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London Docklands

La prima operazione urbanistica di risanamento di un waterfront, in tutta Europa, è stata quella londinese con i suoi Docklands. Per quasi un secolo, il più grande porto del mondo, ha visto interessato il suo Docklands impegnato per circa 21 chilometri quadrati tutto l’East End di Londra (London Docklands). Nel 1960 le operazioni marittime portuali passarono su una nuova area portuale a Tilbury, dimenticando il Docklands, fino al 1981, quando fu avviato un piano di sviluppo  da parte del Governo conservatore, istituendo una società la London Docklands Corporation (Lddc) con l’obiettivo di riqualificare la zona. Si stava passando da una zona prettamente industriale ad una commerciale in cui le attività avrebbero avuto delle agevolazioni doganali e fiscali per incentivare lo sviluppo della zona stessa. Queste erano le prime applicazioni di risanamento di waterfront; e questo concetto sarebbe andato avanti negli anni per diventare un modello estremamente di successo al punto da essere proposto in altri porti dell’Europa e del mondo. Questo sviluppo segnò per Londra un cambiamento radicale del settore portuale e con una deregolamentazione economica del 1986 si completò il passaggio da un porto mercantile – impero dei capitali finanziari europei – a nuova industria compresa quella di “leisure”. La sua posizione vicino alla città, il suo nuovo collegamento, il Docklands Light Railway – tra la città con i Docklands – permetteranno di realizzare un nuova città: “Londra città d’acqua”. Punti forti del piano sono la zona delle Beaux Arts, biblioteca e saloni culturali, perpendicolare all’asse del fiume; una Tower centrale, la più alta d’Europa; per il Tamigi l’asse di risanamento generava due spazi pubblici di grande dimensioni, Cabot Square (con una ventina di edifici a due piani) e Westferry Circuì, più vicina al fiume con edifici a dieci piani. Sembra curioso, oggi, osservare che mentre il progetto di waterfront di trent’anni fa abbracciava l’acqua, i nuovi manufatti, come il Pontile Canarie volgono le spalle all’acqua.

Corrispondente da Londra
Em. Carr.

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Scritto da Emanuela Carruezzo su apr 20 2011. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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