Regione Sicilia: Fiume Màzaro, al via i lavori di dragaggio

Sarà la Ecol 2000 srl di Messina ad effettuare i lavori di dragaggio del porto canale e della foce del fiume Mazaro di Mazara del Vallo. L’impresa se li è aggiudicati per un importo di 836mila euro. “Abbiamo rispettato rigorosamente i tempi tecnici della tabella di marcia e adesso, consumato anche l’ultimo, definitivo passaggio potrà essere messo in sicurezza il corso d’acqua esondato nel novembre dell’anno scorso con pesanti ripercussioni sul centro abitato della cittadina del Trapanese”, afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, alla guida dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico.

Grazie all’intervento della Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce sarà, infatti, aumentata la profondità dei fondali e, contestualmente, anche quella delle sezioni di portata del fiume, riducendo in tal modo la velocità dei fenomeni di marrobbio che provocano una sensibile variazione del livello del mare. “Ci saranno – prosegue il governatore – notevoli benefici anche per le condizioni di navigabilità del fiume: l’ingresso, il transito e le manovre di ormeggio delle navi potranno essere finalmente effettuate in condizioni di massima sicurezza”.

Si tratterà di asportare, anzitutto, tutti i materiali giacenti sui fondali che, di fatto, ostacolano il deflusso verso il mare delle piene del Mazaro: cavi di acciaio, reti da pesca, sartiame, cavi di diversa natura, copertoni in gomma, legno, vetro, plastica, batterie esauste. La profondità dell’acqua sarà portata a tre metri a partire dal ponte e fino al mercato del pesce, a quattro metri fino a piazzale Quinci e a sei metri per l’intero bacino di ponente e fino all’imboccatura del porto, per una superficie di circa 180 mila metri quadrati.

TCR presente all’evento Romagna Business Matching

Continua l’importante percorso di avvicinamento al territorio ed alle aziende emiliano romagnole da parte del Terminal Container Ravenna

TCR, Terminal Partecipato da Contship e Sapir, partecipa per il secondo anno con un proprio stand all’evento Romagna Business Matching 2019 organizzato da Confindustria Emilia presso gli spazi espositivi di Cesena Fiere.

TCR ha partecipato all’evento per rafforzare i rapporti commerciali con le aziende del territorio e condividere con loro le opportunità che il porto di Ravenna può offrire.

Ci sono stati alcuni incontri con importanti realtà in cui è si rafforzato il ruolo di TCR a  sostegno dell’area produttiva romagnola, offrendo collegamenti marittimi efficienti verso l’area dell’east med e oltre.

Si è rivelato di grande interesse anche il ruolo di Porto Speciale per Prodotti Speciali grazie all’ampia gamma di servizi a valore aggiunto offerti da TCR direttamente all’interno delle aree del Terminal, con attenzione particolare per il magazzino interno coperto per effettuare stuffing/unstuffing della merce e per la possibilità di stoccare in Terminal grandi quantitativi di merce pericolosa.

Destinazione Sardegna, presidente Solinas: “Assicurare competitività a trasporti e logistica per lo sviluppo della Sardegna”

“Questa è un’occasione importante che ci porta a riflettere sulle prospettive di futuro della Sardegna e sulla costruzione di un modello di sviluppo che sia attrattivo e capace di creare economia e ricchezza”, ha aggiunto il presidente Solinas.

Cagliari, 11 ottobre 2019 – “Anche le istituzioni sono chiamate a definire nuove strategie, azioni e linee nel più breve tempo possibile per assicurare competitività al mercato dei trasporti e della logistica, due settori che rappresentano una potenzialità e che possono alimentare lo sviluppo dell’Isola”. Lo ha dichiarato, oggi, il presidente della Regione, Christian Solinas, in apertura dei lavori del convegno ‘Destinazione Sardegna: collegare il progresso, creare il futuro’, organizzato a Cagliari dalla Onorato Armatori e dalla European House Ambrosetti.

“Questa è un’occasione importante che ci porta a riflettere sulle prospettive di futuro della Sardegna e sulla costruzione di un modello di sviluppo che sia attrattivo e capace di creare economia e ricchezza”, ha aggiunto il presidente Solinas.

“Particolare attenzione merita il Porto Canale di Cagliari, infrastruttura strategica che però è in crisi. Anche questo forum può essere un’opportunità per riflettere sulle sue prospettive – ha sottolineato il Presidente della Giunta – Ora, Regione, armatori e operatori insieme sono chiamati a trovare, in breve tempo, una soluzione per superare la crisi, affinché la gestione del Porto Canale crei nuove opportunità di sviluppo per l’intera Isola”.

Regione Liguria: Piattaforma Vado, presidente Toti al Pd: “Ora che ha rioccupato agognate poltrone governo, semplifichi groviglio norme appalti”

Genova-“Agli esponenti del Pd che si divertono a criticare e fare la morale a danno dei cittadini, visto che sono tornati al Governo senza la volontà popolare, sarebbe almeno richiesto di lavorare per semplificare quel groviglio di norme che il Pd stesso ha prodotto e che, dal Codice degli appalti in giù, ritardano costantemente il lavoro ai privati e alla Pubblica Amministrazione”.

“Ora che sono tornati ad occupare le agognate poltrone, si muovano per dare una mano in tal senso. Ma già so che non faranno nulla di tutto questo”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in merito alle critiche del Partito Democratico sulle opere a terra connesse alla piattaforma Maersk del porto di Vado Ligure.

BiLog: Alla Spezia due giorni per parlare sostenibilità, resilienza e connessione in campo marittimo

Appuntamento a SpeziaExpo da il 16 e 17 Ottobre per parlare dei punti nevralgici per lo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto marittimo

“The sustainable, resilient and connected road to 2030″, questo il titolo della seconda edizione dell’evento internazionale BiLog, in programma il 16 e 17 ottobre nell’aerea Expo alla Spezia.

Esperti, isitituzioni e mondo delle imprese marittime e della logistica si incontrano per affrontare le tematiche del settore e analizzare i punti nevralgici per lo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto: sostenibilità, resilienza e connessione.

Nel corso dell’evnto, che prevede anche un’area “Mostra”, si terranno numerosi momenti di approfondimento sulle diverse esigenze del mondo marittimo e logistico in un periodo in cui le dinamiche legate all’innovazione e alle sfide economiche spingono gli operatori a rivedere modelli di business e posizionamenti strategici.

L’evento è patrocinato da Regione Liguria e con l’Alto patrocinio del Parlamento Europeo.

Per maggiori informazioni e per l’iscrizione: www.bilog.it

BiLog – programma

AdSP MTS: Altri quattro anni per l’Alp

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha rinnovato l’autorizzazione ex art. 17 comma 5 della legge 84/94 a favore dell’Agenzia per il lavoro in porto, ALP, fornitore esclusivo di manodopera nello scalo di Livorno verso le imprese autorizzate allo svolgimento di operazioni e servizi portuali.

Il Comitato di Gestione, riunitosi questa mattina, ha dato il via libera, esprimendo un parere unanime positivo: la società è stata pertanto autorizzata a fornire lavoro temporaneo alle imprese sino al 30 giugno del 2023.

L’Agenzia per il Lavoro in Porto, nata nel 2013 dalle ceneri del vecchio fornitore di manodopera, Agelp, da cui ha la nuova società ha preso in affitto il ramo d’azienda, ha ad oggi 68 unità operative. L’Autorità di Sistema Portuale, che nell’anno della costituzione dell’Alp, aveva il 49% delle quote, è oggi scesa al 5,5%, mantenendo dunque una quota minoritaria a tutela dell’interesse collettivo ma smettendo di partecipare al Consiglio d’Amministrazione.

«Il rinnovo dell’autorizzazione ex art.17 all’Alp – ha spiegato Corsini – è una scelta importante che dà continuità alla fornitura di manodopera alle imprese portuali, garantendo la necessaria flessibilità dell’organico del porto».

Nei primi sette mesi del 2019, i turni lavorati Alp hanno raggiunto quota 7.876, più 8,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando i turni lavorati sono stati 7.184.

AdSP MTS: Avanti tutta sulla Darsena Europa

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale fa un altro passo in avanti sul fronte della progettazione delle opere marittime di difesa e dei dragaggi di competenza pubblica previsti dalla prima fase di attuazione della Darsena Europa: entro metà novembre il raggruppamento temporaneo di impresa composto da F&m Ingegneria, Haskoning-Dhv Nederland, Hs Marine, e G&t consegnerà il progetto preliminare, che verrà presentato alla stampa e alla cittadinanza nei giorni successivi.

Anche le indagini geognostiche, geofisiche e ambientali dell’area risultano in stato avanzato di completamento: dopo le operazioni di bonifica bellica, è stata effettuato la quasi totalità dei carotaggi previsti. Risultano comunque completate tutte le indagini necessarie alla progettazione della Fase 1 della Darsena Europa.

Sono inoltre in stato di avanzato sviluppo le attività tecniche e scientifiche in collaborazione con ISPRA e ARPAT finalizzate alla procedura di deperimetrazione del SIN a mare del porto di Livorno. Tale deperimetrazione consentirà all’AdSP di fare riferimento alle nuove normative semplificate sui dragaggi e sulla movimentazione dei sedimenti marini di cui al DM 173 del 15 luglio 2016.

Per quanto riguarda il terminal contenitori previsto nella fase 1 della Darsena Europa, si chiuderà il 30 Novembre la finestra temporale che hanno a disposizione i soggetti privati interessati per presentare una proposta completa di tutti gli elementi a garanzia di cui all’art. 183 del Codice degli Appalti. A quella data, infatti, l’AdSP inserirà l’opera nella programmazione triennale e procederà autonomamente.

«Con la progettazione delle opere pubbliche ben avviata – ha dichiarato il presidente Corsini – è tempo di dedicarsi alla realizzazione del terminal container. L’Autorità di Sistema è pronta a prendere le redini dell’iniziativa».

INAUGURATO IL PORTICCIOLO DI SANT’ERASMO DOPO LA RIQUALIFICAZIONE

Strutture leggere, verde decuplicato, 30 telecamere
MONTI: “Un risultato, dopo appena 9 mesi di lavori, dalla valenza culturale”
MUSUMECI: “Prossimo obiettivo: il recupero della stazione marittima a Palermo e un terminal in ogni isola minore”
ORLANDO: “Anche a Sant’Erasmo, missione compiuta”
ISIDORI: “Quando ci sono ordine e programmazione arrivano le risposte”

Con il taglio del nastro da parte del presidente delta Regione siciliana, Nello Musumeci, del sindaco Leoluca Orlando, del direttore marittimo della Sicilia occidentale, contrammiraglio Roberto Isidori, uniti intorno al presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, e con la benedizione del Vicario episcopale, padre Vincenzo Marchese, è stato riaperto alla città il porticciolo di Sant’Erasmo dopo un intervento di riqualificazione, che lo ha sottratto al degrado, prioritariamente voluto dal presidente Monti.
Un recupero che era un’urgenza, per dare continuità al “mare verde” del Foro Italico, per integrare i pescatori in un’area finalmente dignitosa, per riqualificare un angolo rilevante e delicato come quello che si allunga fino a Villa Giulia.

Un intervento importante dal punto di vista simbolico perché affronta contemporaneamente un nodo come quello dell’utilizzazione delle zone costiere urbane, e lo fa secondo la definizione di “porto di città”: uno spazio pubblico aperto, che rispetta la memoria originaria e la storica funzione di piccolo porto per i pescatori.

Un intervento importante perché agisce sia sul paesaggio urbano e su quello naturale in una zona deturpata nel corso degli anni, sia sulla rigenerazione di una periferia. Sant’Erasmo rappresenta un grande dispositivo di collegamento con la parte della città che possiede maggiore potenziale, maggiore energia cinetica inespressa: la costa sud, il territorio dell’oltre Oreto.

“Palermo da anni s’interroga – sono le parole di Pasqualino Monti, da due anni alla guida dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale – sul suo sviluppo urbanistico, impegnandosi a coniugare un fantastico tessuto preesistente di importanza monumentale con le esigenze determinate dallo sviluppo metropolitano. Il waterfront è oggi il punto più avanzato di queste riflessioni, perché è proprio attraverso interventi sulle borgate marinare che la nostra Authority propone la ricucitura urbanistica tra la città e il suo porto. Dai waterfront muovono i cambiamenti urbanistici delle città che hanno la fortuna di nascere sul bordo dell’acqua, e la modernizzazione del loro assetto urbano.

Per questo ho sempre ritenuto fondamentale – anche se non è una priorità nei compiti istituzionali di una AdSP – la riconnessione urbana dei porticcioli: e la riqualificazione del porticciolo di Sant’Erasmo, con interventi a bassissimo impatto e strutture leggere, è stato tra i primi progetti che ho mandato avanti appena arrivato in Sicilia, proprio per ristabilire il rapporto, finora sconnesso, con le borgate che ospitano i porticcioli. Sono molto orgoglioso di aver raggiunto, in dieci mesi, questo obiettivo che ha una portata soprattutto culturale perché riconnette ciò che, negli anni, il degrado e l’incuria avevano allontanato, porticciolo e borgata. E analogo lavoro si sta portando avanti anche all’Arenella e all’Acquasanta”.

Il presidente Musumeci: “Mi compiaccio per la sinergia istituzionale che ha portato a questo risultato e per il lavoro del presidente Monti che non lasceremo andar via tanto facilmente alla scadenza del suo mandato. Se uno dei prossimi obiettivi dell’Autorità sarà quello di dotare il porto di Palermo della sua stazione marittima riqualificata, voglio sottolineare come la Regione siciliana abbia impegnato, e in parte speso, 104 milioni di euro per dotare di un terminal passeggeri ogni isola minore. Questa terra deve convincersi che, lavorando, ce la può fare”.

“Con il recupero del porticciolo – dice il sindaco Orlando -  Sant’Erasmo compie un altro importante passo per tornare ad essere luogo di socialità, economia e rapporti fra le persone. Questo fondamentale strutturale che completa un percorso intrapreso da tempo e frutto della ritrovata e rinnovata collaborazione fra enti pubblici, si affianca, non solo fisicamente, a quello per il primo ostello sociale della città. Insieme renderanno questa parte della costa un nuovo polo di attrazione per i palermitani e i turisti, nel segno della riscoperta del mare come elemento vivo e vitale della città. Anche qui possiamo dire che la “missione è compiuta””.

Il contrammiraglio Isidori: “E’ una fortuna per la Sicilia occidentale avere alla guida del suo Sistema portuale un manager come Pasqualino Monti. La riqualificazione di Sant’Erasmo è una importante risposta per restituire alla città quei fasti e quegli spazi che merita. Dove ci sono ordine e programmazione, le risposte arrivano e toccano diversi ambiti, dall’aumento dell’occupazione alla riduzione del degrado. Dobbiamo insistere su questa strada. La prossima tappa sarà quella di riqualificare la zona della’Arenella”.

Riprende Monti: “Quello inaugurato oggi è il primo, ma corposo, stralcio di un più ampio progetto. Il secondo comprenderà la parte restante del Foro Italico: si stanno già definendo i progetti architettonici per poter ridisegnare tutto il tratto di camminamento sul mare e si sta anche progettando il braccio di sopraflutto del porticciolo per una protezione dal maestrale.

“Raccordo” è il sostantivo da declinare sempre, in un dialogo costante e proficuo con l’Amministrazione comunale e tutte le istituzioni per sintonizzare i programmi di sviluppo del porto con i programmi di sviluppo dei territori: con questo modo di operare, mi piace evidenziare come, passo dopo passo, a Palermo e negli altri porti del network, quelli che due anni fa sembravano sogni irrealizzabili, si stanno materializzando: quello di Sant’Erasmo è un altro tassello che va al suo posto in quel grande e complesso mosaico che, con pazienza, cerchiamo di comporre”.

LA STORIA

II Piano di Sant’ Erasmo, cosi viene denominato nella toponomastica storica della città, è stato a lungo un luogo identitario di fondamentale importanza nella Palermo citta d’acqua, almeno prima della seconda guerra mondiale che stabilì un punto di svolta nelle relazioni, fino ad allora simbiotiche, tra città e mare.

II Piano di Sant’Erasmo fu il più importante approdo fuori le mura, luogo di produzione di una cultura marinara, ormai del tutto dispersa. Ancora nei primi anni del ’900 nella borgata di Sant’Erasmo prosperava la pesca del tonno, come testimonia una significativa documentazione iconografica. La storia dell’abbandono e del successivo degrado del porticciolo è comune a tutto il sistema costiero urbano della città, successivo al secondo conflitto e proseguito fino a una decina di anni fa, quando fu avviata dall’Autorità portuale di Palermo e dal Comune un processo di progressiva riqualificazione del waterfront.

Un processo teso alla ri-attribuzione di funzioni coerenti con un uso collettivo della costa, in grado di integrare alle funzioni prettamente portuali quelle connesse all’ozio urbano. In questa visione progettuale, Sant’Erasmo, cosi come la Cala, rappresenta un porticciolo di città.

I NUMERI

Area di progetto circa 14 mq

Pavimentazione 6000 mq

Verde 1500 mq

Edifici 450 mq

30 telecamere sistema TVCC

Un migliaio di nuove piante per siepi e aiuole, 11 nuove palme

IL PROGETTO

Il progetto di riqualificazione voluto dall’AdSP del Mare di Sicilia occidentale ha puntato a riattivare dinamiche in grado di “ripopolare” di funzioni e usi un importante tratto della costa palermitana con una riqualificazione a basso impatto ambientale. L’intervento non ha previsto opere a mare di dragaggio dei fondali o di protezione idraulico-marittima dell’invaso, ma si è limitato a introdurre una nuova pavimentazione, a restaurare tratti di quella originaria in basole e a prevedere tre edifici con funzioni diversificate. L’intera aerea di progetto è stata restituita alla piena pedonalizzazione. Con la demolizione del distributore di benzina, attualmente sul marciapiede di via Messina Marina, ci sarà spazio per un tratto di strada destinato alla pista ciclabile che sarà riconnessa a quella del Foro Italico. La quota del calpestio della via Padre Messina è stata connessa a quella del giardino del Foro Italico, attraverso una superficie verde: qui il traffico sarà limitato solo ai mezzi di servizio e in ingresso all’edificio di Padre Messina.

La configurazione planimetrica di Sant’Erasmo è morfologicamente scomponibile in due insenature: il porticciolo, ovvero la parte settentrionale, corrispondente al tratto in asse con la passeggiata del Foro Italico e limitata dal braccio di protezione dell’invaso, e il porto, un secondo tratto, il principale, sulla via Messina Marine, compreso a nord del complesso di padre Messina e il caseggiato in corso di ristrutturazione a sud. II progetto ha riconnesso fisicamente il porticciolo e il porto attraverso un percorso pedonale, lungo il muro di confine, lato mare, dell’edificio di padre Messina, realizzando in tal modo un’unione anche pedonale in grado di riattivare la passeggiata costiera.

GLI INTERVENTI

Dal punto di vista architettonico si è trattato di un intervento semplice con edifici volutamente decontestualizzati: quello più grande è una sorta di nave ancorata nel porto, la cui differenza lessicale rispetto all’immobile di padre Messina è evidente. C’è poi un grande intervento a volume zero realizzato con il riutilizzo dei materiali originali, con le vecchie basole o con il riuso di un materiale antico come il billiemi per tutte le nuove pavimentazioni. Un intervento minimale che vede nel verde un elemento importante: è stata, infatti, decuplicata la quantità di verde e di alberatura, per un’area che si definirà come un parco lineare costiero e avrà in Sant’Erasmo un suo polo importante.

Una nuova scala, modificata nella posizione e nella dimensione, connette ora la passeggiata del Foro Italico con il porticciolo e la sua spiaggetta. Un’ analoga filosofia progettuale, tesa alla valorizzazione degli spazi pedonali e alla demolizione di muri, cancellate e barriere, si è attuata nella riconfigurazione del porto anche con la demolizione del padiglione De Ciccio, in uso al Convento di Padre Messina. L’edificio è stato sostituito da un altro di minor impatto volumetrico e destinato a sede di un ristorante, di una club house e di uno spazio polivalente. Inoltre la demolizione delle recinzioni comporta la riapertura alla pubblica fruizione dello spazio interstiziale tra il nuovo edificio e il complesso di Padre Messina.

Sul fronte meridionale, ecco un piccolo padiglione che ospiterà attività diversificate e un mix di funzioni non legate esclusivamente al food: una sorta di piccolo urban centre della costa urbana in cui presentare progetti e iniziative legate allo sviluppo dell’area sul bordo del mare. II limite d’intervento, che corre parallelo al confine meridionale del bacino del porto, è stato definito da un giardino e da un sistema di verde utile a schermare lo stato fatiscente degli edifici sullo sfondo. Nella sistemazione a verde sono state mantenute le alberature esistenti e sono state collocate delle siepi per attutire i rumori provenienti dalla contigua via Messina Marine.

Un filare di alberi è stato sistemato sul confine meridionale dell’area di progetto e le essenze sono state scelte tra quelle autoctone sulla base di un approfondito progetto redatto dal professor Giuseppe Barbera. Anche il tratto meridionale che limita l’invaso del porto è stato trasformato in uno spazio green con l’aggiunta di terreno vegetale. L’area è sorvegliata da 30 telecamere (Sistema TVCC), è dotata di impianto elettrico e di illuminazione con tecnologia led, e di impianto per il recupero dell’acqua piovana per un utilizzo irriguo.

NEL DETTAGLIO
Edificio A

Il principale edificio del nuovo intervento è posto sul sedime del demolito Padiglione De Ciccio, è di volumetria ridimensionata, su un’unica elevazione fuori terra con un terrazzo praticabile direttamente connesso attraverso una scala dalla quota della banchina. Nella porzione verso mare, l’edificio ospita al piano terra un punto ristoro-club house e i servizi igienici; al primo piano invece trova spazio un ampio pergolato. Una scala e un ascensore connettono internamente le due quote dell’edificio che è scomponibile in due porzioni: oltre a quella appena descritta, una seconda, al piano terra, è destinata a spazio polivalente. Tra questi due blocchi è stato disposto un cortile a cielo aperto. La struttura portante dell’edificio è intelaiata in acciaio.
Edificio B (urban centre)

Nella porzione meridionale del porto, sulla via Messina Marine, è stato predisposto un edificio a un’unica elevazione fuori terra. Questo piccolo padiglione ospiterà attività e funzioni miste, la principale delle quali sarà volta alla promozione dei progetti per il waterfront di Palermo. Un piccolo urban centre della costa urbana aperto alla collettività, luogo di scambio e discussione. Anche qui, la struttura portante dell’edificio è intelaiata in acciaio.
Edificio C

E’ occupato da un piccolo punto ristoro nella porzione prossima alla scala che collega la quota della passeggiata del Foro Italico al porticciolo di Sant’Erasmo. II piccolo edificio, in prossimità della scala che collega la quota della passeggiata del Foro Italico al porticciolo di Sant’Erasmo, offre un punto di ristoro in una zona priva attualmente di ogni tipo di servizio. II chiosco avrà un piccolo pergolato sotto il quale verranno ospitati tavoli per le consumazioni. La struttura portante dell’edificio è intelaiata in acciaio.
SCHEDA TECNICA
Aggiudicazione gara: ottobre 2018
Inizio lavori: dicembre 2018
Fine Lavori: settembre 2019
Importo: 2 milioni 450 mila euro
Progettista delle opere architettoniche:
PROVENZANO Architetti associati
arch. Sebastiano Provenzano in collaborazione con arch. Anna Igea Garretto
Per l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale:
ing. Salvatore Acquista
ing. Enrico Petralia
geom. Antonino Martorana
geom. Piero Vivona

Yilport Holding AS operativa nel porto di Taranto

Taranto-Il Concessionario San Cataldo Container Terminal Spa, società controllata da Yilport Holding AS, in data 09.10.2019 adempiuto all’ultimo degli impegni assunti il 30.07.2019. A far data dal 09.10.2019 decorre ed è efficace l’Atto afferente la concessione, ex art. 18 L. 84/94, per anni 49 delle aree e delle banchine del Molo Polisettoriale assentita allo scopo di rendere operativo un terminal multipurpose promuovendo lo sviluppo dei traffici commerciali e della logistica, con particolare riferimento alla movimentazione dei container, di merci varie e ro-ro”.

Avvio della Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova

Presentato oggi presso Palazzo San Giorgio agli stakeholder il percorso di avvio formale della Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova istituita dalla legge 130/2018. L’incontro odierno, che ha visto per la prima volta invitate le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, fa seguito alle riunioni e all’attività istruttoria condivisa nei mesi scorsi con Regione Liguria, Comune di Genova, Struttura Commissariale e rappresentanze degli operatori portuali

L’AdSP partendo dall’illustrazione dello stato di avanzamento delle misure della legge “Genova” 130/2018 riguardanti il porto e il sistema logistico, ha presentato una panoramica sulla ZLS e i propri strumenti attuativi e di governance. In particolare il presidente Signorini ha illustrato i prossimi passaggi formali per dare avvio a tutti gli atti necessari alla piena operatività della ZSL:

la costituzione del Comitato di Indirizzo della ZLS che dovrà comprendere rappresentanti delle Regioni, del MIT e della Presidenza del Consiglio;
la redazione del Piano di Sviluppo Strategico che rappresenta il documento programmatico e operativo ai fini dell’attuazione delle misure previste per la ZLS.

Come unimamente emerso nel corso del dibattito, le iniziative promosse dalla ZLS e l’orizzonte temporale che la caratterizza, costituiscono un’indiscutibile opportunità per lo sviluppo del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e del complessivo contesto produttivo e logistico di riferimento. In particolare, la ZLS rappresenta un elemento di ulteriore valorizzazione dei consistenti interventi infrastrutturali, materiali ed immateriali, che interesseranno l’area portuale e retroportuale.

Per approfondire
Presentazione – Linee di indirizzo per l’attivazione della ZLS Porto e Retroporto di Genova – Legge “Genova” 130/2018

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

© 2019 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab