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Fedespedi non condivide le idee del suo assessore Borri

E volevamo  cambiare ambiente e politica per realizzare una città più smart?  Come si potrà realizzare l’internazionalizzazione di un porto se il territorio non comprende gli strumenti  economico – strutturali cioè il monitoraggio costante delle rotte e del commercio internazionale, le connessioni con le reti di trasporto locale e  tutta l’innovazione technology che sta attraversando il mondo dello shipping??
Una città e con un porto  dalle potenzialità inespresse pensa ancora in “piccolo” e si affida ad un assessore che non conosce il territorio, la città che amministra e pensando alle colmate, dall’alto della sua “cattedra” , dice un no e tutta la giunta comunale, compreso Lei sindaco lo segue.

Come avere un driver chiaro e definito senza comprendere che il porto deve e dovrà  guidare il processo di sviluppo  di una città, di una provincia, di una regione e del Mezzogiorno ed il “no”, senza condizioni dell’assessore Borri,  si aggiungerà ad altri (tanto un no non si nega a nessuno); si prenderà  tutte le responsabilità per un futuro che non verrà!

Se non avrai banchine come sarà possibile aumentare l’appetibilità di un porto e di una città in termini di attrazione e di investimenti?
All’assessore forse il cluster marittimo di questa regione portuale  dovrebbe spiegare che lo shipping sta cambiando: le megaship sono ormai una realtà; nel Mediterraneo, l’Italia, e con essa il sistema portuale MAM,  è prima nell’UE28 per merci movimentate sulle autostrade del mare; i flussi merceologici viaggeranno sempre  di più su navi ro-ro con un trend di traffico in continuo aumento; i mercati energetici che si affacciano all’orizzonte sono importanti e sebbene sia prevista una riduzione al 2035 dei fossili,  la componente oil e gas continuerà ad essere elevata; quasi 200 milioni di tonnellate di rinfuse liquide sono gestite dai porti italiani; in ultimo l’attrazione degli investimenti e ci riferiamo alle istituende zes destinate a aumentare.

Il problema dei dragaggi nel porto di Brindisi è un problema che interessa l’intero sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale: dire no a Brindisi significa danneggiare tutti  i porti del sistema; significa frenare la Provincia di Brindisi e la Regione Puglia e portarla fuori dal Mezzogiorno escludendola dai flussi merceologici del Mediterraneo.
Renzo Piano per amor di patria e della sua ‘repubblica marinara’ è stato sempre impegnato con le sue opere a legare la città al porto e viceversa. Vedasi suo ultimo intervento per il ponte Morandi.
Signor Sindaco credo che una sua doverosa riflessione sull’operato di un suo Assessore che a parole è per lo sviluppo del porto ma nei fatti lo contrasta.-

Tanto dovevo e con l’occasione Le porgo un augurio di un Santo Natale.-

 

Adriano Guadalupi
Rappresentante Fedespedi
tavolo di Partenariato
Autorità di Sistema Portuale del Mare adriatico Meridionale

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Scritto da su Dic 20 2018. Archiviato come Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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