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EU: la crisi degli Stati membri per Covid–19 è simmetrica

Bruxelles. Tutti gli analisti economici sono stati facili profeti: la pandemia di coronavirus da emergenza sanitaria si è trasformata in un’economica e speriamo che non si traduca in un’emergenza sociale. E’ stato un grave shock per il mondo intero e soprattutto dell’Europa con conseguenze socio-economiche molto gravi e di proporzioni storiche.

Le previsioni economiche per l’intera zona Ue di questo 2020 prevedono una contrazione di quasi 8% e crescerà del 6.5% nel 2021. Da più parti, sia politiche e sia economiche, affermano che lo shock per l’economia dell’Ue è “simmetrico” perché la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri; ma ogni Stato ha capacità produttive, organizzazione del lavoro e azioni politiche di stabilità diversa, per cui la ripresa non sarà uguale per tutti. Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo per un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato:

“In questa fase possiamo delineare soltanto in modo approssimativo la portata e la gravità dello shock da coronavirus per le nostre economie. Le ricadute immediate per l’economia globale saranno molto più gravi di quelle della crisi finanziaria, ma la profondità dell’impatto dipenderà dall’evoluzione della pandemia e dalla nostra capacità di riprendere in sicurezza l’attività economica e di ricominciare a crescere successivamente.” Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’economia, ha dichiarato: “ L’Europa sta vivendo uno shock economico senza precedenti dalla Grande Depressione.

Sia la profondità della recessione che la forza della ripresa saranno disomogenee, condizionate dalla velocità con cui i blocchi possono essere revocati, dall’importanza di servizi come il turismo in ciascun’economia e dalle risorse finanziarie di ciascun paese. Tale divergenza costituisce una minaccia per il mercato unico e l’area dell’euro, ma può essere mitigata attraverso un’azione europea decisa e congiunta. Dobbiamo affrontare questa sfida.” Al di là delle affermazioni d’ufficio, occorre tener presente che la pandemia di coronavirus ha colpitola spesa dei consumatori, la produzione industriale, gli investimenti, il commercio,i flussi di capitali e le catene di approvvigionamento.

Singolarmente questi segmenti dell’economia di un Paese hanno creato depressioni e difficoltà del sistema di trasporto nelle sue modalità, compromettendo la mobilità dei passeggeri e delle merci (non primarie). Socialmente si stanno perdendo posti di lavoro e sicuramente cambierà il mercato del lavoro; si stanno affermando lavori a breve termine e i sussidi salariali e di sostegno alle imprese dovrebbero contribuire a limitarne i danni occupazionali, anche se tutto questo è intriso di una burocrazia che non rispetta l’umanità e la dignità di un lavoratore.  Siamo convinti che una piattaforma smart potrà sostituire una classe di una qualunque istituzione scolastica/universitaria?

Una celebrazione eucaristica non potrà mai essere sostituita da una rete TV e c’è chi sta pensando anche di interromperla con una pubblicità “tassativa”: le relazioni umane, sociali ed economiche non saranno mai supplite da un webinar. Ed ancora Gentiloni afferma che “Gli Stati membri hanno reagito in modo decisivo con misure fiscali per limitare il danno economico causato dalla pandemia: stabilizzatori automatici,come i pagamenti delle prestazioni sociale aggravati da misure discrezionali fiscali, sono destinati a far aumentare le spese.”… Andrà tutto bene !!!

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su mag 7 2020. Archiviato come Cultura, Europa, Italia, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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