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Israele pronto a svendere i porti

Domenica scorsa il Governo di Israele ha approvato la proposta del primo ministro, Benjamin Netanyahu, di svendere i porti statali. Una proposta strategica che mira a ridurre il debito pubblico dello Stato, sempre impegnato a sostenere spese continue per la difesa.

La proposta è stata formulata dal Ministero delle Finanze israeliano e si articola in un piano triennale di vendite di beni dello Stato, tra cui i suoi due principali porti, Ashdod ed Haifa. Detto piano che servirà principalmente per rafforzare il suo mercato dei capitali intende fare cassa per ridurre il debito nazionale del Paese; in più tale proposta di riforma dei beni dello Stato consentirà una maggiore trasparenza per le aziende di Stato.

Infatti,  “questo è un altro passo che mira a fermare la politicizzazione delle aziende pubbliche e a ridurre la corruzione nelle imprese”, ha detto il ministro delle Finanze Yair Lapid, aggiungendo che la vendita al massimo del 49% del capitale delle imprese di proprietà statale porterà circa 4 miliardi di dollari in entrate extra nel bilancio dello Stato. Nel 2015 il Governo israeliano cercherà di vendere il secondo porto del Paese, Ashdod, unitamente ad un pacchetto di azioni minoritarie di Israele nella società di distribuzione del gas naturale e l’Azienda Statale delle Poste.

Tra le aziende in programma per la privatizzazione nel 2016 ci sarà il porto di Haifa e la Industrie Aerospaziali Israeliane. Il Ministro delle Finanze ha detto inoltre che  “mentre alcune aziende, come le Ferrovie e l’Azienda Postale, le cui azioni, saranno vendute tramite la Borsa di Tel Aviv, altre società tra cui quelle che gestiscono i porti saranno vendute a privati in un unica soluzione/fase o in più fasi”. Ricordiamo che i porti israeliani stanno subendo una ristrutturazione ed ammodernamento nelle infrastrutture e nei servizi ad opera di una ditta cinese che si è garantito l’appalto.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da su Ott 15 2014. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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