Il Qatar lancia un ambizioso progetto di restauro delle storiche imbarcazioni dhow

Il Qatar National Tourism Council (QNTC, Consiglio Nazionale del Turismo del Qatar) ha avviato un progetto su larga scala per il restauro di una flotta di oltre 40 imbarcazioni tradizionali dhow, proseguendo nell’intento di migliorare l’offerta di attrazioni e attività per turisti internazionali e nazionali. Il progetto di restauro dei dhow è parte di un’iniziativa strategica finalizzata a migliorare l’eccellenza del servizio nel settore dell’ospitalità del Qatar.

Il progetto, articolato in tre fasi, comprenderà il restauro dei dhow, la modernizzazione dei porti turistici e dei pontili e la formazione in materia di salute e sicurezza per i membri degli equipaggi e i timonieri.

La prima fase consisterà nel restauro di 40 dhow titolari di licenza, usati in passato per la raccolta delle perle, la pesca e il trasporto delle merci. I lavori di ristrutturazione saranno volti a migliorare l’esperienza a bordo degli ospiti preservando l’autenticità degli esterni tradizionali. Una volta completato, ogni dhow avrà un impatto ambientale ridotto, con energia solare al posto del carburante diesel e l’installazione di luci a LED; saranno inoltre attrezzati per ottimizzare sicurezza e comfort dei passeggeri.

Una volta eseguiti i lavori di restauro, i dhow saranno pronti a condurre i visitatori lungo viaggi rilassanti e panoramici che, oltre a regalare viste mozzafiato dell’emblematico skyline di Doha dall’acqua, consentiranno di sperimentare un aspetto chiave della storia e della cultura qatariota.

Il Segretario Generale del Qatar National Tourism Council e Amministratore Delegato del Gruppo Qatar Airways, Akbar Al Baker, ha dichiarato: “Il restauro delle imbarcazioni dhow è di fondamentale importanza per offrire ai visitatori l’opportunità unica di sperimentare una parte significativa del patrimonio e della cultura del Qatar. Sebbene i dhow non vengano più usati come barche da pesca e per la raccolta delle perle, non vediamo l’ora che vengano rimessi in acqua affinché tutti possano apprezzarli”.

Il Responsabile Licenze Turistiche, Settore Sviluppo del Turismo, Mohammad Al Ansari, che supervisiona il progetto di restauro, ha commentato: “Stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire che ogni dhow venga restaurato con estrema cura secondo standard all’altezza della loro importanza per la nostra cultura. I dhow sono una risorsa meravigliosa per il Qatar e, quando il progetto sarà completato, offriranno agli ospiti un modo alternativo piacevole per godersi Doha dall’acqua”.

I dhow hanno navigato nelle acque del Mare Arabico per secoli. Essendo il Qatar uno Stato peninsulare con un confine terrestre, i dhow originariamente fornivano agli abitanti una linea di comunicazione d’importanza vitale per il commercio di acqua dolce, frutta e mercanzia, per la pesca e per la raccolta delle perle. Vero e proprio atto d’amore, per la costruzione di un dhow può essere necessario anche un anno. Nel Qatar la devozione per queste imbarcazioni è tale che la gente del posto le celebra con una serie di festival ogni anno, tra cui il Katara Traditional Dhow Festival presentato da The Cultural Village Foundation – Katara.

Le due fasi successive del progetto di restauro consisteranno nel miglioramento delle strutture e della formazione. La seconda fase vedrà la modernizzazione dei porti turistici e dei pontili per migliorare l’esperienza di imbarco, con comode sale d’attesa e nuove biglietterie. La terza e ultima fase prevederà la formazione e la certificazione completa degli equipaggi che portano i dhow e che supervisionano la manutenzione quotidiana dell’area e dei chioschi della marina.

La ristrutturazione dei dhow è uno dei numerosi progetti di sviluppo del turismo supervisionati dal QNTC volti a consolidare i settori dell’ospitalità e dei viaggi nel Paese. In linea con la Visione Nazionale del Qatar 2030, il QNTC mira ad affrontare la sfida chiave di garantire la conservazione e la modernizzazione delle numerose tradizioni del Paese che contribuiscono allo sviluppo economico nazionale attraverso il turismo.

Il progetto di restauro delle imbarcazioni dhow sarà completato entro ottobre 2021.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.visitqatar.qa/en/Things-to-do/Adventures/the-water

RIPARTE IL LAVORO SUL POSITION PAPER CARGO AEREO CON IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI

OBIETTIVO ARRIVARE IN TEMPI RAPIDI ALLA SUA PIENA ATTUAZIONE: SPORTELLO UNICO DOGANALE, DIGITALIZZAZIONE, AGGIORNAMENTO INFRASTRUTTURALE DEGLI AEROPORTI STRATEGICI

Oggi, sotto la direzione del Dott. Costantino Fiorillo, Direttore Generale per gli aeroporti e il trasporto aereo del MIMS, sono ripartiti i lavori sul Position Paper Cargo Aereo, documento frutto di un dialogo tra Ministero e tutti i soggetti, pubblici e privati, che operano nel settore del trasporto aereo delle merci, iniziato nel 2016 e che oggi riceve un nuovo impulso.

L’obiettivo di tutti gli intervenuti (amministrazioni pubbliche e associazioni di imprese) è quello di arrivare in tempi rapidi alla sua piena attuazione. Sono tre, in particolare, i punti sottolineati da ANAMA (associazione aderente a Confetra e Fedespedi) su cui intervenire ed evidenziati dal Position Paper Cargo Aereo:

-piena attivazione dello Sportello Unico Doganale dei Controlli (SuDoCo);
-digitalizzazione di documenti e procedure
-aggiornamento infrastrutturale degli aeroporti individuati come strategici per il cargo aereo, con l’ammodernamento delle cargo city.

Il Presidente di ANAMA, Alessandro Albertini, ha così commentato l’incontro: “Innanzitutto desidero ringraziare il Ministro Giovannini e il Direttore Costantino Fiorillo, per avere accolto il nostro invito a riaprire questo importante Tavolo, ormai fermo da qualche anno. Si tratta di un importante riconoscimento da parte del Governo rispetto alla strategicità del settore cargo per il Paese. In questi anni alcuni passi avanti sono stati fatti grazie all’impegno dei ‘singoli’. Tuttavia, per affrontare le sfide che l’oggi ci impone, occorre lavorare come ‘Sistema-Paese’, per evitare che quanto fatto venga disperso. Dobbiamo sfruttare questo mutato contesto, trasformando la crisi in opportunità, per aumentare la competitività delle nostre merci: non dimentichiamo che per via aerea viene movimentato oltre il 25%, in valore, dell’export italiano extra UE. Il percorso delineato dal Dott. Fiorillo dimostra la volontà di porre sulla logistica e sul trasporto aereo la giusta attenzione, come succede in tutti i Paesi Europei”.

Come rivelato dal Secondo Studio dell’Osservatorio Cargo Aereo, realizzato dal Cluster Cargo Aereo e da ANAMA in collaborazione con TRT, l’Italia è tra i primi dieci esportatori al mondo, grazie alla vendita sui mercati internazionali di prodotti che si caratterizzano per la loro qualità e l’elevato valore aggiunto, come il farmaceutico (che nell’ultimo anno ha ovviamente aumentato la sua valenza economica e strategica), la meccanica fine e il Made in Italy. Lo studio ha evidenziato, inoltre, un potenziale ancora inespresso per il comparto aereo, anche a causa dei tempi più lunghi di attraversamento delle merci nei nostri scali dovuti a infrastrutture non adeguate e ad un eccesso di burocrazia, che invece risulta essere ridotta all’essenziale in altri scali Europei. Non a caso il sistema aeroportuale italiano movimenta solo il 7% del cargo aereo europeo, contro il 30% della Germania, seguita da Francia e Olanda

Il Presidente Albertini ha, dunque, concluso ricordando che “Nonostante l’Italia negli ultimi anni abbia migliorato le proprie performance, raggiungendo il 5° posto a livello europeo, il 30% delle nostre merci ancora utilizza aeroporti di altri Paesi europei. Dobbiamo investire in infrastrutture aeroportuali adeguate, nello Sportello Unico Doganale e dei Controlli, (SuDoCo) per ridurre i tempi di attraversamento delle merci negli aeroporti e di arrivo nel mercato di destinazione, e infine, ultima ma non meno importante, nella completa digitalizzazione delle procedure, per consentire a pubblico e privato di collaborare in maniera efficacie e veloce. Con l’attuazione del Position Paper Cargo Aereo vogliamo colmare questo gap competitivo e incrementare le potenzialità di crescita di questo importante comparto per l’economia italiana e la sua principale risorsa, il Made in Italy”.

Un hub per l’idrogeno verde a Venezia: la collaborazione tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Sapio e Hydrogen Park

Un hub per l’idrogeno verde nell’area portuale di Porto Marghera che possa essere replicato in altri grandi distretti industriali regionali altamente energivori. È il cuore del memorandum di intesa siglato tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (ADSPMAS) e Gruppo Sapio con Hydrogen Park.

In un momento storico particolare come quello attuale, la transizione energetica verso la decarbonizzazione industriale ed un trasporto a emissioni zero è ancora più strategica e la valorizzazione dei porti come potenziali cluster che uniscono energia, industria ed economia circolare consentirà di far emergere le loro grandi potenzialità. In questo modo sarà possibile trasformare l’ecosistema portuale in un nuovo polo di energia pulita per sistemi elettrici integrati, per l’idrogeno e altri vettori energetici a basse emissioni di carbonio.

La collaborazione è avviata su due progetti specifici:

-Il progetto “PORTS8”, con l’obiettivo di realizzare un centro di produzione di idrogeno e stazione di rifornimento stradale nell’area portuale di Porto Marghera (Venezia) candidato lo scorso gennaio al bando del Programma europeo “Horizon 2020 Green Ports”;

-Il progetto “SUNSHINH3” candidato ad entrare tra quelli di interesse prevalente all’interno della strategia europea sull’idrogeno, i cosiddetti “IPCEI”, in fase di studio tra gli stati membri dell’UE. Intende sviluppare un sistema di distribuzione innovativo di ammoniaca verde dal quale derivare l’approvvigionamento di idrogeno verde, azzerando le emissioni di anidride carbonica.

L’intesa punta alla creazione di una Hydrogen Valley ovvero un distretto dell’idrogeno d’area vasta metropolitana e si pone in linea con il “Manifesto per la sostenibilità” redatto da Confindustria Venezia per coniugare lo sviluppo economico con la tutela sociale ed ambientale. L’accordo odierno si coordina, inoltre, con la strategia promossa dalla Regione Veneto attraverso il progetto “Venezia capitale mondiale della Sostenibilità” e vede nell’area di Porto Marghera il sito ideale per la realizzazione di entrambi i progetti in virtù di efficienti collegamenti marittimi, di ampi spazi portuali e dei collegamenti con la rete stradale, ferroviaria ed energetica nazionale ed europea.

Con la firma del memorandum Sapio, produttore di idrogeno da quasi 100 anni che vanta un’esperienza consolidata lungo l’intera catena del valore e opera in completa sicurezza attraverso una rete capillare su tutto il territorio, metterà a disposizione le proprie competenze nell’ambito della produzione, trasporto, distribuzione e applicazioni finali per sviluppare soluzioni che consentano all’idrogeno di posizionarsi come vettore energetico sostenibile e sicuro.

“Il futuro del nostro Paese inizia da ciò che possiamo realizzare oggi” – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente del Gruppo Sapio – “Collaborazioni importanti come questa con Hydrogen Park e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale sono un chiaro esempio dell’impegno che intendiamo mettere a disposizione per contribuire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Sapio darà il suo apporto di esperienza e competenza nella produzione di idrogeno, nella gestione di impianti produttivi, nella distribuzione attraverso idrogenodotti e carri bombolai, nell’installazione e gestione di stazioni di rifornimento, oltre che nell’importazione di idrogeno verde sotto forma di ammoniaca”.

“Grazie al memorandum di intesa odierno, Porto Marghera prosegue il proprio percorso verso la transizione green, che vede Hydrogen Park in prima linea per lo sviluppo di progetti utili alla produzione e distribuzione dell’idrogeno verde inteso come vettore energetico. Questo è il futuro dei nostri territori, in linea con la strategia europea che sarà recepita nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ha affermato il Presidente di Hydrogen Park Andrea Bos -. La transizione energetica rappresenta una grandissima opportunità di crescita dell’attività industriale e dell’occupazione. In questo contesto, Hydrogen Park si mette a disposizione per favorire l’accesso delle imprese dei nostri territori ai fondi del Recovery Fund e della progettualità europea già in essere”.

“I porti del futuro saranno sempre più incubatori di innovazione tecnologica e non solo luoghi di carico e scarico di merci. E il progetto avviato oggi ne è la prova” – ha commentato Cinzia Zincone, Commissario Straordinario AdSP MAS -“Porto Marghera si conferma in tal senso quale hub di riferimento per garantire la transizione energetica della catena logistica, del tessuto produttivo e industriale e dell’operatività portuale. Un percorso avviato nel 2014 con la riconversione a bioraffineria operata da ENI, confermato dalla prossima operatività del progetto “Venice LNG” per lo stoccaggio e l’utilizzo di carburante a basso impatto ambientale e che oggi si avvia verso un futuro a zero emissioni.

E l’Autorità di Sistema Portuale fornirà, anche in virtù dell’esperienza maturata nel ricorrere a finanziamenti europei, piena collaborazione non solo a Sapio ma anche ai rappresentanti del tessuto produttivo e industriale di Venezia del Consorzio Hydrogen Park per raggiungere tale risultato. Un risultato che dimostra, ancora una volta, quanto Porto Marghera possa essere un’area in grado di attrarre investimenti forieri di sviluppo, occupazione e innovazione a vantaggio di Venezia, del Veneto e del Paese e di incarnare pienamente la sensibilità verso una concreta sostenibilità ambientale”.

Porto di Barletta: è ufficiale, il Faro Napoleonico sarà nella disponibilità dell’AdSPMAM

Presto al via i lavori per il ripristino dello stato dei luoghi, perchè lo storico monumento possa essere fruibile dalla cittadinanza.

Barletta-Lo Stato Maggiore della Marina Militare ha disposto la consegna all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale del Faro napoloenico che insiste nel porto di Barletta. La comunicazione ufficiale è giunta nella tarda mattinata di oggi, negli uffici dell’Ente portuale. Si completa così un iter che l’AdSPMAM aveva avviato nello scorso anno, richiedendo a MARIFARI, soggetto nella cui disponibilità ricadeva la struttura, di poter ottenere la consegna del bene.

Un percorso lungo e articolato che è stato seguito direttamente dal senatore barlettano Dario Damiani che ha incontrato più volte il sottosegretario di stato alla Difesa, on. Giorgio Mulè, al quale ha sottoposto l’importanza, per la comunità portuale e per l’intera cittadinanza, di procedere in tempi rapidi al recupero del noto bene storico.

In attesa del placet odierno, l’Ente portuale, contestualmente con l’avvio della procedura per il trasferimento del bene, aveva, comunque, esperito una serie di azioni finalizzate a rendere il processo di recupero quanto più spedito possibile.

Dopo un sopralluogo dei tecnici dei Dipartimenti di Esercizio e Tecnico dell’Ente, nel corso del quale erano stati esaminati gli elementi di criticità e i punti di forza della struttura, i tecnici dell’AdSP avevano realizzato un preliminare studio di fattibilità che prevede tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di messa in sicurezza e di ripristino dello stato dei luoghi, finalizzati a riportare il vecchio e glorioso faro napoleonico agli antichi splendori.

L’Ente portuale, inoltre, ha già coinvolto l’Amministrazione comunale di Barletta per sviluppare assieme idee progettuali concordate e condivise perché, al termine del processo di recupero, si possa rendere la struttura fruibile alla cittadinanza, con la condivisione e la supervisione della competente Soprintendenza e dell’Agenzia del Demanio.

Da oggi, quindi, con la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, Barletta potrà riappropriarsi di un monumento storico e caratterizzante del porto che contribuirà ad irrobustire l’offerta turistica e l’attrattività del territorio.

L’AdSP MAM si aggiudica in via definitiva finanziamenti per quasi 27 milioni di euro, nell’ambito del PAC

I progetti di cold ironing e di digitalizzazione della logistica premiati dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Bari-Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha confermato il finanziamento per due progetti presentati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, nell’ambito del PAC 2014/2020 ( Programma di Azione e Coesione complementare al PON Infrastrutture e Reti 2014-2020), attribuendo finanziamenti per oltre 27 milioni di euro, ritenendo i progetti presentati dall’Ente validi e ineccepibili.

L’AdSP MAM aveva aderito a tre assi del PAC: Asse A (Digitalizzazione della logistica), Asse B – (Programma Recupero Waterfront) ancora in attesa di valutazione e Asse D (Green ports).

Digitalizzazione della logistica: il progetto è stato ammesso a finanziamento al 100% dell’importo previsto (4,7miloni di euro). Nella graduatoria finale, l’Ente portuale si è classificato al 2° posto della classifica. Il progetto prevede l’evoluzione della piattaforma GAIA a supporto della interoperabilità con il sistema logistico regionale, nazionale e globale, estendendola a tutti e cinque i porti del sistema.


In particolare, verrà potenziato il PCS GAIA e sviluppato lo Sportello Unico Amministrativo, con integrazione diretta delle soluzioni SPID e PagoPA. Non solo. Si effettuerà l’estensione della cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA a tutti i porti del sistema, attraverso la realizzazione di varchi intelligenti per il tracciamento logistico della merce, il potenziamento del sistema di videosorveglianza a supporto della security portuale e l’attivazione, in tutti i porti, di reti Wi-Fi a disposizione dei passeggeri in transito e degli operatori portuali.

Green ports: Anche in questo caso, il progetto presentato dall’Ente si è classificato al 2° posto, su 14 presentati e solo 4 ammessi. Finanziato un importo pari ad oltre 22 milioni di euro che risulta, peraltro, la somma più alta ammessa. Il progetto prevede lavori di realizzazione dei sistemi di COLD IRONING nei porti di Bari, banchina 10, e Brindisi, Punta delle Terrare.

Sulla scorta degli esiti di uno studio relativo alle navi che attualmente ormeggiano presso le banchine individuate, il progetto prevede il dimensionamento dei sistemi e la progettazione di soluzioni standard che siano idonee a soddisfare l’attuale fabbisogno senza, peraltro, escludere la possibilità di ulteriori utilizzi futuri. L’impatto sull’ambiente sarà tangibile e certificato, in termini di diminuzione delle emissioni in atmosfera e diminuzione dell’inquinamento acustico. E’ prevista, inoltre, la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica a parziale copertura del fabbisogno energetico derivante dall’attivazione dei sistemi di cold ironing.

In particolare, nel porto di Bari saranno elettrificati due ormeggi presso la Darsena di Ponente. Considerata la frequenza di attracco delle due tipologie di utenze individuate, si è stabilito di dimensionare l’impianto considerando la contemporaneità di due navi Ro-Ro/Ro-Pax o, in alternativa, di una nave Ro-Ro/Ro-Pax e una nave da crociera, sarà installato un convertitore di potenza da 16 MVA con uscite a 6,6/11 kV.

Nel porto di Brindisi verranno elettrificati due ormeggi presso la banchina di Punta delle Terrare. L’impianto sarà dimensionato in modo da garantire l’alimentazione contemporanea di due navi Ro-Ro/Ro-Pax, attraverso l’installazione di un convertitore di potenza da 6,5 MW con uscita a 11 kV predisposto anche per un futuro ampliamento dell’impianto che consenta anche l’attracco di navi da crociera.

Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di due impianti fotovoltaici, uno nel porto di Bari e uno nel porto di Brindisi, la cui produzione di energia elettrica supporterà il sistema di elettrificazione delle banchine, diminuendone il fabbisogno energetico, e sarà, inoltre, impiegato per integrare e soddisfare le svariate esigenze degli ambiti portuali (catena del freddo, pubblica illuminazione, operazioni portuali, ecc.), rendendo più attrattivo l’ormeggio, con alimentazione elettrica da terra, abbattendo i costi supportati dalle compagnie.

“La nostra squadra ha svolto un lavoro eccezionale- commenta il presidente dell’Ente Ugo Patroni Griffi- abbiamo presentato un parco progetti che non solo è stato ritenuto idoneo e quindi ammesso a finanziamento nella totalità dell’importo stimato, ma che anche si è imposto nelle graduatorie finali. Da quando è iniziata l’avventura AdSP, abbiamo lavorato su due grandi direttrici: dotare i nostri cinque porti delle medesime infrastrutture, anche tecnologiche finalizzate a migliorare l’efficienza della logistica integrata; implementare la sostenibilità ambientale delle aree portuali.

Il risultato ottenuto non era affatto scontato- conclude Patroni Griffi- ha vinto una squadra che ha giocato con cervello e cuore. Adesso aspettiamo febbrilmente gli esiti del progetto, candidato sull’Asse B, Parco del Castello Bari riconnessione CASTELLO-PORTO, che abbiamo presentato assieme al Comune di Bari, in cui prevediamo di effettuare interventi di adeguamento delle infrastrutture esistenti per la connessione città-porto, potenziando l’intermodalità e la mobilità sostenibile di accesso all’area della città vecchia. Un’altra sfida importante che auspichiamo di vincere”.

Nella stesura progettuale, sono state tenute in considerazione le variabili dipendenti e i fattori di integrazione ritenuti strategici per lo sviluppo dei porti del sistema nei prossimi anni, sia in termini quantitativi (volumi di traffico), sia in termini di capacità di creare valore nelle global supply chain e di migliorare le performance portuali nei mercati internazionali.

Porto di Palermo: 180 assunzioni tra Portitalia e Clp, altre 14 nel biennio

Stabilizzati 99 interinali della Compagnia Lavoratori Portuali che saranno rimpiazzati con 81 contratti a tempo indeterminato. Todaro: risultato importante per la città. Monti: stiamo rivoluzionando i nostri scali dando risposte anche sull’occupazione

Le nuove assunzioni sono 81 subito e altre 14 nel prossimo biennio. Ma al di là dei numeri, comunque significativi in un momento di grande crisi economica e occupazionale, l’operazione che si è perfezionata in questi giorni rappresenta una rivoluzione per il porto di Palermo e per centinaia di lavoratori. “Da oggi – spiega infatti Giuseppe Todaro, presidente di Clp e amministratore unico di PortItalia – la famiglia delle nostre società si allarga ulteriormente raggiungendo il numero di 300 dipendenti se contiamo anche Osp. Un risultato impensabile, appena pochi anni fa, grazie al quale decine di lavoratori potranno adesso guardare al futuro con maggiore fiducia e con più serenità. Ma c’è un altro aspetto che mi piace sottolineare – aggiunge Todaro – perché questo traguardo è anche il frutto di una perfetta sinergia con l’Autorità portuale e dell’intesa col presidente Pasqualino Monti, con cui negli ultimi anni è stato dato uno slancio importante a quest’area in grande discontinuità con il passato”.

Nel dettaglio, le operazioni che si completano oggi sono essenzialmente due. La prima riguarda il passaggio di 99 dipendenti della Clp (Compagnia Lavoratori Portuali della Sicilia Occidentale, società cooperativa che gestisce la manodopera temporanea nei porti) a Portitalia srl, concessionaria esclusiva del Terminal containers all’interno dello scalo di Palermo e di numerosi altri servizi sia nel capoluogo siciliano che a Termini Imerese. Il trasferimento in massa dei lavoratori di Clp – che manterranno i livelli di inquadramento e gli scatti di anzianità, col vantaggio di non essere più inquadrati e pagati a giornate ma a tempo pieno – è stato possibile innanzi tutto grazie al mantenimento dell’attività e delle commesse nonostante il Covid, ma anche in virtù dei pensionamenti programmati da Portitalia nei prossimi 18 mesi (complessivamente 40 unità lavorative) e quelli già avviati negli ultimi due anni (una trentina in tutto).

La seconda operazione è legata invece all’assunzione nella Compagnia Lavoratori Portuali della Sicilia Occidentale di 81 unità subito e altre 14 nell’arco dei prossimi due anni. In questo caso si tratta di interinali che saranno chiamati per far fronte alle necessità delle aziende che orbitano nel sistema porto. Clp è una società che garantisce manodopera qualificata alle imprese portuali per far fronte ai picchi di attività stagionali o in particolari giornate in cui sono necessari rinforzi o un maggiore impiego di risorse. A differenza di altri settori in cui si fa ricorso a personale esterno per i cosiddetti extra, per i porti è possibile attingere solo agli elenchi di società specializzate come Clp.

In entrambi i casi, il confronto avviato con i sindacati è culminato il 17 settembre scorso con l’approvazione all’unanimità di un accordo, firmato poi il 30 ottobre, che prevede la possibilità per PortItalia di assorbire tutta la forza lavoro di Clp e a quest’ultima società di inserire in organico, con contratti a tempo indeterminato, gli interinali periodicamente impiegati, a condizione che entrambe le iniziative fossero economicamente e finanziariamente sostenibili per entrambe le società.

L’accordo – che prevede anche una fase di start up in cui saranno valutati i criteri di sostenibilità economica e la possibilità di prevedere forme di incentivi correlati al raggiungimento dei risultati di carattere economico – ha avuto il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la sua applicazione sarà sottoposta alla vigilanza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.

“Stiamo rivoluzionando i nostri scali, non solo dal punto di vista della dotazione infrastrutturale e della sistemazione funzionale – commenta il presidente dell’Adsp, Pasqualino Monti – ma anche completando un quadro già in continuo movimento con l’accordo siglato lo scorso ottobre con i sindacati e le conseguenti risposte sull’occupazione. Un risultato concreto, nonostante il momento di incertezza che attraversiamo, che sottolinea le potenzialità del porto nel progettare e realizzare, passo dopo passo, il futuro in cui desideriamo vivere. Il lavoro delle persone è ciò che rende gli investimenti un cambiamento reale”.

Salerno: Master di Alta Formazione in Economia e Diritto del Mare

La Salerno Formazione, società operante nel settore della didattica e della formazione organizza una nuova edizione del Master di Alta Formazione professionale in ECONOMIA E DIRITTO DEL MARE. Obiettivo è quello di formare figure professionali specializzate nel settore della blueconomy, intesa come “strategica” per la competitività delle imprese, per i profili occupazionali e per lo sviluppo economico del territorio locale e nazionale. Il Master fornisce gli strumenti e le competenze necessarie per operare nel comparto con un alto livello di specializzazione. L’elemento caratterizzante del Master è rappresentato dalla interdisciplinarietà, basata su contenuti specialistici di tipo aziendale, economico, giuridico e amministrativo.

Viene offerta una preparazione a livello avanzato, focalizzata sulla formazione di figure professionali specialistiche, sempre più richieste nel settore marittimo e portuale. Il Master si rivolge a imprenditori, professionisti, consulenti ed operatori dell’area legale e finanziaria del settore marittimo e portuale, ma anche al personale tecnico del comparto e in generale a tutti coloro che desiderano acquisire conoscenze e competenze di elevata qualificazione nel settore al fine di ottenere un’efficace specializzazione professionale.

Il Master avrà la durata complessiva di 50 ore e si svolgerà presso la sede della Salerno Formazione con frequenza settimanale per circa n. 3 ore di lezione. Le lezioni inizieranno il 10 maggio, anche in modalità remoto. È previsto un numero chiuso ed è rivolto a n. 16 persone in possesso di diploma e/o laurea triennale e/o specialistica. Per info ed iscrizioni è possibile contattare dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle16:00 alle 20:00 la segreteria studenti della Salerno formazione ai seguenti recapiti telefonici 089.2960483 e/o 338.3304185.

PROGRAMMA DI STUDIO:

DOCENTE: avv. Alfonso Mignone

MODULO 1 – ECONOMIA DEL MARE

Il concetto di Blue Economy a livello internazionale e comunitario
L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO)
Le imprese di shipping
Elementi di shipping finance
Il diritto della navigazione marittima: cenni generali
L’impresa di navigazione

MODULO 2 – I SETTORI DEL BLUECONOMY

Il trasporto navale
Il turismo costiero e marittimo
La nautica da diporto
Le Autorità di Sistema Portuali
I servizi tecnico – nautici
L’attività di estrazione marina
Pesca e acquacolturaLa logistica marittima
Il credito navale
L’industria marittima 4.0

MODULO 3 – LA CROCIERA TURISTICA

Il contratto di crociera turistica
Le Stazioni Marittime
Le crociere effettuate con le unità da diporto

MODULO 4 – LA CONTRATTUALISTICA MARITTIMA

Il contratto di trasporto marittimo di cose e persone
I charterparties
Altri contratti di utilizzazione della nave
I contratti di costruzione e vendita di nave
Il contratto di ormeggio
Il soccorso marittimo
Le assicurazioni marittime ed i P & I Clubs

MODULO 5 – LA SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE E LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE MARINO

Port e Ship security: l’ISPS Code
Prevenzione e responsabilità in materia di inquinamento marino
L’ispezione e certificazione delle navi
I sinistri marittimi

MODULO 6 – IL COMMERCIO MARITTIMO INTERNAZIONALE

La contrattualistica internazionale
Il diritto internazionale del mare
Geopolitica dei trasporti marittimi e ruolo dell’Italia
Gli Incoterms® della ICC
La funzione delle dogane, l’origine delle merci e la pianificazione dei costi doganali
Il Codice Doganale Comunitario
Lo Sportello Unico Doganale
Disciplina internazionale della pirateria

MODULO 7 – IL SISTEMA DI TASSAZIONE DEL COMPARTO MARITTIMO

L’IVA nell’attività di shipping
I dazi doganali
La tonnage tax
La tassazione nella nautica da diporto
La tassazione portuale e le accise

MODULO 8 – IL DEMANIO MARITTIMO

I beni del demanio marittimo
Gestione e poteri sul demanio marittimo
Il federalismo demaniale
Poteri di vigilanza e polizia sul demanio marittimo

MODULO 9 – LE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME AD USO TURISTICO – RICREATIVO

La Direttiva Servizi (cd. Bolkestein) e la tutela della concorrenza
La “proroga” delle concessioni demaniali turistico-ricreative
Le concessione finalizzate alla realizzazione delle strutture dedicate alla nautica da diporto
I Modelli di domanda concessione demaniale: dal Modello D1 al Modello D8

MODULO 10 – L’ARBITRATO MARITTIMO COME RISOLUZIONE ALTERNATIVA DELLE CONTROVERSIE

Arbitrato e trasporto marittimo
Arbitrato e charterparties
Arbitrato nel soccorso
Arbitrato e compravendita di nave
Arbitrato e costruzione di nave
Arbitrato e assicurazioni marittime
Arbitrato e Nautica da Diporto

Per ulteriori informazioni e/o per le iscrizioni, è possibile contattare dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00 la segreteria studenti della Salerno formazione ai seguenti recapiti telefonici 089.2960483 e/o 338.3304185.

SITO WEB: www.salernoformazione.com

Siglato a brindisi il disciplinare di servizio tra adm e capitaneria di porto per lo sdoganamento in mare di container, ro-ro, car-carrier e rinfuse

Brindisi– Siglato oggi dal dirigente dell’Ufficio delle Dogane di Brindisi, dott. Vito De Benedictis, e dal Comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi, Capitano di Vascello (CP) Fabrizio Coke, il disciplinare di servizio per la sinergica attività di collaborazione per il controllo e monitoraggio del traffico marittimo nell’ambito delle operazioni di sdoganamento in mare.

L’iniziativa rientra tra i processi di innovazione strategica intrapresi da ADM per rendere gli scali portuali maggiormente competitivi, rappresentando un’opportunità offerta agli operatori economici per lo snellimento delle pratiche doganali attraverso la presentazione anticipata delle dichiarazioni doganali rispetto all’arrivo della nave.

Mediante l’ausilio di sistemi informatici all’avanguardia (Automatic identification System – Pelagus / Long Range Identification and Tracking) sarà assicurato il monitoraggio sulla corretta navigazione (rotte dirette al porto senza scali intermedi) delle navi beneficiarie dello sdoganamento in mare.

La specifica semplificazione doganale, facente parte del più ampio ed articolato progetto teso alla realizzazione di una piattaforma logistica nazionale volta alla semplificazione ed informatizzazione dei procedimenti amministrativi, riguarda le spedizioni di merci containerizzate, il traffico Ro-Ro (Roll-on/Roll-off), le navi “car-carrier” e le merci alla rinfusa mono cliente diverse da quelle sottoposte ad accisa, e consentirà la riduzione dei tempi e dei costi relativi al ciclo di import/export e l’efficientamento della componente logistica connessa alla movimentazione delle merci nel porto.

Golfo di Guinea rimane l’hotspot mondiale della pirateria

Londra. Secondo gli ultimi dati dell’International Maritime Bureau IMB, il Golfo di Guinea rimane l’hotspot mondiale della pirateria nel 2021. Il Golfo di Guinea è stato teatro per quasi la metà (43%) di tutti gli incidenti di pirateria segnalati nei primi tre mesi del 2021. L’ultimo rapporto globale sulla pirateria di IMB registra 38 incidenti dall’inizio del 2021, rispetto ai 47 incidenti durante lo stesso periodo dell’anno scorso. Nonostante un calo del numero di episodi di pirateria segnalati per il primo trimestre del 2021, la violenza contro l’equipaggio è in aumento rispetto agli anni precedenti.

Nei primi tre mesi del 2021, l’IMB Piracy Reporting Center (PRC) ha riferito che 33 navi sono state abbordate, due tentati attacchi, due navi colpite a fuoco e una nave dirottata.

Dall’inizio del 2021, 40 membri dell’equipaggio sono stati rapiti rispetto ai 22 membri dell’equipaggio nel primo trimestre del 2020. Solo un marittimo è stato ucciso nel primo trimestre del 2021.

Le tipologie di navi interessate riguardano 7 petroliere, 12 bulk carrier , 9 portacontainer e 10 altre tipologie.

Golfo di Guinea. Il Golfo di Guinea continua a essere particolarmente pericoloso per i marittimi con il 43% di tutti gli incidenti di pirateria segnalati che si verificano nella regione. Inoltre, la regione ha rappresentato tutti i 40 incidenti con rapimento dell’equipaggio. “I pirati che operano nel Golfo di Guinea sono ben attrezzati per attaccare navi lontano dalle coste e non hanno paura di intraprendere azioni violente contro equipaggi innocenti” – afferma il direttore dell’IMB, Michael Howlett. “È fondamentale che i marittimi rimangano cauti e vigili, continua Howlett, quando viaggiano nelle acque vicine e segnalino tutti gli incidenti alle Autorità regionali e all’IMB PRC. Solo una comunicazione rapida, condivisa delle conoscenze, con una maggiore collaborazione tra le Autorità, si ottiene una risposta marittima riducendo il rischio per i marittimi nella regione”.

L’ultimo rapimento registrato è avvenuto l’11 marzo 2021, quando i pirati hanno rapito 15 membri dell’equipaggio di una Chemical Tanker, battente bandiera di Malta, a 212 miglia a sud di Cotonou, nel Benin. In un altro incidente, un peschereccio dirottato l’8 febbraio 2021 è stato utilizzato dai pirati come nave madre per facilitare altri attacchi. L’IMB PRC ringrazia per il lavoro di sorveglianza delle Coast Guard e le Marine internazionali indipendenti incaricate nella regione di rispondere attivamente agli incidenti segnalati e incoraggia i loro continui sforzi per rendere le acque del Golfo di Guinea più sicure per i naviganti.

Golfo di Aden. Durante i primi tre mesi del 2021, si è verificato un solo incidente di pirateria segnalato in Somalia. Una nave portarinfuse ha segnalato che uno skiff con persone armate e una scala si avvicinava mentre era in navigazione nel Golfo di Aden. La squadra di sicurezza armata, presente a bordo, ha sparato colpi di avvertimento con conseguente allontanamento della barca. Nonostante il declino degli incidenti di pirateria intorno alla Somalia e alle acque limitrofe, l’IMB PRC incoraggia le navi ad attuare le pratiche raccomandate dal BMP5 durante il transito in queste acque poiché i pirati somali continuano a possedere la capacità di compiere attacchi. “I marittimi sono per molti aspetti gli eroi non celebrati della nostra economia globale”, ha affermato il Segretario generale dell’International Chamber of Commerce (ICC), John WH Denton AO.

“I governi, le imprese e le Agenzie (Coast Guard statali e privati) per il contrasto alla pirateria marittima devono adottare misure appropriate per proteggere la vita e il sostentamento dell’equipaggio, in modo che possiamo garantire la libera circolazione ininterrotta delle merci lungo le catene di approvvigionamento internazionali”- ha concluso Denton.
Singapore Strait. Lo stretto di Singapore ha registrato sei episodi di pirateria nel primo trimestre del 2021 rispetto ai cinque nello stesso periodo dell’anno scorso. Sebbene questi incidenti siano di natura opportunistica, l’IMB PRC avverte che gli autori erano armati di coltelli in alcuni casi e che i marittimi dovrebbero rimanere vigili durante i viaggi nella regione.

Indonesia. La cooperazione per la condivisione delle informazioni tra la polizia marina indonesiana e l’IMB PRC continua a produrre risultati positivi. Durante i primi tre mesi del 2021, sono state segnalate solo due navi ancorate, rispetto alle cinque dello stesso periodo dell’anno scorso.
Americhe. Si registra un aumento degli incidenti di pirateria segnalati a Callao Anchorage, in Perù, con cinque incidenti verificatisi nei primi tre mesi del 2021 rispetto ai soli tre nel primo trimestre del 2020. Nel frattempo, le navi portacontainer sono l’obiettivo di attacchi durante la navigazione o all’ancora nelle acque colombiane. Secondo l’IMB PRC, gli autori sono noti per aprire container e rubare carichi anche mentre le navi sono sotto pilotaggio. I comandanti sono invitati comunque a segnalare tutti gli incidenti in queste acque.


IMB Piracy Reporting Center.

Fondato nel 1991, il centro presidiato H24 rimane un unico punto di contatto per denunciare i crimini di pirateria e rapina a mano armata. Il centro non solo assiste le navi in ​​modo tempestivo, ma fornisce anche all’industria marittima, alle Agenzie di risposta e ai Governi dati trasparenti – ricevuti direttamente dal comandante della nave sotto attacco – o dai suoi armatori. Il tempestivo invio di rapporti da parte dell’IMB PRC e il collegamento con le Agenzie della Guardia Costiera statale e privata, le sue comunicazioni tramite i servizi GMDSS Safety Net e gli avvisi e-mail ai CSO (Company Security Officer) delle navi, tutti forniti gratuitamente, hanno aiutato a combattere la pirateria e le rapine a mano armata e la sicurezza dei marittimi, a livello globale.

Per ulteriori informazioni, contattare: Michael Howlett, Direttore ICC International Maritime Bureau – e-mail: mhowlett@icc-ccs.org. La Camera di Commercio Internazionale (ICC) è la più grande organizzazione aziendale del mondo con una rete di oltre 6,5 milioni di membri in più di 130 Paesi. E’ impegnata nel promuovere il commercio internazionale, una condotta aziendale responsabile e un approccio globale alla regolamentazione attraverso un mix unico di attività di difesa e definizione degli standard, insieme a servizi di risoluzione delle controversie leader di mercato.

Abele Carruezzo

SHIPPING & LOGISTICS MANAGEMENT PRESENTATO L’EXECUTIVE COURSE REALIZZATO DA LUISS BUSINESS SCHOOL CON CONFITARMA E ALIS

Roma-Il 14 aprile 2021, dalla sede di Confitarma, in live streaming, è stato presentato l’Executive Course in Shipping & Logistics Management, sviluppato dalla Luiss Business School in collaborazione con Confitarma – Confederazione Italiana Armatori e ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile.

La digitalizzazione, l’automazione, l’attenzione ai temi della sostenibilità e della circular economy richiedono competenze e conoscenze sempre più all’avanguardia, anche in termini tecnologici per migliorare le performance di efficienza e di sostenibilità ambientale. Scopo dello “Shipping & Logistics Management”, è quindi quello di fornire una conoscenza approfondita ed estensiva delle dinamiche che regolano il settore del trasporto marittimo e della logistica a coloro che intendono operare in questi settori e sono interessati agli aggiornamenti sui contesti normativi e sulle tecnologie che, nel breve e medio periodo, avranno impatto sulla competitività dei settori coinvolti, attraverso un approccio multidisciplinare anche in relazione a nuove modalità di trasporto connesse alla logistica, in vista di uno shipping sostenibile, in coerenza con il processo di transizione ecologica in corso.

Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, che ha introdotto e moderato gli interventi, ha ringraziato anche l’armatore Manfredi Lefebvre d’Ovidio per aver voluto contribuire all’iniziativa ed ha sottolineato come “l’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, che dal 2020 sta drammaticamente colpendo il mondo intero, ed anche il recente blocco del Canale di Suez causato dalla nave Ever Given, hanno evidenziato in tutta la sua importanza la straordinaria, silenziosa quotidianità del settore marittimo che, assicurando incessantemente il funzionamento delle catene di approvvigionamento globale, consente il regolare flusso di merci ed energia all’economia, in particolare del nostro Paese. La politica italiana, che ha finalmente capito la rilevanza strategica della risorsa “mare”, deve cogliere l’opportunità, non più procrastinabile, di investire e dedicare azioni mirate per favorire lo sviluppo del comparto marittimo nazionale che rappresenta un’eccellenza mondiale in molti segmenti di traffico e può davvero costituire uno dei principali volani della ripresa economica del Paese”.

“La formazione è una delle sfide più importanti – ha affermato Mario Mattioli, Presidente Confitarma – perché solo il costante aggiornamento delle competenze consente di stare al passo con gli sviluppi tecnologici e operativi di un mondo complesso quale è quello marittimo. Anche a nome della Federazione del Mare, che rappresenta l’insieme delle categorie dell’economia del mare, fattori indispensabili per lo sviluppo del Paese, specie in una fase storica delicata come è quella attuale, ritengo che la collaborazione con la Luiss Business School confermi quanto sia fondamentale il rapporto sinergico e di confronto fra cluster marittimo e Università nella pianificazione di percorsi formativi che porteranno benefici a tutto il settore. Inoltre, l’incontro con la Luiss Business School è l’ulteriore dimostrazione del fatto che la navigazione marittima e la logistica giocano un ruolo vitale per il mondo dell’industria manifatturiera. Mi piace ricordare che per la prima volta, nella governance di Confindustria è stata creata una vicepresidenza con delega specifica all’Economia del mare”.

“Siamo fieri ed orgogliosi di aver avviato un percorso collaborativo con la Luiss Business School e con Confitarma – ha dichiarato Marcello Di Caterina, Direttore Generale ALIS – La promozione di questo primo Executive Program ci permetterà di favorire l’ingresso nel mercato del lavoro di figure professionali le cui competenze specifiche e skills avranno un altissimo valore aggiunto in linea con l’attività e gli obiettivi di ALIS. Questo corso metterà in risalto in maniera concreta, grazie ai contributi che verranno offerti durante lo svolgimento del piano didattico dai principali top manager delle nostre aziende associate, tutte le dinamiche che regolano il settore del trasporto marittimo e della logistica. La digitalizzazione, l’automazione, l’attenzione ai temi della sostenibilità saranno al centro di un percorso formativo che siamo sicuri contribuirà allo sviluppo di profili professionali in grado di interpretare le continue evoluzioni di questi settori strategici”.

“Il settore Shipping & Logistics oggi è al centro delle riflessioni su scala mondiale per le global value chains. – ha affermato Enzo Peruffo, Associate Dean for Education e Director of MBA & Executive Education, Luiss Business School – Lo scoppio della pandemia Covid-19, poco più di un anno fa, ha reso evidente l’interdipendenza fra le nazioni, mettendo in luce le peculiarità di equilibri estremamente delicati, e stimolando una riflessione sulle dinamiche di mercato connesse all’outsourcing. Al contempo, alle aziende operanti nel settore sono richieste reazioni rapide, chiamate come sono a tenersi al passo con i nuovi trend anche in termini di sostenibilità, trasformazione digitale e innovazione. Alla luce di queste sfide, e con l’obiettivo di formare manager consapevoli del ruolo strategico che li attende, nasce il percorso in Shipping & Logistics Management che Luiss Business School ha sviluppato in collaborazione con Confitarma e ALIS, punti di riferimento del settore”.

Elda Turco Bulgherini, Docente di Diritto della Navigazione, Università Roma Tor Vergata e referente scientifico del corso Shipping & Logistics Management, ha sottolineato che il “fine è quello di creare il necessario collegamento tra l’Università, le imprese, il mondo del lavoro e delle industrie, visto il carattere professionalizzante delle materie ricomprese nell’insegnamento del diritto della navigazione e dei trasporti.

Il trasporto marittimo, infatti, ricopre un ruolo centrale nell’ambito della catena logistica, avendo la responsabilità di trasportare e movimentare le merci per connettere segmenti di traffico tra loro non collegati, nel rispetto delle nuove esigenze ambientali. Inoltre, le recenti tecnologie producono, una rapida evoluzione delle modalità lavorative e delle competenze richieste dal mercato per rispondere con urgenza alle nuove esigenze della logistica 4.0. Il Corso intende, quindi, coniugare conoscenza (anche nel settore giuridico) ed innovazione, al fine di formare futuri professionisti dei trasporti e della logistica, capaci di operare in un mercato sempre più globale e competitivo”.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone

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