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CLIMA, GREENPEACE ITALIA IN AZIONE SU UNA TRIVELLA CONTRO IL GOVERNO: «CI STATE BRUCIANDO IL FUTURO, BASTA PUNTARE SUI COMBUSTIBILI FOSSILI»

STRETTO DI SICILIA– Attivisti e attiviste di Greenpeace Italia sono in azione da questa mattina all’alba sulla piattaforma di estrazione “Prezioso”, situata nello Stretto di Sicilia, sulla quale hanno aperto un banner con il messaggio “Ci state bruciando il futuro”, diretto al governo italiano, che non sta facendo abbastanza per affrontare l’emergenza climatica.

Gli attivisti, partiti dalla Rainbow Warrior, espongono messaggi con alcuni dei provvedimenti più importanti che i governi dovrebbero prendere nei prossimi anni, a livello nazionale e internazionale, per contenere l’aumento della temperatura media al di sotto di un grado e mezzo ed evitare impatti ancora peggiori dei cambiamenti climatici, come indicato dalla comunità scientifica.

«L’emergenza climatica è sotto gli occhi di tutti e chi dovrebbe fare di tutto per proteggere i cittadini, ovvero il nostro governo, continua invece a perseguire le stesse politiche fossili che hanno contribuito a portarci al punto in cui ci troviamo», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Oggi siamo in azione nello Stretto di Sicilia per protestare contro l’imminente ampliamento delle attività estrattive del progetto “Offshore Ibleo”. Gas e petrolio sono parte del problema, non della soluzione ai cambiamenti climatici e un governo che voglia difendere i cittadini deve fermare i piani di espansione delle attività estrattive e puntare invece su rinnovabili ed efficienza, per arrivare a zero emissioni entro il 2040».

Recentemente la Commissione europea ha pubblicato i commenti al Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) redatto dal governo italiano, affermando chiaramente che la centralità assoluta data al gas in questo piano va in senso contrario rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione, ovvero la progressiva riduzione delle emissioni di CO2. Il gas non è affatto un combustibile pulito, è una fonte fossile che emette gas serra. Serve per accompagnare la transizione energetica, ma non deve rallentare questo processo o bloccarlo per decenni, come rischia di accadere in Italia. Anche per questa ragione progetti come “Offshore Ibleo”, che prevedono l’apertura di nuovi pozzi per estrarre ulteriore gas, dovrebbero essere fermati immediatamente.

Questi progetti sono inoltre una minaccia per i nostri mari. Per la prima volta, dopo anni di lotte contro le trivelle, per questo progetto è prevista la redazione di uno scenario che descriva i rischi di incidente rilevante “in fase di perforazione del pozzo o coltivazione del giacimento, incendio della piattaforma…”: rischi che fino ad oggi nessuno ha mai valutato. Secondo ENI questo progetto dovrebbe essere operativo già nel 2021, e d’altra parte sono già state avviate le procedure per gli appalti, ma ancora non si conoscono i contenuti di questo importante documento. Nessuno sa quali rischi stiamo davvero correndo: a parte quelli climatici, ovviamente.

«Ogni nuovo progetto di estrazione di combustibili fossili va in direzione opposta rispetto agli Accordi di Parigi», continua Iacoboni. «Nelle ultime settimane Greenpeace ha impedito per dodici giorni a una piattaforma petrolifera di BP di raggiungere la propria destinazione ed iniziare nuove trivellazioni nel mare della Scozia, ha manifestato contro il carbone della compagnia tedesca RWE, la più inquinante di Europa in termini di emissioni di CO2, e oggi sta manifestando pacificamente contro nuove estrazioni di gas in Italia da parte di Eni. Non c’è più tempo da perdere, se vogliamo davvero salvare il clima e noi stessi, dobbiamo fermare nuovi progetti di estrazione e accelerare la transizione energetica verso un mondo cento per cento rinnovabile. È tecnicamente possibile. E dobbiamo farlo», conclude Iacoboni.

Per sensibilizzare sugli impatti dei cambiamenti climatici e sulle soluzioni per contrastarli, la Rainbow Warrior di Greenpeace è impegnata in queste settimane nel tour “Uniti per il clima”, partito dalla Romania e che, dopo aver toccato le coste di Bulgaria e Grecia, è arrivato in Italia. Prossima tappa italiana sarà Palermo, dove la nave sarà aperta a tutti e tutte dal 29 giugno al primo luglio.

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Scritto da Redazione su giu 27 2019. Archiviato come Italia, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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