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Corte dei Conti Europea

A proposito dei progetti italiani (pugliesi) messi sotto la lente della verifica dalla Corte dei Conti europea, ci preme sottolineare alcuni punti. Per l’Europa, i porti marittimi consistono in aree e strutture organizzate per l’imbarco/ sbarco dei passeggeri e il carico/scarico delle navi. La Commissione Trasporti  europea ha rilevato che i transiti dei passeggeri e volume di merci per i porti più importanti  situati lungo i 100.000 km di coste europee sono in aumento, compreso anche il numero delle unità lavorative  che vi operano.

Per l’Europa, il trasporto via mare costituisce la seconda più importante modalità di trasporto all’interno dell’unione, in quanto la maggior parte delle merci viene ancora trasportata su strada. Nel complesso, la Commissione è ottimista e prevede che il settore dei trasporti continuerà a crescere, che i trasporti marittimi nell’UE passeranno da 3,8 miliardi di tonnellate nel 2006 a circa 5,3 miliardi di tonnellate nel 2018.

Ed allora, nel 2001 il Consiglio europeo concluse che si dovesse dare priorità agli investimenti per ferrovie, trasporto via mare e vie di navigazione interne al fine di stimolare il trasporto intermodale; e così l’85,5% dei fondi totali disponibili (dal 2001- al 2006) sono stati destinati a quattro Paesi (Spagna, Francia Grecia e Italia) ed ulteriori 3,4 miliardi di euro sono stati assegnati a investimenti per porti marittimi, periodo di finanziamento 2007-2013.

Il numero delle regioni controllate per ciascun paese è stato proporzionale alla quota dei fondi ad esso destinati; sono state quindi selezionate quattro regioni in Spagna (Andalusia, Asturie, Canarie e Galizia), due in Grecia (Isole dell’Egeo set¬tentrionale e meridionale), due in Italia (Sicilia, Puglia) e una in Francia (Alta Normandia). Per ogni regione, tra gli investimenti in infrastrutture di trasporto per porti marittimi notificati alla Commissione, sono stati selezionati, su base casuale, tre progetti da sottoporre a un controllo “in loco”; rilevando che dei 27 progetti presentati, 18 erano chiaramente diretti a obiettivi inerenti ai trasporti; 7 non perseguivano obiettivi relativi alla politica dei trasporti, ma obiettivi in altri settori sostenuti dai fondi strutturali e dal Fondo di coesione (quali turismo o rinnovamento urbano); 2 perseguivano obiettivi non in linea con la politica dei trasporti o con la descrizione contenuta nel programma operativo nell’ambito del quale erano stati finanziati.; per Brindisi poi i lavori di costruzione (tempi) erano ancora in corso a causa di ritardi e problemi tecnici, e comunque necessita di investimenti aggiuntivi per stabilire collegamenti efficaci con il rispettivo hinterland.

Per tre progetti devono essere ulteriormente migliorati l’efficacia e l’utilizzo; anche se la Commissione ha avuto la promessa che i lavori di costruzione si concluderanno nel maggio 2012 e che il progetto sarà operativo immediatamente dopo.  Nei progetti esaminati, sono stati rilevati l’assenza di una pianificazione adeguata che tenesse conto delle priorità locali e regionali, in una filosofia di sviluppo portuale appropriato con indici di bisogni a lungo termine; una  stima dei futuri volumi di passeggeri e merci, un esame dell’accesso alle reti di trasporto interno ed eventuali problematiche ambientali, nonché analisi costi/benefici adeguate.

A Bari per esempio, non si è provveduto al collegamento con la rete ferroviaria nazionale, rendendo difficile il conseguimento del principale obiettivo del progetto, vale a dire la creazione di un nodo multimodale. Per informazione, il progetto di Bari riguarda il completamento dell’interporto Lamasinata (II fase)/infrastruttura per cargo-container: costruzione di tre depositi e di un edificio direzionale, nonché di strade, aree di parcheggio, sistemi e reti ferroviari, servizi di pubblica utilità nell’ambito di un’area interportuale più ampia volta allo sviluppo integrato della rete regionale dell’intermodalità, al fine di favorire il riequilibrio modale a favore delle ferrovie e del mare- (parte di un contributo UE di 30 675 263 euro per l’intero grande progetto); mentre per Brindisi, si tratta del  rafforzamento del collegamento e dei servizi ferroviari nell’area portuale esterna di Brindisi/infrastruttura cargo-container: opere ferroviarie (rinnovo dei binari, rafforzamento dei letti dei binari, riattivazione di vecchie linee e collegamento con l’area portuale) dirette allo “sviluppo di un sistema integrato di servizi di logistica e di distribuzione in grado di favorire la connessione tra l’asse Nord-Sud interno alla regione e la comunicazione con le altre direttrici dei corridoi internazionali n. 8 e n. 10”- ( il progetto usufruisce di un contributo UE di 36 720 480 euro erogato a favore dell’intero programma locale).; per Vieste riguarda il completamento del porto turistico/ infrastruttura per traffico passeggeri: lavori di costruzione (estensione della banchina, dragaggio, costruzione di diversi edifici, di una strada di accesso e sistemi di reti) per un porto turistico in grado di ospitare 447 yacht, al fine di migliorare le infrastrutture che servono importanti aree turistiche (in un periodo precedente sono stati spesi altri 497 705 euro di fondi UE).

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su apr 27 2012. Archiviato come Europa, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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