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Port front: avere e dare fiducia

E’ la città di “mare” che è capace di generare le relazioni marittime fra gli uomini; oppure è la presenza geografica del “mare” che impone all’uomo il “viaggio” creando le relazioni marittime.

Qualunque concetto il cui significato non si riduca ad essere “referenziale”, ossia, non si riduca solo a designare una cosa concreta come il mare, va incontro ad una evoluzione del proprio significato a seconda dei contesti  e delle discipline usate: questo è accaduto al concetto di porto.

La pluralità dei significati che il porto è capace di implicare sono tanti: dalle relazioni culturali, scambi commerciali, trasporti marittimi, servizi alle merci ed alle persone; tanti significati che generano relazioni di crescita reciproca fra una “città-porto” e cittadini di mare; scambio marittimo che se viene meno per una città è inevitabile il declino.

Ed allora, una Authority del porto deve perseguire l’importante obiettivo istituzionale: promuovere lo sviluppo dei traffici tra il porto di una città ed i mercati del “mare”; cercando di tradurre l’organizzazione e la funzione portuali in relazioni economiche di quell’assunto istituzionale. Poco tempo addietro, Benedetto XVI, in visita pastorale a Brindisi, dal piazzale di Sant’Apollinare, affermava: “Brindisi, Porta d’Oriente, città crocevia di persone e comunità di ogni provenienza, cultura, lingua e religione.

Punto di approdo per gli uomini, per la sua bellezza, la sua storia, le sue tradizioni civili; città che per secoli ha corrisposto alla vocazione di ponte tra Oriente e Occidente”. Per cui un’Authority non si limita solo a firmare contratti, ma essendo una istituzione pubblica crea le fondamenta per le relazioni di promozione per sviluppo economico di quel territorio.

La questione impegna tutti, operatori portuali e non, nessuno escluso, a riscoprire la relazione fondante del porto di Brindisi ed il Mediterraneo; riproporre quella aspettativa marittima che questa città merita, mettendo in essere un programma di azione con paesi come la Grecia, la Turchia, l’Egitto, sulle rotte dei Messapi, garantendoci delle “chance” di presenza marittima con questi partner, nel bene comune reciproco.

Certo, ci vorranno missioni di scouting in quei paesi, per nuovi accordi e pratiche di follow up per la loro applicazione. Ma prima di tutto, occorre avere fiducia e speranza in questo porto ed in questa città, che comunque ci siamo meritati.

Abele Carruezzo

Foto: Simone Rella

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Scritto da Abele Carruezzo su dic 30 2011. Archiviato come Italia, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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