SOLLEVAMENTO, MOVIMENTAZIONE PORTUALE E INDUSTRIALE, TRASPORTO PESANTE: LE IMPRESE ABILITANTI LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DEL PAESE SI RACCONTANO AL GIS DI PIACENZA, DAL 3 AL 5 OTTOBRE

Con 35.000 mq di spazio espositivo, GIS è la più grande vetrina in Europa per un comparto strategico e funzionale alla competitività del nostro Paese. I Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Lavoro, dello Sviluppo Economico, l’Esercito Italiano e oltre 50 associazioni italiane di categoria sono tra i patrocinatori dell’evento

Piacenza– Gru mobili, sollevatori telescopici, piattaforme aeree, carrelli elevatori, rimorchi, macchine a guida automatica e veicoli per la movimentazione industriale, edile, portuale e per il trasporto eccezionale: il settore del sollevamento, della logistica meccanizzata e del trasporto pesante, con i ritrovati tecnologici più innovativi, le eccellenze industriali italiane e internazionali e la relativa componentistica, si dà appuntamento a Piacenza Expo, dal 3 al 5 ottobre, per la settima edizione del GIS.

La manifestazione, ideata e organizzata da Mediapoint, rappresenta il momento di confronto ed incontro più atteso dalla business community ma anche dai decisori istituzionali ed economici, sempre più consapevoli del ruolo strategico di un comparto davvero unico in fatto di trasversalità, rispetto a settori produttivi diversi e fondamentali: costruzioni, logistica, attività portuali, servizi municipali, Protezione Civile, Difesa ed altri ancora.

Della complessità sottesa a questi ambiti produttivi, GIS offre una lettura analitica e informata, aggregando in un programma ricco di convegni, workshop e momenti di network le competenze e i punti di vista degli esperti del settore, delle imprese e delle associazioni di categoria.

“Dagli interventi della Protezione Civile alle attività negli scali portuali, dalle operazioni straordinarie di demolizione e ricostruzione di grandi opere come il nuovo Ponte di Genova al funzionamento quotidiano dei mega poli della logistica, in enorme crescita anche in ragione del boom dell’e-commerce: ad accomunare questo variegato insieme di attività è il minimo comune denominatore rappresentato dalle macchine e delle attrezzature straordinarie per il sollevamento e la movimentazione.

Giganti altamente tecnologici e sofisticati, interamente rappresentativi della capacità italiana di eccellere in fatto di innovazione e ingegno” – commenta Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint – “La nuova edizione di GIS sarà l’occasione per dare lustro a questo comparto, autentico fattore abilitante e cartina tornasole della competitività del sistema produttivo e infrastrutturale. Le voci dei protagonisti concorreranno ad intessere il racconto di un settore che, mai come oggi, è diviso tra enormi prospettive di crescita e ostacoli normativi, burocratici e di sistema”.

L’attenzione delle istituzioni rispetto a questi temi è confermata dalla presenza tra i patrocinatori di GIS del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del Lavoro, dell’Esercito Italiano, ma anche della Regione Emilia Romagna, del Comune di Piacenza, accanto ad enti autorevoli come Inail, Anas ed Ispra.

Focus innovazione e sostenibilità

L’enorme sviluppo tecnologico che ha interessato negli ultimi anni il settore del sollevamento abilita oggi potenzialità applicative prima inimmaginabili. Al GIS saranno in mostra le macchine più avveniristiche dal punto di vista delle performance, dell’innovazione e della sostenibilità.

Tra le novità del GIS 2019, un’area espositiva interamente dedicata agli Automatic Guided Vehicles (AGV), i mezzi a guida autopropulsa da remoto che rappresentano il futuro di settori come la GDO, la logistica e l’intermodalità, ma anche l’industria chimica, la ceramica, gli ospedali, il comparto automobilistico, meccanico, alimentare, farmaceutico, del beverage, dei film plastici, dell’industria cartaria, dell’abbigliamento, del legno e dei colorifici.

Il programma

GIS 2019 prevede un articolato palinsesto di convegni e workshop, che saranno realizzati con la collaborazione delle principali associazioni di categoria, tra cui AISEM, AITE, ANFIA, ANNA, ANVER, ASSODIMI, ASSOPORTI, ASSITERMINAL e insieme a CONFETRA, FINCO, INAIL, IPAF E UNION.

Questi alcuni dei temi che saranno dibattuti:

·        Formazione e sicurezza degli operatori;

·        Sviluppo infrastrutturale di porti, interporti e centri logistici;

·        Limitata fruibilità delle arterie stradali per le imprese del trasporto eccezionale

GIS farà, inoltre, da cornice all’assemblea autunnale di ESTA – la più grande federazione europea delle imprese specializzate nel sollevamento e nel trasporto eccezionale – a conferma del rilievo internazionale ormai acquisito dalla manifestazione.

Non da ultimo, le attese tre cene di gala che si terranno nella prestigiosa cornice di Palazzo Gotico situato nel centro di Piacenza e che saranno l’occasione per premiare le eccellenze del settore.

Il programma completo e aggiornato è sempre consultabile su www.gisexpo.it

LOGISTICA, ANNUNCIATE ALLA CAMERA 3 PROPOSTE DI LEGGE DEL CNEL

Sono state annunciate in Aula alla Camera le tre proposte di legge del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (C. 2086, C. 2087, C. 2088 ) per la semplificazione normativa del sistema della logistica italiana, attualmente frammentata.

I testi rappresentano il risultato finale di un lungo ciclo di audizioni svolte a Villa Lubin su formale istanza di Confetra – la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica rappresentata nell’Assemblea del CNEL dal consigliere Nereo Marcucci – con 4 Pubbliche Amministrazioni, 25 associazioni di categoria e 4 organizzazioni sindacali del settore, per elaborare un testo organico in grado di superare le criticità che determinano l’appesantimento operativo della supply chain italiana ed eliminare i colli di bottiglia in tutto il processo operativo dall’arrivo-partenza della merce fin dal ritiro-consegna, focalizzando l’attenzione sui flussi di import-export che sono quelli oggi maggiormente problematici nella competizione internazionale.

“Queste proposte di legge sono il frutto di un intenso confronto con Amministrazioni, associazioni di categoria e sindacati del settore. Il risultato, come già annunciato al neo Ministro Paola De Micheli, è un sistema coordinato e di interventi tesi a semplificare il quadro normativo per sostenere il settore della logistica delle merci italiano nella competizione con gli altri Paesi europei. Il metodo di lavoro del CNEL, quale luogo istituzionale di analisi e confronto della società civile organizzata, dimostra la valenza di processi decisionali accompagnati da una larga condivisione con gli attori sociali competenti nei settori d’intervento”, dichiara Tiziano Treu, presidente CNEL.

Le tre proposte di legge di iniziativa del CNEL, presentate alla Camera ai sensi dell’Art. 99 della Costituzione.  Riguardano “Modifiche alla legislazione vigente per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”; “Delega al Governo per il riordino e la semplificazione della disciplina afferente il sistema della logistica delle merci” e “Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”.

“Esprimo pieno apprezzamento per la mappatura redatta dal CNEL, con il fattivo contributo di Confetra, relativa alle inefficienze di tipo amministrativo e legislativo che impattano sui processi logistici dal cui esame possono scaturire soluzioni normative efficaci.  In tal senso, questi primi disegni di legge presentati al Parlamento sono un esempio concreto”, aggiunge Nereo Marcucci, consigliere CNEL e past president Confetra.

La logistica oggi rappresenta il 10% del Prodotto interno lordo. Le inefficienze nelle procedure operative all’interno del sistema comportano una perdita annua di oltre 30 miliardi di euro, si tratta di un gap che penalizza gli operatori nazionali nel confronto con i competitors esteri. Le merci movimentate sull’asse Italia – Ue ed extraUe, secondo dati Mef del 2018, generano un fatturato di circa 887.000 milioni di euro di interscambio.

“Le istanze primarie del mondo imprenditoriale rappresentato da Confetra riguardano l’eliminazione dei colli di bottiglia prodotti dalla burocrazia che oggi pesano sugli operatori e li rendono meno competitivi rispetto ai partner internazionali: il lavoro svolto dal CNEL centra il bersaglio. Ora è necessario che il Parlamento sia celere e determinato nel perseguire l’obiettivo”, conclude Guido Nicolini, attuale presidente Confetra.

Scarica il documento con le Proposte di legge sulla logistica

Regione Abruzzo: MARSILIO E FEBBO INCONTRANO IMPRENDITORI E SINDACATI SU AUTORITA’ PORTUALE E ZES

Chieti- Il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, e l’assessore alle attività produttive Mauro Febbo hanno partecipato oggi pomeriggio, nella sede della Camera di Commercio Chieti-Pescara, al tavolo di lavoro dedicato al “Sistema portuale abruzzese: prospettive e strategie”. Al centro del dibattito le ricadute economiche relative alla scelta dell’Autorità di sistema portuale abruzzese.

Come noto, con il d.lgs. 169/2016 si è proceduto alla riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali, che ha subordinato i porti di Pescara ed Ortona al coordinamento dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, con sede ad Ancona, anziché a quella del Mar Tirreno Centro Settentrionale, con sede a Civitavecchia.

Il presidente Marco Marsilio ha lanciato una proposta: “L’Abruzzo potrebbe avere un ruolo strategico: perché non avere anche noi, come le altre regioni, la propria autonomia portuale e, quindi, avere più forza all’interno dei corridoi europei?”, ha detto il presidente Marsilio nel suo intervento.

“Ora negozieremo con il Governo questa nostra proposta. La Regione – prosegue Marsilio sul tema della Zes – ha già formulato in precedenza una richiesta per avere una Zes, e mi auguro che la crisi politica delle ultime settimane, non abbia rallentato il lavoro degli uffici per concludere l’iter amministrativo; tra fine settembre e ottobre – rivela Marsilio – dovremmo avere l’approvazione definitiva della Zes, ad oggi collegata dalla normativa vigente all’Autorità di sistema portuale di Ancona.

La Zona economica speciale rappresenta un traguardo strategico per la nostra regione – aggiunge – a seguito della quale potremmo attrarre nuovi investimenti e rilanciare il tessuto economico e produttivo dell’Abruzzo. Non escludiamo di rivederne i contenuti. E l’incontro di oggi è stato utile ad acquisire i punti di vista e la progettualità proposta dai rappresentanti datoriali e professionali fondamentali a programmare lo sviluppo della nostra regione”.

Per l’assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, è necessario tenere “distinti i due argomenti perché hanno aspetti e prospettive diversi. Per quanto riguarda ad esempio la Zes – conclude Febbo – credo che debba essere modificata rispetto alla sua formulazione iniziale. Siamo disposti ad ascoltare le istanze del territorio e dei rappresentanti delle categorie datoriali e professionali per attrarre investimenti”. (REGFLASH) GIPET/190913​

SCARC – Si è svolto a Bari il Convegno su problematiche e fenomeni che interessano le fasce costiere

SCARC19 – Bari, Convegno su problematiche e fenomeni che interessano le fasce costiere, organizzato dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento in programma in questi giorni

L’ASSET è stata invitata per descrivere la situazione e le problematiche in Puglia, le opportunità della Blue economy e le criticità dovute ai fenomeni di erosione costiera causate da urbanizzazioni e interventi antropici

La Puglia, ad oggi, è identificata come destinazione naturalistica di elevato pregio, quasi esclusivamente per la presenza del mare e delle aree naturali protette, prevalentemente nelle aree che si affacciano sul mar Ionio e nel Gargano. L’obiettivo prioritario della politica regionale in materia dovrebbe essere, dunque, la valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche della regione al fine di aumentarne ulteriormente l’attrattività. Gli interventi di valorizzazione dei territori costieri richiedono necessariamente una corretta gestione del fascia litoranea attraverso piani di gestione mirati ed interventi di mitigazione e contrasto dei fenomeni erosivi”.

Problematiche e fenomeni che interessano le fasce costiere, questo il tema del Convegno scientifico sulle ricerche per la tutela delle coste, organizzato dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento in programma in questi  giorni.

Settanta lavori di ricerca pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche, sono al centro di un confronto tra esperti di gestione delle aree costiere. L’acronimo in inglese è SCACR, e nel corso dei lavori sono stati illustrati i più recenti sviluppi delle esperienze scientifiche.

L’ASSET è stata invitata per descrivere la situazione e le problematiche in Puglia, le opportunità della Blue economy e le criticità dovute ai fenomeni di erosione costiera causate da urbanizzazioni e interventi antropici

“La costa può essere definita come l’elemento di relazione e di interazione tra mare e terra – sottolinea l’ing. Sannicandro, Commissario Straordinario dell’ASSET -; per via anche delle attività che sulla stessa si sviluppano, essa può essere considerata una risorsa non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico. Il mare e le coste sono, infatti, i motori della cosiddetta “blue economy”. La Puglia, ad oggi, è identificata come destinazione naturalistica di elevato pregio, quasi esclusivamente per la presenza del mare e delle aree naturali protette, prevalentemente nelle aree che si affacciano sul mar Ionio e nel Gargano.

L’obiettivo prioritario della politica regionale in materia dovrebbe essere, dunque, la valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche della regione al fine di aumentarne ulteriormente l’attrattività.  Gli interventi di valorizzazione dei territori costieri richiedono necessariamente una corretta gestione del fascia litoranea attraverso piani di gestione mirati ed interventi di mitigazione e contrasto dei fenomeni erosivi”.

Ad esclusione delle Isole Tremiti, la costa pugliese si estende per circa 970 km ed è costituita per il 33% da spiagge sabbiose, per il 33% da coste rocciose basse, per il 21% da alte falesie, e per il 5% da tratti antropizzati. Dal punto di vista amministrativo la fascia litoranea pugliese ricade in tutte le 6 province ed interessa il territorio di 68 comuni.

Nel 2011 la Regione Puglia si è dotata di un proprio strumento di pianificazione degli ambiti costieri regionali e dell’uso della fascia demaniale marittima redigendo il Piano Regionale delle Coste. Nel P.R.C. sono stati individuati su tutta la fascia demaniale della costa pugliese differenti livelli di criticità all’erosione dei litorali sabbiosi e differenti livelli di sensibilità ambientale associata alle peculiarità ambientali del contesto.

Al fine di definire una scala di priorità degli interventi di difesa costiera e’ stata redatta la Mappa del Rischio che evidenzia come i Comuni soggetti a rischio più elevato siano quelli di Manfredonia, Margherita di Savoia e Barletta, caratterizzati dalla presenza di lunghi litorali sabbiosi in evidente stato di erosione, con quote molto basse rispetto al l.m.m, ed interessati da una notevole urbanizzazione.

Gli studi condotti nel corso degli ultimi anni mostrano un evidente arretramento della maggior parte delle spiagge sabbiose, allo stato attuale risultano in arretramento ben 129 km di litorale,  imputabile principalmente alla crescente pressione antropica che ne sta minando la stabilità e la qualità ambientale.

Le analisi effettuate nei diversi periodi mostrano chiaramente che il fenomeno dell’erosione costiera sul litorale regionale non è da ricondursi a episodi di tipo stagionale, in quanto la tendenza erosiva, già peraltro molto spiccata negli anni precedenti, continua ad aumentare e a interessare tratti sempre più estesi di costa.

Una corretta pianificazione del territorio costiero, su base regionale, implica una oggettiva valutazione dello stato dei litorali e del rischio connesso ai fenomeni di erosione costiera e inondazione marina attraverso approfonditi studi tecnico/scientifici.

Nel 2018 la regione Puglia si è attivata a definire, con D.G.R. n. 1694/2018, gli “Indirizzi operativi per l’Azione di Contrasto all’Erosione Costiera regionale e avvio 1° Fase del Quadro Programmatico – Studi Preliminari”. Successivamente è stato firmato un accordo tra la Regione Puglia e il DICATECh del Politecnico di Bari per la realizzazione di un’attività di ricerca sulla dinamica costiera regionale, finalizzata all’analisi di rischio delle cause dei fenomeno dell’erosione e dei rimedi attuabili.

Nello studio è previsto anche l’aggiornamento del Piano Regionale delle Coste, attività non più rinviabile a causa dell’aggravarsi dei fenomeni erosivi lungo il litorale regionale.

Attuamente i litorali pugliesi sono sotto “stretta osservazione” anche grazie al progetto di ricerca STIMARE, “STrategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione” finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nell’ambito del Bando per progetti di ricerca finalizzati alla previsione e alla prevenzione dei rischi geologici.

Infine, la Regione Puglia finanzia il progetto INNODUNECOST che intende sperimentare l’uso di iniezioni di nanosilice colloidale (materiale naturale non inquinante) per incrementare la capacità delle dune costiere a resistere al’azione erosiva del vento e delle onde. Il progetto è coordinato dall’Università del Salento e coinvolge numerose imprese pugliesi. Il fine è quello di brevettare questa nuova metodologia.

Intervento Asset – Regione Puglia

Bari – International Forum “La Blue Economy nel Mediterraneo: opportunità di sviluppo e cooperazione”

International Forum

“La Blue Economy nel Mediterraneo:   opportunità di sviluppo e cooperazione”

Bari, giovedì 19 settembre 2019  Sala convegni, Padiglione Internazionalizzazione – Fiera del Levante (Pad. 150)

In occasione della Fiera delle Levante, in calendario a Bari dal 14 al 22 settembre 2019, la Sezione Internazionalizzazione della Regione Puglia, con il supporto di Puglia Sviluppo, organizza un forum internazionale dedicato al tema della Blue Economy che intende costituire un’importante occasione di confronto e dibattito sulle strategie per lo sviluppo sostenibile dell’economia del mare e sul potenziale derivante dalla “Blue Growth” per i territori, grazie all’intervento di esperti del settore nonché rappresentanti del mondo politico ed imprenditoriale , impegnati nel vasto campo della Blue Economy.

Il Forum, che si terrà a Bari presso il Padiglione Internazionalizzazione (Pad. n. 150) della Regione Puglia in Fiera del Levante, il 19 settembre p.v., e prevede la presenza dei rappresentanti di istituzioni italiane, del governo nazionale e regionale, delle associazioni attive nel settore Blue Economy, del sistema portuale, nonché di alcuni rappresentanti dei Paesi dell’ampio Bacino del Mediterraneo e della Penisola Araba che potranno presentare le proprie politiche di sviluppo nel campo della Blue Economy e le opportunità di collaborazione.

La partecipazione al Forum è gratuita, previa registrazione. Le aziende interessate a partecipare possono compilare la relativa domanda disponibile sul sito: http://internazionalizzazione.regione.puglia.it/ Per l’ingresso al quartiere fieristico si invita a seguire le istruzioni che verranno indicate sui portali www.regione.puglia.it, www.internazionalizzazione.regione.puglia.it e www.sistema.puglia.it.

La registrazione agli eventi sul sito dedicato, genererà l’invito che consentirà l’ingresso gratuito alla manifestazione.

Interporto Bologna e Jojob insieme per la mobilità sostenibile

Lunedì 16 settembre parte una nuova indagine sulla mobilità

Anche Interporto Bologna, in un mondo sempre più orientato verso l’ecosostenibilità, ha deciso di dare il proprio contributo per migliorare la mobilità di chi lavora nelle aziende insediate.

Già a fine 2015, con i risultati della prima indagine svolta presso tutti i dipendenti, e gestita da Interporto, è emersa l’esigenza di aumentare gli strumenti per agevolare il tragitto casa-lavoro. Ciò ha portato alla nascita della navetta di collegamento tra l’Interporto e la vicina stazione ferroviaria di Funo Centergross.

Oggi si vuole fare un ulteriore passo avanti. Dalla collaborazione con Jojob, start-up leader italiana nel settore del carpooling aziendale, lunedì 16 settembre partirà una nuova indagine sulla mobilità che permetterà di aggiornare i dati della popolazione di Interporto Bologna, al fine di strutturare una nuova soluzione di carpooling, ad integrazione del servizio di trasporto già attivo.

Tutte le aziende insediate verranno pertanto invitate a partecipare ed a diffondere presso i propri dipendenti un questionario compilabile nell’arco di un mese.

Interporto auspica una nutrita partecipazione all’indagine, in modo da poter strutturare assieme al gruppo di lavoro di Jojob un servizio che risponda pienamente alle esigenze degli utenti.

Regione Sardegna-Infrastrutture portuali: assessore Frongia ad Arbatax e Santa Maria Navarrese

“Considero la portualità turistica un segmento strategico ma per fare in modo che diventi una ricchezza per la Sardegna non solo nei mesi estivi ma anche in quelli invernali, è necessario dotarsi di infrastrutture portuali all’altezza e, laddove presenti, di monitorarne lo stato per pianificare eventuali interventi che ne accrescano le potenzialità”. Così l’Assessore Frongia dal porto turistico di Arbatax.

Cagliari- Fa tappa ad Arbatax e Santa Maria Navarrese il penultimo appuntamento dell’assessore dei Lavori Pubblici Roberto Frongia, impegnato in una serie di sopralluoghi incentrati sulle infrastrutture portuali, propedeutici alla stesura del piano della portualità e, in seguito, alla elaborazione della legge regionale sulla diportistica.

“Considero la portualità turistica un segmento strategico ma per fare in modo che diventi una ricchezza per la Sardegna non solo nei mesi estivi ma anche in quelli invernali, è necessario dotarsi di infrastrutture portuali all’altezza e, laddove presenti, di monitorarne lo stato per pianificare eventuali interventi che ne accrescano le potenzialità”. Così l’assessore Frongia dal porto turistico di Arbatax, che insieme a Santa Maria Navarrese figura tra le strutture portuali sulle quali l’Assessorato ha necessità di acquisire maggiori informazioni.

L’importanza dei porti turistici quale volano di sviluppo delle località interessate è secondo Frongia un elemento da cui non si può più prescindere. L’esempio concreto in questo senso viene proprio dal porto di Santa Maria Navarrese, interamente realizzato a cura dell’Assessorato (attualmente sono stati concessi due finanziamenti al Comune di Baunei per l’attuazione di due interventi di portualità), che ha contribuito al notevole sviluppo turistico di Santa Maria Navarrese.

Stessa attenzione merita Arbatax, porto caratterizzato da traffico passeggeri e merci con il continente; attività industriali; cantieristica; diportismo; pesca. Il porto è oggi caratterizzato da diversi interventi, tutti in corso. Anche in questo caso è obiettivo dell’Assessorato guidato da Frongia acquisire tutte le informazioni utili per l’inserimento del porto di Arbatax nel piano della portualità.

Regione Marche-Difesa della costa: dichiarazione del Presidente Ceriscioli

“Riconfermo tutti gli impegni assunti dalla Regione Marche dall’approvazione del nuovo piano di difesa della costa che prevede la possibilità di realizzare le scogliere anche nel tratto di litorale di Porto Sant’Elpidio e del finanziamento di 4-5 milioni di euro, per questo tratto, nel prossimo bilancio regionale – spiega il presidente Ceriscioli – Rispetto all’ipotesi di utilizzare le risorse dell’area di crisi destinate alle imprese per la realizzazione delle scogliere è evidente che esse sono destinate esclusivamente alle imprese e non possono essere utilizzate, per legge, per altri fini.

Per noi è fondamentale chiarire nei confronti delle aziende, interessate ai fondi delle aree di crisi, che le risorse a loro destinate non saranno dirottate in altri canali di investimento. Infatti, fino al 30 settembre, è aperta la call di Invitalia per le manifestazioni di interesse proprio sull’area di crisi del fermano. Certo è che qualora vi fosse la possibilità di percorsi di finanziamento paralleli all’area di crisi per le infrastrutture a sostegno dei settori e dei luoghi d’interesse, emersi a chiusura della call, la Regione li percorrerà con tenacia e convinzione”

L’AdSP del Mar Tirreno Centrale al Sea Trade Europe

Amburgo, 11 – 13  Settembre 2019

Si apre mercoledì 11 settembre ad Amburgo, presso l’ Hamburg Messe und Congress, il Sea Trade Europe 2019. L’ AdSP Mar Tirreno Centrale partecipa insieme alle altre Autorità Portuali sotto l’egida di Assoporti.

La fiera si svolge ogni due anni nella città di Amburgo e si occupa, nei tre giorni della manifestazione, di approfondire le tematiche del settore crocieristico con seminari, conferenze, incontri con  operatori del settore.

Alla manifestazione partecipa insieme all’AdSP  del Mar Tirreno centrale una rappresentanza di operatori del settore delle crociere, tra cui il Terminal Napoli. L’obiettivo è esporre, nel corso dei tre giorni della fiera, ai tour operator internazionali, le principali attrattive del territorio campano, assieme alla proposta di nuovi percorsi turistici.

Durante la fiera l’ AdSP  presenterà il piano dragaggi del porto di Salerno, che ha tra i suoi obiettivi quello di consentire l’attracco di navi da crociera di maggiori dimensioni al Molo Manfredi.

Autorità di Sistema del Mare di Sardegna: Il Comitato di Gestione approva la decadenza della concessione di CICT nel Porto Canale

Il Porto Canale di Cagliari ritorna sul mercato per il rilancio del Transhipment in Sardegna. Ieri pomeriggio, il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema del Mare di Sardegna ha revocato la licenza d’impresa alla Cagliari International Container Terminal e, di conseguenza, ha deliberato la decadenza dalla concessione della quale la CICT era titolare dal 1997. Si chiude, quindi, un capitolo difficile per il sistema del Transhipment sardo, i cui traffici gestiti dal terminalista, negli ultimi quattro anni, sono crollati fino all’azzeramento.

Una dinamica, questa, che ha fatto scattare la revoca – già prevista nella seduta del Comitato di Gestione del 1 luglio, e rinviata su richiesta del MIT nell’ultimo tentativo di accordo con la società – per mancato, nonché reiterato, rispetto degli impegni assunti nel programma operativo della CICT. Alla deliberazione di ieri pomeriggio seguirà, nei prossimi giorni, un decreto che, nel rendere efficace sia la revoca della licenza che la decadenza, indicherà i termini per il ripristino e la riconsegna del bene.

Contestualmente, i 400 mila metri quadri di piazzali, per un totale di 900 mila di aree portuali disponibili, gli oltre 1500 metri di banchine con fondali di 16 metri – per un potenziale di movimentazione contenitori pari a 1,3 milioni di Teu all’anno – ritorneranno, insieme ai servizi, alle facilities e alle professionalità operative maturate, sul mercato internazionale.

Un passo fondamentale per il quale l’AdSP del Mare di Sardegna procederà con una “sollecitazione di mercato” a livello internazionale per l’individuazione di un nuovo soggetto che, con la riattivazione dei traffici, possa riproiettare il Porto Canale alla naturale funzione di Hub mediterraneo. Quattro i punti chiave propedeutici al bando pubblico. Uno, prettamente tecnico, sulla valorizzazione dell’offerta infrastrutturale presente.

Un secondo, strategico, che racchiuderà le condizioni di favore del “pacchetto” complessivo di insediamento: attuazione della Zona Economica Speciale (per la quale manca la firma di apposito Decreto ministeriale) e perimetrazione dell’area di 6 ettari da destinare a Zona franca doganale interclusa (già avviata a luglio dal Cacip). Un altro, di carattere burocratico, che comporta il superamento dei vincoli paesaggistici sui quali è stata avviata una nuova interlocuzione a seguito del parere contrario espresso dal Mibact alla riedizione dell’autorizzazione paesaggistica del Porto Canale e relative opere di mitigazione e compensazione approvata dalla Conferenza di servizi del 27 maggio.

Ultimo punto chiave, infine, la riattivazione, da parte della Regione Sardegna, del Contratto di localizzazione che consentirebbe al futuro concessionario di usufruire di finanziamenti a fondo perduto a copertura di parte dell’insediamento. “Non è stata sicuramente una scelta facile quella del Comitato di Gestione – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – ma si tratta comunque di un atto dovuto e conseguente ad una reiterata inottemperanza al programma operativo quadriennale 2017-2020 redatto dallo stesso terminalista e da noi accettato.

Un mancato rispetto degli impegni assunti che ha generato il tracollo di un sistema florido ed una concatenata e senza precedenti crisi occupazionale di fronte alla quale la legge impone questa risposta”.Si riparte, quindi, con il riposizionamento del Porto Canale sul mercato, proseguendo nella ricerca di nuovi investitori. “La revoca non sarà fine a se stessa, ma già da oggi ci attiveremo con l’obiettivo preciso di risollevare le sorti del traffico container nell’Isola – continua Deiana –.

Continueremo a ricercare nuovi soggetti pronti a scommettere su un terminal e su un mercato che hanno ancora molto da offrire, certi del pieno appoggio a livello ministeriale e regionale, soprattutto per superare lo stallo burocratico imposto da vincoli che tengono a freno investimenti per oltre 90 milioni di euro. È una partita importante, per l’economia e l’occupazione, di fronte alla quale dobbiamo andare avanti spediti e, sono certo, in totale sinergia propositiva con tutti i soggetti coinvolti”.

Foto: Francesco Nonnoi

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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