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Le infrastrutture portuali e il dibattito pubblico secondo il Codice degli Appalti

BRINDISI – Poco prima di licenziarsi dal Parlamento, nei primi giorni di dicembre dello scorso anno, il Governo Gentiloni ha inteso sottoporre a parere parlamentare lo schema del c.d. “Regolamento concernente modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico”.

Si tratta di un regolamento con cui il Legislatore, in attuazione della previsione di cui all’art. 22, comma 2, del Codice degli Appalti, ha voluto estrinsecare i criteri di operatività della procedura di dibattito pubblico rispetto a tutte quelle “grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio”.

Al fine di migliorare la qualità della progettazione e l’efficacia delle decisioni pubbliche, i progetti di fattibilità delle grandi opere infrastrutturali ovvero i documenti di fattibilità delle alternative progettuali dovranno essere giocoforza sottoposti alla procedura del dibattito pubblico mediante il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interesse.

Secondo le intenzioni del Legislatore, anche le infrastrutture portuali – da intendersi quali porti marittimi commerciali, porti per la navigazione interna accessibili a navi di stazza superiore a 1350 tonnellate, terminali marittimi ed opere funzionalmente connesse – saranno sottoposte alla procedura del dibattito pubblico. Nello specifico saranno interessate tutte quelle opere portuali – si legge nell’allegato 1 al sopraccitato regolamento – “che comportano una superficie interessata dall’intervento superiore a 150 ettari e comunque con un valore di investimento complessivo superiore a 200 milioni di euro al netto di IVA del complesso dei contratti previsti”.

Tra l’altro, restando nell’alveo degli interventi “marittimi”, la procedura del dibattito pubblico interesserà anche gli interventi per la difesa del mare ed, in particolar modo, “le piattaforme di lavaggio delle acque di zavorra delle navi”.Al contrario, stante l’attuale formulazione del regolamento, la procedura di dibattito pubblico sarà esclusa nelle ipotesi di grandi progetti di difesa nazionale ed in quelle riguardanti interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, restauri, adeguamenti tecnologici e completamenti nonché nel caso, infine, in cui l’opera sia stata già sottoposta a consultazione pubblica sulla base della Legislazione comunitaria.

Nel dettaglio, la procedura di dibattito pubblico verrà introdotta dalle amministrazioni aggiudicatrici o dall’ente aggiudicatore delle opere infrastrutturali; nell’ipotesi in cui, invece, le opere infrastrutturali fossero dimensionalmente inferiori di un terzo rispetto a quelle di cui al sopraccitato allegato 1 del regolamento, ebbene il dibattito pubblico verrebbe intavolato su richiesta di vari soggetti pubblici (ad esempio, Enti Locali, Regione, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministeri ecc.).

Il dibattito pubblico si svolgerà nelle fasi iniziali di elaborazione di un progetto di un’opera o di un intervento (non potrà pertanto svolgersi oltre l’avvio della c.d. fase di progettazione esecutiva) ed avrà una durata massima di 4 mesi – prorogabile di ulteriori due mesi in casi di “comprovata necessità” – decorrenti dalla pubblicazione, da parte dell’ente aggiudicatario e/o dall’amministrazione aggiudicatrice del c.d. Dossier di progetto.

L’eventuale inosservanza di principi, regole e condotte alla base della suddetta procedura di dibattito pubblico sarà monitorata costantemente da un’apposita commissione nazionale a tal uopo costituita in seno al MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti): sarà composta dai rappresentanti –  eletti per un quinquennio – nominati, rispettivamente, dal MIT, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dalla Conferenza Unificata nonché dai Ministeri, rispettivamente, dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, della Giustizia, della Salute ed, infine, dal Ministro per i beni e le attività culturali e del Turismo.

 

Stefano Carbonara

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Scritto da Stefano Carbonara su gen 25 2018. Archiviato come Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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