Porto Marghera avrà il deposito GNL

Venezia. La Venice LNG ottiene la compatibilità ambientale per il deposito di Lng a Porto Marghera. Ne parliamo perché il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato (lo scorso 5 novembre) il primo Decreto di Compatibilità ambientale per il progetto di deposito di gas naturale liquefatto a Porto Marghera proposto dalla società Venice LNG; sito particolare che si presta a tutte le considerazioni pro/contro di una politica che si mostra lenta nelle decisioni.

Una notizia, quella della “compatibilità ambientale”, che la società ne rileva la validità di un progetto di un deposito costiero di Gnl, oggi utile a preservare l’ambiente; ci riferiamo a navi di nuova generazione e normative IMO 2020 in vigore dal prossimo primo gennaio.

Il progetto, supportato dall’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale, è co-finanziato dalla Commissione Ue nell’ambito del programma CEF (Connecting Europe Facility) per 18,5 milioni di euro e per un investimento totale di circa 100 milioni di euro. Il deposito, strutturalmente, prevede lo stoccaggio di Lng del tipo della “small scale” con una capacità di 32.000 m³ in un’area lungo il Canale Industriale Sud di Porto Marghera: il gas naturale liquefatto arriverà al deposito su navi gasiere di piccola e media stazza (max 30.000 m³) e sarà distribuito con autocisterne e piccole  metaniere (bettoline).

Venice LNG ricorda che l’uso di Gnl genera importanti benefici ambientali: le emissioni di ossidi di zolfo sono ridotte del 95%; le polveri sottili del 90%, oltre alle riduzioni di ossidi di azoto e di anidride carbonica.  La Società comunica di attendere ora i prossimi passi dell’iter autorizzativo del progetto, che prevede il rilascio dell’autorizzazione unica da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con la Regione Veneto.

 

Abele Carruezzo

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Bondholders Moby: Pronti a dare supporto per garantire la continuita’ aziendale

Milano, Londra, Denver, Los Angeles – Il Comitato degli obbligazionisti che hanno nei mesi scorsi convenuto Moby avanti al Tribunale di Milano per accertare lo specifico contesto giuridico ed i principi cui deve conformarsi oggi la gestione delle attività del gruppo, sottolinea ancora una volta che la continuità aziendale, la salvaguardia dei collegamenti marittimi e della continuita’ territoriale, e la conservazione dei posti di lavoro di quella che auspica possa continuare ad essere una primaria compagnia navale italiana, sono essenziali al fine di tutelare il valore aziendale, nell’interesse di tutti gli stakeholders, ivi compresi gli obbligazionisti.

Il Comitato ha peraltro reso noto a più riprese al management ed agli advisors di Moby la disponibilità degli obbligazionisti rappresentati a sostenere un’adeguata ristrutturazione dei debiti del gruppo (anche a costo di rinunziare a parte dei propri crediti nel contesto dell’operazione) per riportare così l’indebitamento a livelli sostenibili per l’azienda.

Uguale disponibilità è stata rappresentata quanto all’apporto di nuova finanza, nel contesto dell’auspicata ristrutturazione, che possa permettere alla compagnia di operare con serenità e con l’obiettivo industriale di acquisire nuove quote di mercato nel medio periodo.

International Maritime Organization-WORLD MARITIME DAY: L’ECCELLENZA FEMMINILE NEL MONDO MARITTIMO

MERCOLEDÌ 20 NOVEMBRE 2019 –

ORE 9,30 UNIVERSITÀ PARTHENOPE –

AULA MAGNA – Via Acton, 38 – NAPOLI

SALUTI
Alberto Carotenuto, rettore Università Parthenope Pietro Vella, Ammiraglio Ispettore, direttore marittimo della Campania Mario Mattioli, presidente Federazione del Mare Umberto Masucci, presidente The International Propeller Clubs e IPC Port of Naples Rappresentante WISTA Mauro Coletta, direttore generale Ministero Infrastrutture e trasporti

TAVOLA ROTONDA
Prima sessione : Portualità  modera: Raffaella Del Prete, socia WISTA, direttrice Reefer Terminal APMT-Savona
Terminal portuali: Luisa Del Sorbo, direttrice generale Stabia Main Port Lavoro portuale: Fabiana Esposito, Compagnia Unica Lavoratori Portuali di Napoli Autorità marittima: TV (CP) Enrica Naddeo, ufficiale del Corpo delle Capitanerie di porto Autorità di sistema portuale: Carla Roncallo, presidente AdSP Mar Ligure Orientale  Ricerca economica: Marianna Buonfanti, ricercatrice SRM (Gruppo Banca Intesa)
Seconda Sessione : Shipping  modera: Bianca D’Antonio, consigliere IPC Port of Naples, giornalista
Industria armatoriale: Mariella Amoretti, armatrice Lavoro marittimo: Claudia Mondino, comandante nave Grimaldi Lines Organizzazioni marittime: Marjolein van Noort, coordinatrice European Network of Maritime Cluster Formazione superiore: Paola Vidotto, direttrice generale Accademia Italiana Marina Mercantile Formazione scolastica: Elvira Romano, già dirigente I.N. Duca degli Abruzzi di Napoli

CONCLUSIONI

Ammiraglio Ispettore Giovanni Pettorino, Comandante Generale Capitanerie di Porto – Guardia Costiera

A Brindisi il corso “Yachting and Tourism services management”: La sfida occupazionale arriva dal mare

L’offerta formativa incontra la domanda occupazionale. Ed è l’ITS Turismo Puglia a rispondere attraverso l’avvio a Brindisi del corso “Yachting and Tourism services management” valido per il biennio accademico 2019-2021. Si tratta di un percorso altamente specializzato che mette nelle condizioni di acquisire competenze nel settore dell’ospitalità a bordo di  grandi navi da crociera e, più in generale, nell’ambito della ricettività e dei servizi turistici.

Il percorso formativo è particolarmente appetibile se si considerano i dati dei flussi turistici in Italia, con specifico riferimento agli oltre 11 milioni di passeggeri in transito attraverso le crociere. Un’occasione di crescita dunque concreta che permetterà di conseguire nozioni ed esperienza nell’affascinante mondo del cruise management.

Accoglienza, informazione, entertainment, gestione della clientela e dei molteplici reparti collegati all’erogazione dei servizi. Non solo. Sarà possibile acquisire competenze anche nelle strategie di valorizzazione delle risorse legate al mare, della Blue Economy, dei collegamenti tra compagnie e territorio. E ancora formazione outdoor, laboratori pratici con software specialistici, visite e project work in azienda, workshop e seminari di approfondimento.

Il corso si rivolge a 25 giovani e adulti, anche occupati, in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore e/o della Laurea. Previste selezioni di accesso con test, prove tecniche e  colloqui. È possibile consultare il bando e iscriversi attraverso il sito www.itsturismopuglia.gov.it. Due annualità per un totale di 2000 ore: 880 di stage in aziende del settore in Italia e all’estero e 1220 di formazione in contesti diversificati di apprendimento.

Al termine del percorso i partecipanti avranno conseguito il Diploma di Tecnico Superiore, 5° Livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, rilasciato dal Miur e valido in Italia, nell’ambito della Comunità Europea e per l’accesso ai concorsi pubblici. Il corso consente anche l’acquisizione di crediti formativi.

“Conosci, scegli, costruisci il tuo futuro.” È con questo obiettivo che l’Istituto Tecnico Superiore per l’Industria dell’ospitalità e del Turismo allargato  ha costruito il corso, strutturandolo sulla base della piena valorizzazione delle risorse legate al mare ma anche delle prospettive di crescita del fenomeno turistico. A rafforzare la proposta ci sono anche le importanti partnership che rappresentano uno degli aspetti di maggior interesse: Costa Crociere, Autorità di Sistema Portuale Adriatico Meridionale e  Guardia Costiera di Brindisi.

ALIS: “PIENA SODDISFAZIONE PER L’OPERATO DEL MINISTERO NELLA EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO MAREBONUS”

Marcello Di Caterina: “Il Ministro De Micheli conferma profonda attenzione nei confronti del trasporto intermodale, come emerso anche dal suo intervento nell’Assemblea Generale ALIS”

“Apprendiamo con soddisfazione la rassicurante conferma, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’imminente adempimento del pagamento dell’incentivo Marebonus in favore degli armatori ritenuti ammissibili alla misura relativa alla prima annualità”.

Così il Direttore Generale di ALIS Marcello Di Caterina commenta la notizia, da parte della Direzione Generale del MIT per il trasporto stradale e l’intermodalità, dell’erogazione della misura incentivante che dovrebbe avvenire entro il mese di dicembre dell’anno in corso.

“Dopo una complessa fase istruttoria necessaria ai soggetti competenti per individuare gli aventi diritto, le compagnie armatoriali, unitamente alle aziende operanti nel trasporto combinato, attendevano da tempo l’avvio della fase di erogazione dei contributi riferiti alla prima annualità”.

“ALIS, sempre più portavoce delle istanze delle imprese che operano nel settore e che investono in digitalizzazione, sostenibilità e sicurezza, ha ripetutamente chiesto alle Istituzioni di confermare anche per i successivi anni l’erogazione di Marebonus e Ferrobonus, strumenti virtuosi per la conversione modale dalla gomma al mare e dalla gomma al ferro.” – aggiunge Marcello Di Caterina – “Siamo infatti convinti che lo stanziamento di simili incentivi garantisca lo sviluppo di un trasporto più sostenibile e meno dannoso per l’ambiente e, al tempo stesso, il miglioramento dei livelli concorrenziali e di competitività delle nostre aziende nei mercati nazionali ed europei”.

“Solo pochi giorni fa, intervenendo proprio all’Assemblea Generale di ALIS, il Ministro Paola De Micheli ha espresso la volontà di riproporre con emendamenti alla legge di bilancio i contributi del Marebonus e Ferrobonus per il prossimo biennio” – conclude il Direttore Di Caterina – “La conferma dell’avvio dell’erogazione del contributo Marebonus in relazione alla prima annualità è una ulteriore testimonianza della profonda attenzione del Ministro, e dell’intero Dicastero che rappresenta, nei confronti di un settore strategico per l’intera economia nazionale, quale è appunto quello del trasporto intermodale”.

A Bruxelles il 46° Meeting del Comitato Europeo COSS

Si è svolto a Bruxelles, presso la Commissione Europea, il 46° Meeting del Committee on Safe Sea and the Prevention of Pollution from Ship (COSS) cui hanno preso parte, per il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto –Guardia Costiera, il Capitano di Vascello Giovanni Gravina, il Capitano di Corvetta Antonino Scarpato ed il Tenente di Vascello Emilia Denaro.

Il Comitato, istituito con Regolamento EC 2099/2002, è composto da rappresentanti degli Stati Membri e assiste e fornisce consulenza alla Commissione europea sull’attuazione del diritto dell’UE in materia di sicurezza marittima, prevenzione dell’inquinamento e condizioni di vita e di lavoro a bordo per l’equipaggio.

Nel corso della riunione la rappresentanza italiana, costituita da ufficiali esperti del 6° Reparto – Sicurezza della navigazione della Guardia Costiera Italiana – ha presentato due importanti documenti.

Un documento relativo al trasporto di veicoli elettrici ed ibridi a bodo delle navi ro-ro passeggeri e da carico, nato a seguito delle sollecitazioni di passeggeri ed armatori per l’elaborazione di istruzioni sull’imbarco di tale tipologia di veicoli e sull’eventuale possibilità di ricarica elettrica degli stessi a bordo, per la predisposizione di un frame work normativo ed armonizzato nell’Unione Europea con il coordinamento della commissione Europea che è stato accolto positivamente dagli Stati membri.

Un dettagliato studio nazionale (Sicurezza a bordo delle unità da pesca nazionali) in materia di sinistri marittimi ed infortuni a bordo di unità da pesca nazionali occorsi nel quinquennio 2012 – 2016, con le problematiche di sicurezza emerse al riguardo in ambito nazionale ed internazionale e comprensivo anche di possibili linee di azione e soluzioni tecniche, soprattutto con riferimento alla piccola pesca, per il possibile avvio di un processo comunitario continuo finalizzato al miglioramento delle condizioni di sicurezza a bordo.

Il documento, che ha evidenziato l’importanza e la dimensione europea della problematica e la necessità di una condivisione degli sforzi a livello europeo per il miglioramento delle condizioni di sicurezza a bordo, ha riscosso il vivo interesse ed è stato accolto favorevolmente da numerosi Paesi Europei e dalla Commissione Europea che, nel  prendere atto della delicata problematica, ha sottolineato un’auspicabile, veloce ratifica del Cape Town Agreement per le unità superiori ai 24 metri e la necessità di approfondire la materia per la prevenzione dei numerosi infortuni e incidenti mortali che avvengono nel settore della Pesca.

I risultati ottenuti in tale consesso internazionale testimoniano la costante attenzione del Corpo agli aspetti legati alla sicurezza della navigazione e soprattutto dei lavoratori marittimi, nell’ottica di rafforzamento della cultura europea della sicurezza marittima e di una normativa sempre più attenta alle esigenze di tutela di ogni settore del mondo marittimo.

Porto di San Benedetto del Tronto: conclusi lavori spostamento sedimenti

Si sono conclusi velocemente i lavori per lo spostamento subacqueo dei sedimenti all’interno del porto di San Benedetto del Tronto. L’intervento è stato realizzato dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale che ha finanziato la progettazione, la complessa preparazione amministrativa per realizzarlo, il bando e l’affidamento dei lavori. Lo spostamento consentirà di far entrare e uscire dal porto i pescherecci in sicurezza.

I lavori sono stati affidati all’impresa La Dragaggi srl di Marghera (Venezia) e hanno riguardato una superficie di 14 mila metri quadrati, per un volume di sedimenti pari a circa 9 mila metri cubi e una profondità di 4 metri sul livello medio mare.

I tempi di avvio dell’intervento si sono prolungati perché è stato necessario ripetere, come prassi, la valutazione del rischio da eventuale presenza di ordigni bellici inesplosi. Sono stati rinvenuti sul fondale materiali ferrosi la cui presenza ha allungato i tempi e i costi dell’intervento. L’indagine magnetometrica superficiale ha individuato 98 anomalie ferromagnetiche su cui è stato necessario effettuare una verifica, con i sub, della loro natura. Gli oggetti ferrosi trovati sono risultati tutti di scarto. Dopo il completamento della bonifica il 30 settembre, è stato necessario attendere il collaudo del Comando logistico della Marina Militare per poter iniziare i lavori.

“Mettere in sicurezza l’entrata e l’uscita dal porto è azione prioritaria, consapevoli dell’importanza del valore del settore della pesca e delle attività portuali per la città di San Benedetto e per tutto il territorio. – afferma Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale – Assieme all’Amministrazione comunale, alla Regione Marche, alla Capitaneria di porto e a tutti gli operatori dobbiamo difendere il valore di un bene pubblico e comune: il mare e il porto”.

“L’operazione appare fondamentale in particolare in vista del presumibile peggioramento delle condizioni meteo-marine, dato che ci apprestiamo a vivere la stagione invernale – dice il Capitano di fregata Mauro Colarossi, Comandante del porto di San Benedetto del Tronto -, Il risultato, senz’altro positivo, è frutto di un lavoro sinergico che ha visto tutte le istituzioni locali in campo, dall’Autorità di sistema portuale, alla Regione Marche nonché il Comune di San Benedetto, riconoscere e prendersi carico di una problematica che, oltre a ridurre le capacità commerciali ed operative del porto di San Benedetto del Tronto, costituiva un potenziale pericolo per la navigazione”.

“Abbiamo raggiunto il primo obiettivo: consentire l’entrata e l’uscita del porto in sicurezza – afferma Anna Casini, vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Marche -, il cronoprogramma condiviso da tutti gli enti interessati e dalla marineria prosegue. Adesso dobbiamo attivare la seconda fase che è quella della caratterizzazione per poi procedere al definitivo dragaggio”.

Bisceglie (Puglia): Il 18 novembre convegno sulle Zes al castello svevo-angioino

Informare la Cittadinanza sulla grande opportunità rappresentata dalle Zone Economiche Speciali (Zes) come strumento per attrarre investimenti, favorire l’insediamento di nuove imprese e rilanciare così sviluppo e occupazione. È l’obiettivo del convegno organizzato dal Comune di Bisceglie che si terrà lunedì 18 novembre alle ore 17 al castello svevo-angioino.

Dopo i saluti di Angelantonio Angarano e Tommaso Minervini, rispettivamente Sindaci di Bisceglie e Molfetta, interverranno Cosimo Borraccino, Assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia, e Ugo Patroni Griffi, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Basso Adriatico. Modererà Angelo Consiglio, Vicesindaco e Assessore alle politiche del territorio del Comune di Bisceglie. La Cittadinanza è invitata a partecipare.

Decarbonizzare non significa distruggere la capacità energetica di un sito portuale – industriale europeo

Non servono convegni per giustificare il lancio di foreste e giardini portuali che non saranno mai funzionali allo sviluppo di un territorio. Mettere dei gerani sui balconi non significa avere l’abitabilità di una casa. E’ urgente e opportuno pensare alla casa che sta per crollare, grazie a scellerate scelte politiche. Nel salutare benevolmente chi (con molto ritardo) riscopre la bellezza di una città – porto, la stessa città  definita per anni  con un “bad appellativo”, riferito ad una marca di sigarette, possiamo dire che la teoria della decarbonizzazione è un assunto politico a favore di un’altra, quella del “new deal”, ancora senza progetti e senza insediamenti occupazionali.

Tutto è iniziato con l’accordo di Parigi del 2015, quando 200 Paesi circa si sono impegnati a contenere l’innalzamento della temperatura del nostro sistema “terra + atmosfera” ai livelli pre-industriali di sotto i 2°C e di perseguire azioni per limitare tale aumento a 1,5°C.  Qualunque sito industriale di produzione energetica si trova, oggi, ad affrontare un aumento di domanda energetica crescente e di soddisfare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. La decarbonizzazione intesa come strategia industriale è da tempo strutturalmente integrata nell’industrie italiane e lo si evince dalla forte riduzione delle intensità emissive (quasi del 20% negli ultimi cinque anni).

Mentre la decarbonizzazione intesa come strategia politica non sta aumentando l’intensità delle unità lavorative dello stesso settore industriale e gli orizzonti di nuovi insediamenti non sono stati ancora finanziati. Non si vuole comprendere che il passaggio al post industriale, detto tecnicamente del low – carbon e non necessariamente altro, non può avvenire per decreto, o con slogan durante qualche convegno di apertura di campagna elettorale (vedasi quello di Brindisi al seguito del governatore pugliese). Occorre una consapevolezza, da parte della politica, ad avere una new – vision industriale e una responsabilità nelle scelte delle necessarie strategie. L’orizzonte temporale del 2030 non è una scadenza neutra, ma una data per iniziare un altro percorso industriale.

Lungo questo percorso si dovrà aumentare l’efficienza di una capacità industriale e minimizzare le emissioni dirette in atmosfera, garantendo anche benefici climatici e ambientali, portando anche impatti positivi sulle comunità locali in termini di sviluppo economico e sociale. Poi occorrerà un “piano delle capacità energetiche “ di uno Stato per definire criteri e quote per stabilire fonti di low – carbon, di gas, di biofuel, di energia elettrica da solare, eolico e sistemi ibridi, l’implementazione di tecnologie per lo stoccaggio e cattura della CO2 e lo sviluppo d’iniziative di economia circolare e altro.

Il sistema industriale degli ultimi decenni, politicamente si è retto su modelli lineari di produzione e consumo, in cui i beni sono prodotti, venduti e utilizzati e scartati come rifiuto a fine vita. Oggi si parla di una crescita circolare che possa ridurre gli sprechi, trasformare gli scarti e dare una nuova vita utile a quanto già esiste.  L’Italia ha tracciato il Piano nazionale integrato energia e clima, approvato da Bruxelles, e che rappresenta una strategia coordinata tra settore elettrico e gas affinché la transizione energetica non si trasformi in un’occasione persa. Una città – porto, polivalente, industriale energetico di una potenza industriale come l’Italia, come riuscirà a declinare un simile scenario nazionale ed internazionale?

Il porto e l’intero cluster dello shipping fanno parte di una catena di approvvigionamento globale e rappresentano un asset fondamentale per la crescita o la decrescita economica di una città, regione, nazione. La domanda/offerta internazionale di servizi e beni legati al trasporto marittimo stanno subendo forti mutamenti; la produzione sta subendo frammentazioni con diversa flessibilità della supply chain. Questo ci porterà a considerare nuove declinazioni del settore navale in genere: la produzione di beni e servizi ci porta a legare insieme l’infrastruttura portuale alle navi e alle rotte; questo ci impone a considerare l’asset portuale prima di una trasformazione delle industrie che gravano su un determinato territorio.

Se si vuole declinare sviluppo industriale con sviluppo economico ed occupazionale, salvaguardando ambiente e salute, occorrerà prima mettere in condizioni infrastrutturali adeguate un porto per poi relazionarlo alle navi e alle rotte. La vicenda “Taranto” ci deve insegnare quanto importante è un’industria (qui dell’acciaio) per l’Italia e per l’Europa: se finisce Taranto, l’Italia intera perde capacità industriale e sarà messa “fuori” dall’Europa, cioè fuori dalle rotte che contano.

Brindisi, come Taranto, rappresenta l’altra faccia della medaglia europea, quella energetica. Perché non pensare di dotare le due aree pugliesi e di sistemi portuali diversi di aree “free – franche” che, unitamente alle Zes, potrebbero garantire nuovi insediamenti industriali ed alternativi? Guerre dei dazi, la strategia Belt & Road dei cinesi, Brexit, nazionalismo e protezionismo, tensioni in Medio Oriente e in America latina, stanno generando incertezze nei settori del trasporto marittimo dei dry cargo, tanker e container. Grandi incertezze le porteranno anche le nuove normative IMO-2020 sulle emissioni inquinanti nel trasporto marittimo e che impongono combustibili con un tenore di zolfo dello 0.5% contro l’attuale del 3,50%.

Seguiranno le trasformazioni tecnologiche che il settore navale si troverà ad affrontare: diffusione dell’innovazione nelle comunicazioni e la digitalizzazione. Bene ha fatto il cluster marittimo – portuale di Brindisi, (Propeller Club Port, Operatori portuali tutti, Sindacati, CNA e Confindustria), a chiedere un tavolo di crisi per affrontare il passaggio delicato della decarbonizzazione.  Tale processo influenzerà soprattutto il porto, terminal e retroportualità e per questo si chiedono garanzie; se si vorranno garantire beni e servizi alle industrie per le trasformazioni dei prodotti e sviluppo economico per un territorio occorrerà partire dal porto per avere una nuova visione di città.

 

Abele Carruezzo

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Regione Puglia-Borraccino: Piano strategico di sviluppo delle ZES, positivo incontro a Taranto con le associazioni del territorio

Dopo la riunione di ieri con i rappresentanti del terzo settore in Fiera del Lavante a Bari per la ZES adriatica, organizzato dall’Assessorato regionale  allo Sviluppo Economico, oggi abbiamo incontrato  le associazioni del territorio jonico.

Nel corso della riunione sono intervenuti circa 35 referenti di diverse realtà associative  che hanno ben rappresentato le esigenze e le difficoltà della comunità.

Sono emersi contributi interessanti, che valuteremo, per mettere a punto Piani di  marketing  su misura per  cogliere al massimo le opportunità che offrono le due Zone Economiche Speciali interregionali pugliesi, quella jonica e quella adriatica.

L’obiettivo è  far crescere l’economia sui territori  favorendo sviluppo sostenibile e innovativo, creare nuova occupazione, attrarre nuovi  investitori.

Pensiamo che tutto ciò sia alla portata di una regione versatile come la nostra, che possiede eccezionali infrastrutture strategiche come porti ed aeroporti.

Continueremo a lavorare  in tale direzione e la partecipazione riscontrata, durante questo percorso, da parte di tutti gli  stakeholder, ci rafforza e ci fa ben sperare .

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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