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SCARC – Si è svolto a Bari il Convegno su problematiche e fenomeni che interessano le fasce costiere

SCARC19 – Bari, Convegno su problematiche e fenomeni che interessano le fasce costiere, organizzato dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento in programma in questi giorni

L’ASSET è stata invitata per descrivere la situazione e le problematiche in Puglia, le opportunità della Blue economy e le criticità dovute ai fenomeni di erosione costiera causate da urbanizzazioni e interventi antropici

La Puglia, ad oggi, è identificata come destinazione naturalistica di elevato pregio, quasi esclusivamente per la presenza del mare e delle aree naturali protette, prevalentemente nelle aree che si affacciano sul mar Ionio e nel Gargano. L’obiettivo prioritario della politica regionale in materia dovrebbe essere, dunque, la valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche della regione al fine di aumentarne ulteriormente l’attrattività. Gli interventi di valorizzazione dei territori costieri richiedono necessariamente una corretta gestione del fascia litoranea attraverso piani di gestione mirati ed interventi di mitigazione e contrasto dei fenomeni erosivi”.

Problematiche e fenomeni che interessano le fasce costiere, questo il tema del Convegno scientifico sulle ricerche per la tutela delle coste, organizzato dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento in programma in questi  giorni.

Settanta lavori di ricerca pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche, sono al centro di un confronto tra esperti di gestione delle aree costiere. L’acronimo in inglese è SCACR, e nel corso dei lavori sono stati illustrati i più recenti sviluppi delle esperienze scientifiche.

L’ASSET è stata invitata per descrivere la situazione e le problematiche in Puglia, le opportunità della Blue economy e le criticità dovute ai fenomeni di erosione costiera causate da urbanizzazioni e interventi antropici

“La costa può essere definita come l’elemento di relazione e di interazione tra mare e terra – sottolinea l’ing. Sannicandro, Commissario Straordinario dell’ASSET -; per via anche delle attività che sulla stessa si sviluppano, essa può essere considerata una risorsa non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico. Il mare e le coste sono, infatti, i motori della cosiddetta “blue economy”. La Puglia, ad oggi, è identificata come destinazione naturalistica di elevato pregio, quasi esclusivamente per la presenza del mare e delle aree naturali protette, prevalentemente nelle aree che si affacciano sul mar Ionio e nel Gargano.

L’obiettivo prioritario della politica regionale in materia dovrebbe essere, dunque, la valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche della regione al fine di aumentarne ulteriormente l’attrattività.  Gli interventi di valorizzazione dei territori costieri richiedono necessariamente una corretta gestione del fascia litoranea attraverso piani di gestione mirati ed interventi di mitigazione e contrasto dei fenomeni erosivi”.

Ad esclusione delle Isole Tremiti, la costa pugliese si estende per circa 970 km ed è costituita per il 33% da spiagge sabbiose, per il 33% da coste rocciose basse, per il 21% da alte falesie, e per il 5% da tratti antropizzati. Dal punto di vista amministrativo la fascia litoranea pugliese ricade in tutte le 6 province ed interessa il territorio di 68 comuni.

Nel 2011 la Regione Puglia si è dotata di un proprio strumento di pianificazione degli ambiti costieri regionali e dell’uso della fascia demaniale marittima redigendo il Piano Regionale delle Coste. Nel P.R.C. sono stati individuati su tutta la fascia demaniale della costa pugliese differenti livelli di criticità all’erosione dei litorali sabbiosi e differenti livelli di sensibilità ambientale associata alle peculiarità ambientali del contesto.

Al fine di definire una scala di priorità degli interventi di difesa costiera e’ stata redatta la Mappa del Rischio che evidenzia come i Comuni soggetti a rischio più elevato siano quelli di Manfredonia, Margherita di Savoia e Barletta, caratterizzati dalla presenza di lunghi litorali sabbiosi in evidente stato di erosione, con quote molto basse rispetto al l.m.m, ed interessati da una notevole urbanizzazione.

Gli studi condotti nel corso degli ultimi anni mostrano un evidente arretramento della maggior parte delle spiagge sabbiose, allo stato attuale risultano in arretramento ben 129 km di litorale,  imputabile principalmente alla crescente pressione antropica che ne sta minando la stabilità e la qualità ambientale.

Le analisi effettuate nei diversi periodi mostrano chiaramente che il fenomeno dell’erosione costiera sul litorale regionale non è da ricondursi a episodi di tipo stagionale, in quanto la tendenza erosiva, già peraltro molto spiccata negli anni precedenti, continua ad aumentare e a interessare tratti sempre più estesi di costa.

Una corretta pianificazione del territorio costiero, su base regionale, implica una oggettiva valutazione dello stato dei litorali e del rischio connesso ai fenomeni di erosione costiera e inondazione marina attraverso approfonditi studi tecnico/scientifici.

Nel 2018 la regione Puglia si è attivata a definire, con D.G.R. n. 1694/2018, gli “Indirizzi operativi per l’Azione di Contrasto all’Erosione Costiera regionale e avvio 1° Fase del Quadro Programmatico – Studi Preliminari”. Successivamente è stato firmato un accordo tra la Regione Puglia e il DICATECh del Politecnico di Bari per la realizzazione di un’attività di ricerca sulla dinamica costiera regionale, finalizzata all’analisi di rischio delle cause dei fenomeno dell’erosione e dei rimedi attuabili.

Nello studio è previsto anche l’aggiornamento del Piano Regionale delle Coste, attività non più rinviabile a causa dell’aggravarsi dei fenomeni erosivi lungo il litorale regionale.

Attuamente i litorali pugliesi sono sotto “stretta osservazione” anche grazie al progetto di ricerca STIMARE, “STrategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione” finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nell’ambito del Bando per progetti di ricerca finalizzati alla previsione e alla prevenzione dei rischi geologici.

Infine, la Regione Puglia finanzia il progetto INNODUNECOST che intende sperimentare l’uso di iniezioni di nanosilice colloidale (materiale naturale non inquinante) per incrementare la capacità delle dune costiere a resistere al’azione erosiva del vento e delle onde. Il progetto è coordinato dall’Università del Salento e coinvolge numerose imprese pugliesi. Il fine è quello di brevettare questa nuova metodologia.

Intervento Asset – Regione Puglia

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Scritto da Redazione su set 11 2019. Archiviato come Ambiente, Infrastrutture, Italia, Marinas, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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