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L’Africa dello shipping avanza

Esperti del settore marittimo e dei registri di classificazione di navi, del continente africano, in questo inizio d’anno, hanno attivato tavoli di studio per orientarsi sul futuro dello shipping internazionale. La prima attenzione operativa è stata rivolta al ritorno sullo scenario mondiale dei Paesi marittimi dell’Africa per assumere un giusto posto nel concerto delle nazioni marittime, e partecipando al processo internazionale del trasporto marittimo; cioè si vuole dare operatività al piano generale sui trasporti per il continente africano discusso ed approvato durante la conferenza del Kenia Maritime svolta a Mombasa  nel dicembre 2012.

E’stata la prima edizione africana con la partecipazione di oltre 30 paesi che hanno dato vita ad una “carta dello shipping” dell’Africa; una agenda che serva come risposta ad investire nel settore marittimo a livello mondiale per aumentarne la quota di partecipazione alla gestione dei trasporti marittimi mondiali. Rinnovare la strategia di sviluppo del settore marittimo è stato l’obiettivo principale dei maggiori esperti sia nel campo delle costruzioni navali che in tutto il cluster dello shipping: non più una economia marittima “derivata”, ma “partecipata” a tutti i livelli. Inoltre, si sono impegnati per il rafforzamento della cooperazione a livello regionale e continentale di tutti i Paesi africani che hanno interesse con il mare, attraverso consultazioni periodiche in cui le migliori pratiche possono essere condivise tra le parti interessate: piattaforma interattiva per la discussione, la condivisione di esperienze e la comunicazione incrociata di idee sul modo migliore di gestire il futuro marittimo dell’Africa,  per consentire un cambiamento del paradigma di approccio dell’industria marittima di tale Paese.

L’Africa, dopo un periodo di  “colonizzazione” territoriale ed industriale e dopo una “primavera” ancora in atto socialmente, si affaccia sul futuro dello shipping con una politica marittima propria, rimarcando profili tipizzati di regioni marittime nazionali definite (industriali energetici, container, ro-ro,  terminal, hub port, servizi logistici integrati, cruising e turismo nautico) e contando sulla cooperazione tecnica tra caricatori ed armatori del loro continente.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su gen 24 2013. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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