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Turismo nuovo e nautica da diporto

Praticare il diporto nautico per turismo può costituire per la Puglia una innovazione del mercato turistico di tutta la regione, consentendo quel passaggio culturale al “nuovo turismo”. Quello coniugato nei tempi non più di una società industriale o post, ma declinato nei luoghi per poter generare quel turismo definito dagli esperti “polisensoriale”: cioè il turismo che si basa sull’economia delle esperienze, per distinguerlo da quello di massa concentrato sui consumi; il turismo della ricerca, dello sperimentare emozioni e stimoli di tutti i sensi per cui una città dovrà essere ospitale in senso globale. La coordinata essenziale, per questo nuovo turismo, è la posizione geografica; infatti, la Puglia è favorita perché immersa fra due mari, come “banchina-naturale” per approdi e per partenze.

Parole chiave del nuovo turismo sono: “riscoprire il mare”; il mare deve e dovrà essere visto come grande potenzialità  nel contesto dell’economia delle esperienze; le città di mare (e Brindisi non è da meno) ridefinite “ospitali”, sono strategiche, per cui i porti e porticcioli  turistici divengono “porta“ di accesso ai territori dell’entroterra, dove il turista ritrova l’autenticità, bisogno essenziale dell’uomo post-moderno. Se guardiamo attentamente questa nostra società, notiamo che l’uomo è sempre alla ricerca di stimoli sensoriali, di emozioni; non si accontenta più di bisogni materiali, ma ricerca esperienze legate a quelle attività che sono in grado di  determinare per se un forte senso di immedesimazione. Oggi, si ha un forte bisogno di esperienze uniche, memorabili e capaci di lasciare un segno nella memoria e nel vissuto personale, e per questo siamo disposti a pagare anche una aggiunta di prezzo  per le nostre vacanze. In questa ottica, ridefinire la nautica da diporto di un territorio, di una regione, di una città, sia per il suo valore economico e sia per il suo valore polisensoriale, diventa importante per una seria programmazione di azioni cooperate con porticcioli turistici o marina , nati per soddisfare tali bisogni, se non vogliono rimanere dei  “garage“ sull’acqua .

Il diportista, il suo tempo, i suoi bisogni, i suoi gusti, le sue preferenze sono variabili economiche; le sue esperienze divengono oggetto di transazione economica; le sue esperienze sono una forma di offerta, un sistema prodotto, un modello di business dove i benefici  differenziali sono percepiti come prodotti-esperienza. Quindi andare “per mare” è viaggio e soggiorno per nuove esperienze, fuori dal comune, dove il “loisir” e l’intrattenimento ci portano a fare esperienza, quella denominata delle “tre elle”. La landscape (luoghi e paesaggi), la leisure (parole ed immagini che fanno scena all’autenticità) e la learning (apprendimento piacevole, organizzato sulle emozioni); le “tre elle” che permettono di interagire/integrare la domanda e l’offerta di turismo. Ed è proprio le città di mare che caratterizzano il nuovo modello di offerta turistica e che si realizza attraverso la creazione di un sistema di “cittadinanza temporanea”, capace di fare esperienza dello scambio tra una cultura locale e cultura importata, che crea una rete di condivisione dei valori comunitari. La nautica da diporto è un importante fattore di sviluppo di tutto il territorio anche per la funzione che ha in quanto espressione del nuovo turismo.

Il diporto è una navigazione diversa da quella mercantile; è una navigazione  di persone che rappresenta un momento privilegiato per esprimere e realizzare le aspettative ed i bisogni tipici di una società postmoderna, che sono sempre più esperienziali.E’ “esperienza di viaggio” che rivela l’effettiva natura turistica della portualità da diporto e la configurazione del porto come produttore di turismo. E’ chiaro che non è sufficiente la presenza di alcuni servizi tipicamente turistici per qualificare i porti, porticcioli e marina come luoghi turistici: infatti i porti, porticcioli, approdi e marina possono essere definiti turistici nel momento in cui si configurano come produttori di esperienze che includono almeno un pernottamento all’interno del loro sistema ospitale , altrimenti sono da considerare solamente luoghi di produzione di servizi per la nautica da diporto e per il tempo libero. E’ necessario quindi arricchire i porti, porticcioli, approdi e marina di attività ad alto valore aggiunto per trasformarli da luoghi in cui ormeggiare l’imbarcazione a luoghi in cui far vivere il mare.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su mag 25 2011. Archiviato come Marinas, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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