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Unione Europea: nel progetto Marco Polo anche l’interporto di Bologna

C’è anche l’interporto Bologna tra i 164 progetti pervisti nel Marco Polo, il programma Ue che mira a spostare il trasporto merci dalla gomma al ferro e alle vie marittime e fluviali. «L’interporto di Bologna – spiega Angelo Aulicino, responsabile del settore nuovi progetti e sviluppo di Interporto Bologna Spa – che conta quattro milioni e mezzo di metri quadrati e 100 imprese di trasporto e logistica, è il coordinatore di Hinterport, che ha lo scopo di promuovere modelli di cooperazione fra porti e interporti.

Nel progetto ci sono partner come i porti di Anversa e Valencia, ma anche Trieste e Napoli». Secondo Aulicino «gli interporti si configurano come il nodo che consente alle merci dalle grandi navi, di entrare direttamente sul territorio». Il progetto prevede un investimento di 2,3 milioni di euro, di cui 1,1 milioni (49%) forniti dai fondi del programma europeo Marco Polo. Partito a gennario 2010, Hinterport dovrebbe terminare a gennaio 2012.

«Un esempio di come la mobilità ne trattà beneficio – aggiunge il coordinatore del progetto – sono proprio le nuove procedure di semplificazione doganali fra l’interporto di Rivalta e il porto di Genova: quando arriva un container questo può essere trasferito direttamente a Rivalta. Si libera il porto e si evitano doppie procedure, poi si liberano le strade mettendo tutto direttamente su un treno». L’idea è di spostare su ferro la maggiore quantità possibile di merci, «come accade fra La Spezia e l’interporto di Bologna, che eliminano circa 500 camion dalla strada a settimana».

Altri esempi arrivano dall’estero ed in particolare dal porto di Anversa. «Il porto belga – spiega Aulicino – ha attivato un monitoraggio di navi e navi cargo, mettendo insieme gli operatori e creando un unico sistema informatico di gestione. Questo consente alle barche di sapere già dove andare all’entrata nello scalo, lo slot assegnato. Lo stesso porto ha investito, insieme ad un privato, in un terminal interno a 40 km, per favorire il trasferimento dei container».

Il progetto Hinterport organizza seminari a livello locale, anche in Italia. «Noi – aggiunge Aulicino – abbiamo un approccio europeo, per questo abbiamo creato un forum che include 79 operatori di trasporti e logistica, come gli interporti di Jesi e Nola o il porto di La Spezia, che si aggiungono ai 17 partner del progetto».

Salvatore Carruezzo

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Scritto da Salvatore Carruezzo su set 20 2011. Archiviato come Europa, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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