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Decarbonizzare le navi non basta

Katowice- Si è conclusa la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Climate Change Conference COP24) del 2018 nella città polacca di Katowice. Certo una riunione che per un certo numero di giorni ha cercato di finalizzare l’attuazione pratica dell’accordo di Parigi 2015. Poiché da più parti il trasporto internazionale è stato condannato a essere il sesto grande sistema che emette anidride carbonica (CO2) del pianeta, non sorprende i riflettori aperti per tutta la conferenza su tale settore economico, i trasporti  marittimi, aerei, ferroviari e stradali.

A conclusione della Conferenza possiamo annotare lo scarso risultato dell’evento (rispetto a Parigi 2015) ottenuto nelle varie proposte e intenti evidenziati nel documento finale per i posteri. Quello che ci preme evidenziare sono le valutazioni fatte durante una tavola rotonda trasversale all’evento sugli oceani, le zone costiere e i trasporti marittimi. Si è parlato di porti verdi e di liberare dal carbone l’industria dei trasporti marittimi e si è discusso molto sulla decarbonizzazione delle navi.

Il forum faceva fulcro su un rapporto del Transport International Forum (ITF) sulla decarbonizzazione marittima che per prevedere una navigazione a zero emissioni entro il 2035 identifica tre principali aree d’intervento: cambiamenti nelle misure tecnologiche da applicare a bordo di navi, miglioramento operativo nelle costruzioni di navi e i combustibili alternativi. Quando si parla di decarbonizzare una nave non si parla di nuova costruzione, ma di nave trasformata; gli armatori contestano che se si spendono denari per queste migliorie alle navi esistenti perché se ne dovrebbero spendere per delle nuove?

Per ridurre rapidamente le emissioni in atmosfera non basta solo navi efficienti, già in corso di refitting, e navi di nuova costruzione per il domani, ma occorre anche saper affrontare il problema ora. Soprattutto occorrerà approvare i miglioramenti operativi su come incentivare le navi a emissioni zero per il 2050 previsto dall’IMO; queste navi dovrebbero entrare in flotta almeno nei prossimi dieci anni. Per quanto riguarda i combustibili alternativi occorre più impegno e investimenti pubblici nella ricerca e laboratori per testarli; e se poi un combustibile alternativo (GNL) potrà essere sostenibile per la modalità marittima del trasporto internazionale, non sarà invece adatto per quella aerea e/o ferroviaria.

Oggi si può parlare di porti verdi e di navi efficienti, ma il tema dei combustibili e di quale energia utile per fare muovere le navi sono la sfida del futuro. Per ora l’unica proposta sostenibile per ridurre i gas serra è quella dell’IMO che propone  l’efficienza energetica delle navi ed il piano di efficienza energetica per le compagnie di navigazione, con gli  obiettivi di circa il 10% per il 2024 e il 30% per il 2025/2030.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su dic 20 2018. Archiviato come Europa, Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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