Regione Sicilia – Musumeci a Linosa, sei milioni per il porto

Visita istituzionale a Linosa, stamane, del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Quella nelle Pelagie è la sesta tappa, del governatore, nelle isole minori della Sicilia, dopo Lampedusa, Ustica, Pantelleria, Marettimo e Stromboli. Nella seconda isola dell’arcipelago agrigentino, Musumeci – insieme agli assessori all’Economia Gaetano Armao, alle Infrastrutture Marco Falcone e all’Ambiente Toto Cordaro – ha incontrato il sindaco Salvatore Martello e gli abitanti del piccolo centro, per “far sentire la vicinanza del governo regionale” e verificare le difficoltà di chi vive lì non solo nel periodo estivo, ma per dodici mesi l’anno.

Serratissime le tappe della visita lampo, iniziata a pochi passi dal molo, con un breve sopralluogo ai ruderi di quella che avrebbe dovuto essere la stazione marittima. Qui Musumeci ha auspicato il recupero della struttura, ormai fatiscente, per restituire decoro alla porta d’ingresso del centro abitato, votato ormai a una piena vocazione turistica.

«Vivere nell’isola dell’isola – evidenzia il presidente – è davvero difficile. Sono tanti i problemi eppure questi cittadini, alcune centinaia, hanno la stessa dignità e responsabilità di chi vive nel centro di Palermo, di Catania, di Messina e delle grandi città. Abbiamo ascoltato, era questo il nostro compito, le loro esigenze. Abbiamo parlato col parroco, con gli operatori turistici, con i pescatori, con i giovani, con i turisti, con i medici e col sindaco naturalmente. L’elenco è lungo eppure bastano piccoli segnali per invertire la tendenza».

Successivamente, il governatore ha visitato il dissalatore di Linosa, incontrando gli operai che qui vi lavorano. L’impianto funziona regolarmente e riesce a soddisfare i bisogni della comunità isolana. Gli unici interventi che occorre prendere in considerazione sono la rimozione di due grandi cisterne ormai inutilizzate e del vecchio impianto di dissalazione letteralmente “imballato” all’interno di un container di metallo.

Proprio a pochi passi dal dissalatore, Musumeci ha osservato i resti del bellissimo acquedotto realizzato circa novanta anni fa e ancora in buono stato di conservazione. Dato il valore storico e culturale dell’opera, si valuteranno gli interventi necessari per restituirlo al suo antico splendore, e soprattutto a cittadini e turisti in visita sull’isola. Grande soddisfazione, poi, è stata espressa dal presidente nel constatare come l’area verde antistante il dissalatore, e che si affaccia sul mare, sia stata trasformata dalla Forestale in una vera e propria oasi verde accessibile e fruibile.

Spostatosi nel centro abitato dopo aver percorso il periplo dell’isola, il governatore e gli assessori hanno incontrato il parroco, don Nazareno Ciotta, nella piccola chiesa di San Gerlando. Il presidente ha voluto fare un sopralluogo anche alla guardia medica, per conoscere dal personale sanitario in servizio le principali necessità. Prima fra tutte una struttura di diagnostica che possa consentire, già in loco, una prima diagnosi di infortuni e malattie, senza essere costretti a lasciare Linosa, con le relative difficoltà e spese di trasporto.

«Ripartiamo dopo avere assunto impegni che dobbiamo mantenere – afferma il governatore – e sono convinto che il primo passo sia quello consentire un più facile approdo sull’isola. Proprio ieri sera, la giunta regionale ha approvato uno stanziamento di circa sei milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza dell’attracco di “Scalo vecchio”. Il progetto è già pronto. E’ negli uffici regionali per gli adempimenti, la gara potrebbe essere indetta in autunno e i lavori potrebbero cominciare già all’inizio del prossimo anno. È il primo concreto atto che stiamo compiendo per Linosa, il primo di una lunga serie e lo faremo ancora anche per le altre isole minori in cui andremo nei prossimi mesi. La Sicilia cambia se ci mettiamo volontà, impegno e cuore nelle cose che facciamo».

Prima di rientrare a Palermo, il presidente della Regione, insieme agli assessori e al sindaco Martello hanno fatto una breve sosta nella sede del Comune. Qui Musumeci ha ascoltato ancora una volta le richieste da parte della comunità. Tra i temi messi sul tavolo dai cittadini c’è stato quello degli spostamenti da e per Linosa. La necessità è quella di abbattere i costi di viaggio per raggiungere l’isola, consentendo al piccolo centro di essere meno isolato dal resto della Sicilia e del mondo.

«La visita del presidente della Regione Nello Musumeci e degli assessori regionali all’Economia Gaetano Armao, alle Infrastrutture Marco Falcone e al Territorio Toto Cordaro – ha commentato il sindaco Totò Martello – è un importante segnale di attenzione nei confronti di Linosa e dei linosani. Quello del porto era un finanziamento atteso da anni. Ringraziamo il governo per quanto fatto e per gli impegni assunti».

Zone economiche speciali, dal governo Musumeci arriva il via libera

Via libera dal governo Musumeci alla proposta di istituzione delle due Zone economiche speciali in Sicilia. Sono state, infatti, identificate e delimitate le aree per la “Sicilia occidentale” e per la “Sicilia orientale”. Gli atti verranno adesso trasmessi a Roma al ministero per il Sud. L’annuncio è avvenuto durante una conferenza stampa, a Palazzo d’Orleans, del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Presenti anche gli assessori all’Economia Gaetano Armao, alle Infrastrutture Marco Falcone, alle Attività produttive Mimmo Turano, all’Agricoltura Edy Bandiera, al Territorio Toto Cordaro.

«Quando ci siamo insediati a Palazzo d’Orleans – ha spiegato il governatore – le Zes erano già state istituite da Roma nel 2017, ma non abbiamo trovato nessuna traccia di attività da parte del precedente governo regionale. Siamo partiti da zero. Ci siamo messi subito all’opera per arrivare all’obiettivo. Sappiamo che non tutti saranno contenti e che il nostro lavoro è perfettibile, ma era importante partire con le due Zes per non restare indietro rispetto alle altre Regioni d’Italia. Abbiamo una dotazione di aree assegnate alla Sicilia dal governo nazionale insufficiente, per questo chiederemo al ministro per il Sud un’ulteriore dotazione, in modo da poter soddisfare le numerosissime richieste che arrivano dal territorio e dal mondo produttivo».

La Sicilia ha a disposizione 5.580 ettari di terreno (il 35 per cento destinato alla Zes della Sicilia occidentale e il 65 per cento a quella orientale) entro i quali far ricadere le aziende già esistenti e quelle che vorranno investire nel futuro. Le caratteristiche essenziali delle aree individuate sono la presenza di un porto, di un retro-porto e di una consolidata tradizione industriale.
Con le Zes si rendono vantaggiosi gli investimenti in Sicilia attraverso il credito d’imposta, gli sgravi fiscali, le agevolazioni sul lavoro, gli ammortamenti per le aziende. In tre anni per il Mezzogiorno sono disponibili duecentocinquanta milioni di euro per agevolazioni e cinquanta dovrebbero essere destinati alla Sicilia. Quasi il 9 per cento dei cinquemila e cinquecento ettari a disposizione saranno messi a bando già domani, in modo che così ogni Comune o azienda potrà dire quali sono le proprie esigenze e presentare un progetto.

Il cammino delle Zes siciliane è sostanzialmente iniziato a marzo 2018 quando la Regione ha istituito una Cabina di regia con il compito di predisporre il Piano di sviluppo e individuare le aree candidate all’inclusione, in stretto raccordo con gli enti locali e le organizzazioni sindacali e datoriali. Nello scorso mese di maggio è arrivato il via libera del governo alle Linee guida per l’identificazione e la delimitazione della superficie disponibile. Le zone individuate valorizzano le aree produttive e anche alcune aree interne, comunque strettamente interconnesse dal punto di vista economico e funzionale alle infrastrutture portuali esistenti e alle aree immediatamente contigue.
Nello specifico, la Zes Sicilia occidentale vede incluse: le aree industriali di Aragona-Favara, Caltanissetta, Carini, Palermo-Brancaccio, Termini Imprese e Trapani e ancora il Porto di Palermo, il Porto e il retroporto di Termini Imprese, la Stazione Sampolo con il mercato ortofrutticolo di Palermo, la zona Palermo-Partanna, il porto di Trapani, l’Aeroporto di Trapani, i porti di Mazara del Vallo, Licata e Porto Empedocle con il suo retroporto e i retroporti di Mazara, Marsala.
La Zes Sicilia orientale comprende le aree industriali di Gela, Paternò, Belpasso, Messina-Larderia, Villafranca Tirrena, Augusta-Melilli, Priogo Gargallo, Siracusa, Milazzo – Giammoro ed Enna e ancora il porto di Catania con il retroporto, l’Asi, l’interporto e Mas, Tremestieri, il retroporto di Milazzo, porto di Augusta, aeroporto di Comiso, l’interporto di Melilli, il porto di Pozzallo con il suo retroporto e infine il porto di Messina e la zona della fiera.

Secondo l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano: «Le Zes avranno sostanzialmente il compito di dare vita a delle nuove forme sperimentali di governo economico con l’obiettivo di rilanciare porti e aeroporti siciliani e di attrarre nuovi investimenti tramite agevolazioni fiscali, in primis il credito d’imposta, incentivi e semplificazioni amministrative. Non sono certamente la panacea di tutti i mali della Sicilia, ma indubbiamente le zone economiche speciali sono un’opportunità preziosa per attutire il divario che esiste tra Nord e Sud ancora oggi certificato dallo Svimez. Le Zes – prosegue Turano – possono riuscire a dare una prospettiva futura più concreta al nostro tessuto produttivo e a rendere la nostra isola più competitiva e attraente sul mercato internazionale».

L’impatto delle agevolazioni per le due Zes siciliane – secondo uno studio del dipartimento regionale dell’Economia – determinerà due effetti: un aumento degli investimenti che deriva dal meccanismo stesso dell’agevolazione e un potenziale aumento delle esportazioni. Le Zes, in linea generale, consentiranno di promuovere i settori che possono considerarsi centrali per lo sviluppo della base produttiva regionale (attività estrattive, manifatturiere, logistica, servizi) e soprattutto per la riduzione del suo grado di dipendenza strutturale.

«Le Zone economiche speciali – spiega l’assessore all’Economia Gaetano Armao – avranno due effetti benefici sul Pil dell’Isola. Aumenteranno gli investimenti, come conseguenza del meccanismo stesso dell’agevolazione (credito d’imposta per investimenti), anche se non in maniera significativa dal momento che la Sicilia è relativamente de-specializzata nella produzione di beni di investimento, ma sarà invece evidente un aumento delle esportazioni che dovrebbe portare un incremento del Pil dello 0,6 per cento. Nella gestione di questo processo – ha detto infine Armao – saremmo particolarmente attenti alla trasparenza e alla legalità. Per questo estenderemo il Protocollo di legalità, firmato con la Guardia di Finanza, alle misure previste dalle Zone economiche speciali».

MIT: Stanziati 80 milioni per progettazione di opere prioritarie

Andranno a beneficio di Comuni, Città metropolitane, Province, Autorità portuali

E’ on-line sul sito internet del Mit il decreto direttoriale sul fondo per la progettazione di opere prioritarie.

Il provvedimento, a beneficio di Comuni, Città metropolitane, Province e Autorità Portuali è destinato a finanziare la progettazione di fattibilità di infrastrutture e insediamenti prioritari, nonché la project review di infrastrutture già finanziate.

Le risorse sono destinate alla progettazione di fattibilità di infrastrutture e insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, alla project review delle infrastrutture già finanziate ed alla predisposizione dei PUMS e dei PSM ed alla progettazione di  opere portuali e piani strategici, così come definito nel Decreto Ministeriale  n. 171 del 10 maggio 2019.

Il totale delle risorse verrà così ripartito:

•      21.343.000 di euro per le Autorità di sistema portuale;

•      20.631.000 di euro per le Città metropolitane;

•      21.343.000 di euro per i Comuni capoluogo di Città Metropolitane;

•      16.363.000 di euro per i Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma e i Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

L’accesso al finanziamento avviene mediante l’invio della proposta all’indirizzo PEC: fondoprog.iip@pec.mit.gov.it, a partire dal giorno 10/08/2019 e fino alle ore 14.00 del giorno 07/11/2019 (novantesimo giorno dalla data successiva alla pubblicazione del presente decreto).

Le proposte  devono essere presentate  utilizzando gli allegati al Decreto Direttoriale n. 8060 dell’ 8/8/2019  e secondo le modalità in esso indicate.

Logistica: Pizzimenti, asse Fernetti-Cervignano è strategico per Fvg

L’assessore ha incontrato i vertici dell’Interporto di Trieste

Fernetti (Ts) – “L’interporto di Fernetti è una struttura logistica strategica per il Friuli Venezia Giulia, sia in considerazione del suo ampliamento nell’area ex Wartsila a Bagnoli della Rosandra, sia per la recente acquisizione dell’interporto di Cervignano. Si tratta di una realtà grande ed estremamente complessa che viene gestita con attenzione, come dimostra la forte crescita dei traffici registrata in questi anni, che favorisce lo sviluppo dell’intero sistema logistico regionale”.

È questo il commento dell’assessore regionale alla Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, dopo aver vistato la struttura ed esseri confrontato con il presidente della società Interporto di Trieste, Giacomo Borruso, il direttore generale Oliviero Petz e il responsabile commerciale Fabio Predonzani.

Pizzimenti ha espresso particolare apprezzamento per “la capacità dell’attuale dirigenza di finanziare ed attuare rilevanti investimenti direttamente dai bilanci della società, quindi senza attendere finanziamenti pubblici. Il tutto con un rilevante reinvestimento degli utili, che genera positive ricadute territoriali”.

Commentando il rilevante ampliamento di personale dell’Interporto di Trieste, passato in tre anni da 21 a 43 dipendenti, l’assessore ha precisato che “il fine ultimo di una società interamente pubblica come questa, che è gestita in maniera oculata e ha bilanci solidi, non è tanto la redistribuzione degli utili, quanto la realizzazione di investimenti che garantiscano occupazione e crescita economica per il Friuli Venezia Giulia”. ARC/MA/ep

Il sistema portuale di Helsinki nuovo socio onorario di ALIS

L’ASSOCIAZIONE CONTINUA AD AFFERMARSI IN EUROPA E SUL MAR BALTICO

“Sono molto orgoglioso della costante crescita di ALIS e del suo network. E sono ancor più contento che il nostro impegno quotidiano produca benefici non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa. L’adesione di uno dei principali hub portuali del nord Europa, formato dal Porto di Helsinki – Porto Sud e Porto Est – e dal Porto di Vousaari (a pochissimi giorni dall’adesione del porto croato di Zara) ci spinge a continuare ad investire nell’internazionalizzazione del nostro cluster a beneficio delle attività di tutte quelle imprese che aderiscono al nostro progetto associativo”

Così il Presidente di ALIS Guido Grimaldi commenta la nuova importante adesione all’Associazione, in qualità di socio onorario, del sistema portuale della Capitale Finlandese. Come noto, il sistema portuale di Helsinki lo scorso anno ha prodotto, grazie anche agli Associati di Alis, numeri impressionanti sia sul traffico passeggeri, raggiungendo la vetta d’Europa, sia sui traffici merci per camion imbarcati (ro-ro) garantendo ricadute economiche positive sul Corridoio Scandinavo-Mediterraneo che proprio da Helsinki arriva fino a La Valletta, passando per il Porto di Palermo, anche quest’ultimo socio onorario di ALIS.

“I nostri associati, ormai da tempo, sviluppano un business importante nell’area baltica investendo enormi risorse nella sostenibilità dei sistemi di trasporto merci e passeggeri. Dunque, cooperare con il Porto di Helsinki e con l’intero sistema intermodale finlandese era un dovere. Per tale ragione abbiamo presentato le peculiarità e gli obiettivi della nostra associazione all’Amministratore Delegato del Porto di Helsinki, Mr. Ville Haapasaari, che ha rapidamente aderito alla nostra organizzazione in ragione del suo sviluppo in chiave europea”.

“Ritengo che occorra favorire con grande determinazione la crescita e l’internazionalizzazione delle nostre imprese e per farlo occorre fare passi coraggiosi e strategici. ALIS, con il suo dipartimento ALIS Europe, sta mettendo a sistema i principali player internazionali del trasporto, facendo dialogare i nodi logistici, come porti e interporti, con tutti gli operatori del comparto che agiscono quotidianamente sui corridoi europei, riducendo di fatto le c.d. distanze geografiche e soprattutto quelle economiche – conclude il Presidente Grimaldi – Il fatto che l’Italia abbia una posizione strategica nell’area Mediterranea non ci deve far perdere di vista che le nostre aziende possono intercettare anche i flussi di merci da e per il Nord Europa.

Quello Scandinavo-Mediterraneo rappresenta infatti per l’Italia un corridoio dove confluiscono importanti movimentazioni su arterie trasportistiche capaci di generare grandi opportunità per la nostra economia. Continueremo a lavorare assiduamente per connettere in maniera sempre più efficiente l’Italia al resto d’Europa”

Armatori greci: l’Ue più sensibilità strategica nei trasporti marittimi

Pireo. L’Unione degli armatori greci (UGS) ha sollecitato l’Unione europea ad assumere una strategia politica più sensibile nei riguardi del sistema del trasporto marittimo. Contribuire all’elaborazione di politiche globali per il trasporto marittimo, adeguandosi alle nuove normative IMO, vista la forte capacità di trasporto marittimo europeo sviluppata commercialmente lungo rotte fuori dalle proprie acque territoriali.

Gli armatori ellenici, nella relazione annuale, rilevano che il trasporto marittimo in Europa ha un significato strategico e una forte comunità marittima è indispensabile per l’intero cluster europeo e per l’economia dell’Ue nel suo insieme. Si osserva che fino a quando esisterà in Europa una forte presenza di compagnie di navigazione, la maggior parte del valore economico creato rimarrà in Europa; anche se alcune multinazionali dello shipping internazionale e della costruzione navale risiedono nell’Estremo Oriente.

La flotta ellenica, presente in Europa, rappresenta il 53% della capacità trasportistica dell’Ue; tre volte sopra quella tedesca e molto più dell’Italia con il suo 7% e la Danimarca con il 5,7%. Ciononostante, i Greci con Malta e Cipro criticano l’Ue perché troppo impegnata e controllare il proprio mercato interno, in particolare i flussi merceologici con le autostrade del mare. Questo porta a dimenticare che la maggior parte delle tratte merceologiche via mare sono internazionali e avvengono con rapporti commerciali fra partner fuori dall’Ue.

L’Europa dovrebbe favorire relazioni commerciali fra paesi terzi, offrendo anche contributi all’IMO perché unica agenzia capace di regolare il trasporto marittimo internazionale tramite convenzioni, normative e regolamenti. L’UGS riconosce che si sta vivendo un momento cruciale per il trasporto marittimo europeo; la nuova Commissione Ue, con membri del Parlamento europeo, appena votati, sarà chiamata a considerare l’industria del trasporto marittimo importante per il ri – posizionamento europeo sullo scenario dello shipping  mondiale.

Sarà importante per l’Europa raggiungere e mantenere condizioni stabili, efficaci e competitive a livello globale per lo shipping europeo; dovranno adottare politiche globali e strategiche nei settori quali trasporti, fiscalità e ambiente capaci di generare più competitività. Mantenere il quadro fiscale e sociale esistente, come consentito dagli orientamenti dell’UE in materia di aiuti di Stato per il trasporto marittimo (SAG = State Aid Guidelines for Maritime Transport), consente condizioni di parità a livello globale per gli armatori dell’UE .

Pertanto, i SAG sono una condizione indispensabile per la sopravvivenza del trasporto marittimo dell’UE e devono rimanere flessibili e adeguati allo scopo. È importante notare che la maggior parte delle spedizioni marittime nell’UE è internazionale e transfrontaliera, che trasporta merci tra paesi terzi e intrattiene rapporti commerciali con partner commerciali al di fuori dell’UE. Pertanto, politiche trasportistiche orientate a livello globale si renderanno necessarie.

La relazione annuale evidenzia i dati che dimostrano che l’Ue affida al trasporto internazionale via mare oltre il 75,5% del suo commercio estero, importando l’8,7% del suo fabbisogno di petrolio greggio, il 70% del suo gas naturale e il 40% dei suoi combustibili fossili solidi. Con le preoccupazioni per la sicurezza energetica in aumento, la flotta ellenica svolge un ruolo cruciale ne garantire le diverse importazioni di energia dell’Ue da tutto il mondo. Tuttavia, le controversie commerciali, le tendenze normative IMO e sviluppi geopolitici in zone di mare cruciali continueranno ad alimentare incertezze, influenzando le prospettive del mercato dei trasporti marittimi per gli anni a venire.

La Brexit limiterà i flussi commerciali marittimi nel Nord Europa mentre la Cina, con le sue “vie della seta” si sta imponendo sulla catena del valore economico globale, trasformando la fabbrica mondiale in un paese di consumo;  nuove opportunità commerciali si stanno aprendo per altri paesi del sud-est asiatico e nuove rotte da sperimentare. Tutto questo farà cambiare lo scenario dello shipping e gli schemi commerciali a livello globale.

Abele Carruezzo


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Consultazione pubblica per l’istituzione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Tirreno Centro Settentrionale

La consultazione pubblica è uno strumento utilizzato per consentire la partecipazione attiva al processo decisionale e sollecitare un confronto aperto e costruttivo con tutti i soggetti interessati ad approfondire le proposte legislative ed amministrative.

Con la consultazione pubblica che l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale intende avviare sarà possibile inviare osservazioni e commenti da parte di cittadini, operatori economici, associazioni di categoria, ordini professionali ed esperti del settore, relativamente all’istituzione della Zona Logistica Semplificata del Tirreno Centro Settentrionale.

Entro il termine del 10 settembre alle ore 12.00 sarà possibile, pertanto, inviare i propri contributi attraverso i seguenti canali:

Consegna a mano all’ufficio protocollo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale:

Molo Vespucci snc

00053 Civitavecchia (RM)

Orario di apertura dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dal martedì al giovedì anche dalle ore 16.00 alle ore 17.00;

Invio a mezzo e-mail all’indirizzo: autorita@portidiroma.it;
Invio a mezzo pec all’indirizzo: autorita@portidiroma.legalmail.it.

Nel precisare che non saranno presi in considerazione contributi anonimi, si riporta, per facilità di consultazione, una breve scheda nella quale sono evidenziate le principali caratteristiche ed informazioni generali dell’istituenda Zona Logistica Semplificata del Tirreno Centro Settentrionale, ripercorrendo, altresì, l’iter dei lavori alla data odierna.

Scheda informativa Zona Logistica Semplificata

MARSILIO, TRASFERITI FONDI PER SCALO DI PESCARA

L’Aquila- L’Autorità di Sistema Portuale di Ancona ha deliberato di trasferire 292.000 euro, quale 40% dello stanziamento residuale previsto per l’annualità 2019 del bilancio dell’Autorità di Sistema Portuale; 30.000 euro quale compartecipazione alle spese di caratterizzazione di un sito a mare per l’allocazione dei sedimenti di dragaggio; 185.149,89 euro quale quota parte del finanziamento messo a disposizione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale fino a 400.000 euro.

Questo trasferimento di oltre mezzo milione di euro fa seguito agli accordi sottoscritti nei mesi scorsi tra il presidente dell’Adsp di Ancona Rodolfo Giampieri e il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per accelerare le opere di dragaggio del porto di Pescara, propedeutica alla video delle gare di appalto (per le quali l’Arap ha avviato le procedure della conferenza dei servizi) per la deviazione del canale e la realizzazione dei moli guardiani-banchina.

“Waterfront Lamezia e porto turistico”, presentato il protocollo del progetto

È stato presentato,  nelle sala oro della Cittadella regionale a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal presidente della Regione Mario Oliverio, il protocollo d’Intesa propedeutico ad un Accordo di programma, tra Regione Calabria, Comune di Lamezia Terme, Provincia di Catanzaro, Corap, direzione generale Compartimento Calabria dell’Anas, LameziaEuropa e Fondazione Mediterranea Terina, per lo sviluppo integrato dell’area industriale ex Sir di Lamezia Terme (oggi area produttiva Papa Benedetto XVI), riguardante la realizzazione del progetto “waterfront Lamezia e porto turistico” promosso dalla società LameziaEuropa.

Il protocollo è stato promosso dalla Regione Calabria, assessorato pianificazione territoriale ed urbanistica guidato dall’assessore Franco Rossi, e dalla società LameziaEuropa presieduta da Leopoldo Chieffallo.

“Gli interventi previsti dall’accordo – ha messo in evidenza il presidente Oliverio – sono necessari per superare le attuali criticità riguardanti lo sviluppo produttivo dell’area industriale di Lamezia Terme, per migliorare la sua competitività e per la sua concreta valorizzazione quale polo di attrazione e sviluppo regionale.

Il progetto “waterfront Lamezia e porto turistico” assume per la Regione Calabria una valenza pubblica turistica, economica, occupazionale e infrastrutturale rilevante. Ciò in considerazione della rilevanza complessiva dell’intervento, delle sue auspicabili ricadute sul sistema infrastrutturale regionale, sull’occupazione diretta ed indotta, sul sistema produttivo e delle Università calabresi e sulla appetibilità e fruibilità turistica dell’intero territorio regionale.

In particolare – ha specificato – una infrastruttura portuale con le caratteristiche previste dal progetto, in stretta connessione con l’aeroporto di Lamezia Terme, la ferrovia e l’autostrada, consentirà di realizzare un nodo intermodale di valenza internazionale e di collocare la nostra regione in una nuova dimensione da protagonista nel Mediterraneo.

Non si tratterebbe di un altro porto di Gioia Tauro, ma di un progetto con una propria doppia identità porto da diporto e cantieristico assieme. Una vocazione duplice per un’area dove il turismo rappresenta un elemento concreto di sviluppo. Anche per questo motivo in programma c’è lo spostamento dell’impianto di rifiuti, in una logica regionale dove ogni provincia abbia un suo ecodistretto.

La Regione nell’area dell’ex Sir, di 1000 ettari e più di ampiezza, ha una proprietà di molti ettari di terreni pubblici. In questa area quasi la metà degli ettari sono di area Zes che dovrebbe avviarsi nel prossimo mese di settembre visto che  il comitato d’indirizzo si è già insediato. Inoltre – ha detto ancora Oliverio – è  necessario anche realizzare un nuovo svincolo autostradale per il collegamento con l’area industriale di Lamezia.

Il punto è avere chiaro il cuore di questa operazione.

La Regione Calabria – ha rimarcato con forza il presidente Oliverio -  vuole essere protagonista del progetto ‘waterfront Lamezia e porto turistico’,  controllare e condividere il percorso, garantire la messa in sicurezza dell’area, promuovere e comunicare all’esterno a livello internazionale la positività del  progetto che riguarda tutta la Calabria. Oggi si avvia un percorso importante. Se si determina la sinergia giusta tra tutti gli attori protagonisti del protocollo ed in particolare del Comuni di Lamezia che è il soggetto attuare del progetto.

Ora – ha concluso Oliverio -  lavoreremo per affinare il protocollo, tenendo conto delle considerazioni emerse oggi, che potrà essere sottoscritto fra pochi giorni e mettere le gambe a questo progetto”.

“La città  di Lamezia – ha dichiarato l’assessore Rossi che ha coordinato i lavori – è  stata negli anni abbandonata. È  ora di accendere i riflettori su quest’area di rilevanza strategica per lo sviluppo della nostra regione. La sottoscrizione del protocollo d’intesa per lo sviluppo integrato dell’area industriale ex Sir di Lamezia Terme, rappresenta un passo importante per la definizione di uno specifico Accordo di programma mirato alla realizzazione degli interventi infrastrutturali di contesto necessari per il progetto ed anche ai fini della prossima implementazione della Zes promossa dalla Regione Calabria che interessa circa 350 ettari dell’area industriale di Lamezia Terme e 25,70 ettari dell’area aeroportuale.

All’incontro con la stampa sono intervenuti anche il presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo, il direttore generale del Corap Filippo Vallotta, il presidente della Fondazione Mediterranea Terina Gennarino Masi, il presidente di LameziaEuropa Leopoldo Chieffallo il quale ha ringraziato il presidente Oliverio “per aver colto la potenzialità  di questa area industriale che si estende per oltre 1000 ettari. Il progetto del porto, che avrà una capienza di 2500 posti barca, è  rivoluzionario: si tratta – ha detto – della più grande azione di sviluppo, non solo per Lamezia, ma per tutta  la Calabria. Noi ci crediamo”.

Al termine, acquisite tutte le proposte degli intervenuti, si è stabilito di sottoscrivere il protocollo entro la fine di agosto per arrivare all’Accordo di programma entro dicembre 2019.

BANDO DI GARA APERTA PER ATTIVITÀ DI VERIFICA DEL PROGETTO ESECUTIVO PER L’INTERVENTO “POLO INTERMODALE DELL’INTERPORTO DI CATANIA”

Si comunica che in data 06/08/2019 l’Amministratore Unico pro-tempore avv. Rosario Torrisi Rigano, con propria determinazione n. 65/2019, ha determinato che la Commissione aggiudicatrice, per l’affidamento del servizio di verifica della progettazione esecutiva del Polo Intermodale dell’Interporto di Catania mediante procedura aperta ai sensi dell’art. 60 del D.lgs. 50/2016 (CUP H31H03000160001 – CIG 79444596F5), è così composta:

·        ing. Francesco di Salvo – Presidente;

·        avv. Ferdinando Logorelli – Componente (esperto in materie giuridiche);
·        ing. Giuseppe Licciardello – Componente (esperto stradale, ferroviaria, aeroportuale).

La prima seduta pubblica relativa all’apertura dei plichi pervenuti per la presentazione dell’offerta della gara di cui in oggetto è fissata per oggil giorno 8 agosto 2019 alle ore 10:00 presso gli uffici della Società degli Interporti Siciliani S.p.A., siti in Catania – Zona Industriale via Ottava strada n. 101.

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IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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