ACCORDO TRA BOLOGNA STADIO E FINCANTIERI INFRASTRUCTURE PER LA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DEL NUOVO DALL’ARA

Bologna/Trieste – Bologna Stadio ha sottoscritto un accordo di partnership con Fincantieri Infrastructure, controllata del Gruppo Fincantieri, per la progettazione e la realizzazione dei lavori di riqualificazione e ammodernamento dello stadio “Renato Dall’Ara”.

In un momento in cui anche il calcio, come altri comparti del Paese, necessita di investimenti e strategie per ripartire, questa collaborazione rappresenta un’importante iniziativa per consegnare al club e alla città un’infrastruttura moderna e funzionale alle attuali esigenze del pubblico e dei partner commerciali.

L’operazione che si va delineando, vede coinvolti il Bologna Fc 1909, il Comune di Bologna e Fincantieri Infrastructure, e avrà una serie di ricadute positive sull’economia del territorio bolognese.

Presente e futuro del porto, condivisione tra Presidente dell’Authority e Cgil Cisl Uil

Civitavecchia- Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo e i  rappresentanti dei sindacati confederali di CGIL, CISL e UIL, Pomante (CGIL), Sagarriga Visconti, Galletta e Bottacchiari (CISL) e Turchetti (UIL) si sono incontrati lo scorso 3 giugno nella sede dell’Autorità Portuale di Civitavecchia per approfondire le tematiche inerenti la situazione attuale, le tutele sanitarie messe in atto, le problematiche occupazionali derivanti dalla contrazione del traffico crocieristico, anche e soprattutto  le prospettive di sviluppo del Porto e la diversificazione delle attività.

Tanti gli argomenti trattati, tutti di stretta attualità con particolare attenzione alla situazione dei porti del network laziale, principalmente Civitavecchia, e gli sviluppi di un futuro imminente. Traffici commerciali, banchina 24, ZLS, infrastrutture del territorio (completamento della tratta Civitavecchia Orte e viabilità su ferro), transizione energetica e le conseguenti ricadute occupazionali.

“Il percorso intrapreso dall’AdSP volto ad attrarre nuovi traffici commerciali – ha spiegato il Presidente ai rappresentanti sindacali – si è arricchito di ulteriori importanti iniziative. Nei giorni scorsi gli uffici dell’AdSP hanno avviato un percorso con tutto il cluster portuale, armatori, imprese, autotrasportatori laziali, per l’attivazione di nuove linee in vista dello sviluppo che dovrebbe conseguire all’istituzione della Zona Logistica Semplificata laziale”. Il presidente di Majo ha inoltre fatto presente ai rappresentanti sindacali che “la ZLS può rappresentare un contenitore molto importante in vista della transizione energetica.

Il Just Transition Fund a livello europeo amplierà  la dotazione finanziaria a disposizione dell’Italia e ci auspichiamo anche a favore di Civitavecchia e, in tale contesto, è necessario che il territorio si prepari sin da ora alla transizione energetica. Tutte quelle imprese che operano per la centrale dell’Enel, infatti, attraverso tali fondi, potranno essere sostenute negli eventuali processi di conversione ed adeguamento delle proprie attività”.

Argomento di discussione anche il futuro della banchina 24: “Il Presidente di Majo – dichiarano i rappresentanti sindacali – ci ha assicurato che la banchina 24 rimarrà una banchina polifunzionale. Per circa un anno, in virtù del decreto Rilancio, non ci sarà alcun problema per accogliere anche taluni container. Nel frattempo, si pronuncerà il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e si proseguirà nel percorso tracciato che è quello di intercettare parte del traffico commerciale che ancora oggi non transita per il porto di Civitavecchia”.

“Abbiamo ribadito con convinzione al Presidente – proseguono i massimi esponenti di CGIL, CISL e UIL – che è necessario realizzare in tempi brevi, con la ripresa del confronto a livello regionale e nazionale, quella rete infrastrutturale che è il fondamento sul quale costruire lo sviluppo di un territorio ricco di potenzialità e in assenza della quale l’intero alto Lazio rischia un pericoloso isolamento. Sono necessari interventi sulla tratta ferroviaria Orte Capranica Civitavecchia e non più rinviabile il completamento della Civitavecchia-Orte, che consentirebbe la creazione di una vera e propria piattaforma logistica, fondamentale per il rilancio del porto e dell’intera regione.”

“In questo momento è molto importante la condivisione di obiettivi e l’elaborazione di un progetto di sviluppo sostenibile per il territorio che affronti la transizione energetica e guardi al futuro. Per questo motivo è estremamente urgente la ripresa del confronto ad un tavolo istituzionale: tra regione, governo, parti sociali, Enel e Autorità Portuale- hanno concluso i rappresentanti di CGIL CISL UIL- sottolineando l’importanza, ai fini ambientali, della elettrificazione delle banchine portuali”.

Anche su questo ultimo punto il Presidente di Majo ha confermato interesse e impegno.

Nel prendere reciprocamente atto della disponibilità al confronto, che proseguirà con cadenza periodica anche nelle prossime settimane,  il Presidente di Majo e Cgil Cisl Uil hanno confermato la comune volontà di accompagnare, ognuno nel rispetto delle proprie prerogative, il processo di perseguimento dei comuni  obiettivi di sviluppo delle attività portuali, al fine di garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, messi a dura prova dalla crisi epidemiologica, oltre alla possibilità di incrementare le opportunità di lavoro attraverso il riposizionamento delle attività attualmente svolte dalle imprese e dall’intercettazione di nuovi traffici commerciali.

Piombino, ecco i traffici del 1° quadrimestre

Il porto di Piombino ha archiviato il mese di aprile con una contrazione di oltre il 70% dei mezzi commerciali sbarcati/imbarcati (quasi 6400 unità in meno movimentate rispetto allo stesso mese del 2019) e un calo percentuale del 96% nel traffico passeggeri (213 mila persone in meno).

Com’era lecito aspettarsi, il quarto mese dell’anno ha confermato il trend di decrescita dei traffici portuali cominciatosi a registrare a marzo, a seguito delle misure di lockdown attivate dai vari paesi per arginare la diffusione del Coronavirus.

Il rallentamento della produzione ha colpito duro anche il traffico delle rinfuse solide che ad aprile ha registrato un calo di 150 mila tonnellate rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Complessivamente, il 1° quadrimestre si è chiuso con una movimentazione di 944 mila tonnellate, in calo del 31,9 per cento rispetto al 2019. Peggiora dunque il consuntivo traffici dello scalo tanto che il I trimestre si era chiuso con una flessione dell’11%.

Rispetto a quanto rilevato lo scorso anno le tonnellate movimentate in meno dallo scalo sono state quasi 450 mila di cui oltre 340 mila totalizzate nel solo mese di aprile.

Con riferimento al settore rotabile, tra gennaio e aprile sono state sbarcate/imbarcate circa 265 mila tonnellate in meno (-41,7%). Il comparto, che costituisce circa il 40% della movimentazione dello scalo, ha registrato una variazione negativa anche in termini di mezzi commerciali (guidati e s/r) movimentati. Nei primi quattro mesi dell’anno, i mezzi sbarcati/imbarcati sono stati, in unità, 19.082 contro i 27.468 del 2019, oltre 6.000 mezzi in meno, pari ad un tasso di decrescita del 30,5%.

Per il dry bulk, la contrazione quadrimestrale è stata del 23,4% (-168 mila tonnellate). Dati negativi anche e soprattutto per il traffico passeggeri, in calo tra gennaio e aprile del 56,8% rispetto allo stesso periodo del 2019 (oltre 280 mila passeggeri in meno).

Per il settore delle crociere invece nessuna variazione in quanto in questi primi mesi dell’anno non era previsto nessuno scalo, così come accaduto lo scorso anno.

Scarica il report dell’Autorità di Sistema, pubblicato nella sezione “Osservatorio Covid-19”.

De Micheli agli armatori: “piano comune per rimettere in moto l’economia del mare”

Un confronto con tutti gli operatori per dopo la crisi da Covid19

MIT- Un confronto con tutti gli operatori per “rimettere in moto l’economia del mare” dopo la crisi da Covid19, attraverso un protocollo di regole sanitarie e organizzative condiviso e misure economiche di sostegno mirate per l’intero settore.

E’ il percorso avviato nel corso dell’incontro in video conferenza tra la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e i rappresentanti di Confitarma, Assarmatori, Cruise Line International Association (Clia) e Federagenti, dedicato alla ripartenza di un comparto cruciale come quello dei trasporti marittimi, che ha pesantemente risentito delle limitazioni alla mobilità e al turismo imposte dall’emergenza sanitaria.

“L’obiettivo del Governo è uno solo – ha affermato la Ministra – far ripartire tutto il sistema dell’economia marittima nella piena sicurezza sanitaria. Ma per individuare le azioni più efficaci occorre effettuare un’analisi approfondita dell’offerta di servizi, della programmazione degli operatori e delle risorse che si possono rendere disponibili anche attraverso uno stanziamento dedicato al settore trasporti del Recovery Fund che abbiamo chiesto in sede di Consiglio Europeo”.

“E’ fondamentale compiere uno sforzo comune – ha aggiunto – per mettere a punto misure innovative e di sistema che permettano il rilancio del settore del trasporto marittimo, che non si è mai fermato anche durante la fase più acuta dell’epidemia, e la ripartenza delle crociere in condizioni sanitarie sicure”.

La Ministra ha chiesto a ciascuna associazione di categoria di indicare un rappresentante che sotto il coordinamento del Mit lavori per la definizione delle misure destinate al comparto crocieristico e per la condivisione delle regole organizzative e finanziarie in questa fase sperimentale di ripartenza, anche aprendo finestre derogatorie alle norme ordinarie che siano orientate al turismo e al lavoro.

L’altro obiettivo è la stesura di un protocollo di prescrizioni sanitarie, da sottoporre al Comitato Tecnico Scientifico, per la gestione dei passeggeri.

“Dobbiamo procedere con celerità – ha concluso – per creare le condizioni migliori per una ripartenza completa di tutta l’economia del mare”.

Cosa può fare un porto per la sua città

In pochi mesi, il caos provocato dal coronavirus ha cambiato il mondo. La risposta all’epidemia, più del virus stesso, ha il potenziale per alterare permanentemente l’equilibrio dell’economia globale. Potrebbe essere l’occasione per innescare un cambiamento nel settore del trasporto marittimo, in particolare la decarbonizzazione e la digitalizzazione delle operazioni delle navi.

Come le bolle virtuali della visione del mondo, create dagli algoritmi dei social media e dalle notizie false, l’industria dello shipping sta vivendo nella sua terra di fantasia di digitalizzazione, alimentata dalla delusione dei fornitori e dalla disinformazione dei media. Il cambiamento sta avvenendo, ma molto più lentamente e in modo non uniforme di quanto si sostiene. La tecnologia attualmente presente a bordo delle navi, nei centri operativi gestiti dagli armatori e nelle sedi delle compagnie di navigazione risulta ancora frammentata e disconnessa. La vision descritta dai leader della tecnologia e ripetuta fedelmente nei talk show e dalla stampa marittima sembra vivere in una bolla virtuale separata dalla realtà fisica.

L’attuale crisi spingerà le navi fuori dal mercato? Il quadro economico cambierà abbastanza da generare un nuovo modello di nave? Un noleggiatore quanto dovrà pagare una nave verde con un equipaggio qualificato e con a bordo le ultime tecnologie, se poi i porti non si sono ancora evoluti per operare detto traffico?  Operatività delle navi e dei porti saranno le discriminanti per dominare un futuro “prossimo venturo”.

Affermare che un porto è crocevia delle catene di approvvigionamento, che connette modalità di trasporto, energia ed industria blu, fa parte di una figura retorica, fin quando una pianificazione portuale non influenza il territorio e la città di mare che ne “cum plana” la sua geografia economica generando occupazione. Un porto e il suo organo di gestione sono al servizio dell’economia e della società territoriale, cittadina e regionale del sistema portuale.

I management di un porto e della rispettiva città di mare sono partner strategici di un piano che deve rispondere alle principali sfide odierne di decarbonizzazione e digitalizzazione. L’organizzazione di un Sistema portuale non può essere al servizio solo di un porto, ma dovrà essere funzionale a tutti i porti del sistema per consentire di sviluppare ulteriormente l’intera regione e per essere competitivo. Poiché i porti di un Sistema hanno un ruolo diversificato, l’obiettivo stesso del Sistema portuale dovrà essere di “facilitatore” di un processo trasportistico sostenibile al servizio degli utenti che coinvolgano interessi molto più ampi, una comunità portuale molto più ampia di cui la città ne fa parte a pieno titolo.

L’Italia dei porti ha bisogno di una politica essenziale che fornisca al settore un quadro giuridico solido e stabile, che riesca a tener conto del ruolo complesso e in evoluzione degli organi di gestione dei porti; un quadro legislativo solido, ma flessibile con cui lavorare; trasparenza finanziaria, concorrenza e consultazione senza ostacolare lo sviluppo del porto verso un futuro che si adatta sempre più mutevole ed imprevedibile. E’ necessario offrire all’industria portuale la stabilità giuridica necessaria per sviluppare i propri porti e migliorare la propria agilità per adattarsi a un mondo in rapido cambiamento.

Decarbonizzare il “porto” significa che, accanto alla decarbonizzazione delle attività e delle operazioni sotto la diretta responsabilità dell’ente di gestione del porto, tutte le parti interessate e tutte le attività dovranno avere  i loro programmi, obiettivi e piani di decarbonizzazione. Le Autorità portuali possono facilitare e incoraggiare in una certa misura la decarbonizzazione delle parti interessate, ma la responsabilità principale spetta a ciascuna parte interessata, compresa la città di mare di quel porto. La città per il suo porto dovrà essere complementare e cercare di “sburocratizzare” una programmazione e pianificazione portuale senza intralci e comprendere che un “nuovo” sviluppo, sostenibile, verde, decarbonizzato e digitalizzato senza il porto non potrà essere perseguito: “Se il porto muore, la città non vivrà”.

Oggi, più di ieri, è necessario avere una vision di sviluppo della città che traguardi obiettivi reali; avere la consapevolezza che una dichiarazione di “fine industria pesante” senza una transizione praticabile, crea disoccupazione, generando povertà a migliaia di famiglie. Comprendere che il gas, fonte di energia fossile a più basso impatto emissivo, rappresenta una componente crescente nei prossimi anni: il 60% nel 2025 e dell’85% nel 2050. In questo percorso, una città di mare può essere partner di eccellenza strategica per il suo porto e nel frattempo stabilire piani attuativi per ricercare nuove tecnologie e sistemi innovativi.

Una transizione energetica potrà essere funzionale per una città che vuole raggiungere nuove modalità di sviluppo e nuove opportunità di lavoro, frenando la continua destabilizzazione del proprio territorio. Un porto per far ri-partire la sua città ha bisogno che i vari progetti siano messi in cantiere senza vincoli burocratici; il rilancio immediato delle zone economiche speciali per dare altro impulso agli investimenti imprenditoriali. La città … per il suo porto dovrà solo svegliarsi da un sogno per non sbarcare nell’isola del giorno di prima, o come scriveva Umberto Eco dell’isola che non c’è!

Abele Carruezzo

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Port Economics: Genova mantiene il traffico container

Secondo i dati di Port Economics relativi alle movimentazioni di container nei 15 maggiori porti europei nel primo trimestre 2020, Genova risulta fra i pochi scali gateway a mantenere un andamento in linea con l’anno precedente (+0,3%)

A seguito delle misure di lockdown che hanno interessato prima la Cina e poi le nazioni europee, infatti, i traffici sulla rotta Far East-Europa si sono considerevolmente ridotti e la maggior parte porti monitorati da Port Economics ha registrato dati di traffico negativi, con l’eccezione dei grandi porti di transhipment nel Mediterraneo, Gioia Tauro e Algeciras, e l’hub di Anversa.

Nel Nord Europa, la buona performance dei porti belgi, Anversa e Zeebrugge, è in netto contrasto con la situazione degli altri porti hub del range Le Havre-Amburgo.

Nel Mediterraneo, a est il Pireo ha registrato un moderato calo, mentre a ovest le movimentazioni di Barcellona sono scese del 14% e a Valencia del 5%.

TARANTO: CONVENZIONE COMMISSARIO PORTO DI TARANTO – SOGESID PER BONIFICA “YARD BELLELI”

Nella  storica  area  industriale  dismessa  un  atto  da  45,5  milioni  per  portare  a  termine  messa  in sicurezza

PORTO DI TARANTO- La “ex Yard Belleli”, storica area industriale nel porto di Taranto da tempo dismessa, verrà interamente bonificata: con una convenzione dal valore di 45,5 milioni di euro il Commissario Straordinario del Porto di Taranto Sergio Prete ha dato incarico alla Sogesid, Società “in house” dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, di completare le attività di messa in sicurezza permanente della falda nell’area che si trova all’interno del Sito d’interesse nazionale di Taranto, proprio di fianco ai terreni ex Ilva e a ridosso del quinto sporgente dello scalo ionico.

Inserita dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio nella sua programmazione triennale delle opere pubbliche 2018-2020, la nuova attività nella “ex Yard Belleli” viene disciplinata nell’atto firmato dal Commissario Prete e dal Presidente e Amministratore delegato di Sogesid Enrico Biscaglia. La Società pubblica di proprietà del Ministero dell’Economia sarà il Soggetto attuatore e avrà, in stretto raccordo con l’Autorità, il compito di adeguare la progettazione definitiva e realizzare quella esecutiva, bandire e portare a termine la gara per l’affidamento dei lavori, dirigerli e collaudarli, gestire inoltre l’impianto di trattamento acque di falda (TAF) già in esercizio per i successivi cinque anni.

“Con la convenzione di cui trattasi – afferma il Presidente dell’AdSP del Mar Ionio, Sergio Prete – viene dato ulteriore impulso alla bonifica ed alla riqualificazione delle aree portuali per rendere disponibili ed utilizzabili altre infrastrutture destinate ad ospitare attività produttive che contribuiranno alla crescita economica ed occupazionale del territorio”.

“Con questa importante convenzione – spiega il Presidente di Sogesid Enrico Biscaglia – diamo seguito e forza al nostro impegno a fianco del Commissario Prete e dell’Autorità Portuale. In una realtà complessa come quella di Taranto, attraversata da profonde questioni sociali, ambientali e produttive, una risposta concreta – conclude Biscaglia – è creare condizioni di risanamento e di nuova infrastrutturazione che aprano opportunità di crescita”.

Questo secondo lotto di attività segue il primo stralcio attuato da Sogesid e rivolto alla messa in sicurezza dei trentasei ettari di falda superficiale: un lavoro considerato funzionale alla realizzazione della cassa di colmata che dovrà circoscrivere nel quinto sporgente portuale un piazzale per il deposito e la movimentazione delle merci, consentendo allo stesso tempo – con l’abbassamento del fondale e il riutilizzo dei sedimenti caratterizzati e dragati per creare la cassa di colmata – il passaggio di navi superportacontainer. Sono responsabili delle attività previste dalla convenzione l’ing. Gaetano Internò per l’Autorità di Sistema Portuale e l’ing. Enrico Brugiotti per la Sogesid.

VENEZIA TERMINAL PASSEGGERI: FABRIZIO SPAGNA CONFERMATO PRESIDENTE ALL’UNANIMITÀ, RINNOVATO IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Approvato il Bilancio 2019, fatturato 34,4 milioni di euro, utile 4,2 milioni di euro

Presentati due project financing per rilanciare yacht (11,8 milioni) e crociere (66 milioni) e per rendere questi due traffici sempre più sostenibili e compatibili con il futuro della città

Venezia– L’Assemblea dei Soci di Venezia Terminal Passeggeri si è riunita oggi per approvare il Bilancio di esercizio 2019 della società e rinnovare la composizione del Consiglio di Amministrazione.

L’Assemblea ha confermato all’unanimità alla guida del terminal passeggeri di Venezia il Presidente Fabrizio Spagna per ulteriori tre anni. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dei patti parasociali in vigore e in rappresentanza di tutti i soci sarà composto da Monica Scarpa (nominata da Save Spa), Avv. Chiara Cacciavillani (nominata da APVS Srl) e in rappresentanza delle compagnie di crociera associate nella società Venezia Investimenti, Joshua Carroll (nominato da APVS Srl) Vicepresidente di Royal Caribbean Cruises e Stephen Xuereb (nominato da Finpax Srl) Chief Operating Officer di Global Ports Holding.

“Desidero ringraziare i Soci e la Regione Veneto per la fiducia accordatami e sono certo che assieme potremo continuare a far crescere il terminal passeggeri di Venezia in maniera sostenibile per l’intera città e il territorio. Le grandi professionalità che siedono con me alla guida di VTP sapranno traghettare questo importante asset cittadino verso nuovi e ambiziosi traguardi ma sempre nel rispetto di Venezia e dei suoi cittadini. Oggi più che mai la ripresa dell’economia locale e dei flussi turistici sta diventando un elemento cruciale per la ripresa dell’intero sistema economico del Nordest, abbiamo un programma di investimenti importante che vogliamo realizzare in sintonia e sinergia con le autorità e gli enti locali per creare un circolo virtuoso per tutto il territorio regionale. Ringrazio i membri del CdA uscenti, Pierfrancesco Vago (utive President di MSC Cruises) e Howard S. Frank (Chairman di Costa Crociere), sono certo che non mancheranno di supportarci con i loro preziosi consigli lungo la rotta che ci attende”, ha commentato Fabrizio Spagna, Presidente di VTP.

Il BILANCIO DI VTP

In data odierna l’Assemblea ha inoltre approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019, che registra un fatturato pari a 34,4 milioni di euro (+4.9%) con un utile netto di 4,2 milioni di euro ed EBITDA pari a 9,9 milioni di euro entrambi in linea con l’anno precedente. La differenza tra valori e costi della produzione si è attestata a 5,44 milioni di euro mentre il risultato ante-imposte è stato pari a 5,70 milioni di euro. Nel corso del 2019 VTP ha effettuato investimenti per oltre 2 milioni di euro per l’acquisto di attrezzature e apparecchiature di security (controllo bagagli), il rinnovo degli impianti di condizionamento delle sale passeggeri ma anche software per la gestione dei parcheggi e migliorie alle strutture di accesso al terminal con l’obiettivo di mantenere e incrementare i servizi offerte alle navi e ai passeggeri.

L’Assemblea di Soci ha inoltre deciso di non procedere con la distribuzione dei dividendi, accogliendo la proposta del Consiglio di Amministrazione con l’obbiettivo di rafforzare la cassa dell’azienda per far fronte all’emergenza creatasi per l’avvento della pandemia da Covid-19 e creare le giuste riserve per affrontare il 2020 con maggiore forza e serenità.

Nel 2019 il terminal ha accolto 35 diverse compagnie di crociera e 68 diverse navi di cui l’86% gestito in home port con compagnie e passeggeri che hanno dunque scelto come base di partenza e arrivo la città lagunare e i suoi servizi d’eccellenza. I passeggeri movimentati sono stati 1.611.341, con un incremento del 3% (+ 50.762 unità), mentre gli scali registrati sono stati 500 registrando una flessione dello 0,4% rispetto all’anno precedente.

“Il 2019 è stato un anno soddisfacente dal punto di vista economico finanziario e dei traffici, un anno che mostra la grande capacità di adattamento della società ad un contesto sul quale hanno pesato norme restrittive di accesso per le navi da crociera e incertezze in merito al futuro dei traffici nonché l’avvento della grande acqua alta di novembre che ha determinato una chiusura anticipata dalla stagione. Nonostante questo, la società ha saputo gestire con efficienza e oculatezza le risorse dimostrandosi, ancora una volta, uno dei grandi player economici della città e della regione. Ringrazio il Direttore Generale Galliano Di Marco e tutti i dipendenti per aver gestito questa eccellenza riconosciuta a livello mondiale con grande rigore e con costante sguardo rivolto al futuro. Ci aspettano sfide importanti ma sono certo che sapremo coglierle e farle fruttare al meglio”, ha continuato il Presidente Spagna.

PROGETTI PER GLI YACHT E LE CROCIERE

L’Assemblea dei Soci ha inoltre discusso dei progetti di sviluppo di due importanti traffici marittimi per la città: quello degli yacht e quello delle crociere. VTP ha infatti depositato nel mese di ottobre 2019 all’Autorità di Sistema Portuale e alle autorità competenti due project financing dettagliati perché possano essere sottoposti a gara con evidenza pubblica. Due progetti del valore rispettivamente di 11,8 milioni di euro per lo sviluppo del settore yachting e di 66 milioni di euro per lo sviluppo del settore crociere, che garantirebbero uno sviluppo armonioso dei due traffici con la città, nonché un ulteriore volano per l’economia portuale dell’intero Nordest.

Il Progetto VTP-Yacht prevede la gestione congiunta e sinergica delle cinque strutture di ormeggio del centro storico della Città di Venezia (San Basilio/Santa Marta, Adriatica, Salute, San Biagio e Riva 7 Martiri), dove ospitare mega – yacht e, solo nel terminal di San Basilio, navi da crociera di lusso di piccole dimensioni. Un progetto di riqualificazione dell’intero water front cittadino che comporta investimenti per un valore di circa 11,8 milioni euro, che riguardano, in particolar modo, l’elettrificazione di tutti gli ormeggi delle banchine di San Basilio e Santa Marta e posizionando il porto di Venezia come destinazione di eccellenza nel Mediterraneo. Una volta approvato il progetto ed esperita la gara pubblica, esso consentirebbe anche di risolvere una volta per tutte i problemi del rumore nelle adiacenze di San Basilio, che pure negli ultimi anni sono stati già ridotti con provvedimenti operativi concertati con AdSP e Capitaneria di Porto di Venezia.

“Per rilanciare il settore dei megayacht sono già stati posti in essere contatti avanzati con primari investitori internazionali ed in particolare con tre gruppi americani, europei e del medio oriente che rappresentano eccellenze nel settore dello yachting mondiale e che potrebbero portare nuovo know-how in città per la gestione efficiente di questo settore di mercato con l’obiettivo di aumentare l’attrattività di turismo di lusso con un focus spinto verso l’offerta culturale della città. È evidente che questo traffico da un lato consentirebbe di innescare un circolo virtuoso che va oltre il turismo includendo i servizi ad alto valore aggiunto destinati alle imbarcazioni (cantieristica) e agli equipaggi e dall’altro di valorizzare la vocazione allo sviluppo del territorio di VTP”, ha commentato Fabrizio Spagna.

Il Progetto VTP-Cruise, dedicato alla crocieristica, ha come obiettivo quello di mantenere la centralità della Marittima preservando un mercato che rappresenta un irrinunciabile volano economico per l’area cittadina, grazie all’integrale spostamento delle navi con stazza superiore alle 40.000 tonnellate dall’attuale percorso Canale di San Marco-Giudecca al nuovo percorso attraverso il Canale dei Petroli e il Canale Vittorio Emanuele III.

Un progetto del valore complessivo di 66 milioni di euro che richiede, in primis, la risagomatura del Canale Vittorio Emanuele III come previsto dal vigente Piano Regolatore Portuale. Il progetto include anche il miglioramento di alcune strutture dell’attuale stazione marittima e ha una forte valenza ambientale con opere di compensazione per ripristinare l’equilibrio idrogeologico della laguna da valutare e realizzare assieme alle Autorità competenti.

La presentazione dei due Project financing rappresenta anche un’occasione per concordare un riequilibrio economico finanziario della concessione vigente tra VTP e Autorità di Sistema Portuale, un ri-equilibrio utile anche per tener conto dell’effetto del pesante del lockdown imposto dal Governo che anche dei limiti imposti negli anni alle navi, il tutto sempre nel rispetto delle leggi vigenti.

Dal momento che questo progetto ha un orizzonte temporale di 4-5 anni, VTP – consapevole dell’urgenza di ottemperare al più presto ad una riduzione dei transiti delle navi nel Canale della Giudecca- aveva predisposto un progetto per l’immediato spostamento delle navi da crociera più grandi già dalla stagione 2020. Il cosiddetto “Contingency plan” – anch’esso presentato ad ottobre 2019 all’AdSP ed altri enti competenti contestualmente al Project VTP-Cruise – individua infatti soluzioni provvisorie per l’accosto di navi da crociera a Marghera spostando da subito le navi di dimensioni più importanti dal canale della Giudecca. In proposito, erano già in corso e continuano contatti molto avanzati con il Ministro delle Infrastrutture e con il Governo, oltre che ovviamente con le Autorità locali, per dare vita alla proposta spostando almeno due o tre navi ogni weekend in alcune banchine non operative di Marghera secondo anche le indicazioni dell’AdSP, del Comune e della Regione Veneto. Il tutto per non intralciare il traffico commerciale e salvaguardare quello croceristico.

Sono stati studiati tutti gli ormeggi disponibili e sono state condotte apposite simulazioni presso il centro navale di Almere (Olanda) del gruppo Carnival e presso l’Istituto pubblico Force di Copenaghen per testare la possibilità di accesso delle navi fino ad un massimo di 300 metri di lunghezza (le più grandi tra quelle che già oggi scalano Venezia), alla presenza dei comandanti di flotta delle principali compagnie di crociera, della Capitaneria e dei Piloti del porto di Venezia, su preventiva autorizzazione del MIT.

Il progetto prevede un investimento immediato di ulteriori 5 milioni di euro che VTP ha già reso disponibili per la risistemazione degli approdi individuati.

“Non abbiamo altro tempo da perdere. Lo spostamento della crocieristica dal Canale della Giudecca è da troppi anni oggetto di dibattito senza che si giunga ad una reale soluzione del problema. VTP ha ritenuto di mettere a disposizione fondi ed esperienza nel settore per la realizzazione di progetti concreti ed immediatamente realizzabili. Eravamo pronti con il Contingency Plan già per la stagione 2020, abbiamo davanti poco meno di un anno per realizzare questo progetto per essere pronti nel 2021. Abbiamo la straordinaria occasione di farlo in un periodo di traffici rallentati (o assenti) a causa della pandemia, sfruttiamo questa opportunità per fare investimenti e guardare al futuro della nostra città. VTP è pronta a fare la sua parte, nel rispetto delle istituzioni locali e nazionali e mettendo a disposizione di tutti il suo know-how. È necessario sfruttare al massimo questo periodo di inattività dovuto al COVID-19, inattività che per noi si protrarrà probabilmente per tutto il primo semestre 2021, per avviare i lavori del Contingency Plan ed essere pronti a spostare le navi sin dal marzo 2021”, ha concluso il Presidente Spagna.

Autorità Portuale di Livorno: una storia lunga 25 anni

Il 2020 porta in dote una importante ricorrenza: il 25° anniversario dell’istituzione dell’Autorità Portuale di Livorno. Nel suo primo quarto di secolo, l’Ente che ora governa i porti di Livorno e Piombino ha superato crisi globali (come quella del 2008, i cui effetti hanno cambiato il mondo), avviato opere e progetti importanti per lo sviluppo dei propri scali portuali, portando ai porti traffici e occupazione.

Il Piano Regolatore Portuale approvato nel 2015; iI risanamento dell’Agenzia per il Lavoro in porto nel 2016; la trasformazione di un interporto, l’Amerigo Vespucci, in un moderno retroporto; la presa in consegna di un bene monumentale storico, la Fortezza Vecchia, che in pochi mesi è diventato un luogo di attrazione per migliaia di turisti e cittadini e punto di riferimento nel waterfront urbano-portuale; il rilancio dei traffici con il raggiungimento di record nazionali nella movimentazione dei rotabili e delle auto nuove: sono solo alcuni dei risultati che la Port Authority ha conseguito in questi anni, sotto la conduzione di quattro presidenti (Nereo Marcucci, Roberto Piccini, Giuliano Gallanti e Stefano Corsini) e passando attraverso periodi di commissariamento.

Tutto è iniziato nella mattina del 31 maggio del 1995 quando il n .1 della prima Autorità Portuale istituita in Italia, Nereo Marcucci, ha salito le scale dello storico palazzo Rosciano, aprendo un nuovo importante capitolo nella storia dello scalo portuale labronico. Da quel momento le lancette del tempo hanno preso a scorrere velocemente, portando oggi l’Autorità Portuale ad avere un nome diverso (Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale) e una diversa estensione delle competenze, avendo sotto la sua giurisdizione i porti di Livorno, Piombino, Portoferraio, Rio Marina, Cavo e Capraia Isola.

“Celebrare le origini dell’Autorità Portuale non è un esercizio di semplice retorica, soprattutto in un momento così drammatico come quello che stiamo vivendo”, ha affermato il segretario generale dell’AdSP, Massimo Provinciali, che ritiene opportuno “rendere omaggio oggi tutti quelli che, in questi 25 anni, hanno lavorato dagli Uffici dell’Ente per il bene del porto livornse”.

Oggi quello dell’Alto Tirreno è uno dei maggiori sistemi portuali italiani per quantità di traffico totale (oltre 42 milioni di tonnellate di merce, che rappresenta il 14% del traffico portuale italiano e 9 milioni di passeggeri movimentati annualmente) e detiene il primato nazionale nel comparto del traffico rotabile in termini di tonnellate movimentate e numero di mezzi commerciali.

“Se è vero che camminiamo sulle spalle dei giganti, quello che siamo diventati lo dobbiamo soprattutto a chi ci ha preceduto in questi anni nella guida dell’Ente – ha concluso Provinciali – Ho avuto l’onore e il piacere di lavorare direttamente o indirettamente con tutti i presidenti, ma in questo momento il mio pensiero non può che andare in particolar modo a Giuliano Gallanti: senza la sua lungimiranza oggi non saremmo forse dove ci troviamo. Se il porto di Livorno ha un futuro che si chiama Darsena Europa, lo dobbiamo in buona parte a lui”,.

Per celebrare degnamente la ricorrenza, l’AdSP ha aveva organizzato un programma di eventi. Le celebrazioni sono state però rimandate a causa del Coronavirus.

AdSP del Mar Ligure Occidentale: Ordinanza servizio antincendio terminal petrolifero e zone booster

L’esigenza di mantenere inalterati o incrementare gli attuali livelli di sicurezza antincendio nelle aree a terra del Porto Petroli di Genova e nelle aree booster adiacenti a Porto Petroli, funzionalmente interconnesse alla stessa, con particolare riferimento alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori portuali, ha condotto all’emissione dell’Ordinanza n.3/2020 del 29 maggio 2020 che può essere integralmente consultata alla pagina Ordinanze.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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