Guardia Costiera e Terna: accordo per rafforzare la rete elettrica nazionale

Firmata una convenzione per potenziare la sorveglianza delle aree dove sono presenti i cavi elettrici sottomarini

 

L’Ammiraglio Ispettore (CP) Antonio Basile, Vice Comandante Generale delle Capitanerie di Porto–Guardia Costiera e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Luigi Ferraris, hanno firmato a Roma, nei giorni scorsi, una convenzione finalizzata a potenziare la prevenzione dei danneggiamenti dei cavi sottomarini di Terna, società a cui è affidata la concessione per l’attività di trasmissione dell’energia elettrica nel territorio nazionale.

Le parti si impegnano a incrementare l’efficacia dell’attività di sorveglianza degli specchi acquei dove sono presenti i circa 1.500 chilometri di cavi sottomarini di Terna. L’obiettivo è quello di definire un piano di collaborazione strutturale per effettuare accertamenti che consentano, in caso di danneggiamento dei cavi elettrici sottomarini, di risalire ai presunti responsabili dell’azione dannosa.

Il Corpo delle Capitanerie di Porto–Guardia Costiera, con le sue sale operative e i sistemi di monitoraggio del traffico marittimo, rappresenta un importante partner istituzionale per contribuire alla sicurezza e all’efficienza del sistema elettrico nazionale, anche attraverso il monitoraggio delle infrastrutture critiche di Terna tramite interfacciamento telematico del Security Operations Center (SOC) di Terna.

La convenzione siglata consentirà di perfezionare il sistema di protezione dei cavi sottomarini da fattori di rischio quali, ad esempio, la pesca a strascico e l’ancoraggio in aree interdette.

In particolare, le aree di attività oggetto dell’intesa, riguarderanno:

• la verifica congiunta dell’aggiornamento delle ordinanze che vietano l’ancoraggio e la pesca a strascico nelle aree dove sono presenti i cavi sottomarini di Terna;

• il potenziamento del monitoraggio delle unità navali in transito negli specchi d’acqua oggetto di interdizione;

• l’attività di supporto a Terna, da parte delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, nell’effettuare l’analisi del rischio delle aree critiche anche tramite accesso allo storico dei tracciati AIS (Automatic Identification System);

• gli interventi da parte del Corpo delle Capitanerie di Porto–Guardia Costiera qualora si manifesti una situazione di criticità evidente.

L’incontro, che ha visto anche la presenza dell’Ammiraglio Ispettore (CP) Nunzio Martello, Capo del 1° Reparto del Comando Generale, si è concluso con l’attestazione di reciproca stima e con l’auspicio di raggiungere  tutti gli obiettivi prefissati nel protocollo.

CONFETRA EMILIA ROMAGNA: LA LOGISTICA PARTNER DEL SISTEMA MANIFATTURIERO

IL RILANCIO DELLE INFRASTRUTTURE AL SERVIZIO DELL’ECONOMIA
Evento lunedì 14 ottobre, alle ore 15, presso la Camera di commercio di Ravenna

Ravenna– “Siamo la regione italiana con il maggior tasso di crescita del Pil. Ciò significa che abbiamo uno dei sistemi produttivi più forti del Paese, con una straordinaria propensione all’estero. In un panorama di questa natura, la logistica ha un ruolo fondamentale: essere il primo partner del manifatturiero. Anche per questo abbiamo dato vita a Confetra Emilia Romagna”. E’ quanto afferma Danilo Belletti, presidente della neocostituita articolazione regionale di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica).

Lunedì 14 ottobre, alle ore 15, presso la Camera di commercio di Ravenna (viale Farini, 14 Sala Cavalcoli), Confetra ER proporrà la ‘Biennale della logistica’ sul tema ‘Emilia Romagna: Infrastrutture, Logistica e Sistema produttivo a confronto’.
“Sarà un momento di analisi molto utile – afferma ancora Belletti – perché riteniamo che tutta la logistica emiliano romagnola debba puntare al massimo dell’integrazione. A Ravenna abbiamo uno dei principali porti nazionali, il primo in Italia per movimentazione di cereali e acciaio. Abbiamo una diffusa rete di Interporti, inland terminal e magazzini, a Bologna uno dei principali snodi aeroportuali e ferroviari.

E’ necessario mettere in rete questo patrimonio infrastrutturale e di attività logistiche, per essere solidi partner di uno straordinario distretto produttivo. Ma abbiamo anche bisogno di potenziare tutte le infrastrutture. Da quelle stradali con il Passante di Bologna, il potenziamento di Adriatica e Classicana al servizio del porto ravennate, a quelle ferroviarie, soprattutto al servizio di porto e interporti”.

“Ci confronteremo su tutte queste istanze con la Regione Emilia Romagna, nelle prossime settimane” ha dichiarato il Direttore Generale di Confetra, Ivano Russo. Intanto Con Confetra Lazio e Confetra Toscana già in campo, completiamo oggi il nostro percorso di consolidamento organizzativo e territoriale nel Centro Italia. Il prossimo passo sarà lavorare ai Coordinamenti macro regionali. Nel Nord Ovest con Lombardia, Liguria e Piemonte, nell’Alto Adriatico con Confetra Nord Est e Confetra FVG, in Italia centrale dopo l’appuntamento di oggi. Confetra Mezzogiorno esiste già da un anno. Dobbiamo essere vicini alle imprese ed ai territori senza perdere la capacità di interpretare le dinamiche logistiche e industriali in una dimensione più ampia”.

Il programma dell’evento di lunedì prossimo prevede i saluti a cura del sindaco Michele de Pascale e del presidente della Camera di commercio di Ravenna, Giorgio Guberti.

Aprirà i lavori Guido Nicolini (Presidente di Confetra). A seguire Alessandro Panaro (responsabile SRM, Dipartimento Economia marittima), Andrea Bardi (Direttore generale ITL, Istituto sui Trasporti e la Logistica), Francesco Benevolo (Direttore Ram Logistica, Infrastrutture e Trasporti Spa). Seguirà la tavola rotonda con Danilo Belletti (presidente Confetra ER), Silvia Moretto (Presidente Fedespedi), Daniele Rossi (presidente Assoporti), Paolo Ferrecchi (Commissario AdSP Ravenna), Marco Spinedi (presidente Interporto Bologna), Andrea Gentile (presidente Assologistica), Luca Rossi (direttore Confindustria Emilia Romagna), Giovanni Mario Ferente (direttore Agenzia delle Dogane di Ravenna).

Conclusioni a cura dell’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini.

REGIONE PUGLIA: BORRACCINO A TARANTO PER CONVEGNO SU SICUREZZA NEI PORTI

L’assessore allo sviluppo economico, Mino Borraccino ha partecipato questa mattina a Taranto al convegno promosso dalla Regione, dalla ASL e dall’INAIL sulla sicurezza nei porti e sugli interventi di prevenzione nelle aziende che operano nell’area portuale.

“Il convegno – spiega – rappresenta la conclusione delle attività formative mirate a trasferire conoscenze su metodologie, strumenti e servizi finalizzati al miglioramento delle performance in SSL ed alla organizzazione aziendale.

Ho portato i saluti della Regione Puglia all’evento: una iniziativa di grande attualità in questo momento storico rispetto allo sviluppo dell’attività portuale jonica, ma anche rispetto alla sicurezza nelle infrastrutture portuali, soggette a copiosi flussi di merci.

Con la prevista implementazione dei traffici delle navi nel porto di Taranto, occorrerà attivare ancora più intensamente le procedure per mettere in sicurezza le attività, e dunque i lavoratori che operano in questo contesto.

Da assessore allo Sviluppo economico, ritengo prioritari i temi ambientali, della salvaguardia della sicurezza e dunque della salute nell’ambito lavorativo, poiché non può esserci sviluppo senza questi elementi” .

VIA DELLA SETA: MUSOLINO A SHENZHEN FIRMA PER ASSOPORTI DICHIARAZIONE D’INTENTI PER IL RAFFORZAMENTO DELLE CATENE LOGISTICHE E L’INNOVAZIONE

Shenzhen, Cina-Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, è stato delegato da Assoporti a rappresentare il sistema portuale italiano a Shenzhen in Cina, nel corso della 14a Fiera della logistica internazionale (CILF 2019).

L’appuntamento fieristico, che si tiene nella ricca provincia del Guangdong dal 10 al 12 ottobre, coinvolge oltre 60 mila visitatori e mille espositori e prevede un forum specifico sulla via della seta marittima e sulla strategia portuale globale.

In questo contesto, riunendosi con colleghi provenienti da tutto il mondo nella sala dei ricevimenti dell’Hotel Marco Polo, il presidente Musolino ha sottoscritto una dichiarazione d’intenti, a nome e per conto di Assoporti, con l’obiettivo di promuovere una piattaforma per la cooperazione internazionale tra scali marittimi, in particolare sui temi smart port, green port, internet delle cose e rafforzamento delle catene logistiche.

Il documento sottoscritto riconosce una grande importanza allo sviluppo delle zone franche e al collegamento industriale tra queste e i porti italiani e cinesi, al fine di promuovere i traffici internazionali e rafforzare la competitività delle rispettive economie regionali, innescando, nel contempo, un processo di contaminazione innovativa tra i diversi nodi della catena logistica mondiale.

Avvio della Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova

Presentato oggi presso Palazzo San Giorgio agli stakeholder il percorso di avvio formale della Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova istituita dalla legge 130/2018. L’incontro odierno, che ha visto per la prima volta invitate le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, fa seguito alle riunioni e all’attività istruttoria condivisa nei mesi scorsi con Regione Liguria, Comune di Genova, Struttura Commissariale e rappresentanze degli operatori portuali

L’AdSP partendo dall’illustrazione dello stato di avanzamento delle misure della legge “Genova” 130/2018 riguardanti il porto e il sistema logistico, ha presentato una panoramica sulla ZLS e i propri strumenti attuativi e di governance. In particolare il presidente Signorini ha illustrato i prossimi passaggi formali per dare avvio a tutti gli atti necessari alla piena operatività della ZSL:

la costituzione del Comitato di Indirizzo della ZLS che dovrà comprendere rappresentanti delle Regioni, del MIT e della Presidenza del Consiglio;
la redazione del Piano di Sviluppo Strategico che rappresenta il documento programmatico e operativo ai fini dell’attuazione delle misure previste per la ZLS.

Come unimamente emerso nel corso del dibattito, le iniziative promosse dalla ZLS e l’orizzonte temporale che la caratterizza, costituiscono un’indiscutibile opportunità per lo sviluppo del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e del complessivo contesto produttivo e logistico di riferimento. In particolare, la ZLS rappresenta un elemento di ulteriore valorizzazione dei consistenti interventi infrastrutturali, materiali ed immateriali, che interesseranno l’area portuale e retroportuale.

Per approfondire
Presentazione – Linee di indirizzo per l’attivazione della ZLS Porto e Retroporto di Genova – Legge “Genova” 130/2018

TRANSIZIONE ENERGETICA E MOBILITA’ SOSTENIBILE: RAGIONAMENTI SUL NOSTRO FUTURO TRA ILLEGALITA’ E COMBUSTIBILI ALTERNATIVI

Giovedì 24 ottobre 2019 – Roma, Palazzo dei Congressi – Sala Falco
dalle 14.00 alle ore 16.00

La vera sfida della Transizione Energetica è nella capacità di passare dagli slogan ai fatti concreti a cominciare dalla comprensione e condivisione da parte della gente comune degli obiettivi da raggiungere, delle relative strategie, della loro sostenibilità e fattibilità nei modi e nei tempi. La stessa Greta Thunberg sostiene “Listen to Science”,

“Non ascoltate me, ascoltate la Scienza”: nel sostenere il principio della Neutralità Tecnologica ci sentiamo perfettamente in linea con tale affermazione. Soprattutto per quanto riguarda la mobilità. E’ la politica che deve guidare e facilitare certi processi ma non deve imporli per legge: in genere non funziona. In questo quadro ognuno di noi deve interrogarsi sul proprio ruolo e sul proprio futuro, tra minacce ed opportunità.

Modera:
Dott. Gabriele Masini – Direttore La Staffetta Quotidiana
Intervengono
Prof. Giuseppe Gatti – Presidente Grandi Reti
Avv. Dario Soria – Direttore Generale Assocostieri
Dott. Natalino Mori – Vice Presidente FAI Conftrasporto
Ing. Alessandro Proietti – Presidente Assoindipendenti

Salvamare, Morassut: concluso esame alla Camera

Roma - “In questi giorni, alla Camera, abbiamo concluso l’esame degli emendamenti del provvedimento “Salvamare”, un disegno di legge importante che affronta finalmente il tema della salvaguardia del mare dall’aggressione dei rifiuti e in particolare la plastica. L’Italia ha un primato in questo, avendo anticipato anche la direttiva europea. Con il “Salvamare” apriamo un processo in tema di gestione delle acque con una prospettiva legislativa più strutturata”. Così il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, a margine dell’evento “Un quadro di plastica. I rifiuti e le plastiche in mare”, organizzato da Ispra.

“La plastica dispersa in mare – ha spiegato Morassut – è una grande emergenza che minaccia l’ambiente dal quale proviene la nostra stessa vita. Non dobbiamo dimenticare che la vita viene dal mare è senza il mare è destinata ad estinguersi. La lotta contro la dispersione delle plastiche in mare che vengono dai fiumi e quindi dalla terra e dai nostri comportamenti sbagliati e la battaglia per il riciclaggio dei rifiuti sono al centro delle prime azioni di questo governo. Abbiamo sbloccato l’End of Waste nel giorni scorsi. E ieri abbiamo chiuso in Commissione Ambiente alla Camera l’esame del “Salvamare”. La lotta per un nuovo modello di sviluppo e di vita è fatto di passi concreti”.

Il Sottosegretario Morassut su provvedimento Salvamare

https://vimeo.com/365272435

La Germania per navigare chiede aiuti di Stato

Amburgo. La Germania sta attraversando una delle crisi economiche più difficili dal suo dopoguerra a oggi; è nota a tutti la fase di recessione che il paese alemanno sta soffrendo con il comparto industriale tutto che stenta a ripartire, portandosi dietro altre industrie europee. I porti principali della Germania stanno registrando un calo nelle merci mobilitate rispetto all’anno 2017. Il porto di Amburgo, nel traffico su rotaia tra la banchina e le aree logistiche circostanti l’infrastruttura, segna l’1% in meno rispetto all’anno precedente. Tuttavia, analisti di economia marittima affermano che le perdite sopportate dalla portualità e dalla logistica tedesca sono da addebitare a una crisi finanziaria globale.

Il sistema del trasporto marittimo rimane, però, il fulcro della logistica alemanna; infatti, l’alto valore aggiunto dei servizi di trasporto aereo è compensato dai volumi gestiti dal settore marittimo. Nello scorso 2018 tali volumi hanno registrato un valore cinquantotto volte di più rispetto al trasporto merci gestito negli aeroporti del paese. A volte ci si dimentica del valore economico della cantieristica navale tedesca che rimane a tutt’oggi significativa nelle costruzioni di navi.

Sappiamo che i più grandi cantieri navali si trovano oggi in Corea del Sud e Cina, ma circa l’80% del valore aggiunto nella costruzione di una nave è rappresentato dai fornitori. Secondo un’analisi condotta dalla tedesca Shipbuilding & Ocean Industries Association (Verband für Schiffbau und Meerestechnik, VSM), gli Stati federali di Baviera, Baden – Württemberg e Renania settentrionale – Vestfalia sono località importanti per l’industria delle forniture navali. Aziende come MAN, Siemens, MTU, ZF e numerosi altri fornitori di tecnologia per la navigazione e la propulsione sono attive in queste regioni; il settore delle forniture navali occupa oltre 60.000 persone e genera un fatturato di oltre 10 miliardi di euro.

L’Associazione tedesca degli industriali dello shipping non condivide il successo della Cina e tutte le distorsioni del mercato che stanno portando alla recessione del paese e per questo chiedono una revisione delle strategie politiche dei loro governanti. L’industria marittima tedesca si lamenta dell’intensificarsi della concorrenza internazionale; oggi, i porti di Rotterdam e Anversa hanno superato i porti tedeschi di Amburgo e Brema in termini di crescita. I cambiamenti strutturali nel settore navale hanno avuto conseguenze di vasta portata per la Germania. La sua flotta mercantile si è ridotta da 3500 a circa 2300 navi, con il numero di linee di navigazione che sono passate da più di 400 a circa 330.

Da una prospettiva globale, gli armatori e gli operatori portuali nazionali, di fronte alla concorrenza dell’Estremo Oriente, stanno cercando di unire le forze in Europa nel suo insieme. Sostanzialmente, dal punto di vista politico, lo shipping tedesco sta cercando “aiuti” di Stato e aiuti Ue per far fronte alla concorrenza: questa non è stata fino ad oggi la loro politica e neanche della Commissione Ue, anzi sono sempre intervenuti sugli altri Stati europei con veti e condanne, quando si paventavano simili aiuti (Italia e Spagna ne sanno qualcosa!). L’occasione per i tedeschi a cambiare strategia si è presentata qualche settimana addietro, in occasione della pubblicazione della relazione annuale dell’International Transport Forum (ITF) dell’OCSE:  ITF ha criticato l’assegnazione dei sussidi statali, vale a dire l’esenzione fiscale per gli enti pubblici incaricati della gestione dei porti marittimi in alcuni Stati membri.

Si precisa che in Europa esistono almeno tre tipologie di sovvenzioni: la tonnage tax, le esenzioni fiscali per i carburanti per il trasporto marittimo nazionale e le misure fiscali per ridurre gli oneri salariali dei marittimi; per queste sovvenzioni si spendono circa tre miliardi di euro/anno nei Paesi dell’OCSE – si legge nella relazione dell’ITF -. Fra tutte le sovvenzioni, quella sotto osservazione critica dagli anni ’90 è la tonnage tax che è applicata in varie e diverse forme a molti e differenti ambiti del trasporto marittimo, coprendo anche attività terminaliste e di movimentazione delle merci nei porti, in quasi tutti i Paesi Ue (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Lituania, Norvegia, Olanda, Spagna e Svezia).

E allora, il teorema tedesco aggiornato è il seguente: poiché la Germania si fa carico, per conto Ue (sostenere il Made in Europe nel mondo), di spese in termini di esportazioni e di logistica, per mantenere tale punto di forza, l’industria portuale e dello shipping tedesco deve essere liberata da svantaggi competitivi, ma agevolata con aiuti di Stato e dell’Europa, soprattutto nelle procedure d’importazione. Come dire: poiché l’Italia è porto di frontiera della Ue nella questione “immigrati”, l’industria italiana (Made in Italy) deve essere aiutata?

Intanto, la Federazione delle società e dei terminal portuali privati europei (Feport), con sede a Bruxelles, ha chiesto una revisione degli orientamenti dell’Ue per l’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato, in particolare quelli relativi a porti e terminal; si richiede pertanto un “controllo di idoneità” europeo, come è stato fatto per altri settori, come quello bancario. E ancora, l’Associazione degli armatori della Comunità europea (ECSA) e l’Associazione degli armatori tedeschi, entrambe hanno dichiarato che le norme sugli aiuti di Stato sono “uno strumento altamente efficace  per mantenere e rafforzare il settore marittimo europeo in questo ambiente sempre più competitivo”.

Abele Carruezzo

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Comune di Bari -ZES adriatica: pubblicato il bando rivolto alle aree private

La ripartizione I.V.O.P. rende noto che, nell’ambito del bando regionale rivolto agli enti locali pugliesi, è in pubblicazione l’avviso del Comune di Bari per l’attribuzione delle aree disponibili e non ancora assegnate della Zona Economica Speciale interregionale adriatica.

È possibile presentare candidature a valere su qualsiasi area non di proprietà comunale all’interno territorio cittadino purché dotata di un nesso economico funzionale con la zona portuale, che tenga conto dei requisiti tecnici di ammissibilità e dei criteri di preferenza coerenti con i criteri generali d’identificazione delle aree utilizzati per la redazione del Piano strategico ZES interregionale adriatica approvato.

I soggetti interessati a candidare aree private per l’attribuzione delle aree residue della ZES interregionale adriatica possono presentare domanda entro e non oltre il giorno 15 ottobre prossimo, al fine di consentire al Comune di Bari le necessarie verifiche istruttorie per il rilascio dell’asseveramento e l’invio entro i termini stabiliti dal bando regionale.

“Le Zes devono essere un’opportunità per il nostro territorio – spiega l’assessore Di Sciascio -, per questo motivo, in risposta alle indicazioni della regione Puglia, intendiamo avviare una ricognizione per individuare aree idonee, al di là di quelle di proprietà comunale, afferenti ad altri enti o anche privati, che possano rispondere ai requisiti posti dalla Regione. Il nostro obiettivo è estendere e integrare il più possibile le aree che usufruiranno dei benefici derivanti dal bando regionale in modo da favorire uno sviluppo omogeneo sul territorio e non creare dislivelli tra aree presenti nella stessa zona di riferimento”.

Le istanze dovranno essere inviate al Comune di Bari esclusivamente mediante PEC all’indirizzo infrastrutture.comunebari@pec.rupar.puglia.it, corredate della seguente documentazione:

1. Domanda di candidatura per l’attribuzione delle aree disponibili e non assegnate delle zone economiche speciali interregionali a firma del soggetto interessato (persona fisica o legale rappresentante in caso di persona giuridica) o suo delegato (in caso allegare atto di delega);

2. Copia documento d’identità in corso di validità del richiedente (se persona fisica) o del rappresentante legale (se persona giuridica);

3. Estratto di mappa catastale;

4. Planimetria in scala adeguata dello stato dei luoghi, con l’indicazione dell’area interessata sottoscritto dal richiedente e da un tecnico abilitato;

5. Relazione tecnica descrittiva delle caratteristiche dell’area, con indicazione del nesso economico funzionale con l’Area portuale, che tenga conto dei requisiti tecnici di ammissibilità e criteri di preferenza coerenti con i criteri generali di identificazione delle aree, utilizzati per la redazione del PIANO STRATEGICO ZES ADRIATICA approvato;

6. Dichiarazione attestante l’assenza di vincoli giuridici (a titolo esemplificativo e non esaustivo: esistenza di procedure fallimentari in corso/concorsuali/esecutive/messa in liquidazione) che pregiudichino o ostacolino l’esercizio delle attività d’impresa;

7. Dichiarazione attestante la presenza di tutte le seguenti infrastrutture:

·       strada a servizio dell’area e/o dell’insediamento

·        rete di distribuzione dell’energia elettrica per uso industriale

•         rete di distribuzione del gas

•         rete idrica

•         rete fognaria

8. Supporto digitale contenente i file dei contorni vettoriali “shape” (file.shp).

AINOP, al via l’Archivio informatico nazionale delle Opere pubbliche

Firmato decreto attuativo per la condivisione dei dati e delle informazioni

MIT- Prende il via l’AINOP, l’Archivio informatico nazionale delle Opere pubbliche per  il monitoraggio delle opere in Italia e l’interoperabilità delle amministrazioni coinvolte.

Firmato oggi dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola de Micheli il decreto attuativo del decreto Genova per la condivisione dei dati e delle informazioni relative alle opere pubbliche in Italia.

La firma costituisce un decisivo passo in avanti verso una gestione razionale, coordinata e condivisa delle opere a cui saranno chiamati tutti coloro che a vario titolo, gestiranno, manuterranno, controlleranno e supervisioneranno lo stato di salute delle opere stesse.

L’AINOP permetterà di censire l’ingente patrimonio di opere pubbliche presenti sull’intero territorio nazionale di competenza degli Enti e delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle autonomie locali e di tutti i Comuni.

Attraverso un’unica piattaforma sarà possibile identificare un’opera e la sua collocazione nel contesto territoriale, visualizzarne i dati, le informazioni e i documenti per un monitoraggio tecnico dell’opera che ne prevenga anche le criticità.

Impostare quindi un flusso di lavoro che renda efficiente la creazione, la manutenzione, la gestione e la cessazione dell’opera.
All’archivio sarà affiancato inoltre un Tavolo tecnico permanente, istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ne regolerà lo svolgimento e assicurerà il rispetto delle tempistiche previste.

Una vera rivoluzione in tema di gestione delle opere pubbliche che grazie a un monitoraggio continuo e la programmazione degli interventi, ne assicurerà sicurezza e risparmio.

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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