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Il Natale e lo sviluppo sostenibile del porto e della città di Brindisi

Le dichiarazioni dell’assessore Borri sul progetto della cassa di colmata dell’AdSP nella foce di Fiume Grande hanno provocato una serie di interventi poco inclini a riconoscere l’importanza di uno sviluppo sostenibile della città e del suo porto. La prima pagina di Quotidiano di mercoledì 19 dicembre dal titolo allarmante: “Dragaggi, è braccio di ferro” ed il contenuto dello stesso articolo spinge ad alcune riflessioni sull’informazione e sulla condivisione delle scelte tra la città ed il porto di Brindisi.

Spesso si prendono posizioni apriori senza conoscere le diverse scelte programmatiche e programmatorie che si sono susseguite negli anni, ed il reale stato procedimentale di alcuni grossi progetti che ormai da circa 20 anni continuano a “popolare” i POT ed i Programmi Triennali OOPP dell’Autorità portuale prima e dell’AdSP ora, tra i quali: gli accosti di Sant’Apollinare, il consolidamento della diga di Punta riso, la colmata di Capo bianco e questa cassa di colmata sulla foce di fiume grande.

Questi grandi e vecchi progetti, la cui somma dei lavori supera i 200 milioni di €, (che non ci sono in cassa), hanno tutti una caratteristica in comune e cioè che, mentre il “Titolo del progetto”, è spesso rimasto invariato, sono cambiati stralci funzionali e contenuti degli stessi progetti nei vari anni, per cui nei programmi triennali era scritto il titolo ma non era conosciuto il contenuto del progetto dagli stessi componenti il Comitato Portuale (fino a quando il progetto non veniva inserito nell’elenco annuale del Programma triennale OOPP, che implica la presenza in cassa dei relativi finanziamenti, non venivano richiesti chiarimenti sul contenuto degli stessi).

Per rimanere ai fatti, va chiarito che il progetto in questione e cioè la cassa di colmata alla foce di Fiume Grande non è inserito nell’elenco annuale 2019 del Programma Triennale delle OOPP elaborato dalla stessa AdSP  in quanto non ci sono i finanziamenti (46 milioni di  €, inoltre, verificando lo stato dell’arte del procedimento abbiamo che lo stesso progetto non è stato approvato né dal Consiglio Superiore dei LLPP, che ha chiesto di rielaborare il progetto secondo la normativa vigente, né dalla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente che ha chiesto molti chiarimenti, tanto da riaprire le Osservazioni).

Va inoltre tenuto presente che, attualmente, l’ass. Borri ha intrapreso un percorso di partecipazione, informazione e coinvolgimento di tutti i cittadini, le istituzioni ed i corpi intermedi nella costruzione del PUG, mentre non altrettanta partecipazione e condivisione delle scelte e dei contenuti dei programmi e dei progetti è rilevabile nel tempo, da parte dell’Autorità portuale prima e dell’AdSP poi.  Anzi, nel recente incontro partecipativo promosso dal Comune il 10 dicembre scorso presso Palazzo Guerrieri e dedicato proprio ai rapporti tra la città ed il porto, erano presenti gli ordini professionali, il Propeller club port of Brindisi, OPS, Raccomar, Federspedi, la Capitaneria di Porto, ma non era presente l’AdSP: quale migliore occasione per presentare i propri progetti nel contesto della pianificazione condivisa del PUG?

Forse le vere “decisioni discriminanti per il futuro della città” sono proprio quelle, previste nel progetto in questione, di vincolare la realizzazione di ogni minimo dragaggio del porto di Brindisi alla futura realizzazione di una grande vasca di colmata, ( per la quale ci vorranno almeno 3  anni di lavori a partire da quando si avranno i 46 milioni di € di finanziamento, tutte le autorizzazioni ambientali, e sarà stata esperita la relativa procedura di gara con annessi ricorsi etc.). Infatti sarebbe bastato procedere, con gli interventi di dragaggio programmati secondo i progetti autorizzati e le procedure di VIA già svolte.

Il DM interministeriale 26 aprile 2005 che autorizza e conclude positivamente la procedura di VIA della Variante al PRP di Brindisi individua nella: “colmata di Capo Bianco, per la quale è stimata la necessità di 1.800.000 mc di materiale” il sito dove trasferire, direttamente via mare, il materiale dragato. Trattasi di conferimento definitivo del materiale dragato per realizzare la colmata di Capo bianco che l’Accordo di Programma del 1999 con la Marina Militare destinava agli usi della stessa MM, vi è poi una parte di colmata residua tra la colmata della MM e la colmata ex BG, già nella disponibilità dell’AdSP . E’ opportuno ed auspicabile, per un reale e pronto sviluppo del porto che l’AdSP valorizzi da subito queste aree, in gran parte già realizzate e disponibili per essere date in Concessione a grandi terminalisti.

Quindi la vera questione, forse, non è quella di trovare alternative a dove portare i dragaggi rispetto alla nuova e non finanziata cassa di colmata ubicata alla foce di Fiume Grande, ma capire perché, chi, come e quando, con una programmazione dei dragaggi ed una procedura di VIA già svolta, ha deciso di cambiare la programmazione dei dragaggi consacrata da scelte di piano (Variante PRP adottata nel 2002 ed approvata dalla Regione nel 2006) condivise con la città attraverso la “previa intesa”, a livello di Consiglio Comunale nell’aprile 2002. Al riguardo sarebbe opportuno ripristinare le scelte programmate e condivise con la città e già approvate dal Consiglio Comunale, dal Consiglio Superiore dei LLPP, dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia, invece di rifare l’intera trafila autorizzativa che rischia di durare anni e bloccare veramente i dragaggi e quindi il porto di Brindisi.

Sarebbe auspicabile un nuovo e reale percorso condiviso tra il Comune  e l’AdSP, magari nella stessa sede di palazzo Guerrieri per condividere insieme sia il percorso del PUG che del PRP, in tali incontri partecipativi e conoscitivi, congiunti tra il Comune, l’AdSP ed i cittadini, si potrebbero valutare, oltre ai progetti dell’AdSP, anche le proposte minimali e migliorative per lo sviluppo reale del porto che sono state fatte nel tempo dal Propeller club port of Brindisi, da OPS, da Raccomar, dai Piloti etc:, che vanno dall’allargamento di Canale Pigonati all’approfondimento dei  fondali di costa morena, dall’utilizzo del Castello Alfonsino e dell’Isola di sant’Andrea, all’utilizzo per nuovi traffici della colmata ex BG, dal pontile a briccole fino ad esplorare le sinergie porto-aeroporto, vera risorsa e specificità logistica brindisina non ancora capita e valorizzata.

Se vogliamo “cambiare la storia” del porto, dell’aeroporto e della città dobbiamo partire dalle nostre potenzialità ambientali e logistico-posizionali, recuperando gli anni perduti a causa dell’assenza di dialogo, partecipazione e condivisione reale dei progetti e delle relative scelte. Si coglie l’occasione per invitare tutti i cittadini, per scambiarci gli auguri di  Natale, alla Messa nella Cattedrale di Brindisi domenica 23 alle ore 11.30, che il Propeller port of Brindisi propone ai suoi soci ed a tutti coloro che lavorano e/o amano il porto e la cultura del mare; seguirà discesa dalle colonne romane, vista del canale Pigonati, del Castello Alfonsino e dell’isola di Sant’Andrea e passeggiata in porto. Condividiamo questo semplice gesto per far memoria del Santo Natale e per ripartire, nel 2019, col piede giusto verso un’idea condivisa di sviluppo sostenibile della città e del suo porto-aeroporto.

Il Presidente del Propeller Club Port of Brindisi
Ing. Donato Caiulo

Leggi anche:

  1. Convegno del Propeller Club Port of Brindisi: “La programmazione e pianificazione della città-porto meridionale”
  2. PORTO SOSTENIBILE: UN NUOVO CAPITOLO DI SVILUPPO A TRIESTE
  3. OECD: porto motore di sviluppo economico della città
  4. XII Convention del Propeller Club. Mennitti: “Lo sviluppo del porto di Brindisi non è solo industriale”
  5. Lo sviluppo di un porto è sviluppo della città

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Scritto da donato caiulo su dic 20 2018. Archiviato come Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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