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Mola di Bari: Marineria e marittimi in festa

Alla presenza di Autorità militari e civili, la cittadinanza di Mola di Bari ha voluto festeggiare non solo i suoi marittimi, ma anche tutti quelli che in questa giornata stanno solcando i mari del nostro pianeta, consentendo la mobilità di merci e/o persone.  Ancora una volta,  il mare si appropria del suo manufatto – il Castello Angioino di Mola di Bari – e  diviene il protagonista assumendo aspetti che navigano parallelamente accomunando terre lontane e sentimenti vicini.

“Da sempre la presentazione di un libro è occasione di ricerca delle identità di una comunità – ha sottolineato il Sindaco di Mola  Stefano Diperna –;  se poi il libro parla di mare, di una città di mare come lo è la nostra, di marittimi e di marinerie del nostro mare Adriatico, questo ci inorgoglisce ed è nostro dovere ringraziare lo scrittore  Pasquale B. Trizio e la sensibilità del suo Editore Carla Palone della Gelsorosso Casa Editrice”.

L’evento è stato organizzato dal Presidio del Libro di Mola di Bari, dall’associazione ITALO CALVINO, e dalla libreria CULTURE CLUB CAFé, a cui è riconosciuto il Patrocinio della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, Provincia di Bari e Comune di Mola di Bari.

Pasquale Trizio non è nuovo a trattare e scrivere ricerche storiche che hanno il sapore del “mare”. Nel caso di “Mola, il porto e la sua marineria”, il Comandante Trizio, esperto di navigazione e arte navale sia mercantile che militare, è stato mosso dall’interesse per la storia del commercio marittimo e della navigazione del Meridione d’Italia. Da studioso di storia moderna,  il suo amore per il mare e le tradizioni marinare ,  lo scrittore ha voluto tracciare e sistematizzare lo specifico argomento della storia della marineria molese  tra il XVIII e XIX secolo e parte del XX.

La serata di festa per la Gente di mare, è stata voluta dal Capitano Simone Quaranta, direttore del Centro di alta formazione e specializzazione marittima Thesi  s.r.l.,  il quale ha spiegato le motivazioni di questa particolare giornata, 25 giugno, espressamente deliberata dall’International Organization Maritime (IMO) a livello mondiale. Con un video, di eccellente fattura, prodotto dalla Thesi, sotto la regia di Mimmo Daniele, sono state evidenziate tutte le fasi di una professione, quella marittima, dalle piattaforme di produzione di energia alle navi iper-automatizzate di oggi; dal mozzo, al marinaio, dal tanchista al nostromo; dal timoniere al comandante; dal pescatore al costruttore di barche e di reti; dalle donne che rattoppano le reti ai padroni di pescherecci. Per questo e per questi uomini e donne di mare, Simone Quaranta si sente di dire a voce alta con il folto pubblico intervenuto: “Grazie marittimi”.

L’intervento del Prof Abele Carruezzo, docente di navigazione e di trasporti marittimi, ha focalizzato la “missione” di una città marittima/marinara che deriva da una elevata coscienza di corresponsabilità di “essere di mare” e che matura con la cooperazione tra gli operatori del mare e per il mare. Guardare le barche ormeggiate in attesa di guadagnare il largo; le onde frangersi sulla banchina; la distesa del mare in cui ci si imbarca e si naviga significa ricercare quell’  “oriri” che è ricerca dell’Altro e, dunque, di se stessi. Il libro, “Mola il porto e la sua marineria” è la testimonianza di una “finestra” aperta su generazioni di marinai, marittimi e pescatori, quasi romantica, che ha segnato il passaggio dalla marineria velica a quella motorizzata; il passaggio di una civiltà ancorata ad una “quotidianità” fatta con le mani, caratterizzata da cardini strutturali, propri della realtà marittima del medio e basso Adriatico e più espressamente con i contenuti di una identità mediterranea.

Oggi, stiamo assistendo, ha continuato il direttore scientifico della rivista IL NAUTILUS, ad una trasformazione culturale epocale: siamo ad una svolta sia nelle costruzioni navali, che nelle macchine marine, automazione navale, e soprattutto nella navigazione, con il passaggio dalla determinazione del “punto nave” alla gestione e controllo in sicurezza delle “traiettorie”. Nell’era della globalizzazione, ha concluso, tutti siamo impegnati a rivedere le nostre tradizioni, nel tempo  della discontinuità, di un imprevedibile “rinascimento” che sicuramente verrà dal mare e per il mare.

È indubbio poi che i tradizionali canti di lavoro dei marinai della vela, costituiscano un fenomeno culturale e per questo la serata è stata coadiuvata dal musicista Vito Forthyto Quaranta; performance artistica eccellente di “sea shanty” che ha ripercorso questo genere musicale  con canti di una marineria irlandese intenta alle operazioni  marinaresche;  i canti di lavoro, tramandati nella grande famiglia marinara da una generazione all’altra, meritano quindi, attenzione e considerazione maggiori del loro valore oggettivo, per il contributo che hanno fornito alla tradizione marinara. Questi brani sono stati tratti dal cd allegato al libro edito da Schiena “Orizzonti sottili. Pensieri in bottiglia”  di Beniamino Quaranta. Nella piazza d’armi del Castello Angioino e sale annesse è stata inaugurata la mostra fotografica dei “legni di mare”aperta ai visitatori fino al prossimo  luglio.

Short URL: http://www.ilnautilus.it/?p=16143

Scritto da su Giu 26 2013. Archiviato come Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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