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EMSA: una guida per le acque di zavorra

Lisbona-L’Agenzia europea per la sicurezza marittima (European Maritime Safety Agency) ha pubblicato una guida sulla gestione delle acque di zavorra di una nave, contenente anche le buone pratiche sulle procedure per il campionamento. L’obiettivo è di fornire uno standard sui protocolli per prelevare i campioni d’acqua di zavorra, rispondente alle tipologie (D-1 e D-2) secondo la Convenzione internazionale sulle acque di zavorra (BWTS Ballast Water Treatment System).

La Ballast Water Management è una convenzione internazionale IMO per il controllo della gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti, adottata nell’ambito di una Conferenza diplomatica nel 2004, e divenuta efficace a partire dall’8 Settembre 2017. L’acqua di zavorra, com’è noto, è un elemento imprescindibile per la navigazione, dando alla nave assetto e stabilità. Nel particolare, la convenzione serve per minimizzare e da ultimo eliminare la trasmigrazione, per il tramite delle stesse acque di zavorra, di microrganismi acquatici nocivi e patogeni da una zona all’altra del globo, fenomeno che danneggia l’ambiente, la salute umana, la biodiversità e le diverse industrie coinvolte (pesca, agricoltura, turismo).

Con l’entrata in vigore della BWM, le navi dovranno sottoporre l’acqua di zavorra, imbarcata durante ciascun viaggio, ai processi meccanici, fisici, chimici, biologici, singolarmente o congiuntamente, approvati dalla normativa quali ad es. trattamenti a base UV, ozono, ipoclorito di sodio, gas inerte o semplicemente riflusso. In generale, la Convenzione si applica sia alle navi battenti bandiera di Stati che l’hanno ratificata e sia alle navi che, non avendo il diritto di bandiera di uno Stato contraente, operano sotto la sua giurisdizione marittima.

Documentazione-Le navi soggette alla disciplina BWM dovranno avere a bordo i seguenti documenti: 1. “Ballast Water Management Plan” approvato dall’Amministrazione di bandiera, con l’indicazione delle procedure di sicurezza e azioni necessarie per rispettare gli standards imposti dalla Convenzione; 2. “Ballast Water Record Book” per registrare ogni operazione di gestione dell’acqua di zavorra; 3. “International Ballast Water Management Certificate” per navi dai 400 GT in poi ed escluse piattaforme galleggianti, FSUs (Floating Storage Units) e FPSOs (Floating Production Storage and Offloading Units), certificato con 5 anni di validità e soggetto a visite di rinnovo annuali e periodiche.

Esoneri-Sono invece escluse dall’ambito applicativo: Navi non progettate o costruite per trasportare acqua di zavorra; navi che operano esclusivamente in acque soggette alla giurisdizione di uno Stato contraente, a meno che lo Stato in questione stabilisca che lo scarico dell’acqua di zavorra dalla nave potrebbe danneggiare l’ambiente (same location clause); navi da guerra, navi ausiliarie o altre navi di proprietà o operate dallo Stato contraente; navi con acqua di zavorra permanente non soggetta a scarico.

Esenzioni possono essere concesse a navi che viaggiano tra porti specificati o che operano esclusivamente tra porti o percorsi specificamente individuati quando l’acqua di zavorra non si mescola ad acque diverse da quelle di questi porti o località. Queste esenzioni sono efficaci per cinque anni e soggette a revisione. La BWM.2/Circ.32, datata 8 agosto 2011, specifica che le previsioni della Convenzione non si applicano alle draghe aspiranti (hopper dragger).

La Guida-La guida dell’EMSA focalizza la documentazione necessaria per stabilire se una nave è conforme ai requisiti della Convenzione. Le navi sono tenute a gestire le loro acque di zavorra e i sedimenti secondo un determinato standard: il regolamento D-1 che stabilisce le norme per lo scambio delle acque; e il regolamento D-2 che stabilisce lo standard sulle prestazioni tecniche del sistema di acqua di zavorra. La metodologia di campionamento delle acque dovrà seguire i protocolli omologati e rispondenti ai sistemi di gestione delle acque di zavorra, per evitare contaminazioni accidentali relativi alle concentrazioni di organismi.

Protocolli-Secondo l’IMO i principi del campionamento rispondono a precise norme: i campioni dovranno essere rappresentativi di tutto lo scarico di acqua di zavorra, proveniente da un singolo serbatoio o da combinazioni di serbatoi di scaricati; tenere conto del potenziale di un carico di sedimento sospeso nello scarico; i prelievi di campioni devono essere effettuati in punti di scarico appropriati; la quantità e la qualità dei campioni prelevati dovrebbero essere sufficienti a dimostrare se l’acqua di zavorra scaricata rispetta la norma pertinente;

i campioni devono essere prelevati,  sigillati e conservati per garantire che possano essere utilizzati per verificare l’osservanza della Convenzione;  i campioni devono essere analizzati integralmente,  entro il limite di tempo del metodo di prova, utilizzando un laboratorio accreditato che applica le pratiche del sistema di gestione della qualità conformemente alla norma EN ISO / IEC-17025 o altri standard equivalenti accettati a livello internazionale.

Concludendo, il documento si concentra ulteriormente sulla raccolta del campionamento, sul processo, come campionare i serbatoi dell’acqua di zavorra ed infine come conservare i relativi campioni.

 

Abele Carruezzo

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  3. IMO: Regolamento sulle acque di zavorra
  4. Confronto fra tecnologie di analisi delle acque di zavorra
  5. World Shipping Council: rimandare la convenzione sul trattamento delle acque di zavorra

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Scritto da Abele Carruezzo su mar 6 2019. Archiviato come Internazionale, Italia, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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