Movimentazione 2019-2020 per il porto di Brindisi positiva

Bari. La Puglia non ha niente da invidiare in termini di portualità e logistica ad altre Regioni d’Italia, anche se politicamente non si fa altro che guardare a Trieste, Genova, Gioia Tauro e Taranto. Sembrerebbe che solo questi e non altri rappresentano i Puertos de Estado! La verità tutta mediterranea è non voler credere nelle potenzialità dei porti dell’Adriatico meridionale – Bari e Brindisi – che con retroportualità, interporti, strade, ferrovie e aeroporti svolgono una relazione economica in progress per l’intero sistema portuale e non solo per il settore dei trasporti, ma anche a garanzia di una regione e dell’intero Mezzogiorno d’Italia.

Si trova sempre qualche portatore d’interesse, compreso qualcuno di ritorno, che non approva … perché non è il suo interesse. Sappiamo che da sempre, geograficamente e storicamente i porti hanno segnato l’evoluzione dei mercati e soprattutto nei periodi di crisi planetarie dovute a pandemie come quella che stiamo vivendo. Brindisi e il suo porto, contrariamente a quanti non credono alle sue potenzialità e a tutte le ‘sirene’che sanno cantare solo un’no’, i dati numerici sull’andamento parziale della movimentazione portuale, al netto del carbone sbarcato (decarbonizzazione avviata) – periodo gennaio/dicembre 2020 – confermano una certa stabilità nella funzione operativa delle merci in/out e del porto stesso, da sempre ‘porta dell’Europa’ da/per il Mediterraneo orientale.

La movimentazione delle merci nelle aree portuali sta seguendo uno sviluppo che viene in larga parte determinato dalla domanda indotta dai cambiamenti continui dei nostri stili di vita e dalla continua evoluzione dei servizi. Accettare che la performance delle attività produttive del porto di Brindisi, in questi due anni di pandemia, è diversamente pensata da come viene descritta sui social e sulla stampa locale, significa essere onesti intellettualmente; si può non condividere azioni di governance portuale, come pure non concordare le azioni di un’amministrazione locale, ma di fronte a dei numeri che il porto di Brindisi sta registrando bisogna solo evidenziare le potenzialità e le opportunità economiche che il porto salentino sta guadagnando.

Così non è per altri porti pugliesi, basta vedere altrove. Infatti, Brindisi non occorra che dimostri, ancora una volta, che il suo porto e la sua area vasta di retroportualità sono e saranno strategici per incrementare lo sviluppo di un post-industriale green, soprattutto nei settori energetico, chimico, aeronautico e farmaceutico e i suoi relativi insediamenti indotti. Grazie al Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’AdSPMAM, i dati sull’andamento delle movimentazioni portuali, confermano il trend positivo per lo scalo di Brindisi, soprattutto per le rotabili (ro-ro + 1,71%) e numero di accosti (+1,43%). Il traffico di passeggeri su traghetti diminuisce; mentre quello del settore crocieristico si è sostanzialmente azzerato, a causa del blocco imposto dalla pandemia.

Il turismo, settore tra i più colpiti a livello globale dal blocco delle attività, ha risentito del forte calo della domanda. E con tutte le difficoltà che si riscontrano a livello amministrativo e i limiti per le nuove infrastrutture (pontile a briccole, approdi a S. Apollinare, colmata, fondali, riconversione green, progetto Edison per il gnl e la transizione energetica per la decarbonizzazione ecc.), Brindisi ha una buona performance. Il Presidente dell’AdSPMAM, prof. Ugo Patroni Griffi, afferma che “ … l’Adsp MAM ha delle potenzialità per competere nel Mediterraneo, e questi dati dimostrano che Brindisi ha caratteristiche di resilienza nel mantenere le proprie posizioni di porto polivalente.”.

Analizzando la verifica scalare delle serie mensili 2019/2020 i dati confermano la tenuta degli accosti nel porto di Brindisi a conferma che le Compagnie di navigazione non seguono i consigli dei vuole a tutti costi il fermo di un porto.

Ancora una volta, i dati dimostrano che il porto di Brindisi è scelto dalle Compagnie di navigazione del Mediterraneo; se tutte quelle infrastrutture di cui si parlava sopra, fossero già operative si potrebbero avere percentuali a doppia cifra e con le costituende Zes attrarre investitori internazionali. A chi afferma che il progetto Edison (favorevoli Governo, diverse istituzioni locali e operatori portuali) è simile a quello della British Gas, non vuole realizzare il processo della transizione energetica a Brindisi. Il porto di Brindisi ha assoluta necessità d’infrastrutture che lo ricollochino in posizione strategica all’interno del bacino del Mediterraneo.

Occorre comprendere che il Gnl e l’idrogeno sono considerati, dalla chimica industriale, i combustibili precursori dei carburanti green che aiuteranno il settore del trasporto marittimo ad essere carbon free, in accordo con gli obiettivi dell’IMO. Il Presidente dell’AdSPMAM, Prof. Ugo Patroni Griffi, nel salutare positivamente i dati sulla movimentazione merceologica del porto di Brindisi afferma che: “ … i porti italiani, per le favorevoli posizioni geografiche, in particolare quelli del Mare Adriatico Meridionale, e le loro funzioni operative, potrebbero consentire ai tanti investitori internazionali di gestire flussi merceologici con una certa facilità e risparmi dei costi, favorendo ulteriori economie di scala.”.

Abele Carruezzo

Propeller Club favorevole al Ministero del Mare

Roma. – L’avv. Umberto Masucci, storica figura del comparto marittimo-portuale italiano, esperto nello shipping e logistica internazionale, da presidente nazionale del Propeller Club invita i Clubs dei porti italiani a unirsi per chiedere con forza che sia costituita una sede di coordinamento politico-amministrativo dedicata alle attività marittime e marinare, quale il Ministero del Mare. Già l’anno scorso Masucci era ritornato sulla questione in molti convegni e soprattutto nei direttivi del Propeller Club nazionale.

Trasporti marittimi, cantieristica, pesca, nautica da diporto, porti e terminal portuali, industria delle estrazioni, ricerca e tutela del territorio, oltre alle attività connesse dell’indotto, quali assicurazioni, intermediazione, servizi logistici, Istituti Nautici, scuole nautiche, Centri di Alta formazione professionale per marittimi, nonché attività sportive e ricreative, un settore che da anni grida determinazione e rivalutazione a livello politico: le attività del mare e per il mare non possono essere determinati solo nelle intenzioni, ma l’Italia ha ‘ora’ bisogno di ri-marittimizzare porti, navi e uomini per rilanciare dal mare l’economia nazionale. Umberto Masucci da presidente nazionale Propeller Club, sintetizza che: “L’Italia ha più di 8.000 km di costa al centro del Mediterraneo a fronte di 60 milioni di abitanti, in Cina vivono oltre 1 miliardo e 400 milioni di persone con una costa di 14.000 km: basterebbe questo dato per evidenziare in modo plastico l’importanza del Mare nel nostro paese.

Non può non esserci un dicastero dedicato ad un settore così vitale per il nostro Paese.”. Nella sua lettera, inviata a tutti i presidenti dei Club italiani e a l’intero cluster marittimo e associazioni datoriali, Masucci sottolinea che nel difficile momento storico che stiamo vivendo, in uno scenario internazionale così complesso, l’Italia può ricoprire un ruolo di guida e di riferimento per l’Unione Europea valorizzando le conoscenze e facendo del Mediterraneo un centro per rilanciare trasporto, turismo, risorse sottomarine, pesca, industria, gestione integrata delle coste e degli spazi marittimi. Il Mare – continua la lettera – deve essere inteso globalmente come rilancio dell’intera economia secondo un approccio culturale diverso, in una visione olistica integrata e sostenibile.

Alla portualità italiana serve una visione d’insieme dove le interconnessioni tra Porti, reti stradali e ferroviarie, supportate da un adeguato sistema di logistica integrata e innovativa, rivestano un ruolo determinante, anche attraverso lo sviluppo della cosiddetta “smart logistic”. Occorre una verifica sulla reale attuazione del PSNPL, per rientrare nella Pianificazione Spaziale Marittima coerentemente alla Politica Marittima Integrata europea, con una visione ed una Strategia nazionale. Gli altri Paesi del Mediterraneo ci confermano che vi è una necessità di un ministero dedicato, infatti: – Grecia e Cipro hanno un Ministero del Mare; – Francia ha istituito un Segretario del Mare che risponde direttamente al Presidente per l’intera strategia marittima; – Spagna ha potenziato le strutture di “Puertos del Estado” e del Ministero de Fomento”. “Il nostro appello – conclude Masucci – è anche a tutte le Associazioni del Cluster perché si uniscano nella richiesta alla politica di un Ministero del Mare”


Il Propeller è un’associazione apolitica che ha tra i suoi scopi il promuovere, appoggiare e sviluppare le attività marittime allo scopo di migliorare le relazioni umane e i rapporti internazionali e di promuovere pertanto il commercio, le pubbliche relazioni e uno spirito di amicizia e di propositi comuni tra persone impegnate e interessate nelle attività connesse ai trasporti marittimi, terrestri, aerei; raggruppa più di 1500 rappresentanti del Cluster Marittimo in tutto il Paese e rappresenta quindi un termometro importante della crescente e pressante domanda del Cluster marittimo di unificazione delle competenze legate al Mare.

All’invito di Masucci registriamo la condivisione del Propeller Club Port of di Brindisi, nella persona di Adriano Guadalupi che aggiunge: “L’istituzione del Ministero del Mare è importante soprattutto per i porti dell’Italia meridionale per essere competitivi con le realtà dell’Africa settentrionale e nel Mediterraneo orientale”.

Tar Catania: “La pulizia del porto non è di competenza del Comune”

Catania. Il Tar fa chiarezza sul rebus della pulizia del Porto, affermando che non è competenza del Comune di Catania, ma dell’Autorità Portuale. Ancora un caso di contrasto fra amministrazioni, quella tra Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale ed il Comune di Catania. Stiamo assistendo a molte diatribe in questi ultimi anni, tra lo Stato e le Regioni, Provincie e Comuni; si ricorre facilmente al giudizio di un Tribunale Amministrativo Regionale per qualunque problema, mettendo in discussione le leggi di uno Stato. Sembra tornare ai tempi del ‘feudalesimo-rete vassalla’: sistema politico economico e sociale che si affermò nell’Europa occidentale, prima dell’età moderna.

Organizzazioni territoriali in cui era evidente la presenza di rapporti personali tra i vari ‘signori’, ‘governatori’ locali; come dire il ‘porto’ è della mia città e lo gestisco fuori dalle leggi nazionali, al di là delle funzioni socio-economiche operative di una città/porto. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione di Catania, si è trovato a valutare un ricorso, proposto da una società titolare di regolare contratto con l’AdSP del Mare di Sicilia Orientale per servizi d’igiene, pulizia e raccolta rifiuti in ambito portuale, contro il Comune di Catania il quale aveva affidato ad altra ditta lo stesso servizio nel porto di Catania.

La sentenza del Tar, che accoglie il ricorso presentato dalla società cooperativa “La Portuale II”, chiarisce una posizione di responsabilità che nei mesi scorsi ha visto protagonisti il Comune di Catania e l’Autorità Portuale. Mesi addietro, settembre 2020, il caso era stato sollevato dal gruppo 5Stelle con una interrogazione al Comune di Catania che chiedeva “chiarimenti su chi dovesse svolgere il servizio di pulizia e sulle motivazioni per cui l’Amministrazione avesse esteso il servizio nell’area del porto, richiedendo agli operatori anche il pagamento della Tari”. Il Comune di Catania risponde che è tutto regolare e la pulizia spetta al Comune.

Fatto e Diritto. La Portuale II Società Cooperativa ha avuto affidato dall’Autorità di Sistema Portuale competente il servizio di pulizia, spazzamento e connessi di tutte le banchine, piazzali e calate portuali, nonché del servizio di pulizia degli specchi acquei del porto di Catania, giusto contratto rep. n. 54 del 14.1.2019, con scadenza originaria il 17.8.2019 e, poi, sino al 30.11.2019. In data 15.11.2019, con nota assunta al prot. n. 12506-E-2019, la coop. La Portuale II, ha richiesto il rilascio di concessione per lo svolgimento del servizio già affidatole in precedenza, senza tuttavia ottenere alcun riscontro. A seguito della novella legislativa introdotta dal D.lgs. n. 232/2017, che ha modificato l’art. 6, comma 4 della l. n. 84/1994, eliminando sostanzialmente la preventiva individuazione con decreto ministeriale dei servizi di interesse generale di competenza dell’Autorità portuale, è divenuto dubbio se il servizio di pulizia e spazzamento delle aree portuali rientrasse ancora tra le competenze dell’Autorità portuale, o non fosse transitato in capo all’amministrazione comunale.

Pur mancando la conoscenza specifica degli atti in base ai quali la Dusty s.r.l. era (apparentemente) a sé succeduta nell’esecuzione del servizio di pulizia e raccolta presso il Porto di Catania, la Portuale II Società, veniva sostituita dalla Dusty, dietro incarico del Comune, per questo agiva a tutela delle proprie ragioni con un ricorso al Tar notificato il 02/03/2020. Il Comune – scrivono i giudici – aveva determinato la propria competenza in ordine allo svolgimento del servizio di pulizia, spazzamento e raccolta rifiuti delle banchine, dei piazzali e delle calate del porto di Catania, affidando il servizio alla Dusty”, e contemporaneamente si veniva a determinare l’incompetenza da parte dell’A.P.

Sentenza del TAR. Dagli atti presentati non si evince come la ‘competenza’ di un ente locale, quale il Comune di Catania, potrebbe sottrarre a quella dell’A.P. di Catania un’attività del servizio di igiene su aree e beni del demanio marittimo ricompresi nella propria circoscrizione. Il modo di ragionare dei difensori del Comune potrebbe portare a risultati aberranti. L’Autorità Portuale, chiamata alla “amministrazione in via esclusiva delle aree e dei beni del demanio marittimo ricompresi nella propria circoscrizione” in base alla lettera e) del quarto comma dell’art. 5 della L. n. 84/1990, sarebbe da un lato – dove la situazione di pericolo dovesse discendere dal precario stato di svolgimento dell’attività di raccolta dei rifiuti in area portuale – esposta a responsabilità nei confronti degli operatori portuali e di qualunque altro soggetto ivi ammesso a norma dell’art. 2051 c.c.: mentre, dall’altro, sarebbe priva di qualunque potere giuridico per riportare a normalità l’attività di raccolta dei rifiuti nel medesimo ambito, non potendone esercitare alcuno (come la comminatoria di penali e, quale extrema ratio, la risoluzione del rapporto contrattuale, con la scelta di altro operatore economico cui affidare lo svolgimento del medesimo servizio) nei confronti della contro interessata Dusty s.r.l. Pertanto, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza), nell’accogliere il ricorso, presentato dalla cooperativa La Portuale II, dichiara che la pulizia spetta esclusivamente all’Autorità Portuale e non al Comune e la Dusty non ha alcun titolo per svolgere il servizio.

Osservazioni. La confusione nasceva da una nota del Ministero, con la quale riscontrava la richiesta di parere del Comune di Catania, e da un’errata interpretazione del D.lgs.
n. 232/2017, che aveva introdotto innovazioni normative, causando incertezze negli operatori di tale settore. La questione avrà sicuramente del seguito, come conferma il presidente dell’Autorità portuale,  Andrea Annunziata , che commenta la decisione del Tar: “Deciderà l’Avvocatura dello Stato”. Per motivi esclusivamente di studio si riporta la sentenza del Tar Catania.

Abele Carruezzo

www.ilnautilus.it/wp-content/pdf/SENTENZA TAR RIFIUTI_PORTO_BONAVENTURA.pdf

Decarbonizzare: Gnl ancillare all’idrogeno

Bruxelles. Rispondere alla domanda sul futuro del Gnl nel vecchio continente, diventa complesso se non si conoscono le tendenze chiave per il gas a livello globale. La certezza è che il 2021 sarà l’anno fondamentale per l’industria del gas e in particolare del Gnl; non solo perché i prezzi da record del Gnl stanno spingendo gli acquirenti a riposizionare il loro portafoglio, ma anche perché il ruolo del gas, in questa fase della transizione energetica, sta prendendo forma e posizioni di mercato significative.

E’giunto il momento per i responsabili politici e per le amministrazioni territoriali di fare chiarezza su come intendono decarbonizzare le loro economie, compresa la loro visione sul ruolo del gas naturale, in linea con gli impegni sulla neutralità climatica. Prima di raggiungere la neutralità climatica, si spera entro il 2050, si dovrà affrontare la fase della decarbonizzazione. Il 2021 sarà un altro anno di trasformazione per il mercato europeo del gas, in attesa di conoscere in che modo la transizione energetica plasmerà la domanda di gas a lungo termine.

Alcune domande sono importanti per comprendere quanto necessario sarà il Gnl nella fase cd di transizione energetica:

1.Qual è il probabile impatto della gigantesca scoperta di gas Sakarya in Turchia? Ci saranno sicuramente nuovi mercati, nuove rotte e nuove economie di scala in tutto il Mediterraneo.

  1. Qual è l’andamento della previsione per i prezzi nell’Europa? Senza tralasciare l’evoluzione dei mercati americani e asiatici. Intanto, la Commissione Ue vara le progettualità per l’idrogeno blu. Infatti, l’altro giorno, la presidente Von der Leyen ha tenuto il discorso programmatico all’Hydrogen Council: “stiamo investendo nell’idrogeno pulito come mai prima d’ora. Il nostro piano di recupero, chiamato Next Generation EU, vale 750 miliardi di euro. Più di un terzo finanzierà gli obiettivi fissati nel Green Deal europeo, anche sull’idrogeno pulito. Vogliamo creare Valli dell’idrogeno e Isole dell’idrogeno; vogliamo che l’idrogeno venga prodotto dove è più economico. E poi costruire forti reti di distribuzione per trasportarlo dove è necessario. Un vero mercato europeo dell’idrogeno pulito e al prezzo in euro.

Quindi abbiamo chiesto agli Stati membri di individuare i posti giusti per questo. Luoghi dove l’idrogeno pulito crea crescita e occupazione nel pieno rispetto dell’ambiente”. L’unico problema, burocratico, è rappresentato dalla ‘normativa energetica europea’ pensata, elaborata e scritta in un’epoca in cui l’idrogeno era meno presente sul mercato; perciò è da cambiare e sappiamo quanto tempo occorra, anche se il mese scorso è stato proposto un regolamento rivisitato per le reti transeuropee per l’energia. E ancora, per facilitare l’uso dell’idrogeno come combustibile, occorrerà esaminare e programmare l’intera catena del valore dell’idrogeno, dalla produzione alla distribuzione, dallo stoccaggio stagionale alle stazioni di rifornimento, dalle industrie pesanti a tutte le aree di mobilità. Nell’attesa, il Gnl prenderà posizioni in un mercato già avviato, soprattutto nel settore dei trasporti marittimi, dove navi da carico, ro-ro e da crociera sono alimentate a gas, contribuendo alla decarbonizzazione dell’energia.

Abele Carruezzo

TEA -TRASPORTATORI ECCEZIONALI ASSOCIATI: OTTIENE AUTORIZZAZIOINE A ITINERARIO ALTERNATIVO DAL PORTO DI RAVENNA

TEA – Trasportatori Eccezionali Associati risolve in tempi rapidi il divieto di transito ai trasporti eccezionali sulla SS309 Romea ottenendo da Anas e Provincia di Ferrara un itinerario alternativo. Sbloccato così il traffico di coils verso le industrie siderurgiche dal porto di Ravenna

Padova-Non più bloccati dal divieto di transito sulla SS309 Romea per i lavori di ripristino urgente di due ponti, i trasporti eccezionali in uscita dal Porto di Ravenna e diretti verso nord, in particolare i numerosi trasporti di coils al servizio dell’industria siderurgica e meccanica.

Grazie all’ intervento di TEA (Trasportatori Eccezionali Associati) e alla disponibilità della Provincia di Ferrara e di Anas, è stato individuato un percorso alternativo che permette, fino alla fine dei lavori per ora fissata al 31 gennaio prossimo) ai mezzi di massa complessiva eccedente le 56 ton e il carico massimo per asse superiore le 13 ton di circolare (in deroga temporanea) sulle strade provinciali e sul raccordo autostradale RA8 Ferrara-Porto Garibaldi.

I lavori sulla Romea riguardano il tatto compreso tra i km 18 e 23 in entrambe le direzioni per un intervento di somma urgenza di ripristino del ponte sul Canale “Confina”.

I mezzi diretti a nord in uscita da Ravenna, imboccano la SS16 anziché la Romea ed escono all’altezza di Portomaggiore imboccando (appunto in deroga) la SP 68 in direzione Codigoro, per circa 12 km, poi percorrono un breve tratto della SP1 in direzione Ferrara, entrano nel Raccordo Autostradale Ferrara –Porto Garibaldi, ovviamente in direzione del capoluogo. Ne escono all’uscita Gualdo sulla SP 29 e SP 2 fino a Copparo, poi sulla SP 5 fino a Ro Ferrarese e finalmente innestarsi nuovamente sulla SS16 dopo il pine sul Po a Polesella.

Il presidente di TEA Luca Civolani sottolinea: “Si tratta di un grande risultato per tutte le imprese di trasporto interessate, ma anche per le industrie alle quali i prodotti siderurgici sono diretti e che rischiavano di rimanere senza materia prima. Ringrazio la Provincia di Ferrara ed Anas e il Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture per la rapidità con cui hanno trovato una soluzione e superato le complesse questioni burocratiche che normano i trasporti eccezionali e che non rendevano per nulla facile arrivare ad una soluzione in tempi brevi. E’ un risultato concreto che la nostra Associazione porta a casa con un intervento rapido e autorevole presso le autorità preposte alla circolazione dei nostri mezzi e che riguarda davvero una vasta platea di imprese. Per dare un’idea le autorizzazioni in deroga per questo percorso riguardano circa 400 mezzi, dei quali ogni giorno circa 200 sono fisicamente sulla strada impegnati in un trasporto”.

CONFINDUSTRIA NAUTICA E CONFINDUSTRIA LA SPEZIA: INSIEME PER LE AZIENDE E PER IL TERRITORIO

Si rafforzano le iniziative di Confindustria La Spezia per consolidare il Distretto della Nautica Spezzino quale leader nazionale nel comparto.

La Spezia-In questa strategia si inserisce l’accordo di collaborazione firmato nei giorni scorsi fra Confindustria Nautica e Confindustria La Spezia con il quale le due associazioni confindustriali vogliono contribuire ad accrescere e valorizzare il comparto produttivo delle aziende che in esso operano.

Tale accordo rappresenta un passo importante sia con riguardo alle iniziative congiunte che verranno attivate, sia per il ruolo che le parti, in perfetta sinergia, ambiscono avere per il supporto alla realizzazione del progetto del Comune della Spezia e Regione Liguria denominato “Miglio Blu”.

Grazie all’accordo, le aziende produttrici e fornitrici del settore vedranno accrescere la propria rappresentanza unitamente ad un incremento dei servizi d’assistenza in tutte le aree d’interesse all’impresa con un approccio caratterizzato dalla specificità.

Nello stesso tempo, per i firmatari, l’Accordo vuole essere “leva” alla realizzazione del progetto Miglio Blu, nella convinzione che il potenziamento dell’immagine d’eccellenza del settore sul nostro territorio si traduca in una maggiore competitività per le imprese connesse.

«Confindustria La Spezia ha voluto fortemente questo accordo – dichiara Mario Gerini Presidente di Confindustria La Spezia.

Economicamente stiamo vivendo un momento molto particolare.

Questi mesi di pandemia, con tutti i loro riflessi sulle attività delle im­prese, ci hanno fatto capire quanto siano importanti le associazioni nei periodi di difficoltà e apprezzare il valore della partecipazione e quello di fare parte di una collettività.

Come Associazioni sappiamo bene anche quanto sia rilevante il peso della rappresentanza e con questo accordo di collaborazione l’obiettivo è di contribuire alla valorizzazione delle aziende e del territorio.

A mio parere occorre mettere in campo tutte le competenze utili per elaborare decisioni rapide e corrette: per questo la sinergia con Confindustria Nautica sarà vincente per le nostre aziende.

Il “Miglio Blu” è un’iniziativa che riteniamo strategica per accrescere la competitività delle aziende interessate attraverso una “bandiera” da diffondere, anche internazionalmente, come riconoscimento dell’eccellenza che risiede nel nostro Golfo».

«Siamo molto soddisfatti dell’accordo stipulato con Confindustria La Spezia – dichiara Saverio Cecchi Presidente di Confindustria Nautica.

L’obiettivo è quello di incrementare il livello di collaborazione tra la due Associazioni, con il preciso intento di accrescere e valorizzare il ruolo del comparto produttivo e delle aziende in esso operanti. Metteremo a disposizione dell’Associazione territoriale dello spezzino la nostra competenza e la nostra esperienza, per sostenere le aziende del settore del diporto, e ci riuniremo puntualmente per lavorare insieme alle iniziative comuni da attivare.

Sono un uomo di sport e conosco bene il valore del lavoro di squadra. Considero fondamentale quindi la possibilità di realizzare sinergie con partner d’eccellenza come Confindustria La Spezia volte a perseguire obiettivi condivisi e mirati come quello del Miglio Blu e altri ancora a promozione e sostegno del nostro comparto».

Il cluster marittimo chiede al Governo di valutare l’istituzione di un Ministero del Mare

Roma‐ Il cluster marittimo guarda con grande attenzione all’attuale situazione politica del Paese ed auspica che nell’ambito della riorganizzazione dell’esecutivo venga tenuto in debita considerazione il ruolo dell’economia del mare per il Paese. “Siamo consapevoli – afferma Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare e di Confitarma ‐ di come possa risultare complesso in questo momento valutare le istanze dei numerosi comparti della nostra economia. Cionondimeno, il mondo del mare ritiene che proprio in momenti di cambiamento come questi possano essere colte importanti opportunità per salvaguardare gli interessi del Paese in un settore d’importanza strategica quale è quello marittimo”.

Trasporti marittimi, cantieristica, pesca, nautica da diporto, porti e terminal industria delle estrazioni, ricerca e tutela del territorio, oltre alle attività connesse dell’indotto, quali assicurazioni, intermediazione, servizi logistici, scuole nautiche nonché attività sportive e ricreative. “Un mondo ‐ sottolinea il Presidente Mattioli – che annualmente produce beni e servizi per un valore di 34 miliardi di Euro (2% del PIL) ed acquista presso le altre branche dell’economia forniture per 20 miliardi di Euro, fornendo occupazione a 530 mila persone”.

“Pertanto – conclude Mario Mattioli ‐ in questa difficile fase di riflessione sull’assetto del Paese, il cluster marittimo chiede con forza che venga costituita un’efficace sede di coordinamento politicoamministrativo dedicata alle attività marittime: ministero del Mare o dipartimento dedicato della Presidenza del Consiglio, comunque una struttura che sappia mettere a sistema la gestione dell’intero cluster marittimo, i cui aspetti sono oggi dispersi tra diverse Amministrazioni, con danni certi per lo sviluppo loro e dell’Italia, leggendo e innovando la passata tradizione del ministero della Marina mercantile, oggi ridotto ad un’unica direzione ministeriale”.

La Ministra De Micheli insedia la Commissione di esperti per la riforma del trasporto pubblico locale

Roma. Prima riunione di insediamento questa mattina al Ministero della Commissione di studio incaricata di avanzare proposte per la riforma del trasporto pubblico locale, presieduta dal professor Bernardo Giorgio Mattarella.


All’ordine del giorno, l’organizzazione della Commissione e la suddivisione in gruppi di lavoro: le modalità di finanziamento, il sistema informativo per la raccolta di dati in tempo reale, l’analisi della domanda e la programmazione dei servizi, l’analisi industriale del settore, l’affidamento dei servizi, la digitalizzazione dei servizi e mobility as a service, le tecnologie di alimentazione alternativa, la tutela dell’utenza, queste le aree tematiche per ciascun gruppo.


“Abbiamo la necessità di ridefinire – ha ricordato la Ministra De Micheli – il quadro normativo del rapporto tra Stato e Regioni del trasporto pubblico locale e soprattutto i criteri di gestione del servizio rispetto ai nuovi bisogni di spostamento delle persone. Anche in considerazione degli ingenti investimenti già promossi nel settore e dell’iniezione di importanti risorse aggiuntive per investimenti per l’efficientamento di un sistema sostanzialmente fermo alle regole del 1997. Ricordo che abbiamo già assegnato 8 miliardi e mezzo per finanziare progetti urbani di trasporto rapido di massa e per il rinnovo del parco mezzi e con il Recovery plan ne saranno disponibili altri 10 per la mobilità sostenibile e le ferrovie regionali”.


Tra gli obiettivi della riforma, un quadro normativo aggiornato in relazione agli aspetti economici-finanziari, anche nella prospettiva dell’attuazione del federalismo fiscale. Inoltre sarà necessario sviluppare modelli di integrazione intermodale dell’offerta di trasporto pubblico a livello locale e regionale nel perseguimento dell’obiettivo della mobilità as a service, individuando ogni possibile forma di efficientamento e razionalizzazione anche attraverso l’attuazione dei costi standard. Infine, occorre definire criteri uniformi per la ripartizione dei contributi statali per il settore del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento all’esigenza di garantire livelli adeguati dei servizi su tutto il territorio nazionale.


Il prossimo passo per la Commissione composta da esperti della materia e dai rappresentanti istituzionali dei soggetti pubblici coinvolti nell’offerta di mobilità pubblica sarà l’audizione, entro il prossimo mese, delle imprese erogatrici del servizio, delle organizzazioni sindacali, dell’associazione degli utenti e degli stakeholder.
Si allega il Decreto di nomina degli esperti, cioè il n.2 del 04.01.2021 e non il refuso n.2 2012.


Con tale decreto la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, istituisce una Commissione di studio incaricata di avanzare proposte per la definizione del quadro normativo in relazione agli aspetti economici-finanziari del trasporto pubblico locale e criteri uniformi per la ripartizione dei contributi statali.


La Commissione ha tre mesi di tempo dalla data di insediamento per produrre una relazione ed eventuali proposte di modifiche normative e strumenti di raccordo tra Stato, Regioni, e Autonomie locali.  Le attività della Commissione saranno svolte a titolo gratuito, senza oneri per l’amministrazione pubblica.

Shipping industry demands vaccine priority for seafarers amid renewed crew change struggles

L’ICS sta sollecitando i Governi ad inserire i marittimi e i lavoratori del mare tra le categorie prioritarie nella lista delle vaccinazioni e di designare i marittimi come lavoratori chiave, per evitare il ripetersi della “crisi del cambio dell’equipaggio (crew change) ” del 2020.

ICS chiede che i governi, che ancora una volta, a causa delle mutazioni del Covid-19 stanno imponendo limitazioni ai viaggi, riconoscano il ruolo vitale che i marittimi svolgono nella catena di approvvigionamento globale. Lo shipping è consapevole del fatto che i marittimi sani e vaccinati sono fondamentali per mantenere i rifornimenti di beni vitali per tutti i paesi, a cominciare dalle forniture mediche come le siringhe e i dispositivi necessari per i vaccini anti-COVID-19.

Confitarma, che aderisce all’ICS in rappresentanza dell’armamento italiano, nei giorni scorsi ha scritto al Ministero della Salute per sottolineare la necessità di dare priorità alla vaccinazione a tutti i lavoratori del mondo marittimo al fine di evitare gravi conseguenze che la diffusione del virus potrebbe avere non solo per i marittimi imbarcati su navi operanti in traffici internazionali, ma anche per gli equipaggi imbarcati sui servizi di cabotaggio di collegamento con le isole, con evidenti ripercussioni negative per l’intera economia del Paese. L’accesso prioritario ai vaccini per i marittimi potrebbe finalmente risolvere in via definitiva la grave problematica degli avvicendamenti dei marittimi all’estero.

Anche ICS, infatti, sottolinea che le restrizioni legate al COVID-19 hanno costretto centinaia di migliaia di marittimi a prolungare i loro contratti di imbarco, e ciò crea forti preoccupazioni in merito alla sicurezza della navigazione, a causa sia della maggiore fatica e stress degli equipaggi, sia per le maggiori difficoltà di accedere a cure mediche.

I marittimi sono fortemente penalizzati dalla crisi dei crew change: alcuni di loro sono in mare da quasi due anni.

Se i governi non intervengono vi è la reale preoccupazione che con le nuove restrizioni il numero dei marittimi bloccati aumenti rapidamente anziché ridursi.

La diffusione di nuove varianti di COVID-19 in Brasile, Sud Africa e Regno Unito sta contribuendo a restrizioni più rigorose per il cambio di equipaggio a livello globale. Le Filippine, ad esempio, hanno esteso il divieto temporaneo di cambio di equipaggio a 35 paesi, impedendo ai marittimi stranieri di sbarcare nei porti filippini .

Il Regno Unito ha bandito i viaggiatori provenienti dal Sud America e gli Stati Uniti hanno rafforzato i requisiti di accesso. Ciò fa parte di un più ampio ridimensionamento globale sulla facilità di viaggio che l’industria marittima teme possa portare centinaia di migliaia di marittimi a diventare il danno collaterale della mancata azione da parte dei governi.

Rappresentando oltre l’80% degli armatori mondiali, ICS richiede che i governi di tutto il mondo prendano sul serio i loro doveri nei confronti dei marittimi ed evitino il ripetersi degli errori del 2020. Il comitato di esperti legali dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ha scoperto lo scorso anno che i governi avevano violato i diritti dei marittimi e non si erano conformati a diverse disposizioni della Convenzione sul lavoro marittimo durante la pandemia COVID-19.

Per garantire la sicurezza della sua forza lavoro, l’industria marittima e gli organismi, incluso ICS, sono uniti nel chiedere alla più ampia catena di approvvigionamento di agire e supportare immediatamente i marittimi. La nave media ha un mix di almeno tre nazionalità a bordo, e talvolta fino a trenta. Questo fatto rende difficile la possibilità di vaccinare per nazionalità, che è il modello attuale di distribuzione del vaccino. L’accesso prioritario ai vaccini per tutti i marittimi e protocolli chiari del “passaporto vaccinale” in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sono considerati vitali per il mantenimento del commercio globale.

Prima della sentenza dell’ILO nel dicembre 2020, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede a tutti i paesi del mondo di designare i marittimi come lavoratori chiave. Papa Francesco ha anche espresso la sua preoccupazione per i 400.000 marittimi bloccati, esortando i governi a fare tutto il possibile per porre fine alla crisi del cambio dell’equipaggio.

Mentre più di 40 paesi hanno finora riconosciuto la gente di mare come lavoratori chiave, la maggior parte delle nazioni di mare non lo ha fatto, creando una domanda crescente dall’interno dell’industria per nuove soluzioni al problema della distribuzione dei vaccini, prima che la crisi umanitaria che i marittimi affrontano peggiora.

Guy Platten, Segretario generale dell’ICS, ha commentato:

“Il vantaggio della vaccinazione di coloro che sono responsabili del trasporto del vaccino e dei DPI in tutto il mondo dovrebbe essere evidente. I governi devono classificare i marittimi come “lavoratori chiave” e dare loro un accesso prioritario al vaccino, poiché l’incapacità di far ruotare gli equipaggi dalle loro navi mette a rischio il trasferimento del materiale medico indispensabile e necessario per lo sforzo di vaccinazione globale. “Se vogliamo mantenere il commercio globale, i marittimi non devono essere messi in coda alla fila dei vaccini. I governi non saranno in grado di vaccinare i loro cittadini senza l’industria marittima o, soprattutto, i nostri marittimi “.

VITTORIA YACHTS PRENDE IL LARGO E DA’ IL VIA ALLA COSTRUZIONE DEL PRIMO MOTORYACHT DAL NOME BOW SPRIT

Nello stabilimento di Adria la cerimonia di posa della chiglia che ha sancito l’inizio lavori del primo esemplare della categoria Explorer firmato Sergio Cutolo

Adria (Ro)-A tre mesi dal suo varo, Vittoria Yacht procede a vele spiegate e inizia il 2021 dando il via alla costruzione del Bow Sprit, il primo motoryacht della linea Explorer.

A sancire l’inizio lavori dell’Explorer lungo oltre 50 metri e dalla stazza al limite delle 500 GT, il Keel Laying o cerimonia di posa della chiglia avvenuta ad Adria, nello stabilimento del Cantiere Navale Vittoria, alla presenza di Paolo Duò, Presidente del Cantiere Navale Vittoria, Michele Zorzenon, AD di Vittoria Yacht, e Sergio Cutolo, progettista del motoryacht.

Un rituale benaugurante di origini antiche che rappresenta il primo passo nella realizzazione del primo nascituro della categoria che la nuova divisione di Casa Vittoria prevede di terminare nel 2023.

Il Bow Sprit nato dalla matita di Sergio Cutolo è stato progettato, in partnership con Hydro Tec, per lunghe navigazioni e per il charter, e si caratterizzerà, in prima battuta, per la delfiniera di prua che ispira il nome del progetto.

“Questa giornata rappresenta per noi un traguardo – così Paolo Duò, presidente del Cantiere Navale Vittoria, intervenendo alla cerimonia- E’ la testimonianza di un evoluzione generazionale in grado di proseguire nella tradizione di innovazione e spinta verso il futuro promossa da mio nonno Luigi, fondatore dell’azienda. Quello che trent’anni fa mio cugino Fabio Duò aveva accarezzato come sogno tramite i suoi visionari progetti, sta ora prendendo forma, e non potremo esserne più emozionati. Ringrazio il team che ha lavorato al progetto negli ultimi anni. Nonostante il periodo difficile, questo è per noi uno spiraglio di luce importante, per un indotto che sarà indubbiamente rafforzato da una rinnovata visibilità internazionale.”

“Dopo quasi un secolo di esperienza in costruzioni all’avanguardia – commenta Michele Zorzenon, AD di Vittoria Yacht- vere eccellenze del settore militare, commerciale e civile, inauguriamo con orgoglio la costruzione di un nuovo tipo di mezzo, perfetto per questo momento storico. Il Bow Sprit infatti garantirà lunghe navigazioni, permetterà di raggiungere ogni punto del globo con tutti i comfort possibili, per esperienze indimenticabili.”

“L’inizio della collaborazione con un cantiere è sempre un momento di grande emozione- afferma Sergio Cutolo, progettista del Bow Sprit- ma comporta, allo stesso tempo, uno sforzo notevole per cogliere l’essenza identitaria del cantiere stesso. Se questo è vero per un cantiere che ha già una sua produzione consolidata, lo è ancor di più nel caso, come quello del Cantiere Vittoria, in cui non vi sia alcun passato riconducibile alla produzione di Yacht o imbarcazioni da diporto. Sicuramente la capacità del Cantiere di progettare e produrre mezzi veloci con elevate caratteristiche di tenuta al mare rappresentava un elemento di grande attrazione e suggeriva la creazione di una piattaforma veloce, prestazionale e sofisticata nella tecnologia. Considerazioni di carattere commerciale hanno fatto propendere la scelta verso una piattaforma più tradizionale ma, scuramente, più flessibile e adattabile alle diverse esigenze di mercato”.

Il Bow Sprit

Il motoryacht si contraddistinguerà per le linee decise e mascoline e la capacità di offrire una originale distribuzione degli spazi aperti che potranno essere agevolmente convertiti in funzione delle necessità dell’armatore. Una grande piscina situata all’estrema poppa costituirà il fulcro della zona “Beach Club”, una seconda piscina, situata sul ponte più alto, per l’intrattenimento degli ospiti per le lunghe navigazioni e una grande “coffa” situata al di sopra dell’Hard Top consentirà una visuale a 360 gradi.

Il layout si svilupperà su 5 o 6 cabine offrendo ampi spazi alla zona equipaggio che ospiterà 8 membri più il comandante. Il tender sarà ospitato in un garage sottocoperta con portellone laterale per il varo, una soluzione che consente un isolamento ancora più efficace per le cabine ospiti rispetto alla sala macchine. Un peculiare aspetto sarà rappresentato dai tender posizionati a metà nave sul piano inferiore, a cui sarà possibile accedere tramite le scale su entrambi i lati del ponte principale. Gli spazi saranno destinati ad essere utilizzati come “giardino d’inverno”, spazio apribile o chiudibile grazie a pannelli di scorrimento in vetro.

La timoneria è disegnata con una “walk-around” console e un divano anteriormente per poter osservare nella sua pienezza il panorama. Da sottolineare il sun deck con tutto il necessario per i momenti di convivialità, mentre una seconda piscina sarà sormontata da una coffa o dal piano di osservazione. Spinto da motori MTU 16V2000M61, lo yacht potrà raggiungere una velocità massima di 16 nodi, una velocità di crociera di 14 nodi e un’autonomia maggiore di 6000 miglia nautiche ad una velocità economica di 10 nodi

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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