Porti e terminal crociere cambiano

La struttura, le strategie e i piani operativi dei porti – crociera è cambiata in molti aspetti, soprattutto in questi ultimi venti anni. Il rinnovamento urbanistico e gli stessi piani per la costruzione delle infrastrutture sono stati accompagnati da un’ondata di riforma nella governance dei porti per navi da crociera.

La gestione degli scali per crocieristi è oggi improntata su strategie complesse che necessariamente coinvolge operatori portuali e fornitori di servizi sia a navi dedicate e sia ai passeggeri interessati. Una nuova visione nella gestione deve tener conto delle grandi dimensioni delle navi moderne (sempre più grandi) e delle esigenze del moderno prodotto da crociera. Lo stesso concetto di terminal-crociere sta subendo innovazioni al fine di soddisfare i passeggeri nei servizi offerti che continuano a espandersi; molti terminal di porti italiani vanno riorganizzati.

Oggi, un porto per navi da crociera, per essere scelto lungo i vari itinerari, oltre alle solite variabili (banchine attrezzate, fondali adeguati e servizi alla nave), dovrà offrire un terminal moderno adatto a soddisfare nuove esigenze di mercato. Da fonti CLIA, il numero di passeggeri che godranno di una crociera in questo 2019 nella regione del Mediterraneo è in continuo aumento; e sempre più sono i privati  impegnati nella gestione di terminal dei porti da crociera.

Nell’ultimo decennio si è passati da 11,8 milioni di persone che hanno scelto una crociera a 200 milioni di movimenti passeggeri nei porti di tutto il mondo. Tale aumento è giustificato da navi innovative e ricche di funzionalità, con una varietà di servizi offerti a bordo; pianificazione di nuovi scali lungo un itinerario e partenze con facilità d’imbarco in città convenienti e servite da una mobilità efficiente (strade, ferrovie e aeroporti).

Una organizzazione adeguata di operazioni terrestri nel soddisfare i desiderata dei  passeggeri di varie destinazioni nell’ospitalità, capace di garantire servizi sempre più ottimizzati. Per questa tipologia di traffico, la governance di un porto dovrà introdurre l’approccio concettuale mirato per obiettivi, tenendo conto delle quattro variabili; tipologia del porto, ubicazione geografica del porto, struttura portuale e strategia portuale.

Guardando ai nostri porti del Mediterraneo meridionale diventa importante pianificare nuovi terminal-crociere che non siano solo sale d’aspetto in attesa d’imbarco e/o sbarco; ma veri poli di attrazione e fruizione culturale che sappiano coniugare l’interfaccia città-porto e che facciano vivere una esperienza unica: una città non omologata alle altre, non globalizzata, ma una città da vivere.

Abele Carruezzo

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UE: ultime delibere in campo marittimo

Strasburgo-Il Parlamento europeo, in tema di trasporti, e prima delle prossime elezioni, ha istituito un sistema d’interfaccia unica marittima europea per la gestione delle pratiche di navi in arrivo/partenza dai porti Ue.

Per migliorare l’efficienza dei trasporti marittimi e limitare la duplicazione delle informazioni da fornire a fini operativi quando una nave fa scalo in un porto, le informazioni comunicate dai dichiaranti all’interfaccia unica marittima nazionale dovrebbero essere condivise anche con determinati altri soggetti, come gli operatori portuali o dei terminal, se ciò è consentito dal dichiarante e tenendo conto della necessità di rispettare la riservatezza, gli elementi commerciali sensibili e i vincoli giuridici.

I porti non sono la destinazione finale delle merci. L’efficienza degli scali delle navi nei porti incide sull’intera catena logistica relativa al trasporto di merci e passeggeri da e verso i porti. Per garantire l’interoperabilità, la multimodalità e un’agevole integrazione dei trasporti marittimi nell’intera catena logistica e per facilitare altri modi di trasporto, le interfacce uniche marittime nazionali dovrebbero permettere lo scambio d’informazioni pertinenti, come gli orari di arrivo e di partenza, con quadri analoghi elaborati per altri modi di trasporto.

Con 508 voti favorevoli, 24 contrari e 19 astensioni, il Parlamento ha adottato il Regolamento che istituisce un sistema di interfaccia unica marittima europea (Maritime Single Window) sugli obblighi di dichiarazione arrivi/partenze di navi da porti Ue, riducendo così tempi burocratici e oneri amministrativi, con un risparmio sino a 725 milioni di euro entro il 2030.

Il Regolamento istituisce il quadro per un sistema d’interfaccia unica marittima europea (EMSWe) tecnologicamente neutro e interoperabile dotato d’interfacce armonizzate per agevolare la trasmissione elettronica delle informazioni sugli obblighi di dichiarazione per le navi in arrivo, in sosta o in partenza da un porto dell’Unione. Il Regolamento intende migliorare il trattamento dei dati sulla scorta del principio una tantum nell’adempimento degli obblighi di dichiarazione. A favore di tale interfaccia unica marittima, voluta dalla commissaria Ue ai Trasporti Violeta Bulc, è stata abrogata la direttiva 65/2010 sulle formalità di dichiarazione d’arrivo e partenza di navi.

Non vi saranno le infinite pratiche burocratiche a cui oggi si deve far fronte; pratiche che demotivano comandanti e ufficiali a bordo di navi per compilare tali documenti e che stancano i vari staff di compagnie di navigazione per le attività che si svolgono nei porti. Il nuovo Regolamento è stato salutato con favore da parte dell’European Community Shipowners’ Associations (ECSA) e dal sindacato Ue dei lavoratori dei trasporti (ETF); atto positivo per poter beneficiare di un vero mercato unico e di reali facilitazioni e semplificazioni.

Si tratta di fogli elettronici armonizzati che dovranno essere accettati in qualsiasi porto e che la procedura manuale d’invio dei dati potrà essere effettuata tramite un’interfaccia grafica di facile utilizzo che consentirà di ottemperare agli obblighi di dichiarazione a prescindere da quale sia il porto in cui si deve fare scalo. Da molti anni le associazioni datoriali e i sindacati chiedevano una riduzione degli oneri amministrativi per il trasporto marittimo a carico degli equipaggi e degli operatori; gli stessi ora auspicano a breve l’adozione formale del testo legislativo da parte del Consiglio per renderlo obbligatario.

Gli Stati Ue s’impegnano a fornire una formazione adeguata e necessaria a tutto il personale coinvolto nella gestione dell’interfaccia unica marittima nazionale. Tra le altre delibere del Parlamento, è stata approvata anche la proposta (Europe on the Move) di un regolamento che per la prima volta definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 di camion pesanti di nuova fabbricazione.

I “veicoli puliti” ridurranno del 30% le emissioni di anidride carbonica entro il 2030, con un obiettivo intermedio del 15% entro il 2025. Il prossimo Parlamento che uscirà dalle urne il prossimo 27 maggio, fisserà nuovi obiettivi post 2030, in linea con l’accordo di Parigi sul clima.

Abele Carruezzo

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Eni, CDP, Fincantieri e Terna insieme per lo sviluppo di impianti di produzione di energia da moto ondoso su scala industriale

Roma-L’Amministratore Delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo, l’Amministratore Delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, l’Amministratore Delegato di Terna, Luigi Ferraris e l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi hanno firmato oggi, nella sede Eni all’EUR di Roma, un accordo non vincolante per lo sviluppo e la realizzazione su scala industriale di impianti di produzione di energia dalle onde del mare.

L’accordo ha lo scopo di unire le competenze di ciascuna società al fine di trasformare il progetto pilota Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC), l’innovativo sistema di produzione di energia dal moto ondoso installato da Eni nell’offshore di Ravenna e attualmente in produzione, in un progetto realizzabile su scala industriale e quindi di immediata applicazione e utilizzo.

Secondo i termini dell’accordo, Eni metterà a disposizione del gruppo di lavoro congiunto i risultati dell’impianto pilota ISWEC, sviluppato in sinergia con il Politecnico di Torino e lo spin-off Wave for Energy e fornirà il proprio know-how tecnologico, industriale e commerciale, oltre a rendere disponibili le opportunità logistiche e tecnologiche dei propri impianti offshore. L’AD Claudio Descalzi ha commentato: “L’accordo di oggi rappresenta un importante passo in avanti verso la realizzazione su scala industriale di un nuovo sistema di produzione di energia rinnovabile dal moto ondoso.

Questa intesa si inserisce nel nostro piano strategico di decarbonizzazione e nasce dal forte focus di Eni nella ricerca, sviluppo e applicazione di nuove tecnologie, finalizzate non solo a rendere più efficienti processi operativi convenzionali ma che ci spingono anche a creare nuovi segmenti di business nell’ambito energetico. La collaborazione con tre eccellenze italiane, quali CDP, Terna e Fincantieri, consentirà di mettere a fattor comune le grandi competenze esistenti e di accelerare il processo di sviluppo e industrializzazione di questa tecnologia, con l’obiettivo di esplorare insieme possibili progetti su larga scala anche all’estero”.

CDP promuoverà il progetto con le pubbliche amministrazioni e le istituzioni coinvolte e, inoltre, metterà a disposizione le proprie competenze economico-finanziarie, anche al fine di valutare le più adeguate forme di supporto finanziario dell’iniziativa.  L’AD Fabrizio Palermo ha così commentato: “Il Piano Industriale di CDP è fortemente orientato allo sviluppo sostenibile, in linea con i grandi trend globali e gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030 dell’ONU. Il progetto, quindi, è coerente con la nostra strategia e, insieme a partner come Eni, Fincantieri e Terna, potremo contribuire in modo concreto allo sviluppo di una tecnologia italiana innovativa e alla diffusione delle fonti di generazione rinnovabile, a beneficio del Paese e della collettività”.

Fincantieri offrirà le proprie competenze industriali e tecniche tipiche delle realizzazioni navali per l’ottimizzazione delle fasi di progettazione esecutiva, costruzione e installazione delle unità di produzione. L’AD Giuseppe Bono ha dichiarato: “Siamo onorati di partecipare a un progetto di questa portata con partner come Eni, Terna e CDP. Fincantieri è costantemente impegnata nel miglioramento dei sistemi navali che garantiscono il massimo rispetto dell’ambiente e questo accordo, che porterà all’industrializzazione di una soluzione per generare energia pulita dalla stessa forza del mare, ci appassiona e ci rende fiduciosi per la capacità tutta italiana di guardare al futuro”.

Terna contribuirà a sviluppare gli studi relativi alle migliori modalità di connessione e integrazione del sistema di produzione di energia con la rete elettrica, ivi inclusa l’integrazione con i sistemi ibridi composti da generazione convenzionale, impianti di produzione fotovoltaici e sistemi di stoccaggio. “Con questo accordo quadro – spiega l’Amministratore Delegato di Terna S.p.A. Luigi Ferraris – Terna investe nell’innovazione sostenibile al servizio della transizione energetica, nella forte convinzione che le competenze distintive del gruppo possano contribuire all’abilitazione di nuove fonti rinnovabili in grado di rendere il sistema elettrico sempre più efficiente e sostenibile”.

In una prima fase, l’accordo prevede l’ingegnerizzazione della costruzione, installazione e manutenzione dell’ISWEC. Questa fase porterà alla progettazione e alla realizzazione entro il 2020 di una prima installazione industriale collegata a un sito di produzione offshore Eni.

Parallelamente, si valuterà l’estensione della tecnologia su ulteriori siti in Italia, in particolare in prossimità delle isole minori, con la realizzazione di impianti di taglia industriale per fornitura di energia elettrica completamente rinnovabile.

Le caratteristiche innovative del sistema ISWEC possono consentire di superare i vincoli che hanno fin qui limitato un diffuso sfruttamento delle tecnologie di conversione dell’energia del moto ondoso.

Gli impianti di generazione di energia da moto ondoso potranno fornire un contributo rilevante non solo ai processi di decarbonizzazione in ambito offshore ma anche e più in generale a supporto della sostenibilità dei sistemi di produzione di energia elettrica e della diversificazione delle fonti rinnovabili.

La presente intesa potrà essere oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto della normativa applicabile ivi inclusa quella in materia di operazioni tra parti correlate.

Aree Logistiche, tavolo Mit individua 11 interventi finanziabili

Terza riunione, individuati progetti maturi in Campania e nella zona sud della Sicilia

ROMA – Il Tavolo Centrale di Coordinamento delle Aree Logistiche Integrate, che si è riunito per la terza volta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha valutato, come maturi e licenziabili, 11 interventi prioritari nell’Area logistica Campana e in quella del Quadrante Sud Orientale della Sicilia, su 27 analizzati.

Per quanto riguarda la Campania, 5 degli interventi scelti sono finanziabili nell’ambito del PON Infrastrutture e Reti 2014-2020 e 1 nell’ambito del FSC 2014-2020. Tra gli interventi finanziabili dal PON-IR possono essere ricordati quelli che riguardano il Porto di Napoli (per un totale complessivo di circa 70 milioni di euro) e il Porto di Messina (per un totale complessivo di circa 60 milioni di euro).

Per quanto riguarda l’Area logistica Quadrante Sud Orientale della Sicilia sono stati ritenuti maturi e potenzialmente finanziabili complessivamente 5 interventi di cui  4 nell’ambito del PON Infrastrutture e Reti 2014-2020 e 1 nell’ambito del PAC 2007-2013. In particolare, tra gli interventi finanziabili dal PON-IR possiamo ricordare quelli afferenti ai Porti di Augusta e Messina, per un totale complessivo di circa 40 milioni di euro.

Per le altre proposte di interventi prioritari (3 per l’Area logistica Campana e 14 per l’Area logistica Quadrante Sud Orientale della Sicilia) sono stati richiesti ulteriori approfondimenti nel corso dei Tavoli tecnici locali ALI.

Confetra Puglia: la piattaforma logistica diventa sistema

Giovedì 18 aprile SRM è intervenuta alla tavola rotonda di presentazione di Confetra Puglia, dove sono state affrontate le principali criticità del sistema logistico pugliese. L’incontro si è tenuto alle ore 15,00 presso il Terminal Crociere del Porto di Bari.

Al convegno hanno partecipato vertici istituzionali e dell’imprenditoria regionale. Si sono susseguiti gli interventi del Presidente Nazionale Confetra, Nereo Marcucci, del Presidente Nazionale Fedespedi, Silvia Moretto, dell’Assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Giovanni Giannini, di Alessandro Panaro, Responsabile del Head of Maritime & Energy Dept. SRM, di Federico Pirro, Docente presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari, del Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi, del Presidente Autorità di Sistema Portuale di Taranto, Sergio Prete, del Presidente Interporto Regionale della Puglia, Davide De Gennaro, del Presidente International Propeller Clubs Umberto Masucci.

La presentazione di Alessandro Panaro, Head of Maritime & Energy Dept. SRM

Il Comitato di Gestione della Adsp Mar Tirreno centrale approva il bilancio consuntivo 2018

L’avanzo economico raggiunge i 9,8 milioni di euro, in miglioramento del 18% rispetto al 2017

Il Comitato di Gestione ha approvato il bilancio consuntivo 2018, ha dato il via libera alla variazione di bilancio per il “sistema integrato di sicurezza portuale AdSP Mar Tirreno Centrale”, facente parte del più ampio programma nazionale per la “Legalità” 2014-2020, ha infine confermato il Programma Triennale dei Lavori 2019-2021 nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.

“I risultati della gestione economica – per il primo anno che vede l’unificazione del bilancio dei tre scali -registrano un forte miglioramento, con un avanzo che è cresciuto da 8,3 milioni di euro nel 2017 a 9,8 milioni di euro nel 2018: un aumento del 18% – ha dichiarato il Presidente Pietro Spirito – . Il confronto è stato effettuato tra il consolidato dei due bilanci 2017 delle originarie amministrazioni ed il risultato del primo bilancio unificato della Adsp del mar Tirreno Centrale. Questo miglioramento è stato reso possibile da una contestuale crescita delle entrate e da un contenimento nei costi di gestione”.

Il Comitato ha, inoltre, deliberato la variazione di bilancio 2019 per un importo di 9 milioni di euro, destinati al Piano per la sicurezza nei tre porti. Si tratta di un progetto finanziato dalla Unione Europea, in collaborazione con il Ministero dell’Interno. Per avviare il piano di potenziamento dei sistemi di sicurezza nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, si è reso necessario appostare in bilancio la somma prevista, per la parte che si comincerà ad utilizzare nell’esercizio in corso.

Ultimo punto riguarda il piano degli investimenti, che per il 2018 ha impegnato risorse per 58,4 milioni di euro: tale sforzo continuerà anche per l’anno 2019, con l’obiettivo di realizzare le principali opere infrastrutturali destinate a determinare un vantaggio competitivo per i porti campani.

Tasse portuali: sfiorati nel 2018 i 45,35 milioni, in aumento del 2,76% sul 2017. La crescita è stata di 1,53 milioni

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Paolo Emilio Signorini, ha tratteggiato i dati salienti del rendiconto generale 2018 nel corso di una conferenza stampa al termine del comitato di gestione odierno che, tra gli altri atti, ha approvato le linee guida relative alle manifestazioni di interesse per il recupero dell’ex silos granario Hennebique

Nel complesso, a Genova le tasse portuali hanno sfiorato i 45,35 milioni, con un aumento del 2,76% sul 2017 e una crescita di 1,53 milioni.

Numeri ben inferiori rispetto al +9% che si era registrato da gennaio a luglio. Tra gli scali di Genova e Savona-Vado, l’anno si è chiuso con una crescita del solo 1,7%, grazie al traino dei secondi che,
tuttavia, sembrano pagare pegno nei primi mesi del 2019. Stabili, invece, le entrate da canoni demaniali, attestati attorno ai 34 milioni.

In questo caso è stata Savona a frenare la crescita, ma per una motivazione prettamente tecnica. Genova, infatti, soprattutto grazie all’aumento degli atti pluriennali, fa segnare un aumento di 3 milioni, pareggiato all’incirca dalla stessa diminuzione degli introiti a Savona-Vado che solo nel 2017 si è uniformata alla prassi che fa pagare i canoni anticipatamente e che, quindi, si è riversata negativamente sul bilancio 2018. Sul fronte della spesa in conto capitale, ovvero sugli investimenti, nel 2018 si è raggiunta la quota di 36 milioni, 16 in più del 2017.

“Lo scalino molto più significativo ci sarà quest’anno. Non sono ancora soddisfatto – detto Signorini- perché vorrei vedere numeri più sostanziosi”. Sul fronte della spesa corrente, il 2018 ha registrato un risparmio di 5 milioni, per la diminuzione dei contenziosi, ma anche una minor spesa di 1,7 milioni per il personale, che ha registrato 22 cessazioni e 25 nuove assunzioni.

RICORSO AL TAR DEL CLUSTER ALIS SUI CONTRIBUTI RICHIESTI DALL’AUTORITA’ DI REGOLAZIONE DEI TRASPORTI

“Misura eccessiva per chi opera virtuosamente per la mobilità sostenibile”

ALIS affiancherà le aziende associate che presenteranno nei prossimi giorni ricorso al TAR contro la Delibera 141/2018 dell’ART su “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per l’anno 2019”.
La decisione è stata assunta nel corso del Consiglio Direttivo di ALIS che si è tenuto presso la sala meeting del Grand Hotel Marriott Flora a Roma.

“Consideriamo tale imposta dello 0,6 per mille – ha dichiarato il Direttore generale di ALIS Marcello Di Caterina – un ulteriore balzello insostenibile per il comparto del trasporto intermodale che, anche nell’attuale momento non positivo per lo stato di salute dell’economia italiana, riveste un ruolo primario nel tessuto produttivo ed imprenditoriale del Paese”.

“Le motivazioni addotte dall’ART – prosegue Di Caterina – per sostenere l’introduzione di tale contributo richiesto alle grandi aziende del settore, quali l’accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture, la riduzione delle tariffe ferroviarie e dei pedaggi autostradali, sono assolutamente insufficienti a giustificare una misura di tale portata, specialmente in una fase recessiva dell’attuale situazione economica”.
“Il paradosso per le aziende del cluster ALIS è che, nonostante abbiano investito cospicue risorse finanziarie in questi anni per rendere il trasporto sempre più sostenibile, vengano con tale misura fortemente penalizzate”.

“Le recenti ricerche realizzate anche dal Centro Studi ALIS – aggiunge Marcello Di Caterina – dimostrano che le aziende di autotrasporto nostre associate hanno contribuito nel solo 2018 alla riduzione di circa 1.200.000 tonnellate di emissioni di Co2, sottraendo dalle nostre strade, su direttrici intermodali superiori ai 600km, oltre 1.500.000 camion. Il rischio, inoltre, è che l’introduzione di ulteriori oneri per le aziende di autotrasporto italiano generi il ribaltamento dei costi sulla committenza e anche sperequazioni con la concorrenza estera non soggetta a tale misura”.

“Per tali motivi, per le politiche sulla sostenibilità e per i riflessi impropri sul libero mercato – conclude il Direttore Di Caterina – ALIS assisterà legalmente i propri associati che intenderanno proporre ricorso al TAR volto a richiedere una sospensiva dei termini previsti dalla delibera dell’ART”.

CS ALIS su ricorso delibera ART

Il Comitato di Gestione approva Relazione annuale e Rendiconto finanziario 2018

Monitoraggio e aggiornamento di 36 progetti infrastrutturali per l’avvio di altrettante gare d’appalto. Armonizzazione dell’accertamento dei canoni demaniali sotto un unico regolamento a dimensione regionale. Definizione del Piano dell’organico del porto, con ricognizione di tutta la forza lavoro impiegata nelle imprese portuali e creazione dell’Agenzia per il Lavoro Portuale della Sardegna (ALPS Srl).

Sono solo alcuni degli obiettivi strategici raggiunti lo scorso anno dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e riportati nella Relazione annuale 2018 approvata ieri dal Comitato di Gestione. Un documento, quello previsto dalla legge istitutiva delle AdSP, che ripercorre annualmente gli obiettivi delineati nel Piano Operativo Triennale e quelli di volta in volta stabiliti dal Ministero dei Trasporti per i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale italiane.

Numerosi gli obiettivi raggiunti da quella sarda, che manda in archivio il 2018 anche con l’approvazione del piano di informatizzazione dei procedimenti e la costituzione dell’Agenzia per il Lavoro Temporaneo (Alps) che, nel mese di dicembre, con la firma del protocollo d’intesa con Regione e Aspal, ha posto le basi, una volta conclusa la necessaria formazione, per l’assunzione di 29 unità attualmente sottoposte a regime di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

Tra i risultati riportati nella relazione annuale anche la nomina del Segretario Generale, le progressioni interne del personale e l’approvazione della Pianta Organica; importanti interventi infrastrutturali sui porti e sulle aree di competenza; il rilascio di concessioni come quella per la base di Luna Rossa e della Federazione Italiana Vela.

Dal punto di vista degli indirizzi generali di programmazione, il documento evidenzia il rinnovo degli organi della Cagliari Free Zone, il rilascio della concessione per la realizzazione, nel porto di Oristano, di un banchinamento per il rifornimento di GNL, l’approvazione dell’Adeguamento Tecnico Funzionale del Piano Regolatore per l’ampliamento degli spazi destinati a Zes sul Porto Canale e la partecipazione a 18 progetti europei. Sempre nel corso della riunione di ieri è stato portato in approvazione anche il Rendiconto Generale 2018, primo documento consuntivo finanziario dell’AdSP, che armonizza contabilmente le procedure delle due ex Autorità portuali.

Quindici, in tutto, le concessioni demaniali sottoposte al vaglio dell’organo di indirizzo politico dell’Ente e 13 le informative sui rinnovi per altrettante imprese portuali del Nord. Tra i punti all’ordine del giorno anche l’informativa del Presidente dell’AdSP sul tavolo tecnico per il futuro del Porto Canale che si è tenuto al Ministero dei Trasporti lo scorso martedì 16 aprile.

Incontro nel corso del quale sono stati analizzati i possibili percorsi per il rilancio dei traffici merci e la salvaguardia dei lavoratori, tra tutte l’accelerazione sull’istituzione della Zes, la revisione della perimetrazione della Zona Franca e l’avvio di interventi infrastrutturali che possano restituire competitività allo scalo.

“La relazione annuale ed il rendiconto finanziario approvati dal Comitato di Gestione rappresentano il consuntivo di un anno di grande lavoro del nostro Ente – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Dodici mesi intensi nel corso dei quali abbiamo completato l’avvio della macchina con la strutturazione dell’organico, l’approvazione di regolamenti di armonizzazione delle procedure, e posto le basi di quella che sarà la pianificazione strategica che andremo ad affrontare nel corso del 2019, anno in cui siamo chiamati ad affrontare delle sfide cruciali, tra tutte il rilancio del Porto Canale e la salvaguardia di centinaia di posti di lavoro”.

ARMANDO BORRIELLO, 26 ANNI DI NAPOLI, È IL PRESIDENTE DI FEDESPEDI GIOVANI

NUMEROSE LE ADESIONI AL PROGETTO FEDESPEDI GIOVANI DA TUTTA ITALIA

UN TEAM DI OLTRE 40 SPEDIZIONIERI UNDER 35 AL LAVORO SU INNOVAZIONE, FORMAZIONE E COMUNICAZIONE DIGITALE

 

Milano-È Armando Borriello, ha 26 anni ed è di Napoli il nuovo Presidente di Fedespedi Giovani, progetto lanciato dal Presidente di Fedespedi (Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali), Silvia Moretto, per il triennio della sua presidenza e che ha raccolto da subito numerose adesioni da ogni parte d’Italia, da Nord a Sud.

Sono oltre 40, infatti, i giovani spedizionieri under 35 che hanno aderito a Fedespedi Giovani: un team di lavoro di giovani professionisti che ha l’obiettivo di portare idee nuove all’interno della Federazione e di trovare una chiave innovativa per raccontare la categoria, focalizzando attenzione, energie e competenze su innovazione, formazione e comunicazione digitale.

Questo il commento del neoeletto Presidente: “Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel progetto Fedespedi Giovani e hanno riposto la loro fiducia nella mia persona. Sono entusiasta del ruolo che mi è stato affidato: rappresentare un gruppo di giovani professionisti estremamente motivati e desiderosi di rinnovare l’immagine della categoria e promuovere il valore della nostra attività, come uno dei settori più dinamici dell’economia. Abbiamo costituito un team affiatato, che avrò l’onore di servire e dal quale, sono certo, riceverò grande supporto, in termini di idee, di talento e di energia: è questo per me il significato dell’associazione.”

Il Presidente di Fedespedi Giovani è componente di diritto del Consiglio Direttivo Fedespedi e si farà portavoce delle idee e dei progetti sviluppati insieme ai colleghi.

La nomina è avvenuta ieri, in occasione della seconda riunione del team di Fedespedi Giovani.

Inoltre, i componenti di Fedespedi Giovani sono stati invitati a entrare negli 8 Advisory Body di Fedespedi, cuore pulsante dell’attività della Federazione, che hanno il compito di approfondire le tematiche di maggiore impatto sull’attività e sul futuro sviluppo delle imprese di spedizioni internazionali. Questi i giovani partecipanti agli Advisory Body:

Legal AB – Armando Borriello (Napoli), Carlotta Fontana (Milano), Matteo Rossi (Milano);
Road, Rail & Multimodal AB – Alessandro Barbiero (Brescia), Andrea Valente (Milano);
Customs AB: Gabriele Di Pietro (Savona);
Tax AB – Lorenzo Faoro (Livorno);
Maritime AB – Fabio Bertoni (Bergamo);
Labour Relations AB – Antonio Depalo (Bari), Shari Rovina (Milano), Anna Maria Valente (Firenze);
IT & Digital Innovation AB – Francesco Fabbio (Firenze), Federico Fuochi (Milano), Matteo Moscheni (Treviso), Daniele Paolini (Macerata);
Training and Development AB – Daniele Paolini (Macerata, componente anche del IT&DI AB), Cristina Rizzitelli (Roma), Nicol Schiavoni (Milano), Marco Sella (Treviso).

www.fedespedi.it

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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