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IMO: Proteggere la biodiversità marina

New York. Il quartier generale delle Nazioni Unite, a New York (19 – 30 agosto), sta ospitando la terza conferenza intergovernativa (Conference Inter Governmental – CIG) sulla biodiversità marina. La terza di una serie per sviluppare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante, ai sensi della Convenzione sul diritto del mare (United Nation Convention on the Law of the Sea UNCLOS),  sulla conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità biologica marina in aree fuori della giurisdizione nazionale; nota come “BBNJ” (Biological diversity in areas Beyond National Jurisdiction). L’attuale sessione della conferenza sta discutendo il progetto di testo del trattato che abbia vincoli giuridici internazionali.

L’IMO, in questa sessione, è garante degli strumenti di gestione di base da applicare in aree marine, sulle valutazioni di impatto ambientale, sullo sviluppo di capacità e di trasferimento di tecnologia ed altre applicazioni tecnologiche, giusto per fornire informazioni negoziali e assistenza allo sviluppo del nuovo strumento giuridico internazionale. L’IMO è da sempre impegnata a garantire l’uso sostenibile degli oceani nel processo del trasporto marittimo; i vari regolamenti IMO son applicati in tutti gli oceani del mondo attraverso un sistema consolidato di controllo dello Stato di bandiera, costiero e portuale.

Molte misure dell’IMO contribuiscono attivamente alla conservazione della diversità biologica marina in aree al di fuori della giurisdizione nazionale, tra cui la Convenzione Internazionale per la Prevenzione dell’inquinamento da parte delle navi (MARPOL) e la Convenzione Internazionale sulle acque di zavorra BWC – che mira a impedire il trasferimento di specie acquatiche potenzialmente invasive – e la Convenzione e il Protocollo di Londra che regolano lo scarico dei rifiuti in mare.

Oggi, tutte le navi devono attenersi alle numerose misure di protezione IMO sia dentro sia fuori delle aree marine sensibili designate (PSSA – Protection Sensitive Sea Areas) e in aree speciali e di controllo delle emissioni. Come pure l’interdizione della navigazione dai luoghi di riproduzione delle balene e il divieto di usare sistemi di navigazione elettronica nelle vicinanze di dette aree.

Il Codice Polare dell’IMO (Polar Code) è obbligatorio per le navi che operano nell’Artico e nell’Antartico e si consiglia l’uso della guida sulla protezione della vita marina dal rumore di navi sottomarine. Possiamo dire, in definitiva, che il 2019/2020, per l’Organizzazione Marittima Internazionale, ha come obiettivo principale la protezione della biodiversità marina.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da su Ago 24 2019. Archiviato come Ambiente, Internazionale, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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