VIA DELLA SETA: MUSOLINO A SHENZHEN FIRMA PER ASSOPORTI DICHIARAZIONE D’INTENTI PER IL RAFFORZAMENTO DELLE CATENE LOGISTICHE E L’INNOVAZIONE

Shenzhen, Cina-Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, è stato delegato da Assoporti a rappresentare il sistema portuale italiano a Shenzhen in Cina, nel corso della 14a Fiera della logistica internazionale (CILF 2019).

L’appuntamento fieristico, che si tiene nella ricca provincia del Guangdong dal 10 al 12 ottobre, coinvolge oltre 60 mila visitatori e mille espositori e prevede un forum specifico sulla via della seta marittima e sulla strategia portuale globale.

In questo contesto, riunendosi con colleghi provenienti da tutto il mondo nella sala dei ricevimenti dell’Hotel Marco Polo, il presidente Musolino ha sottoscritto una dichiarazione d’intenti, a nome e per conto di Assoporti, con l’obiettivo di promuovere una piattaforma per la cooperazione internazionale tra scali marittimi, in particolare sui temi smart port, green port, internet delle cose e rafforzamento delle catene logistiche.

Il documento sottoscritto riconosce una grande importanza allo sviluppo delle zone franche e al collegamento industriale tra queste e i porti italiani e cinesi, al fine di promuovere i traffici internazionali e rafforzare la competitività delle rispettive economie regionali, innescando, nel contempo, un processo di contaminazione innovativa tra i diversi nodi della catena logistica mondiale.

Avvio della Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova

Presentato oggi presso Palazzo San Giorgio agli stakeholder il percorso di avvio formale della Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova istituita dalla legge 130/2018. L’incontro odierno, che ha visto per la prima volta invitate le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, fa seguito alle riunioni e all’attività istruttoria condivisa nei mesi scorsi con Regione Liguria, Comune di Genova, Struttura Commissariale e rappresentanze degli operatori portuali

L’AdSP partendo dall’illustrazione dello stato di avanzamento delle misure della legge “Genova” 130/2018 riguardanti il porto e il sistema logistico, ha presentato una panoramica sulla ZLS e i propri strumenti attuativi e di governance. In particolare il presidente Signorini ha illustrato i prossimi passaggi formali per dare avvio a tutti gli atti necessari alla piena operatività della ZSL:

la costituzione del Comitato di Indirizzo della ZLS che dovrà comprendere rappresentanti delle Regioni, del MIT e della Presidenza del Consiglio;
la redazione del Piano di Sviluppo Strategico che rappresenta il documento programmatico e operativo ai fini dell’attuazione delle misure previste per la ZLS.

Come unimamente emerso nel corso del dibattito, le iniziative promosse dalla ZLS e l’orizzonte temporale che la caratterizza, costituiscono un’indiscutibile opportunità per lo sviluppo del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e del complessivo contesto produttivo e logistico di riferimento. In particolare, la ZLS rappresenta un elemento di ulteriore valorizzazione dei consistenti interventi infrastrutturali, materiali ed immateriali, che interesseranno l’area portuale e retroportuale.

Per approfondire
Presentazione – Linee di indirizzo per l’attivazione della ZLS Porto e Retroporto di Genova – Legge “Genova” 130/2018

TRANSIZIONE ENERGETICA E MOBILITA’ SOSTENIBILE: RAGIONAMENTI SUL NOSTRO FUTURO TRA ILLEGALITA’ E COMBUSTIBILI ALTERNATIVI

Giovedì 24 ottobre 2019 – Roma, Palazzo dei Congressi – Sala Falco
dalle 14.00 alle ore 16.00

La vera sfida della Transizione Energetica è nella capacità di passare dagli slogan ai fatti concreti a cominciare dalla comprensione e condivisione da parte della gente comune degli obiettivi da raggiungere, delle relative strategie, della loro sostenibilità e fattibilità nei modi e nei tempi. La stessa Greta Thunberg sostiene “Listen to Science”,

“Non ascoltate me, ascoltate la Scienza”: nel sostenere il principio della Neutralità Tecnologica ci sentiamo perfettamente in linea con tale affermazione. Soprattutto per quanto riguarda la mobilità. E’ la politica che deve guidare e facilitare certi processi ma non deve imporli per legge: in genere non funziona. In questo quadro ognuno di noi deve interrogarsi sul proprio ruolo e sul proprio futuro, tra minacce ed opportunità.

Modera:
Dott. Gabriele Masini – Direttore La Staffetta Quotidiana
Intervengono
Prof. Giuseppe Gatti – Presidente Grandi Reti
Avv. Dario Soria – Direttore Generale Assocostieri
Dott. Natalino Mori – Vice Presidente FAI Conftrasporto
Ing. Alessandro Proietti – Presidente Assoindipendenti

Salvamare, Morassut: concluso esame alla Camera

Roma - “In questi giorni, alla Camera, abbiamo concluso l’esame degli emendamenti del provvedimento “Salvamare”, un disegno di legge importante che affronta finalmente il tema della salvaguardia del mare dall’aggressione dei rifiuti e in particolare la plastica. L’Italia ha un primato in questo, avendo anticipato anche la direttiva europea. Con il “Salvamare” apriamo un processo in tema di gestione delle acque con una prospettiva legislativa più strutturata”. Così il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, a margine dell’evento “Un quadro di plastica. I rifiuti e le plastiche in mare”, organizzato da Ispra.

“La plastica dispersa in mare – ha spiegato Morassut – è una grande emergenza che minaccia l’ambiente dal quale proviene la nostra stessa vita. Non dobbiamo dimenticare che la vita viene dal mare è senza il mare è destinata ad estinguersi. La lotta contro la dispersione delle plastiche in mare che vengono dai fiumi e quindi dalla terra e dai nostri comportamenti sbagliati e la battaglia per il riciclaggio dei rifiuti sono al centro delle prime azioni di questo governo. Abbiamo sbloccato l’End of Waste nel giorni scorsi. E ieri abbiamo chiuso in Commissione Ambiente alla Camera l’esame del “Salvamare”. La lotta per un nuovo modello di sviluppo e di vita è fatto di passi concreti”.

Il Sottosegretario Morassut su provvedimento Salvamare

https://vimeo.com/365272435

La Germania per navigare chiede aiuti di Stato

Amburgo. La Germania sta attraversando una delle crisi economiche più difficili dal suo dopoguerra a oggi; è nota a tutti la fase di recessione che il paese alemanno sta soffrendo con il comparto industriale tutto che stenta a ripartire, portandosi dietro altre industrie europee. I porti principali della Germania stanno registrando un calo nelle merci mobilitate rispetto all’anno 2017. Il porto di Amburgo, nel traffico su rotaia tra la banchina e le aree logistiche circostanti l’infrastruttura, segna l’1% in meno rispetto all’anno precedente. Tuttavia, analisti di economia marittima affermano che le perdite sopportate dalla portualità e dalla logistica tedesca sono da addebitare a una crisi finanziaria globale.

Il sistema del trasporto marittimo rimane, però, il fulcro della logistica alemanna; infatti, l’alto valore aggiunto dei servizi di trasporto aereo è compensato dai volumi gestiti dal settore marittimo. Nello scorso 2018 tali volumi hanno registrato un valore cinquantotto volte di più rispetto al trasporto merci gestito negli aeroporti del paese. A volte ci si dimentica del valore economico della cantieristica navale tedesca che rimane a tutt’oggi significativa nelle costruzioni di navi.

Sappiamo che i più grandi cantieri navali si trovano oggi in Corea del Sud e Cina, ma circa l’80% del valore aggiunto nella costruzione di una nave è rappresentato dai fornitori. Secondo un’analisi condotta dalla tedesca Shipbuilding & Ocean Industries Association (Verband für Schiffbau und Meerestechnik, VSM), gli Stati federali di Baviera, Baden – Württemberg e Renania settentrionale – Vestfalia sono località importanti per l’industria delle forniture navali. Aziende come MAN, Siemens, MTU, ZF e numerosi altri fornitori di tecnologia per la navigazione e la propulsione sono attive in queste regioni; il settore delle forniture navali occupa oltre 60.000 persone e genera un fatturato di oltre 10 miliardi di euro.

L’Associazione tedesca degli industriali dello shipping non condivide il successo della Cina e tutte le distorsioni del mercato che stanno portando alla recessione del paese e per questo chiedono una revisione delle strategie politiche dei loro governanti. L’industria marittima tedesca si lamenta dell’intensificarsi della concorrenza internazionale; oggi, i porti di Rotterdam e Anversa hanno superato i porti tedeschi di Amburgo e Brema in termini di crescita. I cambiamenti strutturali nel settore navale hanno avuto conseguenze di vasta portata per la Germania. La sua flotta mercantile si è ridotta da 3500 a circa 2300 navi, con il numero di linee di navigazione che sono passate da più di 400 a circa 330.

Da una prospettiva globale, gli armatori e gli operatori portuali nazionali, di fronte alla concorrenza dell’Estremo Oriente, stanno cercando di unire le forze in Europa nel suo insieme. Sostanzialmente, dal punto di vista politico, lo shipping tedesco sta cercando “aiuti” di Stato e aiuti Ue per far fronte alla concorrenza: questa non è stata fino ad oggi la loro politica e neanche della Commissione Ue, anzi sono sempre intervenuti sugli altri Stati europei con veti e condanne, quando si paventavano simili aiuti (Italia e Spagna ne sanno qualcosa!). L’occasione per i tedeschi a cambiare strategia si è presentata qualche settimana addietro, in occasione della pubblicazione della relazione annuale dell’International Transport Forum (ITF) dell’OCSE:  ITF ha criticato l’assegnazione dei sussidi statali, vale a dire l’esenzione fiscale per gli enti pubblici incaricati della gestione dei porti marittimi in alcuni Stati membri.

Si precisa che in Europa esistono almeno tre tipologie di sovvenzioni: la tonnage tax, le esenzioni fiscali per i carburanti per il trasporto marittimo nazionale e le misure fiscali per ridurre gli oneri salariali dei marittimi; per queste sovvenzioni si spendono circa tre miliardi di euro/anno nei Paesi dell’OCSE – si legge nella relazione dell’ITF -. Fra tutte le sovvenzioni, quella sotto osservazione critica dagli anni ’90 è la tonnage tax che è applicata in varie e diverse forme a molti e differenti ambiti del trasporto marittimo, coprendo anche attività terminaliste e di movimentazione delle merci nei porti, in quasi tutti i Paesi Ue (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Lituania, Norvegia, Olanda, Spagna e Svezia).

E allora, il teorema tedesco aggiornato è il seguente: poiché la Germania si fa carico, per conto Ue (sostenere il Made in Europe nel mondo), di spese in termini di esportazioni e di logistica, per mantenere tale punto di forza, l’industria portuale e dello shipping tedesco deve essere liberata da svantaggi competitivi, ma agevolata con aiuti di Stato e dell’Europa, soprattutto nelle procedure d’importazione. Come dire: poiché l’Italia è porto di frontiera della Ue nella questione “immigrati”, l’industria italiana (Made in Italy) deve essere aiutata?

Intanto, la Federazione delle società e dei terminal portuali privati europei (Feport), con sede a Bruxelles, ha chiesto una revisione degli orientamenti dell’Ue per l’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato, in particolare quelli relativi a porti e terminal; si richiede pertanto un “controllo di idoneità” europeo, come è stato fatto per altri settori, come quello bancario. E ancora, l’Associazione degli armatori della Comunità europea (ECSA) e l’Associazione degli armatori tedeschi, entrambe hanno dichiarato che le norme sugli aiuti di Stato sono “uno strumento altamente efficace  per mantenere e rafforzare il settore marittimo europeo in questo ambiente sempre più competitivo”.

Abele Carruezzo

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Comune di Bari -ZES adriatica: pubblicato il bando rivolto alle aree private

La ripartizione I.V.O.P. rende noto che, nell’ambito del bando regionale rivolto agli enti locali pugliesi, è in pubblicazione l’avviso del Comune di Bari per l’attribuzione delle aree disponibili e non ancora assegnate della Zona Economica Speciale interregionale adriatica.

È possibile presentare candidature a valere su qualsiasi area non di proprietà comunale all’interno territorio cittadino purché dotata di un nesso economico funzionale con la zona portuale, che tenga conto dei requisiti tecnici di ammissibilità e dei criteri di preferenza coerenti con i criteri generali d’identificazione delle aree utilizzati per la redazione del Piano strategico ZES interregionale adriatica approvato.

I soggetti interessati a candidare aree private per l’attribuzione delle aree residue della ZES interregionale adriatica possono presentare domanda entro e non oltre il giorno 15 ottobre prossimo, al fine di consentire al Comune di Bari le necessarie verifiche istruttorie per il rilascio dell’asseveramento e l’invio entro i termini stabiliti dal bando regionale.

“Le Zes devono essere un’opportunità per il nostro territorio – spiega l’assessore Di Sciascio -, per questo motivo, in risposta alle indicazioni della regione Puglia, intendiamo avviare una ricognizione per individuare aree idonee, al di là di quelle di proprietà comunale, afferenti ad altri enti o anche privati, che possano rispondere ai requisiti posti dalla Regione. Il nostro obiettivo è estendere e integrare il più possibile le aree che usufruiranno dei benefici derivanti dal bando regionale in modo da favorire uno sviluppo omogeneo sul territorio e non creare dislivelli tra aree presenti nella stessa zona di riferimento”.

Le istanze dovranno essere inviate al Comune di Bari esclusivamente mediante PEC all’indirizzo infrastrutture.comunebari@pec.rupar.puglia.it, corredate della seguente documentazione:

1. Domanda di candidatura per l’attribuzione delle aree disponibili e non assegnate delle zone economiche speciali interregionali a firma del soggetto interessato (persona fisica o legale rappresentante in caso di persona giuridica) o suo delegato (in caso allegare atto di delega);

2. Copia documento d’identità in corso di validità del richiedente (se persona fisica) o del rappresentante legale (se persona giuridica);

3. Estratto di mappa catastale;

4. Planimetria in scala adeguata dello stato dei luoghi, con l’indicazione dell’area interessata sottoscritto dal richiedente e da un tecnico abilitato;

5. Relazione tecnica descrittiva delle caratteristiche dell’area, con indicazione del nesso economico funzionale con l’Area portuale, che tenga conto dei requisiti tecnici di ammissibilità e criteri di preferenza coerenti con i criteri generali di identificazione delle aree, utilizzati per la redazione del PIANO STRATEGICO ZES ADRIATICA approvato;

6. Dichiarazione attestante l’assenza di vincoli giuridici (a titolo esemplificativo e non esaustivo: esistenza di procedure fallimentari in corso/concorsuali/esecutive/messa in liquidazione) che pregiudichino o ostacolino l’esercizio delle attività d’impresa;

7. Dichiarazione attestante la presenza di tutte le seguenti infrastrutture:

·       strada a servizio dell’area e/o dell’insediamento

·        rete di distribuzione dell’energia elettrica per uso industriale

•         rete di distribuzione del gas

•         rete idrica

•         rete fognaria

8. Supporto digitale contenente i file dei contorni vettoriali “shape” (file.shp).

AINOP, al via l’Archivio informatico nazionale delle Opere pubbliche

Firmato decreto attuativo per la condivisione dei dati e delle informazioni

MIT- Prende il via l’AINOP, l’Archivio informatico nazionale delle Opere pubbliche per  il monitoraggio delle opere in Italia e l’interoperabilità delle amministrazioni coinvolte.

Firmato oggi dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola de Micheli il decreto attuativo del decreto Genova per la condivisione dei dati e delle informazioni relative alle opere pubbliche in Italia.

La firma costituisce un decisivo passo in avanti verso una gestione razionale, coordinata e condivisa delle opere a cui saranno chiamati tutti coloro che a vario titolo, gestiranno, manuterranno, controlleranno e supervisioneranno lo stato di salute delle opere stesse.

L’AINOP permetterà di censire l’ingente patrimonio di opere pubbliche presenti sull’intero territorio nazionale di competenza degli Enti e delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle autonomie locali e di tutti i Comuni.

Attraverso un’unica piattaforma sarà possibile identificare un’opera e la sua collocazione nel contesto territoriale, visualizzarne i dati, le informazioni e i documenti per un monitoraggio tecnico dell’opera che ne prevenga anche le criticità.

Impostare quindi un flusso di lavoro che renda efficiente la creazione, la manutenzione, la gestione e la cessazione dell’opera.
All’archivio sarà affiancato inoltre un Tavolo tecnico permanente, istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ne regolerà lo svolgimento e assicurerà il rispetto delle tempistiche previste.

Una vera rivoluzione in tema di gestione delle opere pubbliche che grazie a un monitoraggio continuo e la programmazione degli interventi, ne assicurerà sicurezza e risparmio.

Assicuratori marittimi sulla prevenzione incendi

Amburgo. Il contratto di “assicurazione marittima” è importante per soddisfare un’esigenza di sicurezza che hanno gli operatori marittimi a fronte dei pericoli che presenta l’attività di navigazione: soccorrere ove insorgano pericoli temuti e connesse questioni di responsabilità. La sezione P&I Club (Protection & Indemnity) dell’International Union of Marine Insurance (IUMI) chiede la revisione dei sistemi di prevenzione incendi a bordo di navi portacontainer e navi ro-ro.

Tutti ricordiamo l’incendio avvenuto il 28 dicembre 2014 a bordo della Norman Atlantic, della Compagnia Visemar Navigazione, noleggiata Anek; come pure l’incendio a bordo della Grande America della Grimaldi Lines del 12 marzo 2019. Quest’ultima, partita da Amburgo, con oltre 2000 autovetture a bordo, 365 container di cui quarantacinque con carico pericoloso, era diretta in Sud America, poi naufragata il 12 marzo 2019 al largo di Finistère, estremità nord-ovest della Francia, dopo un incendio partito da uno dei container.

Questo 2019 ha registrato non pochi incendi a bordo di navi portacontainer (Yantian Express, APL Vancouver, ER Kobe, KMTC Hong Kong) e le relative perizie navali hanno evidenziato la inefficienza di alcuni sistemi di prevenzione incendi non adeguati. L’Associazione internazionale degli assicuratori marittimi ora intende affrontare tali incidenti e analizzare le relative cause con l’obiettivo di ridurre ai minimi termini la probabilità di eventi, come gli incendi, che si verificano a bordo di navi in generale ed in particolare sulle portacontainer.

E’necessario affrontare alcune questioni affermano i periti dei P&I Club; per esempio, la dichiarazione errata o la non dichiarazione di merci pericolose è conseguenza di una manipolazione errata e/o superficiale con relativi stivaggi di merci infiammabili a bordo; i sistemi di rilevamento incendi a bordo e sottocoperta vanno sicuramente migliorati come pure il sistema d’estinzione tramite CO2 nelle stive si è rivelata inefficace.

Le attrezzature antincendio sul ponte sono insufficienti affermano gli esperti P&I, anche dopo l’emendamento SOLAS del 2016. In molte occasioni internazionali, IUMI ha sollevato le proprie preoccupazioni e proposto risoluzioni, come durante l’ultima riunione del Comitato per la Sicurezza Marittima (MSC) dell’International Maritime Organization del giugno scorso. IUMI sarà coinvolta in un seminario di due giorni (17 -19 ottobre prossimi) con le principali parti interessate, organizzato da Gard AS in Norvegia, a Oslo. Gard AS è il maggiore assicuratore dei tredici membri del P&I Club e si colloca al secondo posto nel settore assicuratore marittimo dopo Allianz.

IUMI avrà anche l’opportunità di presentare l’argomento (incendi su navi ro-ro e portacontainer) all’incontro di fine ottobre a Tokio con armatori, costruttori navali e istituti di classificazione navale. IUMI considera il miglioramento della prevenzione incendi sulle navi portacontainer e ro-ro come un argomento d’interesse comune nel settore marittimo. La legislazione e gli obiettivi per raggiungere un ampio consenso sulle misure da adottare per migliorare la situazione non dovrebbero ammettere ritardi.

 

Abele Carruezzo

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RISPOSTE TURISMO: la nona edizione di Italian Cruise Day sbarca a Cagliari venerdì 18 ottobre

Oltre 200 operatori dell’industria crocieristica attesi per una giornata di discussione, confronto e analisi sull’andamento, le prospettive e le sfide della crocieristica nel nostro Paese

Comunicati in anteprima alcuni dati di Italian Cruise Watch 2019: a fine 2019

• Italia prima nazione del Mediterraneo con circa il 40% del traffico crocieristico totale dell’area;

• 9 scali italiani nella “top 20” dei porti crocieristici mediterranei;

• prevista una crescita sia nel numero di passeggeri movimentati (poco oltre i 12 milioni, +8,8% sul 2018) sia per le toccate nave (4.857, +3,2% sul 2018)

Lo stato dell’arte, le previsioni e le prospettive della crocieristica in Italia, dagli investimenti di compagnie e porti alle potenzialità del prodotto, dalla costruzione degli itinerari alle relazioni all’interno della filiera di produzione.

E ancora, l’innovazione nel settore come volano di crescita per il futuro, il rapporto tra flussi di turisti crocieristi e le destinazioni, i modelli di sviluppo degli scali crocieristici del Paese e l’attenzione e l’impegno della crocieristica verso la tutela e il rispetto dell’ambiente.

Sono i temi principali della nona edizione dell’Italian Cruise Day, il forum annuale di riferimento in Italia per il comparto crocieristico ideato e organizzato da Risposte Turismo – società di ricerca e consulenza a servizio della macro industria turistica – quest’anno in partnership con l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna e con il supporto di Clia Europe, in programma venerdì 18 ottobre presso l’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari.

Il forum, presentato questa mattina da Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo – e da Giovanni Chessa – Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, si conferma l’appuntamento di riferimento in Italia per tutti gli operatori del comparto crocieristico (tour operator e agenti di viaggio, compagnie armatoriali, agenti marittimi, rappresentanti delle realtà portuali e molti altri): un’irrinunciabile occasione di approfondimento, business networking e aggiornamento sulle ultime tendenze, le dinamiche, i processi produttivi e le prospettive future del settore.

Oltre 200 partecipanti attesi al forum

Come per le precedenti otto edizioni, il forum si svilupperà secondo un format collaudato che prevede tavole rotonde di discussione e approfondimento, singoli interventi e presentazioni su tematiche centrali nel dibattito sull’evoluzione del settore crocieristico nazionale.

Per la tappa cagliaritana sono attesi oltre 200 operatori tra speaker e delegati in rappresentanza delle diverse categorie professionali interessate al fenomeno, per un’intensa giornata di confronto e dibattito su uno dei settori più dinamici della macro industria turistica.

Dopo i saluti istituzionali, il programma prevede gli interventi di Thomas Boardley – Segretario Generale CLIA Europe, Airam Díaz Pastor – Presidente Medcruise e Daniele Rossi – Presidente Assoporti.

Crociere in numeri: Italia leader nel Mediterraneo

L’apertura del forum sarà dedicata alla presentazione dei risultati principali della nuova edizione dell’Italian Cruise Watch, il rapporto di ricerca realizzato da Risposte Turismo contenente i dati più aggiornati e rilevanti sul comparto crocieristico in Italia e le previsioni per l’anno a venire.

Secondo i primi dati del report comunicati in anteprima, a fine 2019 l’Italia si confermerà la prima nazione del Mediterraneo per numero di crocieristi movimentati nei propri scali (imbarchi, sbarchi e transiti), con circa il 40% del traffico totale nell’area.

Più in particolare, saranno 4 i porti crocieristici italiani nella top ten mediterranea, numero che sale a 9 considerando i primi 20 scali crocieristici dell’area.

Nel dettaglio, Civitavecchia manterrà la seconda posizione alle spalle di Barcellona, sia per numero di passeggeri movimentati (2,56 milioni, +4,94%), sia di toccate nave (827, +8,82%).

Di seguito la posizione nella top 20 mediterranea degli altri scali italiani:

• Venezia: 5° posto (1,55 milioni passeggeri movimentati e 500 toccate nave), stabile sul 2018 per i passeggeri movimentati e per le toccate nave; stabile anche per posizione in classifica rispetto al 2018.

• Genova: 6° posto (1,350 milioni passeggeri movimentati e 268 toccate nave), in forte crescita sul 2018 sia per passeggeri movimentati (+33,48%) sia per numero di accosti (+17,03%); in salita di una posizione in classifica rispetto al 2018;

• Napoli: 7° posto (1,23 milioni passeggeri movimentati e 456 toccate nave), in crescita sul 2018 sia per passeggeri movimentati (+14,61%), sia per numero di accosti (+20,3%); in salita di una posizione in classifica rispetto al 2018;

• Livorno: 11° posto (838,5 mila passeggeri movimentati e 384 toccate nave), in crescita sul 2018 sia per passeggeri movimentati (+6,66%), sia per numero di accosti (+8,47%); in discesa di una posizione in classifica rispetto al 2018;

• Savona: 15° posto (770 mila passeggeri movimentati e 162 toccate nave), in discesa sul 2018 sia per passeggeri movimentati (-9,25%), sia per numero di accosti (-16,49%); in discesa sul 2018 di 6 posizioni rispetto al 2018;

• La Spezia: 16° posto (650 mila passeggeri movimentati e 147 toccate nave), tra i primi 20 porti del Mediterraneo registra la crescita più rilevante per variazione di passeggeri movimentati sul 2018 (+45%); in crescita anche per numero di accosti (+13,95%); nel 2019 entra in classifica per la prima volta;

• Bari: 18° posto (610 mila passeggeri movimentati e 234 toccate nave), in crescita sul 2018 sia per passeggeri movimentati (+6,47%), sia per numero di accosti (+9,86%); in discesa di due posizioni in classifica rispetto al 2018;

• Palermo: 19° posto (570,5 mila passeggeri movimentati e 156 toccate nave), in leggera discesa sul 2018 per numero di passeggeri movimentati (-1,29%), in modo più marcato per numero di accosti
(-9,30%): rimane nella top 20 del Mediterraneo sebbene superata da Bari e Kotor rispetto alla posizione del 2018.

Se da un lato lo studio di Risposte Turismo evidenzia la leadership del nostro Paese nell’area, dall’altro mostra come, complessivamente, in cinque anni la Spagna con i suoi 21 scali crocieristici abbia dimezzato il gap di traffico con l’Italia, passando dai 7,3 milioni di passeggeri movimentati nel 2014 ai 9,7 milioni di passeggeri movimentati nel 2018.

«Gli investimenti e l’impegno degli operatori, e naturalmente la favorevole morfologia nonché la ricchezza storica artistica e paesaggistica, hanno contribuito a determinare la leadership italiana a livello mediterraneo ed europeo» ha affermato Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo. «Il contesto internazionale è però sempre più competitivo – ha proseguito di Cesare -, ed allora occorre guardare a ciò che fanno gli altri, non necessariamente per emularne scelte ed approcci, ma per meglio valutare come stiano andando i nostri risultati.

Questi ultimi, come ripeto da molto tempo, non vanno però intesi unicamente come volumi di traffico, bensì come un insieme di altre fondamentali variabili, tra le quali, solo per citarne una che di fatto ne raggruppa molte altre, la sostenibilità economica e sociale del fenomeno».
Per quanto riguarda le proiezioni aggiornate relative al consuntivo 2019 del traffico crocieristico nei porti italiani, Italian Cruise Watch evidenzia una crescita sia nel numero di passeggeri movimentati (poco oltre i 12 milioni, +8,8% sul 2018), sia per le toccate nave (4.857, 3,2% sul 2018).

A livello regionale, la Liguria riguadagnerà a fine 2019 la prima posizione nella classifica del traffico crocieristico con 2,89 milioni di passeggeri movimentati in 8 scali crocieristici (+21,5% sul 2018) e 739 toccate nave (+3% sul 2018), superando il Lazio, al secondo posto con 2,57 milioni di passeggeri movimentati (+4,9%) e 871 toccate nave (+3%). Sul terzo gradino del podio il Veneto, con 1,55 milioni di passeggeri movimentati (-0,7%) e 500 toccate nave (-0,6%).

«Dopo anni nei quali la soglia degli 11 milioni di passeggeri movimentati sembrava essere un limite invalicabile o quasi – ha continuato di Cesare – il 2019 registra una significativa accelerazione, portando il totale a raggiungere quota 12 milioni. È un risultato che, come negli scorsi anni, dipende sì da una rete numerosa di scali, ma che poggia, oltre che evidentemente sulle scelte di deployment delle compagnie, sulla capacità dei principali porti di continuare ad attrarre navi e passeggeri, sulla scorta non solo della forza attrattiva delle destinazioni ma anche di investimenti rilevanti e lungimiranti. È dunque un comparto che resta fortemente concentrato, come si evince dai dati per singoli porti cosi come da quelli regionali, ma che può garantire vantaggi anche ai territori dove transitano volumi minori di passeggeri, se affrontato nella maniera giusta e con l’opportuna scala di investimento».
Il programma del forum

Dopo la presentazione di Italian Cruise Watch 2019 Italian Cruise Day proseguirà con la tavola rotonda “La crocieristica in Italia: stato dell’arte e prospettive future”, tradizionale appuntamento del forum a cui parteciperanno esponenti di vertice tanto di alcune compagnie attive in Italia quanto di realtà impegnate nella gestione di porti crocieristici.

La mattinata di lavori si concluderà con la consegna del Premio di Laurea ICD (valore: 1.000 euro), dedicato alla migliore tesi di laurea sulla produzione e/o il turismo crocieristici, e del Premio di Laurea Assoporti (valore: 500 euro), conferito all’autore della miglior tesi sulla portualità crocieristica.

Il pomeriggio di Italian Cruise Day sarà arricchito da quattro interessanti tavole rotonda dedicate, rispettivamente, all’innovazione (titolo: “Innovare per crescere”), al rapporto esistente, e a quello che potrà svilupparsi in futuro, tra il turismo crocieristico e le destinazioni (titolo: “Crocieristica e territori”), ai modelli di sviluppo degli scali crocieristici del Paese (“Responsabilità, investimenti e governance: modelli di sviluppo degli scali crocieristici”) e all’attenzione verso l’ambiente, la sua tutela e valorizzazione da parte delle aziende del compatto (titolo: “La crocieristica e l’ambiente”).

Italian Cruise Day è inoltre la Casa dei Porti Crocieristici Italiani: spazio informativo, di scambio e di discussione a disposizione dei terminal crocieristici e di supporto al loro operato. Oltre 20 porti crocieristici italiani parteciperanno presentando le loro novità.

Crociere e lavoro: Carriere&ICD

Come da tradizione, anche la nona edizione di Italian Cruise Day terminerà con la nuova edizione di Carriere@ICD, l’unico career day in Italia dedicato al settore crocieristico che darà la possibilità a 50 giovani desiderosi di intraprendere un percorso professionale in questo comparto di ascoltare presentazioni aziendali e svolgere una serie di incontri e di colloqui one to one con alcune delle più importanti aziende del comparto.

Quest’anno le aziende che incontreranno i giovani durante Carriere@ICD sono AMS Italy, Cagliari Cruise Port, Costa Crociere, Dock & Discover, Intercruises, ITC Inter Trav Corporation, MSC Crociere, Non solo crociere, Planet Cruise, Top Service, Trieste Terminal Passeggeri, Trumpy Tours.

L’iniziativa si inserisce all’interno di Spazio Giovani, l’insieme delle iniziative e delle attività che Risposte Turismo, nell’ambito di Italian Cruise Day, dedica a giovani e studenti e di cui fanno parte anche i citati Premio di Laurea ICD e Premio di Laurea Assoporti.

I main sponsor di Italian Cruise Day ed. 2019 sono Generali Global Corporate & Commercial e SIAT Assicurazioni. Sono sponsor Assoporti, Fincantieri e Global Ports Holding.

La partecipazione al forum è possibile previa iscrizione.

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La Summer School CESARe sull’Economia Circolare: una “Tavola Rotonda” cha parla di futuro

Brindisi-Si è conclusa oggi, presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di Brindisi, la quattro giorni sull’Economia Circolare organizzata dall’Università di Bari Aldo Moro, in collaborazione con il Comune e la Provincia di Brindisi. L’idea nasce dall’interesse sempre più marcato verso nuovi modelli aziendali e dall’attenzione verso nuovi processi industriali sostenibili, protagonisti negli ultimi anni di una vera e propria rivoluzione tra le comunità di tutto il mondo. Anche la Puglia ha voluto dare il suo contributo, confermando la propria presenza e propositività attraverso questo progetto, finanziato da Adisu e Regione Puglia, cofinanziata da quattro aziende pugliesi e denominata CESARe.

La Tavola Rotonda si è aperta stamane alle 10:30 e si è conclusa intorno alle 13:00 alla presenza del gruppo di giovani che ha partecipato con grande interesse all’iniziativa. Eccellenti i relatori, provenienti da tutte le Università d’italia, e d’Europa, che hanno sviluppato durante le quattro giornate un dibattito vivo tra varie tematiche che vanno dall’efficienza nell’uso delle risorse, alla produzione, al consumo e alla gestione dei rifiuti. Ma anche al mercato dei materiali riciclati, all’innovazione, agli investimenti e all’occupazione.

Un confronto tra i diversi stakeholders coinvolti nei processi di sviluppo economico, sociale ed ambientale della Puglia. “ Non c’è Economia senza conoscenza. E se non c’è conoscenza, non c’è Economia”, dichiara il sindaco Riccardo Rossi, che cita alcune Best Practice con le quali l’Amministrazione intende attualizzare l’Economia Circolare per la città. Un esempio concreto lo fornisce l’ASI con un progetto pilota per il Parco del Cillalese, sul tema dello sversamento delle acque in mare.

Il progetto mette in evidenza l’utilizzo, in primo luogo, delle acque meteoriche di dilavamento per gli impianti di raffreddamento industriali, e in un secondo momento quelle delle falde. Altro punto fondamentale è il Centro Studi per la Decarbonizzazione. un -Centro motore- per l’innovazione. Una tematica che dovrà diventare consuetudine, dunque. “L’economia circolare rappresenta un modello importante per la compatibilità e la sostenibilità ambientale; un modello che come Assessorato allo Sviluppo promuoviamo in varie forme”, esprime in un intervento l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Cosimo Borraccino.

E prosegue, “ la Regione Puglia è presente nella transizione ecologica. Una transizione importante nei modelli di sviluppo, e che si prepara ad una modalità comunicativa imponente”. Altrettanto importane è la nota del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, che interviene ricordando le ZES, attive ufficialmemente dallo scorso 25 Settembre, e il ruolo fondamentale che i cinque porti pugliesi ricoprono nella strategia commerciale del Mediterraneo, e ad oggi, inserite nel programma Eco Ports per la sostenibilità ambientale delle aree portuali. E aggiunge, che l’obiettivo sarà la riconversione industriale delle aree portuali, “ chiudendo il cerchio” riguardo lo smaltimento dei rifiuti industriali e dei carburanti nei porti.

Un monito per tutti, cittadini e operatori del mercato, è stato, infine, l’intervento del Prof. Giovanni Lagioia, direttore del Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa dell’UNIBA, che dice:  “ Non si tratta solamente di trasformare un rifiuto. Ma di creare nuovi modelli aziendali. Non bisogna spaventarsi di fronte a nuove frontiere di organizzazione dell’industria e alle nuove tecnologie”. Dopotutto, un cambio culturale e ambientale è possibile, partendo dai piccoli gesti quotidiani di ognuno.

Elide Lomartire


IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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