Titi(OPS): Basta polemiche e parole. Si passi ai fatti!

Brindisi-”Si è riusciti a far nascere un caso e una polemica anche sulla realizzazione di un pontile su pali che permetterebbe di ottenere ormeggi in sicurezza a Costa Morena per le navi traghetto!

Infatti dopo un primo assenso del Comune di Brindisi pervenuto attraverso l’ing. Lonoce, (designato del Sindaco), dopo pochi giorni lo stesso ingegnere ha comunicato di aver appreso che esisterebbero aspetti normativi che potrebbero risultare ostativi.

Gli Operatori Portuali Salentini – OPS – si augurano che stante l’agonia del porto finiscano le polemiche e dalle parole si passi ai fatti.
OPS ha sempre sostenuto la massima legalità e correttezza procedimentale ma vorremmo  che qualcuno ci spiegasse perché ad un passo avanti ne corrispondono due indietro.

Vorremo comprendere se questo dietro-front del Comune sia legato a problemi irrisolvibili perché se così non fosse chiediamo un’atto di responsabilità affinché le questioni si risolvano e in fretta.

Per questo motivo abbiamo richiesto al Comandante del Porto Giovanni Canu, qualora lo ritenesse opportuno, la convocazione di una riunione alla quale invitare tecnici e politici del Comune e dell’Autorita Portuale per un confronto diretto con l’obiettivo di risolvere anche questa che potrebbe apparire una diatriba concettuale più che sostanziale.

Ci aspettiamo una partecipazione costruttiva di tutti perché si possa dimostrare con i fatti che tutte le parti spingono per la rinascita del porto e non per il suo definitivo affossamento”.

Borraccino, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia: IL FUTURO DI TARANTO-BLUE ECONOMY, CULTURA, VIVIBILITÀ AMBIENTALE E LAVORO

“Stanno maturando le condizioni perché Taranto vada oltre la monocultura dell’acciaio, liberandosi da un destino che sembrava segnato per sempre.

“PIANO STRATEGICO PER TARANTO.
Ci stiamo dotando di uno strumento importante per delineare la Taranto futura, in ossequio alla Legge regionale speciale per Taranto promossa dal collega Liviano e che naturalmente ho sottoscritto.
Fino al 10 giugno 2019 è stata attiva la consultazione pubblica sul Piano Strategico per Taranto, promossa da Regione Puglia e ASSET – Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio – in collaborazione con Comune di Taranto. In tal modo cittadini, imprese, associazioni, enti e istituzioni hanno potuto esprimersi sul primo documento di analisi e sugli obiettivi strategici per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio tarantino.
Così, in forma partecipata, si è giunti a formulare i primi elementi  di una  visione complessiva che punti ad una città di Taranto libera dal carbone, una città che sia porto del Mediterraneo, orientata alla conoscenza, alla cura dell’ambiente, delle persone, al lavoro e allo sviluppo. Gli obiettivi generali sono quelli della rimozione degli ostacoli allo sviluppo socio-economico sostenibile e alla riorganizzazione e diversificazione del tessuto economico per generare nuova occupazione soprattutto per i giovani e per le donne.

“PORTO.
La Giunta Regionale ha approvato, nello scorso mese di luglio, la variante al PRG del Comune di Taranto per il nuovo Piano Regolatore Portuale, con precisazioni finali relative agli aspetti ambientali, ai vincoli territoriali, agli aspetti paesaggistici e agli aspetti urbanistici.
L’approvazione di questa Delibera riveste grande importanza, anche in considerazione del fatto che dal 30 luglio scorso la società turca Ylport, una delle più quotate al mondo, ha assunto la gestione dell’area portuale. Si tratta, come è noto, del gruppo che, insediandosi sul molo polisettoriale, succederà ad Evergreen riavviando così l’attività dopo un fermo di alcuni anni. Si darà corso così al riassorbimento graduale delle centinaia di lavoratori già dipendenti di Evergreen.
Nella graduatoria internazionale dei terminalisti, Ylport Holding si colloca al tredicesimo posto per volumi di attività ed è proprietaria del 24% di Cma Cgm, terzo vettore marittimo mondiale per il traffico container.
Dopo l’uscita di Evergreen, Taranto era rimasta fuori dal giro dei grandi vettori marittimi. Oggi Yilport Holding prende in consegna un’infrastruttura completamente rinnovata e ammodernata. Grazie a lavori finanziati dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo), la banchina è stata riqualificata. I lavori hanno interessato due tranches, ciascuna da 600 metri, e il collaudo è stato effettuato.
In tal modo Taranto diventa  davvero centrale per l’economia regionale e del nostro Paese.

“La ZES.
La ZES Jonica interregionale, istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri i primi di giugno scorso, che coinvolge anche la Basilicata, certamente aprirá  importanti scenari di sviluppo economico per il nostro territorio.
Sono previsti infatti benefici fiscali e di semplificazione amministrativa per le imprese che vorranno investire sui 1.518 Kmq dei territori di Taranto, Martina Franca, Massafra, Mottola,Manduria, San Giorgio Jonico,Monteiasi, Statte, Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana e Grottaglie, oltre ai comuni della Basilicata. Mentre altri 89 Kmq di territorio saranno assegnati ai Comuni che ne faranno richiesta.
Il Piano di Sviluppo Strategico Z.E.S. Puglia e Basilicata, reso possibile per legge dalla presenza del porto di Taranto e dell’aeroporto di Grottaglie e arricchito dal Centro intermodale di Francavilla Fontana, delinea le prospettive di sviluppo prevedibili per la Puglia, individuando i numerosi settori che ne beneficerebbero, dall’agroalimentare, alla logistica, dalla meccanica e la navalmeccanica al settore aeronautico, dal mobilio al commercio e alle costruzioni.
Non va sottovalutato, inoltre, lo specifico interesse che può suscitare la Z.E.S. per la Cina e per la cosiddetta “Nuova via della seta”.
E’ stato osservato che il lancio della Z.E.S. interregionale jonica e l’interesse che già manifestano gruppi imprenditoriali nazionali ed esteri per investire in questi territori, non solo nei settori tradizionali dell’industria pesante, della logistica e dell’agricoltura, ma anche del turismo culturale e balneare, che interessa interamente la costa jonica pugliese e lucana, inducono a ripensare completamente la funzione dell’aeroporto di Grottaglie.

“L’ AEROPORTO.
Indubbiamente lo scalo jonico riveste un ruolo da protagonista per il futuro socio-economico non solo della nostra provincia ma di tutto il Paese.
L’aeroporto “Marcello Arlotta” infatti, dal 2016 è inserito nel Piano Nazionale Aeroporti, nella categoria degli aeroporti di interesse nazionale, è già parte integrante del programma internazionale per la produzione in loco delle fusoliere del Boeing 787, possiede anche tutti i requisiti per diventare definitivamente la piattaforma integrata per la sperimentazione degli aeromobili a pilotaggio remoto. Recentemente abbiamo anche previsto il suo riassetto polifunzionale, finanziato dalla Regione Puglia con ben 7 milioni di euro, che renderà l’aerostazione di Grottaglie fruibile anche dai cittadini con i voli di linea per passeggeri. Questa attività andrà ad aggiungersi a quelle dell’industria aeronautica che a sua volta, alla luce del rilancio delle attività portuali di Taranto, assicurate dalla concessione del terminal container alla grande società turca Ylport, potrà contare sulla crescita quali-quantitativa dei servizi di cargo-logistica, con ottime ricadute occupazionali.
Nello scorso mese di giugno abbiamo partecipato a Parigi alla 53° edizione dell’International Paris Air Show, una delle principali manifestazioni su scala mondiale dedicate all’industria aerospaziale. L’occasione è stata proficua per la Regione Puglia al fine di promuovere le opportunità presenti sul nostro territorio e attrarre, in tal modo, nuovi rilevanti investimenti da parte di soggetti interessati a operare nel nostro territorio.

“FIERA dell’AEROSPAZIO.
L’appuntamento parigino ha segnato anche un’importante tappa di avvicinamento alla prima Fiera italiana dell’Aerospazio, che si svolgerà presso l’aeroporto di Grottaglie nei primi mesi del 2020, iniziativa alla quale stiamo lavorando di concerto con il Governo centrale, che a partire dal premier Conte e dal ministro Di Maio, ha assicurato il suo convinto sostegno. L’industria aerospaziale rappresenta, oggi, una delle principali voci che concorrono a determinare il P.I.L. della nostra regione, con significativi risultati soprattutto in termini di export che fanno di questo comparto uno dei settori trainanti per la nostra economia.
Ora si tratta di mettere in campo uno sforzo corale per realizzare al meglio le opportunità rese possibili da questa grande novità. Le risorse e le agevolazioni ci sono: gli attori sociali sono chiamati ad approfittarne, sviluppando linee di crescita e opportunità occupazionali. La Regione, e in particolare l’Assessorato allo Sviluppo Economico, darà il suo contributo, mettendo in atto misure di aiuto mirate e cofinanziando le buone iniziative imprenditoriali.

“FIERA NAUTICA.
Ad  ottobre prossimo, terremo  a Taranto la Fiera del mare con l’obiettivo di sostenere e valorizzare il processo di trasformazione del tessuto socio-economico jonico, le risorse locali, le filiere produttive artigianali, industriali e agro-alimentari legate anche alla Blue Economy e attrarre così investimenti esterni e favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese pugliesi.
Fondamentale altresì è l’aspetto della formazione per i nostri giovani che devono avere più possibilità per completare i loro studi. Come Regione Puglia stiamo lavorando per questo anche grazie alla proposta emendativa del collega Liviano approvata dal Consiglio regionale.

“UNIVERSITÀ A TARANTO.
Dal prossimo anno accademico partiranno a Taranto nuovi corsi universitari come quello per la Laurea in Medicina e Chirurgia, e quello Magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport. Il mio personale impegno mi vedrà attivo per un’altra buona novità per Taranto: la costruzione della Casa dello studente, importante per favorire quel fermento culturale di cui sono portatori straordinari le nostre giovani generazioni.
Per favorire lo sviluppo di Taranto e della sua provincia, occorre sfruttare in maniera coordinata tutte le potenzialità sopra descritte. Serve una visione di lungo respiro e una grande coerenza nel mettere in campo iniziative e investimenti per superare le attuali condizioni di emergenza (bonifiche, ambientalizzazione, riqualificazione ambientale), per migliorare la qualità della vita, per diversificare l’economia e l’occupazione (economia circolare, ricerca e sviluppo, valorizzazione degli eco-sistemi), per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile (qualità dell’ambiente urbano, energia, ciclo dei rifiuti) e per ridare fiato al turismo culturale, che ha nel Museo Archeologico Nazionale un fulcro centrale, e a quello balneare, che interessa tutta la costa jonica/salentina.”

Porto di Brindisi-Colmata: Progetto di qualità con una “Via” non chiara

Brindisi. Quando si procede a una pianificazione portuale e di progettazione di opere marittime, si va incontro a molte valutazioni e pareri: in alcuni porti favorevoli e in altri porti con valutazioni negative.

A Brindisi tutto questo va in scena in modo (in)consueto e qualsiasi opera marittima diviene di difficile realizzazione, sia essa banchina, piazzale, pontile, stazione marittima o altro, mettendo in campo, ed in concorrenza tutte le possibili “valutazioni” siano queste ambientali e/o sociali, quasi a concorrere in una partita senza fine. Ci stiamo riferendo ai “lavori per il completamento dell’infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est”.

Giusto per capire le cinquantuno pagine scritte dalla Commissione VIA, senza tifare pro o contro colmata, occorre far comprendere al cittadino che abita in un qualsiasi rione della sua città, che lotta per il diritto ad avere integrato e vivibile il suo quartiere prima e poi il porto; far comprendere al cittadino di Genova che con la caduta del ponte Morandi viene soddisfatto in tutte le sue desiderate, mentre per i “terremotati” dovranno aspettare altri “contratti” politici giallo-verde, verde-azzurro, azzurro-rosso , nero-azzurro, come in un campionato di calcio.

Progetti di opere marittime di antica nomina e di pianificazione difficile (oggi si parla d’intelligenze artificiali e di viaggi su Marte) che seguono un iter stressante, giusto per bloccare uno sviluppo a favore di un altro? Non è campanilismo, ma giusta attenzione per un porto che è stato “grande” e si spera che lo sia ancora. Si gioca sulla democrazia di un popolo, sulla dignità del lavoro, sulla solidarietà fra regioni, giusto per mantenere un talk-show giornalistico e creare consensi.

Per questo abbiamo formulato alcune domande al Segretario generale dell’AdSP MAM, Dott. Tito Vespasiani.

Domande.
1- Che cosa significa una valutazione negativa connessa a lacune conoscitive da parte della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente?

“ Non risulta sia stata messa in discussione la qualità tecnica della progettazione – afferma Tito Vespasiani – ; e come ho già detto per altre testate nazionali, la progettazione è stata redatta da studi di ingegneria di alto profilo e affidatari, in altri porti, di importanti incarichi di pianificazione portuale e di progettazione di opere marittime di grande rilevanza a livello nazionale. La valutazione negativa è strettamente connessa alla evidenziata lacuna conoscitiva, in merito all’aggiornamento delle caratterizzazioni dei sedimenti interessati dall’ipotizzato intervento di conferimento in cassa di colmata.”

Parole che lasciano intravedere una disequazione amministrativa applicata allo sviluppo della portualità italiana da parte della Commissione. Infatti, è vero che la Commissione non fa politica, ma si arroga il diritto/dovere di considerare una “caratterizzazione” di un sito aggiornato oppure no (lo sappiamo che hanno scadenza triennale); come dire che i ghiacciai si scioglieranno domani visto che l’inizio è avvenuto “ere” addietro. Al Governo italiano interessa solo lo sviluppo di quattro porti: Genova e Trieste (le due mani verso il Nord Europa) con i due porti del Sud, Gioia Tauro e Taranto (i due piedi per il Nord Africa) e per mitigare la fine di Evergreen e dell’Ilva, oggi ArcelorMittal.

2- In merito ai “pareri” di enti preposti che cosa si può dire ?

“E’ importante sottolineare il parere dell’Autorità di Bacino, ci ricorda il Segretario AdSP,  quando afferma che – “Solo in caso di motivata impossibilità di individuare altro sito per l’ubicazione della cassa di colmata, l’intervento di primo stralcio potrebbe risultare compatibile con le previsioni e prescrizioni; e per quanto riguarda il secondo stralcio (dragaggi) non si rilevano motivi ostativi.”

Altri pareri sono stati espressi a garanzia di una “salute” ambientale, paesaggistica, faunistica, trasportistica, navigabilità, sicurezza marittima e sostenibilità sociale e che comunque sono state superate dalle integrazioni chieste dalla Commissione all’AdSP. Come dire evitiamo l’uso del mare per il processo del trasporto marittimo, per la balneazione, per le reti energetiche, per la pesca, per il turismo nautico, perche è invaso dalla plastica, senza comprendere che tale problema è di chi produce la plastica e di chi la usa.

Ricordiamo che alle dichiarazioni negative espresse dall’assessore Borri e dal Sindaco sul progetto della cassa di colmata dell’AdSP, hanno  risposto i consiglieri esprimendo sostegno agli operatori portuali ed all’utenza tutta. Il Consiglio comunale della Città di Brindisi, riconoscendo l’importanza di uno sviluppo sostenibile della città e del suo porto, si è dichiarato favorevole alla colmata tra il pontile del petrolchimico e Costa Morena Est, sui dragaggi e gli accosti a Sant’Apollinare, prevedendo anche un museo del mare. Chi è contrario può anche “declinare” il mandato.

3- Non comprendendo il “danno” ambientale tale da rendere inutili le opere marittime ancora non in cantiere per il porto di Brindisi, che senso ha caratterizzare un sito acqueo – portuale per un progetto ancora non esecutivo?

Al riguardo, l’Autorità di Sistema Portuale ha dato ampiamente riscontro durante il procedimento di VIA in questione (imputato oramai quasi due anni fa) evidenziando come le dette nuove caratterizzazioni avrebbero certamente trovato luogo in fase di progettazione esecutiva ovvero ai fini del dragaggio ex art. 5 bis della Legge 84/94 stante la necessità di realizzare prima la cassa di colmata similmente, tra l’altro, a diversi altri procedimenti già occorsi negli altri porti.” Ed ancora – afferma Tito Vespasiani – poiché ai sensi dell’art. 10 bis della L. 241/90, il Ministero dell’Ambiente dovrà prossimamente notificare il preavviso di rigetto, assegnando un termine per eventuali osservazioni, in questa fase l‘Autorità presenterà le proprie controdeduzioni per un riavvio della valutazione, alla produzione della caratterizzazione aggiornata.”

Si rileva che, purtroppo in Italia, assistiamo a due valutazioni politico-amministrative opposte in tema di portualità; vedasi, Napoli, Livorno, Ancona e altri. Per la cronaca, si ricorda che nel 2014 sul porto di Taranto è stato dato parere favorevole alla colmata con caratterizzazioni del sito eseguite nel 2009. Per Brindisi si richiede l’aggiornamento! L’Autorità ha avviato da tempo – e di propria iniziativa – il percorso tecnico-amministrativo finalizzato all’aggiornamento delle caratterizzazioni del sito interessato, dando debita comunicazione al competente MATTM.

Nel chiudere l’intervista, il Segretario generale AdSP, Tito Vespasiani, ripetendo alcune sue affermazioni già date alla stampa, ricorda che “ l’Autorità ha anche avviato un parallelo procedimento finalizzato ad anticipare o a “scorporare “ l’escavo necessario per realizzare i pontili di Sant’ Apollinare dal progetto cassa di colmata, e ciò attraverso una stipula di accordo, in corso di formalizzazione, con la società Sogesid, specializzata nelle bonifiche ambientali e controllata dal Ministero dell’Ambiente, al fine di studiare e progettare innovativi interventi di movimentazione e di conferimento dei sedimenti interessati dalla realizzazione dei pontili, e ciò al fine di creare le condizioni per una possibile rapida cantierizzazione di tale progetto strategico per il porto e la città.”

Sicuramente sono procedure che riservano molta attenzione con puntuali specifici interventi, sperando in una benevola accoglienza delle integrazioni, se si vuole realizzare effettivamente tale progetto strategico per il porto di Brindisi.

Dire no è lo sport di moda  a livello nazionale! Che senso ha dire si a un porto che non esiste, senza una vera programmazione economico-marittima che possa fronteggiare la transizione merceologica energetica del post-industriale? Brindisi, con la sua città e con il suo porto, è stanca di subire trasversalità per non modificare lo status attuale asservito ad altre strategie politiche.

Quanti altri anni la portualità brindisina e\o salentina è disposta ad aspettare uno speranzoso sviluppo del porto di Brindisi? Tra banchine non completamente operative, tra stazioni marittime non adeguate ed ancora da realizzare, tra air-draft dell’Enac antistorico con l’evoluzione tecnologica delle navi, tra riduzione dei flussi merceologici energetici e non, tra varie sofferenze delle linee ro-ro e ro-pax, di quale porto si sta parlando? Quello della Città o quello degli operatori portuali tutti.

Abele Carruezzo

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Regione Sicilia-INFRASTRUTTURE: Riposto, altre risorse per completare il porto

La Giunta regionale siciliana ha approvato lo stanziamento di ben 603mila euro finalizzati al completamento del primo bacino del porto di Riposto. Il provvedimento, promosso dall’assessorato regionale alle Infrastrutture, arriva a completamento dell’intervento da un milione di euro, varato dal Governo Musumeci nel 2018, per mettere in sicurezza l’approdo e avviare lavori attesi da anni.

«Attraverso il recupero di alcune economie rimaste inutilizzate nel tempo – illustra l’assessore regionale Marco Falcone – diamo ancor più ampio respiro al rilancio infrastrutturale del porto dell’Etna. Al milione di euro assegnato nel 2018, con cui abbiamo messo mano a una storica incompiuta come il Primo bacino, si aggiungono altre somme per implementare i servizi delle banchine, realizzare una moderna illuminazione e completare la messa in sicurezza del porto ripostese».

Dopo la riunione di giunta, l’assessore Falcone ha fatto il punto sulla tabella di marcia dei lavori incontrando il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano. «Subito dopo Ferragosto – aggiunge l’esponente del Governo Musumeci – il cantiere entrerà nel vivo e partirà la rimozione delle opere divelte dalle mareggiate. I lavori procederanno senza intoppi affinché, entro pochi mesi, la città di Riposto possa riabbracciare, dopo lunghi anni d’attesa, il proprio porto. L’infrastruttura – conclude Falcone – sarà il naturale punto di riferimento dello sviluppo turistico della zona jonico-etnea».

Regione Sicilia-DISSESTO IDROGEOLOGICO: Prime operazioni per il dragaggio del “Mazaro”

Il ricordo della paura per l’esondazione del fiume Mazaro, nell’ottobre del 2018, è ancora vivo tra gli abitanti di Mazara del Vallo, nel Trapanese. Come il timore che una situazione simile possa ripetersi. Ecco perchè il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha voluto seguire personalmente la vicenda, coordinando le riunioni tecniche e sollecitando l’individuazione degli interventi utili a una risoluzione del problema.

Proprio in questi giorni sono state avviate le prime indispensabili operazioni, per una maggiore protezione dei luoghi e per la sicurezza dei residenti, con una attività coordinata di pianificazione. Il Tavolo tecnico – voluto dal governatore, nella qualità di responsabile della Struttura contro il dissesto idrogeologico e coordinato da Maurizio Croce, soggetto attuatore dell’ufficio – ha affidato alla Biosurvery, società di spin-off dell’Università di Palermo, il compito di effettuare un “rilievo multibeam topobatimetrico e un minimo di dieci prelievi con carotaggio dei sedimenti fino a un metro di profondità”.

«Abbiamo mantenuto – spiega il presidente Musumeci – l’impegno preso con gli abitanti del luogo e i primi controlli e le analisi dei fondali in vista del dragaggio del fiume ne sono la conferma. Un’opera strategica per il territorio che è stata già appaltata e che partirà dopo la verifica dei requisiti dell’aggiudicatario».

Le indagini rientrano nell’attuazione del progetto di escavazione e consolidamento del fiume Mazaro e, più esattamente, nei lavori di dragaggio dei fondali del bacino portuale e del retrostante Porto canale. Nel corso di una riunione con i rappresentanti dell’impresa appaltatrice la Ecol 2000, sono state anche esaminate le condizioni attuali del corso d’acqua. L’obiettivo è quello del pieno recupero ambientale dell’area, dopo gli eccezionali eventi meteo dello scorso autunno che hanno causato ingenti danni ai piccoli natanti ormeggiati e inflitto un duro colpo alla flotta di pescherecci e al turismo da diporto.

Il progetto è finanziato con l’Accordo di programma, per un importo di due milioni di euro. I test forniranno indicazioni utili all’intervento vero e proprio che partirà a settembre. La fase operativa prevede, oltre alla pulizia dei fondali – per scongiurare nuovi fenomeni di straripamento – analisi di caratterizzazione sul materiale dragato e operazioni di smaltimento.

AdSP MAM: In ordine alla valutazione negativa da parte della commissione VIA nazionale sulla cassa di colmata

Riteniamo doveroso precisare quanto segue

Non risulta sia stata messa in discussione la qualità tecnica della progettazione, peraltro redatta da studi di ingegneria di alto profilo e affidatari, in altri porti, di importanti incarichi di pianificazione portuale e di  progettazione di opere marittime di grande rilevanza   a livello nazionale.

La valutazione negativa è strettamente connessa alla evidenziata lacuna conoscitiva, in merito all’aggiornamento delle caratterizzazione dei sedimenti interessati dall’ipotizzato intervento di conferimento in cassa di colmata.

Al riguardo si precisa che sul tema l’Autorità di Sistema Portuale ha dato ampiamente riscontro durante il procedimento di VIA in questione (imputato oramai quasi due anni fa) evidenziando come le dette nuove caratterizzazioni avrebbero certamente trovato luogo in fase di progettazione esecutiva ovvero ai fini del dragaggio ex art. 5 bis della Legge 84/94 stante la necessità di realizzare prima la cassa di colmata similmente, tra l’altro, a diversi altri procedimenti già occorsi negli altri porti.

E ciò per la semplice ragione di non vanificare le nuove caratterizzazioni che presumibilmente sarebbero diventate nuovamente “vecchie” al compimento delle opere di contenimento della cassa (Le caratterizzazioni hanno validità, infatti, di soli tre anni). Nonostante questa oggettiva puntualizzazione, cui peraltro non è seguito alcun riscontro da parte della Commissione VIA,  l’Autorità ha avviato da tempo – e di propria iniziativa – il percorso tecnico-amministrativo finalizzato a all’aggiornamento delle caratterizzazioni del sito interessato, dando debita comunicazione al competente MATTM,sia pure con analisi a campione con l’intento cioè di ottenere prima analisi di conferma o meno dei risultati conseguiti nel 2009.

Trattandosi di aree rientranti nel sito di interesse nazionale (SIN), tale procedimento risulta articolato e presuppone, prima di avviare la campagna di campionamento e analisi , l’approvazione del piano medesimo da parte del Ministero dell’ambiente .

Poichè soltanto di recente è pervenuta la formale approvazione del piano di indagine, l’Autorità, nelle more dell’esecuzione dell’intervento, che dovrà essere preceduto peraltro anche da preventivo nuovo monitoraggio circa la presenza di ordigni bellici, ha chiesto alla Commissione VIA e al Ministero Ambiente la possibilità di sospendere l’esame progettuale, in attesa dell’aggiornamento della caratterizzazione medesima .

Poiché ai sensi dell’art. 10 bis della L. 241/90, il Ministero dell’ambiente dovrà prossimamente notificare il preavviso di rigetto, assegnando un termine per eventuali osservazioni, in questa fase l ‘Autorità presenterà le proprie controdeduzioni per un riavvio della valutazione, alla produzione della caratterizzazione aggiornata.

Non hanno certamente giovato all’iter procedimentale le continue esternazioni sulla stampa di critiche e dubbi sulla idoneità del sito e sulla scarsa qualità del progetto.

Ad ogni modo, consapevoli delle difficoltà connesse all’approvazione della iniziativa, l’Autorità ha anche avviato un parallelo procedimento finalizzato ad anticipare o a “scorporare “ l’escavo necessario per realizzare i pontili di Sant’ Apollinare dal progetto cassa di colmata, e ciò attraverso una la stipula di accordo in corso di formalizzazione con la società Sogesid, specializzata nelle bonifiche ambientali e controllata dal Ministero dell’ambiente, al fine di studiare e progettare innovativi interventi di movimentazione e di conferimento dei sedimenti interessati dalla realizzazione dei pontili, e ciò al fine di creare le condizioni per una possibile rapida cantierizzazione di tale progetto strategico per il porto e la città.

Il Segretario generale

Dott. Tito Vespasiani

Genova: La nuova sistemazione della Darsena Municipale

Un museo a cielo aperto del saper fare genovese in mare

“Il nostro progetto vuole Rigenerare la Darsena rispettandone tradizione e caratteristiche, riconsegnando ai cittadini uno spazio pubblico attrezzato per lo svago e il relax”. E’ questo lo scopo del progetto messo a punto dagli uffici dell’Urbanistica, grazie ad un lavoro di condivisione con i fruitori, la sovrintendenza e gli stakeholders, presentato questa mattina dal sindaco Marco Bucci e dall’assessore Simonetta Cenci, nei locali del mercato dei pescatori di Calata Vignoso.

Si tratta di una fotografia alla luce di soluzioni nuove per favorire oltre l’uso cittadino anche una più moderna attrattività turistica senza disperdere le tradizionali attività legate al mare.

L’intervento, che riguarda una parte di paesaggio urbano il cui volto si è rinnovato negli ultimi anni, punta a consolidare la presenza di operatori del settore marittimo e della pesca, che costituiscono la cultura materiale del saper fare dei genovesi in mare.

I criteri ai quali si ispira il progetto, compatibili con il contesto ambientale e paesaggistico, sono il risultato di una lunga serie di confronti con gli operatori del settore marittimo e della pesca, tenuto conto delle esigenze di cittadini e turisti. Gli spazi della Darsena che verranno rinnovati riguardano le Calate Andalo Dinegro, De Mari, Simone Vignolo e il Bacinetto.

Ecco il progetto nel dettaglio:

SUBACQUEI

La ditta Arco 89 Diving and Sailing Services, operante nel settore dei lavori subacquei ha trovato giusta permanenza in Darsena. Ma la sede è stata spostata al Cembalo e dotata di pontili galleggianti sistemati in prossimità di Calata Andalo Dinegro, tra le imbarcazioni dell’Istituto Nautico e quelle della Polizia di Stato. I nuovi pontili saranno analoghi a quelli già esistenti per quanto riguarda l’uso di materiali, colori e tipo costruttivo in modo da rendere, anche in questo caso, l’intervento coerente con il contesto di appartenenza.

BARCHE STORICHE E MUSEO DEL MARE

Il progetto di riordino prevede lo spostamento della chiatta, oggi davanti al Museo del Mare e ancorata alla Calata De Mari, che ospita l’associazione “Dialogo nel buio” al fine di collocarla in una parte dello specchio acqueo del Porto Antico. La nuova ubicazione consentirà una maggiore visibilità con una condivisione dei visitatori migliorando la sinergia con il sistema di bigliettazione Acquario Village di cui “Dialogo nel buio” fa parte.

A Calata De Mari verranno ormeggiate le imbarcazioni storiche al fine di portare a compimento la valorizzazione dell’area in assonanza con il già presente sottomarino “Nazario Sauro” in modo da creare un polo turistico attrattivo antistante il Museo del Mare.

GIOCHI BAMBINI E INSTALLAZIONE BEFORE I DIE

Nelle aree attigue a Calata De Mari, il progetto prevede il trasferimento dell’area giochi bambini in area limitrofa al Museo del Mare in modo da garantire maggiore protezione e sicurezza per i bambini.

In modo analogo a quanto già proposto in molte capitali europee con il progetto Before I Die, verrà realizzata un’installazione temporanea costituita da un allestimento di una parete sul lato del depuratore con funzione di ”lavagna” sulla quale i passanti, invitati a fermarsi e concedersi un attimo per riflettere, potranno scrivere con gessetti colorati un desiderio che vorrebbero realizzare prima di non poterlo più fare o solo lasciare un messaggio….”before I die”.

CHIOSCO FISH LAB PER LA PROMOZIONE ITTICA

Al lato sud-est di Calata Simone Vignoso, il progetto elaborato da un professionista genovese prevede l’inserimento di un manufatto destinato alla creazione di un chiosco Fish-lab in uso a membri dell’Associazione Pescatori Liguri per la lavorazione e la somministrazione dei prodotti del pescato. La forma, le dimensioni, i materiali e le cromie del chiosco riprenderanno e si accorderanno sia con quelli del chiosco già esistente sul lato opposto della Calata, sia del Mercato Ittico.

Il manufatto sarà utilizzato sia per la trasformazione dei prodotti pescati, in particolare per la stagionatura, marinatura ed altre lavorazioni delle acciughe, sia per la somministrazione.

La struttura consentirà di assistere all’attività, fortemente radicata nella cultura degli abitanti del versante marittimo della Liguria, di lavorazione e preparazione delle acciughe, prodotto di antichissima tradizione, e rappresenterà un’attrattiva per i molti turisti e cittadini che frequenteranno la zona della Darsena. Al fine di riqualificare lo spazio pubblico e rendere compatibile la presenza storica dei pescatori e della loro attività con la generale fruizione turistica e di vivibilità della Darsena è prevista l’installazione lungo banchina di alcuni porta reti da pesca, realizzati appositamente e grazie al supporto di RR.

RIMORCHIATORI RIUNITI PORTO DI GENOVA S.R.L. AL BACINETTO

Il progetto prevede la rimozione della chiatta ancorata alla banchina posta in prossimità al bacino di carenaggio della Darsena Vecchia (Bacinetto) che verrà riqualificata e delocalizzata per lasciare posto ad un nuovo attracco dei RR

Nel Bacinetto, oggi destinato al carenaggio e refitting dei rimorchiatori e delle imbarcazioni private, vengono svolte attività cantieristiche secondo operazioni antiche ancor oggi tradizionalmente in uso.

In particolare la manovra di inversione con tonneggio dei natanti per il posizionamento e la messa in galleggiamento con uscita vengono svolte manualmente da operatori e sommozzatori con una tecnica antica di particolare aspetto scenografico.

Recentemente è stata autorizzata la posa in opera di cartellonistica dedicata che illustra la storia del Bacinetto e delle operazioni che ancor oggi vengono svolte e così divulgate ai frequentatori del Bacinetto attratti dall’antico saper fare genovese in mare.

Il molo antico verrà riqualificato rimuovendo le incongrue finiture oggi presenti che verranno sostituite con la posa di pavimentazioni possibilmente riutilizzando materiali antichi. Inoltre, verranno installate bitte, colonnine di servizio e parabordi a protezione degli ormeggi.

Il molo potrà essere reso fruibile con visite guidate compatibilmente con le esigenze di sicurezza.

Regione Sicilia – Musumeci a Linosa, sei milioni per il porto

Visita istituzionale a Linosa, stamane, del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Quella nelle Pelagie è la sesta tappa, del governatore, nelle isole minori della Sicilia, dopo Lampedusa, Ustica, Pantelleria, Marettimo e Stromboli. Nella seconda isola dell’arcipelago agrigentino, Musumeci – insieme agli assessori all’Economia Gaetano Armao, alle Infrastrutture Marco Falcone e all’Ambiente Toto Cordaro – ha incontrato il sindaco Salvatore Martello e gli abitanti del piccolo centro, per “far sentire la vicinanza del governo regionale” e verificare le difficoltà di chi vive lì non solo nel periodo estivo, ma per dodici mesi l’anno.

Serratissime le tappe della visita lampo, iniziata a pochi passi dal molo, con un breve sopralluogo ai ruderi di quella che avrebbe dovuto essere la stazione marittima. Qui Musumeci ha auspicato il recupero della struttura, ormai fatiscente, per restituire decoro alla porta d’ingresso del centro abitato, votato ormai a una piena vocazione turistica.

«Vivere nell’isola dell’isola – evidenzia il presidente – è davvero difficile. Sono tanti i problemi eppure questi cittadini, alcune centinaia, hanno la stessa dignità e responsabilità di chi vive nel centro di Palermo, di Catania, di Messina e delle grandi città. Abbiamo ascoltato, era questo il nostro compito, le loro esigenze. Abbiamo parlato col parroco, con gli operatori turistici, con i pescatori, con i giovani, con i turisti, con i medici e col sindaco naturalmente. L’elenco è lungo eppure bastano piccoli segnali per invertire la tendenza».

Successivamente, il governatore ha visitato il dissalatore di Linosa, incontrando gli operai che qui vi lavorano. L’impianto funziona regolarmente e riesce a soddisfare i bisogni della comunità isolana. Gli unici interventi che occorre prendere in considerazione sono la rimozione di due grandi cisterne ormai inutilizzate e del vecchio impianto di dissalazione letteralmente “imballato” all’interno di un container di metallo.

Proprio a pochi passi dal dissalatore, Musumeci ha osservato i resti del bellissimo acquedotto realizzato circa novanta anni fa e ancora in buono stato di conservazione. Dato il valore storico e culturale dell’opera, si valuteranno gli interventi necessari per restituirlo al suo antico splendore, e soprattutto a cittadini e turisti in visita sull’isola. Grande soddisfazione, poi, è stata espressa dal presidente nel constatare come l’area verde antistante il dissalatore, e che si affaccia sul mare, sia stata trasformata dalla Forestale in una vera e propria oasi verde accessibile e fruibile.

Spostatosi nel centro abitato dopo aver percorso il periplo dell’isola, il governatore e gli assessori hanno incontrato il parroco, don Nazareno Ciotta, nella piccola chiesa di San Gerlando. Il presidente ha voluto fare un sopralluogo anche alla guardia medica, per conoscere dal personale sanitario in servizio le principali necessità. Prima fra tutte una struttura di diagnostica che possa consentire, già in loco, una prima diagnosi di infortuni e malattie, senza essere costretti a lasciare Linosa, con le relative difficoltà e spese di trasporto.

«Ripartiamo dopo avere assunto impegni che dobbiamo mantenere – afferma il governatore – e sono convinto che il primo passo sia quello consentire un più facile approdo sull’isola. Proprio ieri sera, la giunta regionale ha approvato uno stanziamento di circa sei milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza dell’attracco di “Scalo vecchio”. Il progetto è già pronto. E’ negli uffici regionali per gli adempimenti, la gara potrebbe essere indetta in autunno e i lavori potrebbero cominciare già all’inizio del prossimo anno. È il primo concreto atto che stiamo compiendo per Linosa, il primo di una lunga serie e lo faremo ancora anche per le altre isole minori in cui andremo nei prossimi mesi. La Sicilia cambia se ci mettiamo volontà, impegno e cuore nelle cose che facciamo».

Prima di rientrare a Palermo, il presidente della Regione, insieme agli assessori e al sindaco Martello hanno fatto una breve sosta nella sede del Comune. Qui Musumeci ha ascoltato ancora una volta le richieste da parte della comunità. Tra i temi messi sul tavolo dai cittadini c’è stato quello degli spostamenti da e per Linosa. La necessità è quella di abbattere i costi di viaggio per raggiungere l’isola, consentendo al piccolo centro di essere meno isolato dal resto della Sicilia e del mondo.

«La visita del presidente della Regione Nello Musumeci e degli assessori regionali all’Economia Gaetano Armao, alle Infrastrutture Marco Falcone e al Territorio Toto Cordaro – ha commentato il sindaco Totò Martello – è un importante segnale di attenzione nei confronti di Linosa e dei linosani. Quello del porto era un finanziamento atteso da anni. Ringraziamo il governo per quanto fatto e per gli impegni assunti».

Zone economiche speciali, dal governo Musumeci arriva il via libera

Via libera dal governo Musumeci alla proposta di istituzione delle due Zone economiche speciali in Sicilia. Sono state, infatti, identificate e delimitate le aree per la “Sicilia occidentale” e per la “Sicilia orientale”. Gli atti verranno adesso trasmessi a Roma al ministero per il Sud. L’annuncio è avvenuto durante una conferenza stampa, a Palazzo d’Orleans, del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Presenti anche gli assessori all’Economia Gaetano Armao, alle Infrastrutture Marco Falcone, alle Attività produttive Mimmo Turano, all’Agricoltura Edy Bandiera, al Territorio Toto Cordaro.

«Quando ci siamo insediati a Palazzo d’Orleans – ha spiegato il governatore – le Zes erano già state istituite da Roma nel 2017, ma non abbiamo trovato nessuna traccia di attività da parte del precedente governo regionale. Siamo partiti da zero. Ci siamo messi subito all’opera per arrivare all’obiettivo. Sappiamo che non tutti saranno contenti e che il nostro lavoro è perfettibile, ma era importante partire con le due Zes per non restare indietro rispetto alle altre Regioni d’Italia. Abbiamo una dotazione di aree assegnate alla Sicilia dal governo nazionale insufficiente, per questo chiederemo al ministro per il Sud un’ulteriore dotazione, in modo da poter soddisfare le numerosissime richieste che arrivano dal territorio e dal mondo produttivo».

La Sicilia ha a disposizione 5.580 ettari di terreno (il 35 per cento destinato alla Zes della Sicilia occidentale e il 65 per cento a quella orientale) entro i quali far ricadere le aziende già esistenti e quelle che vorranno investire nel futuro. Le caratteristiche essenziali delle aree individuate sono la presenza di un porto, di un retro-porto e di una consolidata tradizione industriale.
Con le Zes si rendono vantaggiosi gli investimenti in Sicilia attraverso il credito d’imposta, gli sgravi fiscali, le agevolazioni sul lavoro, gli ammortamenti per le aziende. In tre anni per il Mezzogiorno sono disponibili duecentocinquanta milioni di euro per agevolazioni e cinquanta dovrebbero essere destinati alla Sicilia. Quasi il 9 per cento dei cinquemila e cinquecento ettari a disposizione saranno messi a bando già domani, in modo che così ogni Comune o azienda potrà dire quali sono le proprie esigenze e presentare un progetto.

Il cammino delle Zes siciliane è sostanzialmente iniziato a marzo 2018 quando la Regione ha istituito una Cabina di regia con il compito di predisporre il Piano di sviluppo e individuare le aree candidate all’inclusione, in stretto raccordo con gli enti locali e le organizzazioni sindacali e datoriali. Nello scorso mese di maggio è arrivato il via libera del governo alle Linee guida per l’identificazione e la delimitazione della superficie disponibile. Le zone individuate valorizzano le aree produttive e anche alcune aree interne, comunque strettamente interconnesse dal punto di vista economico e funzionale alle infrastrutture portuali esistenti e alle aree immediatamente contigue.
Nello specifico, la Zes Sicilia occidentale vede incluse: le aree industriali di Aragona-Favara, Caltanissetta, Carini, Palermo-Brancaccio, Termini Imprese e Trapani e ancora il Porto di Palermo, il Porto e il retroporto di Termini Imprese, la Stazione Sampolo con il mercato ortofrutticolo di Palermo, la zona Palermo-Partanna, il porto di Trapani, l’Aeroporto di Trapani, i porti di Mazara del Vallo, Licata e Porto Empedocle con il suo retroporto e i retroporti di Mazara, Marsala.
La Zes Sicilia orientale comprende le aree industriali di Gela, Paternò, Belpasso, Messina-Larderia, Villafranca Tirrena, Augusta-Melilli, Priogo Gargallo, Siracusa, Milazzo – Giammoro ed Enna e ancora il porto di Catania con il retroporto, l’Asi, l’interporto e Mas, Tremestieri, il retroporto di Milazzo, porto di Augusta, aeroporto di Comiso, l’interporto di Melilli, il porto di Pozzallo con il suo retroporto e infine il porto di Messina e la zona della fiera.

Secondo l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano: «Le Zes avranno sostanzialmente il compito di dare vita a delle nuove forme sperimentali di governo economico con l’obiettivo di rilanciare porti e aeroporti siciliani e di attrarre nuovi investimenti tramite agevolazioni fiscali, in primis il credito d’imposta, incentivi e semplificazioni amministrative. Non sono certamente la panacea di tutti i mali della Sicilia, ma indubbiamente le zone economiche speciali sono un’opportunità preziosa per attutire il divario che esiste tra Nord e Sud ancora oggi certificato dallo Svimez. Le Zes – prosegue Turano – possono riuscire a dare una prospettiva futura più concreta al nostro tessuto produttivo e a rendere la nostra isola più competitiva e attraente sul mercato internazionale».

L’impatto delle agevolazioni per le due Zes siciliane – secondo uno studio del dipartimento regionale dell’Economia – determinerà due effetti: un aumento degli investimenti che deriva dal meccanismo stesso dell’agevolazione e un potenziale aumento delle esportazioni. Le Zes, in linea generale, consentiranno di promuovere i settori che possono considerarsi centrali per lo sviluppo della base produttiva regionale (attività estrattive, manifatturiere, logistica, servizi) e soprattutto per la riduzione del suo grado di dipendenza strutturale.

«Le Zone economiche speciali – spiega l’assessore all’Economia Gaetano Armao – avranno due effetti benefici sul Pil dell’Isola. Aumenteranno gli investimenti, come conseguenza del meccanismo stesso dell’agevolazione (credito d’imposta per investimenti), anche se non in maniera significativa dal momento che la Sicilia è relativamente de-specializzata nella produzione di beni di investimento, ma sarà invece evidente un aumento delle esportazioni che dovrebbe portare un incremento del Pil dello 0,6 per cento. Nella gestione di questo processo – ha detto infine Armao – saremmo particolarmente attenti alla trasparenza e alla legalità. Per questo estenderemo il Protocollo di legalità, firmato con la Guardia di Finanza, alle misure previste dalle Zone economiche speciali».

MIT: Stanziati 80 milioni per progettazione di opere prioritarie

Andranno a beneficio di Comuni, Città metropolitane, Province, Autorità portuali

E’ on-line sul sito internet del Mit il decreto direttoriale sul fondo per la progettazione di opere prioritarie.

Il provvedimento, a beneficio di Comuni, Città metropolitane, Province e Autorità Portuali è destinato a finanziare la progettazione di fattibilità di infrastrutture e insediamenti prioritari, nonché la project review di infrastrutture già finanziate.

Le risorse sono destinate alla progettazione di fattibilità di infrastrutture e insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, alla project review delle infrastrutture già finanziate ed alla predisposizione dei PUMS e dei PSM ed alla progettazione di  opere portuali e piani strategici, così come definito nel Decreto Ministeriale  n. 171 del 10 maggio 2019.

Il totale delle risorse verrà così ripartito:

•      21.343.000 di euro per le Autorità di sistema portuale;

•      20.631.000 di euro per le Città metropolitane;

•      21.343.000 di euro per i Comuni capoluogo di Città Metropolitane;

•      16.363.000 di euro per i Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma e i Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

L’accesso al finanziamento avviene mediante l’invio della proposta all’indirizzo PEC: fondoprog.iip@pec.mit.gov.it, a partire dal giorno 10/08/2019 e fino alle ore 14.00 del giorno 07/11/2019 (novantesimo giorno dalla data successiva alla pubblicazione del presente decreto).

Le proposte  devono essere presentate  utilizzando gli allegati al Decreto Direttoriale n. 8060 dell’ 8/8/2019  e secondo le modalità in esso indicate.

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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