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Livorno: tutto pronto per la deperimetrazione SIN

La fotografia del porto SIN è stata scattata. In circa due anni, dal 2018 a oggi, sono state portate avanti tutte le attività tecnico-scientifiche necessarie per conoscere la qualità dei fondali e dei suoi sedimenti. Ora non resta altro che chiedere al Ministero dell’Ambiente di convocare la Conferenza dei Servizi e arrivare così quanto prima alla deperimetrazione delle aree prospicienti la futura Darsena Europa, l’opera di ampliamento a mare con la quale lo scalo livornese mira a conquistare nuovi traffici.

È quanto ha fatto nei giorni scorsi l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. In una missiva inviata al Dicastero di Via Cristoforo Colombo, l’Autorità ha comunicato di aver terminato, in collaborazione con l’ISPRA ed ARPAT, le attività di campionamento a mare e le relative analisi di laboratorio finalizzate all’aggiornamento della caratterizzazione dei sedimenti marini.

“Considerate concluse l’insieme delle indagini previste per l’applicazione della procedura per la definizione di valori di riferimento di cui al Decreto Direttoriale MATTM 08.06.2016 – si legge nella lettera – questa Autorità chiede che vengano attivate le procedure per la convocazione della Conferenza dei Servizi ai fini dell’approvazione dei Valori e dell’attivazione dell’iter di deperimetrazione dell’area marina costiera di interesse dal SIN di Livorno”.

«In questi giorni, la Direzione Infrastrutture dell’AdSP, assieme ad ISPRA e ARPAT, ha terminato un lavoro innovativo e impegnativo, che avrebbe dovuto concludersi già da molti anni», ha dichiarato il presidente dell’AdSP Stefano Corsini, che ha aggiunto: «Oggi, sulla base dei confortanti esiti degli studi condotti, siamo in grado di ottenere auspicabilmente la deperimetrazione dal SIN dell’area marina su cui si affaccerà la Darsena Europa».

Per il numero uno dei porti di Livorno e Piombino si tratta di una tappa fondamentale ed imprescindibile: «La conclusione dell’iter di deperimetrazione ci permetterà di procedere alla caratterizzazione ambientale specifica necessaria per l’autorizzazione all’esecuzione delle attività di dragaggio. Consentire al porto di traguardare i nuovi orizzonti grazie a fondali a prova di gigantismo navale è una sfida di una complessità straordinaria, che richiede diversi passaggi tecnici, scientifici e amministrativi, tutti interdipendenti tra loro, e capacità altrettanto straordinarie degli uffici tecnici, che ringrazio per l’impegno che profondono ogni giorno».

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Scritto da Redazione su giu 12 2020. Archiviato come Ambiente, Italia, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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