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Interporto Sud Europa: confronto tra le istituzioni il 29

MARCIANISE – Un nuovo inizio per la logistica campana.  Questo il concetto alla base dell’incontro che si terrà martedì 29 novembre all’Interporto Sud Europa. Un confronto tra le istituzioni dei territori direttamente interessati ed i vertici della infrastruttura logistica a cui parteciperanno il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Regione, Luigi Bosco, il Sindaco di Marcianise, Antonio Velardi, il Commissario prefettizio del comune di Maddaloni, Samuele De Lucia ed il Presidente dell’Interporto Sud Europa Spa, Salvatore Antonio De Biasio.

Con i suoi sei milioni di metri quadrati di estensione quest’interporto è una delle realtà logistiche più importanti d’Italia. Localizzato a ridosso dello scalo ferroviario merci di Marcianise,  nodo di smistamento dei traffici su rotaia al quale è collegato direttamente con un proprio sistema di presa e consegna dei carri, l’ISE è un esempio di costante impegno per lo sviluppo della vera logistica sostenibile.

Considerato il naturale retro porto di Napoli e Salerno con i quali è collegato via gomma e con Napoli anche via ferrovia, l’interporto di Maddaloni Marcianise è oggi sede di circa 40 aziende che operano su 50 lotti tra aree scoperte e capannoni dando lavoro diretto a circa 2000 persone, oltre le 1500 impegnate nell’importante Centro Commerciale Campania  costruito nell’area interportuale.

Un polmone occupazionale per il territorio a cui le istituzioni guardano con attenzione. Nell’ottica di un costante impegno di sviluppo proiettato verso un futuro in cui la formazione dei giovani dovrà essere sempre più specialistica, l’Interporto Sud Europa ospita al suo interno l’Istituto Superiore per la Mobilità e la Logistica che forma giovani tecnici iperspecializzati in un contesto d’eccellenza.

Oggi l’ISE affronta con rinnovato entusiasmo la ripresa dell’espansione strutturale con i lavori di realizzazione del nuovo casello autostradale sull’A30 (Caserta – Salerno), la realizzazione di nuovi capannoni  e piazzali, il raddoppio e l’allungamento dei fasci di binari lavorabili ed altri importanti progetti pronti a concretizzarsi in ulteriori cantieri.

L’incontro di martedì 29 novembre presso la sala convegni dell’Istituto Tecnico Superiore nell’Interporto sarà anche occasione di positiva riflessione sulla fattiva collaborazione tra le Istituzioni e l’imprenditoria unica via di sviluppo economico del Mezzogiorno.

Dal Cipe investimenti in ricerca, beni culturali, capitale umano e infrastrutture

ROMA – Il Cipe ha assegnato due miliardi e mezzo di euro per investimenti nella ricerca e nel capitale umano, un miliardo di euro per i beni culturali. Inoltre il Cipe ha assegnato circa 290 milioni di euro per programmi e azioni finalizzate al sostegno alle imprese e alla crescita.

Si è svolta a Palazzo Chigi la riunione del Comitato interministeriale per la Programmazione economica (Cipe), presieduta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Di seguito le decisioni assunte.

Ricerca

Il Comitato ha approvato il Programma nazionale per la Ricerca per il periodo 2015-2020. Il programma prevede investimenti complessivi nel primo triennio 2015-2017 pari a 2.428,60 milioni di euro, di cui

1,9 miliardi di euro a carico del bilancio del MIUR e del PON ricerca500 milioni di euro a carico  Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2014-2020.E’ prevista una proiezione complessiva in via programmatica dell’impiego di risorse finanziarie fino al 2020, per un ammontare di 4,16 miliardi di euro totali.  Ad esse concorrono ulteriori risorse: il programma operativo regionale (POR) e l’iniziativa UE denominata “Horizon 2020”, tali per cui la portata finanziaria complessiva del Programma ammonterà complessivamente a 13,56 miliardi di euro nei sei anni dal 2015 al 2020. Il PNR è basato su sei grandi pilastri:

I.    Internazionalizzazione
II.   Capitale umano  III.  Programma nazionale infrastrutture
IV. Cooperazione pubblico privato e ricerca industriale  V.  Efficacia e qualità della spesa
VI. Programma per il Mezzogiorno

Beni culturali

Il Comitato ha assegnato 1 miliardo di euro, a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020, al Ministero dei beni e delle attività culturali per il finanziamento del Piano “Turismo e cultura” finalizzato ad un’azione di rafforzamento dell’offerta culturale del nostro Paese e di potenziamento della fruizione turistica, con interventi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e per la messa in rete delle risorse culturali materiali e immateriali, con particolare riguardo al  Sistema museale italiano. Sono altresì previsti interventi per il consolidamento di sistemi territoriali turistico-culturali. In particolare, a beneficiare del piano saranno grandi completamenti di interventi già in corso (quali Pompei, Ercolano, la Cittadella di Alessandria, la Reggia di Caserta e gli Uffizi di Firenze) oltre a nuovi interventi di importo complessivo di 170 milioni da ripartire fra interventi di valore non inferiore a 10 milioni di euro con successivo provvedimento.

Imprese e crescita economica

Il CIPE ha inoltre approvato diverse misure finalizzate al sostegno alle imprese e alla crescita per un totale di circa 290 milioni di euro.
In particolare, a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC)  2014-2020, il CIPE: ha assegnato 40 milioni di euro per il rifinanziamento dello strumento agevolativo cd. “Autoimpiego” nelle Regioni del Sud, che prevede contributi a favore di piccole iniziative imprenditoriali; ha  assegnato, nell’ambito dell’Accordo di programma per il rilancio competitivo dell’area costiera livornese dell’8 maggio 2015, 50 milioni di euro all’Autorità portuale di Livorno, per il finanziamento di quota parte del costo degli interventi relativi alla “Realizzazione della darsena Europa”.

Il CIPE ha inoltre assegnato 200 milioni di euro, al Ministero delle Politiche agricole e forestali a valere sulla quota del 30% delle risorse non utilizzate del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI). L’assegnazione è finalizzata al finanziamento agevolato dei contratti di filiera e di distretto.

Il CIPE ha altresì approvato alcune modifiche della Delibera n. 65/2015 che, in relazione all’avvio del Piano strategico per la Banda Ultra Larga, ha programmaticamente destinato, a valere sul FSC 2014-2020,  3,5 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi assegnati a interventi di immediata attivazione ai sensi dell’articolo 1, comma 703, lettera d) della legge di stabilità per il 2015. Le modifiche proposte hanno la finalità di rendere coerente il dispositivo della delibera con le esigenze di carattere attuativo rilevate dal competente Comitato per la Banda Ultra Larga (COBUL) e con gli esiti dell’interlocuzione in sede comunitaria per la notifica degli aiuti di Stato.

Infrastrutture prioritarie

Il CIPE si è espresso sull’applicazione delle misure di defiscalizzazione, ai sensi dell’art. 18 della legge n. 183/2011, a favore del Collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo.
Il Comitato ha approvato una variante al progetto definitivo del Traforo autostradale del Frejus per permettere l’apertura al traffico della galleria di sicurezza e migliorare la prevenzione dei rischi, del valore di competenza italiana di circa 72 milioni di euro.

Il Comitato ha autorizzato la rimodulazione di alcuni interventi e l’utilizzo delle economie di gara del programma “Piccole e medie opere nel Mezzogiorno”, per circa 16 milioni di euro. Gli interventi riguardano soprattutto lavori relativi a sedi delle forze dell’ordine, oltre alla costruzione di un museo alle vittime della mafia a Palermo.

Il Comitato ha approvato i progetti definitivi di opere di completamento della “Metropolitana leggera automatica Metrobus di Brescia, 1° lotto funzionale Prealpino-S.Eufemia”, che includono il sottopasso ferrovia-stazione metropolitana, con l’assegnazione definitiva di un finanziamento di 6 milioni di euro.

Il CIPE ha autorizzato l’avvio della realizzazione del 4° lotto costruttivo della Galleria di base del Brennero, del costo di 1,25 miliardi di euro a carico dell’Italia, assegnando i relativi fondi, individuando una nuova articolazione dei lotti costruttivi e il nuovo cronoprogramma dell’opera. La galleria, finalizzata al transito di merci e viaggiatori sulla linea ferroviaria Monaco-Verona, è lunga 55 km e, presso Innsbruck, sarà collegata in sotterraneo alla circonvallazione, per una lunghezza dell’opera di 64 km..

Il Comitato ha disposto la proroga di due anni della dichiarazione di pubblica utilità del collegamento autostradale di connessione tra le città di Brescia e di Milano – A35 (Brebemi), al fine di completare l’esecuzione delle attività espropriative. Ha inoltre approvato il progetto definitivo di variante della Interconnessione tra la A35 (Brebemi) e la A4 (Autostrada Torino-Milano-Venezia-Trieste).

Il CIPE ha approvato il progetto definitivo del primo lotto funzionale del Completamento del servizio ferroviario metropolitano e filoviarizzazione del trasporto pubblico locale di Bologna. Il progetto, del costo di 332 milioni di euro, prevede la realizzare un sistema integrato di trasporto ferro-gomma sulle direttrici principali del sistema di trasporto pubblico di Bologna, mediante il completamento delle fermate del Sistema Ferroviario Metropolitano, l’eliminazione delle interferenze tra viabilità urbana e rete ferroviaria e l’acquisizione di 55 nuovi filobus e di 19 convogli ferroviari.

Il CIPE ha approvato una perizia di variante localizzativa dell’intervento “Acquedotto Molisano Centrale ed interconnessione con lo schema Basso Molise”, che interessa 11 Comuni nella bassa valle del Biferno.

Il Comitato ha reiterato per la seconda volta il vincolo preordinato all’esproprio sugli immobili interessati dalla realizzazione della Linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Milano – Verona, tratta Brescia – Verona. La tratta Brescia-Verona prevede circa 73 km di lunghezza, 2 interconnessioni con la linea esistente e ulteriori 10 km di attraversamento urbano. Il costo dell’opera è di circa 4 miliardi di euro.

Il comitato ha identificato in  ANAS S.p.A il soggetto aggiudicatore del Collegamento viario “Pedemontana Piemontese” tra la A4 e la A26 (Santhià – Biella –Gattinara – Ghemme).

Il Comitato ha infine rinviato a nuova istruttoria per il perfezionamento dei progetti l’Autostrada Salerno Reggio Calabria, Svincolo Laureana di Borrello, e il Completamento della SS 291 “della Nurra”, Lotto 1°, da Alghero a Olmedo in località bivio cantoniera di Rudas,

Programmazione complementare dei fondi strutturali europei

Il Comitato ha approvato, ai sensi dell’art. 1, comma 8, della Legge di stabilità 2106, l’utilizzo di  845,98 milioni, a valere sulle risorse del cofinanziamento nazionale dei programmi finanziati dai fondi strutturali europei destinate all’attuazione dei programmi complementari di azione e coesione, per assicurare il completamento dei progetti inseriti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2007-2013 non conclusi al 31.12.2015.

Ha inoltre approvato, ai sensi della delibera del CIPE n. 10 del 28 gennaio 2015, il Programma complementare di azione e coesione 2014-2020 denominato “Imprese e competitività”, presentato dal Ministero dello Sviluppo economico, per un importo di 696,25 milioni di euro. Il Programma interviene nelle cinque Regioni del Mezzogiorno Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, e si pone in funzione complementare rispetto al Programma operativo nazionale Imprese e competitività 2014-2020.il Programma complementare di Azione Coesione presentato dalla Regione Campania. La disponibilità complessiva della Regione ammonta a 1.236,21 milioni di euro, al netto di 496,54 milioni di euro destinati al completamento dei progetti inseriti nei programmi FESR 2007- 2013 non conclusi alla data del 31 dicembre 2015.Altre decisioni del Comitato

Il CIPE ha inoltre assegnato un contributo al finanziamento delle attività di ricerca e formazione dell’Istituto italiano per gli studi filosofici e dell’Istituto italiano per gli studi storici, di Napoli, per complessivi 4 milioni di euro, a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020, in attuazione della Legge di stabilità 2014, trasformando in definitiva una assegnazione già decisa in via programmatica con una precedente delibera.

Unione Europea: al vaglio le tipologie di finanziamento per porti e aeroporti

BRUXELLES – La Commissione Europea si sta muovendo per agevolare l’utilizzo di alcune tipologie di finanziamento pubblico destinate a porti ed aeroporti, riducendo al minimo la cosiddetta fase di controllo: è questa la novità emergente dalla recente bozza contenente alcune modifiche alla disciplina di settore, prevista dal Regolamento UE n. 651/2014. L’attuale bozza è adesso al centro di una consultazione online – aperta sino al 30 maggio prossimo – che mira a raccogliere pareri e proposte dei vari portatori d’interesse: un’altra consultazione sarà prevista in autunno prima di procedere definitivamente all’adozione delle modifiche legislative.

Come ha già avuto modo di sottolineare il commissario europeo alla Concorrenza, Margrethe Vestager, “porti ed aeroporti sono infrastrutture chiave per la crescita economica e lo sviluppo regionale. La nostra proposta punta a facilitare investimenti pubblici privi di problemi in porti e aeroporti, esentandoli dall’esame nell’ambito delle regole sugli aiuti di Stato”. Proprio alla luce delle tematiche affrontate, la Vestager confida nell’interesse attivo di tutti quei portatori d’interesse – autorità pubbliche, privati, imprese et similia – nella contingente fase di consultazione.
Gli orientamenti che verranno fuori dalla prima tornata di consultazione saranno decisivi per la stesura di un ulteriore bozza di proposta che verrà sottoposta a consultazione in autunno. Fra le misure allo studio dell’esecutivo Ue, riferisce la stessa Commissione europea, anche quella di facilitare ulteriori aumenti delle fasce di esenzione per gli investimenti nel settore della cultura, visti i limitati effetti negativi in termini di concorrenza nel mercato unico.

Sin dal 2012 la Commissione Europea ha avviato una fase c.d. di modernizzazione degli aiuti di stato – definita SAM – con la quale si è riconosciuto il ruolo che tali aiuti possono rivestire nell’affrontare la crisi nonché nel raggiungere gli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020.

La tendenza generale è quella di ridurre e concentrare il controllo ex ante della Commissioni solo su quei casi che presentano il maggior impatto sul mercato interno. Grazie all’avvio di questa fase si è intervenuto su settori altamente sensibili quali l’estensione della banda larga, gli investimenti per il finanziamento del rischio, il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, il sostegno al settore ittico e dell’acquacoltura.

 

Stefano Carbonara

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ASSOLOGISTICA: PREOCCUPAZIONE PER IL GIUBILEO

ROMA – Ieri la proclamazione di 4 beati a santi celebrata da Papa Francesco a Roma, ha fatto confluire in Piazza San Pietro 65.000 persone. L’evento di così grande rilievo per il mondo cattolico, ha richiamato migliaia di pellegrini da molte regioni italiane e anche dall’estero. Sin dalla metà della settimana scorsa è stato impossibile prenotare treni ed aerei a chi parallelamente doveva spostarsi per lavoro.

“Eventi straordinari di tale portata, che muovono contemporaneamente così tante persone non possono essere dirottati sui collegamenti ordinari, già di per sé congestionati” sottolinea il Presidente di Assologistica Carlo Mearelli “L’economia ha bisogno di muoversi e le aziende di rispettare le proprie agende, e non è pensabile di paralizzare in questo modo gli spostamenti obbligati del lavoro.

E’ evidente che non è stata presa alcuna misura logistica efficace per gestire la movimentazione dei passeggeri. Contenere e controllare l’impatto che permane per diversi giorni di eventi eccezionali come questo è prioritario, specialmente ora che vi sono alcuni timidi segnali di ripresa economica” conclude Mearelli.

Assologistica esprime profonda preoccupazione per l’imminente giubileo e chiede al Ministro dei Traporti Graziano Delrio di intervenire tempestivamente con un piano di mobilità di gestione straordinaria, con servizi di trasporto aggiuntivi e sufficienti a garantire il diritto allo spostamento di tutti, come sancito dalla stessa UE.

Il Ministro Delrio e il Def Infrastrutture

ROMA – Il nuovo Documento di economia e finanza (Def) del Governo Renzi per il 2016 nelle sue linee essenziali è già formulato. Alcune novità riguardano il nuovo “allegato infrastrutture” dove sicuramente  molte opere sono state considerate fuori programmazione e quindi cancellate dalla legge obiettivo.

Lo staff tecnico del ministro Graziano Delrio ha organizzato il “Def Infrastrutture” in tre filoni: il primo contiene le priorità individuate già ad aprile scorso dal ministro, nel secondo le opere da cancellare e nel terzo le nuove priorità scaturite dai vari incontri del ministro con i governatori delle Regioni. Incontri estivi durante i quali tutte le Regioni hanno chiesto tutto.

E comunque vi è poco”mezzogiorno” e poche opere che riguardano il Sud. Nella lista programmatoria di aprile del ministro, al suo insediamento, vi era un elenco di circa 30 opere che per la maggior parte di esse riguardavano molta “alta velocità” e molte metropolitane con un fabbisogno finanziario di circa 3,5 miliardi di euro.

E’ interessante notare oggi se questa lista verrà aggiornata con l’eventuale conferma del Terzo valico e della Milano – Venezia; poi è da vedere se il ministro dell’Economia impegnerà quei 3,5 miliardi e da quali capitoli finanziari cercherà di reperirli; senza dimenticare il filone della sicurezza che l’edilizia scolastica ed il dissesto idrogeologico reclamano più finanziamenti.

Quindi un allegato infrastrutture che si presta a vari emendamenti. Infatti, alla Camera, alcuni esponenti PD hanno già presentato emendamenti nella riforma del codice degli appalti, ritenendo la legge obiettivo superata.

A oggi, dal Ministero delle Infrastrutture, non si evince un’attenzione particolare alle piccole e medie opere importanti per far ri-partire l’Italia e che il ministro Delrio con il suo “Def-Infrastrutture” hanno perso priorità. Tutto questo lo vedremo a fine anno.

Abele Carruezzo

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AIPO AL MEETING EUROPEO TEN-T DAYS CON DUE PROGETTI SULLA NAVIGABILITA’ DEL FIUME PO

VENEZIA – L’Agenzia Interregionale per il Fiume Po – AIPo, con il supporto di Unioncamere del Veneto attraverso il Dipartimento per le politiche comunitarie Eurosportello Veneto, ha partecipato al meeting  europeo TEN-T Days (Reti di Trasporto Transeuropee-Trans European Networks – Transport) svoltosi il 22-3 giugno a Riga, Lettonia.

L’evento, organizzato dalla Direzione Mobilità e Trasporti  della Commissione Europea e dalla Presidenza Lettone del Consiglio dell’Unione Europea, ha visto la presentazione di tutti i progetti che si stanno sviluppando all’interno dei Core Network Corridors, la rete dei corridoi europei di trasporto, nonché di tutte le future progettualità con particolare riferimento all’importanza dei progetti infrastrutturali ed agli investimenti innovativi per una crescita economica europea, come dichiarato da Violeta Bulc, Commissario europeo per i Trasporti: «Ora dobbiamo unire le forze per rendere la rete transeuropea dei trasporti una realtà.

La base per il nostro progresso futuro è l’attuazione dei piani di lavoro, compresi i principali progetti transfrontalieri. Conto su tutti gli attori – nazionali e regionali, pubblici e privati – per fare il miglior uso dei nostri strumenti, quali Connecting Europe e il nuovo fondo europeo per gli investimenti strategici».

«Eurosportello del Veneto è felice di collaborare con AIPo a questo grande progetto che contribuirà alla competitività del nostro territorio, rappresentando al contempo un’opportunità unica per poter mettere in sicurezza le aree attraversate dal fiume Po – sottolinea Francesco Pareti, responsabile Eurosportello Veneto –. Crediamo fortemente in questa iniziativa e la consideriamo un nostro impegno di lungo termine, come tutti i progetti finanziati dalla Commissione Europea di cui noi siamo ufficio operativo nel territorio».

«AIPo, su mandato delle Regioni del Po di cui è ente strumentale, sta lavorando da diversi anni su progetti finalizzati all’ulteriore sviluppo della navigazione interna nel nord Italia, con riferimento al Po e alle vie navigabili collegate – spiega l’ingegner Luigi Mille, dirigente AIPo Area idrografica e Navigazione lombarde –. Che l’Unione Europea continui a co-finanziare studi come quelli che abbiamo presentato ai TEN-T Days di Riga è la migliore dimostrazione della serietà di questo impegno e della necessità di proseguire ancora».

I progetti sono stati illustrati anche attraverso i numerosi stand allestiti dai diversi Paesi ed Enti presenti a Riga. Presso lo stand dedicato all’evoluzione delle vie navigabili nell’Italia del nord, AIPo ha esposto due studi, cofinanziati dalle Regioni del Po e dall’Unione Europea, finalizzati al potenziamento della navigazione interna:

“365 Po River System” – Progetto preliminare per aumentare la navigabilità del fiume Po dal Porto di Cremona al Mare Adriatico: lo studio ha come obiettivo primario quello di aumentare la navigabilità del fiume Po nei tratti in cui la stessa non è praticabile nel corso di tutto l’anno, esaminando due tipi di soluzioni: la sistemazione a corrente libera e la regimazione.

Studio di fattibilità per la navigabilità del nuovo canale Milano – Cremona: connessione via acqua, con un nuovo canale, tra Milano e Pizzighettone-porto di Cremona, punto strategico delle interconnessioni autostradali e ferroviarie.

Autoridad del Canal de Panamá conferma nuovi pedaggi per transito navi

PANAMA – Come da programma approvato lo scorso anno, l’Autorità del Canale di Panama, ha reso noto durante l’audizione pubblica ultima il nuovo piano dei pedaggi per il transito delle navi. Dopo oltre un anno di consultazioni con i vari rappresentanti dei diversi segmenti del settore marittimo, nel dicembre scorso, l’Autorità del Canale aveva approvato la nuova proposta.

I nuovi pedaggi entreranno in vigore a partire dell’aprile 2016, in coincidenza con l’inaugurazione dell’ampliamento del canale con l’entrata in esercizio della terza serie di chiuse che consentirà il transito di navi di maggiori dimensioni. Le nuove regole proposte prevedono che il “pedaggio” si basi su differenti unità di misura. Una nave portacontenitori pagherà il pedaggio in TEU (Twenty-foot Equivalent Unit), cioè sulla capacità di carico della nave e sulla presenza di container pieni a bordo misurata in container da 20; una nave che trasporta merce secca alla rinfusa pagherà sulle tonnellate di portata lorda e sul peso in tonnellate del carico; per le navi passeggeri si basa sul numero dei posti-letto, mentre per le navi che trasportano gas naturale liquefatto l’unità di misura sarà il metro cubo e per le navi petroliere la tonnellata-metro PC/UMS (Panama Canal Universal Measurement System).

L’ultima variazione alla struttura dei pedaggi risale agli anni 2012 e 2013 per i segmenti delle navi per il trasporto di rinfuse secche, delle petroliere, delle chimichiere, delle ro-ro e delle navi multipurpose; mentre le tariffe per le portacontainer, per le navi per trasporto refrigerato e per le navi da crociera sono in vigore dal 2011.

A sostegno delle nuove tariffe per le portacontainer  è stata introdotta una clausola di marketing definita di “fidelizzazione”: clienti abituali che raggiungono uno specifico volume di traffico definito in TEU possono godere sconti sulle tariffe; come pure per le GNL carrier che effettueranno un viaggio completo di andata e ritorno attraverso il canale sarà previsto un incentivo; le navi passeggeri “Panamax” pagheranno 144 dollari per ciascun posto letto, mentre le navi che transiteranno attraverso la nuova serie di chiuse “Neopanamax”pagheranno 154 dollari per ogni posto letto.

“Vogliamo garantire per trasparenza che la nuova struttura di pedaggio sia a conoscenza di tutte le parti interessate, e che, una volta approvato, garantisca l’importanza del valore che la presenza del Canale dà allo shipping mondiale” ha dichiarato l’amministratore ACP Jorge Quijano.

Abele Carruezzo

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Logistica e futuro: i principali trend del 2015 secondo CEVA Logistics

MILANO  – Ci siamo mai chiesti come arrivano nelle nostre case o sugli scaffali dei negozi i prodotti che compriamo ogni giorno? Ad occuparsene è l’industria logistica, che con l’e-commerce, ha un ruolo sempre più strategico e cruciale nell’economia e – perché no – nelle nostre abitudini di consumo.

Anche questo settore sta affrontando – complici la crisi e la tempesta di innovazioni tecnologiche – alcuni significativi cambiamenti. Ecco le 3 principali tendenze che ci accompagneranno nel 2015 secondo CEVA Logistics, peso massimo della logistica a livello globale, nato dalla fusione dell’olandese TNT logistics e dell’americana EGL.
Sempre più outsourcing … collaborativo

Le aziende continueranno ad affidarsi a fornitori esterni per la gestione della supply chain. Secondo l’Osservatorio Contract Logistics della School of Management del Politecnico di Milano, la logistica conto terzi ha un’incidenza sempre più importante sul mercato italiano, e anche a causa della complessa congiuntura economica, si prevede che le PMI Italiane intensificheranno l’outsourcing logistico nei prossimi mesi.

Proprio per venire incontro alla necessità di abbattere i costi e al contempo di ottenere un livello di servizio impeccabile, il modello della logistica collaborativa continuerà ad imporsi. Ci saranno sempre più magazzini che applicheranno i principi della sharing economy, creando veri e propri poli mono-settoriali all’interno dei quali diverse aziende concorrenti dello stesso settore potranno condividere persone, infrastrutture, processi e flussi di trasporto. Questo approccio innovativo permette di alzare la qualità del servizio per il consumatore finale e di ridurre i costi logistici all’azienda produttrice.

L’innovazione tecnologica e le sue sfide

L’innovazione tecnologica sta letteralmente “travolgendo” il settore logistico. Qualche esempio? Le tecnologie d’identificazione a radio frequenza, così come l’impiego di Control Tower, permetteranno di tracciare e monitorare il viaggio delle merci dal produttore al retailer fino al consumatore. Questo consentirà ai professionisti del settore di velocizzare e ottimizzare il trasporto e la consegna e predire esattamente il tempo di arrivo, monitorando dettagli importanti che incidono sulla qualità dei prodotti, come il controllo della temperatura e l’avvenuta consegna di medicinali urgenti.

Non solo. Anche l’avvento dei droni apporterà significativi cambiamenti dato che consentirà di ridurre drasticamente i tempi di consegna e di mettere in atto il “batch picking”, ovvero l’individuazione e la consegna del singolo ordine. La tecnologia è quindi una delle leve strategiche che permetterà di effettuare consegne sempre più mirate, precise e personalizzate.

La consegna diventa green

Ci capita sempre più spesso di vedere la spesa consegnata in bicicletta, questo è un chiaro segnale di come ci sia da parte delle aziende, degli operatori logistici e dell’opinione pubblica una crescente attenzione all’ambiente. Secondo la ricerca “Il futuro della logistica e la sfida della sostenibilità”, svolta da SDA Bocconi School of Management in collaborazione con l’Università di Bergamo, emerge una diffusa sensibilità al tema della sostenibilità da parte degli operatori logistici. Anche in Italia appaiono le prime esperienze di  tecnologie e procedure che hanno il fine di ridurre l’impatto ambientale delle attività di trasporto e logistica, potenziando al contempo l’efficienza e la produttività della supply chain.

Se per alcune merci a “filiera corta” è palese l’approccio green, anche quando si va sui grandi numeri e sulle grandi distanze sta prendendo piede e continuerà a farlo l’eco-logistica. Come? I magazzini ricorrono sempre più all’impiego di energie rinnovabili e all’approccio collaborativo, nonché all’utilizzo di mezzi di movimentazione elettrici, così da abbattere ulteriormente le emissioni di CO2. Si lavora anche nella sostenibilità degli imballi, nella ricerca della massima ottimizzazione degli spostamenti e dei tragitti della merce, così come nell’intermodalità ferro-gomma.

Porto di Civitavecchia: nasce il Roma Marina Yachting

Un’infrastruttura che si candida a diventare la più importante e suggestiva base per mega-yacht del Mediterraneo, sia storicamente che architettonicamente. La nuova scommessa dell’AP di Civitavecchia si chiama “Roma Marina Yachting”, il nuovo approdo per la nautica d’elite, parte integrante del piano di sviluppo del porto laziale che prevede, oltre alla valorizzazione del Porto storico, anche l’avvio a tappe forzate del nuovo terminal container.

“In queste acque – ha sottolineato il presidente Pasqualino Monti nel suo intervento di apertura della 2 Giorni del Mediterraneo – duemila anni fa ormeggiavano le triremi dell’imperatore Traiano e la flotta dell’Impero romano. Da oggi, presso il Roma Marina Yachting potranno trovare un approdo sicuro 14 mega-yacht di lunghezza superiore ai cento metri, e grazie al bacino di carenaggio e ai molti servizi tecnici di eccellenza disponibili nella darsena, sarà in grado di creare occupazione specializzata e non solo, con positive ricadute economiche per tutta la comunità”. Il progetto di sviluppo del diportismo nautico avviato dall’AP di Civitavecchia prevede, dopo l’inaugurazione della Darsena Traianea Sud, il completamento della Darsena Nord che a regime potrà ospitare oltre 100 imbarcazioni tra i 10 e 50 metri e il collegamento con la Darsena romana per l’ormeggio di altre 70 barche dai 15 ai 25 metri.

Monti ha inoltre illustrato le linee guida di “un grande disegno globale e concreto di sviluppo di un porto vivo e in profonda trasformazione” che dopo aver conquistato la leadership nelle crociere, con un traffico annuale di circa due milioni e mezzo di passeggeri e l’inaugurazione di un nuovo spazio per i mega yacht, ora punta alla realizzazione del nuovo terminal container che sarà l’infrastruttura base della nuova piattaforma logistica Lazio.

AL MUHAIRI: ABU DHABI PROSSIMA ALLA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO TERMINAL CROCIERE

Questa settimana Abu Dhabi ospita il  Seatrade Middle East Cruise Forum, appuntamento importante per il settore crocieristico in cui il settore pubblico e private si incontrano per delineare le opportunità economiche di questo segmento mercato. Durante il Forum di apertura è arrivata la conferma che  Abu Dhabi avrà il suo terminal crocieristico permanete presso il posto di Mina Zayed.

Sua Eccellenza Mubarak Al Muhairi, Direttore Generale, Abu Dhabi Tourism & Culture Authority (TCA Abu Dhabi), nel discorso di benvenuto ai delegati durante il Forum, (presso il Rosewood fino all’11 dicembre), ha confermato che entro il prossimo anno verrà deciso il concept design del terminal.

“È sempre stata palese la nostra intenzione di realizzare un terminal permanente. L’attuale terminal temporaneo è stato confermato come location ideale per la realizzazione di un nuovo terminal permanente da dedicare all’industria crocieristica” ha dichiarato Al Muhairi.

Durante il Forum Al Muhairi ha invitato i delegati, importanti decision-maker delle maggiori compagnie crocieristiche mondiali, a fornire input e suggerimenti nel processo di pianificazione .

“Vogliamo una struttura all’avanguardia che possa soddisfare tutte le vostre esigenze, sia dal punto di vista dei passeggeri che delle merci (magazzini standard e magazzini frigo) . È importante ascoltare le riflessioni di tutti voi”.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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