le barche di testa avevano passato l’equatore con un delta di sole 18 miglia, dopo quasi nove giorni di navigazione a stretto contatto.

Juan Vila, esperto navigatore spagnolo imbarcato su MAPFRE, questa mattina ha spiegato: “Siamo usciti dai doldrums e ora navighiamo negli alisei di sud-est. La zona di interconvergenza tropicale (le calme equatoriali) questa volta è stata relativamente facile dal passare, non abbiamo avuto lunghi periodi di calma ma sempre un po’ di brezza per muoverci, ad eccezione di un momento la scorsa notte quanto siamo restati fermi per circa 30 minuti e il gruppo si è ricompattato.”

Uno dei team che ha maggiormente approfittato delle ultime ore per riportarsi sotto è stato Team Brunel, su cui corrono anche i nostri Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti. “Le ultime ore sono state piene di attività. Cambi di vele per adattarsi alle condizioni, con un sacco di temporali.” Ha raccontato lo skipper olandese Bouwe Bekking. “Siamo andati bene, dal punto di vista delle prestazioni, riportandoci vicino a Vestas e a MAPFRE. Ma Dongfeng sembra più difficile da riprendere, in questa andatura di lasco stretto.”

Alle spalle dei primi cinque continua il duello fra Turn the Tide on Plastic, con la triestina Francesca Clapcich e Team Sun Hung Kai/Scallywag, rispettivamente in sesta e settima posizione a 52 e 61 miglia da Dongfeng. I due team dovrebbero passare l’equatore nelle prossime ore.
Tradizionalmente questo memento è quello dove chi è al suo primo passaggio riceve la visita del dio Nettuno a cui deve “offrire” qualcosa in cambio. La storia marinaresca impone che le matricole, in inglese chiamate Pollywog, siano presentate alla corte di Nettuno dai colleghi più esperti. Di solito la cerimonia comprende tagli di capelli e il lancio di qualsiasi schifezza l’equipaggio sia riuscito a mettere insieme nei giorni precedenti. Nel caso di Jack Bouttell e dell’onboard reporter Jeremie Lecaudey di Dongfeng si è trattato di cibo liofilizzato avanzato mentre il campione kiwi Peter Burling su team Brunel ha dovuto dire addio alla sua chioma.

Complessivamente sono 21 i velisti da “iniziare” fra cui tutti gli onboard reporter ad accezione di Sam Greenfield  su Turn the Tide on Plastic, la cui skipper Dee Caffari ha dovuto lotare  suo equipaggio che sosteneva che, malgrado abbia ben cinque giri del è il passaggio dell’equatore era stato fatto in solitario. “Dovrete combattere per affermare che non ho fatto un passaggio regolare.” Ha detto scherzando la velista britannica al suo giovane team. “Non mi può succedere niente e i rivoltosi saranno puniti duramente!” Turn the Tide on Plastic ha avuto anche altre ragioni per festeggiare, oltre all’ingresso nell’emisfero meridionale: il team ha recuperato una posizione, passando Team Sun Hung Kai/Scallywag e ha rilasciato in mare una boa oceanica galleggiante che misurerà la salinità dell’acqua, il CO2, le alghe e per la prima volta le microplastiche presenti nell’Atlantico.

Sebbene in settima e ultima posizione Steve Hayles, il navigatore di Scallywag durante il collegamento quotidiano con la base di Alicante, ha detto di godersi la battaglia, e di contare su una posizione leggermente più occidentale per recuperare.“Non sottovalutiamo affatto Turn the Tide on Plastic.” Ha detto. “Per loro sarà una bella sfida. A lungo termine sono felice della nostra posizione, naturalmente ci scambieremmo di posto con quelli davanti ma non con Turn the Tide.”

Nella storia della Volvo Ocean Race, Fernando de Noronha, un piccolo arcipelago a circa 220 miglia a est della località brasiliana di Fortaleza, era una boa di percorso ma per questa edizione gli organizzatori hanno deciso di non includerla per dare alla flotta carta bianca riguardo la migliore rotta nel sud Atlantico. Tuttavia, date le condizioni meteo che si prevedono nei prossimi giorni, è molto probabile che le sette barche si portino comunque in prossimità di Fernando de Noronha, alla ricerca di vento più fresco che al momento si trova a circa 1.000 miglia più avanti.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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