Reti Ten-T: Regolamento Ue da rivedere

Roma. Il Regolamento 1315/2013 dell’Ue sui criteri per designare i porti ‘core’ nella rete Ten-T va sicuramente rivisto. Sul tema era intervenuto, a giusta ragione, l’On. le Mauro D’Attis proprio sul caso “Brindisi, porto core”, estromesso dalla rete per ‘motivi politici’ e non tecnici, durante il webinar dello scorso 7 aprile, promosso dal International Propeller Club Port of Brindisi.


Sostanzialmente, l’On. le Mauro D’Attis, membro Commissione Bilancio Camera dei Deputati e coordinatore regionale di F.I., sottolinea la poca efficacia registrata dai ‘corridoi’, sia longitudinali e sia trasversali, tra il Mar Tirreno e l’Adriatico, e che raggiungono solo i porti del centro – nord Italia. I nuovi orizzonti dello shipping internazionale e della logistica, non più solo al servizio del trasporto marittimo ma asset fondamentale del business economico/marittimo, ci obbligano a rivedere l’intera rete Ten-T, almeno per quanto riguarda l’Italia. I nuovi driver dell’economia marittima portano a proporre una vision di ‘porto del futuro’ se si avrà traffico, apertura all’internazionalizzazione, corredo imprese logistiche e soprattutto capacità di attrarre investimenti sul proprio retroporto.

Durante il webinar del Propeller Club salentino, D’Attis ha sostenuto che “Brindisi è porto industriale, commerciale e turistico, per cui, avendo i giusti parametri, va re-inserito nella rete Ten-T riformata”. “Brindisi merita di essere inserito nella rete europea dei port core – ha continuato D’Attis – ma occorre un’assunzione di responsabilità da parte della Regione Puglia che lo dovrà proporre al Governo italiano, che a sua volta lo dovrà inserire nella rete europea. Questo atto amministrativo/politico di proposta lo deve compiere la Regione Puglia, anche perché è un’occasione che non si potrà più ripetere, visto che l’AdSPMAM si muove con opere nella direzione della transizione ecologica.”

Lo scorso novembre 2020 a Pescara, la Regione Puglia firmava il Protocollo d’intesa per garantire lo sviluppo delle Regioni Abruzzo, Marche, Molise e Puglia (presidente Emiliano assente per problematiche gestioni anticovid-19). (art. “Corridoio Adriatico, l’intesa si ferma sempre a Bari “ su questo sito). In particolare si decise di intervenire sui temi legati al potenziamento della dorsale adriatica centromeridionale, fermandosi però a Bari. Anche con questo protocollo non si vuole riconoscere la capacità trasportistica funzionale del Porto di Brindisi.

Ora, dal 10 febbraio al 5 maggio 2021, è stata aperta la consultazione sulla revisione del Regolamento (UE) n. 1315- 2013, che definisce una serie di orientamenti per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), disciplinando la politica Ue in materia di infrastrutture logistiche.
La decisione dell’Ue di riaprire la consultazione è in linea con il Piano d’azione incluso nella Comunicazione della Commissione sul ‘Green Deal’ europeo e con la “Sustainable and Smart Mobility Strategy”, che prevede, per il 2021, appunto una proposta di revisione del Regolamento Ten – T.

La consultazione è aperta a più soggetti tra cui: Autorità pubbliche europee, nazionali, regionali o locali, nonché di Paesi terzi; agenzie che si occupano di promozione dei trasporti; gestori dell’infrastruttura ferroviaria e stradale; operatori aeroportuali, portuali e dei terminal ferroviari; spedizionieri,Università, istituti di ricerca ed altri portatori d’interessi. Mi risulta che l’AdSPMAM, su iniziativa del presidente, Prof. Avv. Patroni Griffi, stia lavorando in merito, promuovendo il re-inserimento di Brindisi nella rete Ten-T come port core. Come pure l’impegno dell’On. le Mauro D’Attis sulla questione è vigile ed operativo. E gli altri? Comune di Brindisi, Regione Puglia, operatori portuali e aeroportuali, Propeller Club che fanno, attendono che il protocollo di Pescara vada avanti?

Abele Carruezzo

VADO GATEWAY: al via un nuovo collegamento ferroviario con il Terminal Piacenza Intermodale

Due treni settimanali collegheranno il Container Terminal deep-sea e il Reefer Terminal al centro intermodale piacentino

La quota di intermodalità complessiva di Vado Gateway è pari al 30%

È partito oggi il nuovo collegamento ferroviario che collega i terminals portuali di Vado Gateway – nuovo Container Terminal e Reefer Terminal – con il Terminal Piacenza Intermodale.

Il nuovo servizio ha una frequenza iniziale di due treni-blocco alla settimana.

Con l’attivazione della nuova linea i collegamenti ferroviari attivi da e per l’infrastruttura portuale di Vado Ligure salgono a quattro (oltre a Piacenza sono già attivi i servizi per Milano, Padova e Rubiera), per un totale di circa 10-12 coppie di treni settimanali incrementabili a seconda delle esigenze dei clienti.

La quota di intermodalità complessiva è oggi pari al 30%, un risultato che posiziona Vado Gateway tra le principali infrastrutture portuali italiane per l’utilizzo del trasporto su rotaia.

Il miglio mancante: Termini di resa delle merci e logistica innovativa per le imprese italiane

SAVE THE DATE 15 aprile, 10:30 – 12:30 : Webinar C.I.S.Co – Promos Italia – ADSP del Mar Ligure Occidentale

Focus dell’incontro sarà il tema dei termini di resa, con particolare riferimento al superamento Franco Fabbrica e alla riduzione dei rischi che si nascondono dietro questa modalità di vendita, ad oggi, una consuetudine per le aziende italiane.

PARTECIPA

Porto di Brindisi: continuano ad aumentare sensibilmente i volumi di traffico. Anche marzo fa registrare numeri in netta e significativa crescita, rispetto allo stesso periodo del 2019

Brindisi-Anche le statistiche relative al mese di marzo 2021 registrano numeri che parlano di una crescita importante nel porto di Brindisi, nei traffici commerciali, nonostante le limitazioni agli spostamenti ancora imposte per la pandemia e il processo di decarbonizzazione avviato dalla centrale Enel.

Ciò che spicca particolarmente è il fiorente traffico RO-RO. Le stime parlano di una media di circa 11.000 mezzi pesanti al mese, passati dal porto di Brindisi, nel primo trimestre 2021 (32.958 complessivamente nei tre mesi) con un aumento del + 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (anno utile per una reale comparazione, attesa l’anomalia rappresentata dal 2020). 4.720 mezzi in più hanno attraversato lo scalo adriatico.
Il trend di crescita interessa tutti i segmenti di traffico: nel mese di marzo, aumentano le tonnellate totali delle merci del 4,7%, ben 1,608 milioni di tonnellate (di cui +3,3% rinfuse solide, +12,4% merci in colli, piccola flessione nelle rinfuse liquide -1,8%).

Continua a crescere, anche, il numero degli accosti: 417 navi hanno scalato il porto, ossia il +3% rispetto al primo trimestre 2019.
Le uniche flessioni importanti sono registrate nel settore crocieristico (le crociere sono ancora ferme per via del Covid) e passeggeri -43% per effetto delle limitazioni ancora in atto negli spostamenti.
I dati sono stati anticipati ieri dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, nel corso del webinar dal titolo “Brindisi, porto core”, organizzato dall’International Propeller Club Port of Brindisi.

“C’è un traffico che attende un porto- commenta il Presidente- e il porto deve sostenere la crescita potenziale dei traffici, attraverso opere infrastrutturali che possano consentire allo scalo di Brindisi di essere candidato come porto core. La condivisione di intenti emersa nel corso del webinar di ieri- conclude Patroni Griffi- ci fa finalmente vedere la luce perchè le opere che riteniamo prioritarie e strategiche e che ci condurranno verso un porto green competitivo, ossia accosti di Sant’Apollinare e dragaggi, possano essere avviate tempestivamente. ZES e Zona Franca di Brindisi daranno ulteriore vigore a tutta questa azione di rilancio di uno scalo che certamente tornerà a recitare un ruolo da protagonista nelle reti internazionali”.

I dati statistici relativi ai traffici nei porti dell’AdSPMAM sono raccolti ed elaborati dal sistema tecnologico GAIA, il Port Community System multi-porto realizzato come strumento di supporto per le attività portuali dei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli,in grado di controllare in real time i passeggeri e i mezzi in entrata e in uscita dai porti, immagazzinare i dati di traffico passeggeri e merci forniti dalle Agenzie Marittime e, quindi, elaborarli per fini statistici e di fatturazione, secondo i modelli ESPO.
 

Brindisi, porto core

Brindisi ed il suo porto al centro del webinar organizzato dall’International Propeller Club Port of Brindisi.

Brindisi. Le problematiche che ci ritroviamo ad affrontare, sicuramente, avranno un impatto di lungo termine. Non possono essere affrontate solo con un dialogo territoriale e restare ferme a un palo, visto che il post covid-19 presenterà scenari economico/marittimi diversi.

Dopo una breve introduzione della presidente del Propeller di Brindisi, Dott.ssa Maria De Luca, si sono succeduti i saluti del Sindaco di Brindisi, Ing. Riccardo Rossi e del presidente della Regione Puglia, Dott. Michele Emiliano e del Comandante del Porto di Brindisi, Cap. Vasc. Fabrizio Coke. La relazione tecnica è stata illustrata dal Dott. Alessandro Panaro, responsabile Servizio Maritime & Energy SRM che parlato sui “dati del porto, quale strategia e quali traffici futuri”.

Maria De Luca, nella sua introduzione, ha ricordato che “Brindisi, oltre ad essere un porto industriale è tuttora impegnato per un traffico ro-ro e ro-ro/pax per la Grecia e l’Albania, nonché verso la Sicilia e l’Emilia Romagna (c.d. linee di cabotaggio Ravenna – Brindisi – Catania). Il traffico industriale e altro è garantito attraverso approdi preferenziali, mentre le linee traghetti e crocieristiche continuano a soffrire di una atavica mancanza di ormeggi e terminal adeguati.”
Importanti sono stati i saluti del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, del Sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, del Comandante del Porto, Cap. Vasc. Fabrizio Coke e del neopresidente di Confindustria Brindisi, Lippolis. Tutti hanno condiviso che Brindisi e il suo porto merita la giusta attenzione per rinascere, condividendo tutti il ‘master plane’ di opere dell’AdSPMAM.

Il Dott. Alessandro Panaro, della Srm, ha posto in rilievo i nuovi focus dei flussi merceologici con il Mediterraneo che è tornato a essere al centro dei traffici marittimi da/verso l’Oriente e per la Cina. Il Mediterraneo che riesce a collegare, grazie al Canale di Suez, i tre oceani, rappresenta una nuova opportunità marittima in competizione con le rotte artiche. Poi si è trattenuto sui dati statistici in/out del porto di Brindisi; dati portuali – ha rilevato Panaro – che fanno sperare, soprattutto se riferiti ai rotabili, facendo del porto di Brindisi un porto hub per le tipologie di navi ro-ro r or-pax. Le linee Shortsea saranno il futuro dei nuovi ‘port core’ delle reti europee. La Puglia è una regione che più di altre del Mezzogiorno d’Italia, è dipendente del mare per il suo import/export (47%) e del 45% su strada. In questo orizzonte si pongono bene i nuovi progetti di Zes e Zfd.

I nuovi driver dell’economia marittima portano a proporre una vision di ‘porto del futuro’ se si avrà traffico, apertura all’internazionalizzazione, corredo imprese logistiche e soprattutto capacità di attrarre investimenti sul proprio retroporto. Sicuramente Brindisi, per quanto riguarda il segmento delle crociere, non è in competizione con Bari o con Taranto, ma lo scalo messapico ha le proprie specificità, culturali, turistiche e archeologiche che lo rendono unico per un’esperienza a bordo di navi che ben s’integrano con la città e la sua provincia. Inoltre, parlando di futuri scenari e traffici marittimi, Panaro ha rilevato che il settore dello short shipping crescerà dell’8,4% entro il 2025. Il Mediterraneo è una via marittima che si propone con i suoi due corridoi –Adriatico e Tirreno – capace di portare l’Italia dei porti a livelli di crescita significativa.

Alle 18.00 è seguita la tavola rotonda dal titolo “Tutti per Brindisi” e dopo la proiezione del video “Brindisi d’Amare”, è seguito il dibattito, moderato dal presidente nazionale dell’International Propeller Club, Dott. Umberto Masucci.
Nell’introdurre il dibattito, Masucci ha rilevato che “I porti e sistemi portuali italiani rappresentano elementi strategici per l’economia del nostro Paese e per questo le strutture portuali dovranno essere in grado di rispondere alle sfide del commercio mondiale: navi sempre più grandi, transizione energetica, digitalizzazione dei processi d’interazione nave/porto, logistica integrata e soprattutto cold ironing green.”

Finalmente la ‘Politica’ s’interessa a come semplificare le procedure di pianificazione del settore portuale.
L’Onorevole Avv. Anna Macina, sottosegretario di Stato per la Giustizia, ha sottolineato il proprio impegno sui problemi che hanno interessato il porto di Brindisi in questi ultimi anni. Importante è stato il suo impegno per sbloccare la pratica dell’air draft con l’Enac e quella relativa all’infopoint dell’AdSP. Sul tema preciso, “La riforma della giustizia per favorire lo sviluppo”, l’On. le Macina ha detto che la ‘giustizia’ sicuramente è volano per lo sviluppo dell’economia: “sempre se la sua efficienza e i suoi giudizi civili e penali giungano in tempi brevi; questo farebbe risparmiare allo Stato dai 30 ai 40 miliardi di euro.” Lei si augura che i tempi delle cd ‘conferenze dei servizi’, e i regolamenti sulle semplificazioni amministrative possano portare effetti benefici, come sulle regole delle Zes. Si augura, da questo webinar, che il Prefetto di Brindisi possa istituire un ‘tavolo’ di coordinamento di tutti gli attori per gestire la risoluzione delle opere che il porto di Brindisi necessità e sicuramente Brindisi possa rientrare nella rete TN-T come Port Core.

L’Onorevole Dott. Edoardo Rixi, componente Commissione Trasporti e responsabile per la Lega delle infrastrutture, su “Grandi opere e semplificazioni: il modello Genova per Brindisi?”. Il suo intervento ha posto la ‘metodologia del modello Genova’ può essere applicato anche al porto di Brindisi. Lo Stato ha bisogno che le opere pubbliche si facciano risparmiando denari e questo sarà possibile se si attueranno le semplificazioni amministrative applicate a Genova. Poi il sistema mare Italia ha bisogno di recuperare il gap competitivo con i porti del Nord Europa. L’ambiente e lo sviluppo non sono declinabili in un orizzonte di contrasto ma, coordinati per lo sviluppo della nostra portualità; quindi opere e infrastrutture in tempi veloci per dare attrazione al nostro sistema logistico. Infine, l’On. le Rixi ha dato un ultima riflessione sul gigantismo navale; il caso che una portacontainer per undici giorni ha bloccato il Canale di Suez saremo costretti a ripensare il Mediterraneo in chiave europea.

L’ Avv. Fabiano Amati, presidente Commissione Bilancio e Programmazione Regione Puglia, su “Programmazione e finanziamento delle opere regionali strategiche” ha puntualizzato che questo webinar ha il rischio di far credere che tutti i problemi della portualità di Brindisi siano già tutti risolti. Così non è, anche perché le ‘grandi dispute’ riguardano la dimensione culturale: “Non investire su opere portuali, significa produrre diseguaglianze; gli stessi bisogni di una società non coincidono con quote di ricchezza uguali; per questo si genera il commercio, giusto per ottenere lavoro e prosperità”. In qualità di Consigliere regionale di questo territorio, ha detto Amati, “sostengo tutto l’operato dell’AdSPMAM perché sono opere che generano lavoro e commercio marittimo ed il ‘problema portuale’ è che le merci viaggiano su navi.” Infine, ha ricordato la lettera dell’Ing. Pigonati indirizzata al Re: “ A Brindisi vi sono commercianti che non condividono le opere portuali e si comportano come quei beneficiari delle opere che rifiutano i benefici economici derivanti da quelle opere”. Anche oggi, a Brindisi, vi sono cittadini che pur non avendo interessi sul porto contrastano le opere essendo loro stessi beneficiari.

L’Onorevole Dott. Mauro D’Attis, membro Commissione Bilancio Camera dei Deputati, su“Transizione ecologica un’occasione per Brindisi porto Core” ha detto che Brindisi non deve essere proposto come porto core, perché Brindisi era già inserito nella rete TN-T; poi, con il Reg. to 1315/2013 Brindisi fu escluso dalla rete per motivi politici e non tecnici; quindi vi sono responsabilità politiche di allora. Oggi reinserire Brindisi nella rete europea dei port core occorre un’assunzione di responsabilità da parte della Regione Puglia che lo propone al Governo italiano che a sua volta lo inserire nella rete europea. Questa sottoscrizione di proposta la deve compiere la Regione Puglia e questa è un’occasione che non si potrà più ripetere, visto che l’AdSPMAM si muove con opere nella direzione della transizione ecologica.

La Senatrice Avv. Gelsomina Silvia Vono, vicepresidente 8a Commissione Senato Lavori Pubblici e Comunicazioni, su  “Revisione Codice degli Appalti”. La senatrice nel suo breve intervento ha detto che “ il Codice degli appalti va rivisitato e semplificato, soprattutto per quanto riguarda la infrastrutturazione dei porti italiani. Se questo non sarà risolto in tempo per partecipare ai fondi del Recovery Fund, allora si sospenda e si applichi le procedure europee e mi riferisco ai dragaggi e alle semplificazioni delle Zes.”

Il Senatore Dott. Dario Stefano, presidente Commissione Politiche Unione Europea Senato, su “Europa – i porti Core nelle Reti Ten-T”. Per il Senatore Stefano i porti del Mezzogiorno d’Italia costituiscono la piattaforma logistica dell’intero paese che guarda al Mediterraneo. Per rivendicare la posizione di port core Brindisi non può avere contrapposizioni e contrasti fra Enti territoriali, anche perché vi sono risorse ingenti entro il 2027. “ Abbiamo la capacità – ha detto Stefano – come sistemi territoriali a rivendicare compattezza per dare una visione prospettica per un piano di ristrutturazione portuale che sia funzionale alla rete europea.” Sostanzialmente occorre rivendicare la funzione territoriale e non azioni di campanile. In questa prospettiva, Brindisi e Taranto possono essere complementari e non competitivi si è augurato il Senatore Stefano.
Infine, il Prof. Ugo Patroni Griffi, presidente AdSPMAM, ha concluso la serata facendo un’analisi delle tantissime azioni amministrative compiute per portare il porto di Brindisi ai livelli di un sistema portuale. Le occasioni di sviluppo dei traffici perse dal porto salentino sono state create per l’assenza da parte dello Stato a riqualificare le proprie infrastrutture.

Infatti, la fine della ‘Valigia delle Indie’ è stata segnata per non aver operato i dragaggi; i traghetti degli anni ‘70/80 hanno abbandonato Brindisi per una non funzionalità delle banchine del porto interno, non adeguate alla modernità delle navi che si affacciavano; i traffici sono rimasti in Adriatico trasferendosi su Ancona e Ravenna e poco traffico su Bari. Quando mancano gli investimenti sul porto si va incontro ad una decrescita del territorio. “Oggi, ha detto il presidente patroni Griffi, ci troviamo in una fase di stallo: un PRP del ’75 che prevedeva fondali a -14, mentre ci troviamo con fondali reali a -11,5; si capisce che con questi numeri non ci si può confrontare con i parametri di un port core moderno.” “Il porto messapico, con le sue aree e retroportualità, ha capacità per candidarsi a core sia nel corridoio adriatico, naturale e longitudinale, da portare fino a Brindisi e sia lungo quello tirrenico trasversale NA-TA-BR.”

“Brindisi ha bisogno di essere re-industrializzato – ha concluso Patroni Griffi – con imprese che hanno bisogno di investire; per questo le Zes e la Zfd sono funzionali ad uno sviluppo ‘core’; come le imprese manifatturiere a filo di banchina, cold ironing, idrogeno, energie rinnovabili, carburanti di transizione, Lng,eco carburanti, bioammoniaca, economia circolare. Brindisi ha bisogno di accosti a S. Apollinare perché il mercato delle Short-shipping lo chiede; Brindisi ha bisogno di dragaggi perché questo lo chiede il naviglio mercantile moderno.” Con i suoi tre bacini, tutti operativi, il porto ha bisogno di nuove strutture adeguate alle nuove esigenze dello shipping internazionale; ma alcune di queste rimangono imprigionate da una burocrazia che vincola e non permette una competizione equa con altri porti del sistema pugliese e dell’Italia.

Infine, questo webinar ha posto tre obiettivi strategici dovranno fare da guida: migliorare la competitività del sistema portuale e logistico del Mare Adriatico meridionale; favorire quanto più possibile la crescita dei traffici delle merci e delle persone; agevolare la promozione dell’intermodalità nel traffico merci. Obiettivi che saranno innescati nelle istituite zone doganali intercluse e zone economiche speciali.

Ci auguriamo che gli attori di questo webinar, in particolar modo il Propeller Club Port of Brindisi, Amministrazioni comunale, regionale, nazionale e AdSPMAM possano concertare un ‘piano’ per esprimere di fatto tutto il potenziale per realizzare una visione di comunità futura di città-porto integrata in Europa. Tutti noi concordiamo politicamente che oggi abbiamo bisogno di più occupazione, più salute pubblica, più sviluppo sostenibile, efficienza economica e cultura della legalità; e su questi assi dobbiamo lavorare insieme se si vuole sinceramente “il bene comune” di questo territorio. Perciò tutti dobbiamo sentirci impegnati per la città di Brindisi prima di tutto!

Abele Carruezzo

Confindustria Brindisi: Gabriele Menotti Lippolis nuovo Presidente fino al 2025. Lippolis sarà anche responsabile energia di Confindustria Puglia

Far si che la  provincia di Brindisi possa cogliere le sfide della transizione energetica con individuazione di una nuova filiera produttiva, avere un ruolo chiave nel lancio del progetto di una “Puglia Hydrogen Valley” diventando anche la Silicon Valley delle Rinnovabili; questo percorso passa prima attraverso le Autorizzazioni Ministeriali per le turbogas a Cerano e una più sostenibile mobilità su gomma e per mare con GNL.

Sono queste alcune delle priorità del nuovo presidente di Confindustria Brindisi Gabriele Menotti Lippolis, eletto oggi dall’Assemblea Generale, in votazione per il quadriennio 2021-2025. Un programma molto articolato quello di Lippolis che vede tra gli obiettivi anche quello di migliorare le performance del Porto ultimando le opere già previste, attrarre investimenti grazie alle ZES e Zona Franca, rafforzare l’eccellente offerta di turismo di qualità presente sul territorio e far si che le istituzioni supportino la filiera in questo momento così complesso.

Il neo-eletto Presidente, che aveva assunto a maggio dell’anno scorso, su indicazione del Collegio Speciale dei Probiviri di Confindustria, l’incarico di Commissario di Confindustria Brindisi, vanta una lunga militanza nel sistema confindustriale che lo hanno visto Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Brindisi, poi dei Giovani di Confindustria Puglia fino al ruolo di Presidente dei Giovani Imprenditori del Mezzogiorno. Lippolis, imprenditore di prima generazione, ha aziende nel mondo del turismo e degli eventi green e della comunicazione sostenibile.

Dopo la proclamazione del Presidente, si è svolta la parte pubblica dell’Assemblea, con gli interventi del Prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni, che ha espresso il proprio apprezzamento per il ruolo propositivo e sempre costruttivo di Confindustria Brindisi e del suo neo Presidente; del Presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, il quale, a conferma della grande collaborazione con Menotti Lippolis, ha ufficializzato allo stesso la delega regionale per l’Energia e la nuova sfida dell’Idrogeno.              

Lippolis, nel suo intervento ha espresso sentimenti di orgoglio per la rappresentanza di un’Organizzazione con più di 350 associati per un totale di circa 10.000 lavoratori e con un valore aggiunto annuo di produzione di beni e servizi stimato in circa 4 miliardi di euro.

“Obiettivo primario – ha aggiunto il neo Presidente – è quello di rafforzare il ruolo di Confindustria Brindisi come soggetto proattivo e propositivo in tema di sviluppo del territorio, in sinergia con tutti gli attori ed interlocutori politici, istituzionali e sociali. In particolare la transizione energetica è la grande sfida ed opportunità da cogliere al meglio.”

A concludere l’intervento del Presidente di Confindustria nazionale Carlo Bonomi che ha sottolineato: “la valenza strategica del porto di Brindisi, un asset per l’intero Paese e dell’economia marittima per lo sviluppo del Mezzogiorno.”
Bonomi ha ringraziato le numerose aziende brindisine che hanno dato la disponibilità a fare presso la propria sede le vaccinazioni ai dipendenti.

L’Assemblea ha ratificato anche la squadra proposta dal Presidente Lippolis, così composta: Giuseppe Danese – Vice Presidente Vicario, Mino Distante – Vice Presidente, Gaetano Evangelisti – Vice Presidente, Luca Piludu – Vice Presidente. Sono, altresì, Vice Presidenti di diritto: Mario Prato – Presidente Piccola Industria e Stefano Casoar – Presidente Giovani Imprenditori .

Per l’Ufficio di Presidenza: Giuseppe Monteforte – A2A Energie Future, Bernardo Giua Marassi – Sanofi, Aldo Melpignano – Egnathia Iniziative Turistiche, Gianfranco Mazzoccoli – Cedat85, Luigi Semidai – Impes Service, Giovanni De Blasio – Verdemare.

Verizon Business chiude il primo contratto private 5G in Europa con Associated British Ports

La tecnologia private 5G getta le basi per la futura implementazione di applicazioni basate su Internet of Things (IoT) e Machine Learning che renderanno le operazioni più efficaci

Milano– Verizon Business ha annunciato oggi la collaborazione con Associated British Ports (ABP) per applicare la soluzione private 5G al porto di Southampton. Realizzata in collaborazione con Nokia, la piattaforma private 5G di Verizon fornirà una connessione di rete privata sicura e a bassa latenza a uno dei porti più trafficati del Regno Unito (UK).

ABP gestisce una rete di 21 porti, incluso quello di Southampton. Essendo il principale hub per l’export del Paese, per un valore di 40 miliardi di sterline di ogni anno, il porto di Southampton rappresenta un collegamento fondamentale nelle catene di approvvigionamento per aziende e produttori in tutta la nazione. È anche il porto numero uno del Paese se si considerano gli arrivi di auto e crociere, dato che qui vengono movimentati circa 900.000 veicoli e accolti milioni di crocieristi ogni anno. Con questo accordo, quello di Southampton diventerà il primo porto continentale del Regno Unito con una rete private 5G.

“La tecnologia private 5G di Verizon è il punto di partenza per un’infrastruttura di edge computing completamente dedicata in loco, che consente una latenza estremamente bassa, livelli più elevati di sicurezza e una migliore personalizzazione per i nostri partner”, commenta Tami Erwin, CEO di Verizon Business. “Realtà come ABP stanno subendo molte pressioni per trasformare velocemente i propri servizi in modo da beneficiare di nuove opportunità commerciali. Insieme a Nokia, siamo stati in grado di supportare l’azienda per beneficiare dei vantaggi immediati offerti da private 5G e, cosa più importante, preparare il porto di Southampton per sfruttare pienamente le nuove applicazioni tecnologiche e le analisi in tempo reale che trasformeranno digitalmente i suoi servizi nel prossimo futuro.”

La piattaforma private 5G di Verizon fornirà ad ABP una rete dati wireless privata, affidabile e sicura in alcune aree selezionate all’interno dei moli est e ovest del porto. Ciò permetterà di unificare le comunicazioni di dati su un’unica rete, riducendo la complessità precedente e contribuendo a migliorare l’affidabilità e la sicurezza delle comunicazioni dei terminal.

Questa implementazione non solo ovvierà all’attuale problema delle interruzioni delle comunicazioni di dati all’interno dell’area portuale a causa della scarsa connettività Wi-Fi, ma le funzionalità avanzate di private 5G e in particolare la sua affidabilità, velocità effettiva, sicurezza e latenza estremamente bassa, possono aiutare ad abilitare l’utilizzo di tecnologie come analytics in real time, Internet of Things (IoT) e Machine Learning. Nel prossimo futuro, ciò può consentire ulteriori progressi nei servizi offerti, tra cui il monitoraggio delle risorse, veicoli a guida autonoma, gestione dei flussi di lavoro, manutenzione predittiva e monitoraggio della sicurezza.

Henrik L. Pedersen, CEO di ABP, ha dichiarato: “La creazione di piattaforme tecnologiche flessibili e resilienti è un elemento chiave della nostra strategia per andare incontro alle esigenze dei nostri clienti. Diventare il primo operatore portuale continentale nel Regno Unito a offrire loro una rete 5G privata è un fantastico traguardo per ABP.

“Vorremmo ringraziare i nostri partner per aver realizzato questo progetto, che doterà il nostro porto di Southampton dell’infrastruttura all’avanguardia necessaria per essere in prima linea nella rivoluzione digitale che riguarderà il settore marittimo”.

Verizon Business ha annunciato il lancio della sua piattaforma internazionale private 5G per le aziende globali localizzate in Europa e nell’area Asia-Pacifico nell’ottobre del 2020. Questa soluzione, attualmente realizzata in collaborazione con Nokia, consentirà alle imprese di implementare funzionalità di rete 5G private e di livello industriale direttamente all’interno del perimetro aziendale. La rete è basata sul Digital Automation Cloud di Nokia, una piattaforma applicativa che fornisce connettività wireless privata ad alta larghezza di banda, bassa latenza e iperveloce e funzionalità edge computing in locale.

“Per l’industria 4.0, la grande potenzialità del 5G si realizzerà pienamente quando si potrà disporre delle molte applicazioni possibili e le reti private 5G entreranno in funzione nei siti industriali di tutto il mondo “, ha affermato Brian Fitzgerald, SVP Verizon Business Group di Nokia. “Siamo impegnati ad aiutare il nostro partner strategico Verizon Business nell’espansione della sua presenza globale nell’ambito del 5G per clienti aziendali come ABP; lo facciamo offrendo un supporto senza precedenti per favorire il successo della piattaforma private 5G, oltre a fornire i massimi livelli di prestazioni, resilienza e sicurezza richiesti dai suoi clienti”.

L’International Propeller Club di Brindisi organizza il webinar: “Brindisi, Porto Core”

Live su brindisiportocore.skipin.it

Introduce Dott.ssa Maria De Luca, Presidente International Propeller Club Port Of Brindisi

Saluti
• Dott. Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia
• Ing. Riccardo Rossi, Sindaco di Brindisi
• C.V. (CP)Fabrizio Coke, comandante della Capitaneria di porto di Brindisi

Modera Dott. Umberto Masucci, Presidente nazionale International Propeller Club

Interventi
• Prof. Ugo Patroni Griffi, Presidente Adspmam “bilancio sullo stato dell’arte del porto di Brindisi”
• Dott. Alessandro Panaro, responsabile servizio maritime & energy SRM
“dati del porto, quale strategia e quali traffici futuri” Tavola Rotonda “Tutti per Brindisi” / Proiezione video “Brindisi d’Amare”
• Avv. Fabiano Amati – Presidente commissione bilancio e programmazione Regione Puglia “Programmazione e finanziamento delle opere regionali strategiche”

• Sen. Dott. Dario Stefano – Presidente Commissione Politiche Unione Europea Senato “Europa – i porti Core nelle Reti Ten-T”
• On.le Dott. Mauro D’Attis – Membro Commissione Bilancio Camera dei Deputati “transizione ecologica un occasione per Brindisi porto Core”
• Sen. Avv. Gelsomina Silvia Vono, vicepresidente commissione 8^ Senato Lavori pubblici e comunicazioni – “revisione Codice degli Appalti”
• On.le Dott. Edoardo Rixi, componente commissione trasporti e responsabile per la Lega delle infrastrutture – “grandi opere e semplificazioni: il modello Genova per Brindisi?”

• On.le Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti poste e telecomunicazioni – “proposta modifica Lg.84/94 “
• On.le Avv. Anna Macina, Sottosegretario di Stato per la Giustizia
“ la riforma della giustizia per favorire lo sviluppo”

Saluti e ringraziamenti finali da parte del Prof. Ugo Patroni Griffi, Presidente AdspMam

LAVORO IN PORTO, NUOVO RECORD: 4640 AVVIAMENTI A MARZO PER ALPT, L’AGENZIA PER IL LAVORO PORTUALE DELLO SCALO GIULIANO

ORGANICO RADDOPPIATO DAL 2016 AD OGGI

D’Agostino: “I portuali di ALPT, insieme ai lavoratori delle imprese, patrimonio di professionalità per il nostro porto e il territorio”

Trieste– Il lavoro come indicatore dello stato di buona salute dello scalo giuliano. Il mese di marzo segna un risultato importante nel numero di turni lavorati per i portuali dell’Agenzia per il lavoro del porto di Trieste (ALPT). Un dato mai prima raggiunto. Si tratta di 4640 avviamenti, 200 in più rispetto al record di ottobre 2020. Questo è il segnale concreto del buon andamento del porto e dei risultati di traffico e di investimento sviluppati dalle imprese terminalistiche.

“I portuali di ALPT, insieme ai lavoratori delle imprese, sono un patrimonio di professionalità e di serietà fondamentale per il nostro porto e il nostro territorio”. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino manifesta “soddisfazione per questo risultato, tenuto conto della congiuntura storica” e ringrazia i portuali dell’Agenzia “per il loro impegno a dimostrazione che l’ art. 17 è fondamentale per affrontare i traffici del porto di Trieste”.

L’organico dell’agenzia, nata nel 2016 con lo scopo di fornire lavoro temporaneo portuale, è cresciuto da 110 unità a 200, segno evidente della riuscita del progetto.

ALPT è stata fondata su impulso dell’Autorità di Sistema Portuale, che per un periodo sperimentale di 12 mesi ha detenuto una partecipazione maggioritaria. Fin da principio la governance dell’Agenzia ha visto un modello particolarmente innovativo, poiché del capitale sociale hanno fatto parte in quote eguali, imprese operanti nel porto di Trieste.

Porto di Brindisi: a gonfie Vele

Brindisi-Appena un mese addietro, avevamo notato il vento contrario, prodiero, su “Le Vele” del porto di Brindisi. E come accade che in una zona di ‘bassa pressione’ il vento ruoti e si mette a bonaccia, così è stato per Brindisi. Le sentenze dei giudici vanno sempre rispettate. Nel caso del terminal passeggeri “le Vele”, previsto e mai realizzato, nell’area di Costa Morena del porto di Brindisi, ne aveva ricevute più di una.

Per il Tribunale di Brindisi, la prima sentenza è di assoluzione; la seconda è passata in giudicato, mentre per quella del Consiglio di Stato (organo di giustizia amministrativa) il terminal in oggetto non appartiene alla fattispecie del reato di lottizzazione. In ultimo, la Procura di Brindisi richiedeva ulteriori accertamenti per presunto abuso edilizio a carico del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale, prof. Ugo Patroni Griffi (all’epoca dei fatti non era insediato in questa carica).

Ora finalmente si chiude il capitolo. Il Gip, Valerio Fracassi, ha respinto il ricorso della Procura di Brindisi, con cui si chiedeva di revocare la sentenza di ‘non luogo a procedere’ del 2016; il Gip ha confermato la sentenza precedente con motivazioni forti e decise. Non vi è stato reato di lottizzazione abusiva per la costruzione – mai realizzata – del terminal “Le Vele”.

“La destinazione d’uso urbanistica delle banchine di Costa Morena è rimasta immutata dalla data di approvazione del Piano Regolatore Portuale di Brindisi, risalente all’anno 1975, ed è pertanto commerciale/industriale”.

“Ma la singolarità della vicenda sta nel fatto che, successivamente, è intervenuta una sentenza del Consiglio di Stato che ha riformato la sentenza depositata dal PM accogliendo viceversa la tesi dell’Autorità portuale e sancendo una volta per tutte, in modo definitivo, la correttezza dell’opinione giuridica del giudice nella sentenza impugnata quanto alla natura del Piano Regolatore Portuale ed alla destinazione di zona”.

“Le funzioni di accertamento della verità – si legge nelle conclusioni del Gip – devono attenersi alle regole che governano la ricerca nel nostro sistema penale.” E nell’ultimo passaggio si sottolinea che “ll nostro sistema processuale prevede, infatti la revisione della sentenza di condanna e non di quella di assoluzione o proscioglimento. P.q.m. – dichiara inammissibile la richiesta di revoca della sentenza emessa dal GUP presso questo Tribunale.”

Salvatore Carruezzo

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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