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Simulatori di navigazione: ecco la nuova generazione

Ricordando i requisiti della STCW 95 in tema di formazione e professionalità dei marittimi, con gli obiettivi e i compiti posti per il tirocinante da uno scenario marittimo simulato, sono stati standardizzati gli esercizi tipo inseriti nel registro del simulatore stesso. Gli esperti hanno contato che vi sono almeno 140 tipologie simulate a livello operativo e 160 attività a livello manageriale – tipologie che possono essere insegnate e/o valutate durante un corso di addestramento al simulatore.  Queste esercitazioni simulate vanno dalla navigazione di base alla pianificazione del viaggio; la manovra delle navi in acque limitate, le procedure di comunicazione, l’uso dell’inglese tecnico, SAR e procedure di emergenza; comprese tutte le esercitazioni per mantenere una piattaforma offshore in sicurezza. Però, nelle competenze della navigazione previste dalla  STCW sicuramente non ci sono: navigazione astronomica; tenuta di diversi tipi di registro in porto; avvio della giro-bussola e la procedure di orientamento e sua manutenzione; previsioni meteo e le condizioni oceanografiche; inviare e ricevere segnali Morse da luce lampeggiante. Ed allora si potrebbe pensare ad una full mission per la formazione e l’addestramento ai simulatori: ad iniziare dall’inviare e ricevere un messaggio utilizzando le bandiere del codice internazionale; impiego di un ancoraggio senza arare nel letto di una corrente; valutazione del danno e le azioni di post-evento in caso di emergenze in navigazione; uso del timone di emergenza; recupero a bordo di naufraghi da imbarcazioni di salvataggio e manovra di imbarcazioni di salvataggio; tecniche di funzionamento generale di impianti marini per la propulsione navale. Questo in teoria, perché su alcuni simulatori, alcuni dei compiti di cui sopra possono essere già eseguiti e con  la fantasia degli istruttori  queste procedure possono essere insegnate. Vi è da osservare che oggi, sulle navi moderne, l’allievo imbarcato per i 12 mesi di tirocinio formativo a bordo di navi, la probabilità che possa fare esperienze di navigazione celeste, o acquisire la tecnica di valutazione dei danni e/o azioni di post-evento e di sopravvivenza in mare, è  meno dello 0,5%.  Ed allora, perché non pensare a dei simulatori che consentano la piena e completa formazione e addestramento con adeguata certificazione, alla luce anche del fatto che la scuola secondaria non può più soddisfare a dette competenze? Stiamo parlando dei simulatori FMBS (full mission bridge system simulator); simulatori che non si debbano limitare a scenari marittimi per studenti (didattici), ma simulatori con scenari che possono certificare competenze e professionalità acquisita. Non solo requisiti professionali dei simulatori certificati da IMO, ma anche i centri di formazione vanno testati in qualità e professionalità; il team di progettazione degli scenari dovrà essere composto da insegnanti di “Discipline nautiche” abilitati, consapevoli del livello di conoscenza teorica necessaria ai tirocinanti; ufficiali di coperta  abilitati, con esperienza in mare, che conoscono le esigenze pratiche e responsabilità necessarie per  effettuare il turno di guardia di navigazione; personale con una profonda conoscenza delle capacità tecniche del simulatore ed il data/servizi offerti dal software di simulazione in termini di creazione di scenario e di monitoraggio degli esercizi, con la restituzione dei risultati Una volta a bordo di una nave gli allievi avranno più fiducia nelle proprie azioni, realizzando la somiglianza tra il virtuale e il reale dell’ambiente marittimo. In questo modo la figura dell’allievo a bordo di una nave diventa una “risorsa” per tutto l’equipaggio e per l’armatore che non si sentirà tradito da un simile investimento.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su apr 12 2011. Archiviato come Italia, Legislazione, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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