AdSP MLO: Due nuove gru di ferrovia a PSA Pra’

Sono entrate in servizio oggi due nuove gru di ferrovia al terminal PSA Pra’

Queste macchine, di ultima generazione e tra le più leggere presenti sul mercato, permettono standard elevati di precisione nel lavoro con consumi ridotti. Inoltre, sono dotate di pulpiti di comando con ergonomia sviluppata per migliorare il comfort del gruista e sono equipaggiate con un sistema di diagnostica remota per una più veloce gestione e risoluzione degli eventuali allarmi, aumentando il livello di sicurezza ed efficienza.

L’adozione delle nuove gru al servizio del trasporto su ferro – insieme alla realizzazione del secondo binario ferroviario di collegamento tra il Terminal e lo scalo di Genova Prà Mare di RFI e al collegamento ferroviario diretto tra Genova e Basilea – conferma lo sviluppo del ciclo del ferro come strategico per una logistica integrata e sostenibile.

All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini e il Presidente della AdSP del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini (nella foto in basso).

Quadrilatero delle ZES e la diagonale Napoli Taranto Brindisi

Roma. A parte la strategia geometrica di un quadrilatero che regolare non è, vedremo se l’Italia avrà il coraggio di attuare una programmazione infrastrutturale dei sistemi portuali che possa intercettare i finanziamenti del ‘Recovery Fund’. In questi momenti di emergenza sanitaria che si è trasformata in emergenza economico sociale – più sanitaria al nord e più economica/sociale al sud – occorrono tutti gli strumenti strategici per pensare ‘positivo’ e cercare di superare questa crisi, unica dal dopoguerra ad oggi. L’altro giorno, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale il presidente dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ), Adriano Giannola, con il Vice Presidente, Filippo Patroni Griffi, e il Direttore, Luca Bianchi, che gli ha presentato il Rapporto Svimez 2020: “L’economia e la società del Mezzogiorno”.

Il presidente Giannola, ha sottolineato che il Mezzogiorno continentale forma un quadrilatero  che individua  i quattro sistemi portuali Bari, Taranto, Napoli e Gioia Tauro con le relative aree ZES. “Se si mettono in moto questi 4 motori – ha detto Giannola – collegandoli all’agricoltura e governando le aree di retro porto si aiuta il Paese a crescere – ed ha concluso – che c’è bisogno di burocrazia zero e zone doganali intercluse. Non servono investimenti ma occorre renderle attrattive.”. Non credo che sia solo una ‘strategia’, ma un nuovo modo di pensare e di collaborare affinché si possano ripristinare le attività di un’area vasta come quella del Mezzogiorno. Per questo, credo che Brindisi non sarà relativizzata – come si afferma sempre sui social – ma, appartenendo a un sistema portuale, avrà la sua ‘diagonale’ di sviluppo.

Infatti, Brindisi non occorra che dimostri, ancora una volta, che il suo porto e la sua area vasta di retroportualità sono e saranno strategici per incrementare lo sviluppo di un post-industriale green, soprattutto nei settori energetico, chimico, aeronautico e farmaceutico e i suoi relativi insediamenti indotti. Garante di tutto questo sarà il presidente dell’AdSP del Mare Adriatico Meridionale, prof Ugo Patroni Griffi, come ebbe a dire in sede di Osservatorio economico sulle Zes e sulle iniziative di sviluppo delle aree portuali: “occorre avere una prospettiva mediterranea per quanto riguarda la logistica, le energie rinnovabili, la rigenerazione urbana e ambientale, l’agroalimentare e agroindustria e non aver paura di una new politica industriale se si vuole uscire dagli steccati regionali delle politiche di coesione.”. Il porto di Brindisi – con la diagonale del quadrilatero e con la sua peculiarità di essere polifunzionale – sicuramente parteciperà a questo ‘rinascimento industriale’.

Tutti gli operatori marittimi e i portatori d’interesse di uno sviluppo di quest’area vasta ‘salentina’ sapranno redigere la propria parte e se gli Enti territoriali sapranno cogliere queste nuove tendenze. Una promozione territoriale che sappia rivitalizzare il perimetro logistico adriatico-ionico-tirrenico, cercando di favorire nuovi insediamenti industriali e anche favorire la pratica del re-shoring aziendale. Come? Agevolare il re-shoring potrebbe rappresentare per il nostro Paese, soprattutto per il Mezzogiorno, una grande opportunità, perché ci consentirebbe di riportare in Italia aziende e stabilimenti produttivi localizzati in paesi europei ed extra europei dove i costi di produzione erano molto inferiori a quelli nazionali. E allora perché non offrire alcune agevolazioni mirate di tipo fiscale, contributivo e di supporto all’individuazione e localizzazione degli stabilimenti produttivi, senza dimenticare l’antico progetto (anni ‘75/’80) del Distripark nel retro porto di Brindisi?

Abele Carruezzo

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AdSP MAO-PORTO DI TRIESTE: BUONA TENUTA DEI TRAFFICI NEI PRIMI 10 MESI DEL 2020 RO-RO + 3%

SETTORE CONTAINER: TEU -2%, POSITIVO IL SINGOLO MESE DI OTTOBRE TEU +2%

Trieste– Buoni segnali di ripartenza ad ottobre al porto di Trieste che dimostrano la tenuta dello scalo e il recupero avviato, nonostante la pesante contrazione dei traffici mondiali, dovuta al Covid-19.  In cima alla lista e in controtendenza sui dati generali, il segmento Ro-Ro cresce nei primi 10 mesi dell’anno, mettendo a segno un significativo +3%  e 195.000 unità transitate.

Sostanziale tenuta dei container con un calo del 2% e 638.000 TEU movimentati. Una flessione negativa lieve tenuto conto del momento storico, riconducibile  al decremento del traffico TEU presente sui traghetti Ro-Ro da/per la Turchia. Va rilevato che il terminal container (molo VII), driver del valore totale del comparto, ha retto molto bene la crisi, attestandosi sui valori raggiunti nello stesso periodo del 2019. Guardando inoltre il singolo mese di ottobre relativo alla movimentazione contenitori del porto, e confrontandolo con lo stesso mese del 2019, si registra una variazione positiva del 2% con 66.000 TEU. Risultato che porta ad una inversione del trend nel secondo semestre dell’anno in corso, anche per questo fondamentale settore legato ai traffici con il Far East e il Mediterraneo.

In linea invece con lo scenario che sta interessando tutti i porti, il volume di merce movimentata complessivamente nei primi 10 mesi del 2020, supera i 45 milioni di tonnellate, riportando una contrazione del 12% sui valori dell’anno precedente. Alla performance negativa registrata in termini di volumi totali, hanno contribuito principalmente le rinfuse liquide (-12%), con 31.800.000 tonnellate ed infine quello delle rinfuse solide (-71 %). Se da un lato il segno meno del comparto delle rinfuse liquide è riconducibile alla recessione innescata dagli effetti della pandemia in corso, per le rinfuse solide invece, il dato negativo è legato al decremento generalizzato dei prodotti metallurgici, minerali e del carbone, dovuto alla chiusura dell’impianto siderurgico della Ferriera di Trieste.

Per quanto riguarda la parte ferroviario va evidenziato un arretramento del 20%, con 6.680 treni lavorati. Anche in questo caso ha pesato il ridimensionamento della lavorazione dei treni alla Siderurgica Triestina che nel 2019 erano stati circa 1.500.

ZES INTERREGIONALE ADRIATICA: RIUNIONE DEL COMITATO DI INDIRIZZO

Si è tenuta oggi la seconda riunione del Comitato di indirizzo della Zona Economica Speciale Interregionale Adriatica.

Al Comitato hanno partecipato oltre al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, che lo ha presieduto, Annalisa Formosi, delegata dal MIT, il presidente della Regione Molise Donato Toma e l’assessore della Regione Puglia allo Sviluppo Economico Alessandro Delli Noci.

Hanno preso parte alla riunione, inoltre, il direttore interregionale della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Marco Cutaia, e i gruppi di lavoro delle regioni Puglia e Molise Domenico Laforgia, Francesca Zampano, Massimo Pillarella, Fulvio Mezzina e Giuseppe Macchione e il segretario generale della AdSPMAM Tito Vespasiani.

Il Comitato ha approvato tutte le candidature pervenute a Zona Franca Doganale(ZFD) relative ai retroporti di Brindisi, Bari, Manfredonia e Termoli. Candidature che, quindi, saranno sottoposte all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Va detto che l’istituzione della ZFD avviene con decreto del direttore della ADM Marcello Minenna.

Per molte delle istituende ZFD ci sono già importanti gruppi imprenditoriali disposti ad investire.

Il Comitato ha inoltre approvato le proposte relative al kit localizzativo (accordo procedimentale da sottoscriversi con i Comuni) volto a garantire un fast track e tempi certi per gli insediamenti in aree Zes/Zfd. Il kit localizzativo verrà ora finalizzato con il concorso di Anci Puglia e Molise e dei Comuni le cui aree sono candidate a Zfd.

Il Comitato ha, inoltre, approvato una proposta di legge regionale sulle ulteriori semplificazioni Zes, che ora seguirà – d’intesa tra le Regioni – il proprio iter approvativo. I rappresentanti delle Regioni si sono impegnati a sostenere, inoltre, l’approvazione della proposta di legge sulle semplificazioni per le aree Zes/Zfd approvata dalla Conferenza delle Regioni.

Patroni Griffi è stato delegato a sottoscrivere una convenzione quadro con Invitalia per la promozione delle Zes/Zfd, accordi anche con intermediari e fondi di investimento per il sostegno agli investimenti privati nelle medesime aree e l’adesione alla Associazione mondiale delle Zone Franche (WFTZO), con sede a Dubai.

Su proposta dei rappresentanti delle Regioni si avvierà il processo per la redazione di un sito istituzionale e per la pubblicazione di materiale promozionale, in tempo per poter presentare la Zes e le Zfd nelle prossime manifestazioni fieristiche

Infine, il presidente ha ringraziato tutti gli intervenuti per l’eccellente collaborazione istituzionale, e in particolare. Formosi e Cutaia per il sostegno prestato all’avvio delle Zfd, come pure i componenti dei gruppi di lavoro già nominati nella prima seduta di insediamento (Laforgia, Mezzina, Macchione, Pillarella e Zampano).

A Interporto Padova contributo di quasi 4,5 milioni di euro dal MIT nell’ambito del bando per il completamento della rete nazionale degli interporti del 22 giugno 2020

Padova-Interporto Padova Spa ha ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti un contributo di 4.494.336,38 euro nell’ambito delle risorse messe a disposizione dal Governo per il completamento della rete nazionale degli interporti.    Il ministero  dell’Economia e delle Finanze,  con il decreto n.52388 del 28 marzo 2019 aveva infatti messo a disposizione con questo obiettivo 45 milioni  a valere sul Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese;  lo scorso 22 giugno il MIT ha pubblicato l’avviso per la presentazione dei progetti per i quali gli interporti chiedevano il finanziamento, che ricordiamo copre il 60% dell’investimento previsto,  e il 3 novembre scorso la Commissione Ministeriale incaricata di vagliare le domande ha concluso il suo lavoro.

L’intervento per il quale Interporto Padova Spa ha ottenuto il contributo  riguarda una delle tre fasi -ovviamente tra loro in sequenza e sinergiche – del Masterplan 2020, già avviato nel corso di quest’anno e va a completare il percorso di sviluppo già riconosciuto e sostenuto in questi anni anche a livello europeo che ha interessato il Terminal Intermodale, oggi dotato di 4 gru elettriche a portale, binari da 750 metri utili, e un nuovo gate d’accesso stradale automatizzato.

Il contributo ora ottenuto, va a finanziare una serie di iniziative di completamento delle funzionalità del Terminal Intermodale con particolare riferimento all’ automazione delle operazioni di carico/scarico delle unità di carico intermodale (container, semirimorchi e casse mobili) all’adeguamento e potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria che collega il fascio di binari del Terminal alla stazione RFI di Padova Interporto, alla realizzazione di ulteriori aree di sosta sicure per gli autotrasportatori e all’adeguamento delle infrastrutture per il ricevimento e la gestione di unità di carico refrigerate.

Il presidente di Interporto Padova Sergio Gelain sottolinea:  “E’ una grande soddisfazione ricevere questo finanziamento  che conferma la qualità dei progetti di crescita infrastrutturale e gestionale del nostro Interporto.  Una strategia che, ricordo, ci ha permesso  di ottenere due finanziamenti sequenziali (unico caso in Europa di finanziamento concesso ad un unico beneficiario) da parte del  Programma CEF  (Connecting Europe Facility) che ci ha assegnato  4,4 milioni di euro  a fronte di un nostro piano di investimenti per oltre 22 mln di euro destinato a sviluppare le attività intermodali.  Questo contributo ci aiuta nel proseguire il nostro piano che vuole confermare il ruolo di Interporto Padova, già annoverato  come Nodo Core della rete europea dei trasporti TEN-T.   Anche  il nuovo Piano Regionale dei Trasporti, da poco approvato, individua Interporto Padova come struttura cardine per il trasporto merci,  strategicità confermata anche dalla recente firma dell’ Addendum al Protocollo di Intesa per la concretizzazione  degli interventi  e per l’avvio dei conseguenti approfondimenti funzionali e progettuali per la valorizzazione del nodo ferroviario di Padova tra Ministero dei Trasporti, Regione Veneto, Comune di Padova, Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani”.

Il direttore generale di Interporto Padova Roberto Tosetto spiega: “La strategicità del trasporto ferroviario e di quello intermodale in particolare, è emersa in modo evidente proprio nel periodo del lockdown  e la domanda di trasporto merci su rotaia è in crescita.  Noi, anche grazie a questo contributo, siamo in grado non solo di rispondere positivamente alla richiesta degli operatori del settore, ma guardando al futuro, abbiamo impostato un piano di sviluppo che poggia sulla digitalizzazione  e sull’automazione. Le infrastrutture sono importantissime, ma gestire tutte le informazioni che riguardano i treni,  i camion,  i container attraverso procedure digitali di ultima generazione e automatizzare il più possibile le operazioni di carico e scarico, permettono un recupero di efficienza e di capacità di movimentazione altrettanto importanti.

Questo ci ha già permesso di allargare l’attività del nostro terminal  al traffico dei semirimorchi, con relazioni verso il centro-nord europa,  e ci permette di rafforzare le connessioni intermodali con il sud Italia.   Una possibilità quindi di maggiore connessione e accessibilità ai traffici merci  da e per i territori del nostro Paese  con una modalità di trasporto, che dobbiamo ricordarlo, è tra quelle più sostenibili da un punto di vista ambientale”.

VISTA la legge 4 agosto 1990, n. 240, che ha previsto interventi dello Stato per la realizzazione di
interporti finalizzati al trasporto merci ed in favore dell’intermodalità;

VISTO l’elenco degli interporti costituenti “la rete nazionale degli interporti”, riportato nel piano
quinquennale emanato in attuazione dell’articolo 2 della citata legge n. 240 del 1990 ed approvato
dal CIPET con delibera del 31 marzo 1992 e successiva delibera integrativa del 18 maggio 1992;

VISTA la delibera 7 aprile 1993 del CIPET nella quale vengono definite le caratteristiche degli
interporti di rilevanza nazionale;

VISTO l’articolo 6 della legge 30 maggio 1995, n. 204, di modifica ed integrazione della legge n.
240 del 1990, che ha abolito tra l’altro, la distinzione tra interporto di primo livello e di secondo
livello;

VISTA la nota n. 19707 del 30 dicembre 1996 con la quale il Ministero dei Trasporti e della
Navigazione ha approvato la graduatoria in merito alle richiesta di ammissione ai contributi per la
realizzazione degli interventi presentati dai soggetti attuatori aventi titolo ai sensi del decreto
ministeriale 15 settembre 1995 in applicazione dell’art. 6 della legge n. 240 del 1990;

VISTO l’elenco dei nodi logistici costituenti la rete nazionale degli interporti di cui al Piano
Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica del 6 agosto 2015 approvato dalla Presidenza
del Consiglio dei Ministri in data 27 ottobre 2015;

VISTO le indicazioni risultanti dagli allegati infrastrutture ai Documenti di Economia e Finanza
relativi agli anni 2016, 2017, 2018 e 2019;

VISTO l’articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che ha rifinanziato il Fondo
per gli investimenti e sviluppo infrastrutturale del Paese istituito con l’articolo 1, comma 140, della
legge 11 dicembre 2016, n.232;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 novembre 2018, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n 28 del 2 febbraio 2019, con il quale sono state ripartite le risorse del Fondo per
gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese di cui all’articolo 1, comma 1072, della legge
27 dicembre 2017, n. 205;

VISTO il decreto del Ministero dell’Economia e Finanze prot. 52388 del 28 marzo 2019 che ha
destinato una quota parte di dette risorse al completamento della rete nazionale degli interporti con
particolare riferimento al Mezzogiorno, istituendo a tal fine un nuovo piano gestionale del capitolo
7773 assegnato alla Direzione Generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità nell’ambito del
Dipartimento per i trasporti, la Navigazione, gli Affari Generali e il Personale;

CONSIDERATO che gli interventi sono finalizzati alla sostenibilità ambientale-energetica,
dell’intermodalità al fine dell’eliminazione di “colli di bottiglia” e allo sviluppo della retroportualità
tramite: aree di sosta sicure e protette; aree di sosta servite da impianti di cogenerazione e
trigenerazione, pensiline con tecnologia fotovoltaica e colonnine di ricarica per veicoli refrigerati;
adeguamento fasci di arrivo/partenza, presa/consegna e carico/scarico agli standard europei e
secondo tempistiche coerenti con l’upgrade delle linee afferenti al nodo; elettrificazione di raccordi
e/o binari di presa/consegna; interventi sul segnalamento per velocizzare la manovra; piazzali per
movimentazione e/o stoccaggio unità di carico;

VISTO l’Avviso Pubblico per la presentazione delle istanze per l’accesso alle risorse per il
completamento della rete nazionale degli interporti pubblicato in data 22 giugno 2020 sul sito del
Ministero in: “Documentazione”- “Ferrobonus e Marebonus – Contributi ed incentivi per Interporti
ed Intermodalità”;

VISTO il decreto direttoriale n. 146 del 12 agosto 2020 con il quale è stata nominata la commissione
incaricata dell’istruttoria e valutazione delle domande per l’accesso alle risorse per il completamento
della rete nazionale degli interporti di cui al citato Avviso Pubblico del 22 giugno 2020;

VISTO il verbale di conclusione dei lavori del 3 novembre 2020 della su richiamata Commissione
ministeriale;

CONSIDERATO che l’Amministrazione ha già attivato le procedure previste dalla normativa
europea sugli aiuti di Stato e che l’erogazione dei contributi sarà sospesa in attesa dell’autorizzazione
della Commissione Europea.

DECRETA
Art. 1
1. Le risorse di cui al Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese di cui
all’articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (2018-2022), destinate al
completamento della rete nazionale degli interporti, con particolare riferimento al
Mezzogiorno, per un importo di 45 milioni di euro, sono ripartite – nel rispetto dei criteri di cui
all’ “Allegato all’avviso di presentazione istanze per accesso alle risorse per il completamento
della rete nazionale degli interporti” del 22 giugno 2020

nel modo seguente:
- Bari – Interporto Regionale della Puglia Spa € 4.128.554,93
- Bologna – Interporto Bologna Spa € 4.314.562,93
- Cervignano – Interporto di Cervignano del Friuli Spa € 1.909.817,91
- Jesi – Interporto Marche Spa € 1.065.382,44
- Livorno – Interporto Toscano A. Vespucci Spa € 3.114.224,23
- Marcianise-Interporto Sud Europa Spa € 2.213.721,34
- Novara – Centro Interportuale Merci Spa € 2.472.620,87
- Orte – Interporto Centro Italia Orte Spa € 3.546.816,60
- Padova – Interporto Padova Spa € 4.494.336,38
- Parma – CE.P.I.M. Interporto di Parma Spa € 4.494.336,38
- Portogruaro – Portogruaro Interporto Spa € 2.025.105,84
- Prato – Interporto della Toscana Centrale Spa € 1.768.663,27
- Torino – Società Interporto Torino Spa € 1.690.769,35
- Trento – Interbrennero Spa € 4.295.530,36
- Verona – Interporto Quadrante Europa – Consorzio ZAI € 3.465.557,17

Art. 2
1. Gli interporti di cui all’art. 1 finanzieranno con l’apporto di “Altre risorse” per un totale di 61
milioni di euro tutte le opere non eleggibili a contributo statale come dettagliatamente indicato
nelle singole convenzioni che verranno sottoscritte con la Direzione Generale per il trasposto
stradale e per l’intermodalità.

Art. 3
1. L’erogazione dei benefici di cui al presente decreto è subordinata alla dichiarazione di
compatibilità con le norme sul mercato unico, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del
Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in materia di aiuti di Stato.

NASCE EASYWAGON SERVIZIO INNOVATIVO, UNICO IN ITALIA, PROMOSSO DA ADRIAFER E VTG RAIL EUROPE PER SOSTENERE IMPRESE FERROVIARIE E OPERATORI INTERMODALI

Trieste– Dinamismo e piena operatività al porto di Trieste, nonostante il difficile momento di crisi. E’ stato lanciato nei giorni scorsi Easywagon: il nuovo servizio rivolto agli operatori ferroviari del polo logistico regionale per semplificare l’utilizzo dei carri in composizione ai treni in arrivo e partenza e per la realizzazione di nuovi servizi.

L’iniziativa promossa da Adriafer, controllata al 100% dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e dall’operatore tedesco VTG Rail Europe, consiste in un’innovativa modalità di noleggio carri a giornata e con breve preavviso. Grazie al nuovo progetto, primo del genere in Italia in area portuale, tutte le imprese ferroviarie e MTO (operatori intermodali) accreditati, potranno prenotare in modo trasparente e alle medesime condizioni una muta di carri solo per le giornate di effettivo utilizzo. Questa operazione mira ad agevolare i servizi ferroviari in start-up dal porto di Trieste che non dovranno più sostenere il rischio di un noleggio carri annuale e le eventuali giornate di inutilizzo. La prima muta messa a disposizione è composta da carri “twin”, adatti al trasporto di semirimorchi, casse mobili e container, ma è previsto l’incremento nel numero di mute a disposizione anche con carri di diversa tipologia.

“Si tratta di  un progetto innovativo che vede ulteriormente sostenuta e rafforzata la forte specializzazione del porto di Trieste sulla componente treni -  spiega Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale – e che porta a creare nuove opportunità di sviluppo intermodale. Uno degli obiettivi del porto è infatti quello di aumentare la presenza di nuove imprese ferroviarie e Easywagon è stato pensato proprio con questa filosofia”.

Lorma–Gts, nuovo servizio su tratta Genova Psa-Padova. Da marzo 2021 nuovi collegamenti dal porto

Roma- Al via il nuovo servizio intermodale Lorma Logistic – Gts Rail che opererà sulla direttrice del traffico Genova Voltri – Interporto Padova a/r.

Lorma Logistic, l’operatore di trasporto intermodale affiderà i suoi container marittimi alla trazione della Gts Rail. Al momento due i viaggi a settimana, oltre i 100 TEU trasportati.

“Il servizio – spiegano le due società – collegherà il Nord-Est, parte strategica e fondamentale dell’economia del sistema paese Italia, ad uno dei principali porti nazionali, e si inserisce in un contesto più ampio del cambio modale dalla strada alla ferrovia finalizzato anche a decongestionare il nodo viario genovese, tema che trova ampio consenso da parte di tutte le compagnie di navigazione e di spedizionieri, oltre che dalla popolazione del territorio.

L’operazione inoltre avrà un effetto positivo sull’ambiente con una riduzione delle sole emissioni di CO2, superiore alle 1350 Tonnellate/anno. Dal prossimo mese di marzo, sono in programma nuovi collegamenti dal porto di Genova”.

“Siamo molto soddisfatti di questo accordo con Lorma Logistic – dichiara Alessio Muciaccia, ceo di Gts – e siamo certi che a questo progetto ne seguiranno altri. Riteniamo che il sistema portuale italiano abbia ancora tantissimo da esprimere in termini di opportunità per il mondo della ferrovia e noi siamo qui per coglierle”.

“Abbiamo un ambizioso ed impegnativo programma di sviluppo intermodale – spiega Stefano Cibien, amministratore delegato di Lorma Logistic – e in Gts Rail abbiamo individuato il partner ideale. Oggi, grazie al sostegno e all’interesse di PSA GENOVA PRA’ e Interporto di Padova Spa, il nostro network potrà contare su un importante valore aggiunto in termini di qualità ed affidabilità con una prospettiva di ecosostenibilità di rilievo”.

Il ‘golden power’ contro la colonizzazione non basta

Roma. Ieri il presidente della Cina, Xi Jinping, a conferma dell’esuberanza commerciale cinese, ha detto che la globalizzazione è irreversibile, perciò il bene lo produce la Cina e gli altri ubbidiscono e lo pagano! Con l’avvento del nuovo presidente USA, Joe Biden, anche se molte cose non cambieranno nell’amministrazione americana, la Cina continuerà le proprie impostazioni sulla Via della Seta e sulla sua presenza a Trieste.  La durissima presa posizione di Biden su CCC (China Construction Company) sta portando l’Ue a forti preoccupazioni circa la penetrazione commerciale cinese sempre più invasiva e dinamica nelle azioni finanziarie di società anche italiane (i cd. fondi sovrani).

Proprio in questo periodo, di crisi covid-19, il sistema portuale italiano sta soffrendo la mancata conclusione della riforma portuale e tutte le Autorità di Sistema portuale stanno pensando a un golden power più operativo e articolato per evitare l’immobilismo e la non uniformità delle regole sulle concessioni portuali, diverse da porto a porto. Da qui le varie preoccupazioni dei player italiani sulle concessioni  portuali e aeroportuali. Federlogistica, la federazione italiana delle imprese di logistica, magazzini generali, terminalisti e operatori portuali, retroportuali e aeroportuali, ha chiesto al Governo un ‘tavolo’ per scongiurare le distorsioni di mercato generate autonomamente da un porto rispetto ad un altro ed ancor più grave fra porti di uno stesso sistema portuale e fra aeroporti.

Per Luigi Merlo, presidente di Federlogistica, (Conftrasporto/ Confcommercio) “il ‘golden power’ è uno scudo protettivo sulle infrastrutture strategiche e quindi sui porti, come una diga contro i tentativi di ‘colonizzazione’ da parte della Cina.”. In materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, il Governo italiano, con il D.L. n. 21 del 2012 ha segnato il passaggio dal sistema del golden share, disciplinato dall’articolo 2 del D.L. n.332 del 31.05.1994, convertito in legge, con modificazioni, dell’articolo 1, comma 1, della L. n. 474 del 30.07.1994, al sistema del golden power.

A seguito della predetta riforma, dal 2012 i poteri speciali sono esclusivamente di tipo oppositivo, prescrittivo e, in ultima istanza, interdittivo – potendo consistere esclusivamente nell’imposizione di specifiche condizioni, nell’opposizione all’acquisto di partecipazioni o nel veto all’adozione di alcuni tipi di delibere, atti o operazioni – e sono potenzialmente esercitabili nei confronti di tutte le aziende, anche se private, impegnate inattività di rilevanza strategica, senza limitazione alle sole società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato.

La struttura del nuovo sistema normativo italiano, come concepita dal D.L. n. 21 del 2012, si snoda lungo due direttrici: quella della tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale (articolo 1) e quello della salvaguardia degli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti (articolo 2). Per tutto questo, Merlo dichiara che “… senza il varo di un regolamento (atteso da sedici anni) che uniformi le concessioni portuali, si potrebbe delineare un rischio di isolamento e quindi di emarginazione della portualità italiana.”. Nell’incertezza governativa su questi argomenti, i porti si trovano a dover affrontare competitività interna anche dai settori del pubblico.

Per questo, bene ha fatto il presidente dell’AdSPMAM, prof Ugo Patroni Griffi, a rinviare al 1° gennaio 2022 l’adeguamento dei diritti portuali, previsto per il 1° gennaio 2021, compiendo un ulteriore e significativo sforzo a sostegno delle compagnie di navigazione, traghetti e passeggeri, fortemente penalizzate  dal calo del traffico determinato dall’emergenza sanitaria, trasformatasi in economica ed occupazionale. “In questo momento più che mai – afferma Patroni Griffi – ritengo sia indispensabile fare sistema e sostenere gli operatori, oggi particolarmente colpiti, che domani avranno l’arduo compito di riaccendere il motore per la ripresa del Paese. Il sostegno pubblico adeguato e rapido può contribuire ad attenuare le conseguenze della crisi e ad allentare le tensioni”. I diritti portuali sono gli oneri, previsti dalle norme, a carico degli armatori per la fruizione degli spazi negli ambiti portuali e di tutti i servizi forniti.

Abele Carruezzo

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C.I.S.Co.-UniGe-Politecnico di Torino: INDAGINE NAZIONALE SUI LIMITI GIGANTISMO NAVALE

C.I.S.Co. - Centro Internazionale Studi Containers, in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova e il Politecnico di Torino, sta portando avanti un’indagine sul Gigantismo Navale. Il questionario, rivolto agli operatori del settore marittimo-portuale, si pone come obiettivo quello di evidenziare i limiti e le problematiche associati al fenomeno del gigantismo navale, considerando tutti gli interessi degli stakeholder convolti.

A conclusione dello studio verrà elaborato un report, i cui dati saranno forniti in forma aggregata, che verrà inviato esclusivamente a chi fornirà il suo contributo alla compilazione del questionario.

 

INIZIA IL QUESTIONARIO

CLICCA QUI: https://it.surveymonkey.com/r/X95MMVT

AdSP MLO: L’Italia è il mare. Signorini alle Giornate del mare

Il Presidente Signorini ha partecipato al convegno L’Italia è il mare nell’ambito della rassegna Le giornate del mare curata da Limes, rivista italiana di geopolitica, che si è tenuta domenica 15 novembre a Palazzo Ducale

All’interno del dibattito dal titolo Porti italiani come non farsi la guerra, il Presidente ha osservato come in Italia ci sia più complementarietà che competizione la quale, nel corso degli anni, ha portato ad una diversa specializzazione dei differenti bacini portuali.

Il discorso è proseguito parlando dell’importanza di gestire in maniera corretta la presenza, sicuramente molto importante, dei grandi player globali all’’interno dei porti affinché non si crei, a seguito di una posizione dominante di uno di questi operatori, un eccesso di competizione tra i porti che sarebbe difficilmente contrastabile.

Il presidente ha poi concluso il suo intervento analizzando le nuove sfide derivanti dalla pandemia globale e proponendo quattro elementi che potrebbero rendere più competitivi i porti italiani e al tempo stesso migliorarne la cooperazione.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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