ADM E AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR LIGURE OCCIDENTALE FIRMANO PROTOCOLLO D’INTESA PER L’ISTITUZIONE DI UN TAVOLO TECNICO PERMANENTE

Genova – Questa mattina, nella sede della Direzione Territoriale Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, e il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, hanno siglato un Protocollo d’Intesa per l’attivazione di un Tavolo Tecnico Permanente.

Il Protocollo ha l’obiettivo ambizioso di rilanciare la competitività del sistema portuale e logistico del Mar Ligure Occidentale e di facilitare il lavoro di imprese e operatori del settore attraverso nuove semplificazioni e utilizzo di tecnologie avanzate.

Il Protocollo si inserisce in un più ampio piano di ammodernamento logistico e operativo, piano volto a rendere più fluide e più sicure le movimentazioni nel porto e a migliorare le sinergie tra le entità pubbliche e private che vi operano, a salvaguardia degli interessi dello Stato, dei cittadini e degli imprenditori.

Come affermato da Minenna Direttore Generale ADM: “Stiamo contribuendo – a Genova, così come in altri importanti siti portuali del Paese – alla razionalizzazione e alla digitalizzazione di servizi indispensabili alla vita dei porti. Contiamo così di sostenere e promuovere prima d’ogni altra cosa l’export via mare, ossigeno per l’economia del Paese. Abbiamo gli strumenti per essere altamente competitivi e i porti devono essere il centro dello sviluppo del Paese attraverso le autostrade del mare.”

A sua volta, il Presidente AdSP Paolo Emilio Signorini ha dichiarato: “È un passo importante che si colloca in un percorso che entrambi gli Enti hanno intrapreso per realizzare una completa digitalizzazione delle procedure doganali nei porti e potenziare l’interoperabilità dei sistemi informativi delle due parti, oltre che per porre le basi per le interconnessioni operative tra il porto di Genova e le aree retroportuali incluse nelle ZLS. Il sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, che genera oltre 36 milioni di euro all’anno di tasse sulle merci e rappresenta oltre 3,4 miliardi del gettito nazionale IVA sulle merci all’importazione, si conferma come hub fisico e digitale, nobilitando la funzione di gateway che da sempre caratterizza il posizionamento strategico degli scali di Genova e Savona.”

Il Direttore Generale ADM ha poi visitato la sede della Direzione Territoriale, accompagnato dal Direttore Dott. Andrea M. Zucchini e si è poi diretto alla cerimonia di inaugurazione del 60° Salone Nautico di Genova, tenutasi alla presenza della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

Al Salone Nautico è presente anche ADM con uno stand in cui saranno illustrate le attività condotte nei settori di core business più importanti per la realtà portuale.

CONFERENZA STAMPA BILANCIO DI MANDATO DEL COMMISSARIO MUSOLINO, VENEZIA 5 OTTOBRE ORE 11:00 (IN PRESENZA E VIA WEB)

Lunedì 5 ottobre 2020 alle ore 11:00 il Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino presenterà alla stampa il Bilancio di Mandato 2017-2020.

Sarà l’occasione per fare il punto sui molti progetti portati a termine in un periodo particolarmente complesso e per tracciare le direttrici del futuro sviluppo dei porti di Venezia e di Chioggia. La conferenza stampa si terrà presso la sede dell’Autorità a Venezia (Santa Marta) e sarà accessibile anche via web.

Per partecipare fisicamente all’incontro e per ricevere il link dello streaming è necessario confermare la presenza.
Sono a disposizione anche alcuni posti auto riservati a quanti ne faranno richiesta ed esibiranno l’invito allegato al varco Sant’Andrea.

Piattaforma Trieste: Serracchiani, con Germania è alleanza strategica. “Orgogliosi di aver creduto in ‘regista’ D’Agostino”

“La realizzazione della piattaforma e l’alleanza tra i porti di Trieste e Amburgo sono eventi che superano le immediata implicazioni logistiche ed economiche, che sono già grandissime: oggi si apre un rapporto strategico per l’Europa. Qui dimostriamo di avere l’intelligenza e la volontà per fare sistema e competere con le nostre infrastrutture e professionalità migliori, a nord e a sud del continente. La Germania è storicamente un partner commerciale e politico di primo livello soprattutto per quest’area del Paese, che conferma di avere potenzialità attrattive su cui si deve continuare a puntare, proseguendo ad esempio sulla strada tracciata con la partecipazione della Regione alla Fiera Transport Logistic.

A Zeno D’Agostino va riconosciuto il merito di essere regista del rilancio e del consolidamento del porto di Trieste sulla scena globale: siamo orgogliosi di aver creduto nelle sue qualità e abbiamo fiducia che continuerà bene anche in questo periodo difficile”. Lo ha affermato oggi a Trieste la presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, partecipando alla cerimonia della firma dell’accordo che segna l’ingresso dei tedeschi della Hhla di Amburgo nella gestione della Piattaforma logistica.

La pandemia Covid – 19 forza la digitalizzazione del trasporto marittimo

Londra. Il Comitato tecnico che sovrintende alla Convenzione sulla Facilitazione del Traffico Marittimo Internazionale (Convention on Facilitation of International Maritime Traffic, Convenzione FAL) dell’IMO, riunitosi questa settimana in sessione remota (lavori iniziati il 28 settembre e finiranno il 2 ottobre), ha deliberato di dare un’accelerazione alla digitalizzazione del trasporto marittimo. L’obiettivo dichiarato dell’IMO, come la Convenzione FAL propone, rimane quello di evitare i ritardi nei traffici marittimi, stimolare la cooperazione intergovernativa e incrementare l’uniformità nel settore marittimo internazionale per quanto possibile.

Mettere in pratica un processo logistico più snello per il trasporto di passeggeri, navi e merci nei traffici internazionali; la Convenzione FAL è stata adottata da 121 governi contraenti di paesi marittimi. Con effetto dall’8 aprile 2019, la Convenzione FAL ha richiesto ai governi contraenti di istituire un protocollo concernente lo scambio elettronico di informazioni fra navi e porti. L’IMO ha concesso dodici mesi di transizione (8 aprile 2020) per l’entrata in vigore, poiché tale iniziativa porta lo shipping e il settore portuale verso un mondo marittimo digitale, riducendo la burocrazia e incrementando l’efficienza dei traffici marittimi e del trasporto.

Tra le modifiche introdotte vi è l’obbligo per i governi nazionali di introdurre lo scambio elettronico d’informazioni, incluso lo scambio elettronico di dati (Electronic Data Interchange, EDI), per la trasmissione di informazioni relative al trasporto marittimo. Mentre, lo scopo primario sotteso all’ultimo protocollo approvato è quello di incanalare tutte le informazioni essenziali che si richiedono alle Autorità pubbliche in relazione all’arrivo, all’ormeggio ed alla partenza della nave, così come tutti i dati richiesti per trasportare i carichi e consentire l’ingresso e la partenza dei passeggeri attraverso un unico portale.

A tal fine, l’IMO ha sviluppato moduli standardizzati per determinate categorie di documenti che comprendono: 1) la Dichiarazione Generale IMO; 2) la Dichiarazione di Carico; 3) la Dichiarazione delle Provviste di Bordo; 4) la Dichiarazione degli Effetti personali dell’equipaggio; 5) la Lista dell’Equipaggio e dei Passeggeri; 6) la Merci Pericolose. Intanto, la pandemia Covid-19 ha evidenziato l’importanza dello scambio elettronico di dati e la necessità vitale di servirsi di una digitalizzazione e automazione. Piattaforme elettroniche e servizi informatici sono necessari per garantire che le catene di approvvigionamento continuino a funzionare in modo sicuro ed efficace grazie allo sdoganamento delle merci a bordo di navi in navigazione, ancor prima di entrare e/o uscire dai porti. Infatti, la standardizzazione e l’armonizzazione delle procedure per la permanenza e la partenza delle navi sono rese obbligatorie dalla Convenzione FAL, e i protocolli relativi sono di competenza del Comitato FAL.

Uno degli argomenti principali trattati in questi giorni dal Comitato è la finalizzazione della versione rivista dell’IMO Compendium: uno strumento fondamentale per accelerare la digitalizzazione nel settore marittimo nell’interfaccia nave/porto. L’IMO Compendium, un manuale di riferimento tecnico per sviluppatori di software all’interno delle Autorità marittime/portuali competenti, armonizza gli elementi di dati richiesti dalle varie Autorità pubbliche e standardizza i messaggi elettronici. Dall’aprile dello scorso anno, come si diceva, ai sensi della Convenzione FAL, navi e porti hanno l’obbligo di scambiare elettronicamente i dati di arrivo e partenza delle navi.

Il Comitato dovrebbe anche discutere l’impatto della pandemia Covid-19 sulla facilitazione e possibili emendamenti alla Convenzione FAL per ridurre al minimo l’impatto di qualsiasi pandemia anche in futuro. All’ordine del giorno c’è anche lo sviluppo di linee guida per affrontare la corruzione marittima. Per il Comitato tecnico FAL-IMO è la prima volta di una sessione virtuale regolare con interpretazione simultanea remota nelle sei lingue ufficiali dell’IMO e in quattro sessioni di riunione; ogni sessione programmata durerà tre ore, e con un gruppo di lavoro che funziona simultaneamente su un’altra piattaforma virtuale, per finalizzare l’IMO Compendium. È stata fissata un’agenda semplificata. La 44a sessione del Comitato di facilitazione FAL è stata aperta dal Segretario generale dell’IMO Kitack Lim ed è presieduta dalla Sig.ra Marina Angsell (Svezia). La “Convenzione FAL” (Convenzione per l’agevolazione dei traffici marittimi internazionali) dell’IMO era stata adottata nel 1965.

Abele Carruezzo

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L’assemblea di Assoporti a Napoli chiude il primo ciclo della riforma. Appuntamento domani con Port&ShippingTech, main conference della NSW

La crescita sostenibile dei porti italiani è stato il fulcro dell’assemblea di Assoporti che ha scelto la Naples Shipping Week per questo importante momento di confronto sugli investimenti in nuove infrastrutture logistiche e sull’innovazione tecnologica necessaria per la crescita dell’economia portuale.

“Quello in corso è l’annus horribilis dell’economia mondiale – ha esordito Daniele Rossi, presidente Assoporti – la mancata produzione, i mancati consumi, hanno determinato inevitabilmente minori traffici. Nel primo semestre nei porti italiani abbiamo avuto una contrazione generale in tutte le tipologie di merci, come mai si era vista dal dopoguerra. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state movimentate 200 milioni di tonnellate di merci, con una perdita di quasi il 12 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Passeggeri quasi azzerati, crocieristica ferma. I traffici perduti non si possono recuperare, dobbiamo mitigarne gli impatti negativi, soprattutto sui lavoratori. Non dovremo dimenticare mai – ha sottolineato Rossi – il grande risultato che abbiamo ottenuto: tutti i nostri porti sono stati operativi sempre, garantendo la sicurezza dei lavoratori, dei marittimi e delle merci”.

Il Presidente ha proseguito sottolineando l’impegno dell’Associazione che non si è mai fermata. In questi mesi ha infatti sottoscritto alcuni importanti accordi di collaborazione a beneficio della economia portuale e del “sistema Paese”. Una mattinata intensa, che ha visto la partecipazione dei presidenti dei porti italiani e di numerosi attori dello scenario geopolitico ed economico in cui i porti si trovano ad operare confrontarsi sulle tematiche del momento, sul finanziamento e realizzazione di infrastrutture portuali e dragaggi e sulle relazioni porto-città.

Domani, giovedì 1 ottobre, al via Port&ShippingTech, il Forum internazionale dedicato alle innovazioni tecnologiche per lo sviluppo del sistema logistico e marittimo che si svolgerà in presenza nel Centro Congressi della Stazione Marittima e sarà interamente trasmesso in streaming. Aprirà con il Green Shipping Summit che, in linea con il piano europeo per la carbon-neutrality entro il 2050, affronterà il tema della l’abbattimento delle emissioni di CO2. Contemporaneamente Smart Ports&Logistics si concentrerà sull’impatto delle tecnologie digitali, tra cui automazione e IoT, sulle infrastrutture portuali e logistiche. In chiusura della mattinata la presentazione in anteprima del 7° programma annuale “Italian maritime economy” a cura di SRM, il Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo.

I lavori riprenderanno con Technology Trend del settore marittimo: porti e navigazione dedicato alle tecnologie d’avanguardia per la navigazione e la sicurezza, all’evoluzione dei sistemi di comunicazione, monitoraggio satellitare e realtà aumentata. Seguirà “L’Italia ed il mare, un legame imprescindibile ed indissolubile”, la sessione a cura della Marina Militare che vedrà la partecipazione dell’Amm. Giuseppe Cavo Dragone, Capo di Stato Maggiore. Due le sessioni parallele che guardano alla finanza: Ports and Finance: green deal & blue growth e Green Shipping & Maritime Energy Transition Financing. La prima dedicata ai finanziamenti per l’innovazione nel settore pubblico e privato, la seconda ai finanziamenti che puntano alla sostenibilità per la crescita della logistica portuale e della navigazione. Port&ShippingTech proseguirà anche venerdì e vedrà la partecipazione ai lavori dell’On. Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca e del sindaco Luigi De Magistris.

GNV: DAL 15 OTTOBRE ENTRANO IN FLOTTA DUE UNITÀ RO-PAX A POTENZIAMENTO DEL COMPARTO MERCI

La Compagnia noleggia per un anno le navi Forza e Tenacia per rafforzare le linee con la Sicilia

Genova – GNV annuncia il potenziamento delle linee da e per la Sicilia grazie al noleggio delle due navi Forza e Tenacia che entreranno a far parte della flotta della Compagnia a partire dal 15 ottobre.

Le due unità, costruite rispettivamente nel 2010 e nel 2008 presso i Nuovi Cantieri Apuania, ciascuna con una capacità di circa 2.500 metri lineari e circa 1000 passeggeri, e una velocità di 23 nodi sono dotate di scrubber di ultima generazione, in grado di garantire un ridottissimo impatto sull’ambiente.

Il noleggio fa parte di una serie di investimenti della Compagnia in termini di miglioramento del servizio, incremento della capacità e riduzione dell’impatto ambientale: «Con questi noleggi diamo continuità al potenziamento delle linee per la Sicilia – commenta Matteo Catani, CEO di GNV – Durante il periodo estivo abbiamo noleggiato due unità  a supporto del traffico merci: oggi, l’ingresso di Forza e Tenacia sulla linea Genova – Palermo, con un successivo potenziamento anche sulle linee per Napoli e Civitavecchia, siamo in grado di garantire migliori transit time e capacità su tutte le direttrici di collegamento della Sicilia, con un ulteriore ottimizzazione del network di rotte».

Tale rafforzamento del network anticipa quanto era già stato pianificato con l’ingresso in flotta nella primavera del 2021 di una unità di nuova costruzione, attualmente in fase di realizzazione presso i Cantieri Visentini.

Fondata nel 1992, e oggi parte del Gruppo MSC, GNV è una delle principali compagnie di navigazione italiane operanti nel settore del cabotaggio e del trasporto passeggeri nel Mar Mediterraneo: con una flotta di 16 navi, la Compagnia opera 11 linee internazionali e 7 nazionali, da e per Sardegna, Sicilia, Spagna, Francia, Albania, Tunisia e Marocco.

HHLA investe nel porto adriatico di Trieste

Compartecipazione maggioritaria al nuovo terminal multifunzionale nel Nord Italia
Possibilità di sfruttare ulteriori capacità in termini di superfici e movimentazione
L’amministratrice delegata Angela Titzrath: “Un significativo ampliamento della rete portuale e intermodale di HHLA”

Con una quota del 50,01%, la società Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA) acquisisce la maggioranza del terminal multifunzionale “Piattaforma Logistica Trieste” (PLT) nel porto di Trieste. Il relativo accordo è stato sottoscritto il 28 set-tembre. Dal punto di vista contrattuale e organizzativo, l’investimento fa capo alla società HHLA International GmbH. Con questa partecipazione nell’Adriatico, HHLA si posiziona in un mercato in forte crescita che offre buone opportunità di sviluppo grazie alla sua posizione strategica. Dopo Odessa (Ucraina) e Tallinn (Estonia), questo è il terzo porto che vede la partecipazione di HHLA al di fuori di Amburgo.

Angela Titzrath, amministratrice delegata di HHLA: “Negli anni passati la regione adriatica si è sviluppata in modo molto dinamico. Trieste è il porto più settentrionale del Mediterraneo e al contempo lo sbocco a sud dell’Europa centrale e orientale. Questa partecipazione costituisce un significativo ampliamento della nostra attuale rete portuale e intermodale. Il terminal ci offre la pos-sibilità di intercettare nuovi flussi di merci in mutamento e di partecipare attivamente alla loro evo-luzione. Con questa operazione ribadiamo le nostre ambizioni e la nostra volontà di crescita internazionale. Al tempo stesso intendiamo rafforzare ulteriormente i nostri terminal di Amburgo attraverso investimenti in impianti e tecnologie. Siamo un’azienda di Amburgo ma ci sentiamo a casa in Europa e operiamo a livello globale”.

Francesco Parisi, Presidente del Consiglio di Amministrazione di PLT: “l’ingresso di un socio della statura di HHLA in PLT è motivo di grande soddisfazione per le prospettive di crescita della società e dell’intero porto di Trieste. Le strategie di sviluppo nell’area del Centro ed Est Europeo sono state condivise con HHLA in modo armonico e le visioni dei nuovi partner sono state per noi una conferma della solidità del progetto che abbiamo sviluppato”.

Gli impianti del terminal sono situati all’interno della zona franca di Trieste e dispongono di una superficie complessiva di 28 ettari. Nella parte settentrionale si svolgono prevalentemente i traffici di sbarco ed imbarco di merci varie e vengono erogati i servizi logistici. Nella zona meridionale è attualmente in costruzione il nuovo cuore del terminal: l’area di recente realizzazione entrerà in funzione nel primo trimestre del 2021 ed è progettata per la movimentazione di container e roll-on/roll-off. La capacità del terminal PLT ammonterà in totale a circa 300.000 TEU (container standard), 90.000 unità ro-ro e 700.000 tonnellate di carico generale. Vi è inoltre la possibilità di aumentare notevolmente la capacità del terminal ampliando le aree adiacenti.

La posizione strategicamente favorevole del porto adriatico di Trieste offre ottime opportunità di sviluppo del traffico diretto verso l’interno; il terminal PLT è dotato di un proprio raccordo ferroviario. Oltre a ciò, Metrans, filiale ferroviaria di HHLA, collega già il porto di Trieste con la sua rete in-termodale europea.

Il completamento dell’operazione è soggetto a diverse condizioni sospensive ed è previsto per il mese di gennaio 2021.

PIATTAFORMA LOGISTICA DI TRIESTE: ARRIVA UN NUOVO PARTNER EUROPEO

HHLA OPERATORE TERMINALISTICO DEL PORTO DI AMBURGO DIVENTA AZIONISTA DI RIFERIMENTO

DOMANI CERIMONIA PER FIRMA DEL NUOVO ACCORDO E CHIUSURA LAVORI DI COSTRUZIONE ALLA PRESENZA DEL MINISTRO PATUANELLI

Trieste, snodo per l’integrazione delle reti logistiche e portuali tra porti del Nord e Sud Europa

 

Trieste– Un partner europeo, e precisamente tedesco, investirà nella Piattaforma Logistica di Trieste: si tratta di HHLA, (Hamburger Hafen und Logistik AG) operatore terminalistico del porto di Amburgo che ha siglato un accordo con i soci ICOP e Francesco Parisi per entrare nel capitale di PLT. Si delinea così la creazione di un gruppo leader in Europa, in grado di sviluppare a Trieste un terminal a servizio del sistema mare-ferro dei paesi dell’Europa centro orientale, con l’obiettivo strategico di integrare le reti logistiche e portuali del nord e sud Europa. Alla fine dell’anno, infatti,  l’operatore tedesco sottoscriverà un aumento di capitale esclusivo, diventando il primo azionista di PLT.

La firma coincide con la fine dei lavori di costruzione della piattaforma logistica, che rappresenta una delle più grandi opere marittime costruite in Italia negli ultimi 10 anni. Per l’occasione è stata organizzata una cerimonia che si svolgerà domani, 30 settembre, alla presenza di Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, e di Angela Titzrath, CEO di HHLA.

HHLA ha sede ad Amburgo, primo porto ferroviario d’Europa, principale porto della Germania, situato sul fiume Elba, e terzo porto europeo, dopo Rotterdam e Anversa. La società tedesca è quotata in Borsa, e ha nella città di Amburgo con il 68,4%, il socio di maggioranza assoluta, mentre il 31,6% è flottante. Con 6.300 dipendenti, movimenta 7,5 milioni TEU di container ed esprime un fatturato di 1,350 €/mil. Attualmente ha in corso investimenti in quattro terminal del porto di Amburgo, un terminal a Odessa in Ucraina e uno a Tallinn in Estonia.

Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, pur sottolineando che l’Authority giuliana non è parte attiva dell’accordo, ma Ente che avrà il compito di verificare tutti gli step autorizzativi e attuativi che ne seguiranno,  rileva il valore epocale dell’operazione: “ Questo è il traguardo atteso da decenni in cui nord e sud Europa fanno sintesi dal punto di vista portuale e strategico, in un’alleanza che unisce Italia e Germania” . “ Evidentemente – rimarca D’Agostino – Trieste, primo porto d’Italia per volumi totali e traffico ferroviario, ha nel destino le  sue radici storiche, con questo investimento sulla piattaforma logistica, ritrova appieno il bacino naturale  di sbocco Centro-Nord europeo che già in passato ha fatto grande il porto franco“.

L’accordo sottoscritto con HHLA potrà garantire alla nuova area portuale la presenza di un investitore capace di garantire l’apporto finanziario necessario allo sviluppo dell’infrastruttura ed in grado di convogliare a Trieste le grandi opportunità di scambio esistenti tra Europa e Far East.

A tale proposito conclude D’Agostino “La più compiuta attuazione della Via della Seta non si esaurisce nella Belt And Road Initiative di impronta cinese. Mancava finora una visione forte da parte europea, capace di integrare e bilanciare punto di vista e interessi provenienti dall’Asia. Tale è il contributo strategico che viene oggi da Trieste, porto dall’animo internazionale come dimostrano i numerosi capitali stranieri già presenti, tra cui Turchia, Svizzera, Danimarca, Ungheria, solo per citarne i principali”.

Con un investimento di oltre 150 milioni di euro, reso possibile dall’apporto finanziario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per  99 milioni di euro, il progetto della Piattaforma Logistica è nato per rispondere al trend di crescita del traffico merci dello scalo giuliano.

Sviluppato dalla società PLT, costituita dalla casa di spedizioni Francesco Parisi, dall’impresa di costruzioni ICOP e dall’interporto di Bologna, il progetto si sviluppa su 12 ettari, in un’area collocata a sud del porto, e recupera all’utilizzo portuale e logistico un’ampia superficie, parte della quale ricavata da aree precedentemente occupate dal mare. L’acquisto successivo dell’adiacente terminal dello Scalo Legnami, ha permesso di raddoppiare la superficie originaria del progetto iniziato nel febbraio 2016,  realizzando un terminal che ha così raggiunto un’estensione di 24 ettari, dotato di un doppio attracco e raccordo ferroviario e una concessione di durata trentennale.

L’integrazione della Piattaforma Logistica con le aree circostanti è stata ulteriormente rafforzata con la recente firma dell’Accordo di Programma del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’attuazione del progetto di riconversione industriale e sviluppo produttivo nell’area della ferriera di Servola. L’accordo mira a rilanciare il comprensorio industriale dove sorgeva l’altoforno, spento nei mesi scorsi, dopo 123 anni di attività. L’obiettivo è far nascere al posto della ferriera un polo logistico sostenibile a servizio del porto e dell’economia del territorio. In base all’accordo, gli anni previsti per la riconversione sono 5, con una suddivisione in 3 fasi distinte, e un valore di 98 milioni.

In un’ottica di sviluppo portuale, va rilevato che sull’ex area a caldo si svilupperà il raccordo ferroviario della stazione di Servola, che potrà accogliere treni completi da 750 metri, nonché uno snodo autostradale diretto sulla Grande viabilità. Vale a dire che saranno poste le basi per il successivo avvio dei lavori del Molo VIII, previsto dal Piano regolatore portuale approvato nel 2016. Si tratta di  un ulteriore investimento di oltre 400 milioni di euro, che rappresenterà uno degli sbocchi di lavoro più importanti per il territorio della Regione FVG, dando lavoro a circa 500 addetti.

Prevenire le perdite rimane fondamentale per garantire l’assicurabilità del rischio marittimo

Londra. A conclusione delle due settimane d’incontri – on line – dell’Unione Internazionale delle Assicurazioni Marittime (IUMI), si è tenuto un seminario completo sulla prevenzione delle perdite in seguito a sinistri e avarie marittime, con la partecipazione della German Insurance Association e dell’Intact Insurance Company. Entrambi gli interventi hanno rilevato il ruolo dei manager responsabili della prevenzione delle perdite e il loro ruolo nell’identificare, quantificare e mitigare il rischio relativo di un contratto assicurativo. E’ noto che il “rischio” è insito nel settore marittimo e il profilo cambia favorendo l’evoluzione del settore assicurativo; per questo è compito del responsabile della prevenzione delle perdite essere consapevole di questi cambiamenti e identificare le variabili del rischio associato.

Prima che un rischio possa essere valutato, deve prima essere compreso appieno in termini di probabile impatto e anche delle misure che potrebbero essere attuate per ridurre tale impatto. Intanto, la IUMI, in queste due settimane di conferenze –on line -, ha dibattuto una serie di questioni attinenti il rischio in una spedizione marittima e i rispettivi contratti assicurativi. Il trasporto “autonomo” in genere non è un concetto nuovo. Diversi sistemi e processi di bordo operano in autonomia da alcuni anni e sono stati adeguatamente coperti con contratti sottoscritti dai vari operatori.

Tuttavia, la crescente pratica di aumentare la quantità di automazione a bordo e di assemblare sistemi di plancia e di engine room in una nave con unica consolle e completamente autonoma è una realtà che i sottoscrittori di un contratto assicurativo per prevenire i rischi devono continuare a gestire con una certa attenzione. La via della seta che collega l’Asia con l’Europa è un concetto antico, ma la rinascita di questa rotta da parte della Cina e dei partner nell’ambito dell’iniziativa One Belt, One Road avrà un forte impatto sull’assicurazione marittima. Nuovi focus merceologici, distripark e nuove modalità di trasporto (intermodalità integrata) genereranno tutti una nuova serie di rischi che richiederanno un attento esame. La disponibilità di dati non è una novità, ma l’emergere della digitalizzazione e dei big data cambierà in modo significativo il profilo di rischio complessivo, forse in meglio.

I responsabili della prevenzione delle perdite dovranno indagare e reagire a questo cambiamento, consigliando allo stesso tempo i propri assicuratori. Ora, il rischio nautico per il trasporto via mare di veicoli è in crescita e come si diceva, è insito nel trasporto marittimo. Le navi roll-on/roll-off (ro-ro) sono navi mercantili progettate per trasportare carichi su ruote, come auto, camion, semirimorchi, rimorchi e vagoni ferroviari, che vengono guidati dentro e fuori dalla nave con ruote proprie o utilizzando un veicolo a piattaforma come modulare semovente. Le navi ro-ro hanno rampe incorporate, o a terra, o scivoli per traghetti che consentono di imbarcare o sbarcare il carico dalla nave quando questa si trova in porto.

Tipi di navi ro- ro includono traghetti, cruiseferries, navi da carico, chiatte; le nuove automobili trasportate via mare vengono spesso spostate su una grande ro-ro chiamata pure car carrier (PCC) o pure car/truck carrier (PCTC). La tendenza verso i veicoli elettrici e l’inclusione di batterie agli ioni di litio sono un ulteriore esempio che trasportati via mare non dovrà essere sottovalutato a bordo di navi . Quando i veicoli convenzionali sono trasportati via mare, si cerca di garantire che i serbatoi di carburante siano il più vuoto possibile. Allo stesso modo, per ridurre il rischio, alcuni esperti suggeriscono che i veicoli elettrici dovrebbero scaricare le batterie al 25% o meno.

Ciò è possibile quando si spostano veicoli in PCTC, ma meno realistico per le auto, continuità territoriale nazionale, trasportate su traghetti commerciali. Gli incendi derivanti da queste batterie stanno diventando sempre più comuni e la lotta antincendio a bordo delle navi è sempre impegnativa. I team di prevenzione delle perdite devono consigliare di conseguenza i propri clienti e i loro colleghi assicuratori. Il ruolo del Comitato per la prevenzione delle perdite di IUMI è riunire un gruppo di esperti di tutte le linee di business marittime e di tutte le aree geografiche per condividere conoscenze e migliori pratiche. In questo modo, serve più consapevolezza delle variabili concernenti il rischio e, come settore, occorre lavorare insieme per implementare le misure di mitigazione ottimali e le migliori pratiche: questi sono stati gli obiettivi futuri del seminario conclusivo IUMI.

Abele Carruezzo

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Porto di Napoli, Clemente (Iriss-Cnr): “Infrastruttura volano di sviluppo”

Lo ha detto il direttore dell’Istituto di ricerca su Innovazione e servizi per lo sviluppo al forum “La città va in porto: cultura, ricerca e sviluppo” che ha aperto la ‘Naples shipping week’

NAPOLI – “I temi dello shipping non si esauriscono nel Porto di Napoli ma coinvolgono il territorio. Interagiscono con il tessuto della città metropolitana. Ecco perché possiamo interpretare il Porto come volano di sviluppo capace di svolgere una funzione interculturale e creativa generatrice di crescita economica, di alta formazione, di ricerca e cultura. Un Polo in grado sviluppare in questa direzione l’intera area metropolitana. L’Istituto di ricerca su Innovazione e servizi per lo sviluppo del Cnr è presente fin dalla prima edizione della ‘Naples shipping week’, partecipando anche alle edizioni genovesi, con un crescendo di impegno e di riconoscimento delle professionalità di cui è portatore”.

Lo ha affermato Massimo Clemente, direttore dell’Iriss-Cnr in apertura del dibattito “La città va in porto: cultura, ricerca e sviluppo.

Visioni per una progettazione condivisa” svoltosi nella sala conferenza della sede Acen di Napoli. Una sfida, quella lanciata da Clemente, le cui radici e potenzialità sono state illustrate da Umberto Masucci, presidente ‘Propeller club’ e ‘Naples shipping week’: “Dopo 15 anni di stallo si è finalmente ripartiti grazie all’intensa azione svolta dal presidente dell’Autorità Portuale, Pietro Spirito con il quale c’è stata una proficua collaborazione. La stazione metro che sta per arrivare al Porto, il restauro dell’Immacolatella vecchia che sarà l’emblema del Porto stesso, il completo rifacimento del Molo Beverello. Sono tre opere fondamentali accanto alle quali realizzeremo anche un grande museo del mare e delle migrazioni. Questa realtà sarà centrale per l’intera città. Tutto questo si è potuto realizzare grazie alla grande unità del cluster marittimo portuale e alla sinergia con gli stakeholder pubblici e l’università”.

E proprio il presidente dell’Autorità Portuale, Pietro Spirito ha aggiunto: “Il porto è uno snodo, un luogo di passaggio e transito nel quale si riordinano le rotte di passeggeri e merci. La nostra storia parla di insediamenti portuali fortemente integrati nel tessuto e nell’economia della città. Il Porto fin dagli albori è dentro la radice di Napoli stessa, uniti in un rapporto inscindibile. Dobbiamo trovare gli strumenti adatti per valorizzare questa straordinaria sinergia”.

Sulla radice storica del rapporto tra città e porto si è soffermato anche Alessandro Castagnaro, professore di Storia dell’Architettura all’Università Federico II di Napoli: “Uno degli aspetti principali del porto di Napoli è il forte legame con la città che risale al tempo dei romani. Un rapporto che non deve essere interrotto. Il porto si adegui piuttosto alle esigenze attuali che sono mutate. Napoli grazie al Porto riceve turismo, aziende, commercio, con un forte aspetto occupazionale che fa da corollario. Serve una sinergia tra le varie forze in campo una rete che esalti le singole realtà. Lo si deve fare in tempi rapidi, serve un’accelerazione per non restare fanalino di coda del Mediterraneo”.

Per Luigi Nicolais, coordinatore CTS Città della Scienza: “si deve partire dal progetto della metropolitana di Napoli, un progetto da imitare. Napoli ha la necessità di un grande progetto visionario da presentare all’Europa. Un grande progetto e lavorare per piccoli passi. Creare un sistema delle conoscenze sul fronte mare che implica la necessità di una più stretta collaborazione tra pubblico e privato rafforzando il rapporto di fiducia  per lavorare in maniera sinergica. Regione, imprenditori, università, ricerca insieme per un piano di sviluppo. Si deve assolutamente fare in questo momento che i fondi europei ci possono consentire di realizzare cose non possibili nel passato. Mettere a sistema tutto il water front che parte da Napoli fino a Castellammare dove sono già presenti insediamenti di valore che riguardano la ricerca, l’università e il turismo”.

La proposta di sinergie tra le varie realtà viene raccolta anche da Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli: “Il MANN aderisce con entusiasmo all’invito dell’autorità portuale di partecipare al progetto. In analogia con l’esperienza di Capodichino che ha visto l’inserimento di opere legate al volo (Urania) all’interno dell’aeroporto, il MANN farà un sostanzioso prestito alla Stazione Marittima di opere che parlano del mare per realizzare suggestive esposizioni. Attraverso l’arte si ribadisce il connubio con il mare. Già scremato un palinsesto di opere che prevede il tema dei miti, raffigurazioni di creature marine, paesaggi di ville marine, imbarcazioni, grandi navigli, creature fantastiche, pescatori (tema importante per il Mediterraneo ormai depauperato). E’ un percorso che continua, che è partito dall’idea di inserire opere d’arte nelle tappe della metropolitana, un progetto che rappresenta una forte connessione tra porto e metropolitana. L’allestimento partirà nei primi mesi del 2021”.

Alberto Carotenuto, Rettore dell’Università Parthenope ha sottolineato che “l’ateneo ha la stessa offerta formativa in materia (circa una decina di corsi di studio) rispetto alle grandi città italiane ed europee che ospitano porti importanti (Genova, Valencia, Amsterdam, ecc.) e che confida in un ulteriore sviluppo ed integrazione col mondo della ricerca e dell’alta formazione”.

Domani, martedì 29 settembre, seconda giornata della Naples Shipping Week con L’eterna lotta tra l’Uomo e il virus. Millenni di storia la confermano, il convegno in presenza a Castel dell’Ovo a cura del Comune di Napoli e dell’Ufficio del Vicesindaco, da anni impegnato in un percorso di formazione scientifico-culturale dedicato ai giovani. Al pomeriggio, Al “servizio” dei traffici nei porti del mediterraneo, il convegno in streaming organizzato dall’ISMed-CNR, affronterà il tema dei servizi al traffico nei porti del Mediterraneo.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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