MIT: AdSP volano di sviluppo per l’uscita dall’emergenza Covid 19

Roma. Doveva essere l’anno dell’IMO 2020 per le norme internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera prodotte dal trasporto marittimo. Invece in questo primo trimestre 2020 si combatte contro un nemico invisibile, il Covid -19. Emergenza che sta mettendo in crisi l’intero settore dello shipping internazionale. L’epidemia di coronavirus ha interessato tutti i segmenti della catena logistica del settore navale riducendo le prospettive di crescita per quest’anno 2020 e sta influenzando anche lo sviluppo della flotta. Sicuramente, nel working e thinking dello shipping si è passati dal regolamento sullo zolfo dell’IMO 2020 come argomento focus dell’anno all’emergenza sanitaria da covid-19 che si è trasformata in emergenza economica/sociale.

Le domande di trasporto marittimo, anche se si sono salvaguardate alcune tipologie di merci, si sono indebolite e l’incertezza si è estesa su tutta la filiera. Anche le attività delle costruzioni navali e di demolizione ora sono limitate dalle restrizioni sanitarie in tutto il mondo e ritardi nella consegna di nuove navi. L’impatto del coronavirus sull’industria navale significa che molte società armatoriali potrebbero ora demolire le loro navi. Questa situazione si sta riflettendo anche negli sviluppi della flotta per tutto il primo semestre 2020; e se poi ci mettiamo l’incertezza sulle future normative ambientali, un armatore ci penserà due volte prima di ordinare nuove costruzioni di navi senza un valido “aiuto di stato” a scapito di quello che pensa l’intellighenzia finanziaria europea sulla tassazione dei porti.

In questo periodo particolare, pensiamo che le varie Autorità dei Sistemi Portuali italiani possano essere importanti per cogliere tutte le possibilità degli aiuti ministeriali messi in campo per pianificare una ripresa delle attività marittime/portuali e logistiche. L’altro giorno si tenuto il secondo incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, durante il quale i presidenti di AdSP hanno formulato un piano strategico sulle misure di carattere economico ed organizzativo per contenere le ricadute negative e per la ripartenza dell’economia del mare.

La strategia dei presidenti delle AdSP si sviluppa su cinque punti: 1- estensione della normativa derogatoria sui canoni a tutte le concessioni disciplinate dal Codice della Navigazione; 2- l’azzeramento dei canoni demaniali dal 1° marzo sino al 31 agosto2020, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, e rateizzazione dei canoni per i mesi seguenti fino al 31 dicembre 2020 per sostenere le aziende; 3- sterilizzazione degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria sulla durata delle concessioni, con possibile estensione di un anno delle concessioni relative ai terminal passeggeri, crociere e ai cantieri navali; 4- interventi di sostegno finanziario alle compagnie portuali per superare la crisi e garantire la continuità delle operazioni portuali; 5- deroga alla destinazione d’uso delle aree portuali ai fini del decongestionamento, favorendo l’utilizzo più intenso del demanio pubblico e quindi maggiore creazione di valore.

Lo stesso Ministero si è fatto carico di inserire, nel “decreto Liquidità”, illustrato ieri alla stampa dal Presidente Conte, altre agevolazioni. Tale decreto sbloccherà garanzie pubbliche, fino a un importo massimo di 2,6 miliardi, in favore di Fincantieri, tramite il sistema export- CREDIT di SACE – Cassa Depositi e Prestiti, relative a dodici navi da crociera da costruire. Si tratta di quattro navi da crociera MSC Cruises; l’installazione di scrubber sulla nave Msc Magnifica; una nave della Carnival; quattro navi della Viking Cruises; tre navi della Norwegian Cruise Line Holdings (queste ultime a rischio di perdere la commessa).

In più sul portale Trasparenza del Ministero – Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali PON in materia d’infrastrutture e trasporti – è stato pubblicato l’Avviso di manifestazione d’interesse per la formulazione di proposte progettuali nell’ambito dell’asse B “ Recupero Water Front”. Gli interventi progettuali riguardano la Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Possono presentare i progetti le pubbliche amministrazioni individuate dal D.lgs. 30marzo 2001, n. 165 art. 1 comma 2. Le linee d’azione riguardano interventi di ampliamento e riqualificazione degli approdi e moli; restyling del terminal crociere dei porti delle regioni meno sviluppate; interventi di sistemazione e di riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali; interventi di miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali.

In particolare per la Puglia sarà data priorità  ad interventi coerenti con gli indirizzi strategici del Piano Regionale dei Trasporti e relativo Piano Attuativo, e/o del Documento Strategico dell’Area Logistica Integrata di Puglia e Basilicata e/o del Piano regionale delle Merci e della Logistica; interventi previsti da Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) adottati dopo l’approvazione delle Linee Guida regionali per la redazione dei PUMS (DGR n.193 del 20.02.2018 modificata con DGR n. 1645 del 20.09.2018). I tempi per la presentazione dei relativi progetti sono molto ristretti. E il Comune di Brindisi non dovrebbe perdere  altro tempo per coordinare la progettualità con l’AdSPMAM.

Abele Carruezzo

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La AdSP del mare di Sardegna ai primi posti nella classifica della portualità nazionale

Prima per numero di passeggeri su traghetto, seconda per movimentazione di rinfuse liquide, terza per tonnellate globali di merce. Per il terzo anno consecutivo, nonostante la contrazione del traffico container, l’AdSP del Mare di Sardegna conferma il suo ruolo chiave nel panorama della portualità nazionale.

È, in sintesi, quanto emerge dal Bollettino statistico redatto dall’Associazione dei porti italiani (Assoporti) relativo al 2019. Un focus dettagliato sul sistema portuale del Paese nell’anno appena concluso, che mette in chiaro i numeri generati dalle 16 Autorità di Sistema, per un totale di circa 50 porti amministrati. In questo scenario,  l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna conferma la leadership nazionale nel trasporto passeggeri su traghetto (lungo raggio) con 4.991.759 unità, alle quali si aggiungono altri 845 mila di Portovesme e 284 mila circa di Santa Teresa; passeggeri, questi, che rientrano nella categoria del “corto raggio”.

Secondo posto, invece, con 27.873.750 tonnellate, nel settore delle rinfuse liquide (preceduti da Trieste e Monfalcone) e al quarto per tonnellaggio di merci varie trasportate su gommate (10.922.066); classifica, questa, dominata dal sistema portuale di Livorno, Piombino e Portoferraio con quasi 22 milioni di tonnellate. Terza posizione, con 46.250.438 tonnellate, per il totale delle merci movimentate (somma di rinfuse liquide, solide, contenitori, varie e su gommato). Classifica nella quale l’AdSP sarda è preceduta da quella del Mare Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone), con poco più di 66 milioni di tonnellate e, al primo posto, da quella del Mar Ligure Occidentale (Genova e Savona – Vado), con oltre 67 milioni.

Ottavo posto, invece, sullo scenario nazionale dell’industria crocieristica, con oltre 457 mila unità in transito. Negativo, invece, il risultato dei container movimentati che, con l’interruzione del traffico a partire dalla scorsa primavera, ha portato il Porto Canale di Cagliari al decimo posto, rispetto all’ottavo dei due anni precedenti. Situazione che, comunque, non ha inficiato l’andamento generale del sistema Sardegna. “Il bollettino statistico di Assoporti per l’anno 2019 è sicuramente la fotografia più chiara del panorama dei trasporti marittimi del nostro Paese – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna -. Un focus che, ancora una volta, ha messo in luce l’enorme potenzialità dei nostri porti nel sistema nazionale ed il ruolo strategico che l’AdSP sarda gioca in termini di valore aggiungo nell’economia isolana.

Dati positivi che, nonostante la crisi del comparto container, rendono il sistema dei porti sardo altamente competitivo”. Numeri che, per il 2020, difficilmente saranno riproponibili. “I dati del bollettino di Assoporti – continua Deiana – rappresentano una ventata di ottimismo in un momento così difficile, quale quello dettato dall’emergenza sanitaria globale, che ci sta mettendo di fronte ad un taglio del 100 per cento sul traffico crocieristico, di oltre il 90 per cento su quello passeggeri e ad una crisi industriale, senza precedenti, per alcune importanti realtà armatoriali.

Le performance 2019 devono spingerci a guardare avanti con fiducia, ribandendo il ruolo fondamentale che i porti giocano nel panorama economico e sociale italiano. E’ in momenti come questi che bisogna pianificare la ripartenza, ripensando l’intero impianto, soprattutto rimuovendo quegli inutili vincoli che ostacolano l’improrogabile rilancio della portualità nazionale, attraverso la realizzazione di piani di investimento per opere strategiche, innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi e delle operazioni portuali. Solo così potremmo rispondere efficacemente ad una nuova e più difficile realtà totalmente che non ammetterà più le lentezze di una burocrazia elefantiaca”.

Marittimi, Uiltrasporti: il settore è in piena tempesta. Urgono provvedimenti e incontri

Roma- “Siamo molto preoccupati per le navi ferme nei porti a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, che hanno messo a terra migliaia di marittimi, molti dei quali non coperti dagli ammortizzatori sociali previsti dagli ultimi decreti della Presidenza del Consiglio”. Così il Segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il Segretario nazionale, Paolo Fantappiè, della Uiltrasporti, che proseguono:

“E’ urgente un segnale preciso del Governo, che metta risorse economiche specifiche per il settore marittimo già a partire dal prossimo decreto legge di Pasqua, con un pacchetto che copra tutti i marittimi oggi senza lavoro, rifinanziando il Fondo Solimare la cui dotazione attuale è insufficiente, ed individuando aiuti specifichi per coloro che non ne potranno usufruire, senza escludere un eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali tradizionali.

“Contestualmente auspichiamo che vengano individuati anche aiuti economici per le imprese armatoriali, per impedire che alla ripresa delle attività si registri un’importante contrazione occupazionale in un settore strategico per gli spostamenti delle persone, i rifornimenti alle isole e l’economia reale del Paese.

“Infine, continuiamo ad essere ancora preoccupati per Tirrenia CIN, che nonostante l’accordo con i commissari di Tirrenia AS, ha confermato la chiusura degli uffici di Napoli, mentre sulla stampa quotidianamente appaiono notizie di gravi problemi finanziari del gruppo Onorato, da cui aspettiamo ancora delucidazioni urgenti.

“A luglio prossimo scadrà la continuità territoriale con Sardegna, Sicilia e Tremiti e ancora attendiamo dal Governo i chiarimenti necessari sul come si concretizzerà la nuova gara di assegnazione delle tratte e soprattutto come vi sarà coniugata la clausola sociale, che deve garantire l’occupazione ed il salario di tutti i marittimi di Tirrenia CIN”.

Un occhio al cielo, l’altro sul territorio

Brindisi-Non è il titolo di un film ma la realtà di una presenza vigile seppur silenziosa, che da oltre 70 anni esiste e cresce a Brindisi. Noi lavoratori del Centro di Controllo d’Area di brindisi, in questi strani giorni di resilienza, lavoriamo per garantire voli di linea, sorvoli internazionali, i voli che rimpatriano connazionali e medici che aiutano a combattere questa guerra, voli sanitari e umanitari, voli che trasportano materiali, macchinari e dispositivi di sicurezza indispensabili ai medici ed operatori sanitari che lottano in prima linea, e verso i quali non smetteremo mai di essere grati.

Non ci è però sfuggito che, in queste settimane più che mai, le difficoltà di chi un lavoro non ce l’ha e di chi ne aveva uno precario e senza garanzie, si sono aggravate. Per questo motivo abbiamo deciso, attraverso l’associazione Brindisi Radar Club, che coordina le nostre iniziative ludiche e culturali da molti anni, di promuovere una raccolta fondi e di aderire alla Rete BrindisiSolidale.

Con il contributo di molti lavoratori del Centro, abbiamo raccolto e inviato 6.000 € che il Comune, in coordinamento con Caritas e Croce Rossa e le associazioni che operano su territorio, utilizzerà per sostenere chi ne ha maggiore bisogno. Siamo certi che le realtà consolidate come la nostra fortifichino il territorio e che ciascuno possa e debba fare la propria parte per fornire il proprio contributo a migliorare la situazione. #UnitiSiVince

ALLARME LIQUIDITÀ DA FEDESPEDI: LA LOGISTICA NON È UNA BANCA

LE IMPRESE DI SPEDIZIONI NON POSSONO GARANTIRE L’OPERATIVITÀ SENZA I PAGAMENTI DELLA CLIENTELA

Il Presidente Moretto: “L’emergenza Coronavirus ha confermato la strategicità della logistica ma le imprese di spedizioni non possono sostenere da sole l’onere del lockdown. Senza condizioni normative e finanziarie adeguate, rischiamo il blocco del sistema logistico”

Nelle attuali condizioni il sistema logistico non potrà garantire a lungo la propria attività al servizio dell’economia del Paese. Alle gravi difficoltà operative dovute al congestionamento dei nodi logistici si aggiunge una crisi di liquidità finanziaria che rischia di minare l’attività delle imprese del settore della supply chain.

Questo l’allarme che arriva da Fedespedi e dal Presidente, Silvia Moretto: L’emergenza Coronavirus ha confermato la strategicità del settore della logistica, delle spedizioni e del trasporto merci che vale il 9% del Pil nazionale. Anche in questa congiuntura eccezionale di sospensione delle attività non essenziali – prorogata con un nuovo DPCM fino al 13 aprile – la supply chain continua con senso di responsabilità a lavorare al servizio dell’economia del Paese in base a quanto disposto dai decreti governativi, ma non può sostenere interamente gli oneri del lockdown. Siamo riconosciuti tra le attività essenziali ma non ci sono le condizioni per poter garantire il nostro servizio”.

Come abbiamo già denunciato – prosegue Moretto – è necessario che il Governo chiarisca che l’attività di magazzinaggio è consentita per tutte le imprese, anche quelle in cui il processo produttivo è fermo. Questo è fondamentale perché i nostri operatori possano proseguire le attività di consegna e ritiro della merce: gli hub portuali e aeroportuali sono vicini al livello di capacità massima di contenimento dei container. Se raggiungiamo il livello di saturazione scatteranno ulteriori oneri a carico della merce. A questo si aggiunge la preoccupazione per la crisi di liquidità finanziaria che ha già gravi conseguenze sui bilanci aziendali. Le imprese clienti chiedono dilazioni di pagamento e delle scadenze che noi non possiamo accordare. Siamo operatori della logistica e non istituzioni di credito e non possiamo lavorare senza essere remunerati.”

Moretto aggiunge: “l dati analizzati dal Centro Studi Fedespedi mostrano una contrazione del Pil italiano tra il 4% e il 7% nel 2020. La contrazione degli scambi commerciali, inoltre, impatta gravemente in termini di fatturato su tutti i comparti della filiera logistica. Come evidenziato dal Centro Studi di Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, nel 2020 si prevede una contrazione dei volumi di merce movimentata del 20 – 25%.

È assolutamente necessario che le imprese nostre clienti paghino i servizi che hanno attivato con noi e che abbiamo portato a termine anche in questa congiuntura eccezionale, come previsto e nelle condizioni richieste dalle disposizioni governative. Già ad oggi sono calcolati oltre 2,5 miliardi di euro di crediti insoluti (Centro Studi Confetra) che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese nel breve termine. Il nostro è un settore labour intensive che impiega 50.000 addetti: le aziende devono, innanzitutto, essere in grado di pagare il lavoro delle persone, che continuano ad alimentare ogni giorno la circolazione delle merci nel nostro sistema paese.”

“Rivolgiamo, quindi, un appello alle nostre imprese clienti per invitarle a non scaricare sul nostro comparto gli oneri del lockdown, consapevoli della difficoltà che questa emergenza comporta per tutto il tessuto economico del Paese. Chiediamo al Governo, inoltre, di fornire al settore tutte le garanzie operative e finanziarie perché le imprese possano proseguire la propria attività.” conclude Moretto.

YILPORT HOLDING A GONFIE VELE AL SAN CATALDO CONTAINER TERMINAL

Si trasmette press release da parte della Yilport Holding Inc, che si ringrazia per la consueta attenzione e disponibilità, con cui la Società conferma il regolare svolgimento delle attività presso il San Cataldo Container Terminal, nel porto di Taranto, anche in questo momento caratterizzato dalle conseguenze della pandemia Covid 19 e della crisi dei traffici commerciali internazionali. .  Pur considerando la “goliardia” di alcune notizie solitamente diramate nella giornata del 1° aprile, la particolare e delicata attuale situazione sanitaria e sociale dovrebbe consigliare maggiore responsabilità e cautela nel diffondere notizie false e potenzialmente dannose per il rilancio del territorio e per la sicurezza.

Il Presidente Prof. Avv. Sergio Prete

 

La Yilport Holding conferma I suoi progetti per il terminal contenitori del Porto di Taranto. L’Azienda sottolinea che, diversamente da quanto riportato da voci infondate, le attività per il rilancio del San Cataldo Container Terminal procedono alacremente e negli anni a venire il Terminal sarà noto come uno dei maggiori porti del portfolio della Yilport Holding.

Raffaella Del Prete, General Manager del San Cataldo Container Terminal ha dichiarato: “Yilport Holding è entusiasta dell’investimento fatto nel San Cataldo Container Terminal e le voci infondate che dicono il contrario non hanno alcun impatto su questo progetto che ha una durata di almeno 49 anni. Siamo felici di investire a Taranto e Yilport è impegnata nello sviluppo del traffico commerciale e logistico del nostro Terminal. Pensiamo e lavoriamo per un futuro a lungo termine. I piani di Yilport nel rinnovare il San Cataldo Container Terminal sono di raggiungere la capacità annuale di 2,5 milioni di TEU e poi, grazie ad ulteriori invetsimenti, portarla fino a 4milioni di TEU. Siamo qui in questo periodo difficile e non abbiamo intenzione di lasciare Taranto, stiamo continuando a lavorare con determinazione per raggiungere I nostri obiettivi.”

Robert Yuksel Yildirim, Presidente del CDA e CEO della Yilport Holding ha aggiunto: “la Yilport Holding è determinata a sviluppare le relazioni commerciali a Taranto ed in Italia. Abbiamo firmato una Concessione della durata di 49 anni e crediamo fermamente nel potenziale del San Cataldo Container Terminal. Dunque siamo felici di restare per almeno 49 anni, non andiamo via. L’attuale pandemia dovuta al COVID-19 ed il suo impatto sul commercio mondiale non cambia I nostri piani. Stiamo ristrutturando il terminal e vogliamo che diventi uno dei principali hub in Italia. Il nostro piano di investimenti prevede oltre 20 milioni di euro per le gru di banchina ed I mezzi di piazzale e fino ad un ulteriore 50 milioni di euro per rilanciare le attività ed assumere personale locale. Il terminal sarà pronto ad operare il più velocemente possibile rispettando gli impegni presi con la firma della Concessione. Siamo stati accolti in Italia per lavorare nei momenti prosperi come in quelli difficili. E dunque investiremo anche in tempi difficili come quelli attuali. Lavoriamo per rendere Taranto il grande terminal che può e deve essere.”

La Concessione, che ha una durata di 49 anni, è stata firmata il 30 Luglio scorso tra Yilport e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio (AdsPMJ), che gestisce il Porto di Taranto. San Cataldo Container Terminal è il 22mo porto marittimo nel portfolio della Yilport Holding ed il primo porto in Italia.

Recentemente Yilport ha affidato a Konecranes il rinnovamento delle gru di banchina del San Cataldo Container Terminal. I lavori interesseranno 2 gru di banchina con un’estensione di 22 file e 5 gru di banchina con un’estensione di 18 file, 16 gru di piazzale, 1 gru mobile, 2 carrelli elevatori e 2 carrelli per la movimentazione dei contenitori vuoti.

Porti Adriatico centrale: sostegno alle imprese, sospesi canoni demaniali per aziende movimentazione merci e traffico passeggeri

A fianco delle imprese e dei lavoratori in questo drammatico momento delle nostre comunità. L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale si è subito attivata per rendere pienamente operativa, nei porti di propria competenza, la sospensione del pagamento dei canoni prevista dal decreto Cura Italia del 17 marzo 2020. Il provvedimento riguarda le imprese portuali e i concessionari regolati dagli articoli 16, 17 e 18 della legge 84 del 28 gennaio 1994 ossia quelli che coinvolgono le aziende che si occupano del traffico passeggeri e della movimentazione delle merci.

Un provvedimento per rispondere alle necessità delle imprese che stanno affrontando una difficile crisi economica dovuta alle conseguenze del coronavirus e del relativo calo verticale dei traffici. L’ordinanza del presidente Adsp Rodolfo Giampieri, pubblicata oggi, applicando il decreto Cura Italia del 17 marzo, stabilisce che i canoni di concessione demaniale delle imprese portuali e dei concessionari regolati dagli articoli 16, 17, 18 saranno sospesi dal 17 marzo al 31 luglio automaticamente, senza necessità di presentare domanda.

L’Autorità di sistema portuale, con questo atto, ha voluto recepire il forte invito del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Paola De Micheli, a supportare le imprese e i lavoratori in questa fase delicata, che sta investendo anche l’economia del mare. Ha perciò cercato di semplificare e velocizzare il più possibile i tempi di regolarizzazione per le imprese definendo una misura per facilitare le modalità di accesso alla sospensione del pagamento, tempistiche e tipologie di pagamento secondo la massima flessibilità consentita dal decreto Cura Italia. Le imprese interessate non dovranno appunto presentare domanda. Dovranno invece inviare il format, allegato all’ordinanza, soltanto se intendono chiedere una rateizzazione del canone dovuto, che potrà essere versato in massimo tre rate che scadranno il 30 settembre, 30 novembre e 31 dicembre 2020. Le aziende che vorranno pagare il canone in un’unica soluzione dovranno farlo entro il 30 settembre 2020.

“Le Autorità di sistema portuale vivono delle risorse che incamerano dai traffici portuali, quindi soffriamo a fianco delle imprese. Nonostante questo, siamo consapevoli di dover fare la nostra parte per affrontare questa crisi e ascoltare i segnali che ci arrivano dal sistema produttivo – afferma il presidente Giampieri -, abbiamo quindi utilizzato gli strumenti che la legge ci dà per cercare di sollevare, almeno un po’, il peso che le aziende portuali devono affrontare in questo periodo. In questo percorso verso la ripresa, camminiamo tutti insieme, fianco a fianco, imprese, più di 9 mila lavoratori, istituzioni. Ringrazio tutti loro per la tenacia, per l’impegno e per il desiderio, che cresce giorno dopo giorno, di farcela, di tornare alla normalità. Non è una sfida facile ma proprio per questo bisogna mettere insieme le forze migliore dei territori”.

Gilberto Danesi entra a far parte del CdA di PSA Italia

Nel giorno in cui lascia la carica di Amministratore delegato di Psa Italia, David Yang, regional Ceo di Psa Europe & America ha comunicato che Danesi entrerà a far parte del Consiglio di Amministrazione di PSA Italia, continuando così a rappresentare le unità di business all’interno delle diverse organizzazioni di categoria e coltivando i rapporti con gli stakeholder

Un ringraziamento per il lavoro svolto fin qui e la fattiva collaborazione con l’Autorità di sistema portuale viene espressa dal presidente dei Ports of Genoa, Paolo Emilio Signorini: “Ringrazio Gilberto Danesi per la straordinaria esperienza manageriale, alla base del notevole successo commerciale del terminal di Prà, e la proattività dimostrata nelle relazioni con il territorio. È un indubbio merito di PSA e di Danesi che il rapporto di collaborazione continui attraverso l’apporto del manager carrarino nel CdA di PSA Italia. Il contributo di Danesi è ancora più importante in un momento così delicato per il nostro porto al fine di trovare e attuare soluzioni che ci porteranno fuori dall’emergenza”.

Parole di stima quelle scritte da Yang; “Sotto la sua guida, Psa Genova Pra’ ha intrapreso un programma di potenziamento e di investimenti volto a trasformare il terminal in una struttura pronta per affrontare le sfide future”.

PSA Pra’: nuove modalità di accesso all’ufficio Merci

Per favorire il contenimento del coronavirus, in ottemperanza alle disposizioni di prevenzione al contagio, a partire dal 2 aprile 2020 per accedere all’ufficio Merci sarà necessario richiedere un ticket di ingresso

Il ticket può essere richiesto a partire dal 2 aprile con le seguenti modalità:

attraverso l’esistente App per smartphone “PSA Genova Pra’ Trasportatori” che sarà a breve arricchita con la funzione ‘One Stop Office’. ·
via SMS al numero: +39 3316166446 scrivendo un messaggio con testo: ‘MERCI’.

All’ingresso dell’ufficio Merci una guardia garantirà la distanza di sicurezza tra i trasportatori e verifica la validità di un SMS o di una notifica Push sulla Mobile App per consentire l’ingresso.

Per approfondire clicca qui.
https://genovapramagazine.it/nuove-modalita-di-accesso-allufficio-merci-one-stop-office/#utm_source=rss&utm_medium=rss

VICENDA TIRRENIA: IL CLUSTER ALIS IN PRIMA LINEA PER CONTINUARE A GARANTIRE CONTINUITA’ TERRITORIALE CON SARDEGNA E SICILIA

Marcello Di Caterina: “Specialmente in questa fase emergenziale da Coranavirus ALIS opererà al fianco del Governo, delle Isole e dell’Italia intera potenziando da subito tutti i collegamenti da e verso la Sardegna e la Sicilia attraverso l’impiego di ulteriori navi e l’avvio di nuove linee”

“In riferimento alla triste vicenda che ha determinato il blocco ai collegamenti marittimi operati dalla Tirrenia CIN, l’intero cluster ALIS e, in particolare, tutti gli armatori ed i trasportatori associati, continueranno ad operare in prima linea al fine di garantire la continuità territoriale con la Sicilia e la Sardegna e ad assicurare il costante e quotidiano approvvigionamento delle merci e dei beni di prima necessità, in primis prodotti alimentari e farmaceutici”.

Così il Direttore Generale di Alis dr Marcello Di Caterina commenta la notizia del sequestro conservativo sui conti correnti di Tirrenia CIN da parte di Tirrenia in AS.

“Specialmente in una fase emergenziale come quella attuale causata dalla pandemia da Coronavirus, il cluster ALIS intende agire ed operare al fianco del Governo, delle Isole e dell’Italia intera, accogliendo favorevolmente quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha precisato in una nota ufficiale come attraverso l’operatività di altri armatori non ci saranno problemi di trasferimento delle merci, in particolare alimentari e farmaceutiche, e di collegamenti con la Sicilia, la Sardegna”, -aggiunge il Direttore Di Caterina a seguito della nota ufficiale diramata dal MIT.

Infatti, il cluster ALIS, che nelle scorse settimane aveva già registrato una quota di mercato pari al 70% delle merci in ingresso e in uscita dalla Sardegna, si impegna quindi a garantire immediatamente, con massima operatività e senso di responsabilità, un potenziamento delle linee già esistenti e dell’avvio nelle prossime ore di nuove linee in maniera tale da poter garantire il trasporto anche alla restante quota di mercato attraverso l’impiego di ulteriori navi da e per la Sicilia e la Sardegna.

Alis esprime vicinanza e supporto al Governo ed a tutta la popolazione insulare in questione e si adopererà al massimo come ha sempre fatto per assicurare, in questo difficile momento, la continuità territoriale e il regolare approvvigionamento delle Isole.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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