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ESPO: i porti europei sul Piano Juncker

BRUXELLES – I porti dell’Europa sono al centro della strategia espressa dal Piano Juncker? La logica delle priorità di trasporto scelta con cura dalla strategia TEN-T sta cambiando! E’ quanto è stato affermato durante il seminario sul finanziamento delle infrastrutture, organizzato dall’ESPO (Organizzazione dei Porti Europei) la scorsa settimana.

Presenti membri della Commissione europea, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), e l’Innovation and Networks Executive Agency dell’UE (INEA); giuste espressioni per dare alcune informazioni pratiche su cosa aspettarsi dalla Banca Europea in termini di prestiti e di strumenti finanziari. Un focus sulla  nuova impostazione del Fondo europeo per la strategia degli investimenti (EFSI), voluta per una iniziativa recente del Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, sugli strumenti esistenti per il rilascio classico di prestiti della BEI e sullo strumento di garanzia dei prestiti per i progetti relativi ai trasporti transeuropei e alla logistica (Transport Network Projects – LGTT).

Il Fondo europeo per il Piano Juncker mira a sfruttare un quota considerevole degli investimenti, nella grandezza di 315 bilioni di euro, coprendo parte del rischio dei progetti; a tal fine, l’Unione europea prevede di istituire un fondo di garanzia che sicuramente sarà a carico del bilancio della UE ed in particolare il settore dei trasporti. Questo significa che la somma totale disponibile per concedere finanziamenti dei progetti di trasporto è notevolmente tagliata dal Piano Juncker. Il Segretario Generale della ESPO, Isabelle Ryckbost, ha detto: “Ai  porti è stato dato un ruolo strategico nella nuova politica TEN-T.

Siamo un po’ preoccupati per quanto affermato oggi sul nuovo Fondo europeo per la Strategic Investment, spostando parte del budget delle  Connecting Europe Facility a favore dei nuovi strumenti finanziari, riducendo così la possibilità di finanziamento per i porti e cambiando sostanzialmente le priorità del Piano strategico. I criteri utilizzati dalla BEI per valutare i progetti sono molto diversi dalle priorità stabilite dalla nuova politica TEN-T, per cui si riconosce l’importanza del ruolo dei porti come nodi principali di infrastrutture di trasporto in Europa e di entrata e di uscita per i corridoi europei”.

Durante lo scorso anno, la Commissione, gli Stati membri ed operatori dell’infrastrutture dei trasporti  hanno lavorato congiuntamente definendo piani di lavoro ed individuando “corridoi” utili stabilendo le priorità sui relativi progetti con il più alto valore aggiunto europeo (fu preferito il corridoio tirrenico a quello adriatico); e per questo i porti furono e sono visti come punti di entrata e di uscita per i corridoi europei e sono quindi il punto di partenza strategico per definire le esigenze di trasporto d’Europa.

Tuttavia, per il Fondo europeo sugli investimenti, qualsiasi progetto di trasporto europeo indipendente dalla posizione rispetto ai corridoi e la modalità di trasporto può ricevere finanziamenti. Diversi settori che vanno dall’energia, all’educazione e alla salute saranno in competizione per il finanziamento. Il denaro trasferito dal piano strategico delle reti TEN-T potrebbe così finire per essere assorbito da altri settori, se questi saranno in grado di presentare progetti maturi con flussi di entrate chiari.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su feb 3 2015. Archiviato come Europa, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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