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BIMCO: tre scenari possibili nei trasporti marittimi a causa del coronavirus

Bagsværd – Copenaghen. Gli analisti di economia marittima di Bimco azzardano tre possibili scenari che il sistema dei trasporti marittimi subirà nei prossimi mesi a causa dell’epidemia del sars-covid-19. L’assunto di partenza di detta analisi poggia sul fatto che il focolaio principale del coronavirus è scoppiato in Cina e che il sistema dei trasporti marittimi, globalizzato, sia dipendente dall’economia cinese.

L’impatto sull’economia mondiale sarà più severo quanto più le misure di sanità pubblica cinesi saranno mantenute per un lungo periodo. Già alla fine dello scorso gennaio le esportazioni cinesi hanno perso 1,7 milioni di teu e molte navi stanno viaggiando con piani di carico incompleti (avanzo di stiva). Bimco evidenzia, tramite agenzie e corrieri, che molti tir non sono stati avviati al lavoro per quasi i due terzi dell’intera forza lavoro.
Primo scenario.

Bimco prevede che le misure di controllo delle Autorità cinesi abbiano il dovuto e sperato successo e il lavoro nelle fabbriche torni alle normali condizioni entro marzo, in modo che la domanda e la produzione si muovano di conseguenza. Questo scenario prevede una riduzione relativamente piccola delle catene di approvvigionamento globali e un impatto realisticamente gestibile sui vettori.
Secondo scenario. In questo scenario gli analisti di Bimco prevedono che la normalizzazione delle operazioni di fabbrica e di trasporto non avvenga prima di aprile prossimo.

Questo scenario è più serio; con il taglio della manodopera cinese, in espansione in aprile, le interruzioni della produzione, del cabotaggio e delle operazioni portuali potrebbero essere più severe. Dato il minor numero di container operati a causa del fermo-lavoro regionale, l’interruzione della catena potrebbe estendersi su scala globale, bloccandone forniture di prodotti al dettaglio e trasformati. Nel settore petrolifero delle navi cisterna il danno è già in atto dal momento dell’applicazione dei dazi statunitensi e reso più acuto con l’avvento dell’epidemia da coronavirus. Si prevede che il danno sarà più intenso tra fine febbraio e marzo sempre se non ci sarà un netto recupero.

Terzo scenario. In questo terzo scenario, che si prospetta come il caso peggiore, il virus continui a diffondersi in modi che non possano essere previsti o analizzati. E l’epidemia con molta probabilità si diffonde pienamente oltre in Corea del Sud e in Giappone anche in Europa.
Questi scenari economici, generati dal diffondersi dell’epidemia del coronavirus, dimostrano come il trasporto marittimo sia divenuto fortemente dipendente dall’economia cinese.

Per quanto riguarda gli interessi marittimi stretti, l’impatto epidemiologico sui cantieri navali cinesi potrebbe rivelarsi uno dei pochi aspetti positivi: i lavori per la consegna di nuove navi non hanno subito forti limitazioni e misure d’isolamento (quarantena) e questo contribuirà a sostenere i prezzi nelle spedizioni marittime. BIMCO è la più grande associazione di trasporti marittimi internazionali del mondo, con circa 1.900 membri in oltre 120 paesi; associa e rappresenta armatori, operatori, manager, broker e agenti.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su feb 25 2020. Archiviato come Ambiente, Cultura, Internazionale, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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