IMO: la data del 1° gennaio 2020 sul limite dello zolfo non è rinviabile

Londra. Rimangono pochi mesi per l’entrata in vigore del limite globale del contenuto di zolfo del combustibile marino, fissato dall’International Maritime Organization per il 1° gennaio 2020.

Gli operatori dello shipping mondiale hanno sperato in un rinvio delle applicazioni normative IMO 2020, sulla riduzione degli inquinanti prodotti dall’uso di combustibili marini. Puntuale è giunta la precisazione della Direzione Affari Legali ed Esterni dell’Organizzazione Marittima Internazionale, spiegando che non vi sarà alcuna possibilità di rinvio della scadenza del 2020 del limite di zolfo contenuto nei combustibili.

La Direzione IMO è consapevole dei problemi operativi che le navi incontreranno per l’uso di nuovi carburanti e perché la norma sugli impianti diverse tipologie di  scrubber richiede coerenza e uniformità tecnologica. In quest’ultimo periodo di transizione, anche se l’industria marittima, dallo shipping, alle raffinerie, agi impianti diversi di bunkeraggio e alle strutture portuali, si sta preparando per affrontare il 1° gennaio  2020, molte domande tecnico-legali non trovano ancora risposte da parte dell’IMO, soprattutto sulle nuove tipologie di carburanti a basso tenore di zolfo.

Dal punto di vista procedurale, non esiste la possibilità di qualche cavillo burocratico che consenta al regolamento dello 0,50% di far slittare la data del 1° gennaio 2020. Se uno Stato membro, nella propria autonomia, desiderasse rimandare la data o modificare il limite di zolfo, dovrebbe rinegoziare tutto l’iter procedurale dall’inizio della durata di circa 22 mesi, senza intoppi. Intanto, a oggi, non vi è stata nessuna richiesta di modifica del limite di zolfo da parte degli Stati membri.

Ricordiamo, che la decisione di fissare il termine dello 0,50% per il limite di zolfo al 1° gennaio 2020 è stata presa nell’ottobre 2016, confermata in sede di Comitato per l’ambiente marino (MEPC = Marine Environment Protection Committee). Già nel 2008 furono adottati gli emendamenti alla Convenzione MARPOL dell’IMO, Allegato V I.  Uno slittamento della data 2020 richiederebbe ancora una volta degli emendamenti alla MARPOL da parte del MEPC con il sostegno degli Stati membri, gli stessi che hanno sostenuto la data del 1° gennaio 2020 con una schiacciante maggioranza.

Tale limite globale dello 0,50% m/m (massa/massa) di zolfo nel carburante per uso marittimo, si riferisce a quello utilizzato dalle navi mercantili su rotte internazionali; oggi, la maggior parte del bunker di navi è costituito essenzialmente da olio combustibile con tenore di zolfo al 3,5%. Politicamente e tecnicamente, un ipotetico rinvio della data dovrebbe superare quella maggioranza e dovrebbe considerare gli impegni economici di molte società armatoriali che già si sono messi in regola. Da parte dell’IMO sono state prodotte “guida” e documentazione tecnica per consentire agli armatori di attuare i requisiti per adeguare le proprie navi.

Qualsiasi problema che possa trattare i necessari cambiamenti o adattamenti, può essere portato all’attenzione della prossima riunione del MEPC nell’aprile del 2020 o nella riunione del Comitato per la Sicurezza marittima (MSC) nel maggio 2020.  Qualora le navi dovessero riscontrare problemi operativi a causa dei nuovi carburanti a basso contenuto di zolfo in fase di sviluppo o con la segregazione del carburante o altri problemi, questi saranno segnalati e sottoposti al controllo dello Stato di approdo o degli Stati di bandiera.

L’IMO  ha sviluppato  delle linee guida per aiutare il controllo da parte dello Stato di approdo a far rispettare il regolamento in modo coerente in tutto il mondo, senza differenziare armatori, compagnie di navigazione e comandanti di navi. L’IMO 2020 s’imporrà al mondo dello shipping un passaggio culturale: non più l’uso dell’ambiente marino per soli fini commerciali e per il processo del trasporto marittimo; ma sarà imposta una navigazione sostenibile votata alla difesa dell’ambiente e dell’atmosfera.

Abele Carruezzo

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Armatori greci: l’Ue più sensibilità strategica nei trasporti marittimi

Pireo. L’Unione degli armatori greci (UGS) ha sollecitato l’Unione europea ad assumere una strategia politica più sensibile nei riguardi del sistema del trasporto marittimo. Contribuire all’elaborazione di politiche globali per il trasporto marittimo, adeguandosi alle nuove normative IMO, vista la forte capacità di trasporto marittimo europeo sviluppata commercialmente lungo rotte fuori dalle proprie acque territoriali.

Gli armatori ellenici, nella relazione annuale, rilevano che il trasporto marittimo in Europa ha un significato strategico e una forte comunità marittima è indispensabile per l’intero cluster europeo e per l’economia dell’Ue nel suo insieme. Si osserva che fino a quando esisterà in Europa una forte presenza di compagnie di navigazione, la maggior parte del valore economico creato rimarrà in Europa; anche se alcune multinazionali dello shipping internazionale e della costruzione navale risiedono nell’Estremo Oriente.

La flotta ellenica, presente in Europa, rappresenta il 53% della capacità trasportistica dell’Ue; tre volte sopra quella tedesca e molto più dell’Italia con il suo 7% e la Danimarca con il 5,7%. Ciononostante, i Greci con Malta e Cipro criticano l’Ue perché troppo impegnata e controllare il proprio mercato interno, in particolare i flussi merceologici con le autostrade del mare. Questo porta a dimenticare che la maggior parte delle tratte merceologiche via mare sono internazionali e avvengono con rapporti commerciali fra partner fuori dall’Ue.

L’Europa dovrebbe favorire relazioni commerciali fra paesi terzi, offrendo anche contributi all’IMO perché unica agenzia capace di regolare il trasporto marittimo internazionale tramite convenzioni, normative e regolamenti. L’UGS riconosce che si sta vivendo un momento cruciale per il trasporto marittimo europeo; la nuova Commissione Ue, con membri del Parlamento europeo, appena votati, sarà chiamata a considerare l’industria del trasporto marittimo importante per il ri – posizionamento europeo sullo scenario dello shipping  mondiale.

Sarà importante per l’Europa raggiungere e mantenere condizioni stabili, efficaci e competitive a livello globale per lo shipping europeo; dovranno adottare politiche globali e strategiche nei settori quali trasporti, fiscalità e ambiente capaci di generare più competitività. Mantenere il quadro fiscale e sociale esistente, come consentito dagli orientamenti dell’UE in materia di aiuti di Stato per il trasporto marittimo (SAG = State Aid Guidelines for Maritime Transport), consente condizioni di parità a livello globale per gli armatori dell’UE .

Pertanto, i SAG sono una condizione indispensabile per la sopravvivenza del trasporto marittimo dell’UE e devono rimanere flessibili e adeguati allo scopo. È importante notare che la maggior parte delle spedizioni marittime nell’UE è internazionale e transfrontaliera, che trasporta merci tra paesi terzi e intrattiene rapporti commerciali con partner commerciali al di fuori dell’UE. Pertanto, politiche trasportistiche orientate a livello globale si renderanno necessarie.

La relazione annuale evidenzia i dati che dimostrano che l’Ue affida al trasporto internazionale via mare oltre il 75,5% del suo commercio estero, importando l’8,7% del suo fabbisogno di petrolio greggio, il 70% del suo gas naturale e il 40% dei suoi combustibili fossili solidi. Con le preoccupazioni per la sicurezza energetica in aumento, la flotta ellenica svolge un ruolo cruciale ne garantire le diverse importazioni di energia dell’Ue da tutto il mondo. Tuttavia, le controversie commerciali, le tendenze normative IMO e sviluppi geopolitici in zone di mare cruciali continueranno ad alimentare incertezze, influenzando le prospettive del mercato dei trasporti marittimi per gli anni a venire.

La Brexit limiterà i flussi commerciali marittimi nel Nord Europa mentre la Cina, con le sue “vie della seta” si sta imponendo sulla catena del valore economico globale, trasformando la fabbrica mondiale in un paese di consumo;  nuove opportunità commerciali si stanno aprendo per altri paesi del sud-est asiatico e nuove rotte da sperimentare. Tutto questo farà cambiare lo scenario dello shipping e gli schemi commerciali a livello globale.

Abele Carruezzo


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Commissione Trasporti: Grandi navi nella Laguna di Venezia, audizione Toninelli

Mercoledì alle 15.30 diretta webtv


Mercoledì 7 agosto, alle ore 15.30, la Commissione Trasporti svolge l’audizione del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, sul passaggio delle grandi navi nella laguna di Venezia.

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Grandi navi nella Laguna di Venezia, audizione Toninelli

Il porto di Ancona sempre più digitale per le Autostrade del mare

Al via il progetto speciale di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la digitalizzazione delle procedure doganali nel porto di Ancona. Per la prima volta nel comparto portuale nazionale, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale hanno sottoscritto a Roma un protocollo che attiva un avanzato e innovativo processo di controllo digitale e di tracciatura del trasporto delle merci su traghetti e in prospettiva sui container all’interno dello scalo dorico.

Una soluzione innovativa, che viene sperimentata non a caso in un porto leader per il traffico traghetti internazionale, che consente di ampliare virtualmente gli spazi portuali grazie ad un sistema software di intelligenza artificiale in grado di monitorare e controllare autonomamente i flussi di mezzi in imbarco e sbarco e che sarà poi esteso al traffico contenitori dello scalo.

Il progetto TinS-Trasferimento in sicurezza, condiviso da Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Autorità di sistema portuale e Comando provinciale della Guardia di Finanza, ha consentito in via sperimentale, già da giugno 2018, lo spostamento di tutti i mezzi pesanti che sostavano nel porto storico di Ancona, in attesa di imbarco, e che ora sono collocati in un’area doganale esterna al porto, il terminal intermodale Scalo Marotti.

Una sperimentazione capace di ridurre la percorrenza dei mezzi pesanti all’interno dello scalo con un risparmio annuo stimato in 60 mila chilometri complessivi, una volta e mezzo la circonferenza terrestre. Grazie al sistema di intelligenza artificiale acquisito dall’Autorità di sistema portuale e messo a disposizione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Guardia di Finanza e operatori dello scalo, i mezzi in imbarco e sbarco saranno tracciati in ogni loro spostamento durante l’intero percorso che li condurrà dal parcheggio doganale alle aree di imbarco e viceversa. Ogni anomalia in questo percorso verrà segnalata al personale di Polizia doganale senza la necessità di un controllo diretto e continuo da parte del personale.

L’intesa prevede, inoltre, di realizzare le infrastrutture per i controlli doganali e le procedure autorizzative per le merci in transito nel porto di Ancona oltre a promuovere l’interoperabilità fra i sistemi informativi già utilizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dall’Autorità di sistema portuale.

Il segretario dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Matteo Paroli, esprime “l’orgoglio di poter essere la prima Adsp ad aver creato questa collaborazione con Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che punta con forza sull’innovazione in questo settore, con un miglioramento delle procedure condivise e un maggiore controllo sugli spostamenti delle merci all’interno del porto di Ancona. Di norma, i mezzi che devono effettuare dogana, prima di poter lasciare il porto, devono effettuare le pratiche doganali che autorizzano l’importazione o l’esportazione. Queste pratiche possono essere completate solo con il mezzo in sosta in una zona doganale collegata alle banchine dei traghetti. Con questo sistema di controllo, in tempo reale, diviene possibile utilizzare aree logistiche esterne al porto senza dover installare alcun dispositivo sui mezzi in transito, elemento di forte innovazione rispetto alle precedenti esperienze nei porti nazionali che consente di risparmiare tempi, risorse economiche, con garanzia di una maggiore precisione documentale”.

“Prosegue il processo di informatizzazione del porto internazionale di Ancona che fa parte del percorso di trasformazione che lo scalo sta vivendo grazie agli interventi programmati e alla volontà di tutto il sistema degli operatori di crescere – afferma il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri -, un progetto di collaborazione istituzionale, realizzato grazie allo stretto partenariato con Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Comando provinciale della Guardia di Finanza, che va a vantaggio non solo del lavoro di tutto il porto, con una chiara velocizzazione del passaggio delle merci, ma anche della comunità e della città con una grande razionalizzazione dell’incidenza del traffico dei mezzi nello scalo che porta naturalmente a minori emissioni. Fondamentale il coinvolgimento, in tutto questo processo, del Ministero delle Infrastrutture sempre attento all’innovazione tecnologica nei porti”.

UCINA: OPERATIVA LA PROROGA PER GUIDA MOTORI FUORIBORDO

UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA: OPERATIVA LA PROROGA PER GUIDA MOTORI FUORIBORDO 40 CAVALLI 2 TEMPI INIEZIONE CON CILINDRATA SUPERIORE A 750 CC

Dallo scorso 3 agosto è operativa, perché pubblicata in Gazzetta ufficiale, la proroga per l’uso dei motori fuoribordo 40 cavalli 2 tempi iniezione con cilindrata superiore a 750 cc.

La proroga è frutto del lavoro di UCINA Confindustria Nautica in vista della modifica definitiva della norma per consentire l’uso di questi motori senza patente. Modifica del Codice della Nautica da attuarsi attraverso il decreto correttivo previsto dal decreto legislativo 229 del 2017. Il decreto correttivo avrebbe dovuto essere adottato dal Governo entro il 12 agosto ma, ai tempi, il provvedimento non era ancora pronto.

UCINA Confindustria Nautica è riuscita ad ottenere una proroga con una legge che ha stabilito che i termini del 12 agosto sono spostati di un anno, quindi, alla ripresa dei lavori delle Camere dopo la pausa estiva, sarà possibile portare avanti il decreto correttivo e, tra le altre norme di completamento delle semplificazioni amministrative per le unità da diporto, ci sarà anche la soluzione del problema dei possessori di motori Evinrude.

AdSP MTS e Polo della Logistica: prove di intesa

Il commissario dell’AdSP Mar Tirreno Settentrionale, Pietro Verna, ha incontrato stamani il direttore del polo universitario Sistemi Logistici di Livorno, Gianluca Dini. I due hanno visitato il Port Center e hanno discusso della possibilità di organizzare congiuntamente una serie di laboratori didattici incentrati su temi chiave come la digitalizzazione e la sicurezza in ambito portuale e logistico.

La proposta operativa, lanciata da Dini a margine dell’incontro, è stata accolta di buon grado da Verna, che durante il confronto ha più volte messo l’accento sulla importanza dell’unione di intenti tra il mondo portuale e quello universitario. «La formazione – ha detto – è uno strumento fondamentale per tutta la filiera portuale, logistica e marittima: lo sviluppo di un porto dipende anche da questo, dalla capacità d parte delle istituzioni, e di tutto il cluster marittimo, di definire in modo integrato attività altamente formative».

Dichiarazione congiunta sulla situazione attuale nello stretto di Hormuz

Londra. Il sequestro della petroliera “Stena Impero” dell’ultimo 19 luglio sta mobilitando tutte le associazioni di categoria dello shipping internazionale. L’International Chamber of Shipping (ICS), l’European Community Shipowners’Association (ECSA) e l’Asian Shipowners’Association (ASA) insieme sollecitano un’azione immediata da parte della comunità internazionale per fermare l’escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz e rispettare pienamente il diritto internazionale.

Per le associazioni dello shipping internazionale tutti i Paesi dovrebbero garantire il passaggio sicuro alle navi mercantili, rispettando la libertà di navigazione sancita dall’articolo 87, paragrafo1, lettera a bis e il diritto al passaggio libero definito dall’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare (UNCLOS). Il Segretario generale dell’ICS, Guy Platten, ha ribadito che “ … la libertà di navigazione è vitale per il commercio globale ed è un principio fondamentale del diritto internazionale. I marittimi e le navi devono essere garantiti ad operare in sicurezza e non è semplicemente accettabile che possano essere strumento per fini geopolitici”.

Per l’ECSA, ha detto Martin Dorsman, lo Stretto di Hormuz rappresenta una rotta importante per le navi mercantili europee e pertanto si chiede alla Ue di collaborare con le Autorità iraniane per il ripristino di una situazione in sicurezza in quel tratto di mare.

Mentre per il rappresentante dell’ASA, Ang Chin Eng, lo Stretto di Hormuz è l’unica via in/out dal Golfo e una delle rotte critiche per i Paesi asiatici che collega anche l’Europa e l’Asia. In rappresentanza dello shipping  globale e regionale, ICS, ECSA e ASA continueranno a lavorare con tutte le Autorità competenti per garantire la sicurezza della navigazione nella regione.

Mosca. Intanto, nello scenario della crisi del Golfo Persico, interviene la Russia, dopo giorni di silenzio rispetto a una militarizzazione dello Stretto di Hormuz. Infatti, nei giorni scorsi, Russia e Iran hanno firmato un protocollo d’intesa per una maggiore cooperazione tra le rispettive difese. La Marina russa e quella iraniana realizzeranno un’esercitazione congiunta nel settore nord dell’Oceano Indiano, proprio in prossimità delle acque delle Stretto di Hormuz. Una partnership tra Russia e Iran di lunga durata che Mosca intende sfruttare, al pari di Teheran, per porre un freno a Washington e Londra.

 

Abele Carruezzo

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UCINA: RAMMARICO PER IL RINVIO A SETTEMBRE DEL PARERE SUL DECRETO CORRETTIVO AL CODICE DELLA NAUTICA

UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA: FORTE RAMMARICO PER IL RINVIO A SETTEMBRE DEL PARERE SUL DECRETO CORRETTIVO AL CODICE DELLA NAUTICA, LA CUI L’ADOZIONE ERA PREVISTA ENTRO IL 12 AGOSTO

CECCHI: ORA CONFIDIAMO NEL DISEGNO DI LEGGE DEL SENATO PER POSTICIPARE I TERMINI DI SCADENZA E APPROVARE IL PROVVEDIMENTO ENTRO IL SALONE NAUTICO (19 -24 SETTEMBRE 2019)

La Camera dei Deputati ha rinviato a settembre il parere previsto per l’adozione dell’atto del Governo contenente il Decreto correttivo al Codice della nautica, nonostante la scadenza del termine per l’adozione finale del provvedimento da parte del Presidente della Repubblica fosse prevista il prossimo 12 agosto.

Il Decreto correttivo al D.lgs 229/2017, che ha riorganizzato il Codice della nautica, è previsto dalla legge delega che ha dato vita alla riforma, con la possibilità di un secondo intervento normativo di completamento e messa a punto normativa, da attuarsi entro 18 mesi dall’entrata in vigore della riforma stessa.

La corsa contro il tempo per rispettare i termini per la sua adozione sostenuta da UCINA Confindustria Nautica in tutti i modi possibili, anche coinvolgendo Palazzo Chigi, al momento si è rivelata vana. La stessa UCINA aveva rinunciato ad andare in audizione al Senato, al fine di evitare ogni allungamento della discussione.

Ora l’Associazione auspica che il disegno di legge approvato in tempi lampo, proprio da Palazzo Madama e contenente la proroga dei termini – e quindi poter comunque approvare il correttivo dopo il 12 agosto – venga ora approvato dalla Camera entro la pausa estiva.

“In questi sei mesi ci siamo impegnati fortemente al fianco del Direttore della direzione competente e con il Capo Dipartimento dei Trasporti, Dott. Mauro Coletta e Cons. Elisa Grande” – commenta il Presidente di UCINA Confindustria Nautica, Saverio Cecchi – “li ringrazio entrambi per il lavoro di confronto svolto con l’Associazione, volto a completare la riforma del 2017 e introdurre ulteriori elementi di competitività della bandiera e del sistema italiano. Abbiamo intrapreso ogni iniziativa affinché il testo fosse adottato il più rapidamente possibile dal Governo, con i pareri di tutti i soggetti coinvolti, e inviato alle Camere”.

“Il titolare delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha preso con me un impegno preciso per il supporto al rilancio del settore. A questo punto la nostra filiera si aspetta ogni sforzo perché tale impegno venga rispettato e confido nell’azione del Ministro”, conclude il Presidente Cecchi”.

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Il decreto correttivo al D.lgs 229/2017 adottato in via preliminare da Palazzo Chigi e inviato per il parere alle Camere contiene interventi su 31 articoli. Fra i principali, il decreto prevede di:

· completare l’intervento di razionalizzazione e di semplificazione amministrativa contemplati tra i principi e i criteri direttivi della legge delega n. 167/2015, per favorire utenti e imprese in una logica di competitività internazionale della bandiera italiana

· colmare le lacune di aggiornamento dei procedimenti amministrativi in vista dell’adozione del sistema telematico centrale della nautica da diporto (DPR 14.12.2018, n. 152), al fine di rendere operativo il sistema telematico del diporto e snellire gli adempimenti

· colmare la lacuna del codice vigente, che non consente al cantiere costruttore di un’unità da diporto, ove per qualsiasi ragione non riesca a concluderne la vendita, di poterla immatricolare a proprio nome, per dare sbocco a un mercato a “km zero”

· introdurre nuove forme di utilizzo commerciale delle unità da diporto, in linea con le raccomandazioni espresse dal Consiglio di Stato, per dare supporto alla dinamicità del settore

· stabilire la validità della licenza provvisoria anche per rilascio del ruolino di equipaggio e della licenza per l’apparato ricetrasmittente di bordo, per tagliare le lungaggini che fanno preferire le bandiere britannica, maltese e olandese per le unità medio-grandi

· introdurre un’anzianità di almeno cinque anni di patente nautica per il comando di unità da diporto in attività di noleggio occasionale, al fine di garantire maggiore sicurezza

· dettare una disciplina unica nazionale dell’attività di scuola nautica e dell’attività dei centri di istruzione per la nautica, dando sbocco al confronto con le province e le città metropolitane, per favorire l’accesso al mondo della nautica

· riorganizzare il corso annuale teorico-pratico per l’accesso alla professione di mediatore del diporto, per porre soluzione alle criticità rappresentate dalle Regioni e sbloccare la professione

· introdurre l’incompatibilità tra l’attività di mediatore del diporto e quella di perito, per la tutela del consumatore

· riformulare la figura dell’istruttore di vela professionale, per svincolarla dagli istruttori dilettantistici dei circoli sportivi della Federazione Vela, che altrimenti verrebbero cancellati

· introdurre, su indicazione del Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, norme sulla libera circolazione dei lavoratori in ambito UE, per consentire il riconoscimento dell’equipollenza dei brevetti e delle qualifiche professionali comunitari

· correggere la disciplina delle patenti nautiche, con finalità di inclusione sociale delle persone diversamente abili e degli anziani

· riconoscere le aree per il ricovero a secco di natanti e di piccole imbarcazioni fra le strutture della nautica da diporto identificate dal decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509 (Regolamento recante disciplina del procedimento di concessione di beni del demanio marittimo), per favorire le strutture destinate alla nautica sociale.

Ainop, pronto dm per monitorare la salute delle infrastrutture

Ottenuta l’intesa in Conferenza unificata. Tavolo tecnico per l’alimentazione dell’Archivio

MIT- Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ottenuto oggi l’intesa preliminare, in Conferenza unificata, sullo schema di decreto per l’avvio dell’Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche (Ainop).

Si tratta del primo archivio interattivo e interoperabile, nato grazie a una norma del decreto Genova, che permetterà di essere costantemente informati, in tempo reale, sullo stato di salute delle infrastrutture italiane, così da vigilarne efficacemente la sicurezza tramite una tempestiva manutenzione.

Il dm del Mit, su cui è stata raggiunta oggi l’intesa con gli enti locali, definisce le modalità con cui Ainop dovrà essere alimentata con i dati sulle infrastrutture di competenza da parte di Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano, Enti locali, Anas, Rete Ferroviaria Italiana Spa, società di gestione di concessioni autostradali e aeroportuali, concessionari di derivazione, Provveditorati interregionali alle opere pubbliche, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, Autorità di sistema portuale e logistico, Agenzia del demanio e i soggetti che a qualsiasi titolo gestiscono o detengono dati relativi ad opere pubbliche.

Il dm, tra le altre cose, prevede l’istituzione di un tavolo tecnico permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presieduto dal Direttore Generale per i sistemi informativi e statistici del medesimo dicastero, che dovrà in particolare avviare una sperimentazione delle modalità tecniche di alimentazione dell’Ainop finalizzata a verificare gli effetti in termini organizzativi, gestionali e finanziari; supportare l’attività di ricognizione di tutte le banche dati relative al patrimonio pubblico gestite a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale; integrare e dettagliare le procedure organizzative e tecniche per lo scambio dei dati necessari all’alimentazione di Ainop; coordinare i soggetti conferenti nelle fasi di analisi dei dati, raccolta e organizzazione degli stessi, implementazione dei servizi di cooperazione applicativa per il conferimento dei dati; monitorare il corretto conferimento dei dati ai fini della costante alimentazione dell’Ainop.

E, ancora, il tavolo tecnico al Mit dovrà coordinare la raccolta dei dati, fornire indicazioni tecniche e operative e valutazioni di competenza ai fini della redazione di linee guida, da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, tese alla definizione dei criteri per il monitoraggio, l’analisi e la classificazione del rischio dei manufatti esistenti, anche con riguardo ai carichi transitanti ordinari ed eccezionali, alle criticità idrogeologiche del sito di costruzione e alla pericolosità sismica locale nonché a fornire raccomandazioni ai fini della definizione dei piani e dei programmi di controllo e manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere pubbliche e il monitoraggio dinamico delle stesse. Infine dovrà definire un piano nazionale, a breve e medio termine, per il monitoraggio delle opere pubbliche con l’uso di tecnologie innovative, anche attraverso sistemi di Structural Health Monitoring (SHM).

L’Italia tra Corno d’Africa e Stretto di Hormuz

Roma. L’Italia conferma i suoi interessi nella regione del Corno d’Africa e il suo ruolo a garanzia della sicurezza della navigazione. In questi giorni, il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, con il vice ministro degli Affari Esteri, Emanuela Del Re, è tornata a far visita ai militari italiani di base a Gibuti,  impegnati in diverse missioni in quell’area.

Durante la visita istituzionale, i ministri italiani hanno avuto incontri anche con le Autorità locali. Il ministro Trenta ha affermato che “garantire la libertà di navigazione nella regione è di fondamentale importanza per la sicurezza delle nostre navi commerciali e rappresenta un primo passo per costruire maggiore sicurezza e stabilità in tutta l’Africa”.

A Gibuti, i nostri militari hanno portato a termine un corso di formazione professionale e di addestramento a favore della Guardia Costiera gibutiana. Il programma di addestramento ha previsto attività di anti-pirateria nelle acque del Golfo di Aden e oltre; attività di supporto dei Paesi nell’area e sostegno logistico alle operazioni italiane in Somalia, dove è presente un contingente di circa cinquanta carabinieri in operazioni di training alle Forze di polizia locale.

E’ noto che il Corno d’Africa resta un’area d’interesse strategico per l’Italia, ma anche per Paesi come Cina e Francia; regione di mare che rimane d’attualità per la “guerra delle petroliere”che sta interessando il vicino Stretto di Hormuz. Quest’area di mare sta subendo una forte escalation connessa alle dinamiche dei flussi merceologici che legano Asia ed Europa.

Ultimamente, tale legame geopolitico è stato evidenziato dal nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina, Giuseppe Cavo Dragone, durante la sua presentazione delle linee programmatiche alle Commissioni Difesa di Senato e Camera. “Lo Stretto di Hormuz – ha riferito Dragone – si presenta come un focolaio di tensioni dagli sviluppi imprevedibili, per il quale si sta ventilando l’ipotesi di un pattugliamento navale internazionale per assicurare la libertà di navigazione”.

Sappiamo che la missione di pattugliamento è portata avanti dagli Stati Uniti e Regno Unito, determinati a fronteggiare Teheran, e cercando di coinvolgere gli alleati. Il Parlamento italiano, in questi ultimi mesi, per la missione Ue “Atalanta”, ha autorizzato un impiego massimo di 407 militari, due mezzi navali e altrettanti velivoli a garanzia della stabilità dell’intero Corno d’Africa.

Inoltre, “ l’Italia con le sue unità navali è presente nelle acque limitrofe per sei mesi l’anno, e quindi, se richiesto – ha concluso Cavo Dragone – potrebbe agire nel dare forza al pattugliamento e qualora il Governo ne ravveda la necessità”.  Per ora il Governo italiano non si è espresso, ma il nostro coinvolgimento non è da escludere per interessi commerciali e geopolitici, per la presenza quasi continua nell’area e per l’esperienza dimostrata in tante missioni eseguite sul quel tratto di mare.

 

Abele Carruezzo


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IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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