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CONFITARMA: RINNOVO CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DI LAVORO DEL SETTORE MARITTIMO

ROMA – Il 1° luglio 2015 a Roma, presso la sede della Confederazione Italiana Armatori, è stato sottoscritto l’accordo per il rinnovo sia della parte normativa che della parte economica dei contratti collettivi di lavoro del settore marittimo, accordo che avrà validità fino al 31 dicembre 2017.

Il rinnovo dei contratti scaduti il 31 dicembre 2010 interessa circa 54.500 marittimi imbarcati su navi battenti bandiera italiana a cui si aggiungono 7.800 addetti a terra, per un totale di circa 62.000 lavoratori.Per quanto riguarda gli incrementi retributivi le parti hanno trovato, dopo un laborioso confronto, un’intesa con la quale si è cercato da un lato di dare una risposta economica soddisfacente ai lavoratori e dall’altro di rendere sostenibili per le aziende i maggiori oneri contrattuali.L’aumento retributivo, in linea con le intese interconfederali sulla materia, verrà suddiviso in tre tranches.

Per la parte normativa gli elementi di maggiore spicco sono: semplificazione e razionalizzazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro per i diversi comparti del settore marittimo. In quest’ottica è stato deciso anche di accorpare i vari CCNL del settore in un Contratto Unico Collettivo Nazionale di lavoro del settore privato dell’industria armatoriale; definizione di un nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro molto semplificato applicabile ai marittimi impiegati su navi da carico armate da imprese che operano su traffici internazionali; introduzione nel CCNL dei rimorchiatori della possibilità di definire, attraverso la contrattazione integrativa aziendale e in presenza di condizioni operative idonee, organizzazioni del lavoro a bordo più flessibili, tali da consentire di raggiungere livelli di produttività paragonabili a quelli delle imprese concorrenti degli altri paesi dell’Unione Europea.

Emanuele Grimaldi, presidente di Confitarma, che in più occasioni ha stimolato il rinnovo dei contratti, esprime viva soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto sottolinea “la rilevanza politica che il rinnovo contrattuale riveste per l’intero settore specie in un momento economico non certo tra i più favorevoli. Desidero comunque formulare un sincero apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati per il raggiungimento di questo risultato rivolgendo un particolare ringraziamento a Stefano Messina, presidente della Commissione Relazioni Industriali e Risorse Umane di Confitarma, che ha saputo gestire con particolare professionalità e senso di equilibrio il tavolo negoziale superando anche momenti di grande difficoltà”.

Anche Stefano Messina esprime il suo più vivo compiacimento per il risultato raggiunto che testimonia lo spirito costruttivo che da sempre caratterizza le relazioni industriali del settore. “Abbiamo attraversato anche momenti di forte tensione – ha affermato – dovuti al lungo periodo di crisi economica che ha investito l’intera economia e che ha fatto sentire i suoi effetti anche sul mondo dello shipping. Ma siamo comunque riusciti a condurre in porto una lunga e difficile trattativa senza l’effettuazione di un solo giorno di sciopero.

Peraltro – ha concluso Stefano Messina – auspichiamo che il quadro della trattativa sia completato con la piena attuazione dell’importante intesa sindacale, raggiunta il 26 febbraio 2015, riguardante l’imbarco degli allievi: siamo in attesa che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sciolga la riserva sulla validità del percorso formativo previsto nella citata intesa”.

BIMCO: approvati nuovi documenti

EDIMBURGO – Il Documentary Committee della BIMCO si è riunito, in questa prima settimana di giugno ad Edimburgo, e alla presenza di rappresentanti della Federation of National Associations of Ship Brokers and Agents (FONASBA), del Gruppo Internazionale di P&I Club e INTERTANKO, per approvare nuovi documenti e clausole marittime in linea con le nuove esigenze per lo sviluppo futuro dello shipping.

Dopo circa venti anni, è stata approvata una versione aggiornata del New York Produce Exchange (NYPE) – un contratto di noleggio, Time Charter Party – relativa alla questione molto dibattuta e sospesa da tre anni sulla esibizione di certificati di responsabilità finanziaria per inquinamento di idrocarburi. Tale documento tiene conto anche delle pratiche legali e commerciali di mercato vigenti in alcuni porti (Singapore).

Un altro documento riguarda una nuova aggiunta alla guida BIMCO sul contratto di noleggio per soddisfare specificatamente gli utenti di navi ro-ro/pax: la  responsabilità dei noleggiatori, derivanti da un contratto di noleggio a tempo, riveste anche l’impiego di personale a bordo per servizi di hotel e catering, per la pulizia e la manutenzione di cabine, ristoranti e spazi pubblici, garantendo gli standard d’igiene e benessere dei passeggeri.

Per quanto riguarda i nuovi contratti, il Comitato ha trattato il trasporto di GNL che riveste una quota significativa sempre più crescente del commercio mondiale. Si sta approntando un nuovo LNGVOY Voyage Charter Party per affrontare i problemi tecnici associati a questo commercio specializzato; poiché questo carico può naturalmente “ evaporare”, entro certi limiti, si vuole studiare la possibilità di essere utilizzato come combustibile libero durante il viaggio. Sulle questioni dei “bunker” è stata approvata la clausola Bunker Fuel Sulphur relativa ai Time Charter Parties 2005, risolvendo alcune questioni pratiche. La prima è quella di colmare una lacuna che si verificava in alcuni settori portuali degli Stati Uniti: alcuni noleggiatori erano e sono in grado di presentare una notifica di non disponibilità di combustibile a basso tenore di zolfo senza informare gli armatori; ora si impone questa informativa.

La seconda questione è che diversi carburanti a basso tenore di zolfo non sono sempre compatibili tra loro e quindi il nuovo testo richiede la compatibilità; inoltre, è stato approvato anche un adeguamento per le operazioni di bunker e di campionamento, includendo la clausola che modifica il numero minimo di campioni di carburante da prelevare da sette a cinque. Per affrontare il fenomeno della “corruzione”, (richieste di doni, sigarette, alcool o pagamenti in contanti da parte di funzionari) per agevolare le procedure portuali, il Comitato ha insistito sull’inclusione nei vari contratti di utilizzo di una nave di disposizioni anti-corruzione, per evitare di sopportare da parte degli armatori in casi di violazioni di lievi “fermo tecnico” della nave stessa.

Il lavoro prosegue all’interno di una piccola sottocommissione per elaborare una clausola equa per bilanciare gli interessi di contratto e che stabilisca una procedura da seguire quando gli armatori sono costretti, sotto pressione, a pagamenti illeciti. Infine, per rendere compatibili con i software di vari computer un certo numero di contratti di noleggio è stata affrontata la riformattazione per rendere il layout dei documenti in linea con la tecnologia contemporanea.

Abele Carruezzo

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ASSOLOGISTICA VARA UNA COMMISSIONE DEDICATA ALLA CITY LOGISTICS

ROMA - Varata la nuova Commissione di Assologistica “Distribuzione Urbana/Ultimo Miglio”, che ha inaugurato il suo lavoro con una riunione nel corso della quale si sono presi in esame alcuni dati europei e nazionali sulla distribuzione urbana delle merci, si è discusso il lavoro del gruppo insediato presso il Ministero dei Trasporti (Accordo quadro 27/9/2012) e considerati i risultati di due progetti operativi realizzati a Roma e a Torino.

“Urbanizzazione crescente e congestionamento/inquinamento richiedono approcci logistici sempre più complessi e sempre più coordinati con politiche generali di governance metropolitane. Rispondendo alle esigenze delle imprese associate ad Assologistica, il nostro obiettivo è ricercare approcci e soluzioni dedicate alla movimentazione urbana delle merci, ormai strategica per l’economia” sottolinea il Presidente della NeoCommissione e Consigliere di Assologistica, Arturo Mancinelli.

I lavori e gli approfondimenti della Commissione, che sono coordinati dall’esperto internazionale di Distribuzione Fisica e di mobilità urbana sostenibile Massimo Marciani (Presidente della FIT Consulting) e da Gabriele Panero (Direttore Generale del Gruppo Mancinelli), si svilupperanno negli ambiti della logistica distributiva degli esercizi commerciali “retail”, del Ho.Re.Ca. (Hotel-Recreation-Catering), delle consegne-ritiri urgenti e dell’e-commerce, sempre più in crescita anche in Italia.

Fedespedi: commento di Piero Lazzeri su settori della logistica esclusi

GENOVA – Con riferimento alla creazione di un gruppo di lavoro nominato a livello ministeriale per la preparazione di una proposta normativa riguardante il settore della logistica, trovo singolare che ciò avvenga senza neppure coinvolgere chi rappresenta migliaia di soggetti logistici, che oggi avrebbero bisogno di alleggerimenti normativi e di velocizzazione, e non di nuove proposte da chi forse conosce accademicamente il settore, ma non ne vive i processi, anche a livello internazionale.

La logistica rappresenta, insieme all’economia dei porti italiani, un fondamentale polo di attrazione per gli investimenti, capace di generare ricchezza ed occupazione, catalizzare risorse e stimolare lo sviluppo territoriale.

Peccato che oggi questo straordinario potenziale resti imbrigliato nelle pastoie di una burocrazia e di un contesto normativo distante anni luce da quello che caratterizza i nostri competitors europei maggiormente business oriented.

Lo spread logistico che ci separa dalle migliori pratiche internazionali è riscontrato, ad esempio, dal Logistic Performance Index elaborato dalla World Bank che, nella sua ultima edizione (2014), colloca l’Italia al 20° posto nel mondo all’interno della classifica riguardante la performance logistica, dopo quasi tutti gli altri principali Paesi UE e diversi altri paesi asiatici.

Questa bassa collocazione in classifica, insieme al maggior costo dell’energia e della burocrazia, pesa molto sulla competitività del nostro Paese e costituisce uno dei motivi principali della bassa crescita economica degli ultimi 13 anni.
Al nostro Paese non servono nuove authorities che nascono con la pretesa poi di finanziarsi drenando risorse al settore di competenza, e senza poi ben esprimere lo ‘scope of work’ delle stesse.
Ciò che occorre, ancora una volta, in primis è il coinvolgimento di tutte le categorie operanti nella filiera logistica e, in secondo luogo, una decisa azione di semplificazione normativa che aiuti il settore a traguardare nuovi orizzonti di crescita.

Piero Lazzeri, Presidente Fedespedi

Requisiti per la formazione della gente mare: arriva l’ok del CdM

ROMA – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, del Ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti e del Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha approvato, in sede definitiva, dopo l’acquisizione e alla luce dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, un provvedimento che attua la direttiva dell’Unione Europea n. 2012/35/UE, relativa ai requisiti minimi della formazione della gente in mare.

Lo schema di decreto legislativo – spiega il Ministero dei trasporti in una nota – innova la vigente disciplina sotto diversi aspetti, con lo scopo principale di assicurare, ancora meglio, la presenza a bordo delle navi mercantili che effettuano scalo, ossia arrivano e partono dai nostri porti, di lavoratori marittimi in possesso di idonei certificati di formazione, addestrati ed impiegati in aderenza alle disposizioni internazionali in materia di sicurezza della navigazione.

Il provvedimento interviene, tra l’altro, in materia di enti e di istituti incaricati della formazione degli equipaggi marittimi, individuando responsabilità e doveri delle compagnie di navigazione che gestiscono le navi e dei comandanti delle navi che impiegano gli equipaggi a bordo. Particolare importanza – sottolinea la nota – riveste infatti la previsione secondo la quale l’equipaggio deve essere in grado di coordinare le proprie attività nelle situazioni di emergenza, ai fini della sicurezza della navigazione, della prevenzione e del contenimento dell’inquinamento marino.

Il provvedimento, anche in aderenza a quanto stabilito a livello comunitario, prevede inoltre un sistema di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive volto a reprimere i casi di violazione delle disposizioni previste a tutela della sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino, sotto la vigilanza del personale specializzato del Corpo della Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

Corridoi doganali: la semplificazione delle procedure secondo Grasso

ROMA – Di seguito una dichiarazione di Sebastiano Grasso, Vicepresidente di Assologistica, sui corridoi doganali. “Abbiamo tutti letto sulla stampa di settore delle ultime tre settimane, quale levata di scudi abbia provocato la decisione di semplificare le procedure doganali in porto.

Sembra che molti di questi detrattori (presenti soprattutto nel sistema portuale del Levante ligure) non si rendano conto che solo rendendo più’ efficiente e flessibile il ciclo doganale, sia in import che in export, si può attirare più carico e, proporzionalmente, meno contenitori vuoti sulle nostre banchine. A loro giudizio, basterebbe il preclearing a soddisfare le richieste di tutto il mondo degli importatori e non ne vogliono sentir parlare di “corridoi”, dimenticando apparentemente anche le logiche che stanno sottese alle TEN-T le quali, di fatto, sono un sistema di corridoi all’interno dei quali far fluire le merci nel modo più veloce, intelligente e capace di soddisfare le diverse e variegate richieste dei possessori/acquirenti delle merci stesse.

Ma queste posizioni negative sui corridoi “appaiono e sembrano” di totale chiusura: in realtà questi strenui detrattori dei corridoi hanno trascurato di dire che con nota nr. 44053 del 13 aprile 2015 l’Agenzia delle Dogane ha attivato in via sperimentale i “Fast Corridor su strada”. Viene quindi da pensare che la modalità di trasporto possa influenzare le opinioni e le posizioni conservative di un certo tipo di operatori doganali: forse costoro hanno aggiunto alla loro professione originaria un’altra attività che è molto più lucrosa di quella che dichiaratamente sembrano voler difendere a spada tratta.

Sono evidentemente diventati forti intermediari dell’autotrasporto. Allora si comprende perché prende il via il Fast Corridor stradale, ma quello Ferroviario, che certamente è molto più coerente sia alle logiche europee delle TEN-T che al tema delle garanzie di controllo durante il trasporto (un treno è vincolato ai binari della rete ferroviaria … il camion va controllato con UIRNET, altrimenti ….), deve morire prima ancora di nascere per essere solamente testato.

La dimostrazione è evidente: dopo due settimane l’Agenzia delle Dogane non “se l’è ancora sentita” di emanare il disciplinare del Fast Corridor su ferrovia: evidentemente a Roma arrivano gli effetti indiretti di tutte le pressioni esercitate in ambienti politici anche di opposti schieramenti dai detrattori di queste logiche semplici, che danno ai paesi del Nord Europa (i nostri famigerati ma, ahimè, intelligenti concorrenti) un vantaggio di operazioni e di mentalità’ che non colmeremo mai. Ci chiediamo anche come possa l’Agenzia delle Dogane indulgere nell’agevolare una modalità di trasporto anziché un’altra: di fatto, è quanto sta accadendo ….. ma allora, non abbiamo tutti gli stessi doveri e gli stessi diritti? Può l’asserzione – foglia di fico!!! – di non avere ancora perfezionato una procedura di per sè banale, togliere diritti che nascono per essere uguali per tutti???? Alla fine, signori, sono le merci che guidano rotte, corridoi e scelte logistiche ….. e sono le merci che chiedono offerte di servizio complementari o alternative: questo vale per tutti i segmenti della logistica, quindi anche nel mondo delle operazioni doganali!

Il coraggio di cambiare dovrebbe essere connaturato alla natura dell’impresa: l’imprenditore che ha solo il desiderio parossistico di difendere il suo orto, si chiude all’innovazione che va invece accompagnata , sostenuta e sfruttata.

Ma forse questi non sono pensieri adattabili ad alcune nostre realtà’ italiane “rigide e localistiche”. Miopia imprenditoriale o amore per le posizioni di rendita?? Tra qualche tempo sapremo la risposta….e ci lamenteremo, come al solito, come sempre….”.

OIL & GAS: NUOVI MODELLI PER GLI SVERSAMENTI DI PETROLIO

MILANO – Qual è il prezzo degli sversamenti di petrolio? Come gestire un’emergenza nel Mare di Norvegia in estate? e in inverno? A queste domande darà una risposta DNV GL – OIL & GAS, l’advisor tecnico leader a livello mondiale, in occasione dell’Offshore Mediterranean Conference di Ravenna, l’appuntamento biennale più importante per il settore dell’Oil & Gas nel Mediterraneo.

Anche grazie alla pubblicazione della nuova direttiva UE (2013/30/EU) sulla sicurezza delle operazioni offshore, cresce l’attenzione alla tutela ambientale dell’intero settore. Gli operatori, oltre a dover applicare i più alti standard di sicurezza, devono dimostrare di poter garantire interventi di risposta alle emergenze per limitare i danni ambientali in caso di incidenti e di poter far fronte, anche economicamente, alle conseguenze degli stessi. Prevenzione, reazione e responsabilità finanziaria è quanto richiesto alle aziende operanti nel settore offshore.

Il cambiamento di approccio, richiesto dalla nuova direttiva offshore, è forse il più significativo degli ultimi decenni. A fianco della sicurezza e della tutela delle persone – da sempre in cima all’elenco delle preoccupazioni di compagnie e stakeholder – la tutela dell’ambiente acquisisce una nuova centralità. Mai come oggi è importante per gli operatori del settore adottare strumenti adeguati per condurre operazioni più consapevoli.

Gli esperti di DNV GL da sempre operativi nello sviluppo di standard e best practice di settore, in collaborazione con autorità ed enti regolatori, hanno messo a punto nuovi modelli di riferimento per la quantificazione dell’impatto economico degli sversamenti di petrolio e per valutare la validità degli interventi di emergenza (nei diversi contesti) che verranno illustrati in Italia in occasione dell’OMC di Ravenna.

Fabio Lo Brutto, Business Development Director Italy di DNV GL – OIL & GAS, ha commentato “è importante che l’industria dell’Oil & Gas continui a investire nella sicurezza e tutela dell’ambiente, nonostante le difficoltà economiche. La caduta del prezzo del petrolio e l’attuale situazione congiunturale rischiano di distrarre le aziende portandole a concentrarsi sulle necessità di breve periodo, ma è solo lavorando sull’innovazione che l’industria dell’Oil & Gas può trovare la propria dimensione nel lungo termine”.

Il 10 marzo 2015, per il secondo anno consecutivo, DNV GL è stata premiata ai Global Risk Awards come “Società di consulenza per la gestione dei rischi dell’anno” dall’IRM. (Institute of Risk Management).

ASSOLOGISTICA CULTURAeFORMAZIONE: SISTEMI GIURIDICI A CONFRONTO

MILANO – Il 20 marzo al Palazzo Cusani di Milano si terrà un importante incontro pubblico intitolato “L’internazionalizzazione dei processi logistici: sistemi giuridici a confronto” organizzato da Assologistica CulturaeFormazione, Studio Legale LS e Assologistica, coinvolgendo massimi esperti europei.

E’ la prima volta che si mettono a confronto gli aspetti legali della logistica e del trasporto multimodale italiani con quelli di altri paesi UE – Francia, Germania, Olanda, Polonia e Spagna – verso i quali l’Italia registra importanti relazioni di scambio  commerciale. L’iniziativa intende offrire un quadro sintetico e chiaro delle differenti principali caratteristiche normative che contraddistinguono un medesimo processo  logistico nell’attraversare i territori di diversi stati sovrani.

I lavori del convegno, che oltre alla aziende è rivolto al mondo della logistica nel suo complesso, si dispiegheranno lungo l’intera mattinata ed è richiesta una registrazione preventiva per assicurarsi la disponibilità di posto.

“Stiamo sviluppando un intenso programma di iniziative” ha commentato il neo Presidente di Assologistica CulturaeFormazione, Luigi Terzi “Il nostro obiettivo è di essere al servizio delle imprese italiane della domanda e dell’offerta della catena logistica nel campo della conoscenza e della formazione, con strumenti qualitativi che aiutino e supportino il loro complesso lavoro quotidiano. Il nostro settore oggi si confronta in ambienti sempre più competitivi e la preparazione, l’aggiornamento e l’informazione delle risorse umane fa sempre più spesso la differenza.

Io e i colleghi che mi affiancano in questo delicato progetto di Assologistica, appoggiati dalle imprese associate, intendiamo introdurre metodologie innovative nel campo della formazione della logistica in c/terzi.  Siamo focalizzati sui reali bisogni del nostro mondo, che opera in dimensioni infrastrutturali sempre più europee ma diversamente normate dai diversi paesi sovrani. Se non correttamente individuate, le problematiche che ne insorgono diventano facile ostacolo alla fluidità e l’efficienza dei servizi forniti dalla logistica”.

Assologistica Cultura e Formazione è l’estensione di Assologistica dedicata all’approfondimento tecnico, scientifico e professionale degli aspetti di interesse diretto delle imprese di logistica e delle imprese di produzione. Affiancano il Presidente Luigi Terzi, Antonio Ascari, per i Rapporti istituzionali e anche di partnernariato con associazioni e enti italiani ed esteri sensibili alla formazione nel settore della logistica sia da parte della domanda che da quella dell’offerta, Tiziano Barone, Coordinatore scientifico e Renzo Sartori per i Rapporti con università e centri di ricerca.

Logistica. Processi doganali: Più semplificazione per sicurezza e competitività

GENOVA – Si terrà il 13 Dicembre a Genova, presso il Galata Museo del Mare – Sala Vespucci, Calata De Mari, 1 (Darsena – Via Gramsci), il convegno “IL NUOVO CODICE DOGANALE DELL’UNIONE : La figura del dichiarante doganale e la necessità di garantire la security nella circolazione internazionale delle merci”, il convegno è organizzato da A.LI.SPE.DO (Associazione Ligure Spedizionieri Doganali) ed il Consiglio Territoriale Spedizionieri Doganali, con il patrocinio di ANASPED (Federazione NazionaleSpedizionieri Doganali) CONFIAD (Confederation Internationale Des Agents en Douane) e CNSD (Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali).

Verso nuove politiche europee in ambito logistico per realizzare sistemi integrati con l’obiettivo di velocizzarli, contenerne i costi e migliorarne l’efficacia. Il Codice doganale dell’Unione Europea, istituito con regolamento (UE) 952/2013 del 9 ottobre 2013 ed applicabile a partire dal primo maggio 2016, si muove in questa direzione promuovendo un quadro di grande semplificazione e di razionalizzazione dei processi doganali.

Intervengono tra gli altri: il Presidente Regione Liguria, Claudio Burlando, il Sindaco di Genova, Marco Doria, il Presidente Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, il Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali, Giovanni De Mari, il Presidente di CONFETRA, Nereo Marcucci. Modera Angelo Scorza , Direttore Responsabile di Ship2Shore.

L’obiettivo del seminario è di proporre spunti di riflessione sui probabili scenari operativi e professionali che si apriranno ai rappresentanti doganali alla luce degli importanti cambiamenti che interverranno a partire dal 2016. L’approfondimento sul tema della rappresentanza nel codice doganale dell’Unione, consentirà anche di effettuare alcune considerazioni in materia di sicurezza dell’Unione europea (finanziaria, sanitaria, ambientale), e su quali possano essere i giusti equilibri trasicurezza, semplificazione, liberalizzazione e competitività degli scambi commerciali unionali.

Tra le novità del Codice doganale dell’Unione Europea, oltre alla completa informatizzazione del dialogo tra operatori ed Amministrazioni doganali, viene rivisto l’accesso alla rappresentanza in dogana.

“Ai fini del buon funzionamento delle dogane è importante lo sviluppo dello sportello unico doganale insieme alla standardizzazione dei controlli e l’armonizzazione dell’analisi dei rischi a livello comunitario. Pertanto, è necessario individuare gli interessi collettivi prioritari da tutelare, effettuare controlli mirati ed efficaci sia alla frontiera che all’interno dei territorio ed evitare così la distorsione dei traffici”. – ha dichiarato Giovanni De Mari, Presidente del ConsiglioNazionale degli Spedizionieri Doganali.

“Il futuro degli Spedizionieri doganali dipenderà principalmente dalla capacità di riorganizzazione della propria attività estendendo la propria operatività a livello Europeo. La concorrenza non si svilupperà più nell’ambito del territorio nazionale, ma tra rappresentanti doganali europei e la preparazione del doganalista Italiano dovrà essere adeguata ai cambiamenti che il codice dell’Unione prevede realizzare dal 2016 al 2020, dogana totalmente informatizzata e sdoganamentocentralizzato” – ha dichiarato Massimo De Gregorio, Presidente ANASPED e CONFIAD.

UE: marittimi digitali cercasi

BRUXELLES – Che l’Unione Europea fosse impegnata a promuovere l’uso delle tecnologie informatiche avanzate in tutte le relazioni economiche del settore dei trasporti marittimi, è un dato di fatto acquisito. Quello che non si comprende è la diversa tecnologia e la diversità di tanti software escogitati in proprio che operano nei vari porti.

Se nel campo dell’e-navigation l’IMO si è molto spesa a standardizzare le costruzioni di strumentazione tecnologica e informatica (dal radar alla cartografia elettronica e piani di carico di navi computerizzati), obbligando gli equipaggi a continua formazione, nel campo economico-marittimo stanno mancando dei protocolli internazionali da adottare nella gestione di tutte le fasi del processo del trasporto marittimo e per tutti i vari scambi di dati economici fra compagnie di navigazione ed i relativi scali portuali, oggi ri-denominati “smart”.

Sull’altro versante, quello dell’umano, il forte emergere delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sta plasmando la nostra vita in genere e professionale in particolare.

Internet ha drammaticamente colpito posti di lavoro e pratiche aziendali in tutti i settori professionali. Il mare d’internet, navigabile da tutti i nativi digitali, sta obbligando le organizzazioni imprenditoriali dello shipping a cercare modi e modalità per realizzare appieno i benefici per essere sempre più competitivi con azioni sostenibili. Ai classici strumenti del carteggio nautico, squadretta e compasso, abbiamo sostituito dei line-bearing elettronici con le relative  zoomate cartografiche; mentre sappiamo tutti che le procedure amministrative di trasporto marittimo sono complesse, in termini di tempo e, ancora oggi, sono spesso fatte su carta.

I principali porti europei, e non solo, hanno adottato sistemi d’informazione avanzati che sicuramente garantiscono qualità ed efficienza con considerevoli guadagni di tempo per una nave. Tuttavia, ancora non si è raggiunta quell’interoperabilità necessaria tra sistemi informativi portuali limitando il potenziale di nuovi servizi ed economie di scala. I piccoli porti, poi, ancora non sono operativi con la trasmissione elettronica dei dati a tutti, per cui per ogni porto scalato le compagnie di navigazione devono inserire gli stessi dati più volte e spesso manualmente, con conseguente duplicazione ed errori a catena.

Non solo internet sta cambiando il modo di fare business, ma anche il modo di comunicare con i nostri social network,  come si ricerca informazioni, ed anche il modo di apprendere nuove abilità per le professioni del mare e relative opportunità di shipping . Per la generazione “internet”, l’accesso al cyberspazio è un must. In futuro l’Europa avrà bisogno di marittimi europei abili ed esperti. Questo sarà possibile solo se ai futuri marinai saranno offerte le stesse possibilità per imparare come tutte altre professioni a terra.

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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