Presentazione online edizione 2020 Italian Cruise Watch

Giovedì 26 novembre 2020 dalle ore 09.30

L’invito Risposte Turismo relativo alla presentazione online della nuova edizione dell’Italian Cruise Watch, il rapporto di ricerca annuale di riferimento per tutti coloro che si occupano di crocieristica in Italia.

L’evento si terrà giovedì 26 novembre dalle 09.30 alle 11.00 in diretta streaming sul nuovo canale ufficiale YouTube di Risposte Turismo.

Per esigenze organizzative, il link per il pubblico è www.risposteturismo.it/icw2020

Tra i temi oggetto della presentazione:

-l’ammontare del mancato contributo del turismo crocieristico nel 2020 all’economia italiana;

-i dati a consuntivo del traffico crocieristico nei porti italiani nei primi nove mesi del 2020 e le stime di chiusura per l’anno in corso;

-i risultati di una nuova indagine sulle prospettive per la crocieristica, in particolare nel nostro Paese.

TRIONFO DI CUSTOM LINE AI WORLD SUPERYACHT AWARDS 2020

Custom Line 106’ vince nella categoria “Semi-Displacement or Planing Motor Yachts Below 500GT 30m to 34.9m”

Ancona– Un anno di successi per Custom Line. Per il brand, la cui gamma è interamente costruita presso la Superyacht Yard di Ferretti Group ad Ancona, è la volta di un altro importante riconoscimento a IV Dream, yacht della linea Custom Line 106’. Il superyacht della linea planante di Custom Line è stato premiato nella categoria “Semi-Displacement or Planing Motor Yachts Below 500GT 30m to 34.9m”, in occasione dei World Superyacht awards 2020. L’evento è organizzato dal gruppo editoriale internazionale Boat international e i premi vengono attribuiti agli yachts di recente progettazione che si sono distinti maggiormente per caratteristiche tecniche, stile e soluzioni innovative funzionali in tecnologia e progettazione. La cerimonia di premiazione è avvenuta online lo scorso 13 novembre.

Frutto della collaborazione tra lo studio Francesco Paszkowski Design, il Comitato Strategico di Prodotto e la Direzione Engineering Ferretti Group, lo yacht ha conquistato i giudici grazie al disegno contemporaneo delle linee di carena e dello scafo, pulite e rigorose per un profilo filante e potente. Molto apprezzati i grandi spazi esterni, caratterizzati da raffinatezza minimalista e massimo comfort per la famiglia armatrice, con 220 m² di superfici esterne calpestabili interconnesse tra loro, da flybridge a prua.

Hanno conquistato la giuria di armatori di super e mega yachts anche gli interni tailor-made, secondo i desiderata dell’armatore, e invasi da luce naturale grazie alle ampie finestrature a tutt’altezza nel ponte principale che amplificano l’effetto di continuità e vicinanza al mare.

Altri fattori vincenti, nelle considerazioni della giuria: il beach club, che funge anche da garage per tender grazie a un sistema unico brevettato dal Cantiere, e l’interior design d’alta qualità sia delle quattro cabine ospiti, sia degli alloggi per l’equipaggio.

Ottimamente valutate anche le performance prestazionali, insieme agli altissimi standard di sicurezza e comfort a bordo: i 2 motori diesel MTU, ciascuno da 1.939 kW, possono portare il superyacht a una velocità massima di 26 nodi. La velocità di crociera si attesta a 22 nodi, con un’autonomia di 400 miglia nautiche, per un consumo di carburante di 780 litri all’ora.

Il premio assegnato a IV Dream, Custom Line 106’, conferma l’eccellenza del brand nell’innovazione progettuale e qualità costruttiva dell’intera flotta dai 30 ai 42 metri.

L’importante riconoscimento, realizzato con il prezioso contributo dello studio Francesco Paszkowski Design e di tutto il personale del cantiere, si aggiunge alla soddisfazione per i 15 vari avvenuti nel corso del 2020, resi possibili dalla continua attività e costante dedizione dell’intero team Custom Line.

Banca d’Italia: Porto di Brindisi buona performance, perde meno di Bari

Roma. Sappiamo benissimo che la Puglia non ha niente da invidiare in termini di portualità e logistica alle altre regioni d’Italia: porti, interporto, strade, ferrovie e aeroporti, sono strumenti e infrastrutture di progresso per il territorio non solo per il settore dei trasporti, ma per tutta l’economia della Regione. Tre porti principali, Bari, Brindisi e Taranto e due aeroporti internazionali, Bari e Brindisi fanno sì che la Regione Puglia possa competere nel Mediterraneo e non solo. Si trova sempre qualche portatore d’interesse che non approva … perché non è il proprio interesse. Infatti, molti sono stati quelli, in quest’ultimo periodo, che hanno decretato, sui social … la ‘morte’ del porto di Brindisi. Invece non è così! Da sempre i porti hanno segnato l’evoluzione dei mercati e soprattutto nei periodi di crisi planetarie dovute a pandemie. Solo la ‘peste’ fermò le attività portuali di Brindisi.

Poi venne la bonifica delle acque (la storia e i meriti le lasciamo agli studiosi) e fu ripresa sostanziale del Porto di Brindisi. Quel periodo storico ha insegnato che Istituzioni ed Enti locali, se concertano e programmano vision e mission portuale, possono dare sviluppo economico a un territorio di mare come quello del nostro Salento. Non occorrono comunicati stampa diversi e contradditori giusto per ‘stare’ sui social e guadagnare consenso! Oggi, la Banca d’Italia ricorda alle varie organizzazioni dei portatori d’interesse e operatori portuali di Brindisi, che la performance delle attività produttive del porto di Brindisi è diversamente pensata da loro. Come pure è diversamente pensata dal Sindaco Rossi che, fin dal suo insediamento, ha osteggiato qualsiasi attività portuale, salvo la pensata dei “giardini del porto”, mentre oggi si barcamena a votare un bilancio previsionale 2020-2022 commissariato e che commissaria i cittadini.

Il Presidente dell’AdSPMAM, prof.  Ugo Patroni Griffi, afferma che “ … l’Adsp MAM perde nel primo semestre solo il 6% dimostrando grandi dosi di resilienza (in media le Adsp hanno perso circa il 15%). Brindisi mostra una performance migliore di Bari (il che contraddice la narrazione apodittica del porto morto)”. Il rapporto della Banca d’Italia contraddice pure il teorema che Taranto è per l’Italia una realtà da essere considerata esempio per le altre città, salvo poi a dimenticare che Brindisi è sede della più grande centrale Enel d’Europa, e con fondi Ue distratti. Noi siamo convinti che le rotte siano stabilite da tanti fattori funzionali di un porto e Brindisi non è da meno rispetto molti altri porti dell’Italia meridionale. Brindisi merita di più e lo dice una fonte super partes e autorevole come la Banca d’Italia.

Infatti, ieri, la Banca d’Italia ha diffuso il rapporto annuale e gli aggiornamenti congiunturali sull’andamento dell’economia nelle regioni italiane. La Puglia, una delle regioni del Meridione italiano che ha sempre trainato l’economia del Mezzogiorno e dell’Italia negli anni scorsi, per la Banca d’Italia, questi primi nove mesi di questo 2020 (bisestile e pandemico), ha subito un forte calo del prodotto dovuto essenzialmente all’emergenza sanitaria e le relative misure, nazionali e regionali. Gli indicatori economici, nei primi sei mesi 2020, in particolare quello trimestrale delle economie regionali (ITER) della Banca d’Italia, fanno registrare una diminuzione delle attività produttive di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del 2019; e la dinamica negativa si sarebbe attenuata, recuperando posizioni positive in questo terzo trimestre, coerentemente con l’andamento nazionale in corso.

Le ricadute economiche della pandemia hanno coinvolto tutti i principali settori di attività produttiva. Il fatturato delle imprese industriali si è ridotto in misura marcata nei primi nove mesi del 2020, sebbene la portata del calo si sia attenuata durante i mesi estivi. Settori come gli investimenti hanno risentito delle incertezze sul futuro da parte degli operatori; mentre il settore delle costruzioni è ancora in fase di stallo, risentendo delle difficoltà dell’edilizia residenziale, e della sensibile riduzione delle compravendite registrata nel primo semestre. Il comparto delle opere pubbliche ha invece beneficiato della ripresa della spesa per investimenti delle Amministrazioni locali. Nei servizi sono proseguite le difficoltà del commercio, soprattutto al dettaglio.

I comparti che hanno subito una forte riduzione dell’intensità produttiva, dovuta a questa crisi, per la Banca d’Italia  sono quelli del turismo e dei trasporti; mentre l’andamento dell’occupazione è stato controllato dalle misure governative, tra cui il blocco dei licenziamenti e l’estensione della platea dei beneficiari delle forme d’integrazione salariale: forme di sostegno al reddito delle famiglie introdotte dai vari DPCM e ‘reddito di dignità’ dall’Amministrazione regionale della Puglia, attenuando anche se di poco la sofferenza sociale di questi mesi. In base ai dati della Regione nei primi nove mesi del 2020 ne sono beneficiari circa 3.500 nuclei familiari; l’importo medio mensile riconosciuto per famiglia è di circa 260 euro.

Il turismo, settore tra i più colpiti a livello globale dal blocco delle attività, ha risentito del forte calo della domanda. Nel primo semestre 2020, secondo i dati provvisori e ancora parziali forniti dalla Regione, si legge nel rapporto della Banca d’Italia,  le presenze di turisti presso le strutture ricettive pugliesi si sono ridotte intensamente (da marzo a inizio estate dovuto alle restrizioni governative). Dai siti internet, si nota una crescita d’interesse per la Puglia durante i mesi estivi, anche rispetto agli anni precedenti. Secondo l’indagine condotta a inizio luglio da SWG-CISET per conto dell’Agenzia regionale del turismo Puglia Promozione, la Puglia sarebbe stata la prima regione per intenzioni di viaggio dei turisti italiani nei mesi estivi. Nel settore dei trasporti, secondo dati delle due Autorità di Sistema Portuale della Regione Puglia, il traffico di merci e container nei principali porti pugliesi nei primi sei mesi dell’anno si è ridotto sensibilmente rispetto allo stesso periodo

Il traffico di passeggeri su traghetti si è più che dimezzato; mentre quello del settore crocieristico si è sostanzialmente azzerato, a causa del blocco imposto dalla pandemia. Nel periodo estivo il calo del traffico merci del porto di Taranto si è attenuato (-18,6 per cento nei primi otto mesi dell’anno, dal -31,3 del primo semestre); nei porti di Bari e Brindisi invece la flessione è proseguita sino a settembre a ritmi sostanzialmente analoghi al primo semestre, con riferimento sia alle merci sia ai passeggeri. La diffusione dell’epidemia ha prodotto effetti negativi anche sul trasporto aereo. Secondo i dati di Assaeroporti, nei primi nove mesi dell’anno il traffico di passeggeri negli aeroporti di Bari e Brindisi si è ridotto complessivamente di quasi due terzi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in misura di poco inferiore alla media dell’Italia.


Anche il movimento aereo di merci ha risentito del blocco delle attività: nei primi nove mesi dell’anno l’aeroporto di Taranto – Grottaglie, specializzato nel trasporto cargo, ha fatto registrare una riduzione di circa un quarto dei volumi movimentati, in linea con il Mezzogiorno e l’Italia. Poi il rapporto della Banca d’Italia prosegue nell’analisi degli altri settori come l’industria, le imprese l’occupazione, i redditi e le misure di sostegno. Se non consideriamo che stiamo vivendo una pandemia globale e planetaria di dimensioni mai riscontrate e desideriamo a tutti costi che i numeri di una crescita economica debbano essere tutti positivi, allora “… abbiamo bisogno di visita psichiatrica”.

Abele Carruezzo

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ITALIAN CRUISE WATCH 2020: presentazione online del nuovo report di Risposte Turismo

Giovedì 26 Novembre 2020 dalle ore 10.00

Per seguire l’evento: www.risposteturismo.it/ICW2020

AdSP MLO: Infrastrutture e digitalizzazione per una logistica green

I Ports of Genoa presenti al Green Logistics Intermodal Forum 2020, quest’anno proposto in modalità online, con titolo “La Logistica post Covid-19: ritorno al passato o resilienza trasformativa?”

Il Forum ha fatto il punto con i leader del settore nella prospettiva dei nuovi scenari, degli investimenti e delle politiche per il superamento della crisi. Due giornate di lavoro tra tutte le componenti della logistica e dell’impresa con al centro il tema dell’Intermodalità, snodo decisivo per una logistica efficiente e sostenibile.

In questo contesto, presso lo stand virtuale dei Ports of Genoa si è tenuto il webinar Infrastrutture e digitalizzazione per una logistica green.

Nonostante gli effetti della pandemia sulle movimentazioni dei terminal, i Ports of Genoa hanno visto nel 2020 crescere la componente ferroviaria dei propri traffici verso l’hinterland, arrivata al 14,5%. Le destinazioni prevalenti sono nelle regioni dell’Italia Settentrionale: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, con l’interporto di Padova hub dei servizi destinati al mercato del Nord Est. Ben 29 coppie di treni si muovono ogni settimana fra i terminal di Genova e Padova, offrendo un ampio ventaglio di soluzioni logistiche.

Tramite investimenti nelle infrastrutture ferroviarie di ultimo miglio e in tecnologia per l’automazione delle operazioni e la digitalizzazione dei processi, la Port Authority del Mar Ligure Occidentale punta a migliorare ancora l’efficienza del servizio ferroviario. L’obiettivo dei Ports of Genoa è arrivare preparati al 2024, quando sarà operativa la nuova linea del Terzo Valico appenninico, che permetterà di raggiungere la Pianura Padana e il Sud Europa con treni di standard europeo e di offrire ai clienti un servizio di trasporto ancora più competitivo.

Guarda il webinar dei Ports of Genoa:  Infrastrutture e digitalizzazione per una logistica green


AdSP MLO: L’Italia è il mare. Signorini alle Giornate del mare

Il Presidente Signorini ha partecipato al convegno L’Italia è il mare nell’ambito della rassegna Le giornate del mare curata da Limes, rivista italiana di geopolitica, che si è tenuta domenica 15 novembre a Palazzo Ducale

All’interno del dibattito dal titolo Porti italiani come non farsi la guerra, il Presidente ha osservato come in Italia ci sia più complementarietà che competizione la quale, nel corso degli anni, ha portato ad una diversa specializzazione dei differenti bacini portuali.

Il discorso è proseguito parlando dell’importanza di gestire in maniera corretta la presenza, sicuramente molto importante, dei grandi player globali all’’interno dei porti affinché non si crei, a seguito di una posizione dominante di uno di questi operatori, un eccesso di competizione tra i porti che sarebbe difficilmente contrastabile.

Il presidente ha poi concluso il suo intervento analizzando le nuove sfide derivanti dalla pandemia globale e proponendo quattro elementi che potrebbero rendere più competitivi i porti italiani e al tempo stesso migliorarne la cooperazione.

YARE 2020 DIGITAL EDITION in streaming from Viareggio, November 26/27

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The complete program of YARE 2020 includes:

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Workshops and virtual roundtables approaching the market hot topics: industry experts and influencers will moderate the panel discussion (cybersecurity, refit planning, paininting and coating, tax and legal administration, green agenda, customer behaviour, life style).
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The shipyard tour: watch the virtual live tour of famous shipyards.
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Norwegian Cruise Line lancia la docuserie “EMBARK – The Series”

FORNISCE UN PUNTO DI VISTA DA INSIDER SUL BRAND CROCIERISTICO E IL SUO RITORNO SUL MARE

Il Cast dell’acclamato “The Choir of Man” si riunisce per una performance unica

Primo episodio in streaming dal vivo il 20 novembre 2020 su www.ncl.com/embark

Milano– Norwegian Cruise Line, la compagnia di navigazione più rivoluzionaria nel settore crocieristico con una storia di 53 anni all’insegna dell’innovazione, ha annunciato oggi il lancio di una nuova docuserie, “EMBARK – The Series”, che invita il pubblico a scoprire il brand e godersi un posto in prima fila per il suo attesissimo ritorno.

La docuserie prende il via con “EMBARK NCL Spotlight Series”, due episodi incentrati sull’iconica offerta di intrattenimento del livello di Broadway e del West End, disponibile su tutta la flotta Norwegian. Il primo episodio invita gli spettatori nello storico West End Garrick Theatre di Londra per una speciale reunion dei membri del cast di “The Choir of Man”, insieme per la prima volta da molti mesi. L’episodio includerà i pezzi più amati tra cui “Save Tonight”, “Escape (The Piña Colada Song)”, “Hello” e “Some Nights”, nonché uno sguardo approfondito su come il cast stia affrontando questo periodo storico e come gli artisti rimangono ottimisti sul futuro.

Molto apprezzato per la straripante energia, la musica dal vivo e la ritmata coreografia, “The Choir of Man” è una coinvolgente e immersiva esperienza da pub, con ragazzi che si esibiscono in performance svariate, dai classici cantati al rock. Tradizionalmente ambientato in un pub di quartiere, lo spettacolo sottolinea l’importanza della comunità e della connessione umana attraverso una serie di canzoni, poesie e conversazioni.

“Ora più che mai, abbiamo tutti bisogno di interazione umana”, ha affermato Richard Ambrose, Vicepresidente Senior per l’intrattenimento e la programmazione delle crociere di Norwegian Cruise Line. “L’intrattenimento ci unisce, permettendoci di dimenticare le nostre preoccupazioni, anche se solo per un po’. Siamo sempre stati sostenitori della comunità dello spettacolo e ci impegniamo a proporre performace di alto livello ai nostri ospiti. Ora che i teatri sono chiusi e le occasioni di incontro sono limitate, vogliamo supportare i nostri colleghi performer creando una connessione significativa con i nostri ospiti. Attraverso questa proposta esclusiva, intendiamo mostrare la resilienza umana e di offrire speranza per un domani migliore. In fondo, affrontiamo queste difficoltà insieme e per questo non demorderemo”.

Oltre che sulla Norwegian Escape e sulla Norwegian Encore, The Choir of Man si è esibito in tutto il mondo in iconici luoghi e città tra cui la Broadway Playhouse at Water Tower Place di Chicago, il Balboa Theatre di San Diego, il prestigioso John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington e, proprio questa settimana, ha annunciato che tornerà per la terza volta all’Opera House di Sydney da febbraio 2021.

Prodotto e diretto da Nic Doodson, una delle menti creative dietro a The Choir of Man, l’episodio della serie EMBARK Spotlight durerà quasi 40 minuti e sarà disponibile on-demand dal 20 novembre 2020 su www.ncl.com/embark.

“Io e la famiglia di The Choir of Man siamo rimasti assolutamente entusiasti quando NCL ci ha chiesto di unirci per creare un’esibizione esclusiva dello spettacolo che gli ospiti potranno vedere da casa, fino a quando non avranno la possibilità di tornare in crociera”, ha affermato Doodson. “Il mondo del teatro sta vivendo un anno particolarmente difficile, quindi questa opportunità di cantare, ballare ed esibirsi di nuovo insieme è stata una sensazione incredibile, non solo per i ragazzi, ma per tutti i soggetti coinvolti. Spero che l’energia positiva e incoraggiante venga trasmessa a chi guarderà questo episodio, ispirando a continuare a guardare avanti e sperando in giorni più luminosi. Il cast ha apprezzato questa opportunità di riconnettersi dentro e fuori dal palco e ora più che mai non vede l’ora di intrattenere di nuovo presto gli ospiti nel nostro pub sulla terraferma, in mare o ovunque le persone si divertano a riunirsi con i propri cari”.

Ulteriori dettagli su “EMBARK – The Series” verranno condivisi nelle prossime settimane.

Per scoprire di più sulla flotta di 17 navi della Compagnia e sugli itinerari in tutto il mondo, o per prenotare una crociera, contatta un agente viaggi o visita il sito www.ncl.com.

Aperto questa mattina Green Logistics Intermodal Forum dedicato alla logistica sostenibile del futuro

Dalla piattaforma digitale della Fiera di Padova, due giorni di dibattito e di business con i leader del settore. Questa mattina si è discusso di Interporti, Porti e Intermodalità, del ruolo svolto durante l’emergenza Covid e delle prospettive future nell’ambito del sistema logistico italiano

Padova-Sono iniziate questa mattina in streaming sulla piattaforma digitale le due giornate di Green Logistics Intermodal Forum, significativamente intitolate “La logistica post Covid-19 “Ritorno al passato” o “resilienza trasformativa?”

Una domanda fondamentale che merita una risposta approfondita, alla luce del fatto che la logistica, pur soffrendo inevitabili perdite nei volumi dei traffici, non si è mai fermata a livello nazionale e internazionale nei mesi del lockdown confermando nei fatti il ruolo strategico che svolge per il sistema economico e la tenuta sociale del nostro Paese.

E’ evidente però che c’è bisogno di una riflessione sul futuro del settore e sugli interventi necessari alla luce dei nuovi scenari, nazionali e internazionali che la pandemia sta disegnando. I leader del settore si ritrovano sulla piattaforma digitale della Fiera di Padova per discutere sia degli investimenti e delle politiche già avviate, sia delle iniziative da prevedere nei prossimi mesi.

Due giornate di dibattito quindi sul futuro della logistica italiana, ma anche di business per le quasi 100 aziende del settore che partecipano alla manifestazione con il  proprio stand virtuale interattivo

In mattinata si è tenuto il primo dei due convegni previsti “Infrastrutture per l’Intermodalità del prossimo decennio- Progetti operativi per il completamento del sistema infrastrutturale italiano” che ha visto la partecipazione dei principali protagonisti dell’intermodalità e della portualità italiana.

Ad aprire i lavori, moderati dalla giornalista  esperta di trasporti  Morena Pivetti, gli interventi dell’assessore alle infrastrutture e trasporti  nonchè vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti e del presidente di UIR (l’associazione degli interporti italiani)  Matteo Gasparato.

La vicepresidente Elisa De Berti ha illustrato il nuovo Piano Generale dei Trasporti appena approvato dalla Regione Veneto “Il  piano precedente era  vecchio di 30 anni ed era assolutamente necessario dotarsi di nun nuovo strumento. Abbiamo scelto, con il supporto di un board tecnico scientifico di alto livello, guidato dal professor Ennio Cascetta, di non scrivere un “piano progetto”, ma un “piano processo”  che, fissate alcune priorità come l’investimento sulla ferrovia, indichi la strategia per raggiungere gli otto obiettivi del piano.   Abbiamo previsto, nei prossimi 10 anni ben 21 miliardi  di investimenti, dei quali 12 già finanziati.  E le manutenzioni saranno al centro della nostra attenzione, un terzo degli investimenti sarà dedicato a questo aspetto fondamentale”.

Il presidente di UIR, Matteo Gasparato  ha sottolineato :” Oggi è ormai consolidato il ruolo strategico ricoperto della Rete degli interporti italiani nel perseguire politiche di sviluppo e modernizzazione del Paese e quindi nel promuovere interessi pubblici di livello generale.  Anche per questo è in fase di discussione oggi alla Camera dei Deputati una proposta di provvedimento legislativo che si inquadra nella necessità di fornire una solida disciplina generale in materia di Interporti e di rete interportuale nazionale. Questa revision che ci vede favorevoli si rende ormai urgente a causa del ruolo sempre più rilevante a livello trasportistico assunto nel corso del tempo dagli enti interportuali. Dobbiamo disporre di un quadro programmatico ampio, in coerenza con i corridoi transeuropei di trasporto. E’ necessaria una qualche forma di indirizzo, programmazione e coordinamento dello sviluppo e del miglioramento qualitativo delle infrastrutture intermodali e logistiche. L’obiettivo è di avere una maggior coerenza fra politiche UE, politiche nazionali attraverso nuovi e specifici organismi e strumenti di coordinamento”.

Estremamente interessante la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di alcuni dei principali protagonisti del panorama logistico italiano.

Nicola Boaretti direttore generale dell’Interporto Quadrante Europa ha spiegato: “L’intermodalità ha dimostrato la sua grande resilienza in questa fase di crisi dovuta alla pandemia e infatti il trasporto combinato anche nel nostro interporto ha garantito i collegamenti con il centro Europa quando il trasporto stradale era bloccato alle frontiere.  Questo sottolinea il ruolo strategico che interporti e porti hanno per l’economia del Paese e credo che queste infrastrutture non debbano passare in mani straniere, spostando altrove il luogo dove si  definiscono le strategie globali della logistica.  Credo che il Governo lo abbia compreso immaginando l’estensione della golden share anche agli interporti”

Claudio Ricci AD di Interporto Campano ha messo in evidenza come la crisi pandemica abbia accelerato dinamiche già presenti nel settore: “Crediamo che il COVID accelererà gli investimenti in software che il nostro settore ha già iniziato a fare, e che sono molto utili per aumentare l’efficienza degli interporti.  Certo ci sono degli investimenti infrastrutturali da realizzare,  dobbiamo eliminare i  colli di bottiglia, migliorare le direttrici nord sud, ma la digitalizzazione  eliminando sprechi e ineffcienze rende già da sola molto più sostenibile il trasporto non solo da un punto di vista ambientale, ma anche da quello economico.”

Zeno D’Agostino Presidente della Autorità Portuale dell’ Adriatico Orientale (Porti di Trieste e Monfalcone)  ha acceso un faro su due aspetti importanti: “ Dobbiamo essere capaci di immaginare che il nostro sistema, in caso di emergenza, sia in grado di disconnettersi dalle reti globali  -lo sta facendo ora per il Covid – senza perdere le connessioni fondamentali  a sostegno l’economia.   Una capacità di resilienza che la ferrovia e l’intermodalità stanno dimostrando di garantire.   Ancora fondamentale è la capacità di avere idee che servono tanto, se non più delle risorse economiche: per fare un esempio comprensibile, la Cina sta  ricolonizzando l’Africa non perchè ha grandi risorase economiche, o almeno non solo, ma perchè ha idee e progettualità precise a lungo e medio termine”.

Un tema ripreso anche da Marco Spinedi presidente di Interporto Bologna : “Arriveranno  I soldi dall’ Europa ma dobbiamo evitare il pressapochismo nella loro gestione. Bisogna realizzare le infrastrutture che servono, ma attenti a non farle il male. I soldi devono essere spesi al meglio perchè altrimenti avranno pochi effetti sul PIL.”  Spinedi lancia anche un invito alla collaborazione tra Regioni. “Ho apprezzato l’impostazione del nuovo PGT del Veneto ma  sulla logistica il Nord Est  deve muoversi in maniera coordinate.  Serve una regia che coinvolga le tre  Amministrazioni Regionali, i Porti  di Trieste e Venezia e gli Interporti di Verona, Padova e Bologna”.

Riccardo Maria Monti  presidente di Interporto Sud Europa – Marcianise  ha spiegato: “La logistica è fondamentale per la sostenibilità ambientale, e uno dei nodi è portare il più possibile le merci sulla rotaia. Ma altrettanto importante è la digitalizzazione  grazie alla quale si riducono I tempi morti, le code dei camion, introducendo in tutto il lavoro tutte le semplificazioni e facilitazioni possibili”

Marco Gosso, AD di Mercitalia ha sottolineato il ruolo del trasporto merci nelle settimane del lockdown: “Abbiamo lavorato sempre senza mai fermarci in Italia e all’estero, con tutte le misure di sicurezza. Alcuni ambiti hanno segnato una flessione dei volume, altri hanno retto o addirittura, sull’internazionale, hanno evidenziato una crescita della domanda.  Bisognerà fare in modo che i servizi acquisiti dal ferroviario  non tornino poi al tutto strada anche a fronte dell’attuale eccesso di offerta di trasporto che si gioca molto sul fronte delle tariffe”

Pino Musolino  Commissario dell’ Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico Settentrionale (Porti di Veenzia e Chioggia)  affronta due questioni fondamentali, la prima di carattere generale, la seconda che riguarda direttamente i “suoi” Porti:  “Se ci chiamiamo Autorità di Sistema, è perchè, dico finalmente, dopo tanti anni, la legge di riforma della portualità italiana ragiona in termini appunto di “sistema”: dobbiamo evitare contrapposizioni campanilistiche che non hanno ragione d’essere. I 16 Porti italiani sono i giocatori di una stessa squadra, non dobbiamo essere in competizione tra noi”. Sui Porti di Venezia e Chioggia Musolino ha evidenziato che  la questione è l’accessibilità  ora che il MOSE è in funzione. “Il MOSE è l’esempio di come talvolta facciamo scelte senza immaginare tutte le conseguenze: Venezia e Chioggia rischiano di essere gli unici porti marittimi al mondo senza accessibilità al mare per molti giorni all’anno. Un problema aggravato dal fatto che la conca di navigazione prevista pr ovviare in parte all’isolamento è stata progettata e poi costruita in modo sbagliato. Noi non possiamo abdicare al nostro ruolo storico”.

Sergio Gelain presidente di Interporto Padova ha evidenziato i risultati positive degli investimenti fatti in automazione e informatizzazione: “Non abbiamo avuto flessioni dei traffici intermodali in questi mesi e questo anche grazie ingenti agli investimenti fatti negli ultimi anni: gru elettriche a portale, binari da 750 metri  automazione degli ingressi stradali e ferroviari al terminal  e speciali software di gestione delle movimentazioni. Le nuove tecnologie danno grandi risultati ma richiedono uno sforzo enorme non solo per gli investimenti necessari ma anche per la formazione del personale.”

Luigi Legnani, presidente di Fercargo l’associazione delle imprese ferroviarie merci private sottolinea alcuni interventi necessari per renedere più efficiente il trasporto intermodale e in generale il cargo ferroviario: “La ferrovia è un sistema complesso  che ha bisogno di infrastrutture adeguate ma la cui efficienza dipende molto anche dalla gestione del servizio come del traffico. Bisogna agire ad esempio sulla normative che devono essere europea, condivise e adottate da tutti,  pensiamo sempre ai colli di bottiglia nell’infratsuttura, che ovviamente bisogna eliminare, ma altrettanto penalizzanti sono quelli in ambito gestionale e normativo.  E questo riguarda anche manovra, terminal e rotabili ed è per questo che abbiamo creato un Forum Fercargo che li comprende con le loro specificità”

Infine Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale  ha posto l’accento sul fatto che, parlando di logistica si deve avere una visione come minimo internazionale o globale e non solo nazionale  “Rotterdam non serve solo l’Olanda e Amazon non consegna solo negli Stati Uniti e dobbiamo quindi imparare a ragionare su orizzonti molto più ampi anche quando pensiamo al nostro sistema logistico.  Un  secondo aspetto sul quale pongo l’attenzione, anche perchè noi con l’emergenza ci siamo confrontati purtroppo fin dal 2018 con il crollo del Ponte Morandi a Genova,  è che dobbiamo migliorare di molto l’individuazione e la gestione dei rischi: che non vuol dire solo crolli o pandemie ma anche ad esempio effetti sulle rotte dei traffici causati da tensioni geopolitiche o guerre economiche e i rischi dei sistemi informatici”.

ESPO pubblica il Rapporto Ambientale 2020 sui porti europei

Bruxelles. La European Sea Ports Organization (ESPO) ha presentato il suo quinto Rapporto ambientale annuale durante un webinar dedicato.

Il Rapporto Ambientale ESPO 2020 include più di sessanta diversi benchmark di prestazioni ambientali, come le prime dieci priorità ambientali dei porti europei, e dati sui green service alla navigazione (elettricità con prese da banchina, GNL  bunkering e quote portuali differenziate per l’ambiente). Le dieci priorità sono riportate nella foto a seguire.

La qualità dell’aria continua a essere la massima priorità ambientale per i porti; infatti, la qualità dell’aria è diventata un fattore determinante per  un’attività portuale sostenibile e per conferire  in futuro ai porti la certificazione /licenza ad operare.

Il cambiamento climatico, seconda priorità assoluta dei porti nel 2020, essendo entrato per la prima volta tra le prime 10 priorità ambientali già nel 2017. Nel 2020, sette porti europei su dieci prendono in considerazione il cambiamento climatico quando sviluppano nuovi progetti infrastrutturali. La minaccia rappresentata dal cambiamento climatico è dimostrata dal fatto che il 65% dei porti europei ha adottato misure per rafforzare la resilienza climatica delle infrastrutture esistenti e oltre la metà dei porti esaminati – si afferma nel Report -  ha già affrontato le sfide operative dovute al cambiamento climatico.
L’efficienza energetica – prima denominata consumo di energia-  è la terza priorità assoluta dopo la qualità dell’aria e il cambiamento climatico.

Per quanto riguarda il rumore, priorità importante per i porti, si evidenzia negli scali esaminati che si continua a intraprendere misure per evitare o ridurre l’inquinamento acustico dovuto alle attività portuali. Al quinto posto in questo Report 2020, fra le priorità assolute, si attesta il rapporto con la comunità locale, da tutti affermata di primaria importanza per i porti.  Nel 2020, i porti hanno continuato i loro sforzi per garantire più trasparenza nelle attività, mostrando più responsabilità e coinvolgendo le comunità locali. Quasi tutti (91%) dei porti partecipanti comunicano la propria politica ambientale a tutte le parti interessate e l’86% di loro la rende pubblicamente disponibile sul proprio sito web.

Per quanto riguarda i green service alla navigazione, una quota crescente di porti offre elettricità da banchina (shore-side electricity for ship) per le navi all’ormeggio (OPS = Onshore Power Supply) nel 2020 e con il 58% dei porti campionati che forniscono questo servizio già nel 2020 (principalmente nei mari del nord Europa).

È importante ricordare che, di questo totale, il 46% di questi porti fornisce elettricità ad alta tensione adatta alle navi. In particolare, il 40% dei porti prevede di offrire OPS nei prossimi due anni. Mentre per quanto riguarda depositi Gnl, un terzo dei porti ha reso disponibile il rifornimento di Gnl per bunkering alle navi, con modalità da camion (quasi la totalità) e da chiatte (34%).  Parallelamente, il 57% dei porti fornisce tariffe differenziate dal punto di vista ambientale per le navi che vanno oltre gli standard normativi, con emissioni atmosferiche, rifiuti e cambiamenti climatici che sono obiettivi importanti di questi sconti.

Inoltre, circa due terzi dei porti europei sono certificati con uno standard ambientale (ISO, EMAS, PERS di EcoPorts), con un aumento dell’11% dal 2013.
L’81% dei porti ha istituito un programma di monitoraggio ambientale, essendo i rifiuti generati in un ambiente portuale il problema più monitorato. Con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la trasparenza e la responsabilità del settore portuale europeo e di migliorare il rapporto dei porti con le loro comunità locali, ESPO ha deciso di pubblicare il Rapporto ambientale annuale del settore portuale europeo dal 2016.

Il rapporto – che di seguito alleghiamo -  fornisce dati di qualità sui porti, prestazioni ambientali e sta diventando un punto di riferimento per i responsabili politici e le parti interessate, comprese le comunità locali, la società civile, i ricercatori e l’industria.
97 sono stati i porti che hanno partecipato alla relazione di quest’anno.

“Il rapporto ambientale ESPO di quest’anno –ha dichiarato  Isabelle Ryckbost, Segretario generale di ESPO -  mostra che, nonostante i tempi difficili che stanno attraversando i porti, l’impegno e il supporto ambientale non sono stati trascurati. I porti continuano a investire in infrastrutture verdi come l’elettricità shore side per le navi all’ormeggio e hanno migliorato la loro trasparenza nei confronti dei cittadini europei e delle comunità locali. Dovremo tenere d’occhio la quota di porti certificati con un Sistema di Gestione Ambientale, che è leggermente diminuita. ESPO s’impegna quindi a continuare ad aiutare i porti a dimostrare l’eccellenza nella gestione ambientale attraverso la certificazione EcoPorts PERS, che è l’unico standard ambientale specifico per il porto sul mercato. Sono tuttavia felice – chiude il Segretario generale ESPO- di vedere che il campione utilizzato per la relazione annuale diventa più grande. Vorrei incoraggiare tutti i nostri membri ad aderire a EcoPorts e rendere il campione ancora più completo e rappresentativo per tutti gli Stati marittimi, membri dell’UE”.

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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