Ship & Finance: Armatori e Finanza si incontrano a Bruxelles

Roma-Il 20 gennaio, rappresentanti dello shipping e del mondo della finanza si sono incontrati a Bruxelles durante l’evento Ship&Finance, organizzato dall’ECSA con il supporto dell’Expert Group, per discutere ed individuare soluzioni pratiche e concrete per raggiungere obiettivi comuni, consentendo all’industria armatoriale europea di affrontare le prossime sfide e cogliere le opportunità, mantenendo il suo impegno di contribuire ad uno sviluppo sostenibile.

Nel corso del dibattito, Fabrizio Vettosi, Consigliere Confitarma e membro dell’Expert Group dell’ECSA, ha evidenziato la necessità di affrontare la situazione con un approccio graduale (comprehensive approach) al fine di identificare meglio e con una metodologia scientifica i differenti aspetti del settore per valutare la sua sostenibilità. Infatti, occorre tener presente che la diversità tra i singoli segmenti dello shipping comporta una molteplicità di conseguenze anche in termini di modelli di business.  Per esempio, l’applicazione delle misure IMO 2020, entrate in vigore il 1° gennaio scorso, stanno generando impatti diversi a seconda dei settori e delle aree geografiche, con il rischio di effetti, in termini di sostenibilità ambientale, uguali e contrari in alcuni casi.

Fabrizio Vettosi ha anche evidenziato l’esigenza di un approccio unitario alla tematica da parte delle organizzazioni del settore, sia nell’ambito delle singole associazioni nazionali sia nel loro coordinamento con ECSA e IMO, evitando di lasciare spazio ad iniziative private che potrebbero solo alimentare singole lobby di interesse (per esempio “Poseidon Principles”). Successivamente, il Consigliere Vettosi ha riepilogato il lavoro svolto da ECSA in questi anni e in particolare negli ultimi mesi, guardando in modo ottimistico alla progressiva entrata in vigore di Basel IV che non ha portato aggravi per lo shipping. In particolare, attraverso le ultime due consultazioni di gennaio e settembre 2019, lo shipping europeo ha reiterato alcune richieste specifiche.

“ECSA ha anche lavorato alla definizione della “Taxonomy” che per lo shipping sarà definita dal Technical expert group on sustainable finance (TEG) della Commissione europea nel corrente semestre – ha concluso Fabrizio Vettosi – e che, come auspichiamo, servirà a definire lo shipping molto più green anziché brown”. Tra gli altri hanno partecipato all’evento: Christos Gortsos (UGS e former Deputy della Greek Banking Association), Gonzalo Gasos (Managing Director della European Banking Federation), Gonzague Archambeaud (CEO Louis Dreyfus Armateurs), Ludovic Saverys (CFO di CMB e Board Member di Euronav), oltre ad altri rappresentanti della DG Fisma, TEG of EC, Danish Shipping, Skibs Credit. Il Panel è stato moderato da Marjolein Van Noort (Deputy MD di KVNR – Dutch Shipowners Association).

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, rende noti i dati di traffico della merce movimentata negli scali di La Spezia e Marina di Carrara nello scorso anno

Complessivamente i dati sono i seguenti:

18,9 MILIONI DI TONNELLATE DI MERCE (+3,3%)
1.491.000 CONTENITORI (-3,9%)
650 MILA PASSEGGERI (+31%)

Nel dettaglio, si riportano i dati dei singoli scali

PORTO DELLA SPEZIA

Traffico contenitori
Il porto della Spezia assiste nel 2019 ad un leggero calo nel traffico contenitori con una movimentazione complessiva di 1,41 milioni di TEU (-5%). La flessione è da attribuire sostanzialmente alla ridotta attività di trasbordo che ha interessato lo scalo spezzino per tutto il 2019.
Si tratta comunque di volume di traffico molto rilevante che conferma il porto della Spezia al secondo posto in Italia tra gli scali di accesso ai mercati di destinazione finale, con una quota che si attesta intorno al 18% del mercato nazionale.

Traffico su ferro
In leggera crescita il trasporto intermodale a ferrovia che ha interessato il terminal LSCT: nel 2019 si sono movimentati circa 360mila TEU trasportati (+2,4%), su un totale di circa 7.800 treni, con una quota di trasporto ferroviario al netto del trasbordo superiore al 30%, quota tra le più rilevanti in Italia ed in Europa, che conferma la costante eccellenza dello scalo in questa modalità di trasporto.

Traffico complessivo
In termini di tonnellate complessive, il traffico che nel 2019 ha interessato il porto spezzino si attesta a 15,9 milioni (+0,6%), di cui 2,1 milioni di rinfuse liquide (+55,8%), 371mila di rinfuse solide (-59%) e 13,4 milioni di merci varie (-1%).
Oltre l’84% la quota di trasporto containerizzato sul traffico totale del porto.

Passeggeri
Nel 2019 sono transitati complessivamente nel golfo della Spezia 623mila crocieristi (+32%) dei quali 3.842 in homeport, imbarcati e sbarcati ai terminal crociere.
Le navi passeggeri che hanno scalato il golfo spezzino sono state 169. Per il 2020, sulla base delle prenotazioni pervenute, è stimato un traffico passeggeri di oltre 800mila unità.

PORTO DI MARINA DI CARRARA

Ottimi risultati per il Porto di Marina di Carrara, che chiude il 2019 con un incremento complessivo del traffico merci del 20%, con un totale di 3 milioni di tonnellate movimentate, di cui 676mila come rinfuse solide (+37%) e 2,32 milioni come merci varie, con incremento del +16%.
Tra quest’ultime, 1,1 milioni sono le merci containerizzate (+28,5%), 693mila il traffico Ro-Ro (+19,4%) e 503mila le altre merci varie (-7,8%).
In crescita il traffico contenitori con 81.156 TEU movimentati nell’anno (+40%).
Il traffico passeggeri si attesta a 26.565 transiti, con un incremento del 12,9% sul 2018.

CRYPTOLOGISTICA E LOGISTICA CONNESSA: STATO DELL’ARTE, OPPORTUNITÀ E RISCHI. A MILANO IL 30 GENNAIO

Il 20% dei costi di una spedizione di merci internazionale deriva dalla gestione della documentazione (ricerca del World Economic Forum).
Nel 2025 il mercato della cryptologistica avrà un valore a livello mondiale di 9,8 miliardi di dollari.
L’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti ritiene che le cryptotecnologie trasformeranno radicalmente il settore.

Milano- Secondo una ricerca del World Economic Forum, un quinto dei costi relativi alla spedizione di un container su una tratta internazionale è da attribuire alla creazione, elaborazione e gestione della documentazione. Nonostante la progressiva digitalizzazione portata avanti dalle autorità doganali e dai dipartimenti interni delle grandi aziende logistiche, ancora oggi la quantità di carta generata è impressionante. Una delle conseguenze è che, soprattutto nel passaggio da un attore della catena logistica al successivo, si possono verificare errori che fanno perdere tempo e denaro, ma anche provocare complicazioni peggiori. Secondo le statistiche del Cargo Incident Notification System un quarto di tutti gli incidenti gravi che avvengono a bordo delle portacontainer è da attribuire a errori nella descrizione del carico.

Non è quindi sorprendente che i settori dei trasporti e della logistica siano caratterizzati da un utilizzo crescente delle soluzioni ICT con l’obiettivo di ridurre il carico documentale e automatizzarne la gestione e di migliorare il monitoraggio e il tracciamento dei carichi e dei veicoli. La tendenza subirà un’accelerazione nei prossimi anni grazie alle innovazioni in questo campo. Tra le più importanti ci sono i distributed ledger privati e pubblici basati sulla crittografia e l’Internet of Things.

La diffusione di sensori IoT a basso costo permette infatti di generare dati ricchi di informazioni su di un carico specifico (posizione, temperatura, orientamento spaziale, ecc.) che possono attivare automaticamente le regole scritte in una blockchain. In questo modo, per esempio, la comunicazione dell’orario e delle condizioni di arrivo di un carico di vino in un remoto porto del sud-est asiatico non dipenderà più dalla tempestività (e “precisione”) dell’operatore locale di handling ma sarà gestita da tecnologie neutre e inviolabili.

Una recente ricerca di Allied Market Research stima il valore del solo mercato delle cryptotecnologie per la logistica a 9,8 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita media annua di oltre l’80%.

Sono cifre impressionanti confermate dagli investimenti in corso. Secondo un recente studio del Boston Consulting Group, solo dal 2013 all’inizio del 2019 il venture capital ha investito 300 milioni di dollari su start-up attive in questo ambito, cui vanno aggiunti gli investimenti diretti degli operatori logistici.

Il rovescio della medaglia è che la crescente digitalizzazione porta a maggiore rischio di violazione dei sistemi informatici di gestione delle diverse fasi logistiche, e all’ampliarsi della “superficie d’attacco” a disposizione degli hacker. Paradossalmente però il maggiore ostacolo ad una più rapida ed ampia adozione di queste tecnologie è la resistenza degli operatori. Ancora più paradossale è il fatto che gli operatori sono convinti che effettivamente le tecnologie saranno in grado di risolvere i problemi, sino a cambiare completamente il settore. Questa situazione è messa in luce dal già citato studio di BCG, secondo cui l’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti è convinta che la blockchain e le tecnologie collegate cambieranno il settore, ma tre quarti degli stessi soggetti esplorano l’opportunità solo in modo superficiale o per niente del tutto.

La causa fondamentale non sono le difficoltà o i rischi tecnologici ma la mancata cooperazione e lo scarso coordinamento tra gli operatori soprattutto appartenenti a diversi segmenti della catena logistica.
D’altra parte, alcuni giganti del settore hanno imboccato decisamente la strada, ed essendo blockchain e IoT tecnologie di rete, la loro affermazione è destinata a diventare inarrestabile superata una certa soglia di adozione. Quanto siamo vicini alla soglia? Chi lo scoprirà per primo avrà guadagnato un vantaggio competitivo.

L’argomento sarà tra quelli di punta trattati durante Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry, che ha come filo conduttore dell’edizione 2020, l’industria, la logistica e i trasporti italiani nel mondo, all’epoca del ritorno dei confini e della diffusione delle tecnologie disruptive. Cryptologistica e logistica connessa rientrano a pieno titolo in queste ultime. Durante la sessione dedicata, in programma nel pomeriggio del primo giorno di conferenze, si cercherà di capire cosa sta accadendo in Italia, come si stanno muovendo operatori ed istituzioni, e come l’adozione di queste tecnologie possa contribuire alla competitività del sistema logistico nazionale.

Maggiori dettagli sull’agenda delle due giornate sono disponibili sul sito web www.shippingmeetsindustry.it.
La manifestazione è gratuita, per registrarsi www.shippingmeetsindustry.it/registrati

AdSP MAM-ZES INTERREGIONALE ADRIATICA: GRANDI OPPORTUNITA’ DI CARATTERE FISCALE E AMMINISTRATIVO

Con la formale istituzione della Zona Economica Speciale Interregionale Adriatica possono finalmente iniziare a cogliersi le grandi opportunità rappresentate da notevoli benefici, in termini fiscali e di semplificazione amministrativa, contenute in tale strumento volte come sono a determinare un significativo impulso alla crescita economica e occupazionale nel territorio di riferimento.

Per la semplificazione delle procedure amministrative, in particolare, sono attuative le previsioni contenute, per l’appunto, nel cd. “Decreto Semplificazioni” – decreto legge 14 dicembre 2018, nr. 135, convertito con modificazioni dalla legge 11 febbraio 2019, nr.12 – laddove all’art.3-ter – semplificazioni per le zone economiche speciali – ZES e per le zone logistiche semplificate – ZLS – vengono disciplinati diversi criteri derogatori alla normativa vigente, dall’abbattimento di un terzo dei termini di cui agli articoli 2 e 19 della legge 241/90, di quelli previsti dal d.lgs 152/2006 in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), VAS (Valutazione Ambientale Strategica), AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), dei termini contenuti nel d.lgs 42/2004 e dPR 31/2017 in materia di autorizzazione paesaggistica, dei termini di cui al dPR 380/2001 in materia di edilizia e della legge 84/94 in materia di concessioni demaniali portuali fino all’abbattimento della metà dei termini previsti nelle Conferenze dei Servizi da indirsi ai sensi dell’articolo 14 – bis della legge 241 del 1990 preordinate all’acquisizione delle autorizzazioni,  licenze, permessi, concessioni, nulla osta o altri atti di assenso comunque denominati.

Proprio tale ultima disciplina derogatoria, a valere anche quale test della reale valenza delle semplificazioni in questione, è stata posta in essere per la prima volta da questa Autorità di Sistema portuale, in occasione della indizione della Conferenza dei Servizi in modalità asincrona, datata 16 gennaio 2020, per l’approvazione del progetto definitivo, ai sensi dell’art.27, comma 1 del d.lgs 50/2016, riferito alla realizzazione della vasca idrica di accumulo a Costa Morena Est. Infrastruttura questa, di corredo della piastra intermodale ultimamente realizzata, volta a rendere notevolmente più efficace il funzionamento dell’impianto idrico nell’area, composta com’è da un sistema di disconnessione tra l’alimentazione di acqua potabile dell’ente fornitore (AQP) e l’utente finale (navi) tramite la realizzazione di riserva idrica della capacità utile pari a 400 mc attrezzata di una stazione di spinta.

CRYPTOLOGISTICA E LOGISTICA CONNESSA: STATO DELL’ARTE, OPPORTUNITÀ E RISCHI

A MILANO IL 30 GENNAIO

• Il 20% dei costi di una spedizione di merci internazionale deriva dalla gestione della documentazione (ricerca del World Economic Forum).
• Nel 2025 il mercato della cryptologistica avrà un valore a livello mondiale di 9,8 miliardi di dollari.
• L’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti ritiene che le cryptotecnologie trasformeranno radicalmente il settore.

Milano- Secondo una ricerca del World Economic Forum, un quinto dei costi relativi alla spedizione di un container su una tratta internazionale è da attribuire alla creazione, elaborazione e gestione della documentazione. Nonostante la progressiva digitalizzazione portata avanti dalle autorità doganali e dai dipartimenti interni delle grandi aziende logistiche, ancora oggi la quantità di carta generata è impressionante. Una delle conseguenze è che, soprattutto nel passaggio da un attore della catena logistica al successivo, si possono verificare errori che fanno perdere tempo e denaro, ma anche provocare complicazioni peggiori. Secondo le statistiche del Cargo Incident Notification System un quarto di tutti gli incidenti gravi che avvengono a bordo delle portacontainer è da attribuire a errori nella descrizione del carico.

Non è quindi sorprendente che i settori dei trasporti e della logistica siano caratterizzati da un utilizzo crescente delle soluzioni ICT con l’obiettivo di ridurre il carico documentale e automatizzarne la gestione e di migliorare il monitoraggio e il tracciamento dei carichi e dei veicoli. La tendenza subirà un’accelerazione nei prossimi anni grazie alle innovazioni in questo campo.

Tra le più importanti ci sono i distributed ledger privati e pubblici basati sulla crittografia e l’Internet of Things. La diffusione di sensori IoT a basso costo permette infatti di generare dati ricchi di informazioni su di un carico specifico (posizione, temperatura, orientamento spaziale, ecc.) che possono attivare automaticamente le regole scritte in una blockchain. In questo modo, per esempio, la comunicazione dell’orario e delle condizioni di arrivo di un carico di vino in un remoto porto del sud-est asiatico non dipenderà più dalla tempestività (e “precisione”) dell’operatore locale di handling ma sarà gestita da tecnologie neutre e inviolabili.

Una recente ricerca di Allied Market Research stima il valore del solo mercato delle cryptotecnologie per la logistica a 9,8 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita media annua di oltre l’80%.

Sono cifre impressionanti confermate dagli investimenti in corso. Secondo un recente studio del Boston Consulting Group, solo dal 2013 all’inizio del 2019 il venture capital ha investito 300 milioni di dollari su start-up attive in questo ambito, cui vanno aggiunti gli investimenti diretti degli operatori logistici.

Il rovescio della medaglia è che la crescente digitalizzazione porta a maggiore rischio di violazione dei sistemi informatici di gestione delle diverse fasi logistiche, e all’ampliarsi della “superficie d’attacco” a disposizione degli hacker. Paradossalmente però il maggiore ostacolo ad una più rapida ed ampia adozione di queste tecnologie è la resistenza degli operatori. Ancora più paradossale è il fatto che gli operatori sono convinti che effettivamente le tecnologie saranno in grado di risolvere i problemi, sino a cambiare completamente il settore. Questa situazione è messa in luce dal già citato studio di BCG, secondo cui l’88% dei professionisti della logistica e dei trasporti è convinta che la blockchain e le tecnologie collegate cambieranno il settore, ma tre quarti degli stessi soggetti esplorano l’opportunità solo in modo superficiale o per niente del tutto.

La causa fondamentale non sono le difficoltà o i rischi tecnologici ma la mancata cooperazione e lo scarso coordinamento tra gli operatori soprattutto appartenenti a diversi segmenti della catena logistica.

D’altra parte, alcuni giganti del settore hanno imboccato decisamente la strada, ed essendo blockchain e IoT tecnologie di rete, la loro affermazione è destinata a diventare inarrestabile superata una certa soglia di adozione. Quanto siamo vicini alla soglia? Chi lo scoprirà per primo avrà guadagnato un vantaggio competitivo.

L’argomento sarà tra quelli di punta trattati durante Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry, che ha come filo conduttore dell’edizione 2020, l’industria, la logistica e i trasporti italiani nel mondo, all’epoca del ritorno dei confini e della diffusione delle tecnologie disruptive. Cryptologistica e logistica connessa rientrano a pieno titolo in queste ultime. Durante la sessione dedicata, in programma nel pomeriggio del primo giorno di conferenze, si cercherà di capire cosa sta accadendo in Italia, come si stanno muovendo operatori ed istituzioni, e come l’adozione di queste tecnologie possa contribuire alla competitività del sistema logistico nazionale.

Maggiori dettagli sull’agenda delle due giornate sono disponibili sul sito web www.shippingmeetsindustry.it.
La manifestazione è gratuita, per registrarsi www.shippingmeetsindustry.it/registrati

Seminario “Digitalisation Pathways for Shipping”, 20 Gennaio 2020, presso Sala Antonio d’Amico-Confitarma

Digitalisation Pathways for Shipping 20 January 2020 from 14.30 to 18.00 At Confitarma, Sala Antonio d’Amico, Piazza SS. Apostoli,66 – Roma

Atena Roma and Lloyd’s Register, kindly hosted by Confitarma, have the pleasure to invite you to the Digitalization Pathways for Shipping Seminar.

We will discuss why digitalisation is now key to remain competitive in the market, and what this means for your business going forward. We will explore the opportunities you have to evolve, transform and disrupt your company and the market, and discuss your digitalisation pathways choices ahead.

The industry is transforming through digitalisation, creating new opportunities for business value and success, whilst in parallel presenting new challenges to business survival.

The below topics will be covered through a mixture of presentation, examples and discussion:

What does digitalisation mean for business?
What does digitalisation mean for shipping?
Drivers for digital transformation
Drivers for digital disruption
What are the digitalisation pathways ahead for your business that will create new business value through evolving, transforming and disrupting?

Presenter: Luis Benito (Digital Transformation Director, LR Marine & Offshore), together with members of the Marine & Offshore Innovation team.

For registration please send email: chiara.azzolini@lr.org

Lapsy: la prima start-up all’interporto di Bologna nell’incubatore Logisana

All’interno dell’incubatore Logisana – Logistica sanitaria biomedicale, si è insediata a Gennaio 2020 la prima start-up del settore

Alimenti e farmaci devono viaggiare a temperatura controllata; così Lapsy ha messo a punto una tecnologia che traccia le condizioni e la movimentazione in tempo reale di merce e prodotti fragili.

L’azienda produce, infatti, un sistema di localizzazione assemblando hardware, firmware e software che consente il controllo real time di cose e persone.

Per la merce, attraverso sensori avanzati, la tecnologia è in grado di monitorare qualsiasi struttura di stoccaggio e smistamento, visualizzando con precisione il posizionamento e monitorandone costantemente le condizioni, in modo che qualsiasi spostamento non autorizzato venga segnalato.

Durante il viaggio della merce, inoltre, i sensori registrano costantemente la temperatura, l’umidità e gli eventuali urti durante tutto il tragitto.

Attraverso la tecnologia Internet of Things aumenta poi la sicurezza anche per le persone più deboli, riconoscendo quando chi le indossa si avvicina a zone segnalate come pericolose o supportando persone non autonome.

I sensori di Lapsy possono essere integrati all’interno di orologi, braccialetti oppure fissati agli abiti con una clip.
È possibile ricevere in questo modo un allarme in caso di eventuale caduta o allontanamento al di fuori delle zone sicure.
Ulteriori informazioni sono disponibili al link www.lapsy.me

L’IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE DEL SISTEMA PORTUALE VENETO

Giovedì 23 gennaio a partire dalle ore 9:30 nella Venezia Heritage Tower di Marghera si terrà la presentazione dello studio L’IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE DEL SISTEMA PORTUALE VENETO, frutto della collaborazione tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e Camera di Commercio Venezia Rovigo, in accordo con Unioncamere Veneto e con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nel corso dell’incontro saranno messi in luce i vantaggi economico-sociali derivanti dalle sinergie tra sistema portuale e territorio emersi da una ricerca svolta con metodi innovativi.

Programma:

ore 10:00   Saluti istituzionali

Giuseppe Fedalto -  Presidente Camera di Commercio di Venezia Rovigo

Mario Pozza – Presidente Unioncamere del Veneto

Rappresentante del Comune di Venezia

Elisa De Berti – Assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti della Regione del Veneto

ore 10.40   Relazione tecnica “L’Impatto economico e sociale del sistema portuale veneto”

Andrea Favaretto – Centro Studi Sintesi

Federico Della Puppa – Smart Land

ore 11:20   Tavola Rotonda

Stefano Micelli – Università Ca’ Foscari di Venezia

Alessandro Panaro- Studi e ricerche per il Mezzogiorno

Antonello Fontanili – Direttore Uniontrasporti

ore 12:10    Relazione strategica: “Potenzialità e sfide del sistema portuale veneto”

Pino Musolino – Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale

ore 12:45   Conclusioni

Come raggiungere la Venezia Heritage Tower


La Città Metropolitana di Bologna autorizza l’espansione di Interporto

Via libera della Città metropolitana all’espansione di Interporto nel Comune di San Giorgio di Piano

Il progetto urbanistico dell’Interporto di Bologna si articola su tre piani di espansione (PPE – Piani Particolareggiati di Esecuzione). Il primo ed il secondo sono già stati completati, mentre parte del terzo è già stato realizzato sul territorio di Bentivoglio.
Con la variante appena approvata, si avvia la realizzazione del terzo piano anche nel comune di San Giorgio di Piano, che vedrà la costruzione di magazzini dedicati ad attività di trasporto e logistica.

Il Piano prevede, inoltre, la realizzazione di un’uscita a nord dell’infrastruttura, finalizzata esclusivamente al transito di mezzi leggeri o medio pesanti, confermando anche i percorsi ciclabili previsti all’interno dell’ambito.

Il nuovo accesso nord permetterà di razionalizzare i transiti in arrivo riducendo quindi le percorrenze interne ad Interporto; inoltre potrà essere utilizzato per collegare il Polo Logistico con il trasporto pubblico, con la rete ciclabile e con la stazione di San Giorgio di Piano. L’accesso sud è utilizzato dai veicoli leggeri e pesanti e come tale resterà in funzione.

INIZIA L’ITER PARLAMENTARE DI CONVERSIONE DEL MILLEPROROGHE. LE PROPOSTE DI CONFETRA PRESENTATE AI GRUPPI PARLAMENTARI

Roma-“Abbiamo già in chiusura del 2019 presentato le nostre proposte al Parlamento. Proposte a costo zero, come indispensabile per un Provvedimento che ha natura esclusivamente regolatoria e che non deve contenere disposizioni che abbiano impatto sulle finanze pubbliche” ha dichiarato il Vice Presidente di Confetra con delega alle Semplificazioni ed alla Legislazione Marco Migliorelli.

“I nostri settori hanno bisogno di massicci investimenti e politiche incentivanti, penso alle infrastrutture nel primo caso ed al supporto allo shift modale nel secondo. Ma anche di diversi interventi di disboscamento burocratico, di ammodernamento della legislazione e di semplificazione operativa. Basti pensare che, ad esempio, i soli controlli sulla merce ammontano ad oltre 130 procedimenti in capo a 17 diverse pubbliche amministrazioni. E molti di questi potrebbero vedere un ruolo per gli operatori ben più attivo, ovviamente dentro un quadro regolatorio diverso, delegante, più europeo e più moderno.

Aggiungo un altro esempio: dopo la tanto auspicata abrogazione del mai decollato sistema Sistri, oggi tuttavia non è specificato in nessuna norma che il rifiuto non deve certo essere trattato quando è in transito intermodale in un terminal portuale o inland. C’è poi la necessità di garantire una migliore regolazione normativa alle aree di sosta per le merci pericolose, in ambito cargo ferroviario, e di estendere a tutti i lavoratori portuali i benefici già previsti per gli esodi anticipati, con il “Correttivo Porti” del 2017, solo per alcune categorie. Abbiamo riscontrato, anche in questa Legislatura, un’attenzione importante in tanti Parlamentari rispetto alle esigenze del settore della Logistica e del Trasporto merci. Ed in rappresentanza esclusiva di tale settore anche presso il CNEL, molte nostre proposte sono poi diventate Atti di Iniziativa Legislativa depositate presso il Parlamento. Speriamo non si sprechi l’opportunità del Milleproroghe per chiudere positivamente, finalmente, almeno alcuni di questi dossier”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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