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Marea nera in Scozia: altra falla sulla Gannet Alopha

Continua la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Gannet Alopha, 180 chilometri da Aberdeen, sulla costa orientale della Scozia. Lo ha confermato anche la Shell, senza precisare altri dettagli, nè quando sarà in grado di fermare la perdita.

Ieri il colosso anglo-olandese aveva stimato la perdita di 200 tonnellate di greggio, circa 1.300 barili, nel mare del Nord: secondo gli esperti si tratta dell’incidente più grave nell’area dal 2000. La Shell ha inoltre individuato una seconda falla nella piattaforma che ancora non è riuscita a localizzare con precisione e da cui fuoriesce petrolio.

«Abbiamo un sistema sottomarino molto complesso, e la perdita si trova in una posizione difficile con molta vegetazione marina», ha detto il responsabile Shell per l’esplorazione in Europa, Glen Cayley. Le squadre di sommozzatori sono al lavoro per individuare la falla. «Incidenti come questo sono delle piccole bombe ecologiche» per gli ecosistemi marini.

Lo ha afferma Silvio Greco, biologo marino, a proposito della fuoriuscita di petrolio dalla Gannet Alpha. Si tratta «di ecosistemi molto delicati – precisa -. In particolare il Mare del Nord è un’area di forte concentrazione di merluzzi e luogo di nidificazione per più di una decina di specie di uccelli marini, che sono i primi tra l’altro a risentire degli effetti degli olii pesanti.

Il primo problema è l’intossicazione provocata dal petrolio e la morte conseguente di larve e pesci che sono in superficie». Il dramma, sottolinea l’esperto, «è che si continua a minimizzare l’episodio come se fosse normale che le piattaforme petrolifere perdessero petrolio.

È un atteggiamento assurdo, compreso quello di non diffondere in tempo i dati, che dimostra come le grandi compagnie abbiano solo un unico obiettivo, l’aumento del capitale sociale, in completo sfregio ad ambiente e bene comune».

Salvatore Carruezzo

Foto: EPA

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Scritto da Salvatore Carruezzo su ago 16 2011. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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