Porto Torres: La Nautica Service Srl entra nel possesso della banchina turistica Nino Pala

La Natica Service Srl può ufficialmente operare sulla banchina turistica Nino Pala di Porto Torres

 

Venerdì 13 dicembre, ad Olbia, il presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna, Massimo Deiana, e quello del CdA della società turritana, Giovanni Salvatore Conoci, hanno firmato l’atto formale di concessione demaniale marittima.

Provvedimento che, a seguito dell’aggiudicazione provvisoria del mese di febbraio e a tutti i successivi adempimenti di legge, consentirà al nuovo concessionario di prendere possesso del bene e avviare la propria attività. A partire dai lavori di manutenzione straordinaria, di messa in sicurezza e a norma della banchina; interventi per i quali, in base all’atto concessorio, la Nautica Service avrà 90 giorni di tempo. L’importo dell’opera di riqualificazione, pari a 200 mila euro, verrà decurtato dal canone annuale dovuto all’AdSP, nella misura del 50 per cento, fino al raggiungimento dell’importo totale speso.

Il bene demaniale, per un totale di 16 mila e 850 metri quadri (comprensivi di specchi acquei, manufatto, opere pertinenziali e area parcheggio), sarà gestito dalla società di Porto Torres – dietro pagamento di una quota complessiva di canone superiore ad 1 milione e 91 mila euro – fino al 17 ottobre 2034. “Con la firma odierna dell’atto formale di concessione demaniale marittima – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – chiudiamo un lungo iter di verifica sui requisiti previsti dalla legge e consegniamo ufficialmente la banchina turistica Nino Pala alla Nautica Service Srl.

Il mio auspicio è che il nuovo concessionario possa procedere celermente con la manutenzione del bene e renderlo operativo per la bella stagione. Sono certo che la struttura potrà essere valorizzata al meglio nelle sue potenzialità, con la creazione di servizi di eccellenza che ne accresceranno l’attrattività turistica e sociale, trasformandola in un vero e proprio volano per l’intero settore della nautica da diporto del nord ovest”. M.M.

Porto di Ancona: fase valutazione su utilizzo banchine darsena Marche

Sono in corso una serie di valutazioni per definire una base solida di confronto sull’utilizzo delle banchine 19, 20 e 21 della darsena Marche del porto di Ancona, uno spazio rinnovato che sarà imprescindibilmente destinato ad uso e consumo di attività portuali, lasciando aperto lo spazio agli scenari di utilizzo ma comunque di carattere commerciale e di traffico merci e passeggeri.

I nuovi spazi disponibili per le attività portuali derivano dalla trasformazione in corso al porto, resa possibile grazie all’abbattimento dei 46 silos collocati sull’area, già ultimato quello dei 34 in concessione a Silos Granari della Sicilia srl e da effettuare quello dei 12 di Sai srl. Una decisione, questa, nata come risposta alla forte riduzione del mercato dei cereali nello scalo nella necessità di creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione. L’intervento consente di liberare un nuovo fronte di banchina di 350 metri, con un retro banchina di 33 mila metri quadrati. Per arrivare a definire la nuova destinazione delle banchine disponibili stiamo compiendo studi approfonditi, propedeutici alla scelta.

I temi trattati per arrivare ad una decisione della destinazione delle banchine 19, 20 e 21 riguardano in primis lo studio di carico massimo di resistenza sia a bordo banchina sia nel retro banchina aprendo a tutti gli scenari possibili compreso lo spostamento dei traghetti e della relativa mobilità di automobili e mezzi pesanti, in imbarco e in sbarco, che interesserà l’area, coinvolgendo naturalmente anche gli aspetti di security portuale.

A queste valutazioni, si aggiunge un’analisi dell’impatto ambientale sull’area eventualmente collegabile anche al progetto di studio della matrice ambientale, analizzato nel “Pia Ancona”. Tutti gli approfondimenti serviranno poi come base di discussione per un necessario e indispensabile confronto con tutte le istituzioni, le amministrazioni presenti in ambito portuale e gli operatori per una condivisione finale della destinazione d’uso delle banchine con l’obiettivo di rendere sempre più efficiente e funzionale il porto di Ancona.

Regione Abruzzo: Marsilio, intesa con Autorità di Sistema Portuale

Pescara-Un protocollo di intesa tra Regione Abruzzo ed Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale è stata sottoscritta, questa mattina, a Pescara, nella sede della Camera di Commercio dal presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, e dal presidente dell’Autorità, Rodolfo Giampieri. L’ottica è quella di sviluppare la trasversalità dei collegamenti merci tra la sponda tirrenica ed adriatica della penisola.

Si tratta di un’intesa che apre le porte all’istituzione della ZES, la Zona Economica Speciale che è tra le misure finalizzate ad attrarre nuovi investimenti nel Mezzogiorno permettendo così alle attività economiche ed imprenditoriali già operative ed a quelle che si insedieranno di beneficiare di speciali condizioni. Tuttavia, la ZES può essere costituita autonomamente da una Regione solo se dispone di un hub portuale nel quale transiti almeno un millesimo del traffico merci europeo e cioé 2 milioni 750mila tonnellate.

“Intendiamo rafforzare il ruolo dell’Abruzzo all’interno della programmazione strategica delle infrastrutture con l’Autorità portuale di Ancona – ha dichiarato il presidente Marsilio -. Si tratta di un impegno importante – ha proseguito – che ha la finalità di acquisire, anche da parte dell’Autorità portuale di Ancona, una piena adesione alla strategia delle infrastrutture abruzzesi.  L’obiettivo è quello di ottenere, per il tramite del governo nazionale, il riconoscimento in Europa dell’estensione dei Corridoi della mobilità europea anche lungo la costa adriatica e lungo l’asse trasversale tirreno-adriatico. Questo significa unire Roma a Pescara e i porti di Civitavecchia e Ortona e questo passaggio è fondamentale – ha concluso – per rafforzare l’ambizione  dell’Abruzzo di entrare, a pieno titolo, nel sistema delle infrastrutture della mobilità europea”.

In precedenza, Regione ed Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale hanno sottoscritto accordi funzionali a rafforzare proprio il Corridoio transmediterraneo e ad incrementare i collegamenti tra i porti di Civitavecchia ed Ortona.

L’accordo odierno, fermo restando che Ancona è l’unico porto dell’Adriatico centrale rientrante nelle reti core (quelle centrali da completare entro il 2030) e comprehensive (quella globale il cui completamento è previsto entro il 2050) e parte del corridoio SCANMED, consente, in relazione alle connessioni ferroviarie stradali ed ai  nodi logistici del territorio, di includere nella rete comprehensive le seguenti infrastrutture: le autostrade A14, A24 e A25, come anche l’infrastruttura del cosiddetto Quadrilatero, la linea ferroviaria Falconara-Orte e la Pescara-Roma, gli interporti di Jesi e Val Pescara e gli aeroporti di Falconara e Pescara. All’incontro era presente anche il presidente della Camera Commercio di Chieti-Pescara, Gennaro Strever.

Brindisi e la sua stella polare … di terra

Brindisi. Ancora una volta questa città è oggetto forse di scambi politici per le prossime elezioni, visto che progetti d’infrastrutture utili allo sviluppo dell’intero sistema aero-portuale (vedasi progetto dello shuttle e le non fermate a Brindisi della “freccia rossa”). Una città, dormiente che si lascia governare da twitter di propaganda verso il “bene comune” – virtuale -  e non da un programma semplice da attuare.

Sicuramente, in questi giorni, la città, tutta presa dall’algoritmo Nato/Israeliano del pre-post bomba, sta trascurando il proprio essere città di mare e portuale. Il Porto di Brindisi si appresta a voltare pagina: o rimane un “museo” della rappresentanza storica o si propone e s’impone di essere una  “gate way” mediterranea del trasporto merci e/o persone che possa dare sviluppo occupazionale al proprio territorio. Fra giorni, il Comitato di gestione dell’AdSPMAM discuterà argomenti che interesano il Porto di Brindisi.

Saranno prese importanti decisioni in merito allo sviluppo del Porto di Brindisi: la realizzazione dei sistemi di ormeggio (briccole) per permettere alle navi ro-ro di attraccare in sicurezza; area relativa al terminal “Il Mondo”, di bagni pubblici non conformi alla storia, dell’altezza di un tensostatico come impedimento ai voli aerei e soggetto a trombe d’aria, progetti dell’ASI ed altro, con il “nuovo”parere negativo – altalenante -  del Provveditorato per le Opere Pubbliche. Progetti che riguarderanno infrastrutture per la possibilità di rendere possibile la mobilità e il trasporto di persone e/o cose. La parola “infrastruttura” impone qualche riflessione: sono (infra) strutture che stanno sotto/dentro un territorio, in questo caso portuale, che serve per fornire servizi utili a realizzare una funzione portuale.

Ricordo che appena lo scorso nove aprile di quest’anno, la Giunta Rossi ha beneficiato del suo “consiglio” monotematico sul Porto di Brindisi: fu approvato all’unanimità un o. d.g. che impegnava Sindaco e Giunta a semplificare rapporti con l’AdSPMAM al fine di  procedere rapidamente a sbloccare l’iter burocratico per la realizzazione di importanti infrastrutture. Tutto il deliberato del Consiglio Comunale non è servito a niente, alla faccia di una maggioranza politica e di un’opposizione, perché tutti i progetti o quasi relativi alla portualità brindisina segnano il passo, mentre altre realtà della Regione Puglia diventano sempre più competitive.

E allora un’altra riflessione: Chi forma un territorio, il popolo o una Giunta comunale, un Sindaco, un Assessore o un Delegato del Sindaco in seno al Comitato di gestione portuale? Sicuramente al Popolo e non altri; anche se sono rappresentanti di parte politicamente relativa! A chi servono queste decisioni non conformi al deliberato di Consiglio Comunale? Chi si vuole servire? E soprattutto queste posizioni non concordate che non generano sviluppo chi le pagherà? Servono ai cittadini di oggi o a quelli di domani?

E nel frattempo che si fa? Ci si mette in coda alle tante crisi di un territorio martoriato da una politica incapace di responsabilità nelle scelte. Scelte di “safety” marittima obbligate, invece, saranno prese per garantire un servizio tecnico-nautico preservando una funzione portuale. Poi si passeggerà per il lungo water front portuale di Brindisi a guardare la “stella polare”, l’Alfa Ursae Minoris, quella si che serviva ai naviganti per determinare la rotta e la propria posizione. Forse l’abbiamo persa di vista? 

 

Abele Carruezzo

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La Spezia Container Terminal S.p.A. – LSCT: replica ai sindacati su modifiche reparto dogane LSCT

Leggiamo il comunicato emesso dall’ufficio stampa e comunicazione di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e ripreso da alcune testate online.

La Spezia Container Terminal S.p.A. – LSCT precisa che dell’avvio della procedura di licenziamento, che riguarda un caso specifico dell’ufficio doganale del terminal, alla luce dei nuovi assetti organizzativi nel porto di La Spezia e nel retroporto di Santo Stefano Magra, ne è stata data informazione alle RSA.

Comprendendo le difficoltà umane di chi ha per anni lavorato in questa funzione, confermiamo che il caso specifico non può essere in alcun modo generalizzato e riguarda una sola unica persona.

Si chiede a tutti i soggetti ufficialmente coinvolti di non strumentalizzare una situazione che non rappresenta la realtà dell’azienda LSCT le cui relazioni industriali sono, come sempre, orientate alla massima collaborazione e correttezza tra le parti.

Elementi che hanno fatto di questo terminal uno dei più efficienti in Europa e non solo.

Apre Vado Gateway, cambia la logistica del Nord Italia

Inaugurato oggi il nuovo terminal container di Vado Ligure di APM Terminals un’infrastruttura moderna ed unica in Italia nel suo genere per servizi e tecnologie,  dal “piazzale automatizzato” al sistema di “appuntamenti” per i camion

Vado Ligure (Savona) – È stato inaugurato oggi con una cerimonia alla presenza di tutti i dipendenti e di varie autorità nazionali e locali Vado Gateway, il nuovo terminal container di APM Terminals.

Si tratta della più importante infrastruttura portuale realizzata in Italia da decenni a questa parte, che va a completare un investimento complessivo di circa 450 milioni di euro, di cui 180 milioni da parte di APM Terminals, 43 dei quali in project financing. Il committente dell’opera è l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che ora ne affiderà la gestione proprio ad APM Terminals per i prossimi 50 anni.

All’inaugurazione hanno partecipato e sono intervenuti il sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sen. Salvatore Margiotta, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’Ammiraglio Nicola Carlone, Comandante Capitaneria di Porto Direzione Marittima della Liguria, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, il sindaco di Vado Ligure Monica Giuliano, il Chief Executive Officer di APM Terminals Morten H. Engelstoft, l’amministratore delegato di APM Terminals Vado Ligure Spa Paolo Cornetto e l’on. Franco Vazio.

I PROTAGONISTI

La Holding a capo di APM Terminals Vado Ligure Spa, la società italiana che gestisce Vado Gateway, è composta da APM Terminals col 50,1%, insieme ai cinesi Cosco Shipping Ports col 40% e Qingdao Port International, con il 9,9%.

APM Terminals è una multinazionale con sede centrale all’Aia, in Olanda, attiva nella gestione di terminal container. Fondata nel 2001 come divisione separata e indipendente dal gruppo danese AP Moller-Maersk, marchio globale leader nei trasporti e nella logistica, APM Terminals è oggi tra le principali società terminalistiche al mondo, con una rete di 74 terminals operativi, distribuiti in 58 Paesi, al servizio di oltre 60 compagnie di navigazione. Oltre a Vado Gateway, la società ha altri nuovi progetti di terminal in fase di sviluppo nel mondo, dove attualmente conta circa 22 mila dipendenti.

CARATTERISTICHE E DOTAZIONI

Vado Gateway è un terminal semi-automatizzato e va a potenziare in modo significativo la competitività del sistema portuale ligure ed italiano.  Inizialmente potrà operare su una prima parte di banchina di 450 metri, ma già dal luglio 2020 si potranno sfruttare tutti i 700 metri che la compongono.

Con fondali a filo banchina di 17.25 metri e un’altezza di ben 4.5 metri sopra il livello del mare, Vado Gateway potrà accogliere ed operare senza limitazioni anche le “grandi navi” di ultima generazione (ULCS – Ultra large container ships).

Vado Gateway conta inoltre su una serie di dotazioni all’avanguardia ed in particolare su una flotta di gru che operano grazie alle più moderne tecnologie.

Il piazzale (“yard”) per il deposito e la movimentazione dei container è il primo in Italia ad essere completamente automatizzato: le gru “di piazzale” ARMG (Automatic Rail Mounted Gantry cranes), opereranno infatti in modo autonomo e saranno supervisionate “in remoto” da operatori altamente specializzati. Questo consentirà di garantire anche i più elevati standard di sicurezza nel settore, dal momento che nessuna persona potrà essere fisicamente presente in quest’area specifica durante la movimentazione. L’accesso al piazzale sarà possibile soltanto per attività di manutenzione durante il fermo delle gru.

I container che sbarcheranno a Vado Gateway saranno immediatamente registrati da una videocamera dinamica installata sulle gru “di banchina” (STS, ship-to-shore), mezzi con operatore a bordo che inviano le informazioni al sistema operativo del terminal (TOS – Terminal Operating System). Il TOS, molto avanzato e completamente integrato con tutte le altre apparecchiature, consente di rintracciare in qualsiasi momento la posizione di ogni singolo container.

La movimentazione dei container dalla banchina alle aree di scambio interne, da qui al piazzale e quindi alle aree di scambio con il trasporto stradale (exchange grid) avverrà infine attraverso l’impiego delle gru “a cavaliere” (straddle carriers), mezzi ad alimentazione ibrida con operatore a bordo, che ricevono istruzioni direttamente dal TOS.

Vado Gateway disporrà infine di uno dei sistemi di accesso per i camion tra i più tecnologici d’Italia. L’arrivo al terminal avviene infatti grazie alla presenza di 14 corsie reversibili ad alto contenuto di automazione, necessario per la gestione dei flussi attraverso un sistema di “appuntamenti” denominato Truck appointment system. Gli autotrasportatori che arrivano al cancello di accesso avranno precedentemente prenotato il loro arrivo e ricevuto conferma attraverso un’interfaccia web collegata ai sistemi informatici. Una volta arrivati in porto, attraverseranno un lettore ottico in grado di riconoscere il trasportatore grazie alla targa del mezzo ed al numero del contenitore.

IL MERCATO DI RIFERIMENTO

Vado Gateway collegherà i mercati di Nord Italia, Svizzera, Germania e Francia nord-orientale con il resto del mondo e si inquadra come uno dei terminali marittimi della “Nuova Via della Seta”.

Il nuovo terminal si è già assicurato il supporto di due nuove importanti linee marittime di Maersk. A partire dal febbraio 2020 infatti le navi del servizio ME2, che collega il Mediterraneo con il Medio Oriente e l’India, e del servizio MMX, che collega il Mediterraneo col Canada, faranno scalo a Vado Gateway.

APM Terminals Vado Ligure Spa controlla anche l’attiguo Reefer Terminal di Vado Ligure, il più grande hub per la logistica della frutta nel Mediterraneo. Il sistema portuale Vado Gateway-Reefer Terminal favorirà sinergie di servizi, traffici e clienti a livello internazionale.

La capacità di Vado Gateway a regime sarà di circa 900 mila TEUs all’anno, che uniti ai 250 mila teus del Reefer Terminal faranno di Vado un porto in grado di superare il milione di TEUs complessivi l’anno.

OCCUPAZIONE

Significativo l’impatto occupazionale: tra poco più di un mese, finiti gli ultimi corsi, i dipendenti saranno circa 390 fra Vado Gateway (240) e Reefer Terminal (150).

A fine 2020, quando il completamento del Terminal sarà pienamente realizzato, gli occupati di Vado Gateway saliranno a circa 300.

Un numero elevato di lavoratori che operano a Vado Gateway è stato assunto grazie a programmi di formazione e riqualificazione specifici per disoccupati, andando così a dare nuove opportunità in un territorio, quello del savonese, che nel recente passato è stato pesantemente colpito dalla crisi industriale e che ha assistito alla chiusura o al ridimensionamento di diverse grandi aziende.

AMBIENTE E SOSTENIBILITÀ

Di grande rilievo l’ambizione sull’intermodalità: l’obiettivo dichiarato di APM Terminals infatti è di movimentare via ferrovia il 40% dei contenitori. Inizialmente saranno 5 i treni settimanali che da Vado raggiungeranno vari snodi intermodali nel Nord e Nord Est del Paese, fra cui Milano e Padova, ma il loro numero è destinato a salire progressivamente.

CRONOLOGIA ESSENZIALE DEL “PROGETTO VADO”

2005 – Il terminal è previsto nel Piano Regolatore Portuale di Vado Ligure. Pubblicazione del bando europeo di interesse  2007 –  Pubblicazione bando europeo di project financing  2008 – Costituzione della società APM Terminals Vado Ligure Spa. Aggiudicazione del bando di costruzione e gestione e firma della convenzione 2009 – Approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale  2011 – Approvazione progetto definitivo. Firma “Patto di Legalità” con la Prefettura di Savona e l’Autorità Portuale  2012– (luglio) inizio lavori civili 2015 – Avvio studio di variante progettuale. Ingresso APM Terminals, che acquisisce Reefer Terminal Spa 2016 – (novembre) ingresso dei soci cinesi Cosco Shipping Ports e Quingdao Ports International in APM Terminals Vado Ligure Spa 2017 – Approvazione del Progetto di variante da parte della Conferenza dei servizi LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Paolo Cornetto, amministratore delegato di APM Terminals Vado Ligure Spa, non nasconde la propria soddisfazione: “Siamo orgogliosi di avere portato a termine questa fase ‘di progetto’, e poter finalmente cominciare ad operare il nuovo terminal. È stata una lunga attesa, abbiamo dovuto affrontare molte difficoltà, ma sono grato ai miei colleghi ed alla mia azienda per avere sempre continuato a crederci. Ora dovremo essere bravi e garantire ai clienti un servizio di eccellenza. Ci sono ancora molte partite aperte sulle infrastrutture esterne che devono essere portate a termine. Mi auguro che non si esaurisca la grande determinazione di tutte le istituzioni che ci ha consentito di arrivare a questo giorno: Vado Gateway dovrà poter contare su infrastrutture efficienti per poter esprimere tutto il suo potenziale nei prossimi anni”.

Morten H. Engelstoft, chief executive officer di APM Terminals aggiunge: “Rafforzare la nostra presenza a Vado Ligure conferma il nostro forte impegno nella regione e l’importanza del ruolo che ricopre nello scacchiere logistico europeo. Vado Gateway è una parte importante della strategia globale di AP Moller-Maersk di diventare un’azienda logistica sempre più integrata, che mette in connessione e semplifica il commercio globale per aiutare i nostri clienti a crescere e svilupparsi”.

Secondo il sindaco di Vado Ligure, Monica Giuliano “L’inaugurazione del nuovo terminal rappresenta per il nostro territorio la nascita di un nuovo modello di sviluppo economico che ha quale fondamento il mare. Abbiamo superato una fase di decrescita e desertificazione industriale grazie all’impegno delle istituzioni locali e degli operatori coinvolti. Ora l’auspicio è che il nuovo cammino possa rigenerare territori e occupazione premettendo il perseguimento di un binomio indissolubile tra benessere sociale e sviluppo produttivo”.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini commenta così: “L’inaugurazione di Vado Gateway è l’occasione per ringraziare tutti quanti hanno collaborato per dare concretezza a questo ambizioso progetto, a cominciare dallo staff di APM Terminals e dell’Autorità Portuale. Grazie ad un lavoro lungo 15 anni oggi il porto di Vado Ligure può vantare il terminal container più avanzato per tecnologia nel Mediterraneo.  A pochi giorni dall’apertura del rinnovato terminal crociere di Savona, è una soddisfazione particolare testimoniare il grande rafforzamento degli scali di ponente, che contribuiscono in modo determinante a migliorare l’efficienza e la capacità del sistema portuale ligure e nazionale. In vista dell’apertura commerciale e della piena operatività del terminal siamo tutti impegnati ad assicurare l’integrazione del Vado Gateway con la rete di trasporto autostradale e ferroviaria nazionale. Questa è la sfida chiave perché i nostri porti e i nostri operatori possano mettere a frutto tutto il loro potenziale al servizio dell’economia del nostro Paese e dell’Europa”

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, aggiunge: “La giornata di oggi simboleggia la Liguria che non si arrende e che, nonostante le difficoltà, continua a guardare al futuro. La piattaforma di Vado darà lavoro da subito a 390 persone, di cui oltre 70 formate con il progetto “Blue economy” di Regione Liguria, a dimostrazione di come la formazione mirata e specifica in linea con le esigenze delle aziende e del mercato dia risultati concreti e aiuti i nostri giovani a trovare occupazione. La nostra regione, con i suoi porti, è già la principale piattaforma logistica del Mediterraneo: il taglio del nastro della nuova piattaforma di Vado Ligure potenzia la nostra capacità di movimentazione e conferma il settore marittimo come quello più strategico e nodale per il sistema Liguria”.

Salvatore Margiotta senatore e sottosegretario al Mit, conclude: “La scelta del Project financing compiuta nel 2005 si è rivelata efficace, e sia pur con tempi italiani un po’ troppo lunghi, la struttura è diventata realtà. Ad APM va riconosciuta determinazione e pazienza. Mi piace sottolineare che – caso raro – il contributo pubblico si è ridotto da 300 a 270 milioni. Non si poteva inoltre immaginare un terminal senza una forte componente ferroviaria, e per questo l’atto di Concessione del 2008 impone l’uso della Modalità ferroviaria per il 40% del volume movimentato. L’RTI che lo gestisce – Serfer e Trenitalia Cargo – se ne farà carico assicurando un servizio all’altezza della sfida.  Per quanto riguarda il trasporto su gomma, resta ancora da realizzare il casello autostradale di Bossarino; autostrade dei fiori sta completando la progettazione definitiva con l’obiettivo di arrivare entro la fine 2020 all’appalto dell’opera.  Il Governo farà la Sua parte di stimolo, di controllo e vigilanza affinché l’obiettivo sia colto nel più breve tempo possibile”.

PRESENTATO AL CNEL IL VI RAPPORTO SULL’ECONOMIA DEL MARE E LO TUDIO SUI CINQUANT’ANNI DI ECONOMIA MARITTIMA IN ITALIA

PRESENTATO AL CNEL IL VI RAPPORTO SULL’ECONOMIA DEL MARE E LO TUDIO SUI CINQUANT’ANNI DI ECONOMIA MARITTIMA IN ITALIA

IL CLUSTER MARITTIMO ITALIANO PRODUCE BENI E SERVIZI PER 34,3 MILIARDI DI EURO (PARI AL 2% DEL PIL NAZIONALE) E DÀ LAVORO A 529MILA ADDETTI 20,5 MILIARDI DI EURO L’ANNO SPESI IN ACQUISTI DI BENI E SERVIZI DAL CLUSTER MARITTIMO
MARIO MATTIOLI “L’ECONOMIA MARITTIMA È COME UN ICEBERG: SI PERCEPISCE SOLO UN OTTAVO DELLA SUA IMPORTANZA”


Roma – Per celebrare i venticinque anni dalla sua istituzione, il 12 dicembre la Federazione del Mare ha organizzato presso il Cnel la presentazione del VI edizione del Rapporto sull’economia del mare realizzato con il Censis, che aggiorna i dati e ne amplia l’analisi all’Europa (a cura di Cogea) e al Mediterraneo (a cura di Srm-Gruppo Banca Intesa), abbinata alla presentazione dello studio “Cinquant’anni di economia marittima in Italia: evoluzione e prospettive tra XX e XXI secolo” realizzato sempre dal Censis con il contributo di Federazione del Mare, dei gruppi d’Amico e Grimaldi e di UcinaConfindustriaNautica.

La manifestazione è stata presieduta da Tiziano Treu, presidente del CNEL, e da Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare. Tiziano Treu, nel ricordare che sin dal 1996 la Federazione del Mare ha scelto la sede del Cnel per presentare il Rapporto sull’Economia del Mare, giunto quest’anno alla sua sesta edizione, ha sottolineato che “il valore prodotto dall’economia del mare e la sua importanza socio-economica con le significative ricadute occupazionali del cluster marittimo, sia dirette che indotte nel resto dei settori della nostra economia, sono fattori indispensabili per lo sviluppo del Paese”.

“Il Rapporto evidenzia il rilievo strategico del settore marittimo e, sulla base di un attento esame dei dati, conferma lo sviluppo e i successi raggiunti, indicando anche le sfide che si devono affrontare sia in Europa che nel Mediterraneo, in una fase storica particolarmente delicata come è quella attuale”. “Da non dimenticare – ha aggiunto il presidente del CNEL – che questo settore è trasversale a molti altri ed in alcuni casi indispensabile”.  Il presidente Treu ha ribadito che, per concretizzare le opportunità, è fondamentale investire in logistica e sui porti, nodi strategici del sistema infrastrutturale italiano, sia a livello locale che nazionale, ed ha ricordato che proprio per questo il CNEL ha presentato 3 disegni di legge sulla logistica, nati da un lungo ciclo di audizioni con le 34 organizzazioni più rappresentative.

“Puntare sul sistema logistico legato all’economia del mare – ha concluso Treu – significa rafforzare l’offerta del nostro Paese sul fronte dell’esportazione oltremare e del turismo crocieristico. Quindi favorire lo sviluppo anche a livello dei territori”. “Quella legata al mare è una realtà che per il suo rilievo e la sua integrazione richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo – ha affermato Mario Mattioli – questione quanto mai sentita tra i soggetti pubblici e privati che in essa operano da quando le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più dicasteri, compromettendo le possibilità di elaborazione di una politica nazionale del settore e di una sua promozione in ambito europeo”.

Il settore marittimo è infatti fortemente regolato, sia a livello internazionale, sia europeo e nazionale. “Non a caso un deciso processo di ammodernamento normativo ne ha assicurato la competitività e favorito lo sviluppo, con le riforme del sistema portuale nel 1994 e nel 1998 della navigazione mercantile internazionale. Tali riforme hanno liberato risorse e portato ingenti investimenti, con ricadute positive per tutto il cluster marittimo.

Basti dire che l’Italia ha la 5^ flotta di bandiera tra le maggiori economie riunite nel G20 (la 2^ tra quelle occidentali), la 1^ nel mondo di navi RoRo, per lo più impiegate nel cabotaggio marittimo e sulle “autostrade del mare”, la 5^ di navi-cisterna speciali per prodotti petroliferi; il sistema portuale italiano è stato a lungo il 1° in Europa per volumi di merce trasportata (oggi è il 3°), e resta il 1° in Europa per movimento di navi da crociera e di croceristi; abbiamo la leadership mondiale nella costruzione di navi da crociera e mega-yacht; la nostra flotta da pesca è la 2^ del Mediterraneo ed è in grande sviluppo l’acquacoltura; è in crescita la formazione marittima, specie per i quadri ufficiali, e l’occupazione; aumentano anche nel settore marittimo gli investimenti nella tutela dell’ambiente.

“L’impatto delle attività legate al mare va ben oltre gli aspetti più strettamente legati alla loro dimensione logistica e tocca direttamente l’intero apparato produttivo nazionale, agricolo e industriale – ha aggiunto il presidente della Federazione del Mare – tanto che al cluster marittimo vengono attribuiti beni e servizi per un valore pari al 2% del PIL complessivo e al 3,5% della sua componente non statale, con acquisti di beni e servizi nel resto dell’economia italiana che sfiora annualmente i due terzi del valore prodotto dalle stesse attività marittime.

“L’auspicio della Federazione – ha concluso Mattioli – è quindi che anche in Italia, accanto al rafforzamento dell’attenzione dedicata al mare, si giunga all’istituzione di un’unità amministrativa specifica con poteri di coordinamento, in modo che una catena di comando  ben integrata porti ad una maggior efficacia nell’adozione e nell’attuazione delle decisioni in campo marittimo (tra queste in primis una semplificazione burocratica) e sia in grado di farlo in tempi conformi agli standard europei e internazionali caratteristici di questo mondo”. Il VI Rapporto sull’economia del mare è stato illustrato da Marco Baldi e Andrea Amico (Censis) per la parte relativa all’Italia, Alessandro Pititto (Cogea) per l’Europa e Alessandro Panaro (SRM) per il Mediterraneo.  In allegato si riporta una sintesi dei tre studi che compongono il VI Rapporto sull’Economia del Mare.

Nella seconda parte della mattinata si è svolta una tavola rotonda incentrata sullo studio “Cinquant’anni di economia marittima in Italia: evoluzione e prospettive tra XX e XXI secolo” che rappresenta un significativo affresco storico, mettendo a fuoco il ruolo imprescindibile dell’industria armatoriale italiana nell’equilibrio produttivo del Paese, riscostruendo il valore economico e occupazionale della nostra cantieristica e descrivendo l’evoluzione della portualità nazionale nel sistema trasportistico europeo e negli scenari della globalizzazione, come di quella della nautica da diporto e della pesca..

Sono intervenuti alla tavola rotonda, condotta da Giorgio De Rita, segretario generale del Censis: Lucio Caracciolo (Limes), Francesco Dandolo (Università di Napoli), Luigi Giannini (Federpesca), Carlo Lombardi (Federazione del Mare), Roberto Perocchio (Ucina), Giovanni Pettorino (Comandante generale Corpo Capitanerie di Porto – Guardia Costiera), Gianpaolo Polichetti (Grimaldi Lines). “Se si guarda all’Italia della fine degli anni Sessanta e la si confronta con l’attuale – ha concluso Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare – si può tranquillamente affermare che in questi cinquant’anni moltissimo (forse quasi tutto) è cambiato, almeno sul piano politico-sociale ed economico.

Quello che ritroviamo invariato è però certamente il fatto che, oggi come allora, in Italia riveste un ruolo strategico ai fini dello sviluppo la nostra economia marittima, date le ampie dimensioni sue e del suo indotto, il ruolo importante che riveste il mare per la logistica delle persone e delle merci, la pronunciata dipendenza dagli approvvigionamenti marittimi dell’industria manifatturiera, il forte turismo crocieristico e nautico, il ruolo della pesca, la prevalente natura peninsulare del territorio, la rilevanza delle città di mare. Di qui il grande interesse della Federazione del Mare per il progetto del Censis di approfondire il nesso tra le attività marittime nazionali e il nostro sviluppo socio-economico.

Un interesse che si è tradotto in realtà anche grazie alla partecipazione dei gruppi armatoriali d’Amico e Grimaldi e di Ucina – Confindustria Nautica, trovando poi un’ulteriore motivazione con il Venticinquennale della Federazione stessa”. “Diceva Hemingway di basare la sua attività sul principio dell’iceberg di cui solo un ottavo è visibile ma la cui stabilità si fonda sui sette ottavi che non si vedono. Siamo convinti che libri come questo aiutino a dare fondamento nella coscienza di tutti all’idea dell’importanza del mondo marittimo per il nostro Paese e il suo sviluppo”.


VI RAPPORTO DELL’ECONOMIA DEL MARE

Il cluster marittimo italiano si conferma uno dei settori più dinamici dell’economia italiana. In tre anni (2015-2017) è cresciuto in valore del 5,3%, contribuendo al PIL nazionale per 34,3 miliardi di euro. Anche l’occupazione diretta è cresciuta (del 5,7% complessivamente) e il cluster assorbe oggi un’occupazione complessiva (tra addetti diretti ed indotto) pari a circa 529mila unità di lavoro (il 2,2% della forza lavoro del Paese). Il cluster marittimo industriale mantiene un notevole equilibrio tra le sue componenti. In termini di valore della produzione il 41,9% è attribuibile ai trasporti marittimi (12,3 miliardi di euro), il 22,1% alla logistica portuale e servizi ausiliari (6,5 miliardi di euro), il 20,7% alla navalmeccanica (6,1 miliardi di euro), il 9,4% alla cantieristica da diporto (2,8 miliardi di euro), il 5,8% alla pesca (1,7 miliardi di euro).

Il 78,9% del valore generato viene dalle attività produttive in senso proprio (il trasporto marittimo, la cantieristica navale e da diporto, le attività logistiche portuali, la pesca); il 13,6% è generato invece da attività istituzionali (Marina Militare, Guardia costiera, Capitanerie di porto, Autorità portuali). A ciò si aggiunge un ulteriore 7,5% determinato dalle spese sul territorio nazionale di diportisti e croceristi. L’impatto sull’economia italiana delle attività marittime va oltre gli aspetti più strettamente legati alla loro dimensione trasportistica e coinvolge direttamente anche i settori produttivi, manifatturieri e terziari, dell’economia. Il cluster marittimo industriale spende annualmente in acquisti di beni e servizi circa 20,5 miliardi di euro.

A livello più generale, le attività marittime presentano un elevato livello di integrazione con il resto dell’economia nazionale. Lo dimostra il fatto che ogni 100 euro investiti dai soggetti del cluster marittimo generano un effetto moltiplicatore di 226 euro, mentre ogni 100 nuovi posti di lavoro nelle attività marittime ne determinano 173 nell’economia. Per quanto concerne la ripartizione dell’occupazione diretta, il 33,3% è impiegata nei trasporti marittimi, il 22,3% nella logistica portuale e servizi ausiliari, il 19,7% nella pesca, il 15,9% nell’industria navalmeccanica e l’8,8% nella cantieristica da diporto. Negli ultimi 3 anni considerati (2015-2017) il valore della produzione è cresciuto soprattutto nella navalmeccanica (+9,5% ma +46,2% considerando solo la cantieristica navale maggiore) nella cantieristica da diporto (+14,2%) e nella logistica portuale (+5,7%).

Per contro, l’occupazione ha mostrato i trend evolutivi più significativi nel trasporto marittimo (+8,1%) e nella logistica portuale (+6,3%).  Il valore della produzione per unità di lavoro nel cluster marittimo è di circa 206.000 euro/anno, con una produttività di 259.000 euro nei trasporti marittimi, 204.000 nella logistica portuale, 269.000 nell’industria navalmeccanica (che nei cantieri maggiori è quasi 500.000 euro), 220.000 nella nautica da diporto e 61.000 nella pesca. Valori significativamente superiori a quelli delle grandi branche economiche nazionali di riferimento: trasporti e magazzinaggio 165.000 euro per addetto, industria manifatturiera 282.000 euro per addetto e agricoltura 48.000 euro per addetto. Anche il valore aggiunto per unità di lavoro nel cluster marittimo, pari a 72.000 euro/anno, è superiore a quello di settori come le costruzioni, il commercio, il tessile e l’alimentare.


Secondo il Blue Economy Report 2019 della Commissione europea, nel 2017 l’economia blu dell’UE ha registrato 658 miliardi di euro di fatturato e 180 miliardi di euro di valore aggiunto (quindi quasi 480 miliardi di costi intermedi, cioè di acquisti effettuati negli altri settori dell’economia). Inoltre, ha dato lavoro a circa 4 milioni di persone in tutta l’UE e ha generato investimenti per 15 miliardi di euro. Come sottolinea l’European Network of Maritime Clusters (ENMC), l’organizzazione europea dei cluster marittimi, oltre ad avere un’enorme dimensione costiera e numerose città importanti il cui sviluppo è tuttora legato anche al mare, l’Europa è infatti una grande potenza marittima: l’80% del commercio estero dell’Unione europea e il 40% del suo commercio interno utilizzano la navigazione; gli armatori europei controllano quasi il 40% del tonnellaggio mondiale di naviglio mercantile; l’industria cantieristica europea è leader mondiale nella costruzione di navi da crociera e yacht di lusso; l’industria di produzione di apparecchiature e componenti marittime dell’Unione serve metà della flotta mondiale.

Tra i dati forniti dal EU Blue Economy Report 2019 si includono anche il turismo costiero e l’estrazione di idrocarburi, i quali concorrono rispettivamente per il 30% e il 14% al volume d’affari della Blue Economy e per il 54% e il 4% alla sua occupazione, dandone un’immagine parzialmente distorta se si ritiene che l’economia del mare debba includere solo le attività marittime vere e proprie (in Italia, ad esempio, questi settori non vengono analizzati in questo Rapporto). Depurati di tali voci, i dati per la Blue Economy europea sono pari a 383 miliardi di euro come fatturato e 1,7 milioni di persone come occupazione.


Nello scenario mondiale, secondo l’analisi di SRM, il Mediterraneo ricopre un ruolo strategico che, negli ultimi anni, le dinamiche economiche stanno ulteriormente consolidando: esso concentra il 20%% dello shipping globale. La crescente centralità del bacino è evidente anche dal dato dei flussi di navi portacontenitori lungo le maggiori rotte Est-Ovest, che mostra la maggiore crescita dell’Europa-Asia, aumentata ad un tasso medio annuo rispetto al 1995 dell’8,2% raggiungendo quasi 25 milioni di TEU, seguita da quella transpacifica (+5,6%) che comunque resta la più trafficata con 28,2 milioni di TEU e, infine, da quella transatlantica (+4,4%) che conta 8 milioni di TEU.  Anche il traffico di rinfuse liquide ha mostrato una buona performance per i porti europei che si affacciano sul Mediterraneo, la cui movimentazione di prodotti petroliferi greggi e raffinati nel periodo 2004-2018 è aumentata del 4%, a fronte di un 2% a livello globale.

Diverso è invece il discorso per le rinfuse solide: se nel mondo c’è stato un aumento medio annuo del 4,4% tra il 2004 e il 2018, nello stesso periodo nei principali porti del Nord Mediterraneo la movimentazione di queste merci ha registrato una riduzione del 15%. L’Italia è uno dei Paesi più importanti nel sistema del Mediterraneo, con un traffico marittimo che oscilla da tempo intorno al mezzo miliardo di tonnellate e ai 10 milioni di TEU. Nonostante qualche difficoltà nell’attrarre i grandi traffici internazionali, il nostro Paese conferma la sua leadership nello short sea shipping nel Mediterraneo con 230 milioni di tonnellate di merci trasportate, pari al 37,4% del totale, grazie anche alla presenza di grandi armatori italiani leader mondiali nel comparto.

Anche per il traffico rinfusiero il nostro Paese evidenzia una minore incidenza: negli ultimi 10 anni le movimentazioni di merci liquide sono cresciute del 23% (passando da 149,8 milioni di tonnellate del 2009 a 184 del 2018), meno dei suoi competitor europei sul Mediterraneo (Spagna: 30% e Grecia: 34%) ad eccezione di alcuni casi (Marsiglia: -25%). Per le rinfuse solide con una variazione positiva dell’11%, passando da 59,2 milioni di tonnellate del 2009 a 65,6 del 2018, è indietro rispetto a Francia (+77%), Spagna (38%) e Grecia (+13%).

Questo ristagno dipende in parte dal prolungarsi in Italia della situazione di crisi produttiva, ma nel traffico di prodotti semilavorati o finiti in container emerge chiaramente l’esigenza di cambiare approccio: si fa sempre più forte l’esigenza di politiche e un quadro normativo di supporto e flessibile, che consenta ai nostri scali di sviluppare attività logistico-industriali di sostegno a quelle portuali in senso stretto. La cooperazione fra pubblico e privato è fondamentale a questo riguardo. Va in questa direzione la normativa sulle ZES e sulle ZLS, aree collegate ai porti dove hanno luogo attività industriali e manifatturiere accanto a numerose funzioni logistiche a valore, agevolate da sburocratizzazione e da defiscalizzazione parziale o totale per i flussi export o riexport e import.

Esse costituiscono una sfida e un’opportunità per l’economia e la logistica italiana. Case study: un outlook su Turchia e Marocco. In considerazione del ruolo sempre maggiore che stanno ricoprendo all’interno delle dinamiche di sviluppo dei traffici marittimi, è stato realizzato un approfondimento su Turchia e Marocco. Si tratta di paesi che assumono un rilievo sia per la loro posizione geografica, sia per le previsioni di crescita economica, non ultimo per i legami commerciali che essi hanno con l’Italia, ma soprattutto perché caratterizzati da una filiera marittima strutturata e/o dalle forti potenzialità di sviluppo.

 

SINTESI VI Rapporto

Comune di Genova: Riqualificazione del litorale di Nervi, assemblea pubblica agli “Emiliani”

Grande partecipazione all’incontro con la cittadinanza organizzato dal Comune e dal Municipio Levante. Al centro del confronto le opere di restyling del Porticciolo, il ripristino degli accessi a mare dalla Passeggiata e gli importanti lavori di messa in sicurezza del torrente Nervi.

Auditorium del Teatro Emiliani gremito ieri sera a Nervi per l’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione civica e dal Municipio Levante.

Al centro del confronto con la cittadinanza le opere di riqualificazione del litorale nerviese che partiranno a breve, dal restyling del Porticciolo di Nervi al ripristino e razionalizzazione degli accessi a mare fino agli importanti lavori di messa in sicurezza del torrente Nervi.

Presente il sindaco di Genova Marco Bucci insieme a tre assessori della Giunta comunale: Simonetta Cenci, titolare della delega all’Urbanistica, Pietro Piciocchi che ha in capo – tra le altre – le deleghe ai lavori pubblici e alle manutenzioni e l’assessore Matteo Campora, assessore alla mobilità.

Naturalmente hanno presenziato anche le autorità del Municipio Levante, il presidente Francesco Carleo e l’assessore Federico Bogliolo.

A condurre il dibattito – cui hanno dato il proprio contributo i tecnici del Comune e i progettisti che hanno illustrato i lavori e le tempistiche degli interventi – il consigliere delegato alla partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione, Mario Baroni.

I progetti condivisi con la cittadinanza contribuiranno a cambiare in meglio il volto dell’intera delegazione per una fruizione sia da parte dei cittadini sia dei tanti turisti che visitano Genova.

Si punta su una riqualificazione della baia di Nervi e di tutta l’area tra il porticciolo e dei parchi storici, affiancata a interventi strutturali per mettere in sicurezza le zone più deboli di un territorio molto esposto a rischi idrogeologici.

Riqualificazione del Porticciolo: al posto dell’attuale piscina verrà realizzata una nuova darsena con una sistemazione a gradoni e dalle forme morbide che consentirà di raccordare la piazza del porticciolo con il mare. Nell’area verranno ospitate attività sportive e per la piccola nautica.

I lavori – importo 2 milioni e 500mila euro – partiranno a gennaio del prossimo anno

-Porticciolo, nuovo molo e nuova diga: gli interventi prevedono – per un importo di 2 milioni e 700mila euro – l’adeguamento funzionale del molo di protezione e delle banchine. In programma ci sono la sistemazione della parte esterna del molo e la realizzazione di una nuova scogliera. Prevista anche la realizzazione di una diga “soffolta” per evitare fenomeni di interramento a mare. Alla fine dei lavori verrà alla luce un nuovo molo da 34 metri per l’accosto dei traghetti. E poi verrà sistemata la parte di spiaggia per evitare fenomeni di erosione.

-Torrente Nervi: i lavori – che partiranno all’inizio del prossimo anno per un valore di complessivo 2 milioni e 400mila euro – consentiranno di mettere in sicurezza il corso d’acqua in caso di piena massima. Gli interventi consistono nella realizzazione di argine sulla sponda destra e di una parte di argine in quella sinistra. Verrà poi spostata la “briglia” a circa trenta metri dal ponte per consentire la navigabilità della parte terminale del torrente.

-Accessi a mare dalla Passeggiata: i lavori – importo 400mila euro – consistono in sistemazioni diffuse della scogliera danneggiata dalle recenti mareggiate. Ciò consentirà di rendere fruibile il tratto di mare dalla Passeggiata Anita Garibaldi. Verrà ripristinata una scala ora inagibile all’altezza di Villa Gropallo. Quest’ultimo progetto è stato realizzato all’interno delle strutture comunali.

-Restauro e valorizzazione dei Parchi di Nervi: l’obiettivo di riportare al loro antico splendore le ville Serra, Grimaldi e Gropallo. L’intervento – importo complessivo di un milione e circa 400 mila euro – consiste nella conservazione e recupero dell’impianto storico dei parchi, con la ricostruzione dei quadri visivi, la creazione delle quinte vegetali, il reinserimento degli elementi o dei gruppi isolati di alberi e la riqualificazione dei prati.

Nel corso dell’incontro sono stati toccati anche altri temi particolarmente sentiti quali la realizzazione della piscina con una sottostante media struttura di vendita in via Campostano, il Progetto urbanistico operativo ex Aura di Nervi e la destinazione della Marinella sulla Passeggiata Anita Garibaldi di Nervi.

Regione Toscana: Traffico merci, giovedì a Guasticce (Li) una firma per progettare il futuro della logistica portuale

FIRENZE – Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, Stefano Corsini, e il presidente dell’Interporto A. Vespucci, Rocco Guido Nastasi, saranno domani, giovedì 12 dicembre, a Guasticce (Comune di Collesalvetti- Li), per firmare un protocollo d’intesa che darà il via alla progettazione di due importanti opere ferroviarie: il collegamento tra l’Interporto e la linea Collesalvetti – Vada e la prosecuzione verso la linea Pisa-Firenze (tramite il cosiddetto bypass di Pisa).

Il protocollo è stato approvato dalla Giunta regionale nel corso della sua ultima seduta su proposta dell’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli.

L’appuntamento è alle ore 11,00 all’Interporto di Guasticce, nella sala convegni della Palazzina Colombo. Ai saluti del presidente dell’Interporto Nastasi, del sindaco di Collesalvetti Adelio Antolini e del sindaco di Livorno Luca Salvetti, seguiranno la presentazione dei progetti ferroviari di RFI e la realazione di Maurizio Gentile, l’intervento del presidente Corsini e le conclusioni del presidente Rossi. Al termine della mattinata, alle ore 12,30 circa, è prevista la firma.

L’iniziativa sarà seguita da un rapido sopralluogo al luogo dove sarà realizzato lo ‘scavalco’, collegamento ferroviario diretto tra il Porto di Livorno e l’Interporto Vespucci.

P.P.

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale: Welcome to Ancona, stagione da record

Presentati i risultati dell’edizione 2019 del progetto di accoglienza turistica e marketing territoriale “Welcome to Ancona” che vede impegnati sullo stesso fronte Camera di Commercio delle Marche, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Regione Marche e Comune di Ancona.

Il progetto, nato nel 2005 con l’occasione dei primi scali del porto di Ancona delle grandi compagnie crocieristiche, si mostra saldo negli anni e registra nel 2019 un’impennata di presenze e il risultato migliore dal 2014.

La stagione crocieristica ha avuto una durata record: gli approdi sono iniziati il 5 maggio e si sono conclusi con l’ultima toccata il 22 novembre, per un totale di 54 scali.

La nave MSC Sinfonia ha attraccato nel porto dorico per un totale di 28 approdi (20 nel 2018), con toccate regolari il venerdì con arrivo alle ore 9.00 e partenza alle ore 18.00.

In aumento gli altri scali per un totale 26 approdi (erano 20 del 2018) effettuati nel porto dorico dalle navi da crociera delle altre compagnie: Marella Celebration, Marella Explorer 2, Aegean Odissey, Sirena, Nautica, Le Bougainville, Sea Cloud.

Nel periodo maggio – novembre 2019 il movimento crocieristico è stato di 100.109 passeggeri, in aumento del 49% rispetto al 2018

In particolare:

i passeggeri in transito sono stati oltre 84.000
i passeggeri in imbarco / sbarco oltre 15.000
circa il 21% dei croceristi di MSC Sinfonia ha scelto Ancona come porto di partenza e/o arrivo.

Rimane stabile la percentuale di crocieristi stranieri in transito che si attesta al 74%: circa i 3/4 dei crocieristi è di nazionalità estera e ai primi posti per provenienza, dopo gli italiani (26%) si posizionano gli spagnoli (12%), i tedeschi e i francesi (entrambi 7%); significativa anche la presenza di portoghesi, americani, inglesi (tutti al 5%) e australiani (4%).

Poco meno di 5.000 croceristi (9% dei transiti) hanno scelto di visitare il nostro territorio tramite escursioni organizzate. Le mete preferite sono state Frasassi (37%), Riviera del Conero (22%) e Urbino (21%).

Ancora presente il Walking tour di Ancona (da Tiziano a Tiziano) inserito nel catalogo delle escursioni a partire dalla stagione 2017, grazie alla collaborazione con il Comune di Ancona, (il 99% dei partecipanti alla visita guidata ad Ancona è straniero). Secondo le nostre stime, circa 25.000 / 30.000 croceristi (pari a circa il 50% del totale in transito) hanno visitato la città di Ancona in modo autonomo.

Il traffico passeggeri nel porto di Ancona (compresi quelli a bordo dei traghetti) è stimato in 1.150.000 persone in transito. Sempre a servizio dei passeggeri nel porto di Ancona (e di tutti i turisti in genere) lo IAT REGIONALE ospitato in area portuale presso gli ex Magazzini del Sale. L’accoglienza turistica ai croceristi è stata garantita in area portuale anche l’INFOPOINT all’interno del Terminal Crociere allestito ed arredato con pannelli informativi sull’offerta culturale della città; sono stati circa 10.000 croceristi ad essersi rivolti ai due punti informativi.

A disposizione per chi visita il territorio la APP turistica “Welcome to Ancona” (circuito “Discover Ancona in 100 minuti”) che i turisti in transito possono scaricare gratuitamente dai principali web store, sfruttando il WI-FI libero, disponibile in area portuale; nel periodo 1 gennaio – 30 novembre 2019 le visualizzazioni sono state oltre 194.600 (da IOS, Android e Tablet) e i download oltre 6.800 (in aumento rispetto al 2018).

La collaborazione tra la Camera di Commercio delle Marche, l’Assessorato alla  Cultura e al Turismo del Comune di Ancona e la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche ha consentito la promozione coordinata di importanti realtà museali quali: la Pinacoteca Podesti, che ha garantito nel periodo estivo il potenziamento dell’orario di apertura il venerdì, nonché predisposto un biglietto a prezzo ridotto per i croceristi (in 160 ne hanno usufruito) e messo a disposizione guide in lingua per il  Walking tour proposto da MSC (250 visitatori). Il Museo della Città, visitato nei venerdì da aprile a novembre da circa 120 crocieristi. Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche che ha registrato un significativo aumento nel numero dei visitatori rispetto allo scorso anno (+ 31%). Rilevante, in particolare, l’aumento nei mesi di ottobre e novembre (a ottobre un numero doppio di visitatori rispetto al 2018).

Il Museo Statale Tattile Omero ha garantito un’apertura con orario potenziato tutti i venerdì di approdo.

Confermato il successo di pubblico della Loggia dei Mercanti aperta grazie all’impegno dell’ente camerale tutti i giorni di approdo e visitata da circa 4.220 turisti e cittadini. Inoltre il progetto “Scrigni Sacri. Le Meraviglie dell’arte” (sesta edizione) ha permesso la valorizzazione dei più importanti edifici storico-artistici di Ancona attraverso attività ed eventi realizzati nel periodo di maggiore affluenza turistica.

Nell’ambito del progetto quasi 13.000 turisti e cittadini hanno partecipato a itinerari guidati gratuiti del venerdì nel centro storico di Ancona (1.470 presenze, al 90% crocieristi). Aperture eccezionali ed eventi hanno riguardato il Museo Diocesano di Ancona (oltre 1.900 presenze), la Cattedrale di San Ciriaco e la Chiesa di S. Maria della Piazza (con 6.247 presenze).

Inoltre ricordiamo l’apertura della Chiesetta di Santa Maria di Portonovo (a cura dell’Associazione Culturale Italia Nostra), anche il venerdì per tutto il periodo delle crociere, visitata da oltre 10.000 visitatori.

Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche
“Si tratta di una stagione di grande successo, in cui accanto alla presenza in crescita costante di MSC aumentano gli scali delle altre compagnie. Ora bisogna fare di più per essere attrattivi su tutto il territorio marchigiano: raccontarci bene e invogliare la visita, e il ritorno, da Nord a Sud. Nell’anno in cui le Marche sono riconosciute a livello internazionale come meta d’eccellenza, anno di celebrazioni raffaelliane e non solo, dovremmo dimostrare la nostra appetibilità a 360°”.

Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale
“Le crociere sono un asset sempre più strategico per il turismo della città e di tutte Marche attraendo anche un pubblico straniero. Attraverso il ruolo del porto internazionale di Ancona, al servizio dell’economia del territorio e di tutta la regione, rappresentano una grande opportunità per far conoscere la bellezza, la cultura, la storia, l’architettura, il passaggio, l’enogastronomia e per far tornare i crocieristi come turisti. Sono uno strumento per creare sviluppo, lavoro per le imprese e nuova occupazione”.

Luca Valentini, Direttore commerciale di MSC Crociere
“Ancona e le Marche sono un territorio strategico per MSC Crociere sia come bacino d’utenza per chi desidera partire in crociera a bordo delle nostre navi sia come destinazione turistica, grazie alla presenza di numerose bellezze paesaggistiche e culturali che sono in grado di accontentare le aspettative e le esigenze di qualsiasi viaggiatore. Per questa ragione anche per il 2020 MSC Sinfonia sarà posizionata nel porto dorico dove partirà ogni venerdì dal 10 aprile al 9 ottobre per crociere nel Mediterraneo orientale, confermando il nostro impegno ormai storico per questo territorio che consideriamo strategico per il mercato italiano”.

Ida Simonella, Assessore al Porto del Comune di Ancona
“Ci sono due letture importanti in questa stagione crocieristica. Il primo riguarda la città, Ancona ha due dei pacchetti più venduti, e soprattutto circa 30.000 persone che visitano autonomamente la città. Una occasione unica che ci obbliga a misurarci con standard elevati e turismo straniero. E l’altra riguarda il nostro ruolo di porta di ingresso delle Marche, la regione che Lonely Planet ha scelto come una delle mete imperdibili del 2020. Avere un partner come Msc per dare concretezza a questo lancio è un asset che dobbiamo giocarci tutti”.

Massimiliano Polacco, componente di Giunta della Camera di Commercio delle Marche con delega al Turismo
“La formula “città porto”, inedita nel panorama italiano, rende Ancona meta sempre più accogliente e interessante per il target di crocieristi e passeggeri dei traghetti; tutto il sistema del turismo marchigiano sta entrando, come noto, in una fase molto positiva. Essere polo crocieristico schiude importanti possibilità di ricaduta economica a tutta la Regione: il notevole flusso turistico internazionale che, grazie alle crociere, si riversa nel territorio fa sì che delle Marche si parli e questo può stimolare un ritorno consapevole di chi già visitato la nostra regione come crocierista”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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