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Marea Nera in Scozia: rischi fino alla chiusura della falla

Il problema, almeno per il momento, per la Shell è relativo alla tubatura, che collega la piattaforma petrolifera Gannet Alpha, 112 miglia a est di Aberdeen, ai fondali del mare del Nord dove si trova il pozzo di estrazione vero e proprio.

La conferma è arrivata da Glen Cayley, direttore tecnico della Shell: «Stiamo parlando di centinaia di tonnellate di petrolio da tenere al sicuro». Il direttore tecnico ha anche assicurando che la compagnia sta lavorando per tappare anche la seconda perdita più piccola rispetto alla prima.

Questa falla, secondo Shell, si trova in un punto del fondale «bizzarro», dove la vegetazione è particolarmente sviluppata e ostacola gli interventi dei tecnici. La perdita è stata notata da un elicottero e la sua massima estensione è stata di quasi 30 chilometri.

Secondo i dati del ministero per i Cambiamenti Climatici, la fuoriuscita è pari al quadruplo della quantità di petrolio versata accidentalmente ogni anno per gli ultimi dieci anni, ovvero circa 50 tonnellate. In tutto, infatti, sono stati riversati in mare 216 tonnellate di petrolio – pari a 1.300 barili.

Secondo un rapporto del Health and Safety Executive, la maggioranza degli incidenti capita alle piattaforme vecchie oltre 20 anni. E il 50% delle strutture che si trovano al largo delle coste scozzesi meridionali rientrano in questa categoria.

Salvatore Carruezzo

 

Foto: EPA

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Scritto da Salvatore Carruezzo su ago 17 2011. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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