Nuovo studio SRM-Alexbank sugli effetti del raddoppio del Canale di Suez. Analisi su traffici, competitività, BRI, Suez Canal Zone

Alexbank e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) hanno pubblicato una nuova edizione, aggiornata e rinnovata nei contenuti, dello studio “The Suez Canal after the expansion: Analysis of the traffic, competitiveness indicators, the challenges of the BRI and the role of the Free Zone”.

Il Canale di Suez, raddoppiato nel 2015, continua a rappresentare uno snodo strategico per i traffici marittimi mondiali mercantili; il 9% del commercio internazionale del globo transita per questa grande via di passaggio; oltre 900 milioni di tonnellate di merci all’anno e più di 17.500 navi sono stati gli ultimi record del canale che nel 2019 compirà 150 anni.

Il volume contiene quattro sezioni:

La prima dedicata all’analisi del traffico per tipologia di merci, navi, settori;
La seconda contiene una comparazione degli indicatori internazionali di competitività marittima dei paesi Mena e di come essi sono variati a seguito del raddoppio del Canale;
La terza sezione contiene l’analisi dell’impatto della grande iniziative cinese Belt & Road sui traffici del Mediterraneo in funzione dell’apertura del Canale;
La quarta analizza la struttura della SCZ-Suez Canal Zone mettendo in risalto le principali caratteristiche che rendono la “zona” e il connesso sistema portuale appetibile agli investitori e gli investimenti ad ora realizzati.

Dichiarazione del Direttore di SRM Massimo DEANDREIS: lo studio offre un aggiornamento del nostro precedente Report ed è stato realizzato in collaborazione con AlexBank, controllata del Gruppo Intesa Sanpaolo in Egitto. Il lavoro mette in risalto come il raddoppio del Canale stia gradualmente cambiando gli assetti mondiali del trasporto marittimo soprattutto lungo la rotta Est-Ovest; negli ultimi 16 anni il traffico dal Sud Est Asiatico verso il Med è aumentato del 61%, dato che va letto insieme alla crescita del traffico da e verso il Golfo (+200%) dove molto interscambio commerciale ha come destinazione finale la Cina. Suez, inoltre, non è solo una via di passaggio strategica ma rappresenta un modello di sistema portuale che integra aree dedicate alla manifattura industriale ad investimenti in tecnologie. E’ un esempio da cui possiamo mutuare metodologie e strategie anche per le nostre Zone Economiche Speciali e rendere così più competitivo il nostro sistema portuale.

Bari-Matera : TIM, Fastweb e Huawei presentano le prime “Città 5G”

BARI – Un’investimento complessivo di sessanta milioni di euro previsto in quattro anni, Bari-Matera 5G é un progetto ambizioso e durante la conferenza stampa, tenutasi presso il Terminal Crociere del Porto di Bari, e congiuntamente con una in video comunicazione da Matera, presso Palazzo Lanfranchi, si sono presentate le prime applicazioni sul campo, basate sulla rete mobile di quinta generazione.Sono stati esposti i primi scenari d’uso di Realtà virtuale e Realtà Aumentata nell’ambito della sperimentazione della tecnologia 5G, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Durante la presentazione sono state accese, sia a Bari che a Matera, le prime antenne 5G, un momento di svolta del progetto che prevede di raggiungere nelle due città una copertura del 75% della popolazione già entro la fine dell’anno, per arrivare ad una copertura integrale entro il 2019 trasformando questi territori in veri e propri laboratori digitali.
Applicazioni concrete del 5G nel settore della sanità, della cultura, dell’automotive, della sicurezza pubblica, del turismo e dell’industria 4.0, visite da remoto ai siti archeologici, in particolare alle chiese rupestri di Matera con la Realtà Virtuale, e attraverso la Realtà Aumentata, sviluppato in collaborazione con la Isotta Fraschini Motori, applicando il 5G ai processi produttivi, si potrà operare sui motori delle navi, aggiungendo nuove informazioni alla percezione del mondo circostante sovrapponendo ologrammi e dati interattivi alla realtà.

Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico meridionale, prof. Ugo Patroni Griffi, durante la conferenza interviene: “Quando mi sono insediato ho trovato un porto molto, tecnologicamente avanzato, forse il porto più avanzato d’Italia, con un Port Community System preso come modello anche in altri porti, difatti ho firmato, proprio qualche giorno fa, un contratto dove noi cediamo questo sistema in licenza al porto di Durazzo. Oggi abbiamo l’opportunità di fare un balzo tecnologico, offrire alla collettività un luogo produttivo, un luogo significativamente produttivo, perchè la logistica in questo paese vale oltre sei punti di PIL, in cui testare una nuova tecnologia. Oltre a far diventare il porto come un luogo di Innovation Lab, verrà incluso nella ZES l’intero demanio marittimo, facendo diventare il Porto di Bari il punto di riferimento, per chi vuole investire, sia tecnologicamente avanzato, collegato ad una vasta Rete, sia a burocrazia zero. Quella burocrazia, che ha rallentato, se non frenato, lo sviluppo di un paese che ha tutte le capacità, tutte le energie per essere uno dei paesi più competitivi del mondo”.

Il responsabile Technology Innovation di TIM e segretario General Assembly Bari-Matera 5G, Enrico Maria Bagnasco,  spiega l’evoluzione del progetto:”I numeri del progetto sono impressionanti, sessanta milioni di investimento, sette università e centri di ricerca, soggetti pubblici, moltissime imprese del territorio, grandi aziende, multinazionali, comprese start-up, unite per un obiettivo comune, e i risultati eccellenti ne sono la prova, persino in anticipo sulla tabella di marcia”.

Andrea Lasagna, Technology Officier di Fastweb:”Oggi noi stiamo elaborando per cercare di connettere ambienti e attività, che sono sostanzialmente tra il pubblico ed il privato, e che permettono di connetere la pubblica amministrazione con i cittadini. E’ arrivato dunque il momento di portare questa rivoluzione digitale nelle nostre città per farle diventare ecosistemi evoluti a servizio dei cittadini. Il 5G non è solo una nuova rete, ma un nuovo modo di pensare le telecomunicazionied i servizi.

Fabio Moresi, Wireless Marketing Manager Huawei Italia:”Dopo una fase di laboratorio, finalmente passiamo a quella sul campo. Oggi possiamo toccare con mano i primi prodotti 5G-oriented che danno inizio alla cosiddetta Gigabit-society (3 Gigabit/s). Questo grazie alla tecnologia Massive MIMO che aumenta la capacità delle celle e alla disponibilità di canali ad ampia banda, ben 100 Mhz”.

Giorgio Castelli, Responsabile Services Innovation TIM, presenta l’applicazione di Virtual Reality:”La tecnologia 5G ci permette di visitare da remoto alcuni dei luoghi di principale interesse turistico di Matera. Il visitatore, indossando un visore specifico, sarà libero di muoversi nelle aree previste, avvicinarsi alle pareti, interagire con oggetti, vivendo un’esperienza del tutto innovativa ed immersiva, potendo, inoltre, incontrare nel nuovo mondo virtuale anche altri utenti/visitatori, ubicati in luoghi fisicamente distanti da quello in cui si trova. Una collaborazione tra due tipi di mondi, quello dell’innovazione e quello della cultura, che ha portato ad un risultato emozionante”.

Michele Gramegna, Responsabile Attività Industriali Isotta Fraschini, spiega l’applicazione della Realtà aumentata nell’industria 4.0:”Per affrontare le sfide che il mercato, estremamente competitivo, vuole è necessario che le imprese siano attrezzate per creare valore, passando per l’innovazione. Per questo motivo Isotta ha aderito, con entusiasmo, alla sperimentazione di Bari-Matera 5G sviluppando delle use-case qualificanti per la realtà aumentata”.

La soluzione sviluppata per Isotta Fraschini Motori si compone di 3 elementi: un’applicazione per lo Smart Helmet (un visore Microsoft Hololens), una piattaforma Cloud che raccoglie tutti i contenuti e el informazioni utili per gli interventi degli addetti sui motori e l’utilizzo di Skype per attivare le chiamate di assistenza e richiedere il supporto da remoto. Quindi grazie all’uso di speciali visori e alle performance di alto livello della rete,  alla velocità ed alla bassa latenza sarà possibile fornire assistenza remota attraverso una chiamata audio/video  agli operatori impegnati nelle operazioni di montaggio e di smontaggio del motore nautico.

Salvatore Carruezzo

 


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Camionale di Bari, il progetto preliminare

Bari – Questa mattina, nella sala conferenze dell’ Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, alla presenza di Mauro Coletta, direttore della Direzione generale vigilanza delle Autorità portuali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Bari, ing. Giuseppe Galasso ed il presidente dell’ Autorità di Sistema portuale, il prof. Ugo Patroni Griffi, ha presentato il progetto preliminare della cosiddetta “Camionale” di Bari.


La “Strada Porta del Levante”, così verrà chiamata, unirà l’Autostrada A14 e il Porto di Bari, collegando l’area portuale, l’Interporto, la tangenziale e la zona industriale, liberando le più importanti arterie cittadine, dal traffico e dal conseguente inquinamento derivato dalla circolazione di mezzi pesanti.
L’area metropolitana di Bari è uno dei più importanti scali commerciali dell’Italia meridionale e centro di collegamento verso l’Europa dell’Est ed il Medio Oriente, e quest’opera costituisce un miglioramento sia trasportistico che urbanistico, smaltendo il flusso di traffico pesante destinato al porto, tramite un accesso diretto all’area portuale; bypassando il centro abitato ed eliminando la sovrapposizione del traffico urbano.
L’assessore del Comune di Bari, l’ing. Giuseppe Galasso spiega: “E’ un progetto ambizioso, importante, un progetto che ha origini antiche, molto spesso si parla della Camionale ma non si conoscono le caretteristiche del progetto. Cambierà il volto della città in meglio, la renderà estremamente più funzionale migliorando la qualità della vita della città sotto alcuni aspetti importanti. Tre sono gli obiettivi che questa strada si prefigge di conseguire: il primo, quello di consentire una migliore raggiungibilità del porto di Bari; secondo, mettere in connessione tra di loro, con una struttura ben dimensionata, diverse realtà come l’area portuale, l’Interporto, la zona ASI ed anche l’aeroporto oltre al casello autostradale; terzo, dare dignità al casello autostradale Bari-nord.

Questo progetto, sostanzialmente, incarna quella che è la progettazione urbanistica infrastrutturale che il Comune di Bari intende porre in essere nei prossimi anni. Sarà lunga 10,5 Km, attraverserà tutta la zona ASI riqualificandola e costerà 210 milioni di euro. Tre diverse zone individuate, il primo tratto che va dal porto fino alla rotatoria, che verrà costruita in corrispondenza di Viale Europa, avrà anche il peso economico più importante, circa il 40% dell’intero importo dell’appalto. Il secondo sarà quello di riqualificare la viabilità esistente all’interno della zona industriale. Un principio di grande responsabilità, dando una nuova vita alle infrastrutture già esistenti permettendo di collegare tutto il tessuto industriale. Il terzo, sarà una bretella di raccordo con un nuovo casello dell’autostrada che chiameremo: Bari-Porto-Interporto-ASI-Aeroporto”.

Il progetto rientra nel programma europeo TEN-T che si pone l’obiettivo di integrare la rete di trasporti barese con le reti dell’Europa e dell’Est Asiatico.

Salvatore Carruezzo

(salva con nome)

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VERSO IL PIANO REGIONALE DELLE MERCI E DELLA LOGISTICA DELLA PUGLIA

BARI – Si è svolto ieri a Bari, il 2° Focus Group del PRML della Puglia, con l’obiettivo di definire delle proposte operative per lo sviluppo del sistema dei trasporti e della logistica pugliese. Tale PRML è in fase di redazione da parte dell’Asset, (Agenzia Regionale recentemente riformata e retta dal commissario ing. Elio Sannicandro) in collaborazione con SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), sotto la regia dell’assessorato ai Trasporti.

Dopo l’introduzione del commissario dell’ASSET, il saluto del Presidente Emiliano che, si è soffermato sulle ragioni della sottoscrizione del Protocollo tra la Regione ed il POLITECNICO di BARI sui temi della pianificazione e del territorio, individuando il Politecnico di Bari come “Custode/banca” delle idee strategiche regionali, con l’auspicio che la cultura tecnica di impronta pugliese possa rendersi disponibile anche al di fuori della Regione. Nella sostanza, ha concluso Emiliano, questo Protocollo dovrà servire anche a far migliorare la “qualità del pensiero lungo” della Regione.

Il lavoro di ricerca è stato illustrato dal dott. Alessandro Panaro (SRM) che a partire dallo scenario economico del trasporto merci a livello nazionale ed internazionale, ha svolto una completa analisi dei principali fattori di competitività del mar Mediterraneo, con un approfondimento particolare sulle strategie e sul  ruolo delle ZES (zone economiche speciali) analizzando casi significativi di ZES.

In particolare per quanto riguarda il mar Mediterraneo, il dottor Panaro, a partire dall’analisi dei dati dei container ha rilevato come tale “Mare Nostrum” stia diventando, pian piano, da mare di transito a mare strategico; infatti dal 2012 al 2016 il numero di navi delle prime 4 compagnie navali  mondiali e cioè: MAERSK, MSC, CMA CGM, COSCO,  transitate nel Mediterraneo, è aumentato del  20%. Inoltre il numero di Navi che transitano nel Mediterraneo e toccano almeno un porto Italiano è aumentata del 40%  (sempre dal 2012  al 2016) e quella delle grandi navi (oltre 13.000 TEU), del 56%. La presenza di navi nei tre principali porti container italiani (Gioia Tauro, Genova e La Spezia) è cresciuta complessivamente dal 2012 ad oggi dell’86,4%.

Mentre nel porto di Genova la presenza di tali navi nel 2016 è raddoppiata (+99,4%) rispetto al 2012, anche nel porto di la Spezia tale presenza è più che raddoppiata. Quindi buone notizie per il Nord-Ovest e per il mar Tirreno in generale, un pò meno per  il Sud e per l’Adriatico, anche se, grazie al porto di Trieste, qualche nave container, nel 2016 ha cominciato a solcare l’Adriatico.Va rilevato comunque, che ancora al 2016-2017 circa il 42 % delle grandi navi che varcano il Canale di Suez, non si fermano, né sostano nel Mediterraneo ma proseguono verso i porti del nord Europa.

Riguardo alle ZES sono stati analizzati i moltiplicatori di impatto verificando che le ZES possono avere un importante effetto moltiplicativo sul territorio da 1 a 3.In particolare, in Marocco, dalla ricerca di SRM risulta che, in termini di investimenti privati, la  Tanger Free Zone (ZES di Tangeri) ha generato 6 miliardi di export e 60.000 posti di lavoro diretti, pertanto è stato svolto un’approfondimento specifico sulla  Tanger Free Zones dove si è riscontrato:
- incentivi e agevolazioni per gli investitori privati
- esenzione dalle imposte di registro e di bollo per l’aumento o il conferimento di capitale e le acquisizioni di terreni;
- esenzione dell’imposta sui brevetti e dalla tassa urbana per 15 anni;
- esenzione dell’imposta sul reddito delle società per 5 anni e, dopo,  aliquota ridotta all’8,75% fino al 20°anno;
- esenzione fiscale sui prodotti azionari, azioni e proventi assimilati e sul rimpatrio di capitali;
- le merci che entrano nella zona, così come i servizi resi dal territorio, sono esenti da IVA;
- per alcuni settori, lo Stato, attraverso il Fondo Hassan II, può concedere aiuti finanziari per l’acquisto di terreni e/o la costruzione di unità produttive.

Questa concessione raggiunge fino al 100% del prezzo del terreno sulla base di un costo massimo di 250 DH/mq. Il rilascio di questo aiuto è effettuato in un periodo non superiore a 60 giorni dopo la presentazione dei documenti giustificativi;il trattamento previdenziale per assunzioni e contratti di dipendenti permette un notevole abbattimento del costo del lavoro.

Considerato che nel Mediterraneo ci sono forti ZES in Marocco, in Turchia ed in Egitto, la domanda cui bisogna dare risposta con le ZES Pugliesi ed Italiane è: perché le imprese, i terminalisti, le grandi compagnie e le grandi navi devono venire in Italia?La proposta operativa è quella di individuare al più presto le aree e definire il “PACCHETTO LOCALIZZATIVO” cioè gli incentivi finanziari e le agevolazioni burocratiche .Principalmente le agevolazioni burocratiche potrebbero mettere il Sud al pari del resto del Paese (in quanto spesso, al Sud, ogni passaggio burocratico ed ogni adempimento amministrativo diventa occasione per imporre varie gabelle), vanno poi studiati gli incentivi per le assunzioni in zona ZES.

Per gli incentivi fiscali la proposta operativa è semplice: seguire l’esempio della Polonia che prende parte dei fondi Europei e li destina a misure specifiche riservate alle imprese insediate nelle ZES.

Tra i vari interventi degli operatori, anche per non rilevare le assenze territoriali, ci si limita a riportare gli interventi dei due presidenti delle AdSP.Il presidente Patroni Griffi, nell’apprezzare l’ottimo lavoro della ricerca SRM rileva che ci sono troppi piani e tavoli paralleli che si occupano delle stesse cose con notevoli rischi di non raggiungere una sintesi completa, (Tavolo Aree Logistiche Integrate, Tavoli ZES ed ora il tavolo del Piano Regionale Merci e Logistica di ASSET-SRM) per cui invitava il Commissario dell’Agenzia ASSET ing. Sannicandro ad inviare ai 2 tavoli AdSP-ZES che stanno lavorando sulle ZES e sull’individuazione delle aree, tale importante ricerca, sottolineando comunque il “lavoro comune” che i 2 tavoli stanno portando avanti come un’unica Autorità di Sistema Portuale, coerentemente all’originaria previsione del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica che prevedeva un’unica AdSP per la Puglia.

Il Presidente Prete, nell’evidenziare l’esempio degli “Stati Generali del Nord-Ovest” tra i porti Liguri e le Regioni Liguria, Piemonte e Lombardia che si muovono all’unisono, suggeriva alla regione Puglia di fare altrettanto, e cioè una Cabina di regia per programmare e pianificare la logistica dei porti pugliesi con le regioni di riferimento. Per gli incentivi suggeriva di integrare, con risorse regionali i “ferro-bonus” ed i “mare-bonus” statali mentre evidenziava alcune criticità della normativa ambientale e paesaggistica regionale che ha causato notevoli ritardi nelle gestioni dei piani e dei progetti di infrastrutture portuali (generando l’abbandono del porto di Taranto da parte di Evergreen).

Non è passata inosservata una slide dell’SRM dal titolo: il Sistema Logistico in Puglia dove erano individuati i sei porti delle due AdSP, l’interporto Regionale della Puglia e due soli Aeroporti: Bari e Grottaglie. Si spera sia stato un errore grafico, come si spera che emerga in futuro il “pensiero lungo” della Regione Puglia: senza il prolungamento del Corridoio Baltico Adriatico da Ravenna in Puglia e senza il raddoppio della tratta ferroviaria Termoli – Lesina (ancora a binario unico) non potrà essere operativo un reale collegamento mare-ferro tra i porti pugliesi e l’Europa.

 

Donato Caiulo

Studio per la redazione del Piano regionale delle merci e della logistica della Puglia

(tasto destro/salva con nome)

Focus 20_2_18.pptx



L’area portuale di Bari ridisegnata dagli studenti del Politecnico

Bari – Questa mattina, nella sala Colonnato del Palazzo di Città Metropolitana di Bari, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della mostra di progetti di riqualificazione dell’area portuale di Bari, ideati dagli studenti del Corso di Architettura e Composizione Architettonica II del Politecnico barese. Sei visioni di masterplan, dove la creatività dei giovani ha cercato di interpretare l’unione armonica, antica, “città-porto”; rendendo dinamico e avveniristico il rapporto che esiste tra una città ed il suo mare.

“In ogni progetto traspare la volontà di una riorganizzazione dell’ambiente per una più adeguata fruizione di strutture in connessione con il mare – spiega la professoressa Antonella Calderazzi, docente del corso di Architettura e Composizione Architettonica II, Laurea Magistrale in ingegneria Edile-Architettura -. Il programma verte sulla tematica della rigenerazione urbana mediante l’analisi di aree degradate industriali, zone marginali e frammenti urban. Attraverso strategie che coniugano sinergicamente processi di pianificazione, comunicazione e partecipazione, vengono riprogettate le aree oggetto di studio, introducendo sistemi di viabilità interna, criteri di sostenibilità, cultura del verde urbano e riconfigurazione architettonica”. “Abbiamo sentito l’esigenza di fruire del porto, che ci sembra quasi estraneo alla città”.

 

“Bari è una città di mare, noi purtroppo ad oggi siamo una città con il mare”. Il Sindaco di Bari Antonio Decaro interviene ricordando le parole del suo programma elettorale. “Nel passato abbiamo creato una sorta di frattura tra la città ed il mare, oggi abbiamo la necessità di operare una sorta di cucitura, non solo una cucitura urbanistica ma sociale”. “Tra i vari progetti di riqualificazione di tutta l’area di Bari, che è la vera sfida, c’è quella che parte da Punta Perotti fino a San Giorgio e sarà oggetto di un concorso di idee aperto a tutti, giovani, esperti di tutta Europa, anche senza un curriculum strutturato ma che abbiano straordinarie idee come abbiamo visto qui oggi. Tutti i progetti presenti, ideati dai ragazzi, sono realizzabili aprendo il porto alla città”.

“Dobbiamo evitare che il porto resti un luogo con le barriere – spiega il Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio -. Dobbiamo andare verso l’apertura, non ci può essere chiusura, soprattutto perchè siamo città sede di polo universitario ed è propio quello che trasmettono i progetti di questi ragazzi, offrendo alla città una nuova visione interessante”.

L’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia, nonchè architetto, Anna Maria Curcuruto: “L’urbanistica, così come le grandi opere pubbliche hanno tempi molto lunghi, richiede amministrazioni longeve ed urbanisti longevi, molto longevi come ci ha insegnato purtroppo questa città di Bari. Si richiede una grande continuità, una grande coerenza tra le amministrazioni che si avvicendano nel tempo, sia a livello comunale e sia a livello regionale perchè sono attività, quelle dell’urbanistica e delle grandi opere pubbliche, che non riescono ad essere ideate e realizzate in un quinquennio. Cinque anni in Italia non bastano per fare niente, Fuksas mi ricordava che l’Aeroporto di Shenzhen, tra la progettazione, la realizzazione e la conclusione ha impiegato tre anni. Noi non siamo in Cina, siamo in Italia”. Poi rivolgendosi ai giovani progettisti: “Ci vorrà tanto tempo, tanta perseveranza, e probabilmente hanno tutta la vita davanti per vedere queste opere realizzarsi, magari non si realizzerà tutto insieme, ma per parti, l’importante è avere le idee come le avete manifestate oggi, avere degli obbiettivi e perseguirli comunque”.

“Il porto serve al traffico, il porto è il volano di sviluppo perchè serve all’economia del mare, che si basa sul traffico – interviene il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi -. La funzione dell’Autorità è assecondare il porto, creando le condizioni migliori affinchè questo traffico cresca in maniera armonica, cresca senza creare molte esternalità, senza andare ad opprimere anche le aspettative dei cittadini. La MSC, che ho incontrato qualche giorno fa in occasione del varo della Seaside, programma un aumento significativo di scali per i porti di Bari e Brindisi. L’Autorità comprende cinque porti, quasi tutti aperti al pubblico, tranne il porto di Bari. Il porto di Bari è piccolo e senza una retroportualità immediata. Quindi il problema non è quanto costruire ma come costruire, realizzare accosti che il mercato ci chiede, realizzare infrastrutture “europee” per i passeggeri. Bari è la prima città a sperimentare il protocollo 5G e abbiamo voluto il primo sensore nella Stazione Marittima, non solo, presenteremo il 6 Dicembre il progetto Ismael, per il controllo di sostanze inquinanti per mezzo di sensori posizionati non solo nell’area portuale ma in tutta la città di Bari, e la realizzazione di una nuova stazione marittima a Brindisi”.

Salvatore Carruezzo

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Interporto Sud Europa: confronto tra le istituzioni il 29

MARCIANISE – Un nuovo inizio per la logistica campana.  Questo il concetto alla base dell’incontro che si terrà martedì 29 novembre all’Interporto Sud Europa. Un confronto tra le istituzioni dei territori direttamente interessati ed i vertici della infrastruttura logistica a cui parteciperanno il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Regione, Luigi Bosco, il Sindaco di Marcianise, Antonio Velardi, il Commissario prefettizio del comune di Maddaloni, Samuele De Lucia ed il Presidente dell’Interporto Sud Europa Spa, Salvatore Antonio De Biasio.

Con i suoi sei milioni di metri quadrati di estensione quest’interporto è una delle realtà logistiche più importanti d’Italia. Localizzato a ridosso dello scalo ferroviario merci di Marcianise,  nodo di smistamento dei traffici su rotaia al quale è collegato direttamente con un proprio sistema di presa e consegna dei carri, l’ISE è un esempio di costante impegno per lo sviluppo della vera logistica sostenibile.

Considerato il naturale retro porto di Napoli e Salerno con i quali è collegato via gomma e con Napoli anche via ferrovia, l’interporto di Maddaloni Marcianise è oggi sede di circa 40 aziende che operano su 50 lotti tra aree scoperte e capannoni dando lavoro diretto a circa 2000 persone, oltre le 1500 impegnate nell’importante Centro Commerciale Campania  costruito nell’area interportuale.

Un polmone occupazionale per il territorio a cui le istituzioni guardano con attenzione. Nell’ottica di un costante impegno di sviluppo proiettato verso un futuro in cui la formazione dei giovani dovrà essere sempre più specialistica, l’Interporto Sud Europa ospita al suo interno l’Istituto Superiore per la Mobilità e la Logistica che forma giovani tecnici iperspecializzati in un contesto d’eccellenza.

Oggi l’ISE affronta con rinnovato entusiasmo la ripresa dell’espansione strutturale con i lavori di realizzazione del nuovo casello autostradale sull’A30 (Caserta – Salerno), la realizzazione di nuovi capannoni  e piazzali, il raddoppio e l’allungamento dei fasci di binari lavorabili ed altri importanti progetti pronti a concretizzarsi in ulteriori cantieri.

L’incontro di martedì 29 novembre presso la sala convegni dell’Istituto Tecnico Superiore nell’Interporto sarà anche occasione di positiva riflessione sulla fattiva collaborazione tra le Istituzioni e l’imprenditoria unica via di sviluppo economico del Mezzogiorno.

Dal Cipe investimenti in ricerca, beni culturali, capitale umano e infrastrutture

ROMA – Il Cipe ha assegnato due miliardi e mezzo di euro per investimenti nella ricerca e nel capitale umano, un miliardo di euro per i beni culturali. Inoltre il Cipe ha assegnato circa 290 milioni di euro per programmi e azioni finalizzate al sostegno alle imprese e alla crescita.

Si è svolta a Palazzo Chigi la riunione del Comitato interministeriale per la Programmazione economica (Cipe), presieduta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Di seguito le decisioni assunte.

Ricerca

Il Comitato ha approvato il Programma nazionale per la Ricerca per il periodo 2015-2020. Il programma prevede investimenti complessivi nel primo triennio 2015-2017 pari a 2.428,60 milioni di euro, di cui

1,9 miliardi di euro a carico del bilancio del MIUR e del PON ricerca500 milioni di euro a carico  Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2014-2020.E’ prevista una proiezione complessiva in via programmatica dell’impiego di risorse finanziarie fino al 2020, per un ammontare di 4,16 miliardi di euro totali.  Ad esse concorrono ulteriori risorse: il programma operativo regionale (POR) e l’iniziativa UE denominata “Horizon 2020”, tali per cui la portata finanziaria complessiva del Programma ammonterà complessivamente a 13,56 miliardi di euro nei sei anni dal 2015 al 2020. Il PNR è basato su sei grandi pilastri:

I.    Internazionalizzazione
II.   Capitale umano  III.  Programma nazionale infrastrutture
IV. Cooperazione pubblico privato e ricerca industriale  V.  Efficacia e qualità della spesa
VI. Programma per il Mezzogiorno

Beni culturali

Il Comitato ha assegnato 1 miliardo di euro, a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020, al Ministero dei beni e delle attività culturali per il finanziamento del Piano “Turismo e cultura” finalizzato ad un’azione di rafforzamento dell’offerta culturale del nostro Paese e di potenziamento della fruizione turistica, con interventi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e per la messa in rete delle risorse culturali materiali e immateriali, con particolare riguardo al  Sistema museale italiano. Sono altresì previsti interventi per il consolidamento di sistemi territoriali turistico-culturali. In particolare, a beneficiare del piano saranno grandi completamenti di interventi già in corso (quali Pompei, Ercolano, la Cittadella di Alessandria, la Reggia di Caserta e gli Uffizi di Firenze) oltre a nuovi interventi di importo complessivo di 170 milioni da ripartire fra interventi di valore non inferiore a 10 milioni di euro con successivo provvedimento.

Imprese e crescita economica

Il CIPE ha inoltre approvato diverse misure finalizzate al sostegno alle imprese e alla crescita per un totale di circa 290 milioni di euro.
In particolare, a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC)  2014-2020, il CIPE: ha assegnato 40 milioni di euro per il rifinanziamento dello strumento agevolativo cd. “Autoimpiego” nelle Regioni del Sud, che prevede contributi a favore di piccole iniziative imprenditoriali; ha  assegnato, nell’ambito dell’Accordo di programma per il rilancio competitivo dell’area costiera livornese dell’8 maggio 2015, 50 milioni di euro all’Autorità portuale di Livorno, per il finanziamento di quota parte del costo degli interventi relativi alla “Realizzazione della darsena Europa”.

Il CIPE ha inoltre assegnato 200 milioni di euro, al Ministero delle Politiche agricole e forestali a valere sulla quota del 30% delle risorse non utilizzate del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI). L’assegnazione è finalizzata al finanziamento agevolato dei contratti di filiera e di distretto.

Il CIPE ha altresì approvato alcune modifiche della Delibera n. 65/2015 che, in relazione all’avvio del Piano strategico per la Banda Ultra Larga, ha programmaticamente destinato, a valere sul FSC 2014-2020,  3,5 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi assegnati a interventi di immediata attivazione ai sensi dell’articolo 1, comma 703, lettera d) della legge di stabilità per il 2015. Le modifiche proposte hanno la finalità di rendere coerente il dispositivo della delibera con le esigenze di carattere attuativo rilevate dal competente Comitato per la Banda Ultra Larga (COBUL) e con gli esiti dell’interlocuzione in sede comunitaria per la notifica degli aiuti di Stato.

Infrastrutture prioritarie

Il CIPE si è espresso sull’applicazione delle misure di defiscalizzazione, ai sensi dell’art. 18 della legge n. 183/2011, a favore del Collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo.
Il Comitato ha approvato una variante al progetto definitivo del Traforo autostradale del Frejus per permettere l’apertura al traffico della galleria di sicurezza e migliorare la prevenzione dei rischi, del valore di competenza italiana di circa 72 milioni di euro.

Il Comitato ha autorizzato la rimodulazione di alcuni interventi e l’utilizzo delle economie di gara del programma “Piccole e medie opere nel Mezzogiorno”, per circa 16 milioni di euro. Gli interventi riguardano soprattutto lavori relativi a sedi delle forze dell’ordine, oltre alla costruzione di un museo alle vittime della mafia a Palermo.

Il Comitato ha approvato i progetti definitivi di opere di completamento della “Metropolitana leggera automatica Metrobus di Brescia, 1° lotto funzionale Prealpino-S.Eufemia”, che includono il sottopasso ferrovia-stazione metropolitana, con l’assegnazione definitiva di un finanziamento di 6 milioni di euro.

Il CIPE ha autorizzato l’avvio della realizzazione del 4° lotto costruttivo della Galleria di base del Brennero, del costo di 1,25 miliardi di euro a carico dell’Italia, assegnando i relativi fondi, individuando una nuova articolazione dei lotti costruttivi e il nuovo cronoprogramma dell’opera. La galleria, finalizzata al transito di merci e viaggiatori sulla linea ferroviaria Monaco-Verona, è lunga 55 km e, presso Innsbruck, sarà collegata in sotterraneo alla circonvallazione, per una lunghezza dell’opera di 64 km..

Il Comitato ha disposto la proroga di due anni della dichiarazione di pubblica utilità del collegamento autostradale di connessione tra le città di Brescia e di Milano – A35 (Brebemi), al fine di completare l’esecuzione delle attività espropriative. Ha inoltre approvato il progetto definitivo di variante della Interconnessione tra la A35 (Brebemi) e la A4 (Autostrada Torino-Milano-Venezia-Trieste).

Il CIPE ha approvato il progetto definitivo del primo lotto funzionale del Completamento del servizio ferroviario metropolitano e filoviarizzazione del trasporto pubblico locale di Bologna. Il progetto, del costo di 332 milioni di euro, prevede la realizzare un sistema integrato di trasporto ferro-gomma sulle direttrici principali del sistema di trasporto pubblico di Bologna, mediante il completamento delle fermate del Sistema Ferroviario Metropolitano, l’eliminazione delle interferenze tra viabilità urbana e rete ferroviaria e l’acquisizione di 55 nuovi filobus e di 19 convogli ferroviari.

Il CIPE ha approvato una perizia di variante localizzativa dell’intervento “Acquedotto Molisano Centrale ed interconnessione con lo schema Basso Molise”, che interessa 11 Comuni nella bassa valle del Biferno.

Il Comitato ha reiterato per la seconda volta il vincolo preordinato all’esproprio sugli immobili interessati dalla realizzazione della Linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Milano – Verona, tratta Brescia – Verona. La tratta Brescia-Verona prevede circa 73 km di lunghezza, 2 interconnessioni con la linea esistente e ulteriori 10 km di attraversamento urbano. Il costo dell’opera è di circa 4 miliardi di euro.

Il comitato ha identificato in  ANAS S.p.A il soggetto aggiudicatore del Collegamento viario “Pedemontana Piemontese” tra la A4 e la A26 (Santhià – Biella –Gattinara – Ghemme).

Il Comitato ha infine rinviato a nuova istruttoria per il perfezionamento dei progetti l’Autostrada Salerno Reggio Calabria, Svincolo Laureana di Borrello, e il Completamento della SS 291 “della Nurra”, Lotto 1°, da Alghero a Olmedo in località bivio cantoniera di Rudas,

Programmazione complementare dei fondi strutturali europei

Il Comitato ha approvato, ai sensi dell’art. 1, comma 8, della Legge di stabilità 2106, l’utilizzo di  845,98 milioni, a valere sulle risorse del cofinanziamento nazionale dei programmi finanziati dai fondi strutturali europei destinate all’attuazione dei programmi complementari di azione e coesione, per assicurare il completamento dei progetti inseriti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2007-2013 non conclusi al 31.12.2015.

Ha inoltre approvato, ai sensi della delibera del CIPE n. 10 del 28 gennaio 2015, il Programma complementare di azione e coesione 2014-2020 denominato “Imprese e competitività”, presentato dal Ministero dello Sviluppo economico, per un importo di 696,25 milioni di euro. Il Programma interviene nelle cinque Regioni del Mezzogiorno Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, e si pone in funzione complementare rispetto al Programma operativo nazionale Imprese e competitività 2014-2020.il Programma complementare di Azione Coesione presentato dalla Regione Campania. La disponibilità complessiva della Regione ammonta a 1.236,21 milioni di euro, al netto di 496,54 milioni di euro destinati al completamento dei progetti inseriti nei programmi FESR 2007- 2013 non conclusi alla data del 31 dicembre 2015.Altre decisioni del Comitato

Il CIPE ha inoltre assegnato un contributo al finanziamento delle attività di ricerca e formazione dell’Istituto italiano per gli studi filosofici e dell’Istituto italiano per gli studi storici, di Napoli, per complessivi 4 milioni di euro, a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020, in attuazione della Legge di stabilità 2014, trasformando in definitiva una assegnazione già decisa in via programmatica con una precedente delibera.

Unione Europea: al vaglio le tipologie di finanziamento per porti e aeroporti

BRUXELLES – La Commissione Europea si sta muovendo per agevolare l’utilizzo di alcune tipologie di finanziamento pubblico destinate a porti ed aeroporti, riducendo al minimo la cosiddetta fase di controllo: è questa la novità emergente dalla recente bozza contenente alcune modifiche alla disciplina di settore, prevista dal Regolamento UE n. 651/2014. L’attuale bozza è adesso al centro di una consultazione online – aperta sino al 30 maggio prossimo – che mira a raccogliere pareri e proposte dei vari portatori d’interesse: un’altra consultazione sarà prevista in autunno prima di procedere definitivamente all’adozione delle modifiche legislative.

Come ha già avuto modo di sottolineare il commissario europeo alla Concorrenza, Margrethe Vestager, “porti ed aeroporti sono infrastrutture chiave per la crescita economica e lo sviluppo regionale. La nostra proposta punta a facilitare investimenti pubblici privi di problemi in porti e aeroporti, esentandoli dall’esame nell’ambito delle regole sugli aiuti di Stato”. Proprio alla luce delle tematiche affrontate, la Vestager confida nell’interesse attivo di tutti quei portatori d’interesse – autorità pubbliche, privati, imprese et similia – nella contingente fase di consultazione.
Gli orientamenti che verranno fuori dalla prima tornata di consultazione saranno decisivi per la stesura di un ulteriore bozza di proposta che verrà sottoposta a consultazione in autunno. Fra le misure allo studio dell’esecutivo Ue, riferisce la stessa Commissione europea, anche quella di facilitare ulteriori aumenti delle fasce di esenzione per gli investimenti nel settore della cultura, visti i limitati effetti negativi in termini di concorrenza nel mercato unico.

Sin dal 2012 la Commissione Europea ha avviato una fase c.d. di modernizzazione degli aiuti di stato – definita SAM – con la quale si è riconosciuto il ruolo che tali aiuti possono rivestire nell’affrontare la crisi nonché nel raggiungere gli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020.

La tendenza generale è quella di ridurre e concentrare il controllo ex ante della Commissioni solo su quei casi che presentano il maggior impatto sul mercato interno. Grazie all’avvio di questa fase si è intervenuto su settori altamente sensibili quali l’estensione della banda larga, gli investimenti per il finanziamento del rischio, il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, il sostegno al settore ittico e dell’acquacoltura.

 

Stefano Carbonara

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ASSOLOGISTICA: PREOCCUPAZIONE PER IL GIUBILEO

ROMA – Ieri la proclamazione di 4 beati a santi celebrata da Papa Francesco a Roma, ha fatto confluire in Piazza San Pietro 65.000 persone. L’evento di così grande rilievo per il mondo cattolico, ha richiamato migliaia di pellegrini da molte regioni italiane e anche dall’estero. Sin dalla metà della settimana scorsa è stato impossibile prenotare treni ed aerei a chi parallelamente doveva spostarsi per lavoro.

“Eventi straordinari di tale portata, che muovono contemporaneamente così tante persone non possono essere dirottati sui collegamenti ordinari, già di per sé congestionati” sottolinea il Presidente di Assologistica Carlo Mearelli “L’economia ha bisogno di muoversi e le aziende di rispettare le proprie agende, e non è pensabile di paralizzare in questo modo gli spostamenti obbligati del lavoro.

E’ evidente che non è stata presa alcuna misura logistica efficace per gestire la movimentazione dei passeggeri. Contenere e controllare l’impatto che permane per diversi giorni di eventi eccezionali come questo è prioritario, specialmente ora che vi sono alcuni timidi segnali di ripresa economica” conclude Mearelli.

Assologistica esprime profonda preoccupazione per l’imminente giubileo e chiede al Ministro dei Traporti Graziano Delrio di intervenire tempestivamente con un piano di mobilità di gestione straordinaria, con servizi di trasporto aggiuntivi e sufficienti a garantire il diritto allo spostamento di tutti, come sancito dalla stessa UE.

Il Ministro Delrio e il Def Infrastrutture

ROMA – Il nuovo Documento di economia e finanza (Def) del Governo Renzi per il 2016 nelle sue linee essenziali è già formulato. Alcune novità riguardano il nuovo “allegato infrastrutture” dove sicuramente  molte opere sono state considerate fuori programmazione e quindi cancellate dalla legge obiettivo.

Lo staff tecnico del ministro Graziano Delrio ha organizzato il “Def Infrastrutture” in tre filoni: il primo contiene le priorità individuate già ad aprile scorso dal ministro, nel secondo le opere da cancellare e nel terzo le nuove priorità scaturite dai vari incontri del ministro con i governatori delle Regioni. Incontri estivi durante i quali tutte le Regioni hanno chiesto tutto.

E comunque vi è poco”mezzogiorno” e poche opere che riguardano il Sud. Nella lista programmatoria di aprile del ministro, al suo insediamento, vi era un elenco di circa 30 opere che per la maggior parte di esse riguardavano molta “alta velocità” e molte metropolitane con un fabbisogno finanziario di circa 3,5 miliardi di euro.

E’ interessante notare oggi se questa lista verrà aggiornata con l’eventuale conferma del Terzo valico e della Milano – Venezia; poi è da vedere se il ministro dell’Economia impegnerà quei 3,5 miliardi e da quali capitoli finanziari cercherà di reperirli; senza dimenticare il filone della sicurezza che l’edilizia scolastica ed il dissesto idrogeologico reclamano più finanziamenti.

Quindi un allegato infrastrutture che si presta a vari emendamenti. Infatti, alla Camera, alcuni esponenti PD hanno già presentato emendamenti nella riforma del codice degli appalti, ritenendo la legge obiettivo superata.

A oggi, dal Ministero delle Infrastrutture, non si evince un’attenzione particolare alle piccole e medie opere importanti per far ri-partire l’Italia e che il ministro Delrio con il suo “Def-Infrastrutture” hanno perso priorità. Tutto questo lo vedremo a fine anno.

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 13 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato a Canale Pigonati di Brindisi; la storia, le potenzialità, le attuali richieste per il suo allargamento al fine di agevolare l’entrata nel porto interno delle grandi navi da crociera. Poi articoli sulle Zes, porti di Ancona, Bari, Campania ma anche le professioni del mare, il lavoro portuale nelle sue specificità ed un interessante racconto del porto di Salerno che nel Mediterraneo rappresenta un ponte tra Oriente ed Occidente.
poseidone danese

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