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La Port Community di Genova affronta il “dopo crollo”

GENOVA – Mentre si svolge nei vari salotti televisivi la passerella di politici, esperti di diritto internazionale e operatori della comunicazione massificante sulla questione della nave Diciotti della Guardia Costiera, visitata come non mai dai tanti politici, l’Italia marittima cerca di affrontare la situazione di crisi creata dal crollo ponte di Genova. Infrastruttura importante per i traffici da/per il porto di Genova e che significa da/per l’Italia.

Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Agenzia delle Dogane, Confindustria, Spediporto, Assagenti e operatori portuali impegnati a dimostrare che una port community è capace di riorganizzare gli standard operativi al fine di far fronte a tutte le criticità. Sicuramente non si può operare con le stesse modalità di funzioni e servizi portuali di prima del crollo del Ponte Morandi avvenuto l’ultimo 14 agosto scorso, in quanto quella arteria dava sostenibilità a tutte le scale della mobilità, cittadina, regionale, nazionale ed internazionale.

In seguito alla riunione operativa, i vari enti che operano in/out il porto di Genova hanno riaffermato l’importanza dello scalo ligure nel processo del trasporto marittimo euro – mediterraneo. Intanto, bisogna affermare da subito che il rientro dalle vacanze da Sardegna, Sicilia, Spagna non sta subendo variazioni e criticità; tale traffico è sopportato con una discreta sostenibilità senza intoppi, come pure il traffico passeggeri da crociera e da ro-ro/pax. In particolare sono state messi a punto due linee strategiche operative, come la connessione stradale fra porto e rete autostradale e l’efficienza del ciclo dei controlli.

L’AdSP ha predisposto un veloce riassetto della viabilità interna al porto per ricollegare i terminal agli assi auto stradali, limitando l’impatto sul traffico urbano. L’Agenzia delle Dogane è impegnata a rendere agile il ciclo dei controlli ottimizzando le procedure, potenziando la connessione fra porto e magazzini doganali retro-portuali e riducendo gli spostamenti di persone, merci e documentazione. Gli spedizionieri, oltre all’impegno naturale diuturno di sempre, hanno dato ulteriore disponibilità per servizi di navetta per il dispaccio dei vari documenti da trasmettere ai presidi di Genova e Prà e per il trasferimento dei campioni da sottoporre alle analisi veterinarie. Passerà e Genova dimostrerà ancora una volta di essere una “Repubblica marinara”.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da su Ago 28 2018. Archiviato come Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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