BLUE ECONOMY E COLLABORAZIONE ITALIA-IORA: LA DECARBONIZZAZIONE DEL TRASPORTO MARITTIMO

Roma- Oggi a Roma presso la sede di Confitarma, si è tenuto l’incontro tra Italia e Indian Ocean Rim Association (IORA), dedicato al tema “Blue economy e collaborazione Italia-IORA: la decarbonizzazione del trasporto marittimo”, organizzato da Diplomacy, nell’ambito del Festival della Diplomazia, in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e la presidenza sudafricana di IORA e con il supporto della Federazione del Mare in rappresentanza del cluster marittimo italiano.

L’incontro si è aperto con i saluti di Carlo Lombardi, Segretario Generale della Federazione del Mare, Luca Sabbatucci, direttore generale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Sheldon Moulton, Ministro plenipotenziario dell’ambasciata del SudAfrica in Italia Paese che detiene la presidenza IORA, Biagio di Terlizzi, direttore aggiunto e responsabile della cooperazione internazionale di CIHEAM Bari.

Gatot Hari Gunawan, direttore Indian Ocean Rim Association (IORA), nella sua relazione ha ricordato che le recenti conferenze ministeriali dei Paesi IORA hanno creato una base per elaborare strategie volte a rafforzare la cooperazione sulla crescita dell’economia blu nell’Oceano Indiano sulle principali tematiche l’acquacoltura, il turismo marittimo, il coinvolgimento del settore privato nelle infrastrutture, la rete portuale, l’inclusione finanziaria, l’esplorazione e lo sfruttamento sostenibili di varie risorse viventi e non viventi dai mari e affrontare la minaccia di inquinamento marino e detriti di plastica.

Hanno poi partecipato al dibattito, moderato da Mario Vattani, coordinatore UE – Asia Pacifico alla DG Mondializzazione e le Questioni Globali del MAECI, i rappresentanti del Comitato Italia-IORA e i rappresentanti delle ambasciate dei Paesi IORA (Bangladesh, Indonesia, Oman e Tailandia) e dell’Algeria. Laurence Martin, Capo servizio relazioni internazionali di Confitarma, ha sottolineato come la decarbonizzazione sia una priorità dell’industria marittima.

Il primo obiettivo è alle porte con l’adeguamento alla normativa “IMO 2020″ sulle emissioni, che dal 1° gennaio 2020 impone che il contenuto di zolfo nelle emissioni delle navi non dovrà superare lo 0,5%. Il secondo obiettivo, da raggiungere nel 2050, è la riduzione del 50% delle emissioni di gas serra rispetto al 2018. Concludendo, Carlo Lombardi ha ricordato che l’IMO, organizzazione marittima internazionale facente capo alle Nazioni Unite, deve restare l’unica sede deputata ad emanare norme per il settore marittimo. “Solo le normative provenienti da questo organismo internazionale trovano un’applicazione uniforme in tutto il mondo.

E questo garantisce una concorrenza leale su tutti i mercati marittimi, un prerequisito per qualsiasi sviluppo della Blue Economy. Un esempio significativo sono proprio gli ambiziosi traguardi adottati per la limitazione delle emissioni delle navi ai fini del contrasto al cambiamento del clima”.  In rappresentanza dell’armamento italiano ha partecipato Paolo Cagnoni, Chairman and CEO di Mediterranea di Navigazione SpA e membro del Consiglio Confitarma. Sono intervenuti inoltre: Silvia Giulletti (ministero Ambiente), Maria Vittoria Struglia, (ENEA), Luigi Giannini (Federpesca), Giuseppe Palma (Assoittica), Mariano Iadanza (Città della Scienza), Francesco Confuorti (Green Advantage), Leonardo Manzari (EIEAD e WestMed), Francesco Giulio Beltrame Quattrocchi, (Università degli Studi di Genova).

Camera dei Deputati: Audizione ministro De Micheli su linee programmatiche

Martedì alle 12 diretta webtv


Roma-Martedì 22 ottobre, alle ore 12, la Commissione Ambiente svolge l’audizione della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, sulle linee programmatiche del suo dicastero, limitatamente alle parti di competenza.

 

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Martedì 22 ottobre 2019 ore 12:00
​Audizione ministra De Micheli su linee programmatiche

Regione Abruzzo: Marsilio consegna dossier a ministro De Micheli

Pescara- Un dossier Abruzzo di dodici pagine che il Presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, ha consegnato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, che ieri è stato ospite del Comune di Crognaleto (Te) dove ha ritarato un riconoscimento assegnato dall’amministrazione comunale del centro teramano.

Una lunga lista all’interno della quale si parla del potenziamento della ferrovia Roma-Pescara, dell’elettrificazione della tratta Sulmona-L’Aquila, dei lavori sulle strade e autostrade, dell’acquifero del Gran Sasso, dei porti abruzzesi. “Ho ricordato al ministro le urgenze per la nostra regione, che per decenni dal punto di vista delle infrastrutture ha avuto troppo poco, rispetto al fabbisogno, e il risultato è questo tremendo solco, che si e scavato tra l’Abruzzo e le regioni circostanti”, ha detto il presidente Marco Marsilio.

Regione Calabria: Avviso esplorativo per la realizzazione di nuovi porti

Pubblicata la manifestazione di interesse per acquisire finanziamenti per la realizzazione di nuovi porti o la rifunzionalizzazione dei porti esistenti

Catanzaro-Nuovo impulso alle misure di programmazione regionale relative alla rete portuale della Calabria per costruire un sistema capace di incidere sul rilancio dell’economia regionale e consolidare, al contempo, il ruolo strategico e centrale nelle dinamiche di sviluppo dello spazio euro-mediterraneo. La Regione ha pubblicato un avviso esplorativo attraverso il quale intende operare una ricognizione delle iniziative da parte dei Comuni relative alla realizzazione di nuovi porti e/o di rifunzionalizzazione dei porti esistenti non funzionanti.

L’iniziativa rientra nel percorso di sviluppo dei porti avviato già dal 2017 per la valorizzazione e il recupero della portualità, che ha previsto un impegno di risorse di matrice regionale pari a circa 120 milioni di Euro a valere sul Programma Operativo Regionale, sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e sul Piano di Azione Coesione.

In questo ambito un ruolo cruciale viene affidato alla portualità turistica. La consultazione dei principali attori del percorso che è avviata con l’Avviso si prefigge di costruire un quadro completo delle esigenze dei Comuni nel cui territorio gli strumenti di pianificazione regionale prevedono la realizzazione di un nuovo porto. L’ambito di intervento dell’avviso riguarda dunque i 23 ambiti di nuova portualità individuati dal Piano Regionale dei Trasporti della Regione Calabria, oltre le infrastrutture portuali che necessitano di corposi interventi di rifunzionalizzazione.

“Con questo avviso esplorativo – ha dichiarato il vicepresidente della Regione Calabria Francesco Russo -intendiamo avviare una ricognizione in merito alle iniziative di realizzazione di nuovi porti o di rifunzionalizzazione dei porti esistenti non funzionanti, per poi predisporre, con il supporto di un quadro conoscitivo massimamente sostenuto, azioni puntuali, mediante i principali strumenti di programmazione economica operativi ed anche per il prossimo periodo di programmazione 2021-2027; azioni che siano opportunamente dimensionate anche sotto il profilo delle dotazioni finanziarie. La Regione Calabria guarda adesso alla nuova portualità – ha sottolineato il prof. Russo – avendo già inciso sull’attuale offerta della rete, ovvero i porti esistenti nel territorio della Calabria, con azioni che sono state integralmente espletate e risultano finanziate ed in corso di realizzazione.

Questo tipo di iniziativa che oggi mettiamo in campo si inserisce, infatti, nel quadro di un percorso che la Regione Calabria ha avviato già dal 2017 investendo in modo integrato sull’attrattività dei porti e sulla valorizzazione e il recupero della portualità turistica. Il nostro obiettivo – conclude Russo – è riportare sul mare la Calabria ponendo grande attenzione su tutto il sistema portuale che va dal grande porto internazionale di Gioia Tauro ai porti nazionali, fino ai porti regionali traguardando il rilancio turistico dei territori e l’accessibilità green via mare”.

L’avviso esplorativo è rivolto ai Comuni in quanto titolari di funzioni di amministrazione attiva sui porti di rilievo regionale ed interregionale. La manifestazione di interesse ad acquisire finanziamenti può riferirsi alle attività propedeutiche alla progettazione, alla redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica e al cofinanziamento del costo di realizzazione nella misura corrispondente all’eventuale deficit di finanziamento derivante dal piano economico finanziario di progetto.

I Comuni interessati possono partecipare alla manifestazione di interesse inviando la documentazione descritta nell’Avviso entro le ore 12 del 18 dicembre 2019. Il decreto di approvazione dell’avviso, con le informazioni specifiche per la partecipazione, sono consultabili alla pagina dedicata del portale Calabria Europa.

Link:
Bando

http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/bando/392/index.html

Il 20 novembre 2019: Workshop annuale trasporto merci ferroviario

Interporto Bologna continua con gli appuntamenti annuali sul trasporto merci ferroviario

“Interporto Bologna: convergenza di diverse modalità di trasporto merci ferroviario”, questo il titolo del workshop che si terrà mercoledì 20 novembre in Interporto.

L’evento di quest’anno, che si terrà presso Cucina+Caffè@Interporto, in Interporto Bologna, vedrà sia la partecipazione di importanti partner di Interporto nell’ambito dello sviluppo ferroviario, sia di rappresentanti delle istituzioni che parleranno di incentivi al trasporto ferroviario e di semplificazione doganale e “fast corridor”.

Questa infatti l’agenda della giornata:

Apertura dei lavori e introduzione
Sergio Crespi, Direttore Generale, Interporto Bologna
Il ruolo di Terminali Italia nello sviluppo ferroviario di Interporto Bologna
Giuseppe Acquaro, Amministratore Delegato Terminali Italia
I fondi regionali per lo sviluppo dell’intermodalità in Emilia Romagna nel periodo 2020 – 2022
Paolo Ferrecchi, Direttore della Direzione Cura del territorio e dell’ambiente, RER
La semplificazione doganale al servizio del sistema logistico nel trasporto ferroviario: il “fast corridor”
Taddeo Palacchino, Dirigente dell’ufficio delle dogane di Bologna
Mercitalia e le diverse modalità esercitate in Interporto Bologna: trasporto combinato non accompagnato, convenzionale, FAST
Francesco Cacciapuoti, Head of Intermodal Division, Mercitalia Rail
Il ruolo di ISC nello sviluppo di Interporto Bologna nel trasporto combinato non accompagnato nazionale
Francesco Pagni, Direttore Generale, Interporto Servizi Cargo
Il ruolo di GTS nello sviluppo di Interporto Bologna come gateway tra sud e nord Europa
Alessio Muciaccia, CEO, GTS
Conclusioni
iMarco Spinedi, Presidente Interporto Bologna

L’evento si concluderà con un pranzo a buffet.

Info: tel 051/2913020 eventi@bo.interporto.it

workshop-interporto-bologna-2019-11-20.pdf

EMILIANO E BORRACCINO: “IL FORUM SULLA BLUE ECONOMY AL CENTRO OGGI DELLA FIERA DEL MARE A TARANTO”

Taranto-Si è svolto oggi, nell’ambito della Fiera del Mare a Taranto, l’International Forum “Blue economy: volano per lo sviluppo competitivo del territorio” in programma al Molo Sant’Eligio, al quale è intervenuto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano:

“Il nostro pallino – ha detto Emiliano – è riportare a Taranto tutto ciò che ha sempre avuto nella sua storia e che bisogna ricostruire. Dal 1949 non si faceva questa manifestazione e l’idea di avere ricominciato ci ha già dato una grande energia. Questa città e il mare sono la stessa cosa e Taranto deve sapere che la Regione Puglia, che ha sostenuto questa manifestazione con tutta l’energia e il danaro necessario, deve essere una sorta di simbolo della sacralità che noi avremo nel rapportarci al mare. Il mare è una specie di tempio nel quale, quando si entra, cambiano le regole, il modo di parlare, si abbassa la voce, si fa attenzione a non fare le sciocchezze che alle volte si fanno sulla terra. Per noi la cultura del mare deve passare da questa fiera e deve passare da Taranto”.

L’evento, organizzato dalla Sezione Internazionalizzazione della Regione Puglia, con il supporto di Puglia Sviluppo, ed in collaborazione con il Distretto della Nautica da Diporto in Puglia, ha affrontato il tema dell’economia del mare come leva per lo sviluppo del territorio.

“Si è trattato – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino – di un’importante occasione di confronto e dibattito sulla economia del mare come volano per lo sviluppo del territorio, a partire da quello di Taranto, e sul potenziale derivante dalla corretta gestione delle risorse del mare, grazie all’intervento di esperti del settore nonché rappresentanti del mondo politico ed imprenditoriale, impegnati nel vasto campo della Blue Economy. Vi ho partecipato, per la Regione Puglia, insieme al collega Consigliere Regionale Gianni Liviano. La risorsa rappresentata dal mare rappresenta un patrimonio fondamentale per disegnare un nuovo modello di sviluppo economico di Taranto e del suo territorio, un modello in grado di superare la monocultura industriale degli ultimi sessant’anni”.

Nella prima sessione, è stato affrontato il tema “La nautica italiana: traiettorie di sviluppo internazionale”. Sono intervenuti esperti di settore e rappresentanti del mondo imprenditoriale, impegnati nel campo della nautica e delle reti portuali.

In una regione come la Puglia, caratterizzata da un turismo marino in forte espansione, la nautica da diporto può essere un importante volano di sviluppo economico. Si incrocia infatti con l’industria delle imbarcazioni, ma anche con la portualità turistica e con la pesca. Questi settori integrati possono fare la differenza rendendo ancora più affascinante la Puglia per i turisti, sempre più numerosi, che decidono di visitare la regione.

Oggi le principali specializzazioni riguardano cabinati, semicabinati ed open, barche da diporto di alta qualità. Nel 2018 il valore delle esportazioni pugliesi nel settore delle navi e imbarcazioni è di 2,74 milioni di euro, il 34% in più rispetto al 2017. Le imprese attive in Puglia nel settore della nautica sono 227 nel 2018, mentre gli addetti raggiungono le 1.462 unità.

La seconda sessione si è svolta sul tema “Innovazione nel campo della blue economy per la valorizzazione del territorio. Best practices ed esperienze a confronto”.

Sebbene sul Mar Mediterraneo si affaccino oltre 20 Paesi, gran parte di esso si trova al di fuori delle giurisdizioni nazionali. La cooperazione è quindi essenziale per gestire le attività marittime, proteggere l’ambiente marino e il patrimonio marittimo, prevenire e combattere l’inquinamento, migliorare la sicurezza in mare, promuovere la crescita blu e la creazione di posti di lavoro.

Ciò, perché la Blue Economy è l’economia che parte dal mare, ma non si limita al mare, bensì si estende ad altre filiere produttive, dall’agroindustria, al manifatturiero, all’archeologia marina e al turismo, prevedendo la rigenerazione delle risorse marine e terrestri, attraverso una nuova sensibilità economica, sociale, ambientale e culturale.

Al centro delle riflessioni e delle proposte c’è stata la sostenibilità. Sostenibilità che diventa la base anche di una nuova visione del fare impresa nei processi di internazionalizzazione e al tempo stesso promuove la collaborazione tra ricerca, industria e politiche del settore.

Interviste:
Il presidente della Regione Puglia
Michele Emiliano

Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia
Cosimo Borraccino

Presidente del Distretto Produttivo pugliese della Nautica da Diporto
Giuseppe Danese

Amministratore unico Marinedi Group
Renato Marconi

Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio
Sergio Prete

Presidente del Consorzio Marine della Toscana-Comitato di indirizzo Distretto della Nautica e della Portualità della Regione Toscana
Matteo Italo Ratti

Atiner-Cema-International Black Sea University
Roberta Caragnano

CRUISE 2030: AL VIA GRUPPO DI LAVORO SULLA CROCIERISTICA SOSTENIBILE DEL FUTURO

PROSSIMO INCONTRO A GENNAIO A PALMA DI MAIORCA

Venezia-Le delegazioni di sette dei principali porti crocieristici europei – Amsterdam, Palma di Maiorca, Bergen, Cannes, Dubrovnik, Malaga, Marsiglia Fos – si sono riunite oggi a Venezia, presente in qualità di uditore anche un rappresentante dell’International Transport Forum, rispondendo all’iniziativa “CRUISE 2030 CALL FOR ACTION” lanciata nel luglio 2019 dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino. Scopo dell’iniziativa, delineare strategie comuni volte ad accrescere la compatibilità fra il settore crocieristico e le realtà urbane e ambientali europee.

Le delegazioni hanno riconosciuto l’importanza economica e occupazionale del crocierismo ma, allo stesso tempo, i presenti hanno convenuto sulla necessità di intervenire in modo coordinato per contenere o eliminare i costi esterni connessi a tale fenomeno. Nel corso del meeting, ciascuna realtà portuale ha potuto sottolineare le diverse specificità dei relativi scali e, conseguentemente, le diverse criticità da affrontare e risolvere. Al fine di ottenere un quadro il più preciso, il porto di Venezia ha coinvolto i partecipanti in un’indagine volta a individuare le caratteristiche funzionali e infrastrutturali di ciascuno scalo e, conseguentemente, le relative criticità.

Il prossimo meeting si terrà a gennaio 2020 presso il porto di Palma di Maiorca. Nel mentre le delegazioni hanno deciso di lavorare a un piano d’azione con l’obiettivo di giungere al prossimo incontro con un documento condiviso da approvare.

Durante l’incontro odierno, le naturali differenze di opinione tra i vari porti si sono subito stemperate quando la discussione ha fatto emergere un sostrato di situazioni e percezioni comuni a tutti i soggetti coinvolti.

Molte delle istanze comuni dipendono innanzitutto dai limiti fisici che caratterizzano i porti europei che, a differenza di quelli caraibici ad esempio, sono incastonati in un quadro urbano di impianto antico di grande interesse storico ed artistico e, dunque, di forte richiamo per il turismo ma, contemporaneamente, anche caratterizzato da una maggiore fragilità. Per questo motivo, i presenti si sono trovati d’accordo nell’approfondire l’eventualità di progettare un naviglio più adeguato alle caratteristiche degli scali portuali gestiti e delle città di riferimento.

Gli spazi a disposizione dei porti europei sono, ugualmente, più ristretti e il rischio di congestione dovuto al traffico acqueo e al flusso turistico risulta più elevato di altri porti, situati in altri continenti, in cui le infrastrutture sono più ampie e le vie di accesso sono più agevoli. Tutto ciò influisce notevolmente sull’accettabilità sociale del comparto. Cionondimeno i presenti hanno evidenziato come sia necessario far emergere con forza le reali proporzioni e il relativo impatto di un comparto che è oggetto spesso di mistificazioni. La crocieristica, ad esempio, genera flussi turistici che sono solo una frazione di quelli che raggiungono le varie destinazioni d’interesse e portano, peraltro, grande ricchezza al territorio.

La sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale è un’altra caratteristica condivisa da tutte le delegazioni coinvolte. I porti europei coinvolti stanno cercando di ridurre il più possibile l’impatto delle crociere sforzandosi, nel contempo, di mantenere e rilanciare un business che ha enormi ricadute benefiche a livello economico e occupazionale per i territori di riferimento. I presenti hanno confermato l’interesse a ricercare nelle nuove tecnologie soluzioni per ridurre ulteriormente l’impronta ambientale del traffico crocieristico, non solo a livello di naviglio ma anche sul fronte dell’indotto che comprende trasporti urbani, navette, taxi, etc.

Palermo nella “Top 20” dei porti del Mediterraneo, in crescita Trapani

La Sicilia al quinto posto tra le regioni con maggior numero di crocieristi
I risultati comunicati oggi, a Cagliari, all’ “Italian Cruise Day”

Lo stato dell’arte, le previsioni e le prospettive della crocieristica in Italia, dagli investimenti di compagnie e porti alle potenzialità del prodotto, dalla costruzione degli itinerari alle relazioni all’interno della filiera di produzione. E ancora, l’innovazione nel settore come volano di crescita per il futuro, il rapporto tra flussi di turisti crocieristi e le destinazioni, i modelli di sviluppo degli scali crocieristici del Paese e l’attenzione e l’impegno della crocieristica verso la tutela e il rispetto dell’ambiente.

Sono i temi principali della nona edizione dell’Italian Cruise Day, il forum annuale di riferimento in Italia per il comparto crocieristico ideato e organizzato da Risposte Turismo – società di ricerca e consulenza a servizio della macro-industria turistica – quest’anno in partnership con l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna e con il supporto di Clia Europe, che si è svolto oggi a l’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari. Oltre 200 operatori dell’industria crocieristica si sono confrontati sull’andamento, le prospettive e le sfide della crocieristica in Italia.

Ecco alcuni numeri. Sono 9 gli scali Italiani nella “top 20” dei porti crocieristici mediterranei e, tra questi, anche Palermo che, le stime del 2019, collocano al 19° posto con 570,5 mila passeggeri movimentati e 156 toccate nave, in leggera discesa sul 2018 per numero di passeggeri movimentati (-1,29%), in modo più marcato per numero di accosti (-9,30%). Sostanzialmente sono stati mantenuti i numeri del 2018 – la diminuzione delle toccate è dovuto alla maggiore capacità delle navi arrivate – nonostante l’attuale porto-cantiere, passaggio indispensabile per scrivere, in futuro, altri numeri. Previsioni in aumento per Trapani che a fine 2019 crescerà del 10,6%.

“Siamo felici della nostra crescita e della nostra tabella di marcia – spiega Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale –  e consapevoli che, per migliorare i numeri, bisogna potenziare le infrastrutture. Un’operazione che l’AdSP, rispettando i tempi, sta portando avanti speditamente. Il mercato se ne è accorto e sta apprezzando il nostro lavoro. I numeri in futuro saranno ben diversi: l’appuntamento vero per noi sarà all’Italian Cruise Day del 2021”.

Se la Sicilia si conferma, con i suoi 11 porti crocieristici, al 5 posto nazionale, dopo Liguria, Lazio, Veneto e Campania, con 1.304.642 passeggeri e 719 toccate nave, un aumento del 10,7% di crocieristi e una diminuzione, -2,4, di toccate, dovuta sempre alla maggiore dimensione delle navi, in generale in Italia, alla fine del 2019, è prevista una crescita sia nel numero di passeggeri movimentati – poco oltre i 12 milioni (supereranno i 13 milioni nel 2020), +8,8% sul 2018 – sia per le toccate nave (4.857, +3,2% sul 2018).

Inoltre l’Italia è leader per ricadute economiche ed occupazionali: dei 19,7 miliardi di spese dirette in Europa stimate da CLIA, l’associazione degli armatori, nell’ultimo Contribution of Cruise Tourism to the Economies of Europe, 5,46 sono a vantaggio dell’Italia, e dei 403.000 posti di lavoro generati nel continente, 119.000 sono italiani. E guida la classifica anche per numero di compagnie che hanno scelto di scalare nei porti della penisola.

“Gli investimenti e l’impegno degli operatori, e naturalmente la favorevole morfologia nonché la ricchezza storica artistica e paesaggistica, hanno contribuito a determinare la leadership italiana a livello mediterraneo ed europeo”, ha affermato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo. “In un contesto internazionale sempre più competitivo, l’Italia si conferma nazione leader in Europa, e tra le principali nel mondo, nel comparto crocieristico. E’ una leadership di traffico, di ricadute economiche e occupazionali, di coinvolgimento di porti e territori, di partecipazione al business da parte di un’ampia categoria di aziende.

Per consolidare questa posizione, e possibilmente farla crescere ulteriormente, è imprescindibile la conoscenza reciproca – in particolare tra compagnie e porti – di priorità, intenti, aree di miglioramento, capendo una volta per tutte che non può esserci crescita strutturale se anche solo uno degli anelli dell’ingranaggio non trovasse le condizioni necessarie per operare e traguardare i propri obiettivi di crescita. La crocieristica rappresenta un esempio positivo all’interno di una complessiva economia italiana che, come noto, accusa viceversa ritardi e curve recessive su molti altri business. In quanto tale va difesa, potenziata e incentivata”.

2019 DA RECORD PER MSC CROCIERE IN ITALIA: 4 MILIONI DI PASSEGGERI MOVIMENTATI IN 13 PORTI PER IL 2020 ATTESA UNA CRESCITA DEL 7.5%

• +20% di crocieristi MSC nei porti italiani rispetto al 2018
• Genova è il porto della Compagnia con maggiore traffico al mondo con 1 milione di crocieristi movimentati
• A Napoli registrato un +120% sul 2018 con 370.000 crocieristi

MSC Crociere, la più grande compagnia di crociere a capitale privato al mondo – nonché brand crocieristico leader in Europa, Sud America, Sud Africa e nell’area del Golfo – si appresta a chiudere il 2019 superando la soglia dei 4 milioni di crocieristi movimentati grazie a 877 scali in 13 porti Italiani trainando la crescita dell’intero settore. Per il 2020 è attesa un’ulteriore crescita del 7.5% raggiungendo i 4,3 milioni di crocieristi. I dati sono stati presentati oggi all’Italian Cruise Day 2019 in corso a Cagliari.

“Si tratta di un vero e proprio record di traffico registrato in Italia, nessun’altra compagnia ha mai fatto tanto”, sottolinea Leonardo Massa, Country Manager di MSC Crociere. “Un risultato che è frutto del piano di investimenti da 13,5 miliardi di euro che ci consente di aggiungere ogni anno nuove navi in flotta, oggi composta da 16 unità. Tra meno di un mese battezzeremo la nostra nuova ammiraglia MSC Grandiosa ed entro il 2027 arriveremo a dotarci di ben 29 navi che rafforzeranno ulteriormente la nostra presenza in tutti i mari del mondo e anche in Italia dove per il prossimo anno prevediamo di raggiungere i 4,3 milioni di passeggeri”.

Il piano di crescita della compagnia pone al centro la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Basti pensare che, nonostante la costante crescita della flotta, negli ultimi 10 anni le emissioni di anidride carbonica sono diminuite del 30% e nei prossimi anni MSC continuerà gli investimenti in tecnologie per l’ambiente con l’obiettivo finale di diventare una compagnia a impatto zero.

A testimonianza di ciò, l’arrivo di MSC Grandiosa – che verrà battezzata ad Amburgo il prossimo 9 novembre – rappresenta l’entrata in servizio di una delle navi più ecologiche in assoluto attualmente in servizio. La nuova ammiraglia, infatti, innalzerà ulteriormente gli standard delle prestazioni ambientali delle navi da crociera, grazie ad alcuni dei più recenti sistemi volti a ridurre l’impatto ambientale e alla salvaguardia dell’ecosistema di cui sarà dotata.

Inoltre MSC Crociere, sulla base di questo impegno in continuo progresso, ha previsto la costruzione di ben 5 nuove navi alimentate a GNL, che si aggiungeranno alla flotta a partire dal 2022 e rappresentano un altro passo avanti per la Compagnia sul tema della sostenibilità ambientale.

A guidare la classifica dei porti italiani di MSC Crociere si conferma Genova, che è il porto a livello globale con la movimentazione MSC più elevata: più di 1 milione crocieristi e 203 toccate (+15% rispetto al 2018).

Ottimi risultati sono arrivati anche dal porto di Napoli, che grazie al posizionamento di una seconda nave per tutta la stagione estiva movimenterà 370.000 crocieristi, il 120% in più rispetto al 2018.  Nel 2020 MSC Crociere prevede di crescere ancora in Italia, anche grazie all’arrivo di due nuove ammiraglie – MSC Grandiosa e MSC Virtuosa – due navi gemelle che saranno le più grandi e le più tecnologicamente avanzate della flotta. Ai 13 porti già raggiunti dalle navi MSC si aggiungeranno anche Trieste e Siracusa come porti di imbarco per le crociere nel Mediterraneo.

Bilog 2019 alla Spezia. Retroporto di Santo Stefano: a breve pronto il nuovo centro per i servizi alla merce

BILOG 2019, la Biennale della Logistica realizzata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale con il supporto organizzativo della Camera di Commercio Riviere di Liguria, Blue Hub, Circle e la collaborazione del comune di Piacenza si è aperta oggi con il focus sul Retroporto di Santo Stefano, in una tavola rotonda introdotto da Pablo Hoya, presidente di Europlatform, moderata da Anna Pucci capo servizio de La Nazione e partecipata dalla Presidente dell’AdSP Carla Roncallo; Alessandro Laghezza, Sezione Logistica Confindustria SP; Giorgio Bucchioni, presidente Spedizionieri SP; Andrea Fontana, Presidente Agenti marittimi SP; Giovanni Cassone, Direttore Agenzia delle Dogane SP; Genziana Giacomelli, direttore della Scuola Nazionale Trasporti; Paola Sisti, Sindaco di Santo Stefano.

Carla Roncallo ha circoscritto il suo intervento sull’insieme delle infrastrutture per realizzare le quali l’ADSP ha investito 5 milioni di euro, al fine di rendere efficienti tutte le tipologie dei controlli che ora vengono effettuati in porto, velocizzando le pratiche e liberando spazi per merci e containers nelle aree a mare. Si tratta della realizzazione della viabilità di accesso; della palazzina degli uffici che accoglierà tutti gli attori del Centro Unico dei Servizi (Dogana, Guardia di Finanza, Sanità Marittima, Veterinario e fitopatologo, Guardia Forestale, ecc.); delle aree coperte per i controlli, di moderne celle frigo e di uno scanner delle Dogane di nuova generazione. “Stiamo procedendo velocemente per rendere il centro operativo entro il 14 dicembre- ha detto la presidente -, perché da quella data verrà recepita la norma 625 del 2017 che impone standard minimi per la conservazione delle merci deperibili e fresche.

Il nostro nuovo Centro, oltrechè attuare quanto disposto dalla legge in materia di Sportello Unico Doganale, sarà perfettamente in linea con quanto stabilito da questa norma, grazie ad una scelta lungimirante, partita ormai da qualche anno che finalmente si concretizzerà nelle prossime settimane. Ringrazio davvero l’Agenzia delle Dogane e tutti i Soggetti pubblici deputati al controllo della merce, il Comune di Santo Stefano Magra e tutti gli operatori, che hanno colto con noi questa sfida”.

Il sindaco di Santo Stefano Magra, Paola Sisti, ha sottolineato come, dagli anni ’90, le amministrazioni abbiano creduto, ancora prima degli imprenditori, sulle potenzialità dell’area.

“Il retroporto di Santo Stefano, deve essere una opportunità e non un problema. Già oggi l’infrastruttura occupa 500 persone. Auspico che si possa trasformarla velocemente da Retroporto ad Interporto, con un nome ed una identità ben precisa”.

Spedizionieri, agenti marittimi, doganalisti di A.SPE.DO, riuniti da poco in POINT-Sistema Spezia, hanno fornito dati interessanti sull’occupazione nel settore portuale spezzino, grazie ad uno studio da essi commissionato alla Scuola Nazionale Trasporti rappresentata oggi dal suo direttore, Genziana Giacomelli. “Una occasione importante – ha detto Andrea Fontana -, che grazie alle competenze e alla professionalità della Scuola, ha potuto mettere in evidenza la forza e il ‘peso’ del settore in termini di fatturato e di lavoro. Una collaborazione che consente di mettere a fattore comune, valori numeri e analisi fondamentali per orientare future scelte strategiche e di investimento nel nostro territorio, strumenti utili sia per gli attori della programmazione che per le imprese che intendono guardare il nostro territorio da questo punto di vista”.

In base al censimento di 72 imprese portuali è emerso che il settore occupa 2.898 lavoratori diretti e 5.100 nell’indotto generato da questo tipo di attività. Il totale del fatturato si aggira sui 700 milioni di Euro, pari al 40% del fatturato provinciale sulla Blue Economy (Circa un miliardo e 300 milioni di Euro) . Interessante anche il dato relativo ai contratti a tempo indeterminato, ben l’87%, così come quello che ha dimostrato come ci sia un alto livello di scolarizzazione (66% i diplomati) . E tanti sono i giovani che scelgono il porto e le attività ad esso connesse: ben il 34% ha meno di 40 anni. Da sottolineare anche l’affermazione di Genziana Giacomelli “Nel 2018 ben 130 giovani usciti dalla Scuola Nazionale Trasporti sono stati assunti dalle aziende locali”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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