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GNL soluzione praticabile per la decarbonizzazione?

LNG BUNKERING STATION


Il settore marittimo, come sappiamo, è responsabile del 90% del commercio globale e si è rilevato responsabile del 3% delle emissioni totali di gas serra. L’IMO si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra prodotte dal trasporto marittimo internazionale. La strategia per lo shipping globale aspira a ridurre l’intensità di carbonio del 40% entro il 2030 e a ridurre le emissioni totali di gas a effetto serra del 50% entro il 2050.

Le buone pratiche che le imprese marittime metteranno in atto per raggiungere gli obiettivi IMO riguarderanno tre filoni d’intervento: primo utilizzare l’energia in modo più efficiente con forti riduzioni degli sprechi; secondo utilizzare carburanti più puliti possibile e infine catturare e rimuovere le emissioni di CO2 che non possono essere evitate.

Ricordiamo che l’accordo di Parigi prevede obiettivi di dimezzamento delle emissioni in atmosfera di gas nocivi e di adottare uno sviluppo sostenibile per il pianeta Terra, a fronte della crescita continua della popolazione mondiale che entro il 2050 raggiungerà i 9,7 miliardi di persone. Fra i combustibili c.d. “green” il GNL può sicuramente fare la differenza e permettere il passaggio aspettato verso una decarbonizzazione delle industrie del carbon fossile. L’uso del GNL nello shipping offre sicuramente benefici in termini di qualità dell’aria per le emissioni, ma è un combustibile che potrà sostenere gli obiettivi IMO 2020 e supportare le ambizioni di decarbonizzazione dell’IMO 2030.

Chi si oppone all’uso di GNL come combustibile per le navi e non solo offre obiezioni più politiche che tecniche; un sondaggio fra gli interessati evidenzia che il 34% considera la disponibilità il problema principale, mentre un altro 30% ritiene che il GNL non offra sufficienti benefici ambientali; inoltre, il 25% ha risposto di essere riluttante a causa dell’economia del carburante. Si risponde che il GNL è l’unico combustibile che consente basse emissioni disponibile oggi, utile per andare verso una neutralità del carbonio nei trasporti marittimi; inoltre non ha emissioni di SOx e riduce significativamente gli Nox. E rispetto ai carburanti convenzionali, se si converte una nave in GNL, equivale a ridurre 500 carreggiate di fuori strada.

I motori alimentati a GNL possono offrire fino al 21% di risparmio di gas a effetto serra, rispetto ai carburanti convenzionali; in più il GNL è competitivo in termini di costi.  Da ricerche effettuate, attualmente la capacità globale di GNL è pari a 399milioni di tonnellate/anno e risulta essere superiore al consumo globale di combustibile per uso marittimo, con un’offerta che dovrebbe aumentare entro il 2025. Il numero di navi bunker di GNL è raddoppiato rispetto all’anno scorso e che sono previste più del doppio nei prossimi cinque anni. Alla domanda iniziale si può rispondere che l’uso di GNL nei trasporti marittimi sarà il percorso più credibile a oggi verso la decarbonizzazione.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su ott 1 2019. Archiviato come Ambiente, Infrastrutture, Internazionale, Italia, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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