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I porti mediterranei sono europei

BRUXELLES –  Il bilancio dell’UE del periodo 2021 – 2027, presentato ultimamente dalla Commissione Europea, destina la maggior parte dei fondi al programma CEF (Progetti per Collegare l’Europa); bilancio in discussione al Parlamento per cui il termine ultimo per la presentazione dei vari emendamenti è scaduto l’altro giorno. Non si sa se i nostri europarlamentari abbiano presentato emendamenti, quanti e per quali realtà portuali; l’importante era e rimane di esortare la Commissione a non tagliare ulteriormente il bilancio proposto, ma sollecitare a investire di più sui porti, quelli mediterranei, e non sempre per quelli dell’Europa settentrionale.

Il mondo del trasporto marittimo rimane il più economico per dislocare merci e persone in tutto il mondo; con l’aumento della domanda da parte dei consumatori, le imprese marittime dovranno affrontare importanti opportunità per superare le inefficienze operative soprattutto riguardo alle infrastrutture dei porti. I nostri porti stanno attraversando una forte trasformazione dall’analogico al digitale; lo shipping tutto richiede di aumentare le velocità per le operazioni carico/scarico di merci e/passeggeri. Migliorare efficienza del carburante da un porto all’altro, ridurre la congestione nei porti e aree ad alto traffico, l’introduzione delle smart comunicazioni in tempo reale tra le parti interessate; sono tutte  queste questioni fondamentali che stanno trasformando oggi il commercio marittimo e ci troviamo ancora con porti, quelli del Mediterraneo europeo dimenticati dalla UE.

Nel prossimo decennio i porti europei e in particolare quelli mediterranei avranno bisogno di forti investimenti per competere e per creare economia e sviluppo nel territorio con un valore sociale di ritorno sui vari investimenti. I porti meritano una quota maggiore del solito 4% del bilancio ottenuto negli ultimi quattro anni; i porti europei hanno un ruolo importante strategico per lo sviluppo dei trasporti e della logistica, quali nodi impegnati nella sostenibilità dell’energia, nell’industria e nella blue economy.

I porti, per la loro dimensione marittima e la loro posizione geografica, come quelli del Mediterraneo europeo, meritano un maggiore riconoscimento nell’ambito dei progetti che fanno capo al bilancio Ue di prossima approvazione, soprattutto per la loro capacità a sostenere la continuità territoriale dell’Europa per merci e persone, dimostrando di avere una natura transfrontaliera nel superare i confini nazionali. Si spera che l’Ue non lasci da soli i porti europei del Mediterraneo, abbandonandoli al solo compito di rifugio nel soccorso di flussi migratori.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su set 22 2018. Archiviato come Europa, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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