Port of Gothenburg offers inland storage of imported goods

Port of Gothenburg-A sudden shift in demand for Swedish imported goods in the wake of the Coronavirus has led to a need for interim storage of goods that have already been ordered and are on their way to Sweden, mainly in containers. This has emerged following ongoing discussions with port customers. The Gothenburg Port Authority has produced a solution within the port’s Railport system. A number of Railport terminals with direct rail links to the Port of Gothenburg are now ready to step in as interim storage points for containers and trailers, bringing the goods closer to their final destination.

Things move quickly in the face of a pandemic – the rate of change and unpredictability are creating disruptions and imbalances in the transport system that require speedy solutions. Long lead times, mainly for transoceanic goods, combined with rapid changes as a result of the Coronavirus pandemic, have led to problems forecasting just-in-time flows for imported goods. Deliveries that are surplus to requirements give rise to a temporary imbalance in supply and demand and the goods need to be put into storage – preferably close to their final destination for rapid delivery to the retail point once a balance has been re-established.

Thanks to collaboration between the Port of Gothenburg and a number of inland terminals linked to the Port of Gothenburg Railport system, interim storage space has been secured throughout Sweden close to large import warehouse clusters. Imported goods can be transported directly to these locations from the Port of Gothenburg using the Railport Scandinavia rail system. Logent Ports and Terminals also has temporary storage space at the port.

“We have had an incredible response, with both the inland terminals and Logent reporting that they have the capacity to receive containerised goods and trailers for temporary storage. We are pleased that together we can offer this opportunity in times such as these, which require resourcefulness and a high degree of flexible, innovative thinking,” said Claes Sundmark, Vice President, Sales & Marketing at the Gothenburg Port Authority.

To arrange space for external storage, contact the terminal in the list below that is best suited to your needs.

Alan Kurdi: porti italiani privi dei requisiti di sicurezza richiesti da convenzione Amburgo

A causa dell’emergenza Covid19, i porti non presentano più i requisiti sanitari richiesti

MIT – In merito alla richiesta di soccorso della nave Alan Kurdi, il Mit conferma l’impossibilita di garantire porti sicuri in Italia a navi battenti bandiera straniera. Attualmente, a causa dell’emergenza pandemica Covid19, i porti, infatti, non presentano più i necessari requisiti sanitari richiesti dalla convenzione di Amburgo.

È quanto stabilito nel decreto interministeriale firmato ieri anche dalla ministra Paola De Micheli che aveva già assunto decisioni analoghe per le navi da crociera e le navi passeggeri battenti bandiera straniera.

È un decreto ispirato ai principi di tutela della salute dei passeggeri e di eguaglianza di trattamento dei cittadini italiani ai quali le attuali ordinanze hanno impedito anche lo spostamento da un comune all’altro e dettato norme stringenti per il rientro dai paesi esteri.

Al governo tedesco, in qualità di stato di bandiera, è stato chiesto di assumere la responsabilità di ogni attività in mare, compreso il porto di sbarco, della Alan Kurdi che in questo momento, oltretutto, non è ancora entrata in acque territoriali italiane. Nella certezza che la Germania manterrà gli impegni assunti, l’esecutivo italiano è pronto a collaborare e il Mit, di concerto con il Ministero della Salute, ad intervenire se necessario anche con l’utilizzo di mezzi propri, secondo i principi di solidarietà e fraternità con cui da sempre il Paese ha affrontato queste emergenze.

ICS AND ITF CALL ON G20 TO SUPPORT THE “UNSUNG HEROES OF GLOBAL TRADE”

La lettera congiunta che ICS (International Chamber of Shipping) e ITF (International Transport Workers Federation) hanno scritto al G20 lanciando un appello ai Governi per facilitare il movimento essenziale di marittimi e personale marittimo.

La lettera dell’organizzazione degli armatori e l’unione dei marittimi ai governi (in allegato)i fa seguito al loro dialogo con il G20 e agli esiti positivi basati sull’incontro virtuale dei ministri del commercio e degli investimenti del G20, che ha avuto luogo lunedì 30 marzo.

Guy Platten, segretario generale della Camera internazionale di navigazione, ha dichiarato:

“La questione dei cambi di equipaggio può diventare un grosso problema per l’economia globale se i governi non rispondono alle nostre preoccupazioni.

ITF e ICS hanno lavorato a stretto contatto per presentare ai governi  soluzioni pragmatiche su cui lavorare e siamo pronti a sostenere il G20, le istituzioni delle Nazioni Unite e, soprattutto, i nostri marittimi.

I marittimi sono gli eroi non celebrati del commercio globale, ma le attuali restrizioni messe in atto per rispondere alla pandemia di COVID-19 non sono sostenibili. ”

Stephen Cotton, segretario generale della Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti ha dichiarato:

“L’industria marittima chiede ai governi di mostrare rispetto per i marittimi e di coordinare una strategia globale con le principali parti interessate, comprese le principali compagnie aeree, per allentare le restrizioni e facilitare i cambi degli equipaggi delle navi. ITF e ICS nutrono serie preoccupazioni per migliaia di marittimi il cui compito a bordo è terminato ma sono costretti a rimanere in mare per altri mesi a causa delle attuali restrizioni nazionali sui viaggi.

L’attuale situazione di stallo non solo minaccia la salute e il benessere dei marittimi, ma aumenta anche il rischio di incidenti marittimi e mette a rischio le catene di approvvigionamento globali che sono parte integrante della risposta e del superamento di questa pandemia.

Chiediamo un’azione globale immediata e coordinata per riprendere in sicurezza i cambiamenti dell’equipaggio e il rimpatrio dei marittimi in modo da proteggere la salute e la sicurezza e, in definitiva, la vita dei marittimi.”

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ICS AND ITF CALL ON G20 TO SUPPORT THE “UNSUNG HEROES OF GLOBAL TRADE”

COVID-19 RESTRICTIONS ARE STORING UP TROUBLE FOR SEAFARERS AND GLOBAL SUPPLY CHAINS


LONDON – The International Chamber of Shipping (ICS) and the International Transport Workers’ Federation (ITF) have issued a joint call on behalf of seafarers to governments to facilitate the essential movement of seafarers and marine personnel.

The letter from the shipowners’ organisation and seafarers’ union to governments follows up on their dialogue with the G20, and the positive outcomes built on in the G20 Trade and Investment Ministers virtual meeting which took place on Monday, 30 March.
Guy Platten, Secretary General of the International Chamber of Shipping said:

“The issue of crew changes has the potential to become a massive problem for the global economy if governments do not address our concerns. ITF and ICS have worked closely to come forward with pragmatic solutions for governments to work on and we stand ready to support the G20, the UN institutions and most importantly our seafarers. Seafarers are the unsung heroes of global trade but the current restrictions being put in place to respond to the COVID-19 pandemic are not sustainable.”

Stephen Cotton, General Secretary, International Transport Workers’ Federation said:
“The maritime industry is calling on governments to show respect for seafarers and coordinate a global strategy with key stakeholders, including major airlines, to ease restrictions and facilitate the changeover of ships’ crews. ITF and ICS have grave concern for thousands of seafarers whose duty on board has ended but are forced to remain at sea for additional months due to current national travel restrictions. The current deadlock not only threatens seafarers’ personal health and wellbeing, but also increases the risk of marine accidents and jeopardises the global supply chains that are integral to responding to, and eventually overcoming, this pandemic. We call for immediate and co-ordinated global action to safely resume crew changes and the repatriation of seafarers in a manner that protects the health and safety, and ultimately the lives of seafarers.”

The full letter to G20 leaders and ministers can be downloaded from www.ics-shipping.org

Nuova proroga, di legge, alla call internazionale per il Porto Canale di Cagliari

Slittano ancora i tempi, questa volta per effetto del recente D.l. del 17 marzo scorso, per poter formalizzare la richiesta di concessione ex art. 18 per il porto Canale di Cagliari. Anziché il 15 aprile, così come stabilito dal primo avviso di proroga pubblicato lo scorso 28 febbraio, la nuova scadenza della call internazionale è stata fissata per il 1 giugno alle 12.00.

Una decisione che, oltre essere stata sollecitata in questi giorni da operatori economici interessati, risulta imposta dal recente provvedimento sulle “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” che, proprio all’articolo 103, prevede che “ai  fini  del  computo  dei  termini  ordinatori  o  perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi  allo svolgimento di procedimenti amministrativi  su  istanza  di  parte  o d’ufficio, pendenti  alla  data  del  23  febbraio  2020  o  iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo  compreso tra la medesima data e  quella  del  15  aprile  2020”.

Così come reso noto nella prima proroga tecnica – che già era stata, a suo tempo, avanzata da alcuni soggetti interessati – restano invariati i criteri stabiliti nell’avviso presentato alla stampa e pubblicato il 5 dicembre scorso sulla Gazzetta della Repubblica Italiana, Europea, sui principali organi di informazione nazionali e stranieri e sul sito istituzionale dell’Ente. A partire dall’oggetto della concessione: 1.600 metri lineari di banchina, con possibilità di allungamento così come previsto all’interno del Piano regolatore, 16 metri di fondale e quasi 400 mila quadri di piazzale, sul quale sono presenti 6 cabine elettriche, 3 fabbricati destinati ad uffici, mensa, spogliatoi, depositi attrezzature, nonché un Punto di Ispezione Frontaliero (ai quali si aggiunge la possibilità di locale o acquistare dal Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari il relativo parco gru e mezzi per la movimentazione).

Immutati anche i punti cardine del “pacchetto insediativo” (collegamento alla Zona Economica Speciale di oltre 1.600 ettari; Zona Franca Doganale interclusa, vicinanza al servizio di bunkeraggio navale operato dalla Saras; riproposizione di un Contratto di Localizzazione per il sostegno degli investimenti per l’acquisto di nuove attrezzature), i criteri di valutazione che terranno conto della vision dell’Ente sul futuro del Porto Canale, la durata del titolo concessorio e l’importo annuale del canone, la cui parte variabile potrà essere soggetta a riduzione in dipendenza dei volumi di traffico che il nuovo terminalista registrerà. Una volta presentata, la domanda di concessione ex. Art 18 della Legge 84/94 sarà pubblicata per 60 giorni. Entro tale termine, anche altri soggetti interessati potranno presentare delle istanze in concorrenza o eventuali osservazioni ed opposizioni alla stessa.

“Ancora una volta dobbiamo, purtroppo, rivedere i termini della sollecitazione di mercato ed allungare l’attesa per la definizione della procedura – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Rispetto alla prima proroga, legata esclusivamente a richieste di integrazione documentale da parte di alcuni soggetti interessati, questa volta è anche la norma emergenziale a dettare le nuove tempistiche. Una situazione senza precedenti che ci impone un ulteriore slittamento della scadenza per la presentazione delle proposte dalle quali, ci auguriamo, possa nascere una delle più importanti partite di rilancio economico e sociale che il Paese chiede al comparto portuale”.

Scarica qui l’avviso

MIT: AdSP volano di sviluppo per l’uscita dall’emergenza Covid 19

Roma. Doveva essere l’anno dell’IMO 2020 per le norme internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera prodotte dal trasporto marittimo. Invece in questo primo trimestre 2020 si combatte contro un nemico invisibile, il Covid -19. Emergenza che sta mettendo in crisi l’intero settore dello shipping internazionale. L’epidemia di coronavirus ha interessato tutti i segmenti della catena logistica del settore navale riducendo le prospettive di crescita per quest’anno 2020 e sta influenzando anche lo sviluppo della flotta. Sicuramente, nel working e thinking dello shipping si è passati dal regolamento sullo zolfo dell’IMO 2020 come argomento focus dell’anno all’emergenza sanitaria da covid-19 che si è trasformata in emergenza economica/sociale.

Le domande di trasporto marittimo, anche se si sono salvaguardate alcune tipologie di merci, si sono indebolite e l’incertezza si è estesa su tutta la filiera. Anche le attività delle costruzioni navali e di demolizione ora sono limitate dalle restrizioni sanitarie in tutto il mondo e ritardi nella consegna di nuove navi. L’impatto del coronavirus sull’industria navale significa che molte società armatoriali potrebbero ora demolire le loro navi. Questa situazione si sta riflettendo anche negli sviluppi della flotta per tutto il primo semestre 2020; e se poi ci mettiamo l’incertezza sulle future normative ambientali, un armatore ci penserà due volte prima di ordinare nuove costruzioni di navi senza un valido “aiuto di stato” a scapito di quello che pensa l’intellighenzia finanziaria europea sulla tassazione dei porti.

In questo periodo particolare, pensiamo che le varie Autorità dei Sistemi Portuali italiani possano essere importanti per cogliere tutte le possibilità degli aiuti ministeriali messi in campo per pianificare una ripresa delle attività marittime/portuali e logistiche. L’altro giorno si tenuto il secondo incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, durante il quale i presidenti di AdSP hanno formulato un piano strategico sulle misure di carattere economico ed organizzativo per contenere le ricadute negative e per la ripartenza dell’economia del mare.

La strategia dei presidenti delle AdSP si sviluppa su cinque punti: 1- estensione della normativa derogatoria sui canoni a tutte le concessioni disciplinate dal Codice della Navigazione; 2- l’azzeramento dei canoni demaniali dal 1° marzo sino al 31 agosto2020, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, e rateizzazione dei canoni per i mesi seguenti fino al 31 dicembre 2020 per sostenere le aziende; 3- sterilizzazione degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria sulla durata delle concessioni, con possibile estensione di un anno delle concessioni relative ai terminal passeggeri, crociere e ai cantieri navali; 4- interventi di sostegno finanziario alle compagnie portuali per superare la crisi e garantire la continuità delle operazioni portuali; 5- deroga alla destinazione d’uso delle aree portuali ai fini del decongestionamento, favorendo l’utilizzo più intenso del demanio pubblico e quindi maggiore creazione di valore.

Lo stesso Ministero si è fatto carico di inserire, nel “decreto Liquidità”, illustrato ieri alla stampa dal Presidente Conte, altre agevolazioni. Tale decreto sbloccherà garanzie pubbliche, fino a un importo massimo di 2,6 miliardi, in favore di Fincantieri, tramite il sistema export- CREDIT di SACE – Cassa Depositi e Prestiti, relative a dodici navi da crociera da costruire. Si tratta di quattro navi da crociera MSC Cruises; l’installazione di scrubber sulla nave Msc Magnifica; una nave della Carnival; quattro navi della Viking Cruises; tre navi della Norwegian Cruise Line Holdings (queste ultime a rischio di perdere la commessa).

In più sul portale Trasparenza del Ministero – Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali PON in materia d’infrastrutture e trasporti – è stato pubblicato l’Avviso di manifestazione d’interesse per la formulazione di proposte progettuali nell’ambito dell’asse B “ Recupero Water Front”. Gli interventi progettuali riguardano la Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Possono presentare i progetti le pubbliche amministrazioni individuate dal D.lgs. 30marzo 2001, n. 165 art. 1 comma 2. Le linee d’azione riguardano interventi di ampliamento e riqualificazione degli approdi e moli; restyling del terminal crociere dei porti delle regioni meno sviluppate; interventi di sistemazione e di riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali; interventi di miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali.

In particolare per la Puglia sarà data priorità  ad interventi coerenti con gli indirizzi strategici del Piano Regionale dei Trasporti e relativo Piano Attuativo, e/o del Documento Strategico dell’Area Logistica Integrata di Puglia e Basilicata e/o del Piano regionale delle Merci e della Logistica; interventi previsti da Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) adottati dopo l’approvazione delle Linee Guida regionali per la redazione dei PUMS (DGR n.193 del 20.02.2018 modificata con DGR n. 1645 del 20.09.2018). I tempi per la presentazione dei relativi progetti sono molto ristretti. E il Comune di Brindisi non dovrebbe perdere  altro tempo per coordinare la progettualità con l’AdSPMAM.

Abele Carruezzo

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La AdSP del mare di Sardegna ai primi posti nella classifica della portualità nazionale

Prima per numero di passeggeri su traghetto, seconda per movimentazione di rinfuse liquide, terza per tonnellate globali di merce. Per il terzo anno consecutivo, nonostante la contrazione del traffico container, l’AdSP del Mare di Sardegna conferma il suo ruolo chiave nel panorama della portualità nazionale.

È, in sintesi, quanto emerge dal Bollettino statistico redatto dall’Associazione dei porti italiani (Assoporti) relativo al 2019. Un focus dettagliato sul sistema portuale del Paese nell’anno appena concluso, che mette in chiaro i numeri generati dalle 16 Autorità di Sistema, per un totale di circa 50 porti amministrati. In questo scenario,  l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna conferma la leadership nazionale nel trasporto passeggeri su traghetto (lungo raggio) con 4.991.759 unità, alle quali si aggiungono altri 845 mila di Portovesme e 284 mila circa di Santa Teresa; passeggeri, questi, che rientrano nella categoria del “corto raggio”.

Secondo posto, invece, con 27.873.750 tonnellate, nel settore delle rinfuse liquide (preceduti da Trieste e Monfalcone) e al quarto per tonnellaggio di merci varie trasportate su gommate (10.922.066); classifica, questa, dominata dal sistema portuale di Livorno, Piombino e Portoferraio con quasi 22 milioni di tonnellate. Terza posizione, con 46.250.438 tonnellate, per il totale delle merci movimentate (somma di rinfuse liquide, solide, contenitori, varie e su gommato). Classifica nella quale l’AdSP sarda è preceduta da quella del Mare Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone), con poco più di 66 milioni di tonnellate e, al primo posto, da quella del Mar Ligure Occidentale (Genova e Savona – Vado), con oltre 67 milioni.

Ottavo posto, invece, sullo scenario nazionale dell’industria crocieristica, con oltre 457 mila unità in transito. Negativo, invece, il risultato dei container movimentati che, con l’interruzione del traffico a partire dalla scorsa primavera, ha portato il Porto Canale di Cagliari al decimo posto, rispetto all’ottavo dei due anni precedenti. Situazione che, comunque, non ha inficiato l’andamento generale del sistema Sardegna. “Il bollettino statistico di Assoporti per l’anno 2019 è sicuramente la fotografia più chiara del panorama dei trasporti marittimi del nostro Paese – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna -. Un focus che, ancora una volta, ha messo in luce l’enorme potenzialità dei nostri porti nel sistema nazionale ed il ruolo strategico che l’AdSP sarda gioca in termini di valore aggiungo nell’economia isolana.

Dati positivi che, nonostante la crisi del comparto container, rendono il sistema dei porti sardo altamente competitivo”. Numeri che, per il 2020, difficilmente saranno riproponibili. “I dati del bollettino di Assoporti – continua Deiana – rappresentano una ventata di ottimismo in un momento così difficile, quale quello dettato dall’emergenza sanitaria globale, che ci sta mettendo di fronte ad un taglio del 100 per cento sul traffico crocieristico, di oltre il 90 per cento su quello passeggeri e ad una crisi industriale, senza precedenti, per alcune importanti realtà armatoriali.

Le performance 2019 devono spingerci a guardare avanti con fiducia, ribandendo il ruolo fondamentale che i porti giocano nel panorama economico e sociale italiano. E’ in momenti come questi che bisogna pianificare la ripartenza, ripensando l’intero impianto, soprattutto rimuovendo quegli inutili vincoli che ostacolano l’improrogabile rilancio della portualità nazionale, attraverso la realizzazione di piani di investimento per opere strategiche, innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi e delle operazioni portuali. Solo così potremmo rispondere efficacemente ad una nuova e più difficile realtà totalmente che non ammetterà più le lentezze di una burocrazia elefantiaca”.

De Micheli e Presidenti Autorità Portuali al lavoro su misure di contenimento e ripresa attività

Individuazione di misure di carattere economico ed organizzativo

MIT- Prosegue il dialogo fortemente voluto dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti con i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale per l’individuazione di misure di carattere economico ed organizzativo volte al contenimento delle ricadute negative e alla rapida ripartenza dell’economia del mare.

In particolare, sul tavolo di oggi, il tema degli interventi di sostegno finanziario e di rilancio dei Porti e delle imprese che operano nei porti. A questo proposito, su proposta del Ministro, si è scelto di procedere con l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto – Mit e Autorità di Sistema Portuale – per il rapido utilizzo di risorse già disponibili, ma non ancora nelle condizioni di essere spese. Al più presto tali risorse devono essere rese accessibili grazie a norme semplificate per la realizzazione delle infrastrutture, finalizzate al progetto di rilancio del sistema economico del mare.

Infine, la questione più volte affrontata dal ministro De Micheli delle navi da crociera battenti bandiera italiana tuttora in navigazione e la necessità di finalizzare, quanto prima, il piano, per i prossimi approdi sicuri nei nostri porti. Attracchi che dovranno avvenire senza sovraccaricare in alcun modo la capacità recettiva dei sistemi sanitari regionali già fortemente stressata. Quindi un piano ispirato alla solidarietà ed alla sostenibilità sanitaria.

Marittimi, Uiltrasporti: il settore è in piena tempesta. Urgono provvedimenti e incontri

Roma- “Siamo molto preoccupati per le navi ferme nei porti a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, che hanno messo a terra migliaia di marittimi, molti dei quali non coperti dagli ammortizzatori sociali previsti dagli ultimi decreti della Presidenza del Consiglio”. Così il Segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il Segretario nazionale, Paolo Fantappiè, della Uiltrasporti, che proseguono:

“E’ urgente un segnale preciso del Governo, che metta risorse economiche specifiche per il settore marittimo già a partire dal prossimo decreto legge di Pasqua, con un pacchetto che copra tutti i marittimi oggi senza lavoro, rifinanziando il Fondo Solimare la cui dotazione attuale è insufficiente, ed individuando aiuti specifichi per coloro che non ne potranno usufruire, senza escludere un eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali tradizionali.

“Contestualmente auspichiamo che vengano individuati anche aiuti economici per le imprese armatoriali, per impedire che alla ripresa delle attività si registri un’importante contrazione occupazionale in un settore strategico per gli spostamenti delle persone, i rifornimenti alle isole e l’economia reale del Paese.

“Infine, continuiamo ad essere ancora preoccupati per Tirrenia CIN, che nonostante l’accordo con i commissari di Tirrenia AS, ha confermato la chiusura degli uffici di Napoli, mentre sulla stampa quotidianamente appaiono notizie di gravi problemi finanziari del gruppo Onorato, da cui aspettiamo ancora delucidazioni urgenti.

“A luglio prossimo scadrà la continuità territoriale con Sardegna, Sicilia e Tremiti e ancora attendiamo dal Governo i chiarimenti necessari sul come si concretizzerà la nuova gara di assegnazione delle tratte e soprattutto come vi sarà coniugata la clausola sociale, che deve garantire l’occupazione ed il salario di tutti i marittimi di Tirrenia CIN”.

Costa Fortuna ormeggiata a Brindisi

Brindisi. La nave da crociera, Costa Fortuna, ha attraccato presso la diga foranea di Punta Riso di Brindisi, puntuale alle ore 13.20 ora locale di questa Domenica delle Palme, 5.aprile.2020. Le manovre di atterraggio e di  ormeggio sono state curate dai Piloti e Gruppo Ormeggiatori di Brindisi; tutte le fasi operative di messa in sicurezza della nave della Costa Cruise sono state assistite dai rimorchiatori Asmara  e Marietta Barretta dei Fratelli Barretta di Brindisi.

Già, ieri, il Presidente dell’AdSPMAM, Prof Ugo Patroni Griffi, aveva emanato l’ordinanza specifica (Emergenza sanitaria da Covid-19), riguardante la sosta inoperosa presso la diga foranea di Punta Riso delle navi da crociera della Costa Crociere, stabilendo le dovute prescrizioni operative e sotto la sorveglianza diretta della Capitaneria di Porto di Brindisi. La Costa Fortuna, lo ripetiamo senza contagiati a bordo, rimarrà presumibilmente per circa 60 giorni, presso la diga foranea di Punta Riso. Il giorno 8 aprile 2020, la stessa diga sarà interessata dall’ormeggio dell’altra nave la Costa Victoria, che rimane ancora nel porto di Civitavecchia per la sanificazione dovuta. Entrambe le navi navigano sotto bandiera italiana – che, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 in essere, la Costa Crociere ha determinato l’interruzione dei servizi crocieristici.

Durante la sosta forzata, le navi sono inoperose rispetto all’infrastruttura portuale e necessiteranno con ogni probabilità della fornitura di beni e servizi (rifornimento idrico, provviste di bordo, bunker, etc.). Per questi servizi, la Capitaneria di Porto di Brindisi consentirà l’accesso alla diga di mezzi e veicoli con le modalità riportate nella suddetta ordinanza, e gli accessi saranno sospesi dal tramonto ad un’ora dopo l’alba secondo il Piano di Security Marittima Portuale predisposto. L’Agenzia marittima raccomandataria delle navi – Titi Shipping s.r.l. di Brindisi – a sua volta, ha l’obbligo di assicurarne il rispetto dei PSMP sia alle navi stesse che ai soggetti di volta in volta interessati in relazione alla sosta e approdi delle due navi in argomento (provveditori di bordo, corrieri, servizi vari, imprese, ditte, etc).

Un occhio al cielo, l’altro sul territorio

Brindisi-Non è il titolo di un film ma la realtà di una presenza vigile seppur silenziosa, che da oltre 70 anni esiste e cresce a Brindisi. Noi lavoratori del Centro di Controllo d’Area di brindisi, in questi strani giorni di resilienza, lavoriamo per garantire voli di linea, sorvoli internazionali, i voli che rimpatriano connazionali e medici che aiutano a combattere questa guerra, voli sanitari e umanitari, voli che trasportano materiali, macchinari e dispositivi di sicurezza indispensabili ai medici ed operatori sanitari che lottano in prima linea, e verso i quali non smetteremo mai di essere grati.

Non ci è però sfuggito che, in queste settimane più che mai, le difficoltà di chi un lavoro non ce l’ha e di chi ne aveva uno precario e senza garanzie, si sono aggravate. Per questo motivo abbiamo deciso, attraverso l’associazione Brindisi Radar Club, che coordina le nostre iniziative ludiche e culturali da molti anni, di promuovere una raccolta fondi e di aderire alla Rete BrindisiSolidale.

Con il contributo di molti lavoratori del Centro, abbiamo raccolto e inviato 6.000 € che il Comune, in coordinamento con Caritas e Croce Rossa e le associazioni che operano su territorio, utilizzerà per sostenere chi ne ha maggiore bisogno. Siamo certi che le realtà consolidate come la nostra fortifichino il territorio e che ciascuno possa e debba fare la propria parte per fornire il proprio contributo a migliorare la situazione. #UnitiSiVince

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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