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Cittadini per l’Aria-Conferenza di Atene: urgente anche nel Mediterraneo un’incisiva regolamentazione delle emissioni navali

Enormi i benefici per salute, ambiente ed economia
La rete di ONG ambientaliste organizzatrice della “4th Mediterranean Shipping Conference – On the way to a Mediterranean Emission Control Area” chiede che gli stati litorali sostengano la designazione di un’area di controllo delle emissioni nel Mediterraneo

Atene/Milano-In una conferenza tenutasi al Pireo nei giorni scorsi, la rete di ONG europee che lavora da tempo per ottenere l’istituzione di un’area di controllo delle emissioni nel Mediterraneo (ECAMed) ha invitato i decisori politici a non rallentare ulteriormente il processo volto all’istituzione di una ECAMed.

L’inquinamento atmosferico causato dalle navi provoca danni gravi alla salute e all’ambiente; danni che non possono più essere ignorati. La tabella di marcia per la designazione del Mar Mediterraneo come ECA, discussa all’ultima riunione del Piano d’azione per il Mediterraneo dell’UNEP, è decisamente poco  ambiziosa per tempi e obiettivi.

Una decisione preliminare degli stati mediterranei sulla designazione del Mediterraneo come Area ECA potrebbe arrivare i primi di dicembre a Napoli alla riunione COP della Convenzione di Barcellona sulla tutela della biodiversità nel Mediterraneo. E proprio alla riunione degli stakeholders organizzata nel capoluogo partenopeo dal Ministero dell’Ambiente lo scorso 13 dicembre, Cittadini per l’Aria ha presentato una richiesta affinché la Conferenza COP21 possa chiudersi con la designazione del Mar Mediterraneo come Area ECA sia per SOx che per NOx, anche in coerenza all’annuncio del Ministro Costa dello scorso mese di maggio.

È necessario che il deposito della richiesta comune all’IMO, l’Organizzazione Marittima Internazionale, per dichiarare il Mar Mediterraneo un’area di controllo delle emissioni avvenga già nel 2020. La ECA del Mediterraneo dovrà riguardare allo stesso tempo sia le emissioni di zolfo che quelle di azoto per ridurre al più presto l’impatto sulla salute della popolazione, i costi sanitari e prevenire danni ambientali.

Daniel Rieger, esperto di navigazione dell’associazione tedesca NABU: “Mentre molte Nazioni bagnate dal mare come Francia, Italia e Spagna, hanno già espresso un forte sostegno al progetto di una ECA Mediterranea, i Paesi con un forte legame con l’industria navale sono ancora restii ad aderire all’iniziativa. Tuttavia, non vi è dubbio che i cittadini di Grecia, Malta e Cipro hanno a loro volta il diritto di respirare aria pulita, i loro governi non ritardino quindi il processo verso ECA. Le prove del fatto che una riduzione dell’inquinamento atmosferico salva la vita e comporta anche enormi vantaggi economici sono schiaccianti. È tempo di agire”.

George Sgouros, Presidente di Ornithologiki: “Il popolo greco ha lo stesso diritto all’aria pulita degli abitanti di altri Paesi europei. Non possiamo più accettare che ci siano standard diversi in Europa solo per consentire agli armatori di bruciare il combustibile più economico e sporco del pianeta. Il nostro governo deve agire immediatamente e seguire l’esempio della Francia. Se i benefici per la salute non bastassero, la ricerca mostra anche significativi vantaggi economici e che una regolamentazione di questo tipo potrebbe persino stimolare le industrie marittime in quanto catalizzatore dell’innovazione”.

Le nuove norme al 2020 sullo zolfo dell’IMO, che entreranno in vigore il 1 ° gennaio, porteranno già benefici per l’ambiente e la salute. Tuttavia le valutazioni di impatto inerenti l’istituzione nel Mediterraneo di un’ECA, commissionate da Francia e Commissione UE, mostrano chiaramente che un’ECA combinata nel Mar Mediterraneo che copra le emissioni di zolfo (SECA) e azoto (NECA) avrà un beneficio doppio per quanto riguarda il risparmio socio-economico e la prevenzione delle morti premature. Un’ECA combinata eviterebbe fino a 6.200 decessi prematuri ogni anno e potrebbe far risparmiare da 8 a 14 miliardi di euro di costi sanitari in tutte le economie costiere.

Anche le prime voci del settore marittimo iniziano a sostenere la richiesta di una MedECA. Ad esempio la compagnia di crociere francese, PONANT, ha recentemente firmato la “Dichiarazione di Roma” per designare il Mar Mediterraneo come area di controllo delle emissioni redatta dalle ONG nel 2015. Questa società ha volontariamente smesso di utilizzare olio combustibile pesante ad alto contenuto di zolfo passando al gasolio per uso marittimo e dotato le sue navi di sistemi catalitici su tutte le rotte per ridurre drasticamente le emissioni di biossido di zolfo e di ossido di azoto.

Inoltre, nel corso della Conferenza ad Atene, la rappresentante della CLIA, l’associazione che riunisce le compagnie di crociera, ha annunciato il supporto di CLIA all’istituzione di una MedECA.

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria: “Questi segnali indicano che l’industria  marittima è consapevole del problema ambientale che il mondo sta affrontando e del danno per la salute dei cittadini che le navi determinano nei porti in cui attraccano. Oggi l’industria marittima ha necessità – più che di evitare nuove misure – di conoscerle per tempo per poter attuare una adeguata pianificazione industriale. Per questo motivo, rinviare la negoziazione sulla regolamentazione delle emissioni di NOx dalle navi sarebbe, non solo nocivo per i cittadini del Mediterraneo ma anche per la stessa industria navale”.

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Scritto da Redazione su nov 25 2019. Archiviato come Ambiente, Europa, Legislazione, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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