Livorno ha bisogno della Piattaforma Europa

Il commissario dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale, Pietro Verna, ha incontrato stamani il vescovo di Livorno, Simone Giusti.

Una visita di cortesia particolarmente gradita a Verna, che ha approfittato dell’occasione per fornire al presule un aggiornamento sullo stato dell’arte dei principali interventi infrastrutturali in programma nel porto, a cominciare dalla Piattaforma Europa.

Nel corso dell’incontro è emersa la volontà dei presenti a lavorare in modo sinergico per coinvolgere la comunità portuale in un percorso condiviso che faccia emergere le tante situazioni di povertà e debolezza presenti sul territorio, cercando di porvi rimedio.

«Il porto deve tornare a volgere il proprio sguardo al sociale» ha dichiarato Giusti, che ha aggiunto: «L’Autorità Portuale è la più grande stazione appaltante del nostro territorio, investe milioni di euro nelle opere di ammodernamento ed espansione dello scalo, impiegando peraltro diverse imprese. La Piattaforma Europa ne è un esempio: i lavori di carotaggio relativi alla realizzazione della prima fase dell’opera stanno già dando lavoro a molte persone. Livorno ha bisogno di questi grandi appalti e ha bisogno di lavoro per risollevarsi dalla situazione di crisi in cui si trova» .

Porto di Livorno: Piattaforma Europa, fare presto e bene

Il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Donato Carlea, è venuto stamani in visita a Livorno su invito del commissario straordinario dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Pietro Verna.

Nel quartier generale dell’Autorità Portuale, alla presenza del sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e del comandante del porto Giuseppe Tarzia, sono state illustrate le potenzialità del porto della Città dei Quattro Mori e i dettagli della prima fase della Piattaforma Europa, opera fondamentale per lo scalo e sul cui progetto il CSLLPP sarà tenuto ad esprimere, a tempo debito, un proprio parere.

«Siamo onorati di avere oggi Carlea a Livorno – ha dichiarato Verna – La sua presenza è un segnale di attenzione importante per il nostro porto. Vogliamo stabilire con il CSLLPP contatti continui e costanti per evitare che possano esserci perdite di tempo durante le varie fasi di sviluppo progettuale della Piattaforma Europa».

Carlea, d’altronde, ha più volte dichiarato di apprezzare questo tipo di impostazione: «Non appena insediato nel mio ruolo sono andato subito a Genova per vedere con i miei occhi in che stato si trovasse il Ponte Morandi. Il progetto di ricostruzione del Viadotto è stato presentato al CSLLPP il 18 marzo scorso, il 26 marzo, otto giorni dopo, avevamo già rilasciato il nostro parere».

Fare presto e bene, per Carlea si può fare, purché i progetti non presentino incognite. In fin dei conti, è questo l’augurio che il numero uno del CSLLPP rivolge a Livorno e alla sua Piattaforma Europa: «Un intervento che poggi su un livello di conoscenza completo in ogni dettaglio non può che essere realizzato in tempi ragionevoli. È su questo che bisogna lavorare insieme, è su questo che posso e voglio dare il mio contributo».

A partire dal 1 luglio 2019, Alfredo Scalisi assume il ruolo di General Manager del terminal Contship di La Spezia

Il manager, riporterà direttamente al Presidente di Contship, Cecilia Battistello che ricopre ad interim il ruolo di Amministratore delegato Operations & Sales per tutto il Gruppo.

Alfredo Scalisi ha ricoperto il ruolo di Deputy General Manager a Gioia Tauro per Medcenter Container Terminal sino a Maggio 2019 ed ha una pluriennale esperienza in ruoli manageriali nel settore industria ed Energia.

“Ad Alfredo spetterà un compito molto importante a La Spezia – ha commentato Cecilia Battistello – in un momento di grandi trasformazioni del settore. Il terminal di La Spezia gioca un ruolo di primaria importanza nello scacchiere internazionale, offrendo alle compagnie di navigazione globali una vasta gamma di servizi logistici di elevata qualità. Continua inoltre il programma di investimenti del Gruppo Contship, volti ad incrementare la capacità di banchina e ferroviaria del terminal”.

Nasce il “gemello” digitale del Porto di Ravenna

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale ha avviato con CNT Technologies il progetto Open Digital Twin Port per lo sviluppo di un “gemello digitale” del Porto di Ravenna.

Mentre il Progetto Hub Portuale di Ravenna si avvia alla pubblicazione del bando di gara, si lavora in parallelo affinché anche il livello qualitativo dei servizi che il Porto è in grado di offrire sia adeguato ai nuovi, più alti standard sui quali la realizzazione del Progetto consentirà di attestarsi.

L’iniziativa Open Digital Twin Port consentirà di creare, su una ricca base di dati, una replica digitale dello scalo, sul quale poter simulare e pianificare accuratamente molte attività, comprese quelle di dragaggio e manutenzione, e poter valutare le possibili interferenze  garantendo che le attività stesse si svolgano in modo più coordinato, sicuro e veloce ed inoltre potrà essere utilizzato per simulare e testare l’efficienza delle attività portuali, misurando, per esempio, le conseguenze che su queste avrebbero condizioni meteorologiche estreme o disastri naturali.

Il Digital Twin del Porto prepara anche il porto per il futuro avvento delle unità navali a guida autonoma, le MASS (Maritime Autonomous Surface Ship) in quanto consentirà a questi mezzi di trovare il percorso di navigazione ottimale, attraccare e manovrare all’interno del porto senza essere costretta a esplorare con i suoi sensori l’ambiente circostante ogni volta.

La prima fase del progetto Open Digital Twin Port ha come obiettivo la realizzazione entro il mese di settembre 2019 della creazione del “gemello” di una prima porzione del porto di Ravenna per poi potersi candidare, insieme a partner privati e ad altri porti europei – Rotterdam sta facendo qualcosa di simile – ad ottenere i finanziamenti necessari alla riproduzione virtuale dell’intera infrastruttura portuale.

Open Digital Twin Port è un progetto che, all’insegna della sicurezza e di un più efficace utilizzo delle risorse, si sperimenta per la prima volta nel Porto di Ravenna e contribuirà a trasformarlo nella più avanzata ed “intelligente” struttura portuale del Mediterraneo.

Inaugurazione nuovo hub di SDA in Interporto Bologna

Il 16 luglio 2019 presso la piattaforma logistica bolognese si terrà l’inaugurazione dell’hub di SDA (Gruppo Poste Italiane)

Il giorno 16 luglio 2019, presso l’interporto di Bologna, si terrà la cerimonia di inaugurazione dell’hub più grande in Italia di SDA alla presenza di importanti rappresentanti istituzionali.

All’interno dell’interporto di Bologna sono stati completati alla fine del 2018 due immobili dedicati alla logistica di SDA (Gruppo Poste Italiane), azienda che dal 1998 fa parte del Gruppo Poste Italiane e offre una gamma di servizi articolata e integrata in ambito spedizione, logistica e distribuzione: dai servizi espresso standard a quelli di logistica integrata, dal technical courier a soluzioni tecnologiche per il commercio on-line e un’offerta internazionale che comprende servizi espresso e road.

Tali immobili occupano una superficie complessiva di 30.600 metri quadrati e comprendono un hub di 23.600 metri quadrati che SDA utilizzerà per servire l’Emilia Romagna e un filiale di 4.000 metri quadrati dedicata alla gestione dei servizi su Bologna e provincia.
L’edificio principale cross docking è stato progettato con 182 porte di carico mentre il posizionamento dei pilastri di supporto della struttura è stato studiato per rispettare gli ingombri richiesti dal sorter Sda, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico.

Gli immobili costruiti nel rispetto dei più elevati standard internazionali ospiteranno uffici, zona di smistamento e di movimentazione e saranno completati da aree esterne dedicate tra le quali ampi piazzali di manovra e circa 500 parcheggi per i dipendenti.

MIT: Al via l’attività ispettiva sulla rete stradale transeuropea

Controlli su due terzi della rete transeuropea

Monitoraggio da concludere entro metà 2020

ROMA- Parte la prima fase di attività ispettiva sulla rete stradale transeuropea (rete Ten). Tale attività, disciplinata dal decreto legislativo n.35 del 15 marzo 2011 “Attuazione della direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture”, ha come finalità la salvaguardia degli utenti della strada e la riduzione degli incidenti stradali: a tale fine, prevede l’abilitazione di 53 ispettori chiamati ad effettuare ispezione sulla rete stradale transeuropea nazionale su due terzi della rete, per un totale di 6.280 km a fronte dei complessivi 9.400 km circa.

Per la piena operatività del programma, il disciplinare per gli ispettori stabilisce che la relazione ispettiva venga presentata entro 120 giorni dall’attivazione dell’incarico e, quindi, entro il 21 ottobre 2019. Le risultanze delle relazioni degli ispettori saranno infatti utilizzate per la programmazione delle priorità degli interventi manutentivi, finalizzati alla riduzione dell’incidentalità stradale della rete transeuropea nazionale.

Inoltre, con le risorse derivanti dai fondi versati dalle società concessionarie autostradali per il 2019, sarà avviato entro fine anno il completamento dell’attività ispettiva per la restante parte della rete (circa 3.400 km) con nuovi disciplinari di incarico, ipotizzando il completamento dell’attività ispettiva dell’intera rete transeuropea nazionale per giugno 2020.

Con il termine del programma di attività si riuscirà per la prima volta ad avere un quadro ricognitivo organico delle criticità della rete transeuropea nazionale e un programma mirato di interventi di manutenzione, finalizzato proprio al miglioramento della sicurezza stradale.

Trasporti e logistica sul Tavolo di Partenariato

Roma-Lo avevano salutato tutti – il Tavolo di Partenariato – come lo strumento strategico, inserito nella legge Delrio, previsto dalla normativa europea, per lo sviluppo della portualità e della logistica lungo l’intera piattaforma trasportistica “Italia” del continente europeo.

Così ancora non stato, visto l’unica convocazione fatta alla fine della scorsa legislatura. Forse il Ministero non tiene – o non crede – favorire un confronto organico e strutturato tra Ministero Infrastrutture Trasporti e Logistica e le Autorità di Sistema portuale; qualcuno osserva che per il Governo “giallo – verde “ convocare detto Tavolo di Partenariato non è una priorità. Eppure, nella nuova legge sulla portualità e logistica italiana, si legge che compito del tavolo di partenariato è di favorire un confronto organico e strutturato tra decisore pubblico e “corpi intermedi”, al fine di favorire il reciproco ascolto necessario e strategico per una governance condivisa delle politiche pubbliche di settore.

Per questo Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) e le Organizzazioni sindacali Filt – Cgil, Fit – Cisl e Uiltrasporti, con una lettera indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, chiede con urgenza la convocazione del Tavolo di Partenariato per la Logistica e i Trasporti.

Lo scenario per giustificare la convocazione del tavolo è importante e in continua evoluzione. Si parla di integrazioni oligopolistiche verticali, la digitalizzazione e l’automazione, le restrizioni protezionistiche sui mercati internazionali, gli interessi nazionali generati dalla strategia della “via della seta”, la regolamentazione nazionale ed europea, la revisione delle reti TEN-T, il pacchetto mobilità, l’industria italiana della logistica e soprattutto della sua catena.

Dossier-Vi sono anche da trattate i vari dossier ancora aperti e forse dimenticati, come il Contratto di Programma RFI legato alla piena realizzazione dei corridoi; incentivi per lo shift modale Ferrobonus e Marebonus in scadenza quest’anno; le varie crisi occupazionali dei lavoratori in tanti porti; nuovi servizi da organizzare nei settori legati all’e-commerce e alla distribuzione urbana.

La lettera al ministro finisce: “Le chiediamo quindi, signor ministro, di riconvocare la più presto il Tavolo di Partenariato, dando struttura e continuità a tale lavoro, nell’auspicio che esso possa divenire lo strumento reale e permanente di confronti su questi, e su tutti gli altri temi, attorno ai quali si gioca un pezzo importante della competitività del Paese”. Parliamo di un settore che raggruppa 108 mila imprese, 8oo mila addetti, 85 miliardi di valore, il 9% del Pil del nostro Paese.

Abele Carruezzo

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L’ingegner Ennio Spadavecchia presenta il progetto dell’elettrificazione delle banchine del porto di Prà

Dichiarazione dell’Ingegner Ennio Spadavecchia, Project Manager di Nidec ASI, che oggi ha partecipato al convegno “L’elettrificazione delle banchine dei Porti del Mar Ligure Occidentale,” evento promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che si è tenuto oggi a Genova presso Palazzo san Giorgio.

 

L’Ingegner Spadavecchia, nel corso del suo intervento, ha illustrato il progetto dell’elettrificazione delle banchine del porto di Prà e le referenze di Nidec ASI quale azienda leader nel settore della fornitura di sistemi di alimentazione delle navi da terra.

“L’elettrificazione delle banchine dei porti rappresenta una tappa fondamentale nel percorso verso la riduzione dell’impatto ambientale in termini di emissioni acustiche e di agenti inquinanti e verso una maggiore sostenibilità energetica delle attività portuali, rispondendo alle direttive dell’Unione Europea, opportunamente recepite dalla legislazione nazionale, e mantenendo la sicurezza sempre in primo piano.

Nidec ASI, grazie ad una leadership consolidata nella progettazione di sistemi complessi, nel mercato dell’energy storage (BESS) e nel settore marine, forte delle diverse applicazioni di sistemi shore-to-ship già installate, è stata scelta lo scorso anno dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per sviluppare l’innovativo sistema di alimentazione elettrica delle navi nel porto container di Prà.

Un progetto centrale nella riduzione delle emissioni delle navi attraccate, che rappresentano una significativa fonte d’inquinamento dell’aria per un territorio densamente popolato come quello di Genova, contribuendo al contempo ad abbattere l’inquinamento acustico. La trasformazione dei porti, grazie alle tecnologie shore-to-ship, in ottica di maggiore sicurezza ed ecosostenibilità, può inoltre avere un impatto positivo per l’economia della città e di tutto il Sistema Paese.

Nidec ASI è stata inoltre recentemente incaricata di installare nello stesso porto di Prà un sistema di energy storage all’avanguardia basato su supercondensatori che, integrato al sistema di automazione e coordinamento, permetterà di ottimizzare la gestione dell’energia che alimenta le gru presenti in porto. Con queste innovative soluzioni, Nidec ASI si conferma gruppo fortemente impegnato nella promozione di un modello di sviluppo più sostenibile, attraverso tecnologie in grado di movimentare persone e merci utilizzando maggiormente le energie rinnovabili e abbattendo le emissioni inquinanti.”


Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna: Comitato e Organismo di Partenariato rinviano la decadenza di CICT per le ultime trattative del MIT

Posticipata la votazione sulla decadenza della concessione e sulla revoca dell’autorizzazione ad operare nel Porto Canale per la Cagliari International Container Terminal. E’ quanto deciso dall’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare e dal Comitato di Gestione con un rinvio del provvedimento, inserito nell’ordine del giorno delle due riunioni, che avrebbe sancito la definitiva chiusura dei rapporti col terminalista.

Una scelta condivisa, quella maturata ieri a Cagliari, in linea con quanto richiesto espressamente all’AdSP dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dalle parti sociali, nel delicatissimo ed estremo tentativo di rilanciare i traffici contenitori e scongiurare la crisi occupazionale.

Decisione, questa, giunta a chiusura di una lunga informativa del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, che ha ripercorso, punto per punto, un anno di interlocuzioni con la società terminalista, analisi dei traffici e ha riferito delle attività in corso nei tavoli ministeriali. Insieme alla questione del Porto Canale, nel corso delle due riunioni sono stati trattati numerosi punti all’ordine del giorno. Tra questi, il differimento, al 31 dicembre, della data di scadenza della licenza provvisoria in favore della Sinergest SPA per la concessione della Stazione Marittima di Olbia.

Provvedimento necessario a consentire il regolare svolgimento delle attività e dei servizi ai passeggeri dello scalo dell’Isola Bianca, in attesa della conclusione della procedura di individuazione del nuovo concessionario, avviata lo scorso 10 giugno con la pubblicazione dell’“Avviso esplorativo di sollecitazione al mercato per la presentazione di proposte di finanza di progetto” che interesserà il terminal passeggeri e parte delle aree scoperte del porto.

Sempre nel corso della seduta del Comitato di Gestione e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, è stata approvata la prima nota di assestamento e variazione al bilancio di previsione 2019, che comporterà un utilizzo dell’avanzo di amministrazione complessivo per oltre 80 milioni di euro per servizi e lavori. Proprio su quest’ultimo aspetto, Comitato ed Organismo di Partenariato hanno dato il via libera alla variazione al Programma Triennale dei lavori e a quello dei servizi e delle forniture 2019 – 2021.

Provvedimento che comprende, tra le numerose opere in elenco, interventi sul molo frangiflutti di Su Siccu; la realizzazione della darsena per imbarcazioni di servizio a Porto Foxi; la ristrutturazione dei locali nella sede dell’AdSP in via Riva di Ponente e le opere di caratterizzazione e relative analisi per i dragaggi al porto di Olbia; la realizzazione del Travel Lift di Porto Torres. Non ultima, l’informativa su 35 concessioni demaniali relative alle aree di competenza dell’Ente nel Sud Sardegna.

“Nelle due riunioni del Comitato di Gestione e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare di ieri è stata data dimostrazione di grande attenzione su un tema estremamente delicato come quello della crisi del traffico contenitori del Porto Canale – dice Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Con grande senso di responsabilità, è stato accolto l’invito del MIT e delle parti sociali a rinviare temporaneamente l’adozione dei provvedimenti di revoca e decadenza nei confronti di CICT per lasciar un ultimo spazio ad ulteriori e delicati tentativi di mediazione nei tavoli ministeriali previsti nei prossimi giorni. Il mio augurio è che si possa addivenire ad una soluzione positiva ed efficace.

Nel frattempo prosegue la nostra intensa attività di scouting, con incontri nei consessi internazionali, l’ultimo dei quali al forum dei porti mediterranei che si è tenuto la scorsa settimana a Casablanca, volti a rappresentare le enormi potenzialità tecniche e commerciali degli scali sardi”.

CHIUSA PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE DI EZIT, L’ENTE ZONA INDUSTRIALE DI TRIESTE

INIZIA UNA NUOVA FASE PER COSELAG, IL CONSORZIO DI SVILUPPO ECONOMICO LOCALE DELL’AREA GIULIANA GUIDATO DALL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE

 

Trieste– L’Assemblea dei soci del Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana (COSELAG), nei giorni scorsi ha approvato il bilancio 2018 e la chiusura del bilancio finale di liquidazione dell’Ente Zona Industriale di Trieste (EZIT).

Dalla sua costituzione, COSELAG ha già mosso i primi passi avviando la progettazione di una serie di opere mirate al miglior utilizzo del comprensorio, tra cui interventi di manutenzione straordinaria delle strade nella Zona industriale del Comune di Muggia e il progetto di ristrutturazione della sede del Consorzio, per un valore totale di circa 3 milioni di euro. A questi si aggiunge una richiesta di finanziamento di 370 mila euro per la manutenzione del raccordo stradale di Via Malaspina con Riva Cadamosto. Sul fronte ferroviario è previsto il ripristino degli impianti che si diramano dalla stazione di Trieste-Aquilinia verso lo stabilimento Wärtsilä e l’area ex-Aquila.

Il patrimonio immobiliare del comprensorio, rete ferroviaria inclusa, è di circa 18 milioni. “Ora inizia una nuova fase in cui porto, consorzio e territorio devono giocare una partita importante per il rilancio e l’attrattività di quest’area, anche in termini occupazionali”, commenta il presidente del porto e del Consorzio, Zeno D’Agostino.

L’obiettivo primario di COSELAG è promuovere e favorire la nascita e lo sviluppo di attività e iniziative produttive e imprenditoriali, di fornire servizi connessi alle attività degli agglomerati industriali e delle aree economiche sul territorio giuliano, nonché la gestione degli incentivi e la consulenza alle imprese per la redazione di progetti per accedere ai fondi europei.

Va rilevato inoltre che l’Ente è strategico dal punto di vista logistico, oltre che immobiliare, occupandosi anche dell’integrazione con il canale navigabile e della gestione di FREEeste. Il porto diventa quindi protagonista nella politica industriale del territorio dove, nella visione dell’Authority, il modello di governance include e unisce porto, logistica e manifattura.

Molta attenzione viene data al settore della ricerca e innovazione, grazie a due collaborazioni con SISSA e Area Science Park. In particolare con quest’ultima sono infatti già stati avviati alcuni progetti volti ad identificare i colli di bottiglia per lo sviluppo degli insediamenti industriali e le soluzioni per il loro superamento.

COSELAG nasce alla fine del 2017, ma di fatto inizia a muovere i primi passi a giugno 2018, quando la Regione FVG, per consentirgli di avviare la propria mission istituzionale, lo incarica di concludere la procedura liquidatoria di EZIT, già avviata alla fine del 2015. Ad aprile 2019 viene presentato il bilancio finale di liquidazione dell’Ente.

Conclusa la procedura liquidatoria, la nuova struttura consortile, controllata per il 52% dall’Autorità di Sistema Portuale e per il restante 48% dai comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle-Dolina, può dar corso al riavvio completo delle attività e all’attrazione di nuove attività imprenditoriali per il rilancio dell’area.

Soddisfatto il presidente D’Agostino: “Ringrazio innanzitutto Paolo Marchesi, commissario liquidatore dell’EZIT, e il Cda di COSELAG per il lavoro svolto. Abbiamo la chiusura del bilancio di liquidazione di EZIT con un importante risultato: sono rimasti molti beni immobili che passano ora nel patrimonio di COSELAG, diventando quindi fonte di reddito per il nuovo Consorzio”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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