I massimi esperti di sanità pubblica per lo sviluppo di standard potenziati di sicurezza e salute in crociera

L’”Healthy Sail Panel” è formato dai massimi esperti in sanità pubblica, malattie infettive, biosicurezza, ospitalità e operazioni marittime

Milano– I leader del settore crocieristico Royal Caribbean Group e Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. hanno annunciato una collaborazione per sviluppare standard di sicurezza e salute in crociera potenziati in risposta alla pandemia globale COVID-19.

Le società hanno chiesto al Governatore Mike Leavitt e al Dott. Scott Gottlieb di ricoprire il ruolo di co-presidenti di un gruppo di esperti di recente formazione chiamato “Healthy Sail Panel”. Il gruppo ha il compito di collaborare per lo sviluppo di raccomandazioni per le compagnie di crociera per potenziarne la risposta sanitaria al COVID-19, migliorarne la sicurezza e renderle pronte alla ripresa sicura delle attività.

Il gruppo di esperti lavora da quasi un mese e offrirà le sue raccomandazioni iniziali entro la fine di agosto. Le compagnie di crociera hanno affermato che il lavoro del Panel sarà “open source” e potrebbe essere liberamente adottato da qualsiasi azienda o industria che possa trarre beneficio dale analisi scientifiche e mediche del gruppo.

“Questa malattia senza precedenti ci impone di sviluppare standard senza precedenti in materia di salute e sicurezza”, ha affermato Richard D. Fain, presidente e CEO di Royal Caribbean Group. “Portare a bordo questi stimati esperti per guidarci dimostra il nostro impegno nel proteggere i nostri ospiti, i nostri equipaggi e le comunità che visitiamo.”

“Competiamo nel business delle vacanze dei viaggiatori ogni giorno, ma non competiamo mai sugli standard di salute e sicurezza”, ha dichiarato Frank Del Rio, presidente e CEO di Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. “L’industria delle crociere ha sempre avuto rigorosi standard sanitari, ma le sfide inedite poste dal COVID-19 offrono l’opportunità di alzare ulteriormente l’asticella.”

Kelly Craighead, Presidente e CEO dell’Associazione Internazionale delle Compagnie di Crociera (CLIA), ha affermato: “La salute e la sicurezza sono la massima priorità per tutte le linee di crociera membre di CLIA, come dimostrato da questa iniziativa da parte di due dei nostri membri più grandi. Elogiamo i loro sforzi, come anche in parallelo quelli di tutti i nostri membri, grandi e piccoli, che lavorano instancabilmente per sviluppare protocolli adeguati basati sul contributo delle autorità sanitarie e degli esperti medici negli Stati Uniti e all’estero”.

Fain e Del Rio hanno affermato di aver creato il Panel per garantire che i piani che presenteranno ai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e ad altre autorità di controllo applichino le migliori conoscenze disponibili di salute pubblica, scienza e ingegneria. Il lavoro del Panel sarà condiviso con l’intero settore e le autorità di controllo.

“Nel convocare l’Healthy Sail Panel, abbiamo puntato alla partecipazione di un gruppo eterogeneo di esperti di spicco nelle branche della scienza e della salute pubblica direttamente rilevanti per le considerazioni elencate nel No Sail Order”, ha dichiarato il Governatore Leavitt. “Consideriamo il nostro lavoro come uno sforzo estremamente importante per la salute pubblica. La salute e la sicurezza dei passeggeri, dell’equipaggio e delle comunità toccate dagli itinerari delle navi da crociera saranno al centro di questo progetto”.

Il Dott. Gottlieb ha dichiarato: “Sappiamo che i problemi di salute pubblica che devono essere affrontati sono complessi e, in alcune aree, affrontarli richiederà nuovi approcci. Il nostro obiettivo nel riunire questo team di esperti di punta era sviluppare le migliori pratiche in grado di potenziare la sicurezza e fornire un piano d’azione per ridurre i rischi del COVID-19 “.

Il gruppo è presieduto congiuntamente dal Governatore Leavitt, ex segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi umani (HSS) degli USA, e dal Dott. Scott Gottlieb, ex commissario della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. I membri del Panel sono esperti riconosciuti a livello globale di varie discipline, tra cui sanità pubblica, malattie infettive, biosicurezza, ospitalità e operazioni marittime.

I membri del Panel di esperti

Logistica e trasporti, gli strumenti UE per uscire dalla crisi

Martedì 7 luglio dalle 10.00 alle 12.00 deputati e rappresentanti delle istituzioni europee e del governo si confronteranno con gli operatori di due settori particolarmente danneggiati dalla pandemia scatenata dal COVID-19.

Per il Parlamento europeo parteciperanno al dibattito Antonio Tajani, capo delegazione di Forza Italia (PPE) e presidente della Commissione per gli Affari costituzionali e della Conferenza dei Presidenti di Commissione (tbc); Brando Benifei, capo delegazione del Partito democratico (S&D); Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega (ID); Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia (ECR) e Mario Furore, eurodeputato del Movimento 5 Stelle (NI) e membro della commissione Trasporti.

A nome del governo interverrà Salvatore Margiotta, sottosegretario al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture, mentre a Francesco Sciaudone, managing partner dello studio legale Grimaldi, sarà affidato il compito di inquadrare il tema e il panorama normativo.

A rappresentare i settori della logistica e dei trasporti saranno: Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato; Guido Grimaldi, presidente dell’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile; Pasquale Russo, segretario generale di Conftrasporto; Massimo Simonini, amministratore delegato e direttore generale Anas (tbc); Francesco Di Majo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale (porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta); Roberto Barbieri, amministratore delegato Aeroporto di Capodichino.

L’evento, organizzato dal Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, verrà introdotto dagli interventi di saluto dei rispettivi capi ufficio, Carlo Corazza e Antonio Parenti.

Quando e dove:

·Martedì 7 luglio dalle 10.00 alle 12.00

·Diretta Facebook sulla pagina del Parlamento europeo in Italia

Contesto:

L’Unione europea ha messo in campo una serie di strumenti per far fronte all’emergenza e consentire il rilancio dell’economia. La BCE sta portando avanti programmi di acquisto di titoli per 1710 miliardi. Sulla base di quanto deciso dall’Eurogruppo e dal Consiglio Europeo, la BEI ha messo a disposizione una nuova linea da 200 miliardi per prestiti alle imprese, che si somma a una linea esistente di 40 miliardi. I fondi residui dell’attuale bilancio dell’Unione, compresi i fondi strutturali, sono disponibili per sostenere il settore senza necessità di cofinanziamento nazionale.

Il 27 maggio la Commissione europea ha proposto un fondo per la ripartenza, Next Generation Europe, e un nuovo bilancio pluriennale per un totale di 1850 miliardi. Buona parte di questi fondi dovrebbero essere destinati a infrastrutture e trasporti. Il prossimo vertice europeo del 17 e 18 luglio dovrà trovare un accordo su questa proposta, su cui dovrà esprimersi anche il Parlamento europeo, in modo da rendere disponibili i nuovi fondi a partire dal 2021.

In questo contesto, è importante che gli operatori del settore possano confrontarsi con i rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali sulla definizione di una strategia di sostegno e rilancio di trasporti e logistica.

REGIONE PUGLIA/Borraccino: Il Governo centrale sciolga alcuni nodi ancora presenti sulla ZES Jonica

“In data odierna ho inviato una nota PEC al Presidente del Consiglio e al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, per sollecitare le procedure atte a rendere da subito operativa la ZES Jonica.

E’ auspicabile, infatti, che le aspettative create dal D. Lgs 91 del 20 giugno 2017, convertito in legge n. 123 del 3 agosto 2017, che le ha istituite, trovino adeguato riscontro in tempi brevi.

E’ noto che l’Italia ha adottato questo strumento per dare al Mezzogiorno, in particolare, e a tutto il territorio nazionale, una “boccata di ossigeno” all’economia, che a causa di crisi industriali, come ad esempio quella riguardante l’ex Ilva, sta vivendo un periodo critico, ulteriormente aggravato alla crisi economica causata dalla pandemia COVID – 19.

Riconosco la positività dei finanziamenti ad oggi deliberati, quali i 250 milioni utili ad incentivare la crescita dimensionale delle imprese, i 207 milioni – stanziati dal Decreto Mezzogiorno – per il credito di imposta e i 300 milioni, per i grandi investimenti in cui interviene un soggetto terzo, un venture capitalist, finanziati col Decreto Crescita.

Tuttavia, ad oggi restano inevase alcune fondamentali richieste di chiarimento già inviate al Governo centrale.

Esse riguardano il ruolo del Comitato di indirizzo circa la verifica, riguardo a ciascuna impresa, dell’avvio del programma di attività economiche, la tempistica prescritta al Comitato per proporre la perimetrazione delle zone franche doganali, che appare troppo stretta, e la possibilità di escludere dalle aree ZES quelle interessate dal sistema viario, onde riutilizzarle per ampliare e razionalizzare le aree logistiche previste.

Si tratta di sciogliere alcuni nodi burocratici, apparentemente di minore importanza, ma che nei fatti possono ritardare gli obiettivi di fondo della ZES Jonica, a partire dall’intercettare l’interesse da parte cinese per le ZES del Mezzogiorno, che riguarda soprattutto la possibilità di contribuire al potenziamento del ruolo di piattaforme logistiche utili al grande progetto della Via della Seta.

Ciò, senza trascurare gli altri obiettivi strategici, come la valorizzazione delle eccellenze italiane nel settore scientifico e dell’innovazione e il rafforzamento delle piccole e medie imprese aprendole ai processi di internazionalizzazione, con lo scopo di integrare la dimensione economico-commerciale con la proiezione della cultura italiana all’estero”. Lo dice l’assessore Mino Borraccino.

Ripartenza dell’Italia, per i porti e aeroporti ancora no

Roma. Il DL Semplificazioni ha bisogno ancora di “unanimità” politica da parte della maggioranza “giallo – rossa” che governa l’Italia in questa fase di emergenza economica-occupazionale dovuta al Covid-19. Si discute sul modello Genova per sbloccare i cantieri relativi a progetti di infrastrutture ritenuti strategici per la ripartenza della nostra penisola. Di logistica e di portualità si parla poco o per niente per non disturbare il “manovratore”; anzi si lascia ad altri enti di controllo a formulare le strategie portuali dell’Italia (vedasi caso Trieste e altre realtà portuali). E si va avanti con incontri di maggioranza per formulare una minima applicazione verso una sburocratizzazione degli iter amministrativi relativi a progetti su opere portuali.

Appena cinque anni fa (21 gennaio 2015), il Consiglio dei Ministri di allora approva il decreto di “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali”, presentato dal Ministro Madia, in collaborazione con il Ministro Delrio. Insieme ad altre misure il decreto puntava sulla competitività dei nostri porti e si sosteneva il ruolo dell’Italia come hub nel Mediterraneo e piattaforma logistica europea, visto che la nostra penisola veniva attraversata da quattro corridoi ferroviari Ten-T. Il tutto veniva sostenuto tramite una semplificazione delle procedure per facilitare il transito delle merci e passeggeri, la promozione dei centri decisionali strategici rispetto all’attività di porti in aree omogenee, la riorganizzazione amministrativa, il coordinamento centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’introduzione dei sistemi portuali ha segnato una nuova riorganizzazione amministrativa della portualità italiana e alle sedi delle AdSP veniva ed è affidato un ruolo strategico d’indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area. Ricordiamo che le AdSP hanno funzioni di attrazione degli investimenti (nazionali, europei e di privati) sui diversi scali e di raccordo delle amministrazioni pubbliche (non sempre è stato così). Solo in questo modo si potranno garantire le funzioni operative e dei servizi di uno scalo portuale di un Sistema. Allora il MIT mise in campo azioni forti (misure che attendono ancora una certa definizione) per la logistica e la portualità italiana, proprio per rafforzare i porti e affrontare le sfide globali; soprattutto incidendo nell’attrarre investimenti e presenze di grandi partner industriali (si guardava al Nord Europa, Nord Africa, Pireo, area Baltica e Far East).

Altre misure, enunciate e molte di queste ancora in corso, riguardano le semplificazioni sugli escavi e dragaggi nel Collegato ambientale; misure sui collegamenti del c.d. “ultimo miglio” all’interno dei contratti RFI sui collegamenti ferroviario-portuali; una moltitudine di progetti su infrastrutture portuali e si parlava di sblocco degli investimenti. Graziano Delrio, Ministro al MIT, ebbe a dire: “Perché l’Italia sia davvero il porto dell’Europa, abbiamo introdotto misure per la semplificazione e la competitività dei nostri porti”.

Ed ancora, in tutte le sedi portuali si andava ripetendo che “La Risorsa Mare torna centrale in Italia. Queste innovazioni servono a rendere concreta quella ‘cura dell’acqua’ che abbiamo avviato e a valorizzare il Sistema Mare, che è uno dei nostri principali asset economici, attraverso il quale transita il 70% delle merci italiane”. Intanto, a distanza di quasi cinque anni, ancora si parla di “semplificazioni” e Guido Nicolini, presidente di Confetra, lancia l’allarme sul peso burocratico che aziende della logistica e dei trasporti devono sopportare (quasi 30 miliardi di oneri burocratici l’anno).

“Sono 133 i procedimenti vigenti – continua Nicolini – in tema di controlli sulla merce, solo in ambito portuale, e in capo a 13 diverse pubbliche amministrazioni; mentre nel settore della logistica, gli adempimenti  amministrativi su merci e vettori arrivano a oltre 400, coinvolgendo 30 uffici o enti pubblici”. Oggi, con la Ministra Paola De Micheli si sta portando avanti una revisione del Codice degli Appalti,  un piccolo pacchetto di pochi articoli per iniziare: verifica di anomalie dell’offerta, appalto integrato, criterio del minor prezzo, quantificazione delle stazioni appaltanti; misure che  non devono smantellare il codice, ma ottimizzarlo e renderlo più efficiente.

Mentre per i 5Stelle, in tempi Covid-19 per la ripartenza dell’Italia, occorrerà stoppare il Codice degli appalti per tre anni, con gli amministratori di Anas e RFI commissari delle opere, supervisionati però da un commissario politico. Sull’altro fronte, l’Autorità Nazionale Anticorruzione afferma che non è possibile estendere il c.d. “modello Genova” per farlo diventare un “modello Italia”, proprio perché a Genova si è trattato di una deroga a tutte le norme extra-penali; semmai, per la ripartenza, servono semplificazioni normative, che devono però essere ben circostanziate per evitare i rischi di infiltrazioni criminali o di illeciti.

Mentre si discute di tutto – vedi la generalità degli Stati Generali – l’Italia non riparte e rimane bloccata. Lo afferma l’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, e ricorda che le opere bloccate, tra grandi e piccole, sono in tutto 749: il 63% al Nord, il 15% al Centro, il 22% al Sud; opere del valore di circa 62 miliardi e con una perdita di quasi un milione di posti di lavoro. Il turismo non riparte; molti aeroporti hanno dimezzata l’operatività di vettori per voli domestici ed internazionali importanti ed tutto rimandato al 2021, coronavirus permettendo.

Abele Carruezzo

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Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale: approvato all’unanimità il bilancio 2019

Il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale ha approvato ieri all’unanimità, con il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti, il bilancio consuntivo 2019 su cui aveva già espresso parere positivo l’Organismo di partenariato della risorsa mare il 26 giugno.

Dal bilancio consuntivo, che rendiconta l’amministrazione dei sei porti di competenza dell’Adsp, Ancona-Falconara Marittima, Pesaro, San Benedetto del Tronto, Pescara, Ortona, emerge un avanzo di gestione di 5,96 milioni di euro. L’Autorità di sistema portuale ha provveduto inoltre, in via prudenziale, ad accantonare risorse per 4,5 milioni di euro per affrontare le minori entrate previste per il 2020 dovute alla contrazione dei traffici per le conseguenze dell’emergenza sanitaria da coronavirus.

Alle entrate del bilancio dell’Adsp hanno contribuito le tasse portuali e di ancoraggio, i canoni demaniali e le autorizzazioni per le operazioni portuali, il traffico passeggeri e automezzi, i progetti europei e i trasferimenti dallo Stato. E’ importante sottolineare che l’incidenza del costo del personale sulle entrate correnti è stata del 22,58%, un valore che sottolinea un’efficiente gestione complessiva dell’Autorità di sistema portuale, equiparabile alle migliori gestioni di imprese private.

“Abbiamo registrato nel 2019 un ottimo avanzo di gestione pur davanti a costi importanti degli investimenti dell’Autorità di sistema portuale – commenta il presidente Rodolfo Giampieri -, un bilancio di una Adsp in salute che ha prudentemente messo a disposizione la somma di 4,5 milioni per rispondere ad una ormai sicura diminuzione di ricavi, dovuta al calo dei traffici, conseguenza dell’emergenza sanitaria. L’approvazione all’unanimità del bilancio gratifica lo sforzo compiuto da tutti gli uffici per cercare di contenere i costi senza mortificare gli investimenti infrastrutturali. E’ il momento ora di affrontare il tema sia della diminuzione ovvia dei ricavi dovuta alle conseguenze a livello mondiale del Covid-19, trovando idee ed energia per la ripresa, sia dell’essere attenti a tutte le indicazioni di legge per sostenere quelle imprese che stanno subendo importanti cali di fatturato, che non possono essere lasciate sole in un momento delicato come questo”.

Porto di Pesaro: rilascio concessioni demaniali per stagione estiva 2020
Per 35 imbarcazioni da diporto che potranno ormeggiare nella nuova darsena

Il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale ha anche approvato il rilascio per il porto di Pesaro delle concessioni demaniali per la stagione estiva 2020. Le concessioni riguardano 35 posti per imbarcazioni da diporto che potranno ormeggiare nella nuova darsena.

“E’ una risposta concreta alla necessità del territorio – dice il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -, che ci è stata fortemente sollecitata sia dall’amministrazione comunale sia dall’utenza diportistica. Nonostante il rallentamento delle procedure amministrative per il coronavirus, con la collaborazione della Capitaneria di porto di Pesaro, siamo riusciti ad affidare le concessioni secondo i tempi che ci eravamo fissati per l’inizio della stagione estiva”

L’importanza delle assicurazioni marittime per l’economia del mare e lo sviluppo delle infrastutture per la nautica da diporto i focus della seconda giornata del BES2020

Domani si parlerà del Modello Genova e di governance

Migliaia di persone hanno seguito ieri l’evento in diretta sui canali digitali del Blue Economy Summit  che questa mattina si è focalizzata sul tema delle assicurazioni marittime, anello fondamentale nella filiera dell’economia del mare, come ha sottolineato nell’avvio dei lavori Francesco Maresca, ringraziando The International Propeller Club of Genoa co-organizzatore di questa sessione. “Il coronavirus ha travolto il mondo della blue economy anche dal punto di vista dei contratti e delle assicurazioni – ha esordito Giorgia Boi, presidente del club e professore di Diritto della navigazione, che ha poi proseguito nell’illustrare i molteplici aspetti in cui è stato necessario “navigare a vista” sulla base delle regole contrattuali e legali, ipotizzando scenari e soluzioni future, per trovare interpretazioni per evitare contenziosi.

Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata alle professioni dello yachting, settore in cui l’Italia e la Liguria detengono un know-how di altissimo livello nel settore della nautica da diporto. Il mantenimento e lo sviluppo di queste competenze sarà strategico sia per l’economia locale sia per le opportunità di lavoro per le nuove generazioni.

Una pista ciclabile lunga un miglio (marino) e una serie di interventi infrastrutturali per valorizzare il quartiere del distretto della nautica spezzino e le sue eccellenze sono stati presentati da Monica Fiorini, responsabile comunicazione, promozione e marketing dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “La Spezia, come tutta la Liguria, ha fame di territorio, tutti i cantieri vorrebbero aumentare spazio e molti ambiscono ad entrare nell’Arsenale – ha spiegato Fiorini – il nostro impegno è quello di fornire la nostra disponibilità per ampliamenti a mare, nuovi banchinamenti, riqualificazione di spazi e tutto il supporto possibile”.

“Il nostro è un settore che lavora tutto l’anno al massimo della capacità produttiva, i due mesi persi non si recuperano” – ha sottolineato Stefano Pagani Isnardi, Responsabile Ufficio Studi di Confindustria Nautica. Il comparto della cantieristica, nel complesso ha tenuto, continuando a lavorare in sicurezza, garantendo la continuità e le consegne, sebbene con qualche ritardo, ma ripartendo prima di molti altri settori e, soprattutto, senza cali negli ordini. Meno bene il settore charter che in parte è dovuto alle limitazioni per non conviventi – spiega Pagani Isnardi – e in parte per la natura della clientela, soprattutto nella fascia di maggior valore: americani, russi, arabi e asiatici, che con il calo dei voli aerei difficilmente potranno raggiungere l’Europa”.

Domani, mercoledì 1° luglio, protagonista indiscusso, il modello Genova applicato al Ponte del Polcevera. In live streaming da Terrazza Colombo, a partire dalle 10, nella sessione introdotta dal Presidente Giovanni Toti e dal Sindaco Marco Bucci, si parlerà delle innovazioni tecnico normative che hanno regolato la realizzazione dell’opera e della loro trasposizione per lo sviluppo e delle infrastrutture strategiche italianea. Intereverranno, tra gli altri: Maurizio Michelini, presidente, Ordine degli Ingegneri di Genova, Luigi Cocchi, presidente Ordine degli Avvocati di Genova; Paolo Raffetto, presidente Ordine degli Architetti P.P.C. di Genova, Nicola Meistro, aminnistratore delegato, PERGENOVA e operational director, Webuild (già Salini Impregilo), Andrea Tomarchio, project manager, RINA; Filippo Delle Piane, presidente ANCE Genova, Bartolomeo Giachino, presidente Saimare.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15, Francesco Maresca, assessore allo Sviluppo economico Portuale e Logistico del Comune di Genova, intodurrà la seconda sessione della giornata in cui istituzioni e relatori, prendendo spunto dall’esperienza del Ponte, si confronteranno su come immaginare e costruire un nuovo modello di governance della portualità e della logistica in grado di competere con la concorrenza internazionale. Parteciperanno, tra gli altri, Paolo Emilio Signorini, presidente, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, il Sndaco Marco Bucci l’onorevole Marco Campomenosi, Commissione Trasporti, Parlamento Europeo.

Alle 18, l’Associazione Alumni Ianua proporrà una doppia intervista tra uno studente e un professionista del mare.

Porti: Serracchiani, da Tar chiarimento atteso e opportuno per Trieste

“Il Tar ha fornito un chiarimento atteso e opportuno, con una decisione che reintegra Zeno D’Agostino nel suo incarico e chiude una falla sconcertante che era stata aperta nella governance del porto di Trieste e nell’apparato normativo. Con maggiore tranquillità e con più forti motivazioni, ora spetta agli organi legislativi creare le condizioni affinché simili situazioni non si verifichino ancora, né a Trieste né altrove. Il Pd segue con determinazione la strada dell’emendamento ammesso in commissione Bilancio”.

Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), commentando la sentenza del Tar del Lazio, in base alla quale  Zeno D’Agostino dovrà essere reintegrato nell’incarico di presidente dell’Autorità portuale del Mare Adriatico orientale, dopo il suo ricorso contro la sua destituzione da parte di Anac.

Regione Puglia-Borraccino: Il Piano Operativo Triennale (POT) 2020 – 2022 dell’Autorità di Sistema Portuale di Taranto: ulteriore occasione di sviluppo e di occupazione imperdibile

Mino Borraccino: “Come previsto, ho partecipato, oggi pomeriggio, al web meeting di presentazione del Piano Operativo Triennale (POT) 2020 – 2022 dell’Autorità di Sistema Portuale di Taranto.

Il dott. Sergio Prete, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, e il dott. Alessandro Panaro, ricercatore di SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) hanno illustrato il nuovo Piano Operativo Triennale 2020-2022.

Nel mio intervento ho sottolineato le straordinarie opportunità offerte dal Porto di Taranto, che rappresentano occasioni inedite per lo sviluppo del territorio jonico. Uno sviluppo non più legato esclusivamente alla monocultura dell’acciaio, ma in grado di basarsi sulla sostenibilità, la competitività e la rendicontabilità sul piano dell’efficacia, traducendosi in crescita commerciale, turistica, infrastrutturale e certamente anche sociale.

Il POT presenta una visione moderna delle attività dello scalo jonico.  Esso si basa su 6 assi strategici in grado di promuovere la crescita del territorio e dare valore aggiunto alle attività marittime e logistiche. Ne esce rafforzata la strategia cui stiamo lavorando da tempo, nell’ambito dell’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Puglia, con la istituzione della Zona Economica Speciale Interregionale Jonica: una realtà in grado  – insieme all’istituzione della Zona Franca Doganale – di fare dello scalo di Taranto uno dei più importanti hub della logistica del Mediterraneo ed un valido strumento per lo sviluppo territoriale. A tal proposito ho rimarcato anche il nostro impegno per rilanciare il Distretto della Logistica in Puglia, che ha da poco avviato la nuova programmazione di sviluppo; poiché con circa 900 Km di costa, oltre 150 imprese del settore, associazioni, enti, centri di ricerca, sindacati, ed una rete di collegamenti articolata che si pregia di infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, non si può che crescere dal punto di vista degli scambi commerciali ed economici. E Taranto può certamente continuare a dare il suo prezioso contributo!

Gli assi strategici del POT sono: la messa in campo di percorsi di innovazione, favorendo progetti di ottimizzazione dei processi portuali e logistici; la crescita delle attività di internazionalizzazione e di import – export delle imprese; la svolta rappresentata dal diventare un centro intermodale; la capacità di creare sinergie con Università e Centri di ricerca; la caratterizzazione di essere sostenibile dal punto di vista ambientale; infine, la realizzazione di misure capaci di alimentare lo sviluppo dell’area territoriale di riferimento.

Su questi aspetti si è svolta in particolare la mia relazione e non ho mancato di evidenziare lo sforzo costante profuso soprattutto in questi mesi, da Assessore regionale allo Sviluppo Economico, per elevare le prospettive del Porto di Taranto, favorevolmente collocato al centro del Mediterraneo.

Oggi finalmente, con la presentazione del nuovo POT 2020 – 2022, viene definito uno scenario di lungo respiro, che consentirà di tracciare concrete linee di sviluppo sostenibile nonchè di nuova  e buona occupazione”.

Approvazione del rendiconto, relativo all’esercizio finanziario 2019, dell’AdSP del Mar Ionio

Taranto-Nella seduta di ieri, 29 giugno, il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, preso atto del parere favorevole già espresso dai componenti dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, ha deliberato all’unanimità l’approvazione del rendiconto relativo all’esercizio finanziario 2019.

Dal documento contabile approvato si rileva un indice di efficienza gestionale pari a + € 21.239.546; detto indice deriva dal raffronto tra entrate correnti proprie (€ 30.585.171) e spese di funzionamento (€.9.345.625).

Il saldo evidenzia un risultato positivo in termini di autonomia finanziaria ed efficienza gestionale del porto di Taranto e dell’AdSP rispetto all’espletamento delle proprie funzioni istituzionali.

Il rendiconto presenta un avanzo di amministrazione pari a € 217.053.660 euro al 31.12.2019.

I risultati del rendiconto – dichiara il Presidente dell’AdSP – sono il frutto di una gestione amministrativa virtuosa e lungimirante che da una parte tende a perfezionare l’efficienza gestionale e dall’altra a valorizzare ed accelerare la pianificazione e realizzazione di investimenti. L’utilizzazione di risorse proprie dell’Ente consente di dare avvio – con effetto volàno – a una serie di progettualità, in grado – per il loro grado di maturità – di attrarre finanziamenti nazionali e comunitari che consentono poi di liberare risorse per ulteriori progetti come quelli previsti nella programmazione triennale dei Lavori Pubblici.

AdSP MAS: COMITATO DI GESTIONE: SEDUTA NON VALIDA ANCHE PER LA TERZA CONVOCAZIONE

Venezia-Si è tenuta stamane la seduta del Comitato di gestione dell’AdSP MAS, programmata con convocazione urgente al fine di approvare la variazione ai residui attivi e passivi dell’esercizio finanziario 2019 e il Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2019.

Presenti: il presidente dell’Autorità Pino Musolino, il direttore marittimo della Capitaneria di Porto di Venezia Piero Pellizzari, il segretario generale dell’AdSP MAS Martino Conticelli, Angelo Passaro, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti e componente del MEF, Francesco De Nardo e Laura Mazzone, membri del Collegio dei Revisori dei Conti e componenti MIT.

Assenti: il componente rappresentante la Città Metropolitana di Venezia Fabrizio Giri e la componente della Regione del Veneto Maria Rosaria Campitelli.

Dopo aver atteso 20 minuti come da regolamento interno, il presidente Musolino ha rilevato la mancanza del quorum strutturale e ha decretato l’assenza del numero legale per procedere con la seduta, dandone atto nel verbale.

“La situazione, assolutamente inedita a livello nazionale, è tanto più inspiegabile se si considera che l’Ente ha un Bilancio particolarmente florido, oltre che già validato dai revisori nominati dal MEF e dal MIT, nonché col parere favorevole dell’Organismo di parternariato” commenta il presidente Pino Musolino. “I componenti del Comitato Giri e Campitelli hanno rifiutato oggi la terza opportunità che era stata loro offerta per dimostrare che il futuro dei porti di Venezia e Chioggia è più importante di qualsiasi tattica di breve periodo o questione di natura personale. La loro scelta di irrazionale intransigenza, nonostante l’Ente abbia continuato anche in questi giorni a produrre spiegazioni supportate da dati e pareri inoppugnabili sull’efficacia delle sue azioni, ha ricadute gravi, perché rischia di limitare l’operatività dell’Autorità in una fase congiunturale che richiederebbe, invece, soluzioni condivise innovative e flessibili per rilanciare il cluster marittimo e scongiurare eventuali crisi occupazionali”.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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