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IMO sul “limite” della velocità della nave

Londra. La prossima riunione intersessionale del gruppo di lavoro IMO, dall’11 al 15 ottobre, valuterà se applicare un limite alla velocità delle navi come deterrente sulla riduzione delle emissioni di gas serra  in atmosfera. Certamente la velocità delle navi è la variabile più importante che influenza le loro emissioni di CO2; ma tecnicamente vi sono punti di vista diversi  per stabilire quale misura normativa sia la migliore per raggiungere l’obiettivo di contenere le emissioni.

BIMCO, infatti, afferma che, sebbene sia indispensabile garantire la riduzione delle emissioni di gas serra, è altrettanto importante per gli armatori impostare e approvare misure economiche per favorire l’innovazione nella propulsione delle navi. Misurare la velocità di una nave ancora comporta delle difficoltà tecnico-strumentali, pertanto, si afferma in sede BIMCO, occorre studiare altre tecniche; pensare al controllo della potenza della propulsione delle navi, in quanto elemento energetico che può essere misurato, registrato e valutato con precisione e allo stesso tempo è correlato con la velocità.

Il comitato IMO precisa che tutte le misure adottate, e da adottare dovrebbero essere attuate prima del 2023 se si vogliono raggiungere gli obiettivi ambientali del 2030. Poi, le misure dovrebbero essere praticabili, attuabili e verificabili e che eventuali misure obbligatorie sarebbero incorporate nell’Allegato VI della Marpol. E ancora, il Comitato ha osservato che le misure proposte dovrebbero includere parametri di efficienza energetica per le navi esistenti, ottimizzazione e riduzione della velocità, carburanti alternativi e piani di azione nazionali (MEPC 74/2018).

La misura del limite di potenza è confortata dalle prestazioni in condizioni meteorologiche e marittime reali di una nave media costruita nel decennio precedente l’entrata in vigore del Regolamento EEDI (Energy Efficiency Design Index) del 2013; tale indice faceva riferimento a una velocità target, concordata per ciascun tipo di nave e tenendo conto della relazione della potenza limite in rapporto alla portata lorda della nave e agli ultimi tre anni di esercizio., come mostra la curva della potenza.

Le principali decisioni politiche da prendere riguardano la determinazione della velocità target per ciascun tipo di nave applicabile e stabilire le curve limite di potenza risultanti.  L’impostazione della velocità target, come decisione politica, sprona l’intero shipping a mantenere una velocità sostenibile dell’ambiente marino e soprattutto di quelle zone di mare ritenute sensibili all’inquinamento prodotto da navi.

BIMCO raccomanda che il limite di potenza dovrebbe essere calcolato per ciascun settore della navigazione, da una prestazione presunta di una nave media che naviga alla velocità di scambio media attuale all’interno di ciascun settore. BIMCO è la più grande delle associazioni marittime internazionali che rappresentano gli armatori; la sua appartenenza controlla circa il 65 percento della stazza mondiale e ha membri in oltre 120 paesi, tra cui manager, broker e agenti.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su ott 2 2019. Archiviato come Ambiente, Internazionale, Legislazione, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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