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Delrio presenta il nuovo Piano strategico per rilancio sistema portuale

ROMA – Ridare competitività al sistema dei porti e, con questo, all’economia italiana, in particolare del sud. L’obiettivo del ministro dei trasporti Graziano Delrio con la pubblicazione del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica è chiaro e si sviluppa su una decina di punti che comprendono semplificazione amministrativa, efficienza dei controlli e delle procedure di sdoganamento, promozione dell’intermodalità e dei collegamenti di ultimo miglio e l’attrazione di nuovi investimenti per la modernizzazione delle infrastrutture; il tutto grazie a un maggiore coordinamento centrale e senza dimenticare l’impatto ambientale e l’innovazione.

“Ci interessa – ha spiegato Delrio – che il Paese ricominci a porre il sistema mare come un sistema di benessere e competitività. Dobbiamo valorizzare la risorsa mare soprattutto in termini di trasporto. Si tratta di una grande potenzialità di crescita per il Paese”.Il piano prende le mosse proprio dalla progressiva perdita di centralità dell’Italia nel Mediterraneo: il paese si trova infatti 55/mo posto per qualità delle infrastrutture portuali e i nostri porti hanno perso il 6% di traffico merci e il 7% del traffico passeggeri dal 2005 al 2014.

Una rotta da invertire considerando che il settore portuale e la logistica marittima in Italia danno lavoro a un milione di persone e dalle navi passa la metà dell’export italiano. Senza contare che dalla logistica arriva il 14% del pil e dai porti il 2,6%. Uno dei punti chiave del progetto, che ora arriverà alle commissioni parlamentari che dovranno esprimere un parere, è quello di riportare nel ministero il coordinamento degli investimenti delle singole autorità portuali perché rispondano a un’ottica nazionale.

A livello locale ci sarà invece una decisa sfoltita: i membri dei Comitati delle Ap da 336 diventeranno 70 nei nuovi Comitati di gestione, da 113 provvedimenti amministrativi in porto e 23 soggetti pubblici responsabili dei controlli si passerà a uno Sportello unico in capo all’Agenzia delle Dogane, mentre i procedimenti amministrativi saranno in capo a un unico Sportello amministrativo e le 24 Autorità portuali saranno massimo 14 e trasformate in Autorità di sistemi portuali. Proprio questo passaggio rischia di non essere del tutto indolore con diverse voci che già reclamano autonomia da vari angoli della penisola. Su questo tema il ministro ha però chiarito che “il Governo non ha ancora definito la sua ipotesi alle Autorità Portuali”.

Ma oltre agli aspetti organizzativi il piano mette a sistema 700 milioni provenienti dall’Ue, 85 milioni stanziati dal Governo per investimenti nei porti e 600 milioni l’anno stanziati dal Governo per il trasporto via nave. A reclamare un ruolo sulla definizione del testo sono anche i sindacati%

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Scritto da su Lug 8 2015. Archiviato come Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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