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Porto di Brindisi-Colmata: Progetto di qualità con una “Via” non chiara

Brindisi. Quando si procede a una pianificazione portuale e di progettazione di opere marittime, si va incontro a molte valutazioni e pareri: in alcuni porti favorevoli e in altri porti con valutazioni negative.

A Brindisi tutto questo va in scena in modo (in)consueto e qualsiasi opera marittima diviene di difficile realizzazione, sia essa banchina, piazzale, pontile, stazione marittima o altro, mettendo in campo, ed in concorrenza tutte le possibili “valutazioni” siano queste ambientali e/o sociali, quasi a concorrere in una partita senza fine. Ci stiamo riferendo ai “lavori per il completamento dell’infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est”.

Giusto per capire le cinquantuno pagine scritte dalla Commissione VIA, senza tifare pro o contro colmata, occorre far comprendere al cittadino che abita in un qualsiasi rione della sua città, che lotta per il diritto ad avere integrato e vivibile il suo quartiere prima e poi il porto; far comprendere al cittadino di Genova che con la caduta del ponte Morandi viene soddisfatto in tutte le sue desiderate, mentre per i “terremotati” dovranno aspettare altri “contratti” politici giallo-verde, verde-azzurro, azzurro-rosso , nero-azzurro, come in un campionato di calcio.

Progetti di opere marittime di antica nomina e di pianificazione difficile (oggi si parla d’intelligenze artificiali e di viaggi su Marte) che seguono un iter stressante, giusto per bloccare uno sviluppo a favore di un altro? Non è campanilismo, ma giusta attenzione per un porto che è stato “grande” e si spera che lo sia ancora. Si gioca sulla democrazia di un popolo, sulla dignità del lavoro, sulla solidarietà fra regioni, giusto per mantenere un talk-show giornalistico e creare consensi.

Per questo abbiamo formulato alcune domande al Segretario generale dell’AdSP MAM, Dott. Tito Vespasiani.

Domande.
1- Che cosa significa una valutazione negativa connessa a lacune conoscitive da parte della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente?

“ Non risulta sia stata messa in discussione la qualità tecnica della progettazione – afferma Tito Vespasiani – ; e come ho già detto per altre testate nazionali, la progettazione è stata redatta da studi di ingegneria di alto profilo e affidatari, in altri porti, di importanti incarichi di pianificazione portuale e di progettazione di opere marittime di grande rilevanza a livello nazionale. La valutazione negativa è strettamente connessa alla evidenziata lacuna conoscitiva, in merito all’aggiornamento delle caratterizzazioni dei sedimenti interessati dall’ipotizzato intervento di conferimento in cassa di colmata.”

Parole che lasciano intravedere una disequazione amministrativa applicata allo sviluppo della portualità italiana da parte della Commissione. Infatti, è vero che la Commissione non fa politica, ma si arroga il diritto/dovere di considerare una “caratterizzazione” di un sito aggiornato oppure no (lo sappiamo che hanno scadenza triennale); come dire che i ghiacciai si scioglieranno domani visto che l’inizio è avvenuto “ere” addietro. Al Governo italiano interessa solo lo sviluppo di quattro porti: Genova e Trieste (le due mani verso il Nord Europa) con i due porti del Sud, Gioia Tauro e Taranto (i due piedi per il Nord Africa) e per mitigare la fine di Evergreen e dell’Ilva, oggi ArcelorMittal.

2- In merito ai “pareri” di enti preposti che cosa si può dire ?

“E’ importante sottolineare il parere dell’Autorità di Bacino, ci ricorda il Segretario AdSP,  quando afferma che – “Solo in caso di motivata impossibilità di individuare altro sito per l’ubicazione della cassa di colmata, l’intervento di primo stralcio potrebbe risultare compatibile con le previsioni e prescrizioni; e per quanto riguarda il secondo stralcio (dragaggi) non si rilevano motivi ostativi.”

Altri pareri sono stati espressi a garanzia di una “salute” ambientale, paesaggistica, faunistica, trasportistica, navigabilità, sicurezza marittima e sostenibilità sociale e che comunque sono state superate dalle integrazioni chieste dalla Commissione all’AdSP. Come dire evitiamo l’uso del mare per il processo del trasporto marittimo, per la balneazione, per le reti energetiche, per la pesca, per il turismo nautico, perche è invaso dalla plastica, senza comprendere che tale problema è di chi produce la plastica e di chi la usa.

Ricordiamo che alle dichiarazioni negative espresse dall’assessore Borri e dal Sindaco sul progetto della cassa di colmata dell’AdSP, hanno  risposto i consiglieri esprimendo sostegno agli operatori portuali ed all’utenza tutta. Il Consiglio comunale della Città di Brindisi, riconoscendo l’importanza di uno sviluppo sostenibile della città e del suo porto, si è dichiarato favorevole alla colmata tra il pontile del petrolchimico e Costa Morena Est, sui dragaggi e gli accosti a Sant’Apollinare, prevedendo anche un museo del mare. Chi è contrario può anche “declinare” il mandato.

3- Non comprendendo il “danno” ambientale tale da rendere inutili le opere marittime ancora non in cantiere per il porto di Brindisi, che senso ha caratterizzare un sito acqueo – portuale per un progetto ancora non esecutivo?

Al riguardo, l’Autorità di Sistema Portuale ha dato ampiamente riscontro durante il procedimento di VIA in questione (imputato oramai quasi due anni fa) evidenziando come le dette nuove caratterizzazioni avrebbero certamente trovato luogo in fase di progettazione esecutiva ovvero ai fini del dragaggio ex art. 5 bis della Legge 84/94 stante la necessità di realizzare prima la cassa di colmata similmente, tra l’altro, a diversi altri procedimenti già occorsi negli altri porti.” Ed ancora – afferma Tito Vespasiani – poiché ai sensi dell’art. 10 bis della L. 241/90, il Ministero dell’Ambiente dovrà prossimamente notificare il preavviso di rigetto, assegnando un termine per eventuali osservazioni, in questa fase l‘Autorità presenterà le proprie controdeduzioni per un riavvio della valutazione, alla produzione della caratterizzazione aggiornata.”

Si rileva che, purtroppo in Italia, assistiamo a due valutazioni politico-amministrative opposte in tema di portualità; vedasi, Napoli, Livorno, Ancona e altri. Per la cronaca, si ricorda che nel 2014 sul porto di Taranto è stato dato parere favorevole alla colmata con caratterizzazioni del sito eseguite nel 2009. Per Brindisi si richiede l’aggiornamento! L’Autorità ha avviato da tempo – e di propria iniziativa – il percorso tecnico-amministrativo finalizzato all’aggiornamento delle caratterizzazioni del sito interessato, dando debita comunicazione al competente MATTM.

Nel chiudere l’intervista, il Segretario generale AdSP, Tito Vespasiani, ripetendo alcune sue affermazioni già date alla stampa, ricorda che “ l’Autorità ha anche avviato un parallelo procedimento finalizzato ad anticipare o a “scorporare “ l’escavo necessario per realizzare i pontili di Sant’ Apollinare dal progetto cassa di colmata, e ciò attraverso una stipula di accordo, in corso di formalizzazione, con la società Sogesid, specializzata nelle bonifiche ambientali e controllata dal Ministero dell’Ambiente, al fine di studiare e progettare innovativi interventi di movimentazione e di conferimento dei sedimenti interessati dalla realizzazione dei pontili, e ciò al fine di creare le condizioni per una possibile rapida cantierizzazione di tale progetto strategico per il porto e la città.”

Sicuramente sono procedure che riservano molta attenzione con puntuali specifici interventi, sperando in una benevola accoglienza delle integrazioni, se si vuole realizzare effettivamente tale progetto strategico per il porto di Brindisi.

Dire no è lo sport di moda  a livello nazionale! Che senso ha dire si a un porto che non esiste, senza una vera programmazione economico-marittima che possa fronteggiare la transizione merceologica energetica del post-industriale? Brindisi, con la sua città e con il suo porto, è stanca di subire trasversalità per non modificare lo status attuale asservito ad altre strategie politiche.

Quanti altri anni la portualità brindisina e\o salentina è disposta ad aspettare uno speranzoso sviluppo del porto di Brindisi? Tra banchine non completamente operative, tra stazioni marittime non adeguate ed ancora da realizzare, tra air-draft dell’Enac antistorico con l’evoluzione tecnologica delle navi, tra riduzione dei flussi merceologici energetici e non, tra varie sofferenze delle linee ro-ro e ro-pax, di quale porto si sta parlando? Quello della Città o quello degli operatori portuali tutti.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su ago 12 2019. Archiviato come Ambiente, Infrastrutture, Italia, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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