La Russia spinge per la rotta artica

San Pietroburgo-Il Forum Economico Internazionale (IEF), svolto la settimana scorsa a San Pietroburgo, ha riservato delle news relative alla nuova rotta del Mare del Nord (passaggio sull’Artico russo lungo il corridoio est – ovest e viceversa) che avrà la capacità di variare i “focus” dei traffici via mare dei flussi merceologici internazionali. La rotta Artica è considerevolmente più breve di quella della seta.

Cosa ben nota a Pechino che da anni ha investito enormi quantità di denaro in questo progetto. Non è certo un segreto e men che meno è un caso che il governo di Pechino ha ultimamente varato il primo rompighiaccio cinese, la Xuelong. La struttura logistica e portuale russa è stata potentemente rafforzata dal governo di Mosca anche grazie a ingenti investimenti cinesi.

La realizzazione della città gassifera nell’Yamal con la messa in efficienza del porto di Sabetta ne sono una riprova. Al Forum, il presidente russo Putin ha affermato: “ Oggi ci troviamo di fronte a due estremi, due possibili scenari per ulteriori sviluppi. Il primo è la degenerazione del modello di una globalizzazione universalista e la sua trasformazione in una parodia, caricatura di stesso, in cui le norme internazionali comuni sono sostituite con leggi, amministrative e meccanismi giudiziari di un paese o un gruppo di Stati influenti.”

“Il secondo scenario – ha rimarcato Putin – è una frammentazione dello spazio economico globale e di una politica di egoismo economico completamente illimitato che porterà a una rottura forzata.” Per tutto questo, si è detto al Forum di San Pietroburgo, la soluzione dovrà essere carica di nuovi accordi per uno sviluppo stabile, equo e sostenibile.

Le news: La Compagnia di Navigazione Maersk sta valutando la possibilità di navigare su rotte che consentano di scalare i porti dell’Estremo Oriente e quello di San Pietroburgo per la fine del terzo trimestre del 2019. Sinceramente, ancora non esiste una conferma diretta da parte di Maersk, ma solo fonti giornalistiche russe.

L’interesse nei confronti della notizia è solo di natura economico-marittima, perché rappresenta una rotta alternativa valida est-ovest a quella passando per Suez. La rotta per il Mare Artico, si dice in ambienti Maersk, rappresenta solo una possibilità e si sta valutando quanto potenziale economico potrà offrire e a quale mercato potrà fare riferimento; se si dimostrerà praticabile e redditizia avrà la capacità di diventare un servizio di linea su base regolare. La Compagnia di navigazione danese Maersk è sicuramente il più grande operatore marittimo del mondo, e lo studio di fattibilità della nuova rotta per l’Artico lo sta eseguendo in collaborazione con la società Atomflot, principale operatore di rompighiaccio della Russia.

L’obiettivo è di sperimentare una crescente domanda di trasporto di merci dall’Estremo Oriente alla Russia occidentale da offrire con la società Atomflot. Già l’estate scorsa la Maersk aveva sperimentato la rotta con una portacontainer che la società lo definì “viaggio di prova unico”, mentre quest’anno forse ci ritorna. Il continuo declino del ghiaccio marino artico potrebbe essere un fattore che giustifica la nuova strategia marittima della Maersk; i satelliti dall’inizio di giugno hanno registrato il più basso secondo livello di ghiaccio marino artico come confermato in ambienti universitari della British Columbia.

L’assenza di ghiaccio marino lungo la rotta del Mare del Nord ridurrebbe i costi di spedizione e potenzialmente creerebbe opportunità, come ad esempio nello spostamento di risorse e merci tra i porti artici russi e i porti dell’Asia orientale, che potrebbero essere impediti dalla presenza  di ghiaccio marino.

Con la compagnia cinese COSCO che sta pianificando già quattordici transiti per il Nord Artico, la Maersk potrebbe essere indotta a combattere la concorrenza, preservandosi una quota consistente di mercato, o non cederla a un rivale. Altro indice d’interesse per questa rotta da parte della compagnia danese è l’aver in programma la costruzione di un complesso terminal multi – temperatura e magazzino (da 30 milioni di dollari) nel porto di San Pietroburgo.

 

Abele Carruezzo

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A LECCE IL WORKSHOP INTERNAZIONALE: “PROGETTO QNEST: TURISMO SOSTENIBILE E DI QUALITA’”

Giovedì 27 giugno presso Studium 2000

 

Venezia-Nell’ambito del progetto QNeST – Quality Network on Sustainable Tourism di cui Unioncamere Veneto è partner, giovedì 27 giugno si terrà a Lecce, presso Studium 2000 in via San Nicola, il workshop transnazionale sul Turismo Sostenibile e di Qualità.

L’iniziativa, organizzata dall’Università del Salento che è lead partner di QNeST, punta a trasferire le conoscenze sulle comuni metodologie di sviluppo del brand transnazionale QNeST e di una “rete di qualità” del turismo sostenibile nell’area Adriatico–Ionica. Verranno organizzati B2B per lo scambio di buone pratiche e lo sviluppo di itinerari sostenibili e standard qualitativi per una comune strategia turistica e partecipazione alla micro fiera con la possibilità di promuovere il proprio territorio.

L’incontro salentino prosegue le attività di local training organizzati da Unioncamere Veneto nei mesi di ottobre 2018 e gennaio 2019 ad Abano Montegrotto. QNeST, progetto europeo approvato nell’ambito del programma Interreg Adrion, coinvolge sette partner della fascia adriatico-ionica: Unioncamere Veneto, Dipartimento Beni Culturali dell’Università del Salento in qualità di ente coordinatore, Università di Ljubljana, Agenzia Istriana per lo Sviluppo (IDA), Direttorato per lo Sviluppo delle Piccole e Medie Imprese del Montenegro, Technological Educational Institute of Epirus, Camera di Commercio di Xhanti.

Obiettivo del progetto è valorizzare il patrimonio storico-architettonico, culturale e ambientale, le tradizioni, l’enogastronomia locale e l’accessibilità nel settore turistico in Italia e nei quattro Paesi partner (Grecia, Montenegro, Croazia, Slovenia) al fine di promuovere un turismo sostenibile e creare un’identità adriatico-ionica. Attraverso il partenariato internazionale, QNeST diffonderà la conoscenza di buone pratiche coinvolgendo operatori culturali, ambientali, turistici, istituzioni, enti pubblici e privati che vogliono contribuire a un turismo di qualità e sostenibile.

Unioncamere del Veneto in qualità di partner di progetto ha coinvolto nell’attività di progetto  Assoturismo Confesercenti del Veneto Centrale e Viaggiare Curiosi – Agenzia di Turismo Sostenibile (Montegrotto – Abano Terme) che parteciperanno al workshop trasnazionale di Lecce.

Per info e partecipazione:

unisalento@qnest.eu

www.qnest.eu

Srm: Presentazione del 6° Rapporto Italian Maritime Economy

Napoli-Giovedì 4 luglio 2019, ore 10:30, SRM presenterà il 6° rapporto annuale “Italian Maritime Economy”, dal titolo “Nuovi scenari nel Mediterraneo: Suez e la Cina, le strategie dei grandi carrier, le nuove tecnologie e le rotte dell’energia“.
Il Rapporto delinea i nuovi scenari economici e marittimi che impatteranno sulla competitività del nostro sistema Paese, nonché sugli assetti delle rotte globali e sulle infrastrutture. Ai partecipanti sarà distribuita copia gratuita del volume in edizione limitata

Concluderà i lavori Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo.

La presentazione del 6° rapporto annuale di SRM coincide quest’anno con l’apertura del meeting internazionale organizzato dal FeBAF – Federazione Banche Assicurazioni e Finanza, dal titolo “Financing Maritime Economy, Investment and Social Development in the Mediterranean“, che continuerà nel pomeriggio di giovedì 4 luglio e nella mattinata di venerdì 5 luglio.

Le due giornate si svolgeranno a Napoli, presso Palazzo Piacentini, sede di Intesa Sanpaolo, in via Toledo 177.
Il programma completo sarà disponibile ad inizi della settimana prossima.

E’ possibile effettuare un’unica registrazione per entrambi gli appuntamenti compilando il form presente al link sottostante.
La sala dispone di posti limitati, gli accessi saranno gestiti in base all’ordine di arrivo, previa registrazione.

Registrazione

DIGITALIZZARE E SEMPLIFICARE: CONFETRA PRONTA A OFFRIRE IL SUO CONTRIBUTO AI PROGETTI DELL’AGENZIA DOGANE E MONOPOLI

ROMA-Confetra guarda con grande interesse al “Progetto speciale per la digitalizzazione delle procedure doganali nei porti”, presentati ieri, a Roma, dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Gli obiettivi di velocizzare e omogeneizzare le procedure doganali presso i nostri porti e semplificare gli adempimenti amministrativi, attraverso le nuove tecnologie digitali, riducendo così tempi e costi dell’intero processo di sdoganamento, non possono che trovare il nostro convinto sostegno, rispondendo alle criticità più volte evidenziate dagli operatori del nostro settore.

In particolare, è condivisibile e strategico non solo per la filiera dei trasporti e della logistica, ma per l’intera economia italiana, l’obiettivo indicato nel suo intervento dal direttore di ADM Benedetto Mineo, di “arrivare a una catena logistica senza soluzione di continuità in cui merci sdoganate in mare transitino celermente nel porto grazie alla gate automation, per indirizzarsi quindi a destinazione lungo un fast corridor”, con l’intenzione di “contribuire alla riduzione delle inefficienze nella movimentazione multimodale delle merci, così da aumentare la competitività del sistema portuale nella rete transeuropea e attrarre nuove correnti di traffico”.

Oggi i tempi di transito delle merci nel viaggio tra origine e destinazione sono un elemento decisivo di competitività dei sistemi produttivi, al pari di quelli più tradizionali (costo del denaro, credito, flessibilità del lavoro, produttività, oneri burocratici). Occorre quindi superare un vecchio approccio che vede i due settori della produzione e della logistica come universi separati. Oggi i clienti sono globali, dal punto di vista sia del prodotto che del servizio. Dunque, la competitività del sistema Paese dipende dalla riuscita del matrimonio tra manifattura e logistica e dalle sinergie di sistema.

E a dimostrazione della funzione strategica per la nostra economia di “una catena logistica senza soluzione di continuità”, un flusso merci senza tempi morti, colli di bottiglia e diseconomie, occorre sempre ricordare che le attività dei terminal portuali, del cargo merci ferroviario e di quello aereo, l’autotrasporto, l’attività logistica dei magazzini e dei corrieri, gli interporti, i servizi postali, le imprese di spedizioni internazionali e tutte le altre attività economiche legate al nostro settore, rappresentano il 9% del Pil nazionale, 108 mila imprese e 85 miliardi di valore.

Un altro progetto strategico di ADM, complementare alla digitalizzazione delle procedure doganali nei porti, la cui realizzazione sta particolarmente a cuore a Confetra, è lo “Sportello unico doganale e dei controlli” (SUDOCO), che porterà sotto la gestione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli gli oltre 80 tipi di controlli diversi cui oggi le merci possono essere soggette in entrata e in uscita dai porti.

Sarebbe una rivoluzione a lungo attesa, frutto di una nuova concezione del rapporto tra amministrazione pubblica e operatori economici che, orientato allo sviluppo, consentirà agli stessi operatori di interagire per via telematica attraverso una “interfaccia’ unitaria per la richiesta, il controllo e lo scarico di certificazioni, nulla osta e autorizzazioni.

Confetra, che rappresenta l’intera filiera logistica in tutti i suoi segmenti non farà mancare ad ADM il proprio supporto e contributo di idee e proposte nell’implementazione di progetti di digitalizzazione e semplificazione che hanno tutto il potenziale per fare da volano della nostra economia.

MERCI SUPERVELOCI NEL TRANSIT-TIME: PARTE DAL PORTO DI BARI UN MODELLO DA ESTENDERE SU SCALA NAZIONALE UNA PIATTAFORMA TELEMATICA DIGITALE CHE RIVOLUZIONERÀ I CONTROLLI DOGANALI NEI PORTI

Il porto di Bari sarà il primo porto italiano a sperimentare il nuovo progetto speciale per la digitalizzazione delle procedure doganali, grazie all’imponente infrastrutturazione tecnologica di cui è dotato. Questa mattina nella sede nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è stato illustrato un progetto speciale per la digitalizzazione delle procedure.

Un modello da estere su scala nazionale che ridurrà grazie ai fast corridors, al preclearing, alla dematerializzazione, alla internet of the things e alla tecnologia 5 G e all’intelligenza artificiale il transit time delle merci. Il progetto è stato predisposto dall’Agenzia delle Dogane e prevede la collaborazione di tutti gli stakeholders coinvolti nel ciclo portuale.

Bari, quindi, come assunto come esempio di best practice per via dei risultati eccellenti riscontrati dal progetto pilota sviluppato nell’ambito del Programma operativo nazionale Infrastrutture e Reti 2014-2020 che, nell’ottica delle tecnologie 4.0 (Internet of things – IoT, Blockchain, Intelligenza artificiale, ecc.), prevede la completa digitalizzazione delle procedure di imbarco e sbarco, ingresso e uscita dai nodi portuali (Gate automation), del controllo sul processo logistico di stoccaggio e controllo merci e del pagamento delle tasse di ancoraggio e di quelle portuali

Nel corso dell’incontro, il direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’AdSP MAM, Mario Mega, ha illustrato come la tecnologia stia agevolando sensibilmente il lavoro nel porto di Bari, velocizzando gli adempimenti, ottimizzando il ciclo portuale, aumentando la sicurezza e la capacità di controllo da parte delle Forze dell’Ordine e della Dogana.

“Ritenendo fondamentale investire nella tecnologia – commenta il presidente dell’Ente Ugo Patroni Griffi- già nel 2018 avevamo portato l’alta velocità nel porto di Bari, che ci consente un più approfondito monitoraggio ambientale, maggiore efficacia nel public safety, miglioramento nelle performances di attrazione turistica, nonché maggiore precisione nei controlli di security. Inoltre, le già avanzate dotazioni tecnologiche, soprattutto nel campo della security, di cui dispongono i 5 porti del sistema, sono state recentemente implementate dal progetto ISMAEL (Integrated SysteM for the Assessment of Environmental impacts in transport Logistics).

Si tratta di un software innovativo che  consente di effettuare analisi predittive sul livello di emissioni globale nelle aree in esame, consentendo agli attori principali, attraverso l’utilizzo di un DSS (Decision Support System), “l’Internet of Things” e i “big data,” la programmazione efficace della movimentazione delle merci, la prevenzione dei rischi derivanti dalla congestione del traffico, la riduzione complessiva dell’impatto ambientale rinveniente dalle attività (es. carbon footprint, polveri, radiazioni, ecc). abbiamo messo a disposizione dell’Agenzia delle Dogane e di tutti i principali attori di questo progetto il nostro know-how al fine di efficientare sensibilmente il transit time delle merci nei porti e negli snodi logistici.”

Il progetto speciale a livello nazionale sarà condotto in raccordo con l’Agenzia per l’Italia Digitale nell’ambito delle strategie nazionali per la trasformazione digitale del settore pubblico e del Paese, previste nel Piano Triennale per l’informatica 2019-2021, e si articolerà in più fasi. La prima fase riguarderà la definizione del modello generalizzato di interoperabilità per lo scambio dati tra i sistemi doganali e portuali sulla base del sistema in realizzazione a Bari.

MARIO MATTIOLI, PRESIDENTE CONFITARMA ALL’ASSEMBLEA DI FEDERAGENTI: TROPPI DECALOGHI E POCA UNITARIETÀ

Roma-Il 14 giugno, a Portonovo, Mario Mattioli, presidente di Confitarma, è intervenuto all’Assemblea Generale di Federagenti, incentrata sull’esigenza di “sbloccare” il comparto marittimo-portuale con azioni che incidano sulla burocrazia.

Mario Mattioli nel commentare il “Decalogo per lo Sbloccamare”, presentato da Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, ha affermati che “Certamente vi sono molti punti condivisibili ma, di fatto esistono tanti decaloghi fatti negli anni in tema di sburocratizzazione, a cominciare dalla grande mole di documentazione in materia prodotta da Confitarma”.

“Il problema è a monte – ha sottolineato il Presidente di Confitarma – cioè il cluster marittimo italiano non è ancora riuscito ad esprimere una effettiva compattezza di intenti: ogni componente elabora proposte, tutte in gran parte condivisibili ma spesso caratterizzate da un individualismo che inevitabilmente tende a svalutare l’interesse comune.

“In questo delicato momento per il nostro Paese e in particolare per il nostro settore, è quindi importante essere uniti e solidali. In quest’ottica, come Presidente della Federazione del Mare  – ha aggiunto Mario Mattioli – sarei più che felice di poter accogliere in quella sede tutti coloro che sono disponibili a condividere gli obiettivi per formulare finalmente proposte che veramente possano restituire forza al cluster marittimo italiano”.

“Occorre una vera e concreta volontà a lavorare insieme per un obiettivo comune, prima di chiedere alla politica di essere efficace come regolatore”.

Cagliari: insediato al Mit il tavolo istituzionale sul porto

Al centro dell’attenzione la situazione delle attività di transhipment portuale

Si è insediato al Mit il tavolo istituzionale per affrontare la situazione delle attività di transhipment nel porto di Cagliari.

Al tavolo, presieduto dal Capo di Gabinetto del Mit, hanno preso parte il Prefetto di Cagliari, gli assessori al Lavoro e ai Trasporti della Regione Sardegna in rappresentanza del Presidente Solinas, il Presidente e il Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e il Presidente di Cict, oltre al Direttore Generale per la Vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne del Ministero.

Nella riunione si è preso atto della situazione particolarmente delicata in cui versa il settore del transhipment nel porto di Cagliari. Tutti gli interlocutori hanno riconfermato l’intenzione di trovare delle soluzioni che garantiscano, nell’immediato, il mantenimento di livelli di traffico accettabili e, conseguentemente, i livelli di occupazione, all’interno delle prospettive del contesto più generale dell’ambito portuale.

Il tavolo, allargato come richiesto dalle istituzioni regionali, è stato riconvocato per la prossima settimana.

Implementazione delle strutture e potenziamento dei servizi: AdSP MAM investe risorse ed energie per migliorare le condizioni di viaggio da e per l’Albania

Bari-Il traffico con la vicinissima Albania rappresenta per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale uno dei propri principali core business, per via degli ingenti volumi di traffico che annualmente i porti di Bari e di Brindisi gestiscono da e per il Paese delle Aquile. Proprio per questo motivo, l’implementazione delle strutture e il miglioramento dei servizi rivestono per il management dell’Ente portuale carattere di priorità.

Nelle more delle stringenti normative internazionali in tema di sicurezza, afferenti principalmente i controlli nelle aree extra-Schengen, imponente è stato il lavoro dell’Ente per valorizzare le strutture esistenti, con l’obiettivo di offrire a passeggeri e Forze di Polizia le migliori condizioni di confort possibili. Un lavoro reso possibile grazie alla continua, costante e virtuosa sinergia istituzionale istituita con il Consolato Generale di Albania.

A Bari, nello specifico, l’AdSP MAM ha riqualificato e rimodulato le postazioni di controllo a servizio del personale della Polizia di Frontiera, installate nella zona sterile e interna alla stazione marittima. Un intervento articolato che ha interessato, anche, la riconfigurazione della recinzione perimetrale di sicurezza della port facility, molo S. Vito lato banchina n. 4, con l’introduzione di una copertura spaziale all’interno della zona ristretta dell’impianto portuale.

Lo spostamento della recinzione esterna ha consentito di ottenere, infatti, un luogo protetto per i passeggeri che sbarcano dalle navi traghetto ormeggiate presso le banchine della port facilty, portando da due a quattro il numero delle postazioni di controllo, una di emergenza, a servizio del personale della Polizia di Frontiera. Strutture, tre delle quali multifunzionali, assolutamente in linea con le normative Schengen che prevedono che i controlli di polizia siano eseguiti frontalmente. Interventi, questi, mirati a diminuire i tempi di attesa per i controlli e ad agevolare il lavoro delle Forze dell’ordine.

La stazione marittima, inoltre, ha acquistato spazi più funzionali e sicuri: le vecchie e fatiscenti strutture sono state rimosse, liberando il corridoio centrale, e sostituite con le nuove postazioni dislocate in maniera più efficiente, rendendo maggiormente funzionale il porto di Bari rispetto alle aumentate dimensioni del traffico Ro-Ro e passeggeri.

Interventi importanti e radicali che hanno comportato per l’Autorità di Sistema Portuale un investimento rilevante di denaro, circa due milioni di euro, e di risorse finalizzato alla rimodulazione e riconfigurazione della Stazione marittima di Molo San Vito. Sono, inoltre, in fase di approvazione e affidamento i lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico a servizio della Stazione Marittima e i lavori di rimodulazione e nuova configurazione dei varchi carrabili della port facility molo San Vito extra Schengen e adeguamento della viabilità finalizzati ad efficientare al meglio le operazioni. L’importo complessivo previsto si aggira attorno ai due milioni di euro.

Sono stati, altresì, effettuati interventi rilevanti anche per la zona di Marisabella, presso l’area deputata alla biglietteria e al check-in; inoltre, sono stati aggiudicati i lavori per ripavimentare il piazzale retrostante la banchina n. 12; sistemare l’impianto audio e annunci, sostituire i condizionatori a soffitto e a colonna non funzionanti all’interno dell’area sterile della Stazione Marittima, sostituire le lampade esistenti con lampade a LED a basso consumo energetico, per tutta la viabilità portuale, sostituire il box prefabbricato da destinare a docce a servizio dei camionisti anche delle navi traghetto per l’Albania

Il dialogo costante con il Console Generale d’Albania a Bari, Adrian Haskaj e l’Ufficiale di Collegamento di Polizia, Artur Beu, i quali hanno spinto e promosso riunioni organizzative da due anni a questa parte con i vari attori reciproci da entrambi i lati dell’Adriatico, ha consentito al Management dell’Ente di recepire le principali istanze rappresentate dai fruitori e di individuare le soluzioni percorribili.

Si è pertanto, proceduto lungo due direttrici: rendere la permanenza in porto per i passeggeri sottoposti a controlli di sicurezza nelle fasi di imbarco e di sbarco quanto più piacevole e confortevole possibile; agevolare il lavoro delle forze di Polizia rendendo, conseguentemente, più fluidi e dinamici i controlli.

Non solo implementazione infrastrutturale. L’Ente portuale  e il Consolato hanno agito anche sul fronte della concertazione governativa e amministrativa, per la realizzazione di innovativi protocolli di sicurezza e controllo, ad iniziare dalla fase dell’imbarco dei passeggeri nel porto di Durazzo, con l’obiettivo di integrare procedure di affiancamento dei poliziotti italiani a quelli albanesi e utilizzare gli avanzati sistemi tecnologici e informatici, particolarmente evoluti nel porto di Bari.

“Consideriamo coloro i quali usufruiscono dei nostri porti non passeggeri, ma ospiti- commenta il presidente Patroni Griffi- da accogliere, offrendo il maggior confort possibile durante la loro permanenza.”

Ambiente, Costa: “Italia leader mondiale nelle tecnologie ambientali, la Cina è un partner importante”

Terminata la tre giorni in Cina, il ministro dell’Ambiente in viaggio per il Giappone dove parteciperà al G20 ambiente

Roma– Sulla scia dell’Accordo per una Nuova Via della Seta, si è conclusa oggi la missione di tre giorni in Cina del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nel corso della quale ha incontrato il suo omologo cinese, il ministro della Scienza e della Tecnologia e il sindaco di Pechino.

“La Cina è un Paese che sta provando a invertire completamente la propria rotta ambientale. Per questo è stato molto interessante confrontarmi con il loro ministro dell’ambiente. Hanno ammesso di essersi sviluppati in pochi anni in un modo esponenziale a discapito di altri fattori, a partire da quello ambientale. Adesso, la strategia è cambiare il proprio paradigma, come stiamo cercando di fare anche noi in Italia” dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Il governo cinese ci ha assicurati che intende essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici, e questo fa ben sperare perché è importantissimo che il fronte dei paesi ambiziosi cresca e si rafforzi in vista delle sfide che tutto il Pianeta ha davanti. La Cina è un partner importante”.

Il ministro ha partecipato anche alla fiera Ciepec (China International Environmental Protection Exhibition & Conference), una delle più importanti del settore a livello mondiale, visitando il padiglione italiano per conoscere le nostre aziende che si occupano di tecnologie ambientali.

“Italia e Cina hanno iniziato un percorso insieme fatto di confronto e scambio che è molto promettente per raggiungere obiettivi ambiziosi di sostenibilità. Ora dobbiamo lavorare affinché le nostre tecnologie – l’Italia è leader mondiale nelle tecnologie ambientali – vengano usate nelle industrie internazionali per combattere l’inquinamento. Non possiamo lasciare indietro i ricercatori universitari e occorre incentivare la triangolazione tra Stato, ricerca tecnologica e sviluppo sostenibile”.

Il ministro Costa è ora in viaggio per il Giappone dove parteciperà al G20 ambiente. Molti i temi sul tappeto, dalla transizione energetica alla lotta al marine litter, dalla resilienza alla gestione sostenibile delle risorse.

“L’idea della Presidenza giapponese di elaborare una tabella di marcia anche a livello G20 sull’uso efficiente delle risorse è senz’altro importante e utile. Le recenti relazioni che l’OCSE e il Panel internazionale delle risorse (IRP) dell’UNEP hanno fornito alla comunità globale, ci dicono che non è rimasto molto tempo, ma che c’è ancora molto lavoro da fare, per invertire le tendenze allarmanti e insostenibili in termini di consumo di materie prime e impatti sull’ecosistema a livello globale” ha commentato Costa.

ALIS consegna a Manduria documento programmatico al governo sulla crescita sostenibile del paese

“Logistica sostenibile e semplificazione normativa a tutela del Made in Italy”

In occasione dell’evento organizzato da ALIS nella prestigiosa cornice di Masseria Li Reni a Manduria, in provincia di Taranto, il Presidente Guido GRIMALDI ha consegnato al Governo, nelle mani del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud on. Giuseppina CASTIELLO e del Sottosegretario all’Ambiente on. Vannia GAVA, un documento programmatico con proposte concrete per lo sviluppo della logistica sostenibile e la semplificazione normativa a tutela del Made in Italy. Padrone di casa Bruno VESPA, che ha condotto le due sessioni di lavoro apprezzando l’impegno concreto di ALIS nel dare impulso e dignità al settore logistico e trasporti stico del Paese.

“Un abbassamento dei costi dell’intera catena logistica – ha dichiarato il Presidente di ALIS Guido GRIMALDI –, attraverso misure e investimenti per lo sviluppo infrastrutturale, sostenibile ed occupazionale, funge da volano per l’intero Sistema Paese ed accresce il potenziale della domanda estera dei prodotti Made in Italy in termini di produttività e competitività. Per questo ALIS, nel documento che oggi consegna ai decisori pubblici, propone di creare un piano complessivo di valutazione delle performance ambientali delle aziende che investono in ricerca, digitalizzazione e sostenibilità; di varare misure incentivanti strutturalmente durevoli nel tempo in favore dell’intermodalità come Marebonus e Ferrobonus; di intervenire seriamente sul costo del lavoro, puntando sulla riduzione della pressione fiscale e delle aliquote contributive al fine di favorire una maggiore occupazione”.

Queste le linee strategiche e programmatiche, volte ad una crescita strutturale del settore del trasporto sostenibile, che sono state tracciate dall’Associazione ed emerse anche nel Comitato di Presidenza riunitosi proprio a Manduria prima dell’evento alla presenza della Dirigenza di ALIS e dei Coordinatori delle Commissioni tecniche.

“Riteniamo altrettanto prioritario – ha proseguito il Presidente di ALIS – puntare ad una forte semplificazione normativa affinché il Paese possa rilanciarsi su mercati internazionali e, per il Mezzogiorno in particolare, supportare le amministrazioni pubbliche nell’individuazione delle aree ZES, che proponiamo di portare avanti di concerto con le aziende e gli operatori del settore. E’ necessario poi rimodulare alcune tasse che gravano sul nostro comparto, riducendole per gli operatori che investono su mezzi navali e stradali con tecnologie green, come nel caso delle imprese del cluster ALIS grazie alle quali, con l’utilizzo dell’intermodalità, sono stati risparmiati in Italia l’anno scorso oltre 500 milioni di euro in termini di riduzioni del costo del trasporto”.

Il Presidente di ALIS ha affrontato anche il tema del lavoro e dell’accesso alla professione.

“ALIS – ha concluso Guido Grimaldi – continuerà a promuovere la formazione professionale, attraverso collaborazioni con ITS ed Università, agevolando l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro tramite stage e proposte contrattuali con le aziende associate. Abbiamo bisogno di più tecnici e più giovani specializzati al fine di poter rispondere con realismo alle esigenze delle imprese. Sono indispensabili incentivi pubblici per i percorsi formativi, nonché ulteriori agevolazioni fiscali per le aziende che assumono i giovani, soprattutto per contribuire a ridurre il gap esistente tra Sud e Nord del nostro Paese”.

Prima delle due sessioni tematiche  è intervenuto anche il Presidente della Regione Puglia Michele EMILIANO che, dopo aver elogiato l’azione di ALIS “capace di combinare il modello d’impresa italiano con le strategie tipiche del sistema globale”, ha fortemente posto l’accento sull’eccessiva burocratizzazione nel mondo dei trasporti e della logistica. “L’eccessiva burocrazia – ha sostenuto il Governatore Emiliano – è nemica della buona politica. Semplificare può anche significare correre dei rischi, ma bisogna saper valutare proprio il rischio del rapporto costo/benefici”.

All’evento di Manduria sono intervenuti in qualità di relatori i Presidenti delle AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Francesco Maria DI MAJO, del Mar Adriatico Meridionale Ugo PATRONI GRIFFI e del Mar Jonio Sergio PRETE, l’AD di Grimaldi Group Diego PACELLA, il Presidente di Casillo Group Pasquale CASILLO, insieme a Francesco SCIAUDONE, Founding Partner Grimaldi Studio Legale, Alessandro PAONE, Managing Partner LabLaw Studio Legale, Francesca FIORINI, Responsabile Legalis, Giovanni SALERNO, Consulente del lavoro e Marcello DI CATERINA, Direttore generale ALIS.

Proprio il Direttore di ALIS Marcello Di Caterina ha rivolto un ringraziamento all’intero cluster ALIS e, in particolare, a quelle Autorità di Sistema Portuale aderenti come soci onorari, pertanto senza oneri economici, che hanno da subito fortemente creduto nel progetto associativo e nelle azioni programmatiche realizzate finora e proposte per il futuro. Ha inoltre evidenziato gli importanti risultati raggiunti sotto il profilo della politica sindacale e giuslavoristica: “Lo scorso maggio con le Segreterie Generali di CGIL, CISL e UIL abbiamo sottoscritto un Protocollo d’Intesa sulle Relazioni Sindacali che consente all’associazione di aderire con sottoscrizione al Testo Unico sulla Rappresentanza: si è trattato di un’operazione molto importante per la nostra Associazione perché ci consente un confronto costruttivo con il mondo sindacale in favore delle migliaia di imprese e di lavoratori che il nostro Cluster rappresenta”.

Il Governo, rappresentato dai Sottosegretari Gava e Castiello, ha recepito con favore le proposte di ALIS, ribadendo massimo impegno istituzionale nella crescita sostenibile del Paese e del Mezzogiorno.

“Non è un caso che come Ministero dell’Ambiente – ha detto l’on. Vannia GAVA – abbiamo firmato con ALIS lo scorso febbraio un Protocollo d’intesa atto a trovare soluzioni innovative per l’imprenditoria italiana in termini di maggiore sostenibilità. Ci impegniamo quindi a sostenere queste proposte, in linea con la politica del Governo improntata su un dialogo fattivo e concreto tra pubblico e privato per uno sviluppo omogeneo del Paese”.

“Riteniamo necessario – ha dichiarato l’on. Giuseppina CASTIELLO in conclusione dei lavori – offrire alle imprese di trasporto e logistica, ampiamente rappresentate da ALIS, risposte adeguate in termini di nuove ed efficienti infrastrutture e di imminente sburocratizzazione come strumenti necessari per innescare un reale processo di ripresa economica. Le risorse non mancano ed il Governo deve essere fortemente impegnato su questo fronte”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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