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ILO: Maritime Labour Convention dal 2013

A proposito della Convenzione sul lavoro marittimo, la MLC dell’International Labour Organization, articolo che abbiamo dato l’altro ieri, riscontriamo una giusta “eco” sui siti specializzati e comunque passata in sordina sui media italiani. La notizia ha una sua notevole importanza in tema di sicurezza del lavoro marittimo pari a qualsiasi altro lavoro effettuato a terra.

E’ una convenzione importante in quanto stabilisce i diritti dei lavoratori del mare di tutto il mondo (circa 1,2 milioni di marittimi) e che, con la firma del Governo delle Filippine, è stata ratificata da ben 30 paesi ed entrerà in vigore nell’agosto del 2013. L’iter di questa convenzione è stato lungo e frutto di una difficile negoziazione tra governi, armatori e marittimi, ottenendo finalmente un quadro uniforme degli standard di lavoro della gente di mare.

Il provvedimento fu approvato all’unanimità nel 2006; con la ratifica della Russia e delle Filippine, è stato raggiunto il numero di 30 Stati firmatari (requisito che la Carta dell’ILO, IMO in seno alle UN, impone); mentre l’altro requisito (tecnico), il 33% del tonnellaggio lordo mondiale, fu registrato nel 2009. Ai sensi della Carta dell’ILO, ogni marittimo ha il diritto ad un ambiente di lavoro sicuro e protetto che sia conforme alle norme di sicurezza, condizioni di lavoro equo, condizioni dignitose di vita e di lavoro a bordo delle navi, tutela della salute, le cure mediche, misure di welfare e di altre forme di protezione sociale.

I Paesi che hanno ratificato la Maritime Labour Convention sono: Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Benin, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Canada, Cipro, Croazia,Danimarca, Isole Marshall, Lettonia, Liberia, Lussemburgo, Kiribati, Norvegia, Palau, Paesi Bassi,  Panama, Polonia, Saint Vincent e Grenadine, Singapore, St Kitts e Nevis, Spagna, Svezia, Svizzera,Togo,Tuvalu, ed ultimamente la Federazione Russa e le Filippine. Speriamo che non ci siano regolamenti e protocolli isolati per imbarcare marittimi low-cost per lunghi periodi di fermo-bordo e senza nessuna protezione.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su ago 23 2012. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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