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IMO: modifiche alla maritime safety con emendamenti SOLAS già in vigore

Diversi emendamenti nuovi che riguardano i requisiti di legge per le industrie marittime e di navigazione  sono entrati in vigore all’inizio di questo 2014. I cambiamenti sono stati annunciati dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), l’agenzia delle Nazioni Unite responsabile per la sicurezza della navigazione, per la salvaguardia della vita umana in mare, della nave, del carico e dell’ambiente marino.

Le modifiche riguardano la Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS), la Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi (MARPOL) ed il Protocollo del 1988 sulle linee di carico (Load Line).

La novità di alcuni emendamenti riguardano la sicurezza delle navi passeggeri: in particolare viene definito il concetto di “ritorno sicuro” in porto dopo un eventuale sinistro/allagamento (falla in carena che non comprometta la galleggiabilità della nave stessa); le procedure per sperimentare la messa in acqua (ammaino) delle scialuppe di salvataggio a caduta libera (free fall); lo standard sui livelli effettivi minimi di sicurezza; l’introduzione del divieto di miscelare (fusione)  a bordo di rinfuse liquide di diversa natura chimica, sia durante il viaggio in mare che per i processi di produzione a bordo di navi e la revisione dell’Allegato III della Convenzione MARPOL; di quest’ultimo punto ne avevamo scritto ampiamente lo scorso mese di dicembre.

Mentre, ritornando sull’applicabilità del nuovo concetto di “ritorno sicuro” in porto, per la sicurezza delle navi passeggeri è stato introdotto il requisito obbligatorio di avere entrambi i computer di bordo di stabilità o di assistenza a terra per fornire al Comandante informazioni operative per il “ritorno sicuro” delle navi in porto, quando si verifica una falla in carena o altro sinistro. In questa maniera, da terra è possibile, grazie alla conoscenza della funzione “stato-situazione” marinaresca della nave (inclinazione trasversale e longitudinale, assetto e trim), è possibile rifare piani e calcoli di stabilità e della relativa riserva, supportando il Comandante in queste situazioni di emergenza a compiere un ritorno sicuro in porto.

Un altro emendamento riguarda il test di verifica della caduta libera di queste particolari scialuppe di salvataggio, denominate appunto di free fall; stabilire e sperimentare le procedure operative di sistemi di salvataggio mediante lancio a caduta libera con a bordo solo membri dell’equipaggio, oppure sperimentare l’efficacia di tali sistemi con lancio simulato.

Per quanto riguarda l’implementazione di livelli effettivi minimi di sicurezza per tutte le navi saranno obbligatorie metodologie standard allo scopo di definire una procedura trasparente e questo al fine anche di salvaguardare ipotetiche o reali minacce alla sicurezza della navigazione. Per salvaguardare il “free board” di una nave, a garanzia di una riserva di galleggiabilità, è stato inoltre introdotto un emendamento al Protocollo del 1988 alla Convenzione sulle linee di carico (Load Line) per spostare la “Zona stagionale di acque invernali” (Winter Seasonal Zone) di 50 miglia a sud della punta meridionale dell’Africa.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da su Gen 16 2014. Archiviato come Internazionale, Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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