Ship & Finance: Armatori e Finanza si incontrano a Bruxelles

Roma-Il 20 gennaio, rappresentanti dello shipping e del mondo della finanza si sono incontrati a Bruxelles durante l’evento Ship&Finance, organizzato dall’ECSA con il supporto dell’Expert Group, per discutere ed individuare soluzioni pratiche e concrete per raggiungere obiettivi comuni, consentendo all’industria armatoriale europea di affrontare le prossime sfide e cogliere le opportunità, mantenendo il suo impegno di contribuire ad uno sviluppo sostenibile.

Nel corso del dibattito, Fabrizio Vettosi, Consigliere Confitarma e membro dell’Expert Group dell’ECSA, ha evidenziato la necessità di affrontare la situazione con un approccio graduale (comprehensive approach) al fine di identificare meglio e con una metodologia scientifica i differenti aspetti del settore per valutare la sua sostenibilità. Infatti, occorre tener presente che la diversità tra i singoli segmenti dello shipping comporta una molteplicità di conseguenze anche in termini di modelli di business.  Per esempio, l’applicazione delle misure IMO 2020, entrate in vigore il 1° gennaio scorso, stanno generando impatti diversi a seconda dei settori e delle aree geografiche, con il rischio di effetti, in termini di sostenibilità ambientale, uguali e contrari in alcuni casi.

Fabrizio Vettosi ha anche evidenziato l’esigenza di un approccio unitario alla tematica da parte delle organizzazioni del settore, sia nell’ambito delle singole associazioni nazionali sia nel loro coordinamento con ECSA e IMO, evitando di lasciare spazio ad iniziative private che potrebbero solo alimentare singole lobby di interesse (per esempio “Poseidon Principles”). Successivamente, il Consigliere Vettosi ha riepilogato il lavoro svolto da ECSA in questi anni e in particolare negli ultimi mesi, guardando in modo ottimistico alla progressiva entrata in vigore di Basel IV che non ha portato aggravi per lo shipping. In particolare, attraverso le ultime due consultazioni di gennaio e settembre 2019, lo shipping europeo ha reiterato alcune richieste specifiche.

“ECSA ha anche lavorato alla definizione della “Taxonomy” che per lo shipping sarà definita dal Technical expert group on sustainable finance (TEG) della Commissione europea nel corrente semestre – ha concluso Fabrizio Vettosi – e che, come auspichiamo, servirà a definire lo shipping molto più green anziché brown”. Tra gli altri hanno partecipato all’evento: Christos Gortsos (UGS e former Deputy della Greek Banking Association), Gonzalo Gasos (Managing Director della European Banking Federation), Gonzague Archambeaud (CEO Louis Dreyfus Armateurs), Ludovic Saverys (CFO di CMB e Board Member di Euronav), oltre ad altri rappresentanti della DG Fisma, TEG of EC, Danish Shipping, Skibs Credit. Il Panel è stato moderato da Marjolein Van Noort (Deputy MD di KVNR – Dutch Shipowners Association).

Lo shopping dei crocieristi

Non basta comprendere le abitudini e preferenze dei turisti per cercare di essere capaci di realizzare una domanda  turistica. Come non è sufficiente avere navi che scalano il porto per dichiararsi una “città turistica”.  Ultimamente, Risposte Turismo per Shopping Tourism Italian Monitor, in una sua dedicata riflessione (ricerca m1ndset), riporta che i crocieristi pianificano per il 65% l’acquisto di prodotti a bordo, diversamente dei viaggiatori in aeroporto spinti solo da acquisti per impulso (45%). La maggior parte dei crocieristi (73%) è attratta dallo shopping di bordo e soprattutto acquista prodotti esclusivi e destinati a se stessi (80%).

A bordo sono attratti da negozi che vendono profumi e cosmetici (44%), moda e accessori (43%), gioielli e orologi (38%); sono attratti dall’esperienza della vendita al dettaglio quella che in gergo dello shopping tourism si chiama”experiential retail”. Per Risposte Turismo, lo shopping dei crocieristi a bordo di navi, in una distribuzione di spesa extra, occupa il terzo posto (43%), dopo le spese per le escursioni (74%) e lo shopping a terra (52%); poi vengono le spese per il divertimento a bordo (21%), ristorazione a bordo (21%), ristorazione a terra (9%) e altro (tabacco, souvenir e articoli da regalo) per il  6%.  Per la Cruise Lines International Association (CLIA) il numero di persone che scelgono di fare una crociera è in continua crescita e questo implica che i potenziali clienti per lo shopping, sia a bordo e sia a terra, aumenteranno.

Per lo shopping di bordo, le compagnie di navigazione stanno proponendo una vasta diversificazione dell’offerta commerciale con nuovi spazi sulle navi, selezionando marchi esclusivi e alzando il livello di qualità del servizio offerto nei negozi. Si punta a proporre ai crocieristi la cultura, lo stile di vita e le eccellenze italiani; come? Facendo conoscere la storia e il processo di produzione di capi di abbigliamento e calzature di brand di lusso, metodi di creazione di nuove fragranze e show di gioielli di rinomata griffe; senza tralasciare gli spazi dedicati all’area della bellezza  e  a quelli della cura della persona.  E per lo shopping a terra, le città che ospitano navi da crociera come si organizzano? Hanno un particolare brand? Hanno la possibilità di far conoscere una linea di produzione di prodotti di eccellenza?

Su questo fronte, le compagnie di crociera, stanno organizzando i loro terminal, come uno show  room per l’esposizione di prodotti tipici; in questo modo si da un’offerta commerciale variegata, seguendo lo stile dei negozi duty free presenti negli aeroporti. I prodotti più venduti sono gli enogastronomici, souvenir locali, tabacco, bevande alcoliche e altro con un fatturato totale previsto di 5,5 milioni di euro per il 2020. Dai riscontri e dall’analisi condotta da Risposte Turismo, oltre allo shopping, i crocieristi sono interessati anche alla visita di luoghi d’interesse storico, artistico culturale e infine contano anche il relax, lo svago ed il divertimento.

Francesco di Cesare – Presidente di Risposte Turismo – ultimamente ha dichiarato: “Fino a qualche anno fa la dimensione del traffico crocieristico in Italia galleggiava attorno alla soglia degli 11 milioni di movimenti passeggeri: il trend di crescita sostenuta nel triennio 2018-2020 ha consentito e consentirà di raggiungere prima l’obiettivo dei 12 e poi dei 13 milioni. Traguardi importanti, resi possibili dalle scelte d’itinerario delle compagnie così come dagli sforzi compiuti dalle Autorità di Sistema Portuale, dalle società di gestione dei terminal e dai molti altri operatori che completano la necessaria catena di produzione”.

“Si tratta però, ora, di gestire al meglio questi volumi e quelli che verranno – ha proseguito di Cesare – e tale gestione andrà declinata nella pianificazione d’interventi e soluzioni a beneficio di una condivisa e responsabile sostenibilità ambientale e sociale, di un ancor più qualificato impatto economico a livello locale, e infine di una lettura complessiva di cosa possa rappresentare per il Paese l’industria crocieristica”.

 

Abele Carruezzo

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AdSP MAS: IL COMITATO DI GESTIONE APPROVA IL RIEQUILIBRIO ECONOMICO FINANZIARIO DI VENICE-RO PORT MOS

Venezia-Riunitosi oggi nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale, il Comitato di gestione ha approvato il riequilibrio del piano economico finanziario e la variazione del contenuto della concessione assentita alla società Venice-Ro Port MOS.

Il presidente Pino Musolino ha dichiarato:

“Si chiude oggi un lungo iter amministrativo, fatto anche di momenti di studio e di analisi, durante il quale la nostra proposta di riequilibrio del piano economico finanziario relativo alla società Venice-Ro Port MOS ha ricevuto i pareri favorevoli del Dipartimento Interministeriale di Programmazione Economica e dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato. Tutti i tecnici e i legali esperti in infrastrutture pubbliche coinvolti hanno confermato l’utilità e la sostenibilità dell’operazione, che è risultata necessaria per evitare il rischio di gravi danni economici per l’erario oltre che l’interruzione delle attività” dichiara il presidente Musolino facendo riferimento allo stanziamento di 9 milioni di euro per mettere in sicurezza la continuità aziendale della società privata operante nel terminal di Fusina, le cui finanze risultavano in grave dissesto già dal 2018.

“C’era il concreto rischio che il mancato avvio dei lavori nella Darsena Sud a Fusina comportasse l’obbligo di restituire all’Unione Europea circa 7,9 milioni di euro afferenti al progetto Adriamos, di cui il terminalista aveva beneficiato per costruire la struttura operativa dal 2014 e considerata strategica di interesse nazionale. Il rifinanziamento consentirà anche di evitare l’alea di un’azione legale per risarcimento con rischio per un danno emergente di svariate decine di milioni di euro, oltre che la perdita del canone demaniale, quantificato sull’intera durata della concessione in oltre 40 milioni. Un operatore finanziariamente sano – conclude il presidente Musolino – permetterà, inoltre, di mantenere un forte presidio nel comparto ro/ro-ro/pax, che è cresciuto a doppia cifra negli ultimi due anni, salvaguardando i posti di lavoro esistenti e permettendo la crescita dei traffici e il rilancio dell’occupazione”.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, rende noti i dati di traffico della merce movimentata negli scali di La Spezia e Marina di Carrara nello scorso anno

Complessivamente i dati sono i seguenti:

18,9 MILIONI DI TONNELLATE DI MERCE (+3,3%)
1.491.000 CONTENITORI (-3,9%)
650 MILA PASSEGGERI (+31%)

Nel dettaglio, si riportano i dati dei singoli scali

PORTO DELLA SPEZIA

Traffico contenitori
Il porto della Spezia assiste nel 2019 ad un leggero calo nel traffico contenitori con una movimentazione complessiva di 1,41 milioni di TEU (-5%). La flessione è da attribuire sostanzialmente alla ridotta attività di trasbordo che ha interessato lo scalo spezzino per tutto il 2019.
Si tratta comunque di volume di traffico molto rilevante che conferma il porto della Spezia al secondo posto in Italia tra gli scali di accesso ai mercati di destinazione finale, con una quota che si attesta intorno al 18% del mercato nazionale.

Traffico su ferro
In leggera crescita il trasporto intermodale a ferrovia che ha interessato il terminal LSCT: nel 2019 si sono movimentati circa 360mila TEU trasportati (+2,4%), su un totale di circa 7.800 treni, con una quota di trasporto ferroviario al netto del trasbordo superiore al 30%, quota tra le più rilevanti in Italia ed in Europa, che conferma la costante eccellenza dello scalo in questa modalità di trasporto.

Traffico complessivo
In termini di tonnellate complessive, il traffico che nel 2019 ha interessato il porto spezzino si attesta a 15,9 milioni (+0,6%), di cui 2,1 milioni di rinfuse liquide (+55,8%), 371mila di rinfuse solide (-59%) e 13,4 milioni di merci varie (-1%).
Oltre l’84% la quota di trasporto containerizzato sul traffico totale del porto.

Passeggeri
Nel 2019 sono transitati complessivamente nel golfo della Spezia 623mila crocieristi (+32%) dei quali 3.842 in homeport, imbarcati e sbarcati ai terminal crociere.
Le navi passeggeri che hanno scalato il golfo spezzino sono state 169. Per il 2020, sulla base delle prenotazioni pervenute, è stimato un traffico passeggeri di oltre 800mila unità.

PORTO DI MARINA DI CARRARA

Ottimi risultati per il Porto di Marina di Carrara, che chiude il 2019 con un incremento complessivo del traffico merci del 20%, con un totale di 3 milioni di tonnellate movimentate, di cui 676mila come rinfuse solide (+37%) e 2,32 milioni come merci varie, con incremento del +16%.
Tra quest’ultime, 1,1 milioni sono le merci containerizzate (+28,5%), 693mila il traffico Ro-Ro (+19,4%) e 503mila le altre merci varie (-7,8%).
In crescita il traffico contenitori con 81.156 TEU movimentati nell’anno (+40%).
Il traffico passeggeri si attesta a 26.565 transiti, con un incremento del 12,9% sul 2018.

Regione Sicilia: A Barcellona si mette in sicurezza il litorale

Un altro tratto della costa tirrenica da difendere dalla furia dei marosi che, negli anni, hanno divorato intere porzioni di litorale. E’ quello che ricade nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, e che è compreso tra due torrenti: il Longano e il Termini. In particolare, nella zona adiacente alla foce di quest’ultimo anche la sede stradale del lungomare è andata distrutta e l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, già impegnato a mettere in sicurezza oltre ottanta chilometri di costa, è pronto a intervenire.

I primi lavori di ripascimento risalgono a oltre dieci anni fa: si operò allora su ottocento metri di battigia, una porzione esigua rispetto alle reali dimensioni del fenomeno erosivo. Adesso, invece, sono circa due chilometri quelli per i quali la Struttura commissariale, guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, ha finanziato la progettazione, pubblicando la gara per affidare, contestualmente, anche le indagini sedimentologiche, biologiche e archeologiche.

Per schermare quest’altro tratto di litorale si prevede di realizzare pennelli a mare in ghiaia e materiale sabbioso lunghi settanta metri. Strutture che dovrebbero portare benefici pure per la spiaggia a levante del Longano, consentendo di proteggere, di riflesso, anche il centro abitato di Calderà, uno dei luoghi più affollati durante il periodo estivo.

Porto della Spezia, presidente Toti: un tavolo con Emilia e Toscana per Mini Pontremolese

Road map in attesa dell’opera complessiva

È il secondo porto italiano, sta facendo bene e ha tutta la nostra attenzione

La Spezia-Una mini Pontremolese attraverso un tavolo interregionale anche con Emilia e Toscana per realizzare una serie di opere in grado di dare le risposte che il territorio si aspetta, in attesa del progetto complessivo. Un’opera su cui si deve ragionare concretamente, a cominciare da iniziative concrete: dall’implementazione delle stazioni che non consentono l’incrocio dei treni sulla linea e da una riduzione delle tariffe da parte di RFI, in attesa del progetto complessivo di raddoppio che richiede più tempo.

È l’impegno di Regione Liguria comunicato oggi dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nell’incontro svoltosi presso l’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale alla Spezia alla presenza degli operatori portuali. Una riunione per fare il punto sulle esigenze degli addetti ai lavori in porto a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, la presidente dell’Autorità Portuale Carla Roncallo e il segretario generale Giuseppe Di Sarcina, la parlamentare Manuela Gagliardi e il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.

Il tema delle infrastrutture è stato al centro dell’incontro, insieme a quello della sicurezza in un porto, quello della Spezia che ha percentuali di trasporto su ferro superiori al resto d’Italia, a cui si devono dare risposte concrete e strategiche per la comunità.
“La ferrovia rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo del porto della Spezia – ha sottolineato il presidente di Regione Liguria – E la Pontremolese deve essere inserite dentro le reti Ten-T e diventare prioritaria in Europa nel 2023. Un periodo nel quale il ruolo di Regione Liguria sarà ancora di più fondamentale se riesce a mettere insieme le volontà delle regioni limitrofe, per avere un consenso comune e presentarsi ai tavoli di revisione delle reti Ten con un consenso allargato e interregionale”.

“Per noi la Pontremolese è un’infrastruttura prioritaria – ha detto Toti – e in attesa del raddoppio definitivo si può ragionare per gradi, per migliorare l’operatività dello scalo”. Regione Liguria, ha ricordato il governatore, sta prestando la massima attenzione al porto della Spezia dove, in primavera, partiranno i lavori per i binari che consentiranno la creazione di treni da 750 metri”. “Inoltre – ha continuato Toti – stiamo lavorando con Rfi per ragionare sulle tariffe di traccia che possono essere un altro aiuto alla competitività di questo porto. Un porto che è cresciuto, è all’avanguardia in Italia: ha raggiunto il milione di crocieristi, per i contenitori è il secondo porto del paese in una regione che ha già il primo porto per numero di contenitori e tutto questo dà l’idea dell’importanza della Liguria. È un porto che sta facendo bene e che merita tutta la nostra attenzione”.

Toti ha voluto anche ricordare, rispondendo ad eventuali obiezioni che “Non vi è nessun rischio di divisione tra città e porto se ognuno continua a fare la sua parte secondo un percorso di investimenti largamente conosciuto e condiviso. Oggi infatti la città di Spezia e il porto sono molto più integrati di un tempo e La Spezia è uno dei modelli di Liguria che vorremmo costruir”. “Quest’anno – ha aggiunto il presidente – sono infatti previsti quasi 1 milione di crocieristi. Un obiettivo che si può raggiungere perché è stato perseguito negli anni scorsi e che ci conferma che è stata fatta la scelta giusta”.

“Attualmente c’è un progetto che prevede ampiamenti di banchine, un molo nuovo, un progetto importante riguardante la stazione marittima e la riqualificazione del waterfront della città per molte decine di milioni di euro di investimenti – ha continuato Toti – Per dare gambe a questo piano e farlo andare avanti occorre che tutti si mettano d’accordo e che si assumano un impegno concreto. Non c’è nulla da discutere o da litigare, ma solo fare”.

Il porto della Spezia è avanti anche sul tema della sostenibilità ambientale: ha infatti una percentuale di ferro superiore agli altri porti ed è pronto a diventare primo porto per sostenibilità e infrastrutture. Anche grazie all’elettrificazione delle banchine e allo switch previsto sui carburanti a minor contenuto di zolfo.

Questo per dire che nel complesso tessuto industriale della Spezia, il suo porto è cresciuto di più in assoluto insieme a Genova e insieme al mercato turistico.

“La politica, secondo il governatore, deve fare la sua parte e penso che lo stia facendo cercando interlocutori e sensibilizzando il governo centrale. Ma affinché ci sia la giusta sensibilità i progetti vanno condivisi da tutti i soggetti: Regione, Comune, chi fa impresa, opinion leader dei territori. Oggi è il primo passo per una città che rappresenta un modello su cui mi auguro incida anche la transizione dal carbone al gas della centrale Enel. Il fatto che si possa fare impresa e shipping in uno degli scenari turistici più suggestivi d’Italia è un altro motivo di vanto. Tutti dobbiamo condividere e trasferire ciò in un dibattito nazionale che deve avere in primo piano il tema della logistica, della pontremolese, delle regole e della riorganizzazione del porto”.

FINCANTIERI ENTRA NEL PROGETTO GREEN D’AVANGUARDIA “ITER”

Si rafforza l’impegno del Gruppo nel campo dell’energia pulita

 

Trieste– Fincantieri si è aggiudicata un prestigioso ordine, del valore di quasi 100 milioni di euro, per una serie di forniture e installazioni di equipaggiamenti di alto profilo nell’ambito dell’International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER), un progetto per la realizzazione di un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, primo nel suo genere, riconosciuta come una delle più ambiziose iniziative al mondo nel campo delle energie rinnovabili.

Per l’esecuzione delle attività è stato costituito un raggruppamento temporaneo d’impresa del quale fanno parte Fincantieri stessa, in qualità di capofila, la sua controllata Fincantieri SI, attiva nel settore dell’impiantistica e componentistica industriale elettrica, elettronica ed elettromeccanica, Delta-ti Impianti, specializzata in impiantistica meccanica, e Comes, specializzata in impiantistica elettrica.

ITER Organization è l’organismo sovranazionale con sede in Francia, partecipato e finanziato dall’ Unione Europea, Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti d’America, che gestisce ITER, in fase di costruzione a Cadarache, nel sud della Francia. Il progetto dimostrerà la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione nucleare, e permetterà di acquisire la conoscenza necessaria alla realizzazione di un prototipo di reattore nucleare. Si otterrà così la prima fonte su larga scala di energia pulita e illimitata attraverso la reazione di fusione, anche in presenza di una crescente richiesta energetica, mediante l’uso di tecnologie innovative e sviluppate ad hoc nei Paesi partecipanti al programma.

Affiancata alle fonti rinnovabili, la fusione termonucleare contribuirà significativamente alla lotta contro i cambiamenti climatici. Uno dei vantaggi della fusione, infatti, oltre la sua potenziale inesauribilità, è la limitata produzione di rifiuti residuali, prospettando quindi una fonte di energia che non prevede l’emissione di CO2, uno dei gas serra responsabili del surriscaldamento globale. La fusione nucleare è considerata altamente efficiente e pulita perché la sua fonte di partenza è l’acqua e non genera scorie durante il processo. Rappresenta inoltre un’autentica sfida scientifica e ingegneristica, coinvolgendo in modo trasversale ambiti come la superconduttività, la criogenia e il vuoto spinto.

L’Amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato: “Quest’ordine, di straordinaria rilevanza internazionale, testimonia la reputazione che abbiamo saputo guadagnarci in ogni campo. Essere coinvolti in un progetto di tale respiro, infatti, conferma la bontà delle nostre strategie, e mi riferisco in particolare a quelle per la diversificazione e il costante investimento nell’innovazione e nella sostenibilità del business. Ora parteciperemo attivamente allo sviluppo di una tecnologia completamente diversa da quella impiegata nelle attuali centrali e soprattutto più pulita: un obiettivo ambiziosissimo che ribadisce anche la nostra capacità di integratore”.

Fincantieri SI, che per questo progetto rappresenterà il braccio operativo di Fincantieri, opera nel campo della propulsione navale ibrida, inclusi  i sistemi di energy storage, e in generale in quello della riduzione delle emissioni, con soluzioni tecnologiche ad hoc come l’elettrificazione dei porti. Con l’acquisizione di questa commessa, la società conferma la sua vocazione a diventare un riferimento sul mercato mondiale per tutte le applicazioni green, supportata in questo dal proprio centro di ricerca e sviluppo.

Taranto: Cambiamenti climatici. Gli scienziati fanno il punto

Il 30 gennaio a Taranto un seminario organizzato dall’Università e dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici.
I cambiamenti climatici influiscono su molti aspetti del nostro territorio e della nostra società: attività produttive, salute pubblica, tempo libero, la qualità dell’ambiente marino e terrestre, la produzione e consumo di energia, cibo e molto altro.

La comunità scientifica lavora costantemente per produrre conoscenze concrete e affidabili su come cambierà il territorio nei prossimi decenni in conseguenza del clima, quali impatti possiamo attenderci e come affrontarli. Dalla collaborazione tra la scienza e gli attori del territorio (enti pubblici, aziende, associazioni, cittadinanza) nascono quelle iniziative che, a partire da scenari futuri, disegnano strategie e azioni per intervenire oggi e renderci pronti per gli anni che verranno.

Il 30 gennaio a Taranto, nell’ex Cappelletta della caserma Rossarol, sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, si terrà un seminario con la partecipazione di scienziati ed esperti per analizzare le principali sfide legate ai cambiamenti climatici, le conseguenze e le soluzioni su cui è possibile lavorare.

Saranno presenti: Giovanni Coppini, Direttore della Divisione Ocean Predictions and Applications della Fondazione CMCC, Alfredo Reder, esperto di modelli regionali ed impatti geo-idrologici della Fondazione CMCC, Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level, Domenico Capolongo, del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari, Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Bruno Notarnicola, docente di Ecologia industriale e presidente della Rete Italiana LCA e Pietro Vito Chirulli, imprenditore, amministratore unico di Serveco.

L’evento sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio le sfide che attendono la nostra società nel breve e nel lungo periodo, ma anche l’occasione di riflettere sulle conseguenze di alcune nostre azioni quotidiane. La partecipazione all’evento è gratuita.

Programma:

Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto: Saluti
Prof. Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici e Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture – UNIBA: Saluti
Prof. Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Saluti
Dott. Giovanni Coppini, Fondazione CMCC: Il futuro del mare in un clima che cambia
Dott. Alfredo Reder, Fondazione CMCC: Scenari di cambiamento climatico a scala nazionale e locale
Dott. Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level: Effetti delle variazioni del livello del mare
Prof. Domenico Capolongo, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Il dissesto idrogeologico nel clima che cambia
Dott. Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia  – UNIBA: Biodiversità marina e cambiamento climatico: specie aliene vs specie native
Bruno Notarnicola, Professore di Ecologia industriale e Scienze merceologiche e presidente della Rete Italiana LCA: L’approccio del Ciclo di Vita per l’identificazione e la minimizzazione dei gas serra
Pietro Vito Chirulli, Imprenditore e Amministratore Unico di Serveco srl: Cambiamenti climatici e sistemi economici

CRYPTOLOGISTICA E LOGISTICA CONNESSA: STATO DELL’ARTE, OPPORTUNITÀ E RISCHI. A MILANO IL 30 GENNAIO

Il 20% dei costi di una spedizione di merci internazionale deriva dalla gestione della documentazione (ricerca del World Economic Forum).
Nel 2025 il mercato della cryptologistica avrà un valore a livello mondiale di 9,8 miliardi di dollari.
L’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti ritiene che le cryptotecnologie trasformeranno radicalmente il settore.

Milano- Secondo una ricerca del World Economic Forum, un quinto dei costi relativi alla spedizione di un container su una tratta internazionale è da attribuire alla creazione, elaborazione e gestione della documentazione. Nonostante la progressiva digitalizzazione portata avanti dalle autorità doganali e dai dipartimenti interni delle grandi aziende logistiche, ancora oggi la quantità di carta generata è impressionante. Una delle conseguenze è che, soprattutto nel passaggio da un attore della catena logistica al successivo, si possono verificare errori che fanno perdere tempo e denaro, ma anche provocare complicazioni peggiori. Secondo le statistiche del Cargo Incident Notification System un quarto di tutti gli incidenti gravi che avvengono a bordo delle portacontainer è da attribuire a errori nella descrizione del carico.

Non è quindi sorprendente che i settori dei trasporti e della logistica siano caratterizzati da un utilizzo crescente delle soluzioni ICT con l’obiettivo di ridurre il carico documentale e automatizzarne la gestione e di migliorare il monitoraggio e il tracciamento dei carichi e dei veicoli. La tendenza subirà un’accelerazione nei prossimi anni grazie alle innovazioni in questo campo. Tra le più importanti ci sono i distributed ledger privati e pubblici basati sulla crittografia e l’Internet of Things.

La diffusione di sensori IoT a basso costo permette infatti di generare dati ricchi di informazioni su di un carico specifico (posizione, temperatura, orientamento spaziale, ecc.) che possono attivare automaticamente le regole scritte in una blockchain. In questo modo, per esempio, la comunicazione dell’orario e delle condizioni di arrivo di un carico di vino in un remoto porto del sud-est asiatico non dipenderà più dalla tempestività (e “precisione”) dell’operatore locale di handling ma sarà gestita da tecnologie neutre e inviolabili.

Una recente ricerca di Allied Market Research stima il valore del solo mercato delle cryptotecnologie per la logistica a 9,8 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita media annua di oltre l’80%.

Sono cifre impressionanti confermate dagli investimenti in corso. Secondo un recente studio del Boston Consulting Group, solo dal 2013 all’inizio del 2019 il venture capital ha investito 300 milioni di dollari su start-up attive in questo ambito, cui vanno aggiunti gli investimenti diretti degli operatori logistici.

Il rovescio della medaglia è che la crescente digitalizzazione porta a maggiore rischio di violazione dei sistemi informatici di gestione delle diverse fasi logistiche, e all’ampliarsi della “superficie d’attacco” a disposizione degli hacker. Paradossalmente però il maggiore ostacolo ad una più rapida ed ampia adozione di queste tecnologie è la resistenza degli operatori. Ancora più paradossale è il fatto che gli operatori sono convinti che effettivamente le tecnologie saranno in grado di risolvere i problemi, sino a cambiare completamente il settore. Questa situazione è messa in luce dal già citato studio di BCG, secondo cui l’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti è convinta che la blockchain e le tecnologie collegate cambieranno il settore, ma tre quarti degli stessi soggetti esplorano l’opportunità solo in modo superficiale o per niente del tutto.

La causa fondamentale non sono le difficoltà o i rischi tecnologici ma la mancata cooperazione e lo scarso coordinamento tra gli operatori soprattutto appartenenti a diversi segmenti della catena logistica.
D’altra parte, alcuni giganti del settore hanno imboccato decisamente la strada, ed essendo blockchain e IoT tecnologie di rete, la loro affermazione è destinata a diventare inarrestabile superata una certa soglia di adozione. Quanto siamo vicini alla soglia? Chi lo scoprirà per primo avrà guadagnato un vantaggio competitivo.

L’argomento sarà tra quelli di punta trattati durante Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry, che ha come filo conduttore dell’edizione 2020, l’industria, la logistica e i trasporti italiani nel mondo, all’epoca del ritorno dei confini e della diffusione delle tecnologie disruptive. Cryptologistica e logistica connessa rientrano a pieno titolo in queste ultime. Durante la sessione dedicata, in programma nel pomeriggio del primo giorno di conferenze, si cercherà di capire cosa sta accadendo in Italia, come si stanno muovendo operatori ed istituzioni, e come l’adozione di queste tecnologie possa contribuire alla competitività del sistema logistico nazionale.

Maggiori dettagli sull’agenda delle due giornate sono disponibili sul sito web www.shippingmeetsindustry.it.
La manifestazione è gratuita, per registrarsi www.shippingmeetsindustry.it/registrati

MSC CROCIERE AMPLIA PIANO ESPANSIONE FLOTTA AL 2030. FOCUS SU TECNOLOGIA AMBIENTALE DI ULTIMA GENERAZIONE

MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique siglano i contratti per la costruzione della terza e della quarta nave World Class alimentate a GNL.

La partnership è stata rafforzata con altri due progetti per la costruzione di nuove navi che si concentreranno sullo sviluppo e sull’utilizzo di tecnologie ambientali di ultima generazione.

I tre accordi firmati oggi rappresentano un investimento superiore a 6,5 miliardi di euro.

 

Parigi, Francia- Oggi MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique hanno ampliato la loro partnership annunciando due importanti progetti nel corso di una cerimonia tenutasi a Palazzo Matignon, residenza ufficiale del Primo Ministro francese. All’evento hanno partecipato Édouard Philippe, primo ministro francese, Gianluigi Aponte, Fondatore e utive Chairman del Gruppo MSC, Pierfrancesco Vago, utive Chairman di MSC Cruises, e Laurent Castaing, direttore generale di Chantiers de l’Atlantique.

In primo luogo, le due società hanno sottoscritto i contratti vincolanti per la costruzione della terza e della quarta nave World Class (già in opzione) che saranno alimentate a GNL la cui consegna è prevista rispettivamente 2025 e nel 2027. La prima delle altre due navi Wolrd Class – MSC Europa – è invece già in costruzione a Saint-Nazaire ed entrerà in servizio nel 2022. Con 205.000 tonnellate di stazza lorda, diventerà la nave più grande appartenente ad una compagnia di crociera europea e la prima nave da crociera alimentata a GNL (Gas Metano Liquido, ovvero il combustibile fossile con il minor impatto ambientale al mondo) mai costruita in Francia. Rispetto al normale combustibile per uso marittimo, il GNL riduce le emissioni di zolfo e il particolato del 99%, le emissioni di ossido di azoto (NOx) dell’85% e le emissioni di CO2 del 20%.

Queste due nuove navi rappresentano un investimento aggiuntivo da parte di MSC Crociere del valore di 2 miliardi di euro e comporteranno 14 milioni di ore/lavoro in più, per un totale di oltre 2.400 posti di lavoro (full-time equivalent) per i prossimi tre anni e mezzo.

Oggi MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique hanno esteso inoltre la loro collaborazione per il prossimo decennio con altri due progetti. Le due società hanno firmato un protocollo d’intesa (MoU) per lo sviluppo di un nuovo prototipo di una nuova classe di navi alimentate a GNL per MSC Crociere. Per questo progetto, la Compagnia, il cantiere navale e altri partner si concentreranno sullo sviluppo delle ultime tecnologie ambientali in linea con le richieste dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) per il 2030 e il 2050. Le quattro navi di questa nuova classe rappresentano un investimento superiore a 4 miliardi di euro a cui corrisponderanno altre 30 milioni di ore di lavoro per le maestranze coinvolte nel progetto.

Un secondo memorandum d’intesa prevede la collaborazione tra MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique per lo sviluppo di un altro prototipo di una nuova classe di navi, che esplori la possibilità di utilizzare l’energia eolica e altre tecnologie all’avanguardia su navi passeggeri.

I tre accordi firmati oggi rappresentano un investimento superiore a 6,5 ​​miliardi di euro.

Pierfrancesco Vago, utive Chairman di MSC Cruises, ha dichiarato: “I tre accordi firmati oggi estendono l’orizzonte temporale del nostro piano di investimenti fino al 2030. Gli accordi si basano su una partnership di lunga durata con Chantiers de l’Atlantique, che ha già visto consegnare 15 navi da crociera all’avanguardia negli ultimi due decenni e che vedrà altre navi prendere vita sulle banchine di Saint-Nazaire nei prossimi dieci anni. Gli accordi confermano, inoltre, l’impegno del nostro comparto verso la sostenibilità ambientale e consentono all’industria crocieristica di posizionarsi come leader mondiale nello sviluppo di tecnologie di ultima generazione.”

Laurent Castaing, direttore generale di Chantiers de l’Atlantique, ha sottolineato: “Siamo davvero orgogliosi e felici di aver costruito un rapporto proficuo con MSC Crociere, basato sulla fiducia reciproca e guidato dallo spirito di innovazione. Siamo entrambi impegnati a dare forma alla crocieristica di domani e allo sviluppo di navi che presentano standard ambientali più avanzati. Le nostre aziende collaborano già da vent’anni e questi nuovi progetti ci consentono di guardare con entusiasmo al futuro”.

MSC Crociere è fortemente impegnata per un futuro a “impatto zero” attraverso investimenti continuativi per lo sviluppo di soluzioni energetiche e tecnologie ambientali sempre nuove. Inoltre il 1° gennaio 2020 MSC Crociere è già diventata la prima grande compagnia di crociere “CO2 neutral”. Riconoscendo il fatto che oggi anche le più avanzate tecnologie ambientali disponibili non sono sufficienti a raggiungere l’obiettivo “impatto zero”, MSC Crociere sta continuando a lavorare per minimizzare e ridurre costantemente le emissioni e, contemporaneamente, ha deciso di compensare già oggi tutte le emissioni di CO2 prodotte dalla flotta attraverso il sostegno di progetti per l’ambiente.

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MSC CRUISES EXTENDS FLEET EXPANSION PLAN UP TO 2030, WITH FOCUS ON NEXT-GENERATION ENVIRONMENTAL TECHNOLOGY

MSC Cruises and Chantiers de l’Atlantique sign firm contracts for construction of third and fourth LNG-powered MSC World Class ships

Partnership further reinforced with two additional newbuild projects that will focus on the development and utilisation of next-generation environmental technologies

Paris, France, 20 January 2020 – Today MSC Cruises and Chantiers de l’Atlantique further extended their long-term partnership by making a number of strategic announcements at a ceremony held at the Matignon Palace, the French Prime Minister’s the official residence. The ceremony was attended by Édouard Philippe, Prime Minister of France; Gianluigi Aponte, MSC Group’s Founder and Executive Chairman; Pierfrancesco Vago, MSC Cruises’ Executive Chairman; and, Laurent Castaing, Chantiers de l’Atlantique’s General Manager.

First, the two companies announced the signing of firm contracts for the construction of MSC Cruises’ third and fourth LNG-powered MSC World Class ships, to be delivered in 2025 and 2027. The first of the initial two ships in the class is currently under construction at the Chantiers de l’Atlantique shipyard in Saint-Nazaire and is due to enter service in 2022. With 205,000 GT, she will become the biggest vessel operated by a European cruise line as well as the first LNG-powered cruise ship built in France. Compared to standard marine fuel, LNG decreases sulphur emissions and particulate matter by 99%, NOx emissions by 85%, and CO2 emissions by 20%.

These contracts represent a capital investment by MSC Cruises exceeding EUR 2 billion and are expected to generate 14 million additional working hours, amounting to over 2,400 full-time equivalent jobs for the next three and a half years directly supported by those orders. Today’s signature also allows the shipyard to start working with the hundreds of suppliers and subcontractors involved in the projects, setting in motion a new cycle that will greatly benefit the French economy.

Today MSC Cruises and Chantiers de l’Atlantique also extended their partnership over the next decade with two additional projects. First, the companies signed a memorandum of understanding (MoU) for the development of yet a new prototype class of LNG-powered cruise ships to operate under the MSC Cruises brand. For this project, MSC Cruises, the shipyard and other partners will focus on developing emerging environmental technologies in line with IMO’s vision for 2030 and 2050. The four vessels in this new class would represent a capital investment exceeding EUR 4 billion and an extra 30 million working hours for the yard, the suppliers and subcontractors involved in the project.

A second MoU sees MSC Cruises partnering with Chantiers de l’Atlantique in the development of yet another innovative prototype ship class concept with which they will explore opportunities that wind power and other advanced technologies could bring to passenger shipping.

The three agreements signed today represent an investment in excess of EUR 6.5 billion in the French economy.

Pierfrancesco Vago, Executive Chairman, MSC Cruises, said: “The three agreements signed today extend our investment plan up to 2030. They stem from an exceptional partnership, with Chantiers de l’Atlantique, that has already delivered 15 highly-innovative innovative cruise ships over the past two decades and will see many more vessels come to life at Saint-Nazaire’s docks in the next ten years. They also confirm this industry’s commitment to environmental sustainability, in this case helping the French national industry further position itself as a world leader in the development of next-generation technologies and other solutions.”

Laurent Castaing, General Manager, Chantiers de l’Atlantique, said: “We are really proud and happy to have built such an outstanding relationship with MSC Cruises, based on mutual trust and driven by the spirit of innovation. We are both committed to shaping the cruise of tomorrow and to developing ship concepts which go far beyond current environmental standards. Our companies have already been working together for twenty years and these new projects allow us to look enthusiastically to the future.”

MSC Cruises is strongly committed to achieving a zero-impact future by investing in the accelerated development of new energy solutions and environmental technologies that will allow that. On 1 January 2020 MSC Cruises became the first major cruise line to achieve carbon neutral fleet operations. As today’s most advanced environmental technology alone is insufficient to reach that, while it works to minimize and continuously reduce its environmental footprint MSC Cruises is offsetting all CO2 emissions from its fleet that it is not be possible to abate through such technology through a blend of high standard carbon offset projects.

MSC Cruises’ MSC World Class ships specifications:

• Gross tonnage: 205,700
• Lower berth capacity: 5,264
• Maximum number of passengers: 6,761
• Crew members: 2,139
• Number of cabins: 2,632
• Length / Beam / Height: 333.3m / 47m / 68m

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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