Home » Internazionale, News » Water Ballast System per le super petroliere

Water Ballast System per le super petroliere

E’ noto a tutti che la gestione delle acque di zavorra di una nave è un problema serio per la salvaguardia dell’ambiente marino. Ma è anche un problema tecnico per la sicurezza della navigazione in quanto le super petroliere sono costrette in alto mare ad imbarcare acqua di zavorra per mantenere la stabilità in navigazione quando sono scariche. In particolare, l’acqua di zavorra scaricata in mare (secondo norme precise) durante le operazioni di carico/scarico merci di una nave, essendo contaminata, può avere un impatto negativo sugli ecosistemi marini compromettendone la biodiversità; si parla di variazione dello spread di plancton, batteri e altri organismi acquatici che creano effetti negativi anche sulla pesca e sulle altre industrie (acquicoltura), come pure sulla salute umana.

Questo è diventato argomento di forte preoccupazione a livello mondiale sin dalla fine degli anni ’80 dello scorso secolo. In risposta a questo problema, nel febbraio 2004, l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha adottato la “Convenzione internazionale per il controllo e la gestione dell’acqua di zavorra delle navi e dei relativi sedimenti”, istituendo anche delle procedure standard di scarico per l’acqua di zavorra. In seguito, nel giugno 2005, furono emanate le “Linee guida per l’approvazione dei sistemi di gestione dell’acqua di zavorra” e la “Procedura di approvazione dei sistemi di zavorra che fanno impiego di sostanze attive”.

Queste linee guida richiedono che i sistemi per la gestione dell’acqua di zavorra non solo devono soddisfare gli standard adottati in sede MSC, ma inoltre devono ridurre al minimo l’impatto sul personale di bordo della nave e sull’ambiente marino quando la ballast water viene scaricata. Tale convenzione, emanata nel 2004/2005, la cui ratifica è attualmente in corso, sta creando non pochi problemi agli armatori di super petroliere, soprattutto per le Very Large Crude oil Carrier(VLCC).  In questi giorni, il problema è all’ordine del giorno dell’agenda di gruppi armatoriali di livello mondiale. Infatti, l’armatore giapponese Mitsui OSK Lines (MOL) ha annunciato l’intenzione di installare a bordo di una VLCC,  attualmente in servizio, un sistema di trattamento delle acqua di zavorra; sarà il primo sistema installato a bordo di una super petroliera esistente (non di nuova costruzione) ed armata da una compagnia giapponese.

La Mitsui OSK Lines ha scelto il sistema della JFE Ballast Ace costruito e messo a punto  dalla JFE Engineering Corporation; l’installazione avrà luogo dal marzo ad aprile prossimi, nei periodi in cui la nave sarà all’ancora, in attesa delle operazioni di carico/scarico. Il progetto di installare tale sistema sulle VLCC  fa parte del piano strategico della società di navigazione nipponica, denominato GEAR UP! MOL, iniziato nel 2010 e che terminerà proprio in aprile 2013, con l’obiettivo “green”  di dare un fattivo “contributo alla conservazione della biodiversità”. La compagnia MOL  sta adottando una strategia aziendale complessiva finalizzata al recupero della crisi economica e di accelerare lo sviluppo commerciale nei mercati in crescita; migliorare la safety per un trasporto marittimo efficiente basato sulla salvaguardia ambientale.

Concretamente, il Water Ballast System della JFE garantisce che l’acqua di zavorra è innocua quando è scaricata in mare in un porto di carico; cioè plancton, batteri e altri materiali nocivi presenti nell’acqua di zavorra sono rimossi mediante l’uso combinato di un filtro ad alte prestazioni, che usano prodotti chimici. La JFE-BWMS utilizza due agenti chimici, uno a base di cloro per il trattamento di disinfezione di microrganismi, e l’altro è un agente riducente,  per la neutralizzazione del residuo totale di ossidante in acqua zavorra al momento dello scarico.

Caratteristiche della nave scelta è una carrier di petrolio greggio (VLCC), registrata Isole Marshall / Nippon Kaiji Kyokai (ClassNK); di stazza: 300.000 DWT; lunga 333 metri e larga 60 metri: Il sistema di trattamento delle acque di zavorra avrà una capacità di trattamento: 3.500 m 3 / h x 2 unità (a prova di esplosione), 350 m 3 x 1 unità (non a prova di esplosione) ed il trattamento userà filtri a iniezione chimica. Quindi un elevato e sicuro livello di funzionamento per rendere efficiente il settore delle cisterne per il trasporto di petrolio greggio.

 

Abele Carruezzo

© Riproduzione riservata

Leggi anche:

  1. Porto di Genova: arriva collegamento Maersk con Far East
  2. Intertanko: sollecita il Senato americano su acque di zavorra
  3. Gramillano: “Porto di Ancona presto libero e pronto a diventare water front per la città”
  4. Porto di Ostia: pronto il progetto per il water front
  5. Porto di Brindisi: Capitaneria dispone controlli per il traghetto super fast

Short URL: http://www.ilnautilus.it/?p=13548

Scritto da Abele Carruezzo su gen 25 2013. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

Commenti chiusi

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

© 2020 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab