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UE: IMO regolerà emissioni delle navi

BRUXELLES – L’Unione Europea è pronta a contribuire con i fatti al processo internazionale di riduzione di emissioni di gas in atmosfera da parte delle navi. Il Consiglio della UE, con propria decisione, di fatto,  ha riconosciuto all’IMO la capacità di regolamentare le emissioni di gas a effetto serra (GHG – Green House Gas) dovute al trasporto marittimo internazionale, in seguito all’adozione del cosiddetto regolamento MRV (Regolamento UE 2015/757) sul monitoraggio, rendicontazione e verifica delle emissioni di CO2 prodotte dai trasporti marittimi.

Il regolamento, che entrerà in vigore nel 2018, è destinato ad essere il primo passo di una strategia orientata verso una soluzione globale dell’IMO, aiutando ad accertare il reale contributo del trasporto marittimo alle emissioni globali di CO2. Da parte sua, l’IMO è anche impegnata con progetti avanzati verso lo sviluppo di un sistema di reporting globale della CO2 per singole navi, simili al regolamento MRV UE.

“La decisione del Consiglio dell’Unione europea di affidare all’IMO la regolamentazione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) di trasporto internazionale è un voto di fiducia nella capacità dell’Organizzazione Internazionale a verificare i dati”, ha dichiarato Patrick Verhoeven, Segretario generale dell’ECSA (European Community Shipowners’ Associations).

Commentando i progressi compiuti sul tema, Verhoeven ha detto che “l’IMO ha già dato risultati importanti e sta facendo grandi sforzi, che dovrebbero, a nostro avviso, essere incoraggiati, e non osteggiati. Le garanzie di lavoro, sia di copertura globale e un buon level playing field, che l’IMO offre, danno fiducia all’intero settore dello shipping internazionale e senza le quali, gli sforzi per una seria riduzione delle emissioni di gas serra prodotte dalle navi  sarebbero vani e controproducenti. Modifiche alla MARPOL – Allegato V I- e l’adozione dell’indice di efficienza energetica di progetto (EEDI – Energy Efficiency Design Index)  rendono lo shipping internazionale già oggetto di misure globali obbligatorie e vincolanti”.

Questi sviluppi normativi non devono però oscurare gli sforzi compiuti dall’aziende di navigazione. A causa del costo del carburante, che è di gran lunga la  spesa più grande sostenuta da un armatore, il settore sta introducendo anche una serie di misure tecniche e operative per ridurre le emissioni di CO2. Secondo l’ultimo studio dell’IMO Green House Gas, pubblicata nel 2014, il trasporto marittimo internazionale produce circa il 2,2% del totale delle emissioni di CO2 a livello mondiale, (rispetto ai 2,8% nel 2007). Per questo motivo, l’ECSA sostiene pienamente il recente impegno assunto dall’International Chamber of Shipping, per una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 entro il 2050.

“Gli armatori sono pronti a impegnarsi in un dialogo costruttivo con le istituzioni europee e l’IMO e sono fortemente convinti che i regolamenti e l’industria possano lavorare insieme con successo verso l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 dalle navi”, ha concluso il Segretario Verhoeven.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su set 23 2015. Archiviato come Europa, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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