Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale: Le decisioni del Comitato di Gestione

Nel corso della seduta odierna il Comitato di Gestione ha espresso parere favorevole al rinnovo sia dell’autorizzazione ex articolo 16 che della concessione ex articolo 18 presso la Darsena 1 del porto di Livorno, per lo svolgimento di operazioni portuali nel settore RO-RO, a favore alla società LIVORNO TERMINAL MARITTIMO s.r.l., con decorrenza 1° gennaio 2020 e scadenza al 31 dicembre 2023.

L’organismo esecutivo dell’AdSP ha inoltre modificato il proprio regolamento di funzionamento per rendere più fluido e proficuo il lavoro.

AdSP del Mare di Sardegna: Prorogata al 31 agosto la scadenza della call internazionale per il futuro del Porto Canale

Nuova data di scadenza per la formalizzazione delle richieste di concessione ex art. 18 per il porto Canale di Cagliari. Questa mattina, con la pubblicazione dell’avviso a firma del Presidente dell’AdSP Massimo Deiana, sono stati prorogati al prossimo al 31 agosto 2020 i nuovi termini per la presentazione delle domande sul compendio portuale cagliaritano. Una decisione, questa, determinata da diversi fattori.

Da una parte, la prosecuzione della situazione emergenziale, che ha spinto alcuni operatori interessati a sollecitare un’ulteriore estensione dei tempi necessari per approfondimenti tecnici e, aspetto non secondario, per le persistenti difficoltà nei collegamenti con l’Isola per l’effettuazione dei necessari sopralluoghi. Dall’altra, le richieste delle Organizzazioni sindacali di attivazione di un nuovo tavolo interministeriale urgente sulla crisi del Porto Canale, le cui risultanze, proprio nella seduta della giornata di ieri, hanno registrato una piena convergenza sull’opportunità di un’ulteriore proroga finalizzata a garantire una più ampia partecipazione di soggetti alla call internazionale.

Tutto invariato, quindi, fino alle 12.00 del 31 agosto. A partire dall’oggetto della concessione: 1.600 metri lineari di banchina, con possibilità di allungamento così come previsto all’interno del Piano regolatore, 16 metri di fondale e quasi 400 mila quadri di piazzale, sul quale sono presenti 6 cabine elettriche, 3 fabbricati destinati ad uffici, mensa, spogliatoi, depositi attrezzature, nonché un Punto di Ispezione Frontaliero (ai quali si aggiunge la possibilità di locale o acquistare dal Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari il relativo parco gru e mezzi per la movimentazione). Immutati anche i contenuti del “pacchetto insediativo”: collegamento alla Zona Economica Speciale di oltre 1.600 ettari; Zona Franca Doganale interclusa, vicinanza al servizio di bunkeraggio navale operato dalla Saras; riproposizione di un Contratto di Localizzazione per il sostegno degli investimenti per l’acquisto di nuove attrezzature.

Così come i criteri di valutazione che terranno conto della visione dell’Ente sul futuro del Porto Canale, la durata del titolo concessorio e l’importo annuale del canone, la cui parte variabile potrà essere soggetta a riduzione in dipendenza dei volumi di traffico che il nuovo terminalista registrerà. Dopo la presentazione, la domanda di concessione ex. Art 18 della Legge 84/94 sarà pubblicata per 60 giorni, termine entro il quale anche altri soggetti interessati potranno presentare delle istanze in concorrenza o eventuali osservazioni ed opposizioni alla stessa.

“Abbiamo ritenuto di dover concedere un’ulteriore proroga dei termini per la sollecitazione di mercato per il futuro del Porto Canale – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – La situazione contingente, ancora estremamente limitante per gli spostamenti da e verso l’Italia e l’estero,  il conseguente rischio di esclusione di potenziali soggetti interessati alla call internazionale, unita alle richieste delle organizzazioni sindacali e, non ultime, alle indicazioni prudenziali del tavolo interministeriale di ieri, ci spingono a riconsiderare ancora la scadenza per la presentazione delle proposte. Il mio augurio è che il 31 agosto possa chiudersi positivamente questa prima fase e procedere con il riavvio definitivo dell’operatività del terminal container di Cagliari”.

Regione Puglia-Borraccino(assessore allo Sviluppo Economico): “blue boost”, dalla Regione convinto sostegno al progetto internazionale per rilanciare la Blue economy come volano per la crescita della Puglia

“Con una variazione di bilancio approvata nei giorni scorsi dalla Giunta, la Regione Puglia ha stanziato 111.000 euro per la prosecuzione delle attività previste nell’ambito del progetto “Blue Boost”, all’interno del programma transnazionale europeo ADRION (Interreg V – B Adriatico-Ionico). Si tratta di una iniziativa di carattere internazionale che punta a promuovere la cooperazione e la solidarietà tra gli otto Stati partner (e cioè Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia) con l’obiettivo di favorire una politica di integrazione tra questi ultimi e rafforzarne la coesione economica, sociale e territoriale.

L’area geografica di riferimento, infatti, tra le due sponde di Adriatico e Ionio, è caratterizzata dalla presenza di regioni molto avanzate nell’ambito dell’innovazione e della Ricerca&Sviluppo, ma al contempo sconta un indebolimento del proprio potenziale, determinato da una limitata cooperazione tra Aziende, Centri di ricerca e Agenzie pubbliche, e da una ridotta attenzione verso temi specifici, come quello della “blue economy”, potenzialmente in grado di rafforzare la competitività di tutta la zona.

“Per questo il progetto “Blue Boost” ha come obiettivo proprio quello di promuovere la ricerca, l’innovazione e le opportunità di business nei settori dell’economia blu, legata al mare, e a migliorare la governance dei bacini marittimi dell’area Adriatico-Ionica, nella consapevolezza che in questo modo, con un utilizzo efficace delle risorse, si possono creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di crescita, tutelando la biodiversità, proteggendo l’ambiente marino e salvaguardando i servizi offerti da ecosistemi marini e costieri sani, e in grado di resistere alle crisi.

In questo contesto la Giunta regionale, nei giorni scorsi, ha confermato lo stanziamento complessivo inizialmente previsto per tutto il progetto di 204 mila e 385 euro di competenza della Regione Puglia, su un budget complessivo pari a circa 1 milione e 489 mila euro, assicurando con 111.000 euro circa la copertura delle spese previste per l’anno 2020.

“Ritengo molto utile questo progetto di respiro internazionale, al fine di rilanciare in tutta la Puglia e, in particolare, nell’area ionica, un nuovo modello di sviluppo in grado di coniugare crescita economica e tutela delle risorse naturali, con particolare riferimento al nostro mare.”

ALIS E CONFINDUSTRIA ALBERGHI: IL TURISMO NON RIPARTE SENZA LA RIPRESA DEL TRAFFICO PASSEGGERI

Marcello Di Caterina: “Chiediamo al Governo di sollecitare le Regioni affinché le regole per il turismo ed i correlati servizi di trasporto siano uniformi ovunque”
Barbara Casillo:” Sciogliere il nodo della mobilità è fondamentale perché il turismo non si muove senza la spinta propulsiva dei viaggiatori”

Nonostante i provvedimenti volti al rilancio dell’economia nazionale, l’Italia sta subendo notevoli rallentamenti in questa fase di ripartenza che dovrebbe caratterizzare soprattutto i settori produttivi più duramente colpiti dall’emergenza Covid-19, tra i quali rientra senza dubbio l’industria del turismo, che rappresenta attualmente circa il 14% del PIL nazionale, e che aumenta in misura esponenziale in alcune Regioni, come Sicilia e Sardegna incidendo in misura rilevante su occupazione e crescita economia.

Il Direttore Generale di ALIS Marcello Di Caterina e la Direttrice di Confindustria Alberghi Barbara Casillo intervengono sulla necessità di garantire uniformità di misure in tutte le Regioni italiane per la ripresa del turismo e dei servizi di trasporto.

“Stiamo rincorrendo una crisi che va molto più veloce dei tempi di reazione della politica e se vogliamo dare al nostro settore la possibilità di ripartire servono azioni rapide ed immediate per tenere il passo con un mercato che risente delle incertezze dovute alle differenti modalità di accesso e collegamento all’interno del Paese e tra Stati europei. Sciogliere il nodo della mobilità è fondamentale perché il turismo non si muove senza la spinta propulsiva dei viaggiatori” dichiara Barbara Casillo, Direttore di Confindustria Alberghi.

“Oggi possiamo affermare che, dopo misure emergenziali previste all’inizio ed altre più strutturali inserite nel Decreto Rilancio, il turismo nel nostro Paese sta pian piano ripartendo. Siamo anche consapevoli che la ripresa avrà un andamento più lento rispetto ad altri settori perché l’intero comparto sta attraversando una situazione drammatica, con altissime percentuali di riduzione delle attività correlate. Al tempo stesso, però, registriamo con preoccupazione – prosegue il Direttore Generale di ALIS – che eventuali ulteriori proroghe di sospensioni successive al 2 giugno potranno avere effetti devastanti sulla ripresa della stagione turistica”.

“Soprattutto in alcune Regioni, come Sicilia e Sardegna, nei confronti delle quali ALIS ripone da sempre massima attenzione per garantire con i propri associati la continuità territoriale, – aggiunge Di Caterina – è necessario avere risposte chiare, concrete ed immediate per la riapertura dei servizi di trasporto destinati al turismo”.

“Chiediamo pertanto al Governo di intervenire a sostegno dell’intera filiera turistica, e del trasporto in particolare, per salvare il salvabile della stagione estiva per scongiurare gravi ripercussioni sull’intera economia – concludono – e di sollecitare le Regioni insulari e soprattutto quelle con scarsa incidenza epidemiologica ad assumere decisioni uniformi per l’intero comparto turistico ed i correlati servizi di trasporto. Auspichiamo che questa situazione di incertezza possa essere superata al fine di garantire una vera ripartenza del Paese”.

CONFINDUSTRIA NAUTICA: un provvedimento dell’Agenzia Entrate danneggia gravemente il noleggio nautico

CONFINDUSTRIA NAUTICA: un provvedimento dell’Agenzia Entrate danneggia gravemente il noleggio nautico, modificando il calcolo dell’aliquota IVA sulla navigazione in acque extra UE, mentre l’omologo ufficio francese rimanda l’applicazione delle misure, frutto delle indicazioni della UE, a causa dell’emergenza Covid-19.

Il Presidente Cecchi: assurda disparità di trattamento, a rischio 5.000 posti di lavoro. 200 aziende pronte a trasferire la sede in Costa Azzurra.

L’Agenzia delle Entrate con la nota del 25 maggio scorso ‘IVA sul noleggio delle imbarcazioni da diporto’ sottopone a pubblica valutazione le disposizioni della legge finanziaria che entreranno in vigore il 3 giugno, al fine di chiudere la procedura di infrazione aperta dalla Commissione UE nei confronti di Italia, Francia, Malta, Grecia e Cipro, nella quale veniva chiesto di rivedere le modalità di calcolo della navigazione in acque extra UE e conseguentemente l’aliquota IVA.

Le autorità francesi, che avevano adottato le medesime disposizioni, hanno comunicato alla Commissione di averle sospese già da settimane a causa della crisi finanziaria che ha messo in grave crisi il charter nautico, come tutto il settore turistico.

“Il governo italiano ha chiesto deroghe alle regole europee per molti settori, specialmente nell’ambito dei trasporti – sottolinea il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi –  ma i ministri Gualtieri e De Micheli si sono dimenticati il charter nautico, un settore che dà lavoro a 6.000 addetti diretti, senza contare l’indotto. Un silenzio assordante anche da parte del Commissario Gentiloni di fronte alla evidente distorsione del mercato, nonostante che il suo Gabinetto sia stato informato da settimane del problema. Invidiamo ai nostri cugini francesi l’attenzione che il fare impresa ha nel loro Paese. Non deve stupire se in poche ore già duecento delle nostre aziende del settore noleggio e locazione si dichiarano pronte a spostare la sede legale in Costa Azzurra.”

Standard globale di pulizia dello scafo di navi per salvaguardare gli ecosistemi marini

Copenaghen. Ogni volta che una delle 80.000 navi mercantili più grandi del mondo fa scalo in un porto, porta con se, attaccate sulla parte immersa dello scafo alcune specie acquatiche straniere: fenomeno  noto come fouling. Se pensiamo ai numerosi scali portuali commerciali operati ogni anno da navi con scafi non abbastanza puliti, avremo che si possono trasferire organismi invasivi da un ambiente marino ad un altro e potenzialmente con danni per gli ecosistemi acquatici locali.

Oltre a considerare che gli organismi che crescono sullo scafo aumentino anche la resistenza al moto della nave e relativo maggiore consumo di carburante fino al 35% (per mantenere la velocità di crociera), aumento di spesa per i bunker e contestualmente maggiori emissioni di CO2. Ora una nave ha bisogno di una pulizia dello scafo (compreso alberi delle eliche e dei propulsori di prua) mediamente ogni due anni, a seconda delle rotte commerciali e dei mari solcati.

BIMCO, la più grande associazione marittima del mondo, ha emesso una serie di linee guida necessarie per proteggere l’ambiente marino dalle specie invasive e ridurre le emissioni di CO2. Attualmente, bisogna rilevare che non esiste uno standard comune per la pulizia degli scafi delle navi per evitare il trasferimento di specie acquatiche invasive, né per i detriti potenzialmente dannosi lavati via nel processo di pulizia. Si è reso necessario così uno standard internazionale per garantire che in futuro la pulizia dello scafo possa essere eseguita in modo sicuro e rispettoso dell’ambiente.

Il nuovo standard di pulizia, per BIMCO, si basa sulla cattura di tutto ciò che è rimosso dalla nave, garantendo l’ambiente marino e portando vantaggi economici ambientali per gli armatori, porti, Autorità portuali e imprese di pulizia e di sanificazione delle acque portuali. La pulizia può essere fatta ‘in acqua’, perché non si dispone a sufficienza di bacini di carenaggio per navi di grandi dimensioni (mineral cargo e tanker); inoltre il costo per giungere in porti attrezzati, per lo scarico della nave, non è compensato da un viaggio a vuoto verso un bacino di carenaggio. Un vantaggio di questo metodo di pulizia rimane quello che raccogliendo i materiali rimossi dalla nave, si ridurrà l’inquinamento da metalli pesanti e scaglie di vernice rilasciate nel mare durante la pulizia. subacquea; si manterrà le prestazioni dei sistemi antivegetativi (es. vernice dello scafo).

Gli armatori sono stanchi dei diversi regolamenti sulla pulizia degli scafi delle navi vigenti in diversi Paesi; l’Australia, Nuova Zelanda e regioni come le Hawaii e la California hanno già implementato un regolamento sul biofouling sulle navi che scalano i loro porti. Per questo BIMCO si è reso consapevole di emanare delle linee guida standard a livello globale: l’obiettivo è di stabilire uno standard riconosciuto dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), organismo delle Nazioni Unite, che governa il trasporto marittimo globale. Il primo passo sarà la consultazione con test pratici dello standard eseguiti con una società di pulizia dello scafo tramite una compagnia armatoriale da svilupparsi entro il 2020.

Una norma di omologazione affronterà i requisiti minimi per l’approvazione dei depuratori in acqua sulla base di test verificati da laboratori accreditati e certificati emessi da società di classificazione navale riconosciute a livello internazionale. Senza uno standard internazionale chiaro per la pulizia, i porti avranno difficoltà a identificare quali compagnie puliscono sufficientemente gli scafi della nave e raccolgono i detriti che sono lavati via dalla nave a un livello soddisfacente. E lo stesso vale per gli armatori. Lo standard di approvazione è ancora in fase di sviluppo e, alla fine, BIMCO chiederà all’IMO l’adozione dello standard e che questo processo richiederebbe dai due ai tre anni.

Abele Carruezzo

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Lettera del C.L.C. Vincenzo Bellomo, presidente dell’Unione Piloti, alla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli

Decreto Legge “Rilancio” – Sostegno al lavoro e all’economia – Corporazioni dei Piloti di Porti

Signora Ministra,

mi permetto di rivolgermi direttamente a Lei perché conosco quanto stimi la nostra professione di piloti dei porti, presidio di salvaguardia della vita umana in mare e di sicurezza dei nostri approdi.

La nostra associazione, che rappresenta gli interessi del servizio di pilotaggio, ha riletto più volte il testo del Decreto Legge “ Rilancio”, nella parte relativa alle “Disposizioni in materia di Lavoro portuale e Trasporti marittimi” e, pur nella considerazione dello stato di emergenza nel quale queste misure economiche hanno visto la luce, è stato rilevato che i destinatari di tali regole non sono stati considerati alla stessa
maniera.

E’ stato visto con favore l’attenzione rivolta alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (ex art. 17 legge 84/94) ed al servizio ormeggiatori per il quale è stato riconosciuto un indennizzo dovuto per le ridotte prestazioni di ormeggio rese da dette società dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019.

Si nota che le misure di sostegno alle imprese, al lavoro ed all’economia necessarie a sorreggere le attività nei porti che, per gli effetti devastanti della pandemia, sono state duramente colpite, derivano dai mancati approdi delle navi, situazione che ha comportato minori introiti anche per le Corporazioni dei Piloti.

Pertanto, non riusciamo a comprendere come mai i piloti non sono stati considerati meritevoli dello stesso sostegno, assicurato al servizio di ormeggio, per il calo dei traffici nei porti italiani derivanti dall’emergenza Covid-19.

Si riscontra che la stessa attenzione non è stata rivolta al servizio di pilotaggio. Forse la motivazione è da ricercarsi nella falsata rappresentazione dovuta al fatto che i loro dipendenti non hanno visto un solo giorno di cassa integrazione mentre la condizione reale in cui versano le Corporazioni dei piloti dei porti, evidenzia, invece, che il peso economico della crisi grava tutto sui piloti effettivi.

Le Corporazioni Piloti italiane, versano in una drammatica diminuzione dei traffici e, quindi, notevole decremento di introiti che – in porti come quelli a maggior vocazione crocieristica o di collegamenti con navi Ro/Ro Passeggeri, e l’elenco risulta veramente lungo – potremmo capitare nella condizione che alcune corporazioni o stazioni dei pratici locali, non possano sostenere il peso dello scossone economico generato dalla situazione sanitaria.

Il servizio di Pilotaggio, come noto, con il Regolamento Europeo 352/2017 è stato escluso dalla liberalizzazione, rimanendo in capo ad esso un penetrante controllo e vigilanza sul suo esercizio. La legge individua il pilotaggio come servizio pubblico e di interesse fondamentale per la sicurezza della navigazione, svincolandolo pertanto da qualsiasi condizionamento di carattere privatistico; i piloti sono i primi a salire a bordo della nave e gli ultimi a scendere e non sono mai venuti meno – soprattutto in questo ed in qualsiasi altro periodo di emergenza – al loro dovere di garantire la sicurezza della navigazione e la continuità dei traffici commerciali.

Si osserva che l’aver fornito sostegno solamente ad uno dei servizi del cluster portuale, non sia risolutiva del problema. L’inserimento del servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure di sostegno all’economia, sarà decisivo per evitare che, senza una misura compensatrice, i mancati introiti dovuti alle ridotte prestazioni, si ripercuoteranno inevitabilmente sulle tariffe per l’approdo delle navi, con un intuibile loro sensibile aumento che potrebbe rendere una minore capacità concorrenziale degli scali italiani, ponendoli fuori mercato con evidenti conseguenze anche per lo stesso servizio d’ormeggio.

Si è certi di un Suo forte intervento – teso a riconsiderare il servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure economiche a sostegno al lavoro ed all’economia, necessarie a sorreggere l’attività delle Corporazioni Piloti – sarà determinante al riconoscimento della professionalità e del ruolo fondamentale dei Piloti, orgogliosamente rivendicata, che si svolge dalla fase di ingresso in porto a quella finale di partenza ed esercitata, caratterizzata, fuori da ogni retorica, dalla dedizione e dall’amore che ogni pilota ha della propria professione.

Nella speranza di avere, a breve, l’immenso onore di in incontro, La prego di accettare i miei più deferenti ossequi.

Venezia, 26 maggio 2020
Il Presidente
Vincenzo Bellomo

Il Presidente Vincenzo Bellomo sul Decreto rilancio: Il Governo dimentica che anche i piloti di porto hanno sofferto le conseguenze della crisi causata dal Covid 19

Pubblicato il cosiddetto DL Rilancio recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 che nel suo articolo 199 riporta “Disposizioni in materia di Lavoro portuale e Trasporti marittimi”.

Abbiamo riletto più volte il comma 6  e, pur nella considerazione dello stato di emergenza nel quale queste misure economiche hanno visto la luce, sentiamo, tuttavia, l’urgenza – come Unione Piloti e rappresentanti del servizio di pilotaggio di fare alcune riflessioni.

Si rileva che tali regole, così come stabilito nelle premesse, dovrebbero essere rivolte a  destinatari, considerati di pari rango, in quanto misure di sostegno alle imprese, al lavoro ed all’economia necessarie a sorreggere le attività che, per gli effetti devastanti della pandemia, sono state duramente colpite.

Pertanto, pur vedendo con favore l’attenzione rivolta alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (ex art. 17 legge 84/94) ed al servizio ormeggiatori per il quale è stato riconosciuto un indennizzo dovuto per le ridotte prestazioni di ormeggio rese da dette società dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019, lo stesso non si rileva per altre realtà portuali.

Infatti, le “ridotte prestazioni di ormeggio” sono dovute ai mancati approdi delle navi.
Addirittura in porti come quelli a maggior vocazione crocieristica o di collegamenti con navi Ro/Ro Passeggeri, e l’elenco risulta veramente lungo, gli accosti delle navi si sono sensibilmente ridotti e, cosa ancor più preoccupante, potremmo trovarci nella condizione che alcune corporazioni o stazioni dei pratici locali, non possano sostenere il peso dello scossone economico generato dalla situazione sanitaria.

Ciò ha comportato, però, minori introiti anche per il rimanente cluster portuale.

Invero, le Corporazioni Piloti italiane, pur in presenza di drammatica diminuzione dei traffici e quindi,  notevole decremento di introiti, i loro dipendenti non hanno visto un solo giorno di cassa integrazione, facendo gravare tutto il peso economico sui piloti effettivi.

La legge ha riconosciuto il pilotaggio come servizio pubblico e di interesse fondamentale per la sicurezza della navigazione, svincolandolo pertanto da qualsiasi condizionamento di carattere privatistico; i piloti sono i primi a salire a bordo della nave e gli ultimi a scendere e non sono mai venuti meno – soprattutto in questo ed in qualsiasi altro periodo di emergenza – al loro dovere di garantire la sicurezza della navigazione e la continuità dei traffici commerciali.

Il servizio di Pilotaggio, come noto, con il Regolamento Europeo 352/2017 è stato escluso dalla liberalizzazione, rimanendo in capo ad esso un penetrante controllo e vigilanza sul suo esercizio. Ne è un esempio la determinazione delle tariffe che devono essere effettivamente, come del resto fino ad oggi avvenuto, strettamente legati ai costi per il servizio aumentato della giusta remunerazione per i piloti.

Bisognerà non sottovalutare che, senza una misura compensatrice, i mancati introiti dovuti alle ridotte prestazioni, si ripercuoterà inevitabilmente sulle tariffe per l’approdo delle navi, con un intuibile loro sensibile aumento e – in una situazione di questo tipo,  in occasione dei rinnovi tariffari – non si potranno  invocare la consueta sensibilità ed il senso di responsabilità  per la ripresa dei traffici.

Pertanto, non avendo notizia che il servizio di pilotaggio sarà destinatario di un provvedimento ad hoc, non riusciamo a comprendere come mai i piloti non sono stati considerati meritevoli dello stesso sostegno, assicurato al servizio di ormeggio, per il calo dei traffici nei porti italiani derivanti dall’emergenza Covid-19.

Si osserva che l’aver fornito sostegno solamente ad uno dei servizi  del cluster portuale, non sia risolutiva del problema. Se, le tariffe d’ormeggio non saranno gravate dei costi derivanti dagli effetti COVID-19, altrettanto non si può dire degli altri servizi portuali e del servizio di pilotaggio che, per effetto degli prevedibili aumenti tariffari dei servizi resi in occasione dell’approdo della nave, si potrebbe determinare una  condizione che provoca una minore capacità concorrenziale degli scali italiani, ponendoli fuori mercato con evidenti conseguenze anche per lo stesso servizio d’ormeggio.

Siamo certi che la Ministra Paola De Micheli,  qualora volesse concederci l’immenso onore di dedicarci un po’ del suo preziosissimo tempo, potrebbe riconsiderare l’inserimento del servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure di sostegno all’economia, riconoscendo così la professionalità ed il ruolo fondamentale dei Piloti, orgogliosamente rivendicata, che si svolge dalla fase di ingresso in porto a quella finale di partenza ed esercitata, fuori da ogni retorica, con la dedizione e l’amore che ogni pilota ha della propria professione.

Porto di Barletta: sottoscritto un protocollo d’intesa tra Amministrazione comunale e AdSP MAM per ristrutturare e rendere fruibile alla cittadinanza lo storico trabucco

Bari-Questa mattina, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa denominato “Molo di Levante” che ha l’obiettivo di avviare una serie azioni finalizzate al completamento della ristrutturazione dell’antico trabucco e del Molo di Levante che conduce alla storica e simbolica struttura.

Nell’ottica di una vision finalizzata ad intensificare e stringere l’interazione tra porto e città, verranno infatti effettuati interventi di manutenzione e messa in sicurezza della diga foranea, proprio per consentire un utilizzo pubblico dell’antico “guardiano” del litorale.

Con il protocollo d’intesa, l’Ente portuale si impegna a stanziare una cifra di 600 mila euro per gli interventi di ristrutturazione, previa approvazione del progetto redatto dal Comune di Barletta che ricoprirà la funzione di stazione appaltante per l’effettuazione dei lavori.

“In un periodo storico particolarmente complesso, -commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- ritengo sia necessario riappropriarsi delle proprie radici identitarie, in grado di trasmettere sicurezza attraverso la diffusione della memoria storica. Il “vecchio ragno”, simbolo di Barletta, evoca, appunto, un forte senso di comunità marinara maturata in seno alle pratiche di pesca da terra, frutto dell’esperienza secolare tramandata di padre in figlio sino ai giorni nostri. Soprattutto in questa fase di ripresa – conclude Patroni Griffi- la Puglia deve puntare sul modello turistico composto da competitività + attrattività + sostenibilità; una formula che si fonda principalmente sul vastissimo patrimonio storico culturale di cui dispone il nostro territorio e che il vecchio trabucco contribuirà ad arricchire.”

“Quello fra la città di Barletta e il mare è un legame stretto che con il completamento di quest’opera sarà rinsaldato per consentire ai più giovani di riscoprire il significato che per tantissime generazioni di barlettani ha avuto il trabucco”, ha detto il sindaco Cannito. “Quel luogo – ha aggiunto il primo cittadino – che appartiene alle storie di vita degli abitanti di questa città, entrerà a far parte del patrimonio culturale e turistico dell’intero territorio e della regione grazie alla riqualificazione del molo di Levante, intervento che lo renderà realmente fruibile e questo è davvero di buon auspicio, oltre che un bell’orizzonte a cui guardare, in un momento come questo, nel quale si cerca, non senza fatica e con prudenza, di pensare e progettare il futuro, di investire nel futuro”.

Tra gli interventi che verranno effettuati sul molo di Levante vi sono:
• rifacimento della pavimentazione;
• installazione di una balaustra anti-caduta, sul lato porto;
• installazione di un sistema di illuminazione a pali;
• fornitura di erogatori di acqua e luce;
• sistema di videosorveglianza;
• lavori di arredo urbano.

In tempi brevi, il Comune presenterà alla Capitaneria di Porto una domanda al fine di ottenere la consegna, ex art. 34 Codice della Navigazione, delle aree interessate dall’intervento e dall’utilizzo come passeggiata a mare.

CS Interclubs Salerno-Palermo: Riprendiamo il mare

Per il ciclo di incontri “Aspettando la Sicily Shipping Days” evento che si terrà a Palermo il 25 e 26 giugno i Presidenti dei Propeller Clubs di Salerno e Palermo, avvocati Alfonso Mignone e Paolo Molinelli, organizzano – il 27 maggio 2020 ore 16, l’interclub “Riprendiamo il mare” che si terrà sulla piattaforma GoToMeeting. Tema del webinar sarà la crisi e il rilancio di armamento, logistica, terminal post covid-19″.

Attenzione particolare sarà data allo Short Sea Shipping e al trasporto passeggeri regionale e interregionale.
Dopo il lockdown  imposto dall’emergenza Covid 19 occorre dunque “riprendere il mare” perché è nella  Blueconomy  che il Sistema Paese potrà giocarsi una fetta importante della ripresa.

Dopo i saluti presidenziali interverranno Salvatore Gambardella in rappresentanza dell’Associazione Italiana degli Armatori Trasporto Pubblico (AIATP) ed Antonio Pandolfo in rappresentanza della Europea Servizi Terminalistici (EST).

Seguirà dibattito con interventi programmati.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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