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AL DEBUTTO IL PRIMO MODULO IBRIDO PER WARTSILA

BRINDISI – Dapprincipio c’era il più piccolo, collaudatissimo, motore del casato Wartsila, il “26”, il cui numero altro non è che la misura dell’alesaggio, il diametro del pistone, appunto, di 26 centimetri. Poi, come di consueto, ci si è messo di mezzo il proverbiale estro asburgico-finlandese che, da poco più di vent’anni, detta il buono ed il cattivo tempo nel mercato della propulsione navale.

Ed è così che spiega le vele il primo motore ibrido navale, denominato “Wartsila HY”, presentato solo un mese or sono dinanzi alla nutrita platea norvegese del Nor-Shipping: “nonostante l’esistenza di motori marini addizionati di batterie, è la prima volta difatti, come spiega Matteo Navali, manager Technical Sales di Wartsila, che un sistema ibrido integrato viene offerto sul mercato chiavi in mano”. Per metà triestino e per l’altra finlandese, il nuovo modulo pr
opulsivo combina all’unisono motori, sistema di stoccaggio dell’energia ed elettronica di potenza, facendoli interagire sinergicamente tramite sistemi innovativi di gestione dell’energia (EMS), l’ultima generazione dei sistemi di controllo integrati. “Il nuovo modulo propulsivo – si legge nel comunicato stampa della società – fornirà molteplici vantaggi, dal basso consumo di carburante alla riduzione delle emissioni, passando per un netto miglioramento delle prestazioni dell’imbarcazione. In particolare, la modalità Green permetterà un azzeramento delle emissioni ed inoltre, grazie ad un’innovativa procedura automatizzata in attesa di brevetto, sarà possibile eliminare le emissioni di fumi ad ogni livello di carico e in qualsiasi modalità operativa”.

Il sistema ha già in tasca una approvazione di massima (tecnicamente denominata “Approval in Principle”) da parte dell’ente di classificazione marittima Lloyd’s Register che, tuttavia, lascia ben sperare per il futuro, non appena la suddetta tecnologia troverà massiccio impiego. Si è partiti, difatti, dall’impiego del modulo ibrido nel settore dei rimorchiatori e dei medi traghetti ma, nei prossimo decennio, se ne prevede una diffusione capillare nei restanti segmenti di mercato.

I primi due esemplari del nuovo modulo ibrido Wartsila dovrebbero finire, con tutta probabilità, nelle mani della principale compagnia di rimorchiatori del Mediterraneo, la genovese “Rimorchiatori Riuniti”. Stando alle dichiarazioni rilasciate a “Ship2shore” dal Dott. Giacomo Gavarone, manager della società genovese, “le consegne dei primi due moduli dovrebbero avvenire a metà del prossimo anno e, pertanto, ci si attende che il primo rimorchiatore ibrido divenga operativo a partire dal 2019”.

 

Stefano Carbonara

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Scritto da Stefano Carbonara su lug 2 2017. Archiviato come Cantieri, Italia, Nautica, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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