LEGGE DI BILANCIO: PORTI TURISTICI ABBANDONATI, NESSUN INTERVENTO PER RISOLVERE IL CONTENZIOSO CON LO STATO

Alla protesta dei 200 lavoratori emiliani si aggregano gli operatori dei porti di mezza Italia. Oggi in 300 sotto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, nonostante l’allerta meteo, insieme al Sindaco di Cattolica e all’Assessore al Demanio di Rimini
I rappresentanti di UCINA Confindustria Nautica e Assomarinas ricevuti dal Capo del Legislativo della ministra Paola De Micheli

Si è tenuta a Roma la prima manifestazione nazionale organizzata dagli operatori della nautica sotto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per protestare contro la mancata chiusura del contenzioso legale che oppone 24 Marine turistiche allo Stato.

Il contenzioso, che si protrae dalla finanziaria del Governo Prodi del 2006, riguarda l’aumento retroattivo dei canoni demaniali, già dichiarato illegittimo – oltre che dai tribunali civili di mezza Italia, Corti d’Appello, TAR e Consiglio di Stato – anche da una sentenza della Corte Costituzionale del 2017. Nonostante questo, le Agenzie del Demanio e delle Entrate procedono con l’emissione delle cartelle esattoriali.

In Emilia è esplosa la prima deflagrazione con il blocco dei conti correnti e  da ultimo con la misura tombale della revoca delle concessioni demaniali per il Porto di Rimini e due darsene di Cattolica. Una bomba che potrebbe portare al fallimento, per mano dell’erario, di 24 fra le più importanti marine turistiche del Paese.

A protestare assieme a imprese e lavoratori, indossando con gli altri il tipico giubbotto di salvataggio rosso, c’erano anche il Sindaco del Comune di Cattolica e neo-Consigliere Regionale di Anci Emilia Romagna, Mariano Gennari, e l’Assessore alla Programmazione del territorio e Demanio del Comune di Rimini, Roberta Frisoni.

“Se il Governo non cambia la norma, anche i Sindaci, pur consapevoli di questa situazione kafkiana, sono costretti a eseguire le indicazioni delle Agenzie dello Stato” – spiega il Presidente di UCINA Confindustria Nautica, Saverio Cecchi -. “Come ho avuto modo di dire personalmente alla Ministra De Micheli, non ci fermeremo di fronte a tanta sconsideratezza della Pubblica Amministrazione, che mette a rischio non solo i 2.300 lavoratori di questi 24 porti turistici, ma tanta parte dell’indotto. Solo in Emilia rischiano di andare a casa 350 persone”.

“Dopo 12 anni di battaglie legali, tutte vinte con il riconoscimento pieno dei nostri diritti” – commenta amaro Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas – “ci troviamo costretti a manifestare sotto il diluvio universale, con l’allerta meteo, per poter chiedere il permesso di tornare a operare normalmente, sulla base degli accordi che ciascuno di noi a suo tempo ha sottoscritto con lo Stato”.

Al termine della manifestazione una delegazione di UCINA Confindustria Nautica e di Assomarinas è stata ricevuta dal Capo Ufficio Legislativo del MIT, Avv. Mario Capolupo e dal Capo dipartimento, Dott.ssa Speranza de Matteo. Nel riconoscere che non è stato tecnicamente possibile trovare una soluzione nell’ambito della legge di bilancio, hanno assicurato la piena vicinanza della ministra De Micheli, che si sta adoperando con il collega di Governo titolare dell’Economia e delle Finanze, Gualtieri, al fine di intervenire nel prossimo provvedimento utile.

Porto di Ancona: fase valutazione su utilizzo banchine darsena Marche

Sono in corso una serie di valutazioni per definire una base solida di confronto sull’utilizzo delle banchine 19, 20 e 21 della darsena Marche del porto di Ancona, uno spazio rinnovato che sarà imprescindibilmente destinato ad uso e consumo di attività portuali, lasciando aperto lo spazio agli scenari di utilizzo ma comunque di carattere commerciale e di traffico merci e passeggeri.

I nuovi spazi disponibili per le attività portuali derivano dalla trasformazione in corso al porto, resa possibile grazie all’abbattimento dei 46 silos collocati sull’area, già ultimato quello dei 34 in concessione a Silos Granari della Sicilia srl e da effettuare quello dei 12 di Sai srl. Una decisione, questa, nata come risposta alla forte riduzione del mercato dei cereali nello scalo nella necessità di creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione. L’intervento consente di liberare un nuovo fronte di banchina di 350 metri, con un retro banchina di 33 mila metri quadrati. Per arrivare a definire la nuova destinazione delle banchine disponibili stiamo compiendo studi approfonditi, propedeutici alla scelta.

I temi trattati per arrivare ad una decisione della destinazione delle banchine 19, 20 e 21 riguardano in primis lo studio di carico massimo di resistenza sia a bordo banchina sia nel retro banchina aprendo a tutti gli scenari possibili compreso lo spostamento dei traghetti e della relativa mobilità di automobili e mezzi pesanti, in imbarco e in sbarco, che interesserà l’area, coinvolgendo naturalmente anche gli aspetti di security portuale.

A queste valutazioni, si aggiunge un’analisi dell’impatto ambientale sull’area eventualmente collegabile anche al progetto di studio della matrice ambientale, analizzato nel “Pia Ancona”. Tutti gli approfondimenti serviranno poi come base di discussione per un necessario e indispensabile confronto con tutte le istituzioni, le amministrazioni presenti in ambito portuale e gli operatori per una condivisione finale della destinazione d’uso delle banchine con l’obiettivo di rendere sempre più efficiente e funzionale il porto di Ancona.

Regione Abruzzo: Marsilio, intesa con Autorità di Sistema Portuale

Pescara-Un protocollo di intesa tra Regione Abruzzo ed Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale è stata sottoscritta, questa mattina, a Pescara, nella sede della Camera di Commercio dal presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, e dal presidente dell’Autorità, Rodolfo Giampieri. L’ottica è quella di sviluppare la trasversalità dei collegamenti merci tra la sponda tirrenica ed adriatica della penisola.

Si tratta di un’intesa che apre le porte all’istituzione della ZES, la Zona Economica Speciale che è tra le misure finalizzate ad attrarre nuovi investimenti nel Mezzogiorno permettendo così alle attività economiche ed imprenditoriali già operative ed a quelle che si insedieranno di beneficiare di speciali condizioni. Tuttavia, la ZES può essere costituita autonomamente da una Regione solo se dispone di un hub portuale nel quale transiti almeno un millesimo del traffico merci europeo e cioé 2 milioni 750mila tonnellate.

“Intendiamo rafforzare il ruolo dell’Abruzzo all’interno della programmazione strategica delle infrastrutture con l’Autorità portuale di Ancona – ha dichiarato il presidente Marsilio -. Si tratta di un impegno importante – ha proseguito – che ha la finalità di acquisire, anche da parte dell’Autorità portuale di Ancona, una piena adesione alla strategia delle infrastrutture abruzzesi.  L’obiettivo è quello di ottenere, per il tramite del governo nazionale, il riconoscimento in Europa dell’estensione dei Corridoi della mobilità europea anche lungo la costa adriatica e lungo l’asse trasversale tirreno-adriatico. Questo significa unire Roma a Pescara e i porti di Civitavecchia e Ortona e questo passaggio è fondamentale – ha concluso – per rafforzare l’ambizione  dell’Abruzzo di entrare, a pieno titolo, nel sistema delle infrastrutture della mobilità europea”.

In precedenza, Regione ed Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale hanno sottoscritto accordi funzionali a rafforzare proprio il Corridoio transmediterraneo e ad incrementare i collegamenti tra i porti di Civitavecchia ed Ortona.

L’accordo odierno, fermo restando che Ancona è l’unico porto dell’Adriatico centrale rientrante nelle reti core (quelle centrali da completare entro il 2030) e comprehensive (quella globale il cui completamento è previsto entro il 2050) e parte del corridoio SCANMED, consente, in relazione alle connessioni ferroviarie stradali ed ai  nodi logistici del territorio, di includere nella rete comprehensive le seguenti infrastrutture: le autostrade A14, A24 e A25, come anche l’infrastruttura del cosiddetto Quadrilatero, la linea ferroviaria Falconara-Orte e la Pescara-Roma, gli interporti di Jesi e Val Pescara e gli aeroporti di Falconara e Pescara. All’incontro era presente anche il presidente della Camera Commercio di Chieti-Pescara, Gennaro Strever.

Brindisi e la sua stella polare … di terra

Brindisi. Ancora una volta questa città è oggetto forse di scambi politici per le prossime elezioni, visto che progetti d’infrastrutture utili allo sviluppo dell’intero sistema aero-portuale (vedasi progetto dello shuttle e le non fermate a Brindisi della “freccia rossa”). Una città, dormiente che si lascia governare da twitter di propaganda verso il “bene comune” – virtuale -  e non da un programma semplice da attuare.

Sicuramente, in questi giorni, la città, tutta presa dall’algoritmo Nato/Israeliano del pre-post bomba, sta trascurando il proprio essere città di mare e portuale. Il Porto di Brindisi si appresta a voltare pagina: o rimane un “museo” della rappresentanza storica o si propone e s’impone di essere una  “gate way” mediterranea del trasporto merci e/o persone che possa dare sviluppo occupazionale al proprio territorio. Fra giorni, il Comitato di gestione dell’AdSPMAM discuterà argomenti che interesano il Porto di Brindisi.

Saranno prese importanti decisioni in merito allo sviluppo del Porto di Brindisi: la realizzazione dei sistemi di ormeggio (briccole) per permettere alle navi ro-ro di attraccare in sicurezza; area relativa al terminal “Il Mondo”, di bagni pubblici non conformi alla storia, dell’altezza di un tensostatico come impedimento ai voli aerei e soggetto a trombe d’aria, progetti dell’ASI ed altro, con il “nuovo”parere negativo – altalenante -  del Provveditorato per le Opere Pubbliche. Progetti che riguarderanno infrastrutture per la possibilità di rendere possibile la mobilità e il trasporto di persone e/o cose. La parola “infrastruttura” impone qualche riflessione: sono (infra) strutture che stanno sotto/dentro un territorio, in questo caso portuale, che serve per fornire servizi utili a realizzare una funzione portuale.

Ricordo che appena lo scorso nove aprile di quest’anno, la Giunta Rossi ha beneficiato del suo “consiglio” monotematico sul Porto di Brindisi: fu approvato all’unanimità un o. d.g. che impegnava Sindaco e Giunta a semplificare rapporti con l’AdSPMAM al fine di  procedere rapidamente a sbloccare l’iter burocratico per la realizzazione di importanti infrastrutture. Tutto il deliberato del Consiglio Comunale non è servito a niente, alla faccia di una maggioranza politica e di un’opposizione, perché tutti i progetti o quasi relativi alla portualità brindisina segnano il passo, mentre altre realtà della Regione Puglia diventano sempre più competitive.

E allora un’altra riflessione: Chi forma un territorio, il popolo o una Giunta comunale, un Sindaco, un Assessore o un Delegato del Sindaco in seno al Comitato di gestione portuale? Sicuramente al Popolo e non altri; anche se sono rappresentanti di parte politicamente relativa! A chi servono queste decisioni non conformi al deliberato di Consiglio Comunale? Chi si vuole servire? E soprattutto queste posizioni non concordate che non generano sviluppo chi le pagherà? Servono ai cittadini di oggi o a quelli di domani?

E nel frattempo che si fa? Ci si mette in coda alle tante crisi di un territorio martoriato da una politica incapace di responsabilità nelle scelte. Scelte di “safety” marittima obbligate, invece, saranno prese per garantire un servizio tecnico-nautico preservando una funzione portuale. Poi si passeggerà per il lungo water front portuale di Brindisi a guardare la “stella polare”, l’Alfa Ursae Minoris, quella si che serviva ai naviganti per determinare la rotta e la propria posizione. Forse l’abbiamo persa di vista? 

 

Abele Carruezzo

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La Spezia Container Terminal S.p.A. – LSCT: replica ai sindacati su modifiche reparto dogane LSCT

Leggiamo il comunicato emesso dall’ufficio stampa e comunicazione di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e ripreso da alcune testate online.

La Spezia Container Terminal S.p.A. – LSCT precisa che dell’avvio della procedura di licenziamento, che riguarda un caso specifico dell’ufficio doganale del terminal, alla luce dei nuovi assetti organizzativi nel porto di La Spezia e nel retroporto di Santo Stefano Magra, ne è stata data informazione alle RSA.

Comprendendo le difficoltà umane di chi ha per anni lavorato in questa funzione, confermiamo che il caso specifico non può essere in alcun modo generalizzato e riguarda una sola unica persona.

Si chiede a tutti i soggetti ufficialmente coinvolti di non strumentalizzare una situazione che non rappresenta la realtà dell’azienda LSCT le cui relazioni industriali sono, come sempre, orientate alla massima collaborazione e correttezza tra le parti.

Elementi che hanno fatto di questo terminal uno dei più efficienti in Europa e non solo.

Il “Piano Verde” della Signora Ursula Von Der Leyen grava sullo shipping

Bruxelles. La Commissione Ue inizia, con un certo piglio, la fase propositiva del programma “Green Deal” focalizzando quote e tasse da imporre al settore dei trasporti marittimi, non certo l’unico responsabile dell’inquinamento ambientale e del cambiamento climatico del nostro Pianeta. La Commissione ha pubblicato, l’altro giorno, la propria visione sul Green Deal europeo. Una serie di nuove iniziative politiche – proposte legislative – con i tempi di realizzazione.

Entro marzo 2020, la Commissione proporrà la prima legge europea sul clima contenente l’obiettivo di zero emissioni nette per il 2050, detta di “neutralità climatica”. Per l’inizio dell’estate 2020, saranno proposte le revisioni circa la riduzione dei gas a effetto serra – quote -  per il 2030 ad almeno il 50% e verso il 55%. Per il settore dei trasporti le quote da sopportare saranno pesanti: entro il 2050 è necessaria una riduzione del 90% delle emissioni, con l’impegno da parte della Commissione a mettere a punto una strategia per una mobilità sostenibile e agile (smart) per affrontare tutte le fonti di emissioni di gas.

La Signora von der Leyen ha detto che una parte sostanziale del 75% delle merci trasportate oggi su strada dovrebbe spostarsi sulla ferrovia e sule vie navigabili interne; è intenzione della Commissione proporre una nuova direttiva sul trasporto combinato, volta a sostenere il trasporto marittimo a corto raggio. Oltre alle quote per le emissioni, la Commissione cercherà di fissare i prezzi per i trasporti; i sussidi per i combustibili fossili dovranno essere eliminati e le nuove esenzioni fiscali, compresi i combustibili per uso marittimo, saranno attentamente controllate nella revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia, al fine di colmare eventuali evasioni.

La Commissione proporrà inoltre l’inclusione della spedizione delle merci e/o persone nel sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (ETS). Emissions Trading System – Sistema europeo di scambio di quote di emissioni- è uno strumento adottato dall’Unione europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto, per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra nei settori energivori; sostanzialmente fissa un prezzo per la CO2 e scambiarla al fine di ridurre le emissioni; ridurre ancora le quote del sistema ETS dell’UE di scambio assegnate gratuitamente alle Compagnie aeree.

Tutto questo dovrà essere coordinato con azioni a livello globale, in particolare presso l’Organizzazione per l’Aviazione Civile Internazionale (ICAO) e l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO).Tale sistema è il fulcro su cui si basa la politica dell’Ue per contrastare i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di gas serra; una specie di mercato mondiale della CO2 e che si va estendendo velocemente. Sui carburanti alternativi, la Commissione frena e propone di rivedere la direttiva sulle infrastrutture idonee a erogare detti carburanti (vedasi stazioni a Lng).

Ancora una volta, la burocrazia di un’Europa ostacola uno sviluppo infrastrutturale; una Commissione che propone e non fa e non aiuta, lontana dai bisogni di un processo del trasporto marittimo con caratteristiche globali; soprattutto ritarda e si crea un’“Europa” con due velocità: il North range marittimo, già servito da stazioni di Lng e quello Mediterraneo,ancora in fase progettuale. Forse si scelgono strategie per favorire un carburante rispetto a un altro? Si vuole, entro il 2021, rivedere anche il regolamento TEN-T per accelerare lo spiegamento di navi a zero o a basse emissioni; saranno presi provvedimenti sul trasporto marittimo per limitare l’attracco nei porti europei a navi più inquinanti e obbligare l’utilizzo dell’elettricità lungo le banchine portuali.

Il piano a “zero” emissioni riguarderà anche l’inquinamento per l’aria, l’acqua e il suolo, rivedendo gli standard di qualità, allineandoli all’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Il tutto si configura con una filosofia praticata dalla Commissione: il prezzo del trasporto deve contenere l’impatto che ha sull’ambiente e sulla salute. Quello che è certo per la Commissione aver computato un Piano d’investimenti ampio e forse poco sostenibile per molti Stati in difficoltà finanziarie/economiche e soprattutto occupazionali.

 

Abele Carruezzo

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AL PORTO DI VENEZIA LA PRESIDENZA DEL NAPA

E’ avvenuto oggi il passaggio di consegne dal Porto di Trieste al Porto di Venezia della presidenza di turno dell’Associazione NAPA (North Adriatic Ports Association) che, oltre allo scalo giuliano e veneto, annovera fra i suoi membri anche il Porto di Ravenna, il Porto sloveno di Capodistria e il Porto croato di Rijeka.

Per i prossimi sei mesi sarà quindi lo scalo lagunare a coordinare le attività dell’organizzazione. Le linee guida del mandato del Porto di Venezia verteranno principalmente sul rafforzamento della collaborazione internazionale, con particolare riferimento alla necessaria attività di lobbing da svolgere in sede europea.

A tal proposito, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale Pino Musolino dichiara: “I 5 porti dell’Alto Adriatico movimentano un totale di oltre 100 milioni di tonnellate di merci. Dobbiamo essere in grado di far valere la nostra rilevanza in sede europea, nell’ottica della imminente revisione delle reti Transeuropee di Trasporto TEN-T e nella conseguente allocazione delle risorse previste dalla direttiva CEF2.

Una collaborazione da rilanciare per uscire dalla logica dei campanili e valorizzare la complementarietà dei porti alto adriatici garantendo all’intero sistema quelle occasioni logistiche e infrastrutturali da pretendere a Bruxelles. I corridoi essenziali della rete TEN-T ma anche la revisione delle Autostrade del Mare, tema fondamentale per lo sviluppo dei traffici intra-mediterranei, deve vederci in prima fila nel dibattito europeo”.

Porti italiani, la commissione europea vuole tassarli

Oggi Confcommercio-Conftrasporto ha incontrato il Ministro dei Trasporti Paola De Micheli. Al centro, la richiesta avanzata dalla Commissione europea di applicare il regime della tassazione d’impresa sui ricavi delle Autorità di sistema portuale.

Oltre al vicepresidente di Confcommercio Paolo Uggè, all’incontro hanno partecipato anche il segretario generale di Conftrasporto Pasquale Russo, i presidenti di Federlogistica Luigi Merlo, di Federagenti Gianenzo Duci, e il segretario generale di Angopi  (Associazione nazionale gruppi ormeggiatori).

Nel corso dell’incontro, gli esponenti di Conftrasporto hanno chiesto al ministro di poter affrontare in la vicenda in sede europea per trovare una soluzione che mitighi la decisione della stessa Ue per le Autorità di sistema, delle quali va tenuta in considerazione la natura pubblica.

Portare la questione della tassazione delle Adsp sul tavolo nazionale di partenariato della risorsa mare è tra i passi da compiere per contrastare la paradossale, incomprensibile penalizzazione degli scali italiani.

Qualunque sarà l’esito del confronto del nostro ministro in Europa su questo tema, per Confcommercio-Conftrasporto è indispensabile evitare che la decisione della Commissione europea si traduca solo in maggiori costi per le imprese che operano all’interno dei porti.

Durante il colloquio inoltre è stata ribadita la necessità che il settore sia oggetto di un’attenzione costante per evitare estemporaneità, come ad esempio alcuni emendamenti presentati, che possono pregiudicare le prospettive di crescita dei porti, e che il Mit sia il regista e il garante della definizione dello spazio marittimo in previsione delle scadenze imminenti dettate dalla Commissione Europea. Inoltre la delegazione ha sottolineato la necessità’ di arrivare a una armonizzazione delle concessioni demaniali portuali anche attraverso un ruolo attivo di Art.

Al termine dell’incontro, il vicepresidente di Confcommercio Paolo Uggè si è detto fiducioso: “Abbiamo concordato con il ministro che i porti sono una risorsa imprescindibile della nostra economia, e che ogni iniziativa che ne mini la concorrenzialità in modo ingiustificato va contrastata. Il ministro, dal canto suo, ha confermato che sul tema è in corso una riflessione all’interno del ministero per meglio rispondere alla Commissione europea”.

Arriva a Cagliari il “SAVE TOUR” per Sostenibilità, Azione, Viaggio, Esperienza

• Il SAVE Discovery Truck prevede percorsi interattivi e laboratori multimediali per educare i giovani all’uso consapevole delle risorse finanziarie e ambientali

• Il tour coinvolgerà oltre 10.000 studenti, attraversando l’Italia in un viaggio di quasi 2.000 km e facendo tappa in 21 città dal nord alle isole

• L’iniziativa è promossa da Museo del Risparmio di Torino, BEI Institute e Scania, con il patrocinio della Regione Sardegna, in collaborazione con il MIUR e con il supporto di Intesa Sanpaolo

Cagliari– Da oggi e fino al 12 dicembre il SAVE Discovery Truck sarà a Cagliari. Il veicolo Scania di ultimissima generazione è allestito come un vero e proprio laboratorio interattivo e itinerante, dove i giovani ospiti saranno guidati da tutor in tre percorsi tematici e giochi interattivi studiati per un primo approccio alle tematiche finanziarie, alla sostenibilità e all’economia circolare, con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini di oggi e di domani.

L’innovativo “museo su ruote” sosterà da oggi al 12 dicembre in calata via Roma del porto di Cagliari, ospite dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. Gli studenti delle scuole primarie e secondarie che vorranno salire a bordo potranno approfondire il tema della scarsità delle risorse, siano esse naturali o finanziarie, e riflettere sull’importanza di impegnarsi nella lotta contro gli sprechi. Percorsi e laboratori sono curati dal Museo del Risparmio di Torino e frutto di una condivisione con BEI Institute (Gruppo Banca europea per gli investimenti) e con Scania stessa.

Poiché la strada verso un futuro sostenibile è da percorrere tutti insieme, gli studenti non saranno i soli ad essere coinvolti: nelle ore pomeridiane il Discovery Truck aprirà i suoi laboratori e giochi anche alle famiglie perché l’educazione alla sostenibilità può essere appresa a scuola, ma richiede di essere messa in pratica ogni giorno a casa, modificando il nostro stile di vita.  L’iniziativa si svolge nell’ambito della seconda edizione di “S.A.V.E. Sostenibilità, Azione, Viaggio, Esperienza” (www.savetour.it), il progetto itinerante rivolto alle scuole primarie e secondarie, realizzato da Museo del Risparmio, BEI Institute e Scania, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo.

Inaugurato il 28 ottobre a Torino, dove il SAVE Discovery Truck è stato ospitato per un giorno in Piazza San Carlo, il tour attraverserà l’Italia in un viaggio di 2.000 km, fermandosi tre giorni in ciascuna delle 21 tappe previste in sei regioni (Piemonte, Liguria, Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania) dal nord alle isole.  La sostenibilità e le sue implicazioni sul sistema sociale ed economico stanno conquistando ogni giorno di più l’attenzione di giovani e giovanissimi, desiderosi di vivere in un futuro caratterizzato da benessere sociale e ambientale: per questo motivo, dopo il successo della prima edizione che ha visto il coinvolgimento lo scorso anno di oltre 10.000 studenti in otto regioni, quest’anno il progetto vedrà una partecipazione ancora maggiore, anche grazie a un protocollo di intesa sottoscritto con il MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Alle classi che prenderanno parte al progetto e ai cittadini che si aggiudicheranno il titolo di “Campione del Riciclo”, dimostrando di conoscere le regole della raccolta differenziata, verrà fatto un dono speciale: un albero di cacao. L’arbusto andrà ad arricchire la già presente “Foresta SAVE”, una piantagione in Camerun che dimostra come consapevolezza e progettualità possano avere un’influenza positiva sull’ambiente, sul futuro e sul benessere di tutta la società. I 250 alberi di cacao non solo compenseranno le emissioni di 13.750 kg di CO2, ma costituiranno anche una fonte di reddito per gli agricoltori che potranno commerciare in circuiti locali i frutti e i prodotti derivati dalla loro trasformazione.

Chi pianta e riceve in custodia un albero potrà seguire la storia del contadino che se ne prende cura, saprà esattamente dove il suo albero è stato piantato, potrà personalizzarlo dandogli un nome e affidandogli un messaggio, quantificare la CO2 catturata e attraverso alcune foto potrà monitorarne la crescita, ma anche consultare in tempo reale il meteo locale, conoscere i proprietari degli alberi vicini, accedere al diario dell’albero per restare aggiornato su quanto avviene nella foresta. Una scelta in linea con i messaggi promossi dal progetto e che afferma ancora una volta l’impegno concreto dei partner promotori contro il cambiamento climatico. “S.A.V.E. riprende il suo viaggio con ancora più passione ed energia – spiega Giovanna Paladino, Direttrice del Museo del Risparmio – Nella prima edizione abbiamo coinvolto 10.000 studenti italiani e quest’anno vogliamo superare l’obiettivo.

Forti anche dell’attenzione per il progetto espressa da istituzioni e comunità locali. Il percorso che stiamo affrontando è tutt’altro che semplice dal punto di vista logistico-organizzativo, ma noi confidiamo nel sostegno delle regioni e delle città dove faremo tappa. La scuola, grazie alla collaborazione con il MIUR, sta aderendo con entusiasmo all’iniziativa condividendo con noi l’attenzione alla corretta gestione delle risorse scarse. La decisione di risparmiare significa essere in grado di proiettarsi nel futuro con l’ottimismo di chi ha progetti da realizzare: ecco il messaggio”.

“Siamo lieti di essere al fianco di questa iniziativa così innovativa, che coinvolge i giovani e le loro famiglie – ha sottolineato Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo – In particolare in Sardegna, dove il tasso di disoccupazione giovanile e la percentuale di NEET (giovani non occupati e non in istruzione e formazione) sono più elevati della media nazionale (rispettivamente 36% e 27%), i nostri giovani si trovano oggi a dover fronteggiare situazioni e soluzioni finanziarie più complesse di quelle vissute alla stessa età dai loro genitori. In Sardegna, oltre 5.000 giovani under 18 sono nostri clienti: a loro spieghiamo che acquisire l’abitudine al risparmio è importante fin da ragazzi, perché si tratta di un atto di libertà, che permette di realizzare i propri progetti e allo stesso tempo di contribuire allo sviluppo economico della comunità.”

I PROMOTORI

MUSEO DEL RISPARMIO Il Museo del Risparmio è un’iniziativa di edutainment unica nel suo genere. Nasce nel 2012 a Torino per diffondere l’alfabetizzazione finanziaria attraverso materiali audiovisivi e interattivi, come filmati, interviste, animazioni teatrali, videogiochi, in grado di soddisfare la curiosità e il bisogno di approfondimento dei visitatori. La sua offerta educativa si basa sulla contaminazione dell’economia con la letteratura, il cinema e il teatro per stimolare curiosità e apprendimento presso un pubblico diversificato di adulti, adolescenti e bambini.

Sono oltre 12.000 i visitatori che ogni anno visitano il Museo scegliendo tra l’ampia offerta di percorsi guidati, laboratori didattici o eventi di sensibilizzazione sull’educazione finanziaria. Numerose sono anche le attività extra-museali organizzate in Italia e all’estero: convegni, conferenze, presentazioni di libri, mostre temporanee, che nel 2018 hanno coinvolto oltre 10.000 persone. Il Museo è un progetto interamente finanziato da Intesa Sanpaolo.

BEI INSTITUTE BEI Institute è parte di BEI Group, Banca Europea per gli Investimenti e Fondo Europeo per gli Investimenti. In linea con l’operato della BEI, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione supportando con borse di studio e sponsorship, progetti d’investimento nel settore dell’educazione e della ricerca, soprattutto nel campo dell’economia applicata.

I progetti selezionati concorrono all’integrazione europea, allo sviluppo equilibrato e alla coesione economica e sociale dell’Unione, attraverso un’economia innovativa basata sulla conoscenza. BEI Institute è fortemente impegnato nella riduzione dell’impatto ambientale, favorisce e incoraggia l’azione sociale, etica e ambientale positiva delle imprese.

SCANIA ITALIA Parte della multinazionale Scania, leader mondiale nella fornitura di soluzioni di trasporto, Scania Italia offre soluzioni all’avanguardia orientate a un trasporto sostenibile, con l’obiettivo di ridurre al minimo consumi ed emissioni e contrastare l’inquinamento atmosferico. Consapevole della propria responsabilità sociale opera secondo alcuni valori fondamentali, tra cui l’integrità, sostenibilità, eliminazione degli sprechi.

Offrendo soluzioni su misura che consentano agli operatori di aumentare l’efficienza e le prestazioni, riducendo al tempo stesso l’impatto sull’ambiente, Scania svolge un ruolo importante nell’ecosistema raggiungendo la leadership nel settore del trasporto sostenibile nel presente e, al contempo, ponendo le basi per fare del mondo un luogo più sostenibile nel futuro.

Nuova disciplina della navigazione nel porto di Savona-Vado

La Capitaneria di Porto, con l’ordinanza numero 278/2019 che entrerà in vigore lunedì 16 dicembre, ha avviato la nuova disciplina della navigazione marittima nel comprensorio portuale di Savona e Vado Ligure.

L’ordinanza, firmata dal capitano di vascello Francesco Cimmino, e preceduta da incontri con l’Autorità Portuale ed i servizi tecnico-nautici del porto, disciplina, oltre alla navigazione, le operazioni di ormeggio, ancoraggio, sosta di natanti e navi mercantili, in un’ottica di massima sicurezza dell’attività.

Particolari prescrizioni riguardano le unità da diporto e da pesca che devono mantenersi a una distanza non inferiore agli 80 metri dalle navi mercantili e a una velocità di sicurezza, così come in sicurezza dovranno prendere il mare le imbarcazioni sportive (canoa e canottaggio). Per tutti i natanti è prescritta una velocità massima in ambito portuale di 6 nodi, per evitare rischi di collisione ma anche di abbordaggio.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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